LONDRA, 29 giugno - E' stata formalmente accusata dalla polizia britannica di omicidio la giovane donna arrestata ieri nell'ambito delle indagini sull'uccisione di Pietro Sanna, il 23enne sardo accoltellato a morte l'altro giorno a Londra. Si tratta di Hasna Begum, 25 anni, originaria del Bangladesh, come riferisce Scotland Yard via Twitter. Begum - indicata da alcuni media del Regno Unito come coinquilina di Sanna e da altri come vicina di casa - comparirà oggi dinanzi a un giudice della Thames Magistrates' Court per la convalida dell'arresto. La donna, secondo quanto riferiscono gli inqurenti, avrebbe già confessato l'omicidio.
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giovedì 29 giugno 2017
LONDRA, formalmente accusata di omicidio la coinquilina di Pietro Sanna
LONDRA, 29 giugno - E' stata formalmente accusata dalla polizia britannica di omicidio la giovane donna arrestata ieri nell'ambito delle indagini sull'uccisione di Pietro Sanna, il 23enne sardo accoltellato a morte l'altro giorno a Londra. Si tratta di Hasna Begum, 25 anni, originaria del Bangladesh, come riferisce Scotland Yard via Twitter. Begum - indicata da alcuni media del Regno Unito come coinquilina di Sanna e da altri come vicina di casa - comparirà oggi dinanzi a un giudice della Thames Magistrates' Court per la convalida dell'arresto. La donna, secondo quanto riferiscono gli inqurenti, avrebbe già confessato l'omicidio.
mercoledì 28 giugno 2017
LONDRA, le indagini sull'omicidio di Pietro Sanna;: arrestata una donna
LONDRA, 28 giugno - La Metropolitan Police di Londra ha annunciato l'arresto di una donna, sospettata di essere coinvolta nell'omicidio di Pietro Sanna, 23 anni: Lo rende noto la stessa Scotland Yard in un comunicato. Secondo fondi di stampa potrebbe trattarsi della sua coinquilina, la prima ad aver lanciato l'allarme. Secondo quanto rende noto sempre Scotland Yard, l'autopsia sul corpo di Sanna verrà eseguita oggi. La Met Police ricorda di essere stata chiamata "a Ravenscroft Close, E16, intorno alle 11.40 locali di lunedì dopo che un uomo è stato trovato con numerose ferite da arma da taglio in una proprietà residenziale. L'uomo è stato dichiarato morto" sul luogo del delitto. L'ispettore capo Gary Holmes, che guida le indagini, ha detto che "nonostante l'arresto, l'inchiesta è ancora agli stadi iniziali e chiedo con urgenza a chi possiede informazioni di manifestarsi. Chiedo a tutti i testimoni e a chi possiede informazioni su questo attacco fatale di contattare l'incident room il più presto possibile"
lunedì 26 giugno 2017
MARSIGLIA, lite tra ragazze, diciassettenne uccide l'amica con una coltellata
MARSIGLIA, 26 giugno - Una 17enne ha ucciso un'altra ragazza della stessa età con una coltellata all'addome nella notte tra domenica e lunedì a Marsiglia in via Gourjon nel distretto di Joliette. Lo hanno reso noto fonti di polizia. C'è stato un diverbio, poi una delle due ragazze è andata a prendere un coltello e ha ucciso l'altra. La 17enne è stata arrestata. L'incidente è avvenuto presumibilmente nel corso di una rissa tra diverse ragazze.
La vittima era in arresto cardiaco al momento dell'arrivo dei polizioti, che non sono riusciti a rianimarla.La morte è stata confermata alle 23.20.
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mercoledì 10 maggio 2017
ROMA, le tre sorelle morte nel rogo del camper: si indaga per omicidio volontario
ROMA, 10 maggio - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo in cui si procede per i reati di omicidio volontario e di incendio doloso in relazione al rogo del camper in cui hanno perso la vita tre sorelle, una ragazza di 20 anni e due bimbe di 4 e 8 anni. Nei pressi della carcassa del camper sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile.
