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mercoledì 15 marzo 2017

NAPOLI, 69 arresti nel clan Zagaria. Anche prof universitari


NAPOLI, 15 marzo - La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di un'inchiesta sul clan Zagaria, fazione dei Casalesi. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche politici ed imprenditori. Arrestati il consigliere regionale della Campania Pasquale Sommese (Ncd), ex assessore al Turismo della Regione Campania. Sommese è ritenuto dagli inquirenti colui che garantiva l'erogazione dei fondi regionali. Arrestato anche il sindaco di Aversa (Caserta) Enrico De Cristofaro I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d'asta e concorso esterno in associazione mafiosa.

L'indagine è condotta da un pool di cinque pm della Dda (Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D'Alessio) e coordinata dal procuratore aggiunto Borrelli. Nell'operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della GdF sono coinvolti amministratori locali, funzionari pubblici, professori universitari, commercialisti, ingegneri e "faccendieri", i quali sono accusati, come detto a differente titolo, di corruzione ed altre gravi irregolarità nelle gare di appalto pubblico realizzate in varie province campane, talvolta anche al fine di agevolare organizzazioni criminali di tipo camorristico.
   


sabato 20 agosto 2016

Esponente della CAMORRA arrestato dai CC in un resort di lusso a BENINDORM


BENINDORM, 20 agosto - Un latitante considerato esponente di clan della camorra è stato arrestato in Spagna dai carabinieri. Si tratta di Salvatore Mariano, 40enne napoletano: si nascondeva a Benidorm, nota località turistica. Era sfuggito alla cattura il 2 marzo scorso durante l'operazione Cartagena, condotta dai carabinieri del Comando provinciale e del Ros di Napoli. L'arresto è stato effettuato dai militari della sezione catturandi, insieme con la polizia spagnola. Mariano è stato scovato in un lussuoso resort situato sulla spiaggia. Il latitante aveva previsto una lunga vacanza nel complesso turistico dove si era registrato con i suoi familiari usando documenti falsi. Mariano è ritenuto responsabile di traffico di sostanze stupefacenti con aggravante del metodo mafioso. Sono state avviate le procedure per l'estradizione.

lunedì 20 giugno 2016

NAPOLI, vasta operazione anti camorra, 90 arresti, donne al vertice



NAPOLI, 20 giugno - Una vasta operazione anticamorra, alla quale partecipano oltre 300 carabinieri del Comando provinciale di Napoli, è scattata nel capoluogo campano per la cattura di una novantina di persone accusate di far parte, a vario titolo, del clan 'D'Amico' che controlla tutte le attività illecite nella periferia est della città I reati ipotizzati dalla Dda in ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Napoli sono associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, estorsione, narcotraffico, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco.
I carabinieri hanno completamene circondato l'area area del rione Conocal. Il clan - secondo gli investigatori - controllava tutte le attività di questa zona legate alla gestione delle piazze di spaccio, al racket delle estorsioni, al commercio delle case popolari. Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno raccolto elementi sul ruolo di vertice svolto dalle donne del clan e, con una serie di attività tecniche, hanno ricostruito i contesti criminali inseriti nella vita quotidiana del rione.

martedì 14 giugno 2016

NAPOLI, camorra e appalti per la pulizia ospedali, 12 arresti


NAPOLI, 14 giugno - Infiltrazioni della camorra in appalti per la pulizia di ospedali e altre aziende pubbliche a Napoli emergono dall'operazione della Polizia che ha eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari. I provvedimenti eseguiti a carico di esponenti apicali del clan camorristico dei Lo Russo, di amministratori e consulenti di una società specializzata nel settore delle pulizie, e di funzionari pubblici dipendenti dell'Azienda ospedaliera Santobono Pausilipon. 
L'inchiesta è condotta dai pm della Dda, Henry John Woodcock ed Enrica Parascandolo e coordinata dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice. Le 12 persone coinvolte sono ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà degli incanti, detenzione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, estorsione. Esplorato dalla Dda di Napoli e dalla Squadra Mobile, con il contributo del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, il connubio camorra/imprenditoria che - secondo quanto riferito in una nota - ha consentito ad entrambe le parti, imprenditori e criminali organizzati, di ottenere vantaggi reciproci. Emersi anche episodi di corruzione e turbata libertà degli incanti di funzionari pubblici dipendenti dell'Azienda ospedaliera di rilievo nazionale Santobono-Pausilipon che avrebbero favorito una società, la Kuadra spa, nelle operazioni relative al bando di gara per la fornitura di servizi di pulizia. E' stato verificato anche il particolare interesse del clan dei Lo Russo, detto dei Capitoni, operativo in particolare nell'area a nord di Napoli, agli appalti ed agli ingenti interessi economici che ruotano all'interno delle principali strutture sanitarie ed ospedaliere di Napoli con una ''conseguente pericolosa infiltrazione della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione''. Nel corso dell'operazione disposto anche il sequestro preventivo del complesso aziendale, delle quote e del patrimonio della società Kuadra.
Il complesso aziendale, le quote e il patrimonio della società Kuadra spa, con sedi a Napoli, Roma e Genova, società specializzata nel settore delle pulizie, con numerosi e importanti clienti pubblici e privati sparsi su tutto il territorio nazionale, sono stati sequestrati nell'ambito dell'operazione coordinata dalla Dda e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli contro infiltrazioni della camorra negli appalti per gli ospedali.
Il gip, sulla scorta degli elementi probatori raccolti, nel disporre il sequestro preventivo ha nominato contestualmente due amministratori giudiziari.

