MADRID - Tre donne sono state ricoverate all'ospedale Carlos III di Madrid per controlli su un possibile contagio da ebola, portando a 17 il numero dei casi sospetti in Spagna. Le ricoverate sono una parrucchiera, un'infermiera e una donna delle pulizie del centro medico che potrebbero essersi trovate in situazioni di rischio anche se non presentano i sintomi del virus. Intanto le condizioni di Teresa Romero, l'infermiera spagnola contagiata, rimangono gravi ma stabili.
Nella lotta contro Ebola si fa viva anche la Russia: "Abbiamo creato 3 vaccini e pensiamo saranno pronti nei prossimi sei mesi", ha annunciato il ministro della Salute, Veronika Skvortsova.
Intanto, negli aeroporti americani ci saranno termometri a distanza e questionari da compilare per i passeggeri in arrivo dai Paesi dell'Africa occidentale piu' colpiti dall'epidemia.
Il primo scalo americano a introdurre i controlli e' stato il John F. Kennedy di New York, al quale seguiranno nei prossimi giorni il Newark Liberty in New Jersey, il Dulles di Washington, l'O'Hare di Chicago e l'Hartsfield-Jackson di Atlanta.
La maggior parte dei passeggeri diretti negli Usa da Guinea, Liberia e Sierra Leone fa scalo nei cinque aeroporti, prima di raggiungere eventualmente altre destinazioni. Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) ha sottolineato che si tratta solo di uno dei provvedimenti per combattere la diffusione del virus. "Poiche' vogliamo proteggere la popolazione americana, stiamo avendo un approccio graduale", ha spiegato il portavoce del Cdc, Jason McDonald, sottolineando che i controlli sono eseguiti dalla polizia di frontiera su indicazioni del Cdc. Per le verifiche sono utilizzate 'pistole' a infrarossi in grado di accertare la temperatura corporea e vengono analizzati eventuali sintomi che potrebbero indicare il contagio da ebola.
Se un passeggero dovesse avere la febbre, le autorità sanitarie americane potrebbero trasferirlo in ospedale per ulteriori esami o metterlo in quarantena, secondo quanto previsto dalla legge federale, ha sottolineato il Centro. Per chi dovesse opporsi, la normativa prevede anche il carcere.
I passeggeri comunque vengono gia' controllati all'imbarco nei Paesi africani colpiti dall'epidemia e le verifiche supplementari all'arrivo sono essenziali nel caso il virus si manifesti durante il volo, al termine dell'incubazione, diventando cosi' contagiosi.
In due mesi dall'inizio degli 'screening' in Guinea, Liberia e Sierra Leone, solo a 77 su 36mila passeggeri e' stato negato l'imbarco, e a molti di questi e' stata successivamente diagnosticata la malaria e non l'ebola. Thomas Eric Duncan, il liberiano morto a Dallas, riusci' ad arrivare negli Stati Uniti da Monrovia poiché non mostrava alcun sintomo, e nel questionario che gli era stato consegnato all'aeroporto in Liberia aveva scritto di non essere entrato in contatto con persone infette. Secondo i funzionari dello scalo di Monrovia Ducan ha mentito, poiche' era stato vicino a una donna incinta morta successivamente di ebola.
Nella lotta contro Ebola si fa viva anche la Russia: "Abbiamo creato 3 vaccini e pensiamo saranno pronti nei prossimi sei mesi", ha annunciato il ministro della Salute, Veronika Skvortsova.
Intanto, negli aeroporti americani ci saranno termometri a distanza e questionari da compilare per i passeggeri in arrivo dai Paesi dell'Africa occidentale piu' colpiti dall'epidemia.
Il primo scalo americano a introdurre i controlli e' stato il John F. Kennedy di New York, al quale seguiranno nei prossimi giorni il Newark Liberty in New Jersey, il Dulles di Washington, l'O'Hare di Chicago e l'Hartsfield-Jackson di Atlanta.
La maggior parte dei passeggeri diretti negli Usa da Guinea, Liberia e Sierra Leone fa scalo nei cinque aeroporti, prima di raggiungere eventualmente altre destinazioni. Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) ha sottolineato che si tratta solo di uno dei provvedimenti per combattere la diffusione del virus. "Poiche' vogliamo proteggere la popolazione americana, stiamo avendo un approccio graduale", ha spiegato il portavoce del Cdc, Jason McDonald, sottolineando che i controlli sono eseguiti dalla polizia di frontiera su indicazioni del Cdc. Per le verifiche sono utilizzate 'pistole' a infrarossi in grado di accertare la temperatura corporea e vengono analizzati eventuali sintomi che potrebbero indicare il contagio da ebola.
Se un passeggero dovesse avere la febbre, le autorità sanitarie americane potrebbero trasferirlo in ospedale per ulteriori esami o metterlo in quarantena, secondo quanto previsto dalla legge federale, ha sottolineato il Centro. Per chi dovesse opporsi, la normativa prevede anche il carcere.
I passeggeri comunque vengono gia' controllati all'imbarco nei Paesi africani colpiti dall'epidemia e le verifiche supplementari all'arrivo sono essenziali nel caso il virus si manifesti durante il volo, al termine dell'incubazione, diventando cosi' contagiosi.
In due mesi dall'inizio degli 'screening' in Guinea, Liberia e Sierra Leone, solo a 77 su 36mila passeggeri e' stato negato l'imbarco, e a molti di questi e' stata successivamente diagnosticata la malaria e non l'ebola. Thomas Eric Duncan, il liberiano morto a Dallas, riusci' ad arrivare negli Stati Uniti da Monrovia poiché non mostrava alcun sintomo, e nel questionario che gli era stato consegnato all'aeroporto in Liberia aveva scritto di non essere entrato in contatto con persone infette. Secondo i funzionari dello scalo di Monrovia Ducan ha mentito, poiche' era stato vicino a una donna incinta morta successivamente di ebola.
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