L'incendio si è sviluppato intorno alle 3 della scorsa notte in viale della Primavera, in zona Centocelle. Genitori e fratelli delle vittime sono riusciti a scappare dal rogo. Il camper si trovava nel parcheggio di un centro commerciale e all'interno viveva una famiglia di nomadi composta dai genitori e 11 figli. Le fiamme hanno avvolto completamente il veicolo. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, si è recata sul luogo del rogo. Insieme a lei anche il presidente del V Municipio, Gianni Boccuzzi, e il comandante della Polizia locale, Diego Porta. "Esprimiamo cordoglio - ha detto Raggi - perché quando ci sono delle vittime si rimane in silenzio. La Procura indagherà sulle cause - ha aggiunto - vi daremo aggiornamenti quando ne avremo".
venerdì 17 marzo 2017
PARIGI, sgozza padre e fratello gridando "ALLAH AKBAR"
PARIGI, 17 marzo - Un uomo ha sgozzato il padre e il fratello questa mattina nella rue de Montreuil a Parigi, vicino alla Bastiglia, ed è stato subito arrestato dalla polizia. C'è la massima prudenza sul movente dell'assassinio, che sembra un dramma familiare. Ma secondo una fonte della polizia, citata dal quotidiano Le Figaro, l'individuo avrebbe gridato "Allah Akbar!" al momento di passare all'azione. L'aggressore ha colpito con un coltello mentre le due vittime si trovavano nel vano delle scale della loro abitazione, al 119 della rue de Montreuil. Anche secondo altre fonti, riportate da Le Parisien, al momento dell'azione l'uccisore avrebbe gridato "frasi legate all'islam radicale".
lunedì 6 marzo 2017
CALCINATO, lite per strada, senegalese uccide italiano
CALCINATO (Brescia), 6 marzo - Omicidio a Calcinato, nel Bresciano, nella serata di domenica. Un italiano di 37 anni è stato ucciso a coltellate in strada al termine di un litigio. La lite è iniziata in un appartamento e si è conclusa nella via sottostante. Gennaro Esposito, padre di due figlie, è stato ucciso a coltellate dal 34enne senegalese Dione Cheikh. L'omicida è stato arrestato.
A lanciare l’allarme sarebbero stati due vicini di casa dell’immigrato, spaventati dalle urla scandite prima nell’appartamento che Dione ha avuto in dote dai servizi sociali comunali, quindi amplificate dai lamenti della vittima che ha cercato invano di mettersi in salvo, scappando sulle scale e correndo fino in strada a cercare la fuga più veloce. Ma i fendenti alla schiena e al collo lo hanno raggiunto in fretta, facendolo barcollare fino a perdere i sensi.
mercoledì 1 febbraio 2017
VASTO, assassina l'automobilista che aveva investito r ucciso sua moglie
VASTO, 1 febbraio - Si è costituito ai carabinieri Fabio Di Lello, che era ricercato per l'omicidio commesso oggi a Vasto. Fabio Di Lello nel pomeriggio ha ucciso a colpi di pistola Italo D'Elisa. I carabinieri hanno ritrovato una pistola semiautomatica in una busta di plastica lasciata sulla tomba della moglie di Di Lello, Roberta Smargiassi, che la scorsa estate fu investita e uccisa dall'auto condotta proprio dal giovane assassinato questo pomeriggio.
Prima di consegnarsi alle forze dell'ordine Fabio Di Lello avrebbe chiamato un amico dicendogli che aveva ucciso l'assassino di sua moglie, annunciandogli che si stava recando al cimitero per salutare la sua Roberta. Avrebbe chiamato il suo avvocato, Giovanni Cerella, indicandogli dove si trovava in quel momento.
I primi a giungere sulla tomba di Roberta Smargiassi sono stati i carabinieri della locale compagnia che hanno rinvenuto però solo l'arma custodita in una busta di plastica trasparente. Poco dopo, accompagnato dal suo avvocato, Di Lello si è costituito ai carabinieri.
Sul profilo Facebook di Fabio Di Lello, l'uomo che oggi ha ucciso l'investitore di sua moglie, campeggia la foto della donna, Roberta Smargiassi. Sulla foto, postata il 5 novembre scorso, campeggia la scritta 'Giustizia per Roberta'. Quella giustizia che Di Lello si è fatto da solo. La foto del profilo è invece tratta dal film 'Il gladiatore', la scena quella in cui Massimo Decimo Meridio torna dalla guerra e scopre la sua famiglia massacrata per vendetta.
sabato 28 gennaio 2017
VIESTE, ammazzato il fratello di un boss, ucciso dieci giorni fa
Onofrio Notarangelo è stato ucciso ieri sera, alle 21,30 circa, in via Verdi, nei pressi della caserma dei carabinieri e a pochi passi dalla sua abitazione. L’uomo era a bordo della sua auto, una Fiat Punto grigia, quando è stato affiancato dai suoi killer che hanno iniziato a sparare. Quattro i colpi di fucile che hanno raggiunto Notarangelo uccidendolo sul colpo.
