LISBONA, 3 febbraio - Una violenta tempesta sta investendo le coste del Portogallo e della Spagna. La perturbazione di origine atlantica raggiungerà nelle prossime ore anche l'Italia. Porterà pioggia e temporali su parte delle regioni nord occidentali e centrali tirreniche. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una allerta meteo che prevede a partire dalle prime ore, precipitazioni diffuse, localmente anche molto intense e accompagnate da fulmini e forti raffiche di vento, su Liguria e Toscana settentrionale. Venti forti sono attesi anche sulle aree appenniniche dell' Emilia-Romagna.
venerdì 3 febbraio 2017
Virginia Raggi e le polizze (due): "Ho la fiducia di GRILLO"
ROMA, 2 febbraio - "Se ho la fiducia del Movimento 5 Stelle? Direi di si, ho anche sentito Grillo", ha detto Viriginia Raggi. "Cosa mi ha detto Grillo al telefono? Che farà polizze per tutti". Con una battuta detta sorridendo la sindaca di Roma, salendo le scale del Campidoglio, ha risposto ai giornalisti che le chiedevano se avesse sentito il leader M5S e cosa si fossero detti.
Sono due le polizze vita stipulate da Salvatore Romeo con beneficiaria, in caso di morte, Virginia Raggi. Una da 30 mila euro stipulata nel gennaio 2016 e priva di scadenza, l'altra da 3000 euro con scadenza 2019. Per gli inquirenti non costituirebbero fatto penalmente rilevante in quanto non emergerebbe un'utilità corruttiva. Si tratta di polizze da investimento che non presuppongo la controfirma del beneficiario.
Entrambe le polizze sono state mostrate alla sindaca ieri nel corso dell'interrogatorio. Virginia Raggi, secondo quanto si è appreso, è letteralmente "caduta dalle nuvole". Le polizze, secondo quanto si è appreso, erano da investimento e per quanto riguarda quella con scadenza, l'importo maturato può essere ritirato solo dall'investitore mentre il beneficiario può entrare in possesso del danaro sono in caso di morte del primo.
MILANO si candida miglior meta turistica del 2017. VOTATELA
Milano candidata come miglior meta turistica europea 2017: si può votarla in questi giorni fino al 9 febbraio, con un semplice click e senza registrazione su europeanbestdestinations. com.
Lo chiedono le istituzioni e associazioni milanesi: insieme all’appello del Comune con l’assessore al Turismo, Roberta Guaineri, intervengono Mauro Parolini assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Alberto Meomartini, vice presidente della Camera di commercio di Milano, Renato Borghi, Presidente di Explora, Dmo di Regione Lombardia, Maurizio Naro, presidente APAM (Associazione albergatori Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza).
Un anno di turismo per Milano nel 2016: si posiziona per ricavi alberghieri, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano attraverso il suo servizio marketing territoriale, su dati RES STR Global, dopo Parigi, Amsterdam, Londra, Barcellona, Monaco Ma davanti a Francoforte, Vienna, Madrid, Bruxelles. In Italia è subito dopo le “classiche”: Venezia, Firenze e Roma, ma davanti a Napoli, Genova, Torino e Bologna. Bene la crescita per gli alberghi di fascia alta: rispetto al 2014, Milano aumenta del 9%, in termini di ricavi alberghieri, posizionandosi per crescita davanti a grandi città come Londra (-3%), Bruxelles (-17%), Mosca (-18%), Parigi (-19%). A livello nazionale Milano è cresciuta negli ultimi due anni più di Roma (5%) ed è subito dietro a Venezia (+10%). Dati che danno un trend, ma che risentono anche del diverso metodo di rilevazione, secondo Maurizio Naro, presidente APAM (Associazione albergatori Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza): “Per quanto riguarda i dati positivi di Milano, confermiamo un aumento dal 2014 per gli alberghi soprattutto del centro città e per le categorie più elevate. Dobbiamo però ricordare che le rilevazioni nelle altre città europee tengono particolare conto anche di alberghi di scala inferiore, dando quindi un valore di redditività del comparto alberghiero più basso. Motivo per cui, in parte l’effetto positivo di Milano è da attribuire anche a questa differenza. Dobbiamo continuare su questa strada per beneficiare del momento favorevole per la nostra città. Occorre incentivare la creazione di eventi di sicuro richiamo internazionale per proseguire ancora meglio in questo trend. Milano va votata per la pluralità di interessi turistici che può soddisfare”.
Dichiarazione di Mauro Parolini assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia: “Milano non è più solo una città legata al business e alle fiere, ma si è conquistata il titolo di città turistica, al pari di altre capitali europee che in questi anni hanno attratto molti visitatori. Votiamo per Milano a questo contest europeo per accendere un altro importate faro sulla città e soprattutto per rafforzare il suo ruolo di locomotiva di tutta la grande ricchezza e varietà che la Lombardia esprime in ambito turistico”.
“Milano può diventare sempre di più meta turistica internazionale – ha dichiarato Alberto Meomartini, vice presidente della Camera di commercio di Milano -. Sulla scia di Expo, di Expoincittà e di tutte le iniziative messe in cantiere in questo periodo, nel 2017, bisogna continuare a puntare sui grandi eventi e sulla qualità dell’offerta e sul coinvolgimento di tutta la cittadinanza. E anche la partecipazione a questa votazione per scegliere la migliore destinazione turistica europea, può contribuire al sempre maggiore riconoscimento di Milano, unica città italiana selezionata insieme a Roma, sul piano internazionale. La Camera di commercio in questi giorni sta sensibilizzando il mondo delle imprese a partecipare a questa votazione”.
