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venerdì 19 maggio 2017

DACCA (Bangladesh), la polizia irrompe in una festa gay, 27 arrestati





DACCA, 19 maggio  - La polizia del Bangladesh ha fatto irruzione una festa e ha arrestato 27 giovani primi Venerdì in un giro di vite raro sull'omosessualità nel paese a maggioranza musulmana conservatrice, dove il sesso gay è un crimine. Il Battaglione di intervento rapido (RAB), la forza di sicurezza d'elite che ha condotto il raid, ha detto di aver arrestato gli uomini di un centro sociale a sud della capitale Dhaka per “omosessualità”, anche se sono stati in seguito accusati di reati di dtenzione di droga.
“Abbiamo arrestato 27 persone per l'omosessualità. Hanno tenuto una riunione lì “, ha detto il maggiore Manzur della RAB. Tuttavia,sono stati successivamente trasferiti alla custodia della polizia regolare dove sono stati accusati di crimini legati alla droga. “Abbiamo presentato un caso di stupefacenti contro di loro perché il RAB ha trovato Yaba (metanfetamina) e marijuana tra i loro beni”, ha detto il capo della polizia locale Mohammad Jubayer.
Gay e lesbiche in Bangladesh sono spesso oggetto di discriminazione edi abusi e molti sono costretti a nascondere la loro identità sessuale e vivere una doppia vita per paura di rappresaglie. Il Bangladesh criminalizza il sesso gay con una legge che risale al periodo coloniale britannico che non è mai stata abrogata ma viene applicata raramente. L'anno scorso due attivisti LGBT primo piano tra cui un editor dell'unica rivista del paese per le persone gay sono stati uccisi da estremisti legati ad al Qaeda. Molti attivisti omosessuali di spicco hanno da allora lasciato il paese dopo che alcuni di loro  avevano ricevuto minacce di morte.

sabato 27 agosto 2016

BANGLADESH, ucciso dalla polizia la mente dell'attentato di DACCA



DACCA, 27 agosto - La polizia del Bangladesh ha ucciso oggi in un blitz vicino a Dacca tre terroristi, incluso Tamin Chowdhury, il sospetto organizzatore dell'attentato dell'1 luglio scorso al bar-ristorante Holey Artisan di Dacca costato la vita a 22 persone, fra cui nove italiani. L'operazione é avvenuta in una casa a Narayanganj, nei pressi della capitale. Chowdhury era un canadese di origine bengalese, che secondo le autorità ha organizzato l'attacco. La polizia ha affermato di avere aperto il fuoco dopo che i sospetti terroristi hanno cominciato a sparare sugli agenti.
Tamim Ahmed Chowdhury è stato localizzato grazie ad una informazione fornita da un militante arrestato del gruppo clandestino Jama'atul Mujahideen Bangladesh (JMB). Lo ha riferito il portale di notizie BdNews24. Su di lui, ha ricordato il capo della polizia anti-terrorismo dl Bangladesh, Monirul Islam, esisteva una taglia di 22.000 euro.
 L'attentato fu rivendicato dall'Isis e secondo vari siti specializzati in effetti Tamin Chowdhury era, quale capo di un 'neo-JMB', il coordinatore della filiale in Bangladesh del movimento fondato dal 'Califfo' Abu Bakr al-Baghdadi. Le indagini su Chowdhury, 30 anni, hanno permesso di appurare che era scomparso dal 2013 dal Canada, dove la sua famiglia era emigrata negli anni '70.

domenica 31 luglio 2016

IDENTIFICATO e ancora libero il mandante della strage di DACCA (9 italiani morti)