È il secondo omicidio a Vieste consumato negli ultimi 10 giorni. Lo scorso 16 gennaio, infatti, in via San Nicola, a poca distanza da via Verdi, è stato ucciso Vincenzo Vescera, 33 anni. Gli inquirenti non hanno escluso che il delitto di Vescera possa rientrare nella seria di omicidi consumati e tentati, che stanno insanguinando la cittadina garganica dal gennaio 2015, ovvero da quando è stato ucciso Angelo Notarangelo. E non è escluso che l’omicidio di ieri sera sia la risposta all’agguato teso a Vescera.
venerdì 27 gennaio 2017
NAPOLI, killer sparano tra la gente, ucciso un ventenne
NAPOLI, 27 gennaio - Renato Di Giovanni, 20enne con precedenti per spaccio di droga, è stato assassinato a mezzogiorno a colpi di arma da fuoco davanti a una chiesa a Napoli. E' successo nel quartiere Soccavo, periferia occidentale del capoluogo partenopeo. Il giovane era sottoposto ad obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Sul caso indagano i carabinieri, che stanno ricostruendo i suoi legami con la criminalità organizzata. Si tratta della prima vittima del 2017 in un agguato che, per la dinamica, sembra di stampo camorristico.
La sparatoria è avvenuta dopo mezzogiorno in via Montevergine, incrocio con Epomeo. Paura tra la gente: i killer, in sella a uno scooter, hanno aperto il fuoco davanti a una chiesa, nella strada dello shopping del quartiere della periferia occidentale della città, in wuel momento affollata.
mercoledì 11 gennaio 2017
FERRARA, orrore: figlio 16enne assieme a un amico ammazza i genitori con un'ascia
FERRARA, 11 gennaio - l caso del duplice omicidio di Pontelangorino è risolto. Nella notte, dopo un interrogatorio fiume del figlio sedicenne della coppia assassinata e della sua cerchia di amici, sono emersi tutti i riscontri per emettere due fermi per omicidio nei confronti del figlio Riccardo, 16 anni e dell'amico Manuel Sartori, 17 anni, di Caprile. E' un'ascia l'arma usata per compiere il duplice omicidio dei genitori nel Ferrarese. Salvatore Vincelli, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45 anni, sono stati massacrati nella loro villetta a colpi in testa e poi avvolti in sacchi di plastica. Da quanto si apprende, i due avrebbero ucciso insieme la coppia, prima aggredendo Salvatore Vincelli, 59 anni e Nunzia Di Gianni, 45 anni in camera da letto con un corpo contundente, e poi spostando i corpi rispettivamente in garage e in cucina.
Sono stati gli interrogatori del figlio e dell'amico a portare i carabinieri al luogo dove recuperare l'ascia e i vestiti sporchi di sangue dei due adolescenti. Erano in un corso d'acqua a Caprile, frazione adiacente a Pontelangorino, luogo del delitto, dove fino a qualche mese fa la famiglia Vincelli abitava e dove vive il presunto complice, che compirà 18 anni a novembre.
Il movente non sarebbe economico, ma dettato dai forti contrasti tra il minorenne e i genitori. L'amico lo avrebbe aiutato per 'vicinanza'. La plastica sarebbe stata usata per non lasciare tracce di sangue durante lo spostamento dei corpi, probabilmente per confondere le acque e inscenare una rapina.
Il provvedimento di fermo per i due adolescenti è scattato dopo alla presenza del pm Giuseppe Tittaferrante della procura di Ferrara e della collega Silvia Marzocchi della procura minorile.