“Milano può diventare sempre di più meta turistica internazionale – ha dichiarato Alberto Meomartini, vice presidente della Camera di commercio di Milano -. Sulla scia di Expo, di Expoincittà e di tutte le iniziative messe in cantiere in questo periodo, nel 2017, bisogna continuare a puntare sui grandi eventi e sulla qualità dell’offerta e sul coinvolgimento di tutta la cittadinanza. E anche la partecipazione a questa votazione per scegliere la migliore destinazione turistica europea, può contribuire al sempre maggiore riconoscimento di Milano, unica città italiana selezionata insieme a Roma, sul piano internazionale. La Camera di commercio in questi giorni sta sensibilizzando il mondo delle imprese a partecipare a questa votazione”.
Renato Borghi, Presidente di Explora, Dmo di Regione Lombardia, ha aggiunto: “Milano oggi più che mai si conferma capitale di Fashion e Design ed è già una delle destinazioni più ambite dai citybreaker europei. Questa candidatura potrebbe coronarla "regina d'Europa" e generare un volano positivo per il turismo della città e di tutta la Lombardia che ha, a sua volta, l’ambizioso obiettivo di diventare la prima regione turistica d’Italia”.
LOUVRE, chiusa la rue de Rivoli
PARIGI, 3 febbraio - La rue de Rivoli è stata chiusa al traffico lungo il Louvre. Chiusa anche la stazione della metro del Louvre per motivi di sicurezza. Nel museo al momento dell'attacco c'erano mille visitatori. Sono stati spostati in una zona sicura ed ora vengono sgomberati in piccoli gruppi alla volta.
Secondo informazioni di Le Figaro, sono quattro i militari che sono stati aggrediti stamani al Louvre, di cui due sono rimasti leggermente feriti. L'aggressione ha avuto luogo alle 9.50, precisa il sito del quotidiano. I militari hanno risposto sparando cinque volte.
LOUVRE, "era un attacco terroristico" dice il primo ministro Cazeneuve
LOUVRE, gridando "Allah Akbar", aggredisce pattuglia. Ferito, voleva entrare al museo con un zaino
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| La zona dell'aggressione, il Carrousel |
PARIGI, 3 febbraio - Un militare di guardia al piccolo arco di trionfo del Carrousel, a due passi dal Louvre, nei giardini delle Tuileries, ha sparato, ferendolo, contro un uomo che avrebbe tentato di aggredire la pattuglia di cui faceva parte, e secondo alcune fonti avrebbe avuto con sé uno zaino o una valigia. Il ministero dell'Interno francese ha diramato un avviso chiedendo di agevolare l'accesso nell'area alle forze di sicurezza. Secondo il prefetto di polizia di Parigi, l'attaccante ha fatto minacce e gridando: "Allah Akbar" mentre attaccava i soldati vicino al Louvre.
In seguito a quello che il ministero degli Interni definisce "un grave evento di pubblica sicurezza", il quartiere del Louvre è stato completamente transennato, il museo resta chiuso, così come il vicino Palais Royal. L'aggressione sarebbe avvenuta nei pressi del Carrousel du Louvre, nel corridoio delle boutique, attorno alle 10.
L'aggressore del militare davanti al museo del Louvre è stato ferito allo stomacoa, in modo piuttosto grave, secondo quanto si apprende. L'uomo - secondo la ricostruzione di Luc Poignant, portavoce del sindacato SGP di polizia, intervistato da BFM-TV - ha provato ad entrare nel corridoio delle boutique del Carrousel du Louvre con una valigia.
Fermato dalla sicurezza ha insistito per entrare, un militare si è avvicinato e l'uomo ha tentato di aggredirlo. Di qui la sparatoria. L'agente è rimasto leggermente ferito al capo.
E' stata fermata una seconda persona "con atteggiamento sospetto" che si trovava nei pressi del Louvre: lo riferiscono le autorità.
Epatite C, si possono importare i medicinali dall'India (2500 euro invece di 74mila)
ROMA, 3 febbraio - La terapia di dodici settimane per curare l'epatite C in Italia sarebbe costata oltre 74mila euro con un piccolo intervento da parte del Sistema sanitario nazionale, ma acquistando gli stessi farmaci online in India l'esborso fu solo di 2.500 euro, un trentesimo dell'italica spesa. Peccato, però, che il pacco salvavita fu fermato alla dogana dell'aeroporto di Roma Ciampino e da lì ebbe inizio l'odissea legale di un pensionato milanese 70enne, Roberto Orazio Maria Del Bo, che oggi può cantare vittoria. Il suo ricorso al Tribunale del Riesame apre la strada alla libertà di cura dell'epatite C a costi ragionevoli, come riporta il quotidiano La Verità.
La giustizia ha infatti riconosciuto al malato la facoltà di importare in Italia a un prezzo stracciato l'antivirale, tra l'altro arrivato in tre confezioni per uso esclusivo personale e non per fini commerciali. Ma Roberto Del Bo non si accontenta di questa vittoria.
