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giovedì 10 agosto 2017

STRAGE di cristiani in un villaggio del CENTRAFRICA

BANGUI, 10 agosto - Strage di cristiani in un villaggio del Centrafrica. A Gambo, 75 km dalla città di Bangassou, da tre anni sotto il controllo dei ribelli Seleka, miliziani islamisti hanno ucciso, sgozzandoli, 50 tra donne, uomini, bambini, anziani per vendicarsi di un'incursione di combattenti non musulmani nel loro territorio, conteso tra estremisti di diverse fazioni. Tra le 50 vittime anche sei volontari della Croce rossa.
A dare la notizia del bagno di sangue è stato monsignor Juan Josè Aguirre, come scrive "Avvenire". Che spiega i contrasti di potere nello stato africano da sempre teatro di conflitti e violenze spietate. La scorsa settimana i militanti di alcuni gruppi di autodifesa del territorio, non musulmani, hanno fatto irruzione nel villaggio, scatenando la reazione del contingente Onu, che però ha ucciso anche molti civili.

Poi, i gruppi di autodifesa sono riusciti a cacciare i Seleka, estremisti islamici addestrati in Ciad che dal 2013 combattono nel Centrafrica. Sono loro però che alla fine hanno avuto la meglio. E il massacro dei 50 civili è stato una vendetta contro i miliziani dell'autodifesa, un'operazione che ha colpito i più deboli. Gli islamisti hanno fatto irruzione nell'ospedale della Croce rossa, dove hanno assassinato i feriti e i parenti dei malati, in gran parte civili cristiani.

Una strage che, dice monsignor Aguirre, ha "profondamente addolorato papa Francesco, che ha ricordato l'episodio nella sua Udienza del mercoledì rivolgendo il suo appello affinché questi crimini finiscano. La parrocchia è stata saccheggiata e monsignor Aguirre è sempre più sotto un fuoco incrociato, tra i radicali musulmani che lo attaccano perché è cristiano, e i gruppi di autodifesa che lo accusano di difendere i musulmani. E a pagare sono sempre i più deboli.

domenica 16 aprile 2017

LA STRAGE DI ALEPPO I morti sono 126, 68 bambini


ALEPPO, 17 aprile - Almeno 68 bambini e 13 donne risultano tra le vittime dell'attentato terroristico che ha colpito un convoglio di pullman mentre stava evacuando profughi, in gran parte sciiti, in fuga dalla città siriana di Aleppo. Lo rende noto l'Osservatore siriano per i diritti umani. Il bilancio complessivo dell'attentato kamikaze è salito a 126 morti.
Intanto sono riprese le operazioni di evacuazione dei civili sono riprese: almeno 3.000 siriani saranno trasferiti da Foua e Kfarya, mentre altri 200, in maggioranza combattenti, saranno evacuati da Zabadani e Madaya.

Ribelli negano coinvolgimento nell'attentato di Aleppo - Le fazioni ribelli siriane siriano hanno negato qualsiasi implicazione nell'attentato. L'esercito siriano libero, che si batte contro il governo di Bashar al-Assad, in un comunicato diffuso via Twitter "disapprova e condanna categoricamente" l'attacco, attribuendo "al regime e ai suoi soci la responsabilità di questo crimine".

Anche il gruppo islamista di impronta salafita Ahrar al-Sham, a sua volta contrario all'attuale governo, ha parlato di un "attacco codardo, contrario ai principi della religione" sostenendo che l'attentato "serve alle politiche settarie del regime". Per il momento, nessuna organizzazione ha rivendicato l'azione, compiuta attraverso un'autobomba.

venerdì 7 aprile 2017

STOCCOLMA, caccia all'uomo dopo la strage


STOCCOLMA, 7 aprile - E' caccia all'uomo a Stoccolma, dopo la strage: l'autista dell'autocarro che ha investito i passanti è in fuga. Il sospetto ricercato indossa una giacca verde e una felpa grigia e la polizia ha diffuso la foto. Il premier svedese Stefan Lofven aveva inizialmente parlato dell'arresto di una persona, ma la polizia svedese ha dichiarato che nessuno è stato arrestato per l'attentato.
Le autorità hanno invitato gli abitanti a evitare di recarsi nel centro della città. Ci sono report di spari in un'altra zona del centro della capitale svedese, a Hotorget. I pedoni sono stati investiti a Drottninggaten.
l camion è stato rubato poco prima dell'attacco. Il mezzo appartiene alla 'Spendrups', popolare marca di birra svedese, ed è stato rubato durante il giro di consegne nei ristoranti della città. I responsabili dell'azienda hanno avuto un contatto con l'autista legittimo del mezzo. Secondo quanto riferito dal direttore della comunicazione del birrificio, Maarten Lyth, l'autista "stava scaricando della merce quando qualcuno è saltato dentro il camion ed è scappato". Lyth, precisando di non essere in grado di dire quante persone abbiano preso possesso del camion, ha detto che l'autista "è illeso ma sotto choc, attualmente è ascoltato dalla polizia"