Le misure nei confronti dei due sono scattate dopo che erano emerse contraddizioni e incongruenze nei loro racconti. Era stato lo stesso figlio a dare l'allarme, prima a una zia e poi ai carabinieri, in lacrime: diceva di aver trovato lui i corpi dei genitori. Dopo una serie di perquisizioni e di ricerca di riscontri all'ipotesi, emersa fin dai primi atti di indagine, che fosse stato lui l'autore, magari insieme a un complice, i due fermi. L'altro giovane sarebbe l'amico da cui aveva dormito la notte precedente. Il cadavere della madre era stato trovato vicino al letto, quello del padre in un garage, dove era stato trascinato dall'abitazione.
lunedì 9 gennaio 2017
ORLANDO, agente di polizia uccisa dall'uomo che stava arrestando
| Il killer |
ORLANDO (Florida), 9 gennaio - Una agente di polizia è stata uccisa nel corso di una sparatoria a Orlando, in Florida. Si tratta del sergente Debra Clayton, che è stata uccisa sulla via Princeton mentre cercava di arrestare il sospetto. Il capo della polizia John Mina ha definito Clayton, madre di due figli, un eroe. Morto dopo poco tempo in un incidente di moto un altro poliziotto di di Orange County che faceva parte dello sforzo per catturare il sospettato, ha detto lo sceriffo Jerry Demings.
I polizioti erano alla ricerca di Lloyd da settimane a causa di un mandato di omicidio: è accusato di aver ucciso la fidanzata incinta di 24 anni, Sade Dixon, nel mese di dicembre.
lunedì 21 novembre 2016
BRASILE, un'amica di Pamela: l'assassino le ha spaccato il cranio, lasciandola agonizzante
MORRO DE SAO PAULO (Brasile), 21 novembre - "L'assassino le ha spaccato il cranio, lasciandola agonizzante ed ancora viva su un materasso di spugna tra mezzanotte e l'una, a cavallo tra il 17 ed il 18 novembre''. Lo scrive un'amica di Pamela Canzonieri, la ragusana trovata morta in casa a Morro de Sao Paulo,in Brasile, in una email inviata al giornalista Remo Croci, che ha deciso di pubblicarla sulla sua bacheca di Fb. L'amica, che abita nella stessa località brasiliana, rivela particolari finora inediti sulla morte di Pamela ma il suo intento è soprattutto di non lasciare infangare l' immagine e la storia personale della vittima.
''Il crimine è avvenuto - scrive l'amica - in una via poco più larga di due metri e lunga 20 metri, dove le case sono ammassate l'una sopra l'altra, senza alcun senso logico e senza un vero muro di separazione (come lo intendiamo noi italiani) e dove i rumori echeggiano da parte all'altra. Le grida di soccorso sono state udite da tutti i vicini, ma nessuno di loro ha fatto nulla, anzi si sono chiaramente accorti dell'assassino quando è uscito da casa di Pamela richiudendo la porta, e ne riferiscono con certezza l'orario". L'amica italiana respinge il tentativo di ridurre la morte di Pamela ad una questione di droga: "era una gran lavoratrice con un carattere di ferro, capace di adattarsi ad ogni ambiente e di vivere con un piede in Brasile ed uno in Italia, cosa che la maggioranza delle persone non sarebbe capace di sognare".
martedì 30 agosto 2016
SEREGNO, uccide a colpi di pistola l'ex convivente che lo ha lasciato
SEREGNO, 30 agosto - Un 56enne pluripregiudicato, nato a Rosarno (Reggio Calabria), Attilio Berlingeri, ha ucciso per strada in via Gramsci a Seregno (Monza) la ex convivente 64enne Carmela Aparo con diversi colpi di arma da fuoco al torace. La donna è stata portata in codice rosso all'ospedale San Gerardo di Monza, dove è morta. L'uomo è stato bloccato dai carabinieri a Cinisello Balsamo mentre fuggiva in automobile: nell'auto sono stati trovati il revolver con cui poco prima aveva sparato e un'accetta.