Dopo essere dovuto andare a curarsi direttamente in India, spendendo sul posto 800 euro per tutta la terapia farmacologica, mentre era in attesa della pronuncia del Tribunale sull'accusa di importazione illegale di medicinali, il pensionato ha anche citato in giudizio il ministero della Sanità e l'Aifa, l'Agenzia italiana del Farmaco, per aver anteposto interessi economici al diritto costituzionale alla salute.
Il servizio sanitario nazionale, infatti, fornisce cure gratuite solo ai pazienti con malattia già degenerata in cirrosi o contratta dopo un trapianto di fegato.
ASTI, uccisero un uomo a colpi di cric, 5 arresti dopo quasi 2 anni
ASTI, 3 febbraio - Cinque arresti questa mattina da parte della polizia di Asti per l'omicidio di Francesco Indino, 52 anni. L'uomo fu ucciso a colpi di cric il 25 giugno 2015 in piazza Campo del Palio, a poche centinaia di metri dalla Prefettura. Tra gli arrestati di oggi anche Stefano Bagnasco, di Costigliole d'Asti, datore di lavoro della vittima all'epoca del delitto. L'accusa per gli arrestati è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dai motivi abbietti e futili.
COLICO, poliziotto muore cadendo in un dirupo durante la collutazione con un sospetto
COLICO (Lecco), 3 febbraio - Tragedia a Colico, in provincia di Lecco. Un poliziotto è morto, la scorsa notte, per le gravissime ferite riportate precipitando in un pendio durante una colluttazione successiva ad un inseguimento con la volante di un furgone lungo la Superstrada 36. Si tratta di Francesco Pischedda, 28enne, in servizio presso la Polizia Stradale di Bellano.
Il mezzo, con a bordo persone sospette, era stato intercettato e non si era fermato all'alt. Ne è nato appunto un inseguimento terminato con l'incidente mortale. L'agente sarebbe riuscito a bloccare un uomo ma, per ragioni ora oggetto d'indagine, durante la colluttazione i due sono caduti per alcuni metri in un dirupo, mentre gli altri uomini sono riusciti a fuggire. L'agente e l'uomo bloccato sono invece stati soccorsi e ricoverati, ma nella notte il poliziotto è morto. Sono in corso indagini e battute in tutto il territorio. Sull'accaduto la Procura di Lecco ha subito avviato un'inchiesta. Originario di Imperia, l'agente da meno di un anno era diventato padre di una bambina, Nel 2014, Pischedda, insieme a due colleghi della Polstrada di Lecco e Bellano, era stato premiato con la Lode per l’impegno profuso nell’espletare un’operazione di Polizia Giudiziaria, che si concludeva con l’arresto di un individuo, resosi responsabile del reato di furto aggravato ai danni di un esercizio commerciale.
Evviva, salvato il lupo (per ora)
ROMA, 3 febbraio - Il pressing degli animalisti salva i lupi. Almeno fino al 23 febbraio. La Conferenza Stato Regioni ha infatti deciso il rinvio del "Piano lupo", così come chiesto dai presidenti delle Regioni italiane. Da parte del ministero dell'Ambiente - a quanto si è appreso - non ci sono state obiezioni. Il rinvio dell'abbattimento dei lupi era stato chiesto per "studiare possibili alternative" aveva annunciato il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, ringraziando "il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini per aver proposto e ottenuto dal ministro Galletti il rinvio del provvedimento". Oliverio, nei giorni scorsi era intervenuto con Bonaccini per esprimere la propria contrarietà al provvedimento che prevedeva l'abbattimento dei lupi. "Confermo - conclude Oliverio - la mia contrarietà a misure di abbattimento di questa specie protetta. Si tratta semmai di assumere iniziative diverse a tutela degli allevatori". Le Regioni, dunque, in sede di Conferenza chiederanno la sospensione dell'approvazione del Piano.
RAGGI: La polizza vita? A mia insaputa...
ROMA, 3 febbraio - Virginia Raggi è davanti ai pm che l'accusano di abuso d'ufficio e falso per il caso Marra quando sull'Espresso e il Fatto Quotidiano online esce la notizia di una polizza vita per 30 mila euro stipulata un anno fa a suo beneficio dall'ex capo della segreteria Salvatore Romeo. "Non ne sapevo nulla, sono sconvolta", dice la sindaca passata la mezzanotte, dopo otto ore di interrogatorio. "Ho chiarito, ho risposto a tutte le domande", afferma ancora la prima cittadina mostrandosi, per l'ennesima volta, risoluta ad andare avanti perché "qui a Roma c'è molto lavoro da fare". Parole che ostentano sicurezza nonostante l'ennesima tempesta che si abbatte sulla testa della sindaca di Roma per colpa del fu 'raggio magico', che potrebbe portare ad accuse più gravi e a vedere indagato un altro suo fedelissimo, ovvero Romeo. La polizza è stata oggetto di domande dei magistrati, ma non di contestazioni, nell'interrogatorio fiume di ieri. L'avvocatessa M5S è stata sentita dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Francesco Dall'Olio sulla nomina alla guida della direzione turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello dell'allora potente capo del Personale Raffaele Marra.