domenica 19 febbraio 2017

MOGADISCIO, camion bomba in un mercato, 35 morti




MOGADISCIO, 19 febbraio -  Un camion bomba è stato fatto esplodere in un incrocio molto trafficato nel quartiere Wadajir di Mogadiscio nel mercato di Kawa-Godey appena dopo la preghiera. Uccise almeno 35 persone,  ferite decine di altre. 
Un funzionario di polizia, il capitano. Mohamed Hussein ha detto ai giornalisti che un'autobomba è esplosa nei pressi di negozi, stand gastronomici, e bancarelle di khat.  I testimoni dicono che una macchina parcheggiata sul ciglio della strada è stata fatta esplodere con susseguenti pennacchi di fumo nero e denso nell'aria. La stragrande maggioranza delle vittime erano acquirenti e commercianti. Tra le vittime, diversi bambini e donne

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lunedì 2 gennaio 2017

ISTANBUL, l'ISIS ha rivendicato la strage nel night


ISTANBUL, 2 gennaio - L'Isis ha rivendicato in un comunicato, tramite la sua agenzia di stampa Amaq, l'attentato al 'Reina' nightclub di Istanbul. Lo riferisce SkyNews.
Oltre che in arabo, per la prima volta il comunicato di rivendicazione dell'Isis, è stato diffuso anche in lingua turca.
Nel comunicato di rivendicazione, l'Isis definisce la Turchia, "serva della croce". E poi, riferendosi al suo ruolo nel conflitto in Siria, avverte che "il governo di Ankara dovrebbe sapere che il sangue dei musulmani, uccisi dai suoi aerei e dalla sua artiglieria, provocherà un fuoco nella sua casa per volere di Dio" sostenendo che il killer ha agito "in risposta agli ordini" del leader dell'Isis, Abu Bakr al-Baghdadi".

Almeno 8 sospetti militanti dell'Isis sono stati fermati dalle unità antiterrorismo della polizia di Istanbul per un presunto coinvolgimento nell'attacco.
Le autorità turche hanno identificato 38 delle 39 vittime della strage di Capodanno. Almeno 25 sono gli stranieri, in maggioranza sauditi (7). Le vittime sono 25 uomini e 14 donne.
Continua la caccia al killer che si è dato alla fuga dopo l'attacco. Due quotidiani locali, Hurriyet e Karar, citando fonti anonime, sostengono che l'autore della strage potrebbe essere originario dell'Uzbekistan o Kyrgyzstan. Per la caccia all'uomo sono stati mobilitati migliaia di poliziotti in tutto il Paese. Intanto, si apprende che sono stati esplosi tra i 120 e 180 colpi all'interno del locale.

venerdì 2 dicembre 2016

AUSTRIA, donna uccide i suoi tre bmbini, la madre e il fratello e poi si suicida


VIENNA, 2 dicembre - Una donna ha ucciso la madre, il fratello e i propri tre bambini, di età compresa tra i 7 e i 10 anni, poi si è tolta la vita. E' successo a Boeheimkirchen, in Austria. Lo riportano i media locali. La Procura al momento ha confermato il ritrovamento di sei cadaveri in un'abitazione nei pressi di St. Poelten. 
La tragedia si è consumata in un'abitazione di Boeheimkirchen, in Bassa Austria. La procura ha confermato che sono stati trovati sei cadaveri, tra cui quello di tre bambini: si presume che siano tutte vittime di un atto criminale. I media desumono che la donna, di 35 anni, abbia ucciso la madre (sulla sessantina) e il fratello di 40 togliendo la vita anche ai suoi due gemelli di 10 anni e alla figlioletta di sette prima di suicidarsi. L'arma usata sarebbe una pistola.

La strage, avvenuta nel paesino di circa 5.000 abitanti del distretto di Sankt Poelten-Land, risale ad un imprecisato numero di giorni fa: una fonte ufficiale della Procura ha riferito che "il datore di lavoro di una delle vittime aveva avvertito le autorità che la persona da tempo" non si era più fatta vedere. Altre fonti hanno segnalato che la polizia stava cercando i bambini che mancavano da scuola da tre giorni. Il momento della morte sarà accertato da un'autopsia.

Circa il movente, l'agenzia austriaca Apa riferisce che la famiglia si era trasferita nell'abitazione ricavata da un'ex locanda da un anno abbondante ma viveva in maniera molto riservata. Tutto il vicinato sostiene di non conoscere la famiglia.