La donna, apparsa in gravissime condizioni fin da subito, circostanza che non le ha impedito di indicare ai soccorritori il nome del suo aggressore, è morta subito dopo l’arrivo all’ospedale San Gerardo di Monza, dove era stata trasportata d’urgenza da un’ambulanza di Seregno soccorso. Si tratterebbe del finale tragico sulla chiusura della loro storia insieme.
domenica 10 aprile 2016
LONDRA, arrestato italiano per l'omicidio di un poliziotto
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| Il poliziotto ucciso |
sabato 12 marzo 2016
"Viaggio da sola, ieri mi hanno uccisa". Il post #Viajosola diventa un caso mondiale
QUITO, 12 marzo - "Ieri mi hanno uccisa... ma peggio della morte è stata l'umiliazione che è venuta dopo. Come eri vestita? Perché viaggiavi da sola?". E' la drammatica denuncia di una studentessa paraguaiana che su Facebook, in prima persona, ha raccontato il barbaro omicidio di due turiste argentine in Ecuador. Il suo post è stato condiviso da oltre 700mila persone in tutto il mondo e su Twitter è partita la campagna #Viajosola (viaggio sola).
"Nessuno si è chiesto dove sia finito quel figlio di puttana che si è preso i miei sogni, le mie speranze, la mia vita. No, hanno iniziato a farmi domande inutili. A me, ve lo immaginate? Una morta, che non può rispondere, che non può difendersi. Come eri vestita? Perché eri sola? Come fa una donna a viaggiare senza compagnia? Sei andata in un quartiere pericoloso, cosa ti aspettavi?", scrive Guadalupe Agosta, come se a parlare fossero Marina Menegazzo e Maria Jose' Coni, le due ragazze uccise il 23 febbraio da un uomo che si era offerto di ospitarle. Nel suo post la studentessa punta il dito contro coloro che vorrebbero le donne "sottomesse, chiuse in casa", contro coloro che le accusano di "provocare", di essere loro le colpevoli perché "indossano i pantaloncini con 40 gradi", perché "se viaggi da sola sei una pazza e te la vai a cercare".
Avevano 22 e 21 anni Maria e Marina, ed erano in vacanza a Montanita. Secondo la polizia, erano rimaste senza soldi e avevano accettato l'offerta di due ragazzi di un posto dove passare la notte. I loro corpi sono stati ritrovati chiusi in un sacco. I due uomini hanno confessato l'omicidio. Ma nei giorni successivi, è nata una discussione sul fatto che le ragazze erano in viaggio da sole.
"Se al nostro posto ci fossero stati dei ragazzi sarebbero state spese solo parole di cordoglio. Ma essendo una donna sono stata condannata perché non sono rimasta a casa", continua il post di Guadalupe, che alla fine chiede alle donne di alzare la voce e lottare "per tutte quelle cui hanno negato vita e sogni"."Lottiamo insieme, io con voi, con il mio spirito, e vi prometto che un giorno non ci saranno abbastanza sacchi per metterci tutte a tacere", è l'invito finale.
Parole che non sono cadute nel vuoto. A migliaia su twitter hanno raccolto l'invito. "Lo faccio perché mi dà forza ed è un nostro diritto, #ViajoSola", scrive Chrizzy. "Sono una donna e viaggio da sola perché così scopro di più su me stessa. Il mondo è anche nostro", continua Kaye de Castro. Le fa eco Jennie: "Viaggio da sola e con altre donne perché essere donna non significa essere vittima". Viaggiare da sola non deve far paura, non si deve rischiare di essere puniti per questo, rileva qualcun'altro. "La prima volta che ho viaggiato sola avevo 16 anni, l'ho fatto molte volte da allora e non ho intenzione di smettere". Perché, in una parola, sarebbe come rinunciare a vivere.
"Se al nostro posto ci fossero stati dei ragazzi sarebbero state spese solo parole di cordoglio. Ma essendo una donna sono stata condannata perché non sono rimasta a casa", continua il post di Guadalupe, che alla fine chiede alle donne di alzare la voce e lottare "per tutte quelle cui hanno negato vita e sogni"."Lottiamo insieme, io con voi, con il mio spirito, e vi prometto che un giorno non ci saranno abbastanza sacchi per metterci tutte a tacere", è l'invito finale.
Parole che non sono cadute nel vuoto. A migliaia su twitter hanno raccolto l'invito. "Lo faccio perché mi dà forza ed è un nostro diritto, #ViajoSola", scrive Chrizzy. "Sono una donna e viaggio da sola perché così scopro di più su me stessa. Il mondo è anche nostro", continua Kaye de Castro. Le fa eco Jennie: "Viaggio da sola e con altre donne perché essere donna non significa essere vittima". Viaggiare da sola non deve far paura, non si deve rischiare di essere puniti per questo, rileva qualcun'altro. "La prima volta che ho viaggiato sola avevo 16 anni, l'ho fatto molte volte da allora e non ho intenzione di smettere". Perché, in una parola, sarebbe come rinunciare a vivere.
