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giovedì 2 febbraio 2017

NAPOL, arrestati due figlie e nuora del fondatore del clan di Casalesi Bidognetti


NAPOLI 2 febbraio - Duro colpo alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. La Dia di Napoli ha arrestato cinque persone tra cui due figlie e la nuora di Francesco Bidognetti, capo storico e fondatore del clan dei Casalesi con Francesco Schiavone, detenuto al 41 bis nel carcere dell'Aquila. In un altro blitz, la squadra mobile di Caserta, la Guardia di Finanza di Formia e i carabinieri di Casal di Principe hanno eseguito un provvedimento restrittivo che riguarda altre ventisei affiliati alla cosca per estorsioni commesse sul territorio casertano.

Donne a capo della cosca - Le misure cautelari eseguite dalla Dda contestano ai 5 arrestati reati che vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso alla ricettazione e l'estorsione. Gli inquirenti hanno raccolto elementi di prova sul fatto che Katia e Teresa Bidognetti, rispettivamente 35 e 26 anni, la prima ora in carcere mentre la seconda è domiciliari perche' in gravidanza, insieme a Orietta Verso, 42 anni, anche lei ora in carcere, moglie del secondogenito del boss, Raffaele Bidognetti, tutte e tre sinora incensurate, avevano un ruolo apicale all'interno della 'famiglia'.

Arrestato anche Vincenzo Bidognetti, conosciuto come 'o bellillo, che non è parente del capocosca nonostante il cognome, che era l'unico degli affiliati autorizzato a tenere rapporti con le tre donne e che faceva da tramite tra loro e le il resto della cosca. Anche il boss è stato raggiunto in carcere dalla misura cautelare. 

giovedì 10 dicembre 2015

CASERTANO, 28 arresti tra i Casalesi, arrestati sindaco ed ex sindaco, sequestrato ipermercato


CASERTA, 10 dicembre - Dalle prime ore del mattino e' in corso una vasta operazione della Polizia e dei Carabinieri di Caserta contro il clan camorristico dei Casalesi facente capo al noto Michele Zagaria. Gli arresti, eseguiti nei confronti di 28 persone, riguardano tra l'altro i reati di associazione a delinquere di stampo camorristico, concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio ed estorsione. Sequestrato un imponente centro commerciale del valore di sessanta milioni di euro, direttamente riconducibile allo stesso Zagaria.
C'è anche il sindaco di Trentola Ducenta tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare eseguita questa notte dai carabinieri del Ros e dalla squadra mobile di Caserta in Terra di Lavoro. Michele Griffo risponde di concorso esterno in associazione mafiosa.
La misura ha colpito anche l'ex primo cittadino, Nicola Pagano, alcuni assessori e il responsabile dell'ufficio tecnico del comune. Fulcro l'inchiesta è il centro commerciale Jambo di Trentola Ducenta "che - scrive il gip - a partire dall'anno di costruzione ad oggi è diventato una potenza economica, il cui valore è passato dai due miliardi di lire agli attuali 60 milioni di euro e ciò è stato possibile - sostiene il giudice - grazie alla forza politica ed imprenditoriale di Michele Zagaria".

Il Jambo è finito sotto sequestro. Sotto i riflettori, oltre ai lavori di ampliamento che hanno aumentato negli anni la superficie del parco commerciale, anche lo svincolo della strada statale 265, l'uscita di Trentola Ducenta. Più volte quello svincolo è stato definito dalle autorità preposte pericoloso perché realizzato non a norma di legge, tuttavia adesso la Dda inquadra la vicenda sotto una luce nuova: l'uscita sarebbe stata realizzata per favorire l'afflusso di clienti al centro commerciale, visto che per entrare a Trentola si è praticamente "obbligati" a transitare davanti agli ingressi del Jambo. E non è tutto.

Le buste d'offerta in occasione della gara d'appalto per la realizzazione dell'uscita sarebbero state aperte anzitempo per consentire agli imprenditori vicini a Zagaria di conoscere in anticipo le somme indicate dalle imprese concorrenti e poter avanzare la proposta più vantaggiosa e quindi vincente.

giovedì 1 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ CASERTA, blitz anticasalesi, arrestati sorella e nipote di Michele ZAGARIA



CASERTA, 1 ottobre - Quattro arresti in un blitz anticamorra contro presunti esponenti e favoreggiatori del clan dei Casalesi, in particolare del gruppo di Michele Zagaria. Ci sono tra gli arrestati una sorella del boss, Gesualda, e un architetto accusato di aver progettato un bunker di nuova generazione per il clan, Carmine Domenico Nocera,  che è stato anche consulente esterno del Comune di Caserta che da due settimane risultava peraltro già indagato – assieme all'ex assessore Giuseppe Greco - per la storia di una mazzetta da 200mila euro intascata per il rilascio della licenza di un parcheggio. .  Sono accusati di associazione di tipo mafioso, favoreggiamento personale, intestazione fittizia di beni, ricettazione ed altri delitti aggravati dalle finalità mafiose.  Gli altri arrestati sono un nipote di Michele Zagaria, Filippo Capaldo, e Francesco Nobis, accusato di favoreggiamento. Il blitz è stato eseguito all'alba dai Carabinieri del Ros e dalla Squadra mobile di Caserta.