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martedì 20 giugno 2017

SUICIDA in cella lil presunto omicida di LUCA VARANI


ROMA, 20 giugno - Si è suicidato nella cella del carcere di Velletri (Roma), in cui era detenuto, Marco Prato, accusato dell'omicidio di Luca Varani, il ragazzo ucciso nella capitale il 4 marzo del 2016 durante un festino a base di sesso e droga. Domani avrebbe avuto l'udienza del processo. E' stato trovato durante il giro di ispezione con un sacchetto di plastica in testa: sarebbe morto soffocato. 
 Prato aveva 31 anni. Il pm di turno ha autorizzato la rimozione della salma su cui verrà effettuata l'autopsia. Per l'omicidio di Luca Varani è già stato condannato, in abbreviato, a 30 anni, Manuel Foffo che, con Prato, aveva seviziato e ucciso la vittima. Prato, a differenza del coimputato, aveva scelto il rito ordinario.
Maro Prato si sarebbe suicidato per "le menzogne dette" su di lui e per "l'attenzione mediatica" subìta, Marco Prati. Il ragazzo ha lasciato una lettera in cui spiega i motivi del suo gesto. Il compagno con cui divideva la cella non si sarebbe accorto di nulla perché stava dormendo.

mercoledì 23 novembre 2016

La Cassazione conferma: 20 anni a Varani, l'ex di Lucia Annibali, che la sfregiò con l'acido

Luca Varani
ROMA, 23 novembre -L'ex di Lucia Annibali, Luca Varani, che la sfregiò con l'acido, non si è mai "pentito" e le lesioni furono tanto gravi da mettere "in pericolo la vita" della donna. Sono tra i motivi per cui i giudici della Cassazione hanno condannato l'uomo in via definitiva a una pena particolarmente alta, 20 anni, per tentato omicidio e stalking. A influenzare la sentenza hanno contribuito la stessa scelta di usare l'acido per l'aggressione, l'assunzione di stupefacenti e la mancanza assoluta di pentimentoda parte del'imputato.

Gli elementi valorizzati - sottolineano i giudici della Suprema Corte - “sono molteplici”: dalle dichiarazioni che Lucia Annibali che subito esternò i suoi sospetti”, a quelle dei “soggetti ascoltati”, ai “riscontri oggettivi offerti dalle investigazioni che hanno permesso di rilevare tracce di acido sia sulla persona di Varani sia sulla sua vettura”, fino alle “stesse parziali ammissioni dell’imputato”.

La prima sezione penale della Cassazione, lo scorso 10 maggio, aveva confermato la sentenza della Corte d’appello di Ancona, che aveva giudicato Varani con rito abbreviato condannandolo per tentato omicidio e stalking.


"Questa parte processuale è finalmente finita. Era un peso rimasto sospeso". Così Lucia Annibali, emozionata e contenta, ha commentato la conferma della condanna all'ex fidanzato Luca Varani e ai due autori materiali dell'agguato con l'acido. "E una giornata di svolta, dal passato al futuro, dopo tre anni trascorsi in sospeso. Ora vorrei reinserirmi nella società come una donna normale", ha aggiunto. "La mia è una storia di speranza per tutti".

mercoledì 11 maggio 2016

LA CASSAZIONE conferma i 20 anni a LUCA VARANI, che ha sfregiato la fidanzata Lucia


ROMA, 11 maggio - La Corte di Cassazione ha confermato ieri sera la condanna a vent'anni per Luca Varani, accusato di aver assoldato due albanesi per sfregiare con l'acido l'ex fidanzata Lucia Annibali. La sentenza è ora definitiva.

Lucia Annibali, tolto un peso - "Questa parte processuale e' finalmente finita. Era un peso rimasto sospeso". Cosi' Lucia Annibali, emozionata e contenta, ha commentato la conferma della condanna all'ex fidanzato Luca Varani e ai due autori materiali dell'agguato con l'acido. "E una giornata di svolta, dal passato al futuro, dopo tre anni trascorsi in sospeso. Ora vorrei reinserirmi nella societa' come una donna normale", ha aggiunto.  La conferma della condanna a vent'anni per Luca Varani era stata la richiesta del sostituto pg di Cassazione Paolo Canevelli. Il pg aveva chiesto infatti il rigetto di tutti i ricorsi, quello di Varani e dei due albanesi Altistin Precetaj e Rubin Talaban condannati a 12 anni dalla Corte d'appello di Ancona il 23 gennaio 2015, e anche del procuratore generale di Ancona che contestava la tardività dell'appello e in sostanza chiedeva di far rivivere la sentenza di primo grado. Il pg ha ritenuto "infondata ogni richiesta riguardo all'entità della pena", avanzata da Luca Varani che nel ricorso chiedeva che non gli venisse contestato il reato più grave di tentato omicidio.

sabato 12 marzo 2016

LUCA VARANI ucciso con 30 coltellate e martellate. Morto per dissanguamento



ROMA, 12 marzo - Trenta tra coltellate e martellate hanno straziato il corpo di Luca Varani fino a provocarne la morte per choc da dissanguamento, in una tortura durata circa 2 ore. Dall'autopsia nuovi elementi sull'agonia del giovane ucciso da Marco Prato e Manuel Foffo una settimana fa in un appartamento al Collatino, a Roma. Il ragazzo non sarebbe morto direttamente per le coltellate al torace: la lama trovata conficcata nel petto di Varani non avrebbe trafitto il cuore, ma sarebbe affondata nel polmone sinistro, secondo i medici legali. Intanto gli investigatori stanno raccogliendo altre testimonianze per delineare meglio il quadro in cui è maturato il delitto e hanno ascoltato la donna bionda che è stata vista parlare con la vittima sul treno poche ore prima dell'omicidio. Si è presentata lei stessa ai carabinieri. 

lunedì 7 marzo 2016

ROMA, l'omicida di Varani: volevamo vedere l'effetto che fa

Luca Varani
ROMA, 7 marzo - "Volevamo uccidere qualcuno solo per vedere che effetto fa". E' quanto Manuel Foffo, ha raccontato al pm Francesco Scavo in relazione all'omicidio di Luca Varani, avvenuto a Roma nel corso di un festino a base di droga e alcol. "Eravamo usciti in macchina la sera prima - ha detto - sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Varani che il mio amico (Marco Prato ndr) conosceva". Il trentenne ha spiegato, inoltre, di avere seviziato e torturato la vittima che è stata finita con coltellate e martellate
La morte è avvenuta venerdì ma il corpo è stato trovato dai carabinieri sabato sera. Il pm inoltrerà oggi al gip la richiesta di convalida del fermo per concorso in omicidio volontario con la contestuale emissione di un'ordinanza di custodia cautelare.
Il delitto di Luca Varani è scaturito durante un festino a base di alcol e cocaina in un'abitazione al decimo piano di un palazzo di via Igino Giordani, nel quartiere Collatino. Il corpo del giovane, 23 anni, è stato trovato sabato sera dai carabinieri, molte ore dopo la morte. Era nudo in camera da letto con numerose ferite sul corpo. L'allarme è scattato quando il proprietario di casa, Manuel Foffo, un 29enne iscritto alla facoltà di Giurisprudenza e figlio di ristoratori, preso dal rimorso ha raccontato tutto al padre che ha contattato il 112. E' stato proprio il giovane a condurre gli investigatori sul luogo del delitto.