Il caso di Marina e Maria ricorda quello di Pippa Bacca, la donna uccisa a Gebze, in Turchia, da un uomo che le aveva dato un passaggio. Bacca stava realizzando la performance itinerante 'Spose in viaggio': avrebbe voluto attraversare in autostop 11 Paesi teatro di conflitti, vestendo un abito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo. Il 31 marzo 2008 fu violentata e uccisa.
LUCA VARANI ucciso con 30 coltellate e martellate. Morto per dissanguamento
ROMA, 12 marzo - Trenta tra coltellate e martellate hanno straziato il corpo di Luca Varani fino a provocarne la morte per choc da dissanguamento, in una tortura durata circa 2 ore. Dall'autopsia nuovi elementi sull'agonia del giovane ucciso da Marco Prato e Manuel Foffo una settimana fa in un appartamento al Collatino, a Roma. Il ragazzo non sarebbe morto direttamente per le coltellate al torace: la lama trovata conficcata nel petto di Varani non avrebbe trafitto il cuore, ma sarebbe affondata nel polmone sinistro, secondo i medici legali. Intanto gli investigatori stanno raccogliendo altre testimonianze per delineare meglio il quadro in cui è maturato il delitto e hanno ascoltato la donna bionda che è stata vista parlare con la vittima sul treno poche ore prima dell'omicidio. Si è presentata lei stessa ai carabinieri.
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giovedì 21 gennaio 2016
LONDRA: Putin approvò l'omicidio dell'ex spia LITVINENKO
LONDRA, 21 gennaio - L'operazione per uccidere Aleksandr Litvinenko venne "probabilmente autorizzata" dal presidente russo Vladimir Putin. E' quanto conclude l'inchiesta pubblica britannica sulla morte per avvelenamento dell'ex agente del Kgb avvenuta il 23 novembre del 2006 a Londra. C'è una "forte probabilità" che i due killer che lo hanno ucciso erano agli ordini del servizio segreto russo Fsb.
Nel rapporto di 300 pagine curato dal giudice Sir Robert Owen si afferma che i due cittadini russi Andrei Lugovoi e Dmitri Kovtun, accusati di aver avvelenato l'ex agente del Kgb e oppositore di Putin col polonio radioattivo al Millennium Hotel di Mayfair nel cuore di Londra, agirono probabilmente sotto la direzione della Fsb, l'intelligence di Mosca, e del suo capo, Nikolai Patrushev. Tracce del veleno vennero trovate negli alberghi, ristoranti e altri luoghi pubblici da loro visitati. I due, considerati come i principali indiziati dell'assassinio, hanno sempre negato le accuse. Mosca si è sempre rifiutata di estradarli nonostante le richieste della giustizia britannica e dopo i fatti del 2006 Lugovoi e Kovtun hanno fatto una qualche carriera politica in Russia.
Sanzioni e divieto d'ingresso in Gran Bretagna per alti dirigenti russi, incluso lo stesso presidente "Vladimir Putin e Nikolai Patrushev", ex capo dei servizi segreti (Fsb) e attuale consigliere per la sicurezza nazionale. E' quanto chiede al premier David Cameron la vedova di Aleksandr Litvinenko, Marina, dopo le conclusioni dell'inchiesta.
In una dichiarazione a caldo da Londra, Marina Litvinenko ha detto il governo britannico a questo punto dovrebbe "agire", anche rendendo pubblici a suo parere i nomi di tutti i funzionari ritenuti agenti dell'Fsb o di altre agenzie d'intelligence di Mosca in servizio nelle sedi diplomatiche russe nel Regno Unito.
sabato 31 ottobre 2015
FATTI DELLA VITA/ BUSSERO (Milano), killer uccidono uomo in un agguato
BUSSERO, Milano, 31 ottobre - Un uomo di 53 anni è stato ucciso in un agguato a Bussero, nel Milanese. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver sentito almeno quattro spari. La vittima, intorno alle 22 di venerdì, sarebbe stata colpita prima all'interno della sua auto. Il 53enne avrebbe tentato la fuga a piedi ma è stato raggiunto e ucciso. Inutili i tentativi del 118 di rianimarlo. Sul caso indagano i carabinieri di Cassano d'Adda.
mercoledì 12 agosto 2015
Fatti della Vita/ TRENTO, in centro prima uccide moglie e figlia a coltellate, poi si suicida dalla finestra
TRENTO - Prima ha ucciso la compagna e la figlia di lei accoltellandole e poi si è suicidato gettandosi dalla finestra. Le vittime sono Paola Ferrarese, Laura Simonetti e Claudio Rampanelli. La ragazza uccisa avrebbe tra i 20 e i 25 anni.