L'ex proprietario, la cui figlia abita nei pressi, ha riferito che non erano stati notati litigi.

domenica 31 luglio 2016

IDENTIFICATO e ancora libero il mandante della strage di DACCA (9 italiani morti)


DACCA, 31 luglio - La polizia bengalese ha identificato il mandante della strage del 1° luglio in un ristorante a Dacca, in Bangladesh, dove un commando di almeno 5 uomini ha massacrato 22 persone, tra cui 9 italiani. Si chiama Tamim Chowdhury, ha circa 30 anni e ha doppia nazionalità canadese e bengalese. Gli inquirenti sono risaliti a lui dopo un blitz antiterrorismo durante il quale sono stati uccisi 9 militanti; Chowdhury che si troverebbe ancora in Bangladesh. Secondo quanto riferiscono i media bangalesi, Chowdhury sarebbe il leader e il maggior finanziatore di una fazione particolarmente feroce di "Jamaat-ul-Mujaheddin Bangladesh", gruppo ultra-islamista fondato nel 1998 e al bando dal 2005. L'uomo fungeva da collegamento tra Jmb e l'Isis, che ha rivendicato l'attacco all'Holey Artisan restaurant. Oltre al massacro del caffe' di Dacca, Chowdhury sarebbe anche responsabile di un attacco durante una preghiera per l'Eid sei giorni dopo. "Chowdhury è il mandante dei due attentati. Abbiamo lanciato una caccia all'uomo in quanto riteniamo che si trovi ancora in Bangladesh da quando è tornato dal Canada tre anni fa", ha detto un investigatore.

sabato 16 luglio 2016

La STRAGE DI NIZZA, fermate 4 persone




NIZZA, 16 luglio - Tre persone sono state fermate, per possibili legami con l'attentato della Promenade, durante un'operazione della 'Brigade de repression d'intervention' portata a termine stamani in un quartiere di Nizza nell'ambito delle indagini sulla strage della Promenade des Anglais. Lo confermano fonti di polizia. Uno degli uomini è stato arrestato ieri e gli altri tre questa mattina.
   

lunedì 13 giugno 2016

VEGLIA tra le lacrime per la strage ISIS a ORLANDO



ORLANDO, 13 giugno - Manifestazioni di sostegno alle vittime della strage di Orlando, in Florida, sono state compiute in tutto il Paese: una veglia segnata da momenti di grande commozione ha avuto luogo dopo il massacro compiuto nel club gay Pulse. A sparare, uccidendo 50 persone e ferendone 53, è stato Omar Mateen, 29 anni, cittadino americano di origini afghane. Su di lui l'Fbi indagò due volte per terrorismo.
Nella serata di ieri era arrivata la rivendicazione dello Stato Islamico attraverso l'Amaq, l'agenzia di stampa del Califfato, riferisce il Site: il killer della strage di Orlando "era un combattente dell'Isis". Nel testo della rivendicazione riportato dalla direttrice del Site Rita Katz in un tweet si legge che una fonte ha detto all'agenzia Amaq: "L'attacco che ha preso di mira il gay club di Orlando, in Florida, e che ha provocato 100 tra morti e feriti, è stato compiuto da un combattente dello Stato islamico". Dieci delle sue vittime sono state finora denominata: Edward Sotomayor Jr, Stanley Almodovar III, Luis Omar Ocasio-, Juan Ramon Guerrero, Eric Ivan Ortiz-Rivera, Peter O Gonzalez-Cruz, Luis S Vielma, Kimberly Morris, Eddie Jamoldroy  e Darryl Burt II.
Tutte le piste vengono seguite. Mentre si cerca di ricostruire quei terribili minuti che hanno sconvolto la vita delle centinaia di persone che sabato sera affollavano il Pulse, il locale gay più famoso della Florida dove era in corso una serata di musica latinoamericana. Omar è entrato e ha cominciato a sparare all'impazzata. I testimoni raccontano di scene di terrore con la gente che urlava e il fuggi fuggi generale. Il killer impugnava un fucile d'assalto e una pistola, e portava con sé un ordigno. Un secondo congegno esplosivo sarebbe stato ritrovato nell'auto dell'uomo.

La sparatoria, iniziata all'interno del locale, sarebbe poi continuata fuori, quando una guardia che lavorava nel club ha tentato di affrontare l'aggressore. Quest'ultimo si è ritirato nel retro e ha ripreso a sparare prendendo degli ostaggi. La polizia ha quindi deciso di intervenire ricorrendo a delle "esplosioni controllate" per farsi largo. Almeno nove agenti hanno preso parte all'operazione che è terminata con la morte del killer. Uno degli agenti è rimasto leggermente ferito, mentre un altro si e' salvato da un proiettile alla testa grazie all'elmetto.