Ma alla vicenda si intreccia ora quella dell'assicurazione che Romeo avrebbe destinato a Raggi a gennaio 2016 - cambiando beneficiario dopo anni -, quando lei era in corsa per la scelta del candidato sindaco M5S. Sei mesi prima, quindi, di essere nominato dalla neo sindaca capo della segreteria con stipendio triplicato, dopo essersi dimesso da funzionario del Comune ed essere stato riassunto. Una procedura vagliata dall'Autorità anticorruzione (Anac), che indusse poi Raggi a tagliare il compenso. Romeo - che fu fotografato con la sindaca sul tetto del Campidoglio in un'immagine divenuta celebre - si è dimesso a dicembre dopo l'arresto di Raffaele Marra per corruzione per una vicenda di quattro anni fa. Si indaga per accertare se la sindaca fosse a conoscenza della polizza, che secondo un esperto per essere effettiva andrebbe controfirmata dal beneficiario. Ma in serata lei stessa ha precisato che la polizza fu contratta a sua insaputa. "Perché Romeo ha organizzato una cosa del genere? Non ho idea - risponde la prima cittadina - poi ci sono le indagini in corso". Dal 2013 in poi, secondo L'Espresso e Il Fatto, il suo capo segreteria avrebbe investito circa 100 mila euro su una decina di polizze vita: tra i beneficiari, oltre a parenti, anche attivisti M5s. I magistrati che indagano sulle nomine della Giunta Raggi cercano di capire la ratio, ma anche il modus di questi investimenti, ovvero se le somme fossero veramente di Romeo o di altri e se la geografia dei destinatari risponda a un qualche disegno. Tra le ipotesi forse anche il tentativo di favorire Raggi nella corsa alle 'Comunarie' online, che la vide vincitrice su Marcello De Vito, mentre l'altro competitor, Daniele Frongia, si ritirò facendo convergere i voti su Raggi. L'inchiesta sulle nomine e il nuovo filone che sembra aprirsi sulla polizza si aggiungono all'altra indagine sul presunto dossier ai danni di De Vito per affossarne la candidatura a sindaco.
Due forti scosse di TERREMOTO tra Marche e Umbria
ROMA, 3 FEB - Dopo quella di magnitudo 4 delle 4:47, una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.4 è stata registrata tra Marche e Umbria alle 5:10.
Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto anche in questo caso ipocentro a 6 km di profondità ed epicentro 2 km da Monte Cavallo (Macerata) e 12 da Preci (Perugia).
Un'altra scossa di magnitudo 3.3 è seguita alle 5:19. Non si hanno al momento segnalazioni di nuovi crolli.
QUOTIDIANI, la miglior prima pagina di oggi, venerdì 3 febbraio; IL GIORNALE
Il Giornale, con sua massima soddisfazione, tira un po' il titolo sulla Raggi, inguaiata ora anche dalla polizza vita. Ma per la sindaca è comunque uno spiacevole guaio in più, che si guadagna i titoli principali di Corriere, Repubblica, Messaggero e perfino del Fatto,(che sula Raggi ha dimenticato la tradizionake foga giustizialista) che parla di mistero: e mistero non è.
giovedì 2 febbraio 2017
ROMA, falso pacco bomba, fermata la metro
ROMA, 2 febbraio - Terrore nella metro, alla fermata Giulio Agricola, al Tuscolano, per un pacco sospetto piazzato sui binari. L’allarme è scattato alle 8.40, quando alcuni passeggeri hanno notato un plico che aveva l’aspetto di una bomba: si vedeva distintamente una miccia collegata ad un presunto ordigno. Sono intervenuti gli artificieri e la stazione è stata evacuata. Bloccato il transito dei convogli. Alle 10, quando i poliziotti hanno terminato l’opera di bonifica, è stato constatato che si trattava di un falso ordigno.
Qualcuno ha assemblato un pacco con carta igienica, carta da pacco, carta stagnola e poi ha messo un cordino a simulare una miccia. Il transito dei treni è ripreso. Ora c’è un’indagine in corso per rintracciare l’autore del gesto che, se individuato, dovrà rispondere dei reati d’interruzione di pubblico servizio e di procurato allarme. La polizia ha sequestrato le immagini di diverse telecamere proprio per individuare l’autore.
E' stato ucciso l'italiano scomparso in COSTA RICA
SAN JOSE' (Costa Rica) 2 febbraio - E' stato ucciso l'imprenditore calabrese Vincenzo Costanzo, scomparso a San José, in Costa Rica, il 24 gennaio scorso. Il cadavere è stato trovato in una località alla periferia della capitale costaricana. Il riconoscimento è stato possibile attraverso i tatuaggi che la vittima aveva sugli avambracci: un drago e un sole. Nei giorni scorsi Costanzo stava trattando la vendita di un terreno di 17 ettari del valore di alcuni milioni di euro nell'isola di Cebaco (Panama), del quale possedeva il 60% delle quote.
Costanzo, 52enne padre di due figli, originario di Cosenza con parenti che vivono a Bari e in Calabria, poco prima di scomparire - era scritto nella denuncia presentata dalla sorella ai carabinieri - aveva detto ad alcuni parenti di avere un appuntamento con un amico italiano che lo aveva messo in contatto con persone interessate ad acquistare il terreno.
La trattativa per la vendita avrebbe dovuto probabilmente concludersi il 25 gennaio a Milano dove era stato fissato, dopo vari rinvii, un appuntamento con i potenziali acquirenti. Costanzo, infatti, il giorno dopo la scomparsa avrebbe dovuto prendere un aereo per arrivare in Italia e per concludere la vendita del terreno.