DACCA, 31 luglio - La polizia bengalese ha identificato il mandante della strage del 1° luglio in un ristorante a Dacca, in Bangladesh, dove un commando di almeno 5 uomini ha massacrato 22 persone, tra cui 9 italiani. Si chiama Tamim Chowdhury, ha circa 30 anni e ha doppia nazionalità canadese e bengalese. Gli inquirenti sono risaliti a lui dopo un blitz antiterrorismo durante il quale sono stati uccisi 9 militanti; Chowdhury che si troverebbe ancora in Bangladesh. Secondo quanto riferiscono i media bangalesi, Chowdhury sarebbe il leader e il maggior finanziatore di una fazione particolarmente feroce di "Jamaat-ul-Mujaheddin Bangladesh", gruppo ultra-islamista fondato nel 1998 e al bando dal 2005. L'uomo fungeva da collegamento tra Jmb e l'Isis, che ha rivendicato l'attacco all'Holey Artisan restaurant. Oltre al massacro del caffe' di Dacca, Chowdhury sarebbe anche responsabile di un attacco durante una preghiera per l'Eid sei giorni dopo. "Chowdhury è il mandante dei due attentati. Abbiamo lanciato una caccia all'uomo in quanto riteniamo che si trovi ancora in Bangladesh da quando è tornato dal Canada tre anni fa", ha detto un investigatore.

giovedì 7 luglio 2016

Una morte lenta e atroce quella degli italiani uccisi a DACCA


ROMA, 7 luglio - Sarebbe stata una morta lenta e atroce quella dei nove italiani uccisi venerdì nell'attentato a un ristorante di Dacca, in Bangladesh. Le autopsie eseguite al policlinico Gemelli di Roma hanno infatti evidenziato segni di torture, tagli provocati da armi affilate (forse machete), mutilazioni, tracce di proiettili e di esplosivo. Non ci sarebbe sulle salme invece alcun segno di un "colpo di grazia".

lunedì 4 luglio 2016

DACCA, domani in Italia le salme degli italiani


DACCA, 4 luglio - Saranno trasferite in Italia tra martedì sera e mercoledì prossimo le salme dei nove italiani uccisi in Bangladesh da un commando di terroristi. Lo si apprende da fonti che seguono la vicenda. All'arrivo a Roma, i cadaveri saranno portati nel policlinico Gemelli per le autopsie.
"In considerazione della presenza nel Paese di formazioni di ispirazione jihadista, non si può escludere il risch di possibili ulteriori atti ostili". Lo sottolinea la Farnesina nel sito 'Viaggiare sicuri', raccomandando agli italiani a Dacca la "massima prudenza, in particolare nei luoghi abitualmente frequentati da stranieri e di limitare gli spostamenti, soprattutto a piedi, allo stretto necessario".
La procura di Roma potrebbe chiedere a breve alle autorità del Bangladesh, tramite rogatoria internazionale, di avere copia degli atti dell'inchiesta sull'attacco terroristico in cui sono morti nove nostri connazionali. Contestualmente, il pm Francesco Scavo, titolare degli accertamenti, potrebbe chiedere di interrogare il terrorista arrestato. In assenza di un trattato di reciproca assistenza giudiziaria tra Italia e Bangladesh, la magistratura della capitale confiderebbe in quello che in gergo è chiamato "atto di cortesia".

DACCA, l'omaggio del primo ministro alle vittime della strage




DACCA, 4 luglio - Nel secondo giorno di lutto nazionale dopo la strage al ristorante di Dacca, la premier del Bangladesh Sheikh Hasina stamane ha reso omaggio alle vittime. In una cerimonia allo stadio dell'esercito, alle dieci locali, ha deposto corone di fiori sulle bare, riferiscono i media locali. Le bare sono state collocate in una piattaforma rialzata con le bandiere di India, Italia, Bangladesh, Giappone e Stati Uniti, le nazioni delle vittime straniere, nove delle quali italiane. Alla cerimonia hanno partecipato anche rappresentanti delle autorità italiane, indiane, giapponesi e americane. In seguito, è stato consentito l'accesso ai familiari e poi a tutti i cittadini.

domenica 3 luglio 2016

Arrivato a DACCA l'aereo di stato che riporterà a casa gli italiani uccisi


DACCA, 2 luglio - E' arrivato a Dacca, in Bangladesh, l'aereo di Stato che riporterà in Italia le salme dei 9 connazionali uccisi nell'attacco terroristico di venerdì. A bordo del volo, partito sabato da Roma, c'è il personale dell'unità di crisi della Farnesina e della presidenza del Consiglio. Al momento si stanno cercando di definire i tempi per il rientro: il velivolo ripartirà non appena saranno state completate le formalità medico-legali delle autorità locali.