Los Angeles, fermato mentre andava al gay pride con un arsenale in auto - In serata, a sostegno della pista dell'omofobia, è arrivata un'altra notizia da Los Angeles, dove un uomo armato fino ai denti con fucili stile militare ed esplosivi è stato arrestato a Santa Monica, mentre era diretto al Gay Pride. Per gli investigatori non ci sarebbe alcun legame con la strage di Orlando. Ma domenica è tutta la comunità Lgbt americana a piangere, come dopo la strage di Charleston fu quella afroamericana. E che si tratti di terrorismo islamico o di puro e semplice odio per chi viene ritenuto diverso, non c'è dubbio che oggi l'America si è svegliata più debole e vulnerabile che mai.

Fucile dello stesso tipo di stragi San Bernardino e Newtown - Il fucile d'assalto AR-15 usato da Omar Mateen per compiere il massacro nel gay club di Orlando è dello stesso tipo di quelli usati dal killer Adam Lanza, autore della strage alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown con 26 morti, e dai terroristi dell'attentato a San Bernardino, in California, dove morirono 14 persone. Lo ha detto il capo della Polizia di Orlando, John Mina.

domenica 12 giugno 2016

ORLANDO, sono CINQUANTA i morti nel night. L'assassino è un americano di origine afgana

Omar Maaten

ORLANDO, 12 giugno - E' sata una vera e propria carneficina terroristica (la più grave in Usa dopo le Torri gemelle) quella accaduta ieri notte in Florida, a Orlando: l'uomo armato che ha fatto irruzione alle due di notte in un locale gay, e ha cominciato a sparare all'impazzata ha ucciso 50 persone e ferendone 53, secondo gli ultimi dati forniti dalla polizia. L'uomo, armato di un fucile d'assalto e di un "altro tipo di ordigno" si era barricato dentro al "Pulse" con degli ostaggio ma è stato ucciso dalla polizia. L'Fbi - afferma la Cnn citando fonti dell'agenzia federale - sta indagando sui  legami tra la strage e il terrorismo islamico.
Il killer sarebbe stato identificato: si chiama Omar Mateen, trentenne americano, di origine afghane.  Secondo il padre, il movente della strage è l'odio contro i gay. "Il movente religioso non c'entra nulla, ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato", ha detto Mir Seddique. "Siamo scioccati come il resto dell'America", ha aggiunto. Al momento dell'irruzione, sulla pagina Facebook del club era stata postata la scritta: 'Uscite dal locale e mettetevi a correre'.  Gli agenti hanno fatto brillare un ordigno fuori dal locale per distrarre il killer prima di fare irruzione. 
Sul corpo del killer, che avrebbe avuto anche un secondo possibile ordigno nell'auto, è stato rinvenuto un congegno esplosivo. Durante l'assalto, foto di ambulanze, polizia e corpi a terra o sulle barelle sono state scattate e condivise sui social network da chi è riuscito a scappare dal Pulse club. All'interno c'erano almeno 100 persone quando sono iniziati i colpi. 
Agenti dell'Fbi e della polizia locale hanno circondato quella che ritengono essere la casa del killer di Orlando a Fort Pierce, nella Contea di St. Lucie, a sud di Orlando. Lo ha detto il portavoce della polizia, Ed Cunningham, citato dal sito TcPalm che pubblica un video dell'abitazione che risulta registrata a nome di Omar Mateen.    
I jihadisti stanno celebrando sul web la sparatoria di Orlando come "il miglior regalo per il Ramadan". Lo twitta Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete. I jihadisti, riferisce il Site, lodano il killer: "Possa Allah accogliere l'eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso". Tuttavia, riferisce la stessa Katz, non ci sono al momento rivendicazioni della strage. 

 "Che si sia trattato di attacco terroristico o di crimine d'odio, la comunità lgbt ricorre come bersaglio esplicito di entrambi i fenomeni: essa viene colpita in quanto destinataria di un odio particolare o perché, come in altri fatti analoghi, rappresentativa dell'esercizio della libertà, in un luogo di divertimento". Così Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay commenta la strage di Orlando. "Esprimiamo innanzitutto la nostra vicinanza alla comunità lgbt, colpita da questo attacco, ai familiari e alle persone vicine alle numerosissime vittime". E poi, aggiunge, qualsiasi sia la motivazione che ha spinto il killer "in entrambi i casi, si colpisce al cuore una comunità che ha fatto della visibilità e del contrasto alla paura una battaglia quotidiana". Già stasera alle 21 assieme ad altre associazioni, Arcigay organizza un presidio nella Gay Street di Roma per ricordare le vittime della strage. Domani altri due presidi ricorderanno le vittime a Milano e a Napoli.
   