NAPOL, arrestati due figlie e nuora del fondatore del clan di Casalesi Bidognetti
NAPOLI 2 febbraio - Duro colpo alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. La Dia di Napoli ha arrestato cinque persone tra cui due figlie e la nuora di Francesco Bidognetti, capo storico e fondatore del clan dei Casalesi con Francesco Schiavone, detenuto al 41 bis nel carcere dell'Aquila. In un altro blitz, la squadra mobile di Caserta, la Guardia di Finanza di Formia e i carabinieri di Casal di Principe hanno eseguito un provvedimento restrittivo che riguarda altre ventisei affiliati alla cosca per estorsioni commesse sul territorio casertano.
Donne a capo della cosca - Le misure cautelari eseguite dalla Dda contestano ai 5 arrestati reati che vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso alla ricettazione e l'estorsione. Gli inquirenti hanno raccolto elementi di prova sul fatto che Katia e Teresa Bidognetti, rispettivamente 35 e 26 anni, la prima ora in carcere mentre la seconda è domiciliari perche' in gravidanza, insieme a Orietta Verso, 42 anni, anche lei ora in carcere, moglie del secondogenito del boss, Raffaele Bidognetti, tutte e tre sinora incensurate, avevano un ruolo apicale all'interno della 'famiglia'.
Arrestato anche Vincenzo Bidognetti, conosciuto come 'o bellillo, che non è parente del capocosca nonostante il cognome, che era l'unico degli affiliati autorizzato a tenere rapporti con le tre donne e che faceva da tramite tra loro e le il resto della cosca. Anche il boss è stato raggiunto in carcere dalla misura cautelare.
CATANZARO, mani del clan Mancuso sui fondi UE, 9 arresti
CATANZARO, 2 febbraio - Minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, abuso d’ufficio e turbativa d'asta. Sono queste le accuse mosse nei confronti di politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria coinvolti con la cosca ‘ndranghetista dei Mancuso di Limbadi nella gestione dei fondi europei destinati alle famiglie in difficoltà. La procura distrettuale antimafia di Catanzaro ha richiesto un’ordinanza di custodia cautelare per nove persone, fra cui ci sarebbe anche l’ex assessore al Lavoro della Calabria.
La gestione dei fondi europei - L’inchiesta si è concentrata principalmente sulla gestione dei fondi di credito sociale che arrivavano da Bruxelles. In particolare, l'attività ha accertato l’esistenza di un comitato d'affari che distraeva i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale "Credito sociale", indirizzandoli su conti correnti di società private, anche all’estero. Oltre che alle ordinanze di custodia cautelare, è in corso di esecuzione un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa due milioni di euro. L'operazione è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, e il provvedimento è stato eseguito dal Ros insieme alla Guardia di finanza di Vibo Valentia.
TRUMP minaccia di mandare l'esercito in Messico e strapazza l'Australia
WASHINGTON, 2 febbraio - Donald Trump ha minacciato il presidente messicano Enrique Pena Nieto di inviare le truppe americane se il suo governo non fermerà quelli che ha definito i 'bad hombres'. E' quanto emerge da una trascrizione - ottenuta dalla Associated Press - della telefonata tra i due leader venerdi' scorso, all'indomani del decreto della Casa Bianca per la costruzione del muro tra gli Usa e il Messico. "Avete un sacco di 'bad hombres' (persone cattive) laggiù", avrebbe detto Trump, aggiungendo: "Non state facendo abbastanza per fermarli. Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiu'". Dalla Casa Bianca nessun commento. Il ministero degli Esteri messicano ha smentito il contenuto della telefonata: "Assoluta falsità", Trump e Pena Nieto "sono giunti all'accordo di continuare a lavorare e che gli staff dei due paesi continueranno ad incontrarsi per giungere ad un'intesa positiva".
Non solo il presidente messicano Enrique Pena Nieto. Donald Trump - secondo quanto il Washington Post - ha 'strapazzato' al telefono anche l'alleato australiano Malcolm Turnbull, accusandolo di voler esportare negli Stati Uniti terroristi, come gli attentatori della maratona di Boston. Secondo il racconto fatto al Post da una fonte dell'amministrazione, Trump ha reagito alla posizione di Turnbull che ha chiesto alla Casa Bianca di rispettare l'accordo secondo cui gli Usa dovrebbero accogliere 1.250 rifugiati al momento nelle carceri australiane. "E' la peggiore intesa di sempre", avrebbe tagliato corto Trump, definendo la telefonata col premier australiano "di gran lunga la peggiore della giornata", e troncandola bruscamente dopo 25 minuti sui 60 previsti.
Turnbull ha detto che i rapporti tra Australia e Stati Uniti restano "molto forti", ma ha rifiutato di commentare l'eventuale interruzione brusca della telefonata. "E bene che queste cose, queste conversazioni, siano condotte in modo chiaro, franco e in privato", ha detto Turnbull ai giornalisti.
L'ITALIA non arretra davanti ai rilievi UE
ROMA, 2 febbraio - L'Italia non arretra davanti ai rilievi Ue: Patto di stabilità pienamente rispettato e debito soddisfacente, afferma Padoan. Abbiamo ricevuto la risposta italiana e ora ne valuteremo i contenuti, affermano da Bruxelles.
Il governo non arretra quindi. Ancora una volta, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, difende di fronte all'Europa la strategia di finanza pubblica portata avanti finora dall'Italia, definendola completamente rispettosa del Patto di stabilità. La risposta al commissario Pierre Moscovici e al vicepresidente Valdis Dombrovskis consiste in una lunga lettera corredata da un apposito "rapporto sui fattori rilevanti" che incidono sull'andamento del debito pubblico italiano. Un documento dettagliato in cui i risultati di contenimento del debito e la traiettoria di discesa indicata per il futuro vengono giudicati "più che soddisfacenti" per un Paese come il nostro, a dispetto dei rilievi evidenziati dalla Commissione poco più di due settimane fa.