sabato 2 luglio 2016

STRAGE DI DACCA, nove gli italiani massacrati

Simona Monti, una delle vittime
DACCA, 2 luglio - Sono almeno venti i civili uccisi nell'assalto jihadista al caffè di Dacca, in Bangladesh, liberato stamattina all'alba da un blitz delle forze speciali. Le vittime sono tutte straniere, tra queste nove italiani. "Sono nove le vittime italiane accertate finora", ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
Ecco le vittime italiane: sono Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D'Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti.
Le autorità di Tokyo hanno annunciato che ci sono sette giapponesi tra le vittime di Dacca, cinque uomini e due donne.
"Abbiamo seguito tutta la notte gli eventi - ha dichiarato Matteo Renzi - sperando in esiti diversi. Ora un velivolo della Presidenza è in volo verso Dacca. Notizie ufficiali" verranno date prima alle famiglie delle vittime. Davanti alla tragedia dell'estremismo radicale, credo sia il momento in cui l'Italia unita dia un messaggio di dolore e compassione. Piangiamo lacrime di solidarietà e cordoglio, ma è anche il momento di lanciare un messaggio di determinazione:l'Italia non arretra davanti alla follia di chi vuole disintegrare la vita quotidiana, siamo colpiti ma non piegati".
Cristian Rossi, 47 anni, imprenditore, sposato e padre di due gemelline di 3 anni, era stato manager alla Bernardi. Dopo alcuni anni si era messo in proprio. Era in Bangladesh per motivi di lavoro. A Feletto Umberto (Udine), dove l'uomo abitava con la famiglia, la notizia si è diffusa già questa mattina.
Adele Puglisi uccisa a vigilia rientro - Stava per rientrare a casa Adele Puglisi. Probabilmente la cena a cui ha partecipato era per salutare una sua amica, Nadia Benedetti, anche lei uccisa dai terroristi, prima di partire dal Bangladesh per la Sicilia. Il suo rientro a Catania era previsto tra stasera e domani, e suo fratello e i suoi amici si stavano organizzando per accoglierla.
Fratello Tondat, dolore immenso dopo notizia - "Stiamo vivendo un dolore immenso". Lo ha affermato Fabio Tondat, fratello di Marco, l'imprenditore di 39 anni ucciso a Dacca. Marco Tondat era nato a Spilimbergo (Pordenone), ma viveva a Cordovado. "Ci eravamo sentiti ieri mattina - ha riferito il fratello - doveva rientrare in Italia per le ferie e abbiamo concordato alcune cose, lo aspettavo per lunedì. Era un bravo ragazzo, intraprendente e con tanta voglia di vivere". Il fratello di Tondat ha quindi detto che Marco "era partito un anno fa, perchè in Italia ci sono molte difficoltà di lavoro e ha provato ad emigrare. A Dacca era supervisore di un'azienda tessile, sembrava felice di questa opportunità. A tutti voglio dire che quanto accaduto deve far riflettere: non è mancato per un incidente stradale. Non si può morire così a 39 anni".
Amico Benedetti, Nadia era grande imprenditrice - "Era una grande imprenditrice, ha fatto sempre bene il suo lavoro. Dedicarsi al lavoro era la sua fonte di vita, ci dedicava tutto il suo tempo, tutta se stessa. È una tragedia molto grande per noi". Così un amico di Nadia Benedetti ricorda l'imprenditrice viterbese scomparsa nell'attentato di Dacca. "Nadia non era sposata e non aveva figli - dice con un nodo alla gola -. Da più di 20 anni si era trasferita in Bangladesh ma tornava spesso in Italia a trovare i parenti che vivono ancora a Viterbo".
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DACCA, sicuramente ci sono italiani tra le 20 vittime dell'Isis