 

venerdì 22 aprile 2016

OHIO, STRAGE in una famiglia, sparatoria, 7 morti






PIKE COUNTY, OhioAlmeno sette morti, tutti membri di una famiglia,  a Piketon,  piccola localita' dell'Ohio situata circa 112 chilometri a est di Cincinnati, in seguito a una sparatoria. E' caccia all'uomo. Sul posto della sparatoria ci sono decine di poliziotti.  Ci sarebbero anche bambini tra le vittime, il killer avrebbe aperto il fuoco in tre luoghi diversi nella Union Hill Road questa mattina. Le sparatorie si sono verificati in diverse case e non è chiaro se il tiratore è tra i morti. La polizia sta cercando un potenziale sospetto che sarebbe ancora a piede libero: chiuse e bloccate - nessuno entra o esce - per precauzione la Peebles High School e la scuola scuola elementare.
Il pastore Phil Fulton dalla Chiesa Union Hill ha identificato le vittime come Dana Rhoden e xei membri della sua famiglia, compresibambini e nipoti. Ha detto che le uccisioni sono avvenute in due immobili in Union Hill Road, a circa un miglio da dove vengono attualmente tenuti i media.

domenica 17 gennaio 2016

STRAGE ISIS in Siria a Deir Ez-Zor, trecento massacrati, 150 decapitati


DAMASCO, 17 gennaio - Centinaia di civili uccisi e 400 rapiti a Deir Ez-Zor, nell'Est della Siria, dove l'Isis ha lanciato "un grande attacco", sfociato in una vera e propria battaglia, che secondo fonti governative si sarebbe conclusa con la cacciata dei militanti del Califfato Nero. Le notizie sul massacro e successivo rapimento di massa, tuttavia, divergono a seconda delle fonti. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ieri ha annunciato l'uccisione di 135 persone, sommando 85 morti tra la popolazione civile e 50 soldati dell'esercito fedele al regime di Bashar Al-Assad. "Almeno 150 persone sono state decapitate, incluse decine di donne e bambini", riferiscono attivisti locali citati dai media curdi. I jihadisti hanno fatto strage "in due sobborghi controllati dal regime siriano a Deir Ezzor, Ayash e Begayliya". "Li hanno uccisi casa per casa", continuano gli attivisti. Il bilancio è stato poi rivisto al rialzo dall'agenzia ufficiale Sana, che ha raccolto diverse testimonianze su una carneficina ancora più grave: 300 morti. Anche le notizie delle vittime tra i soldati dell'esercito governativo e le milizie pro-regime variano da 50 a oltre 70. "Tra i rapiti, tutti sunniti, ci sono donne, bambini e familiari dei combattenti pro-regime", ha dichiarato Rami Abdel Rahman said, il capo dell'Osservatorio, ong che monitora gli sviluppi sul terreno in Siria grazie a una rete di "antenne" in tutto il Paese. I catturati sono stati portati in zone sotto il controllo dell'Isis nella parte occiden
Sempre secondo fonti del governo, l'esercito fedele al presidente Bashar al Assad è riuscito a respingere l'attacco dei jihadisti e nella controffensiva ha ucciso comandante dell'Isis per il governatorato di Deir Ezzor, Abu Hamas al-Ansari. Ma l'Osservatorio siriano per i diritti umani registra invece un'avanzata, con l'Isis ora padrona di circa il 60% di Deir Ezzor. Oggi alla periferia di questa città, precisa l'Ong, ci sono stati nuovi, seppur sporadici combattimenti. 

 Nella notte i caccia russi hanno condotto raid di sostegno all'esercito di Assad, in particolare su Al-Baghaliyeh. Il supporto russo sta permettendo ai governativi anche di avanzare nella provincia settentrionale di Aleppo. Lo stato islamico ha già preso di mira i civili in questa provincia, con esecuzioni di massa nel 2014 tra i membri della tribù sunnita Shaitat, che si erano opposti al tentativo degli umini del Califfo nero di prendere il controllo dell'intera area. 

venerdì 18 dicembre 2015

STRAGE DI SAN BERNARDINO, arrestato un amico della coppia assassina

Enrico Marquez
LOS ANGELES, 18 dicembre - E' stato arrestato con l'accusa di terrorismo l'amico ed ex vicino di casa della coppia responsabile della strage di San Bernardino, in California, dove, il 2 dicembre scorso, 14 persone sono state uccise in un centro per disabili. Enrico Marquez, 24 anni, avrebbe acquistato anni fa i fucili poi utilizzati per il massacro. Obama visiterà oggi le famiglie delle vittime subito dopo il consueto discorso di fine anno.
Marquez e Syed Farook avevano pianificato di bombardare una università locale, dove entrambi erano stati studenti, e di sparare gli studenti mentre scappavano, secondo i documenti del tribunale.
Avevano anche piani per attaccare una autostrada durante l'ora di punta del pomeriggio tirando bombe su auto
Anche se non sono esplose, diverse bombe artigianali sono state utilizzatie durante l'attacco di San Bernardino.
   

venerdì 4 dicembre 2015

Gli jihadisti festeggiano la strage di SAN BERNARDINO


SAN BERNARDINO, 4 dicembre - E' probabile che Syed Rizwan Farook, uno dei due killer della strage al centro disabili di San Bernardino, in California, fosse "radicalizzato". Lo affermano fonti dell'Fbi alla Cnn, spiegando che l'uomo era in contatto telefonico e via social media con più di un soggetto legato al terrorismo internazionale. Intanto presunti militanti dell'Isis esultano sul web con l'hashtag #America Burning ("America brucia").