   

lunedì 23 maggio 2016

Le mani della camorra sulle scommesse della serie B, 10 arresti

Armando Izzo, ora al Genoa
NAPOLI, 23 maggio - I carabinieri di Napoli hanno arrestato 10 persone (7 in carcere e 3 ai domiciliari) del gruppo di camorra "Vanella Grassi" di Secondigliano in un' operazione scattata all'alba nel capoluogo campano. Nei riguardi dei dieci è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare al termine di un'inchiesta della Dda di Napoli sull'attività del clan su scommesse e partite di serie B. Durante le indagini è stata intercettata una telefonata nella quale si dice: "Dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena".
L'indagine dei carabinieri che ha svelato un giro di scommesse su gare di calcio ha portato alla luce la capacità di influenzare alcune partite di B del 2013-2014, giocate in Campania nel 2014: attraverso un 'contatto' (un calciatore ora in A, Armando Izzo, indagato ma non raggiunto da misura cautelare) il capo clan e i sodali hanno attratto altre persone; per carabinieri hanno messo a disposizione ingenti somme di denaro per corrompere giocatori di una squadra campana di B, influenzando due gare disputate nel 2014, Modena-Avellino del 17 marzo 2014 e Avellino-Reggina del 25 maggio dello stesso anno.
L'attuale difensore del Genoa, Armando Izzo, che ha giocato nell'Avellino, il centrocampista dell'Acireale, Francesco Millesi, già in forza all'Avellino, e l'ex calciatore Luca Pini, sono indagati dalla Dda di Napoli nell'inchiesta su camorra e calcio. Nei riguardi dei tre si ipotizza il reato di partecipazione esterna ad associazione mafiosa

mercoledì 11 maggio 2016

BARI, trovato tritolo della CAMORRA, che voleva uccidere il procuratore di NAPOLI


BARI, 11 maggio - Doveva servire per uccidere il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, il tritolo sequestrato nel Barese alcuni giorni fa. A rivelarlo agli inquirenti della Dda di Bari è stato un collaboratore di giustizia vicino alla Sacra Corona Unita ma originario del Napoletano il quale, in cella, alla fine del 2015, sarebbe entrato in contatto con uomini della Camorra che parlavano di un agguato al magistrato.

martedì 26 aprile 2016

CAMORRA e politica, a Santa Maria Capua Vetere arrestati ex sindaco e imprenditori


SANTA MARIA CAPUA VETERE, 26 aprile - Nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di funzionari comunali, imprenditori, professionisti e "faccendieri". Sono accusati, a diverso titolo di associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e altre irregolarità nelle gare di appalto pubblico messe in atto anche per agevolare il clan dei "casalesi".
Tra gli arrestati c'è anche l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Biagio Di Muro. L'indagine riguarda l'appalto per i lavori di consolidamento di Palazzo Teti dove doveva essere realizzato il "Polo della cultura e della legalità", immobile ubicato in via Roberto D'Angiò confiscato al padre dello stesso primo cittadino, Nicola Di Muro. La gara, che negli anni ha subito vari rallentamenti, secondo l'ipotesi accusatoria della Dda di Napoli, sarebbe stata vinta da un raggruppamento di imprese ritenuto vicino al clan guidato da Michele Zagaria. Già nel luglio 2015 l'ex sindaco, in carica fino a pochi mesi fa, fu oggetto di una perquisizione.   

sabato 23 aprile 2016

NAPOLI, agguato di sicari nel rione Sanità, uccisi 2 del clan Vaccarella davanti a bambini