L'aggiustamento di circa 3,4 miliardi di euro (pari allo 0,2% del Pil) richiesto da Bruxelles per rispettare le tappe di avvicinamento all'obiettivo di medio termine di deficit strutturale (elemento su cui il debito ha il suo peso specifico), viene considerato eccessivo. Anche perché, scrive Padoan, una correzione troppo rapida dei conti, così come l'Europa vorrebbe, non farebbe che danneggiare la ripresa, proprio ora che l'economia italiana sta dando segnali superiori alle aspettative. L'allerta deve essere massima di fronte all'accresciuta incertezza finanziaria e geopolitica che il mondo sta di nuovo attraversando. Brexit e Trump hanno evidentemente il loro peso e stringere ora ulteriormente le maglie potrebbe essere controproducente per lo stesso percorso di consolidamento dei conti, fino a diventare "autolesionista". Fin qui la controffensiva. Ma per evitare il muro contro muro e dimostrare di poter meritare la fiducia europea, il governo promette di proseguire nello sforzo di riforma strutturale portato avanti dal precedente esecutivo e di rilanciare le privatizzazioni, nonostante il recente stop dovuto a condizioni di mercato sfavorevoli.
Nel Def verrà poi messa a punto di una strategia rafforzata di tagli alla spesa, accompagnata da un potenziamento della lotta all'evasione (grazie anche all'estensione della reverse charge sull'Iva) e da nuove entrate fiscali. Padoan parla di possibili a ritocchi di accise e tassazione indiretta. La regina delle imposte indirette sarebbe l'Iva, ma Matteo Renzi ha più volte negato l'intenzione di aumentare l'aliquota dopo lo sforzo fatto nella legge di bilancio per disinnescare le clausole di salvaguardia. Più probabile quindi che si possa andare a toccare imposte come quella di bollo o di registro, il cui impatto mediatico è sicuramente meno forte. Ogni decisione è comunque rimandata ai prossimi mesi. Il Def non sarà infatti scritto prima di aprile e comunque, per definizione, il Documento di economia e finanza è per l'appunto un documento programmatico, che necessita poi di provvedimenti di legge per essere attuato. Il governo punta peraltro a raggiungere nel 2016 una crescita del Pil maggiore dello 0,8% stimato fino ad ora ed anche pochi decimali potrebbero rimescolare in parte le carte in tavola. Padoan mette infine le mani avanti sulle spese per il terremoto. Difficile quantificare ora l'effetto finanziario della tragedia che ha sconvolto il Centro Italia, ma l'impatto potrebbe andare ben oltre il miliardo di euro. Cifra che sarà stanziata con un Fondo ad hoc
QUOTIDIANI, la miglior prima pagina di oggi, giovedì 2 febbraio: IL FATTO
Non si sa bene quanto il titolo del Fatto rappresenti la realtà o un auspicio: il Fatto, chiaramente ci spera e ci fa l'apertura, con relativo fotomontaggio. il Corriere si limita a raccontare "la battaglia nel Pd sul voto" ed è un titolo che attirerà nessuno (aliquando...), la Repubblica invece registra le perplessità di Bruxelles sulla nostra lettera d'intenti antideficit, la Stampa invece è positiva ("L'Italia alla Ue: corregeremo i conti"), Libero paventa il caos del dopo voto e azzarda "Ci manca un ducetto", il Giornale invece garantisce che "nasce l'Islam di stato". Infine la Verità continua la sua battaglia contro Sanremo e connessi e apre con un'intervista: "Così corrompevo i dirigentii Rai". Interessa a qualcuno?
mercoledì 1 febbraio 2017
VASTO, assassina l'automobilista che aveva investito r ucciso sua moglie
VASTO, 1 febbraio - Si è costituito ai carabinieri Fabio Di Lello, che era ricercato per l'omicidio commesso oggi a Vasto. Fabio Di Lello nel pomeriggio ha ucciso a colpi di pistola Italo D'Elisa. I carabinieri hanno ritrovato una pistola semiautomatica in una busta di plastica lasciata sulla tomba della moglie di Di Lello, Roberta Smargiassi, che la scorsa estate fu investita e uccisa dall'auto condotta proprio dal giovane assassinato questo pomeriggio.
Prima di consegnarsi alle forze dell'ordine Fabio Di Lello avrebbe chiamato un amico dicendogli che aveva ucciso l'assassino di sua moglie, annunciandogli che si stava recando al cimitero per salutare la sua Roberta. Avrebbe chiamato il suo avvocato, Giovanni Cerella, indicandogli dove si trovava in quel momento.
I primi a giungere sulla tomba di Roberta Smargiassi sono stati i carabinieri della locale compagnia che hanno rinvenuto però solo l'arma custodita in una busta di plastica trasparente. Poco dopo, accompagnato dal suo avvocato, Di Lello si è costituito ai carabinieri.