La radicalizzazione di Farook, spiegano le stesse fonti investigative, potrebbe aver contribuito insieme ad altri motivi (come una controversia sul posto di lavoro) ad accendere la miccia che ha portato alla strage.

Jihadisti festeggiano in arabo -Gli estremisti hanno scritto diversi messaggi, tutti in arabo: "Tre leoni ci hanno fatto diventare orgogliosi", e ancora "Le strade della California sono piene di soldati con armi pesanti, l'America sta bruciando". Poi hanno aggiunto: "Il nostro dio è grande, e questo inferno è suo volere". Va detto che nessuna rivendicazione dello stato islamico è giunta finora.

Fbi tratta caso come terrorismo - L'Fbi sta trattando la sparatoria di San Bernardino come un caso di terrorismo. Lo riporta il New York Times. 

Polizia: tubo bomba non è esploso - Il malfunzionamento di un telecomando avrebbe evitato l'esplosione di un 'tubo-bomba' sul luogo della strage di san Bernardino, in California. Lo ha detto il capo della polizia locale. In casa dei due killer sono stati trovati altri 12 ordigni del genere, insieme a un vero e proprio arsenale tra cui oltre 5.000 proiettili. In tutto i due killer hanno esploso nella sala della strage 75 colpi, ma avevano con sé oltre 1.600 proiettili. Contro di loro gli agenti hanno esploso 380 colpi, crivellando di colpi l'auto su cui erano in fuga.

giovedì 3 dicembre 2015

SAN BERNARDINO marito e moglie (uccisi) i killer della strage del centro sociale (14 morti)






LOS ANGELES, 3 dicembre - Sono stati uccisi due dei tre killer (un uomo e una donna) responsabili della strage al centro per disabili di San Bernardino, in California, di cui ancora non si conosce il movente ma che secondo l'Fbi potrebbe trattarsi di terrorismo interno. I due killer" pesantemente armati", hanno aperto il fuoco in una sala del centro uccidendo 14 persone e ferendone 18 e hanno colpito mentre era in corso la festa di Natale, sparando per 30 secondi, fermandosi per ricaricare e colpendo ancora. Poi la fuga a bordo di un suv nero mentre sul posto interveniva la polizia locale e le squadre di artificieri che hanno fatto brillare un pacco sospetto nell'edificio e hanno poi trovato altro esplosivo nell'edificio. Gli agenti hanno ricevuto una segnalazione che li ha portati a un indirizzo nella cittadina di Redlands, nella contea di San Bernardino, dove il suv è stato avvistato. E' iniziato un inseguimento le cui immagini sono state trasmesse in diretta tv e uno scontro a fuoco tra la polizia e gli assassini che si sono sbarazzati di diversi tubi esplosivi lanciandoli dal finestrino. 

Il Suv dei due killer inseguito dalla polizia
L'auto dei killer e' stata crivellata di colpi mentre gli agenti accerchiavano la zona. I due killer, che avevano una tenuta da combattimento ed erano armati di due fucili e due pistole, sono morti mentre una terza persona è stata fermata. Non e' ancora chiaro se sia coinvolta o meno nella sparatoria. "E' stata vista fuggire dal luogo della sparatoria e la stiamo interrogando", ha detto il capo della Polizia di San Bernardino, Jarrod Burguan. Nello scontro a fuoco e' rimasto ferito anche un poliziotto, ma le sue condizioni non sono gravi. Uno dei killer, secondo i media americani che citano fonti della polizia, si chiama Sayeed Farook, 26 anni cittadino americano, musulmano, dipendente della contea presso l'ispettorato della Sanità, mentre la donna sarebbe la moglie, Tashfeen Malik. di 27 anni. I due hanno un figlio. Farook lavorava come specialista ambientale presso il dipartimento di salute pubblica contea di San Bernardino, che stava tenendo una festa presso il Centro Regionale dove è avvenuta la sparatoria. Le autorità ritengono che Farook abbia partecipato alla manifestazione, ma l'abbia lasciata dopo una lite, tornando poi per aprire il fuoco. Ma era, secondo la polizia, un'esecuzione programata.
  L'Fbi ha compiuto un blitz in un'abitazione di Redlands che sarebbe appartenuta ai killer, ma anche in questo caso non sono stati rivelati ulteriori dettagli. La polizia federale non esclude nessuna pista, neanche quella del terrorismo. "Esiste la possibilità' che si tratta di terrorismo", ha detto l'Fbi che coordina le indagini.
I due coniugi erano stati per un mese in Arabia Saudita in pimavera