NAPOLI, 23 aprile - Terrore nel centro storico a Napoli nel rione Sanità: i sicari della camorra - almeno due ma potrebbero essere anche di più - non hanno esitato a sparare all'impazzata uccidendo due persone e ferendone altre tre. La spedizione di morte è scattata davanti ad un circolo ricreativo proprio mentre in strada si trovavano dei bambini che si erano fermati a comprare delle granite nei pressi di un rivenditore ambulante. Alcuni minori, si è appreso, erano anche all'interno dello stesso locale. Nel mirino diversi esponenti della famiglia Vastarella, sodalizio di spicco della malavita organizzata in città. Una delle vittime è Giuseppe Vastarella, di 42 anni, esponente dello storico clan camorristico. L'altra è il cognato Salvatore Vigna, di 41. L'agguato è scattato in via Fontanelle, non lontano dallo storico cimitero delle 'capuzzelle'. Due sicari sono giunti a bordo di una moto: uno dei due è sceso è ha iniziato a sparare.
Le due vittime hanno cercato scampo all'interno di un circolo privato, l'associazione 'Maria Santissima dell'Arco' ma inutilmente. Vigna è rimasto a terra mentre in un disperato tentativo Vastarella è stato portato all'ospedale Pellegrini dove non c'è stato nulla da fare. Dario ed Antonio Vastarella, rispettivamente di 33 e 24 anni sono rimasti gravemente feriti e ricoverati all'ospedale Cardarelli. Ferita anche un'altra persona, Alfredo Ciotola. Giuseppe Vastarella era stato trovato in possesso di una pistola nella zona dei Decumani, nel centro antico. Ed era stato fermato in una circostanza dalla Polizia proprio nel luogo dove è stato ucciso questa sera, il 4 settembre 2014, a bordo di uno scooter. Nella zona di Materdei e del vicino Rione Sanità nei giorni precedenti al suo fermo erano stati esplosi nei giorni precedenti colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio da giovani a bordo di scooter. I tre feriti, tutti in codice rosso, sono stati trasportati al Cardarelli. Sul luogo dell' agguato la Squadra Mobile e la Scientifica che hanno avviato le indagini.

domenica 17 aprile 2016

CAMORRA, preso il superricercato leader del clan Marino



NAPOLI, 17 aprile - E’ stato arrestato Roberto Manganiello, leader del clan camorristico scissionista Marino operativo nell'area nord di Napoli, uno dei 100 latitanti considerati più pericolosi. Lo rende noto la polizia.  Manganiello, catturato in un covo ad Orta di Atella, nel casertano, era latitante dal 2013. Era ricercato tra l'altro per un omicidio di due fedelissimi del potente clan camorristico. Pur latitante Manganiello gestiva personalmente i traffici illeciti, legati al traffico di sostanze stupefacenti ed alle estorsioni, del clan camorristico Marino tuttora attivo nell'area nord di Napoli. Destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall'A.G. di Napoli perché ritenuto responsabile dei reati di concorso in duplice omicidio e porto e detenzione illegale di armi, reati aggravati dalle modalità mafiose, era ricercato per il concorso nell'omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, fedelissimi del potente clan camorristico Di Lauro, facente capo a Paolo di Lauro detto Ciruzz' o'milionario, consumato a Napoli il 28 Ottobre del 2004. Un omicidio che segnò  l'avvio di una delle più cruente faide di camorra, la prima faida di Scampia, che vide contrapposte le famiglie camorristiche Scissioniste Amato/Pagano, Abete/Abbinate/Notturno e la stessa famiglia Marino, un tempo fedelissime di Paolo di Lauro, al clan da quest'ultimo capeggiato. Per tale omicidio sono indagati anche Arcangelo Abete, Gennaro Marino detto Mekkei e Antonio della Corte.  Era inserito nell'elenco dei 100 latitanti di massima pericolosità e nello speciale programma di ricerche del Ministero dell'Interno ed è stato catturato nel covo dove si nascondeva assieme ad una ragazza napoletana di 30 anni.   Gli investigatori della Polizia di Stato di  Napoli e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ad Orta di Atella (CE), con la collaborazione della Squadra Mobile di Caserta, lo hanno fermato all’interno di un'abitazione di Via Lampitelli.  I poliziotti per irrompere nell'appartamento si sono finti pony express per la consegna di pizze a domicilio. Il latitante stava guardando l'incontro di calcio Inter/Napoli, non era armato e non ha opposto resistenza. Cambiava continuamente il nascondiglio per non essere localizzato.

giovedì 17 dicembre 2015

Trafficante di droga napoletano faceva il cameriere a VALENCIA, preso

VALENCIA, 17 dicembre - Faceva il cameriere a Valencia, in Spagna, sotto falso nome ma è stato scoperto e arrestato un trafficante di droga ritenuto contiguo al clan camorristico "De Luca-Bossa", latitante da 7 anni. Si tratta di Pasquale Brunese, 44 anni, di San Giorgio a Cremano. L'uomo è stato individuato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli in collaborazione con le autorità locali. I militari hanno trovato Brunese nel ristorante "A mi manera". A Valencia aveva trasferito tutta la famiglia. Ritenuto contiguo al clan dei "De Luca-Bossa", operante per il controllo degli affari illeciti nell'area orientale di Napoli e nell'immediato hinterland del capoluogo campano, era ricercato dal settembre 2008 e sfuggiva all'esecuzione di un ordine di carcerazione della Procura generale di Milano, perché condannato a 9 anni e 9 mesi di reclusione per traffico di stupefacenti, falso e ricettazione. Adesso è in carcere in Spagna, in attesa dell'estradizione.