La tragedia è avvenuta pochi minuti dopo le 15 in via Marchetti, nel centro di Trento. L'uomo si è suicidato buttandosi nella tromba delle scale. Sul posto per ricostruire l'accaduto la polizia e il pm di turno, il dottor Profiti.
A uccidere risulta essere stato Claudio Rampanelli, 63 anni, carpentiere che aveva dovuto smettere di lavorare in seguito a un grave infortunio, poi aveva gestito con un'altra donna un bar in città, per qualche anno. La compagna uccisa oggi era Laura Simonetti, 53 anni, casalinga, e con loro da qualche tempo viveva quella che è diventata la seconda vittima, Paola Ferrarese, 27 anni, laureanda in architettura e ingegneria a Trento, figlia della donna uccisa e dell'ex compagno, residente nello stesso stabile. Rampanelli, Simonetti e la figlia di lei vivevano al primo piano, l'ex della donna al secondo, a quanto risulta dalla testimonianza di una coppia di amici, accorsi sul posto, che descrivono i due come una coppia tranquilla. "Avevo visto lui due giorni fa a spasso col cane" ha detto l'uomo. "Nulla ci avrebbe mai fatto pensare qualcosa di simile" confermano entrambi, che spiegano come Simonetti e il suo ex avessero un secondo figlio, 30 anni, che vive a Hong Kong.
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lunedì 18 maggio 2015
LODI, donna trovata morta. E' omicidio
LODI, 18 maggio - Una 56enne, Antonella Mazza, è stata trovata uccisa nella sua abitazione nel centro storico di Lodi. Uno dei due figli, che risiede appena fuori città, è andato a trovare la mamma e, dopo aver inutilmente suonato il citofono più volte, si è fatto aprire da una vicina. Arrivato al piano, ha trovato la porta di casa socchiusa e la madre morta. Una vicina avrebbe sentito sabato sera le urla di un litigio. I dubbi iniziali sulle cause della morte sono stati ben presto spazzati via. Il procuratore capo della Repubblica di Lodi, Vincenzo Russo, ha spiegato che "i fori nel petto trovati sul cadavere confermano la morte violenta". L'arma del delitto non è ancora stata trovata e viene cercata sia nei cassonetti sequestrati sia nelle immediate vicinanze dell'appartamento.
La casa nella quale abitava Antonella Mazza, che di mestiere faceva la donna delle pulizie a Milano, è stata trovata in gran disordine, messa a soqquadro. La donna viveva da sola con un cane e un gatto. Sul posto sono arrivati tre magistrati: si tratta del procuratore capo della Repubblica Vincenzo Russo, Nicola De Caria e Emma Vittorio. Insieme a polizia e carabinieri stanno cercando di raccogliere più elementi possibile per cercare di arrivare alla verità, sentendo anche i vicini di casa. E proprio da una delle testimonianze raccolte risulta ora agli inquirenti che la donna, che abitava da sola, si sarebbe vista, ultimamente, con un uomo straniero.
La casa nella quale abitava Antonella Mazza, che di mestiere faceva la donna delle pulizie a Milano, è stata trovata in gran disordine, messa a soqquadro. La donna viveva da sola con un cane e un gatto. Sul posto sono arrivati tre magistrati: si tratta del procuratore capo della Repubblica Vincenzo Russo, Nicola De Caria e Emma Vittorio. Insieme a polizia e carabinieri stanno cercando di raccogliere più elementi possibile per cercare di arrivare alla verità, sentendo anche i vicini di casa. E proprio da una delle testimonianze raccolte risulta ora agli inquirenti che la donna, che abitava da sola, si sarebbe vista, ultimamente, con un uomo straniero.
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