mercoledì 2 dicembre 2015

PAKISTAN, strage di bambini a Peshawar, impiccati 4 talebani

PESHAWAR (Pakistan), 2 dicembre - Quattro militanti talebani condannati a morte per la strage alla scuola di Peshawar, in Pakistan, il 16 dicembre 2014 sono stati impiccati stamane in una prigione della provincia nord occidentale di Khyber Pakhtunkhwa.
Lo riferiscono fonti carcerarie. Appartenevano a un gruppo islamico armato affiliato al Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp) considerato responsabile per l'attacco in cui morirono 150 persone, quasi tutti bambini e adolescenti. I 4 erano stati condannati a un tribunale militare per favoreggiamento dei militanti che avevano effettuato l'attacco, i quali erano stati uccisi quel giorno  in battaglia con le forze di sicurezza. Durante l'assalto, i militanti avevano scalato i muri per entrare nella scuola e e avevano tirato bombe prima di passare da una classe all'altra sparando indiscriminatamente su bambini e insegnanti. La scuola era vicino a un complesso militare a Peshawar e un certo numero dei suoi studenti erano i figli del personale militare.
"Le impiccagioni non porteranno indietro mio figlio, ma ora i figli di altre persone saranno  più sicuri", ha detto Ahmed Khan Tufail, che ha perso un figlio durante l'attacco, mentre un altro è stato ferito.
Peshawar, che si trova vicino al confine con l'Afghanistan, ha visto alcune dele peggiori delle violenze dei talebani degli ultimi dieci anni.
   

lunedì 16 novembre 2015

PARIGI, preso in Belgio l'artificiere della strage


BRUXELLES, 16 novembre - L'artificiere delle stragi di Parigi sarebbe "nelle mani della polizia belga". Lo riferisce Dominique Rizet, un esperto francese vicino a fonti dell'intelligence. Per lui, il bombarolo sarebbe Mohamed Amri, 27 anni: una delle persone fermate a Molenbeek, nonché proprietario della Golf sequestrata a rue Dubois Thorn, attualmente in stato d'arresto.

sabato 14 novembre 2015

PARIGI, L'ORRORE, sei attacchi islamisti almeno 127 uccisi









PARIGI, 14 novembre - L'orrore assedia la Francia con un attacco terroristico senza precedenti in Europa. Sarebbero circa 127 i morti a Parigi, 200 i feriti E' una carneficina, con stragi in tutta la capitale francese, in azione anche i kamikaze: colpiti un teatro, lo stadio e altri punti della città. In tutto sei assalti sanguinosi. Sono una settantina gli ostaggi uccisi all'interno del teatro Bataclan
"La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa": è quanto afferma il canale Dabiq France (la rivista francese dello Stato islamico) assumendo la paternità degli attentati. Lo riferisce il Site. Dopo Parigi, ora "tocca a Roma, Londra e Washington": è il sinistro proclama che accompagna le celebrazioni dei sostenitori dell'Isis, su Twitter, degli attacchi a Parigi, con l'hashtag '#Parigi in fiamme'. Al momento non c'è una rivendicazione ufficiale dello Stato islamico. Non mancano le minacce a Spagna e Portogallo, territorio dell'antico Califfato in Europa. "Ricordate, ricordate il 14 novembre di #Parigi. Non dimenticheranno mai questo giorno, così come gli americani l'11 settembre". Lo scrive Rita Katz sul Site citando canali dell'Isis.
Le strade del cuore della capitale sono deserte o blindate dalla polizia, l'invito delle autorità è a restare in casa se possibileDalle caserme e da diverse regionisono affluiti rinforzi di reparti speciali e teste di cuoio. Negli ospedali si sta procedendo a liberare per quanto possibile i posti letto. 
l primo attentato - a quanto sembra un'azione kamikaze - è stato segnalato nel X arrondissement, in una brasserie , Le petite Camboge, nel quartiere tipico dei ristoranti kosher. Dodici morti a quanto sembra, poi i terroristi - come se stessero compiendo un raid - sono ridiscesi verso l'XI e il XII arrondissement, a pochi metri dalla redazione di Charlie Hebdo, insanguinata dagli attentati del 7 gennaio.
Nella sala da concerti Bataclan - dove c'era il tutto esaurito per un concerto rock del gruppo americano 'Eagles of death metal' - un gruppo di terroristi ha gridato "Allah è grande" e ha aggiunto frasi sulla Siria. Poi ha aperto il fuoco sul pubblico, dove si è verificata una carneficina con 82 morti: pare che i terroristi abbiano ucciso le persone una a una.  Poi l'intervento delle teste di cuoio e l'uccisione dei due assalitori.
 A Saint-Denis, allo Stade de France, tre esplosioni invece scuotevano i 50.000 presenti all'amichevole Francia-Germania. I giocatori si sono fermati, alcuni spettatori sono riusciti a uscire, gli altri sono rimasti bloccati dalla polizia all'interno fin dopo il termine della gara. Due i kamikaze in azione: il bilancio parla di almeno 30 morti in esplosioni di polvere da sparo mista a chiodi in una brasserie e altri due siti adiacenti allo stadio. Molti i feriti.
Rue de Charonne (XI): 18 morti a est di Parigi, rue de Charonne, 18 persone sono morte in una scena di guerra. Un uomo ha sentito spari per "due, tre minuti" "Ho visto molti corpi a terra, sanguinante," ha detto Secondo lui, una caffetteria e un ristorante giapponese è stato il bersaglio degli spari, proprio di fronte al Palazzo della casa donna. 
RAlmeno cinque persone sono state uccise a poche centinaia di metri dal Bataclan, sulla terrazza di una pizzeria, uccise da diverse raffiche di "pistole macchine automatica", ha detto un testimone 
Al 35 di Boulevard Voltaire (XI): un morto durante un attacco. E' il terrorista.