martedì 27 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ CASERTA, spaccio droga, 19 arresti nel clan dei Casalesi


CASERTA, 27 ottobre - Vasta operazione contro lo spaccio di droga: arrestate 19 persone ritenute legate al clan dei Casalesi, fazione Bidognetti-Schiavone di Casal di Principe, e al clan Vanella-Grassi di Secondigliano. Nel blitz impegnati uomini della Polizia di Stato e dei Carabinieri di Caserta. Le indagini sono coordinate dalla Dda di Napoli, l'accusa associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. 
Secondo gli investigatori il clan dei Casalesi, attraverso i figli di elementi di spicco della cosca, ha gestito direttamente lo spaccio della droga sul territorio casertano mentre negli anni si occupava esclusivamente di finanziarne il traffico. In passato lo spaccio nelle roccaforti del clan dei Casalesi era severamente vietata e i boss la punivano anche con la morte. Gli inquirenti hanno ora scoperto invece che le sostanza stupefacenti, venivano vendute anche a Casal di Principe, a san Cipriano d'Aversa, Villa Literno e in altri comuni limitrofi. I carabinieri, nel corso delle perquisizioni eseguite nelle abitazioni di alcune persone arrestate hanno sequestrato oltre 200 grammi di cocaina, circa 20mila euro in contanti e munizioni.
Emersi legami con il gruppo camorristico di via Vanella Grassi, a Secondigliano, dove gli emissari dei Casalesi acquistavano la droga. Tra le 19 persone arrestate figurano anche Ettore e Giuseppe Pacifico, figli di Dionigi Pacifico, arrestato di recente dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta e ritenuto elemento di spicco del clan dei Casalesi.

giovedì 1 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ CASERTA, blitz anticasalesi, arrestati sorella e nipote di Michele ZAGARIA



CASERTA, 1 ottobre - Quattro arresti in un blitz anticamorra contro presunti esponenti e favoreggiatori del clan dei Casalesi, in particolare del gruppo di Michele Zagaria. Ci sono tra gli arrestati una sorella del boss, Gesualda, e un architetto accusato di aver progettato un bunker di nuova generazione per il clan, Carmine Domenico Nocera,  che è stato anche consulente esterno del Comune di Caserta che da due settimane risultava peraltro già indagato – assieme all'ex assessore Giuseppe Greco - per la storia di una mazzetta da 200mila euro intascata per il rilascio della licenza di un parcheggio. .  Sono accusati di associazione di tipo mafioso, favoreggiamento personale, intestazione fittizia di beni, ricettazione ed altri delitti aggravati dalle finalità mafiose.  Gli altri arrestati sono un nipote di Michele Zagaria, Filippo Capaldo, e Francesco Nobis, accusato di favoreggiamento. Il blitz è stato eseguito all'alba dai Carabinieri del Ros e dalla Squadra mobile di Caserta. 

martedì 10 febbraio 2015

Le mani della CAMORRA su Roma e il sud, 61 arresti

Roma, 10 febbraio. - E' detenuto in regime di 41bis, ma il suo clan camorristico continuava a estendere la propria influenza in diverse province del sud d'Italia a partire dalla zona sud-est di Roma. Decine di uomini che facevano capo a Domenico Pagnozzi sono stati arrestati in un'operazione dei carabinieri del comando provinciale di Roma che ha portato in carcere 61 persone su ordine del Tribunale di Roma.
Associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, usura, riciclaggio, violenza e minacce, sono i reati contestati ai componenti di un'organizzazione che secondo la Dda di Roma operava, oltre che nella capitale, a Frosinone, Viterbo, L'Aquila, Perugia, Ascoli Piceno, Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Bari, Reggio Calabria, Catania e Nuoro.

L'operazione è scattata a conclusione di un'indagine del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale Carabinieri di Roma, che ha portato all'individuazione di un'organizzazione per delinquere di matrice camorristica operante nella zona sudest di Roma in varie attività illecite, capeggiatada Domenico Pagnozzi.
L'operazione è eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Roma e dei comandi dell'Arma territorialmente competenti. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma - Direzione distrettuale antimafia.
Sono in corso sequestri di beni per un valore di circa 10 milioni di euro da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Roma. I beni sequestrati sono riconducibili ad alcuni dei 61 arrestati. In particolare ci sarebbero numerosi esercizi commerciali e società romane, immobili, ma anche rapporti finanziari e veicoli. Si tratta di sequestri di prevenzione finalizzati alla confisca, eseguiti sulla base di provvedimenti emessi dal Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.