Sul profilo Facebook di Fabio Di Lello, l'uomo che oggi ha ucciso l'investitore di sua moglie, campeggia la foto della donna, Roberta Smargiassi. Sulla foto, postata il 5 novembre scorso, campeggia la scritta 'Giustizia per Roberta'. Quella giustizia che Di Lello si è fatto da solo. La foto del profilo è invece tratta dal film 'Il gladiatore', la scena quella in cui Massimo Decimo Meridio torna dalla guerra e scopre la sua famiglia massacrata per vendetta.
GUGLIASCO, sarà espulso il nigeriano che ha molesato un'operatice
NAPOLI, 1 febbraio - Sarà espulso dal territorio nazionale, mediante accompagnamento in Nigeria, Jude Eboh, il 25enne che ha molestato sessualmente una operatrice di un centro di accoglienza. L'uomo si trova attualmente nel carcere di Poggioreale. L'espulsione avverrà - informa la questura del capoluogo partenopeo - al termine delle attività di competenza dell'autorità giudiziaria e previo nulla osta.
Il giovane , ospite di un centro di accoglienza per immigrati, è stato arrestato con l'accusa di sequestro e violenza sessuale nei confronti della operatrice. Il fatto è avvenuto all'interno di una struttura che accoglie immigranti che si trova lungo la fascia costiera, alla periferia di Giugliano, in provincia di Napoli. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Varcaturo l'uomo si è introdotto nell'ufficio della donna, ha poi bloccato la porta ed ha mostrato le sue parti intime. La donna, dopo circa una mezz'ora, è riuscita a guadagnare l'uscio ed ha fatto scattare l'allarme. I militari sono giunti sul posto poco dopo ed hanno bloccato il 25enne che è stato condotto nel carcere di Poggioreale, dove è in attesa dell'udienza di convalida.
GERMANIA, maxi blitz anti ISIS, arrestato attentatore del museo del Bardo
BERLINO, 1 febbraio - Un cittadino tunisino di 36 anni, ricercato per l'attentato al museo del Bardo di Tunisi, è stato arrestato nel corso di un blitz antiterrorismo nella regione dell'Assia, in Germania. Tre persone sospettate di essere affiliate all'Isis arrestate anche a Berlino.
Arrestato reclutatore nell'Assia - Il 36enne è accusato di essere un reclutatore dell'Isis e di pianificare un attentato in Germania. L'uomo sarebbe legato all'attentato del 2015 al museo del Bardo a Tunisi, in cui furono uccisi anche quattro italiani. Circa 1.100 agenti di polizia sono stati impiegati nel maxiblitz, che ha avuto come focus principale l'area del Meno. Solo a Francoforte sono state eseguite ispezioni in 33 edifici. Perquisizioni anche in sei edifici di Offenbach, in tre di Darmstadt, e in due del capoluogo Wiesbaden e di Limburg.
Sedici le persone sospettate - Secondo la Bild nel mirino degli investigatori ci sono in tutto 16 persone, di età compresa fra i 16 e 46 anni, sospettate di essere in qualche modo coinvolte in attività terroristiche. Secondo il tabloid gli inquirenti stanno indagando sulla preparazione di un "attentato grave contro lo Stato" anche "se non sono stati trovati al momento elementi concreti di un piano di attacco in Germania".
Tre arresti a Berlino - Tre persone sospettate di essere legate all'Isis sono state arrestate anche a Berlino. I tre frequentavano una moschea salafita dove pregava regolarmente il tunisino Anis Amri, autore dell'attentato del 19 dicembre al mercatino di Natale a Berlino, ucciso dalla polizia italiana a Milano dopo un controllo.
Braccialetto elettronico per sospetti terroristi - Nell'ambito della lotta al terrorismo, inoltre, oggi il governo tedesco ha approvato il ricorso al braccialetto elettronico, per i soggetti pericolosi, ritenuti a rischio attentati. Nella seduta di stamattina, l'esecutivo di Angela Merkel ha varato in questo senso una modifica della legge del Bundeskriminalamt (Anticrimine). Si tratta di una misura decisa alla luce dell'attentato del 19 dicembre.
ISTANBUL, uomo armato tiene in ostaggio medici di un ospedale
ISTANBUL, 1 febbraio - In Turchia un uomo armato, u ex poliziotto, sta tenendo in ostaggio membri dello staff di un ospedale nel centro di Istanbul. Secondo il quotidiano Hurriyet, la persona armata è un paziente del reparto di psichiatria del Cerrahpasa.
Dalle prime informazioni, non si tratterebbe di un attacco terroristico. L'edificio è circondato dai reparti speciali della polizia turca. Secondo l'agenzia di stampa Dogan, ripresa da Ap, un funzionario dell'ospedale ha riferito che tutto il personale sarebbe stato evacuato e che l'uomo sarebbe barricato in una stanza minacciando di uccidersi. Gli agenti starebbero tentando di farlo desistere.
TRUMP nomina un conservatore alla Corte Suprema
WASHINGTON, 1 febbraio - Donald Trump ha annunciato in diretta tv dalla Casa Bianca la sua nomina per sostituire il defunto giudice della corte suprema Antonin Scalia: è il conservatore Neil M. Gorsuch, 49 anni, del 10/mo circuito d'appello federale di Denver, con un raffinato pedigree legale. E' il piu' giovane giudice della Corte suprema dell'ultimo quarto di secolo.
Se confermato dal Senato, Gorsuch ristabilirebbe la maggioranza conservatrice della corte, perso con la morte di Antonin Scalia.Il leader democratico al Senato ha detto che ha "molto seri dubbi" circa la nomina del giudice Gorsuch. La corte ha la parola finale legale su molte delle questioni più delicate degli Stati Uniti, dall'aborto al controllo delle armi.