lunedì 12 ottobre 2015

ESTERI/ ANKARA, "la strage compiuta da due kamikaze uomini"


ANKARA, 12 ottobre. La strage di sabato è stata compiuta da attentatori kamikaze. A confermarlo ufficialmente è il governo della Turchia. "Proseguono i tentativi di identificazione dei corpi di due terroristi, uomini, che è accertato siano stati attentatori suicidi", spiega l'esecutivo in una nota. "Lo Stato islamico è il primo sospettato su cui si concentrano le indagini", sottolinea poi il premier turco Ahmet Davutoglu.

Discrepanze nel bilancio delle vittime - Secondo le autorità turche nell'attacco sono morte 97 persone, 91 delle quali già identificate. Il partito filo-curdo Hdp parla invece ddi 128 vittime. Domenica fonti di stampa avevano ipotizzato che uno dei due attentatori fosse una donna.

Due giorni di sciopero - Intanto migliaia di turchi hanno deciso di astenersi dalle loro attività quotidiane in solidarietà con le famiglie delle vittime della strage. A proclamare due giorni di sciopero erano state inizialmente alcune sigle di categoria, tra cui la più grande associazione dei medici turchi (Ttb), che rappresenta l'80% dei dottori, quella di ingegneri e architetti (Tmmob) e i sindacati del settore pubblico e privato Kesk e Disk.
Poi si è aggiunta la mobilitazione di cittadini comuni, che attraverso l'hashtag #HayatiDurduruyoruz, "fermiamo la vita", hanno deciso di annullare diversi corsi universitari e appuntamenti di lavoro. Inoltre, l'invito è a esporre drappi neri in case, luoghi di lavoro e auto in segno di lutto. Il governo aveva proclamato tre giorni di lutto nazionale che si concluderanno martedì.

domenica 9 agosto 2015

Esteri/ STRAGE a HOUSTON (Texas), uomo ammazza 5 bambini e tre adulti



HOUSTON (Texas), 9 agosto - Cinque bambini e tre adulti sono stati trovati morti dentro una casa nel nord-ovest della Contea di Harris sabato sera.a Houston, Texas, in seguito all'arresto di un uomo che ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia. Lo hanno reso noto le autorità. Gli agenti si erano diretti verso la casa ieri sera dopo una richiesta d'aiuto, e dopo aver visto il corpo di un bambino dalla finestra hanno fatto irruzione scatenando la sparatoria. L'uomo, 49enne ricercato per aggressione, di cui al momento si ignorano i legami con le vittime, si è arreso.
Gli agenti hanno risposto a una chiamata di aiuto alle 9 di sera (ore 4 del mattino di oggi in Italia) proveniente dal blocco di Falling Oaks, vicino al Veterans Memorial a Fallbrook 2100La polizia ha fatto ripetuti tentativi per vedere se qualcuno voleva venire alla porta ed ha  poi appreso che un uomo in casa aveva segnalato un assalto  di un membro della famiglia. Gli agenti hanno circondato la residenza e controllato attraverso le finestre quando hanno avvistato il corpo di un bambino dentro. A quel punto, un sergente e tre agenti sono entrati nella casa e il sospetto ha iniziato a sparare con un'arma dall'interno. Gli agenti si sono ritirati, hanno formato un perimetro e aspettato l'arrivo di un team di negoziatori di ostaggi, che hanno subito iniziato a comunicare con l'uomo e lo hanno infine convinto a venire fuori. E 'stato preso in custodia senza incidenti. Gli agenti poi sono entrati nella casa e hanno trovato i corpi delle otto vittime. Gli investigatori stanno cercando di determinare se una qualsiasi delle vittime erano membri della famiglia del pluromicida. Ha detto che ci sono stati dei precedenti allarmi provenienti dalla casa situata in una tranquilla strada residenziale di Fallingbrook, fiancheggiata da case in mattoni ben curate.