STRAGE DI VIAREGGIO, i familiari delle vittime chiedono le dimissioni di Moretti
VIAREGGIO, 1 febbraio - I familiari delle vittime della strage di Viareggio chiedono le dimissioni di tutti coloro che sono stati condannati nel processo di primo grado di ieri e che hanno tuttora incarichi, come Mauro Moretti che ha avuto una condnn a 7 anni. Lo hanno detto gli stessi familiari aprendo la conferenza stampa di stamani a Viareggio. 'Riteniamo offensive le dichiarazioni dell'avvocato di Moretti", ha detto il portavoce, Marco Piagentini.
"E' moralmente inaccettabile che dopo una condanna di primo grado Mauro Moretti sia ancora a guidare un'azienda di Stato. Ne chiediamo le dimissioni e che sia tolto a Moretti il titolo di Cavaliere del Lavoro", hanno spiegato i familiari delle vittime incontrando i giornalisti, all'indomani della sentenza di condanna dell'allora ad di Rfi, sottolineando che "non si può tenere su una poltrona così importante un manager condannato in primo grado. Chiediamo che la politica intervenga".
"A poche ore dalla lettura del dispositivo possiamo dire che il sistema ferroviario del trasporto merci pericolose tanto in Italia quanto in Europa è stato riconosciuto responsabile delle gravissime inadempienze e omissioni - hanno sottolineato - La sentenza ha sancito che i vertici delle aziende condannati avevano poteri e mezzi per intervenire e, non facendolo, hanno causato la morte di 32 persone, tra cui bambini e ragazzi".
"Con la sentenza di primo grado si chiude la prima fase, non la nostra battaglia, una valutazione definitiva potremo darla solo dopo la lettura delle motivazioni che hanno portato a questa sentenza", è la posizione del familiari delle vittime che hanno anche ringraziato "la moltitudine di persone che ieri come in tutti questi anni è stata al nostro fianco".
Il via alla CACCIA AL LUPO? C'è chi dice NO
ROMA - Le Regioni cominciano a fare marcia indietro sulla riapertura della caccia al lupo, mentre le associazioni ambientaliste sono già sul piede di guerra sui social network.
Per giovedì 2 febbraio, quando la Conferenza Stato-Regioni dovrebbe dare il via libera finale al Piano Lupo (che prevede gli abbattimenti), sono in programma manifestazioni e perfino uno sciopero della fame. Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, continua però a difendere la possibilità di abbattimento controllato.
PIANO LUPO - Oggetto del contendere è il Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, preparato dal Ministero dell'Ambiente con il suo istituto di ricerca, l'Ispra, e la consulenza di una settantina di esperti. Il piano prevede 22 misure per affrontare i problemi di convivenza fra i lupi e gli allevatori, diventati scottanti negli ultimi anni a causa del proliferare di questi predatori. Sono previsti monitoraggio della popolazione, campagne di informazione sui sistemi di prevenzione naturali (cani pastori, rifugi, recinti elettrificati), gestione dei pascoli, lotta agli incroci con i cani, rimborsi più rapidi.
La 22/a misura ("Ordinanza ministeriale per la caccia in braccata") prevede, qualora quelle precedenti non abbiano dato risultati, un abbattimento controllato fino al 5% della popolazione complessiva di lupi in Italia, previo un piano regionale approvato da Ispra e Ministero. Nel nostro paese ci sono fra i 100 e i 150 esemplari sulle Alpi e fra i 1.070 e i 2.472 in Appennino, il 18% dei lupi della Ue.
I POLITICI - Il 24 gennaio la Conferenza Stato-Regioni ha dato il primo ok al Piano in sede tecnica. Ma Lazio e Puglia si sono subito dissociate sulla riapertura della caccia ai lupi.
Mentre montavano le proteste degli ambientalisti, gli amministratori locali hanno cominciato a fare marcia indietro.
La presidente del Friuli Debora Serracchiani e l'assessore veneto Giuseppe Pan hanno cominciato a esprimere dubbi e contrarietà. I Verdi della Campania annunciano oggi che la loro Regione voterà no. Il presidente dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso si dice "perplesso" sull'abbattimento, il suo collega piemontese Sergio Chiamparino chiede un approfondimento, come pure l'assessore ligure all'Agricoltura, Stefano Mai. Alla Camera, i Cinquestelle chiedono che il governo ritiri la "norma ammazza lupo".
GLI AMBIENTALISTI - Per le ong ambientaliste la caccia al lupo non risolve i problemi e incentiva il bracconaggio. Tutte quante si appellano al governo perché tolga dal piano gli abbattimenti. Enpa ha raccolto 500.000 firme sulla sua pagina Facebook, 138 attivisti Ecoradicali annunciano uno sciopero della fame. Il 2 febbraio sono in programma manifestazioni davanti alla sede della Conferenza Stato-Regioni. Anche il disegnatore Silver ha diffuso una vignetta di Lupo Alberto contro la caccia.
GALLETTI - "La conservazione del lupo è un tema troppo serio perché possa essere piegato al clamore mediatico o al populismo di qualcuno - ha commentato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti -. Le Regioni mi dicano cosa intendano fare, ma non permetterò che su una materia delicata come la tutela del lupo, al posto della scienza detti l'agenda chi evidentemente o non ha letto il testo o è in malafede".
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