DACCA, 2 luglio - Sono almeno venti i civili uccisi nell'assalto jihadista al caffè di Dacca, in Bangladesh, liberato stamattina all'alba da un blitz delle forze speciali. Le vittime sono tutte straniere. Tra queste, afferma la Farnesina, ci sarebbero anche degli italiani: all'Unita di crisi risulta che i nostri connazionali a cena fossero 11, e uno solo di loro è riuscito a fuggire. Un portavoce dell'esercito bengalese ha affermato che la maggior parte delle vittime sono italiani e giapponesi. "Molti sono stati uccisi dagli assalitori con lame affilate", ha riferito l'esercito dopo una notte di terrore. Chi sapeva recitare versi del Corano sarebbe stato risparmiato dai jihadisti, gli altri sono stati torturati, ha raccontato uno degli ostaggi tratti in salvo dall'Sono almeno venti i civili uccisi nell'assalto jihadista al caffè di Dacca, in Bangladesh, liberato stamattina all'alba da un blitz delle forze speciali. Le vittime sono tutte straniere. Tra queste, afferma la Farnesina, ci sarebbero anche degli italiani: all'Unita di crisi risulta che i nostri connazionali a cena fossero 11, e uno di loro è riuscito a fuggire. Un portavoce dell'esercito bengalese ha affermato che la maggior parte delle vittime sono italiani e giapponesi. "Molti sono stati uccisi dagli assalitori con lame affilate", ha riferito l'esercito dopo una notte di terrore. Chi sapeva recitare versi del Corano sarebbe stato risparmiato dai jihadisti, gli altri sono stati torturati, ha raccontato uno degli ostaggi tratti in salvo dall'Holey Artisan Bakery.

DACCA, 20 uccisi con lame affilate trovati dalle teste di cuoio nel ristorante liberato. Angoscia per gli italiani




DACCA, 2 luglio - Si è concluso il blitz delle forze speciali nel ristorante attaccato a Dacca, in Bangladesh, da un commando armato. L'offensiva delle forze di sicurezza ha permesso di verificare l'esistenza di almeno 20 morti tra i civili, mentre 13 ostaggi sarebbero stati salvati. 
Per la CNN sono entrati in azione oltre 100 teste di cuoio. Un ostaggio giapponese è fuggito durante la sparatoria e almeno una persona è stata portata via con un'ambulanza. Media locali parlano di un argentino e due bengalesi soccorsi. Il blitz è cominciato alle 7:40 del mattino ora locale.
L'attacco è durato una decina di minuti, durante i quali si sono sentiti spari ed esplosioni. La polizia, secondo i media locali, ha detto di aver salvato 13 ostaggi, aver ucciso 5 terroristi ed averne arrestati altre 2. Nel ristorante sono stati trovati almeno 20 cadaveri di "civili", molti dei quali uccisi con lame affilate, 
 la maggior parte dei quali italiani e giapponesi. La Farnesina conferma la "probabile presenza di italiani tra le vittime" Gli ostaggi soccorsi sono stati portati in ospedale.
Al momento le autorità bengalesi non hanno fatto sapere nulla degli italiani alla FarnesinaParlando dalla sede dell'ambasciata italiana, il cuoco italiano scampato al massacro ha confermato che "gli attaccanti cercavano unicamente i cittadini stranieri. Nel ristorante non c'era tantissima gente, ma c'erano vari clienti italiani". Di loro, ha ancora detto, "non posso dire nulla con certezza". Al momento dell'attacconel ristorante Holey Artisan Bakery "c'era un tavolo occupato da numerosi italiani". Lo ha detto a Dacca Gianni Boschetti, che da 25 anni vive in Bangladesh ed opera nel settore tessile. "Io sono riuscito a mettermi in salvo - ha solo precisato parlando con un amico - ma adesso sono angosciato perché non so nulla della sorte del gruppo".

Intanto il sito filo-Isis Amaq ha pubblicato foto di cadaveri all'interno del ristorante. Lo rivela il sito americano Site, che monitora il terrorismo islamico. Site pubblica alcune di queste foto. Si vedono cinque o sei cadaveri di uomini e donne per terra, in un lago di sangue, fra i tavoli con i piatti della cena che le vittime stavano consumando.

Cuoco italiano: sono nato una seconda volta - "E' stato tremendo, ma posso dire che oggi sono nato per la seconda volta". Lo ha dichiarato all'Ansa Diego Rossini, il capo cuoco argentino di origine italiana che è riuscito miracolosamente a salvarsi durante l'attacco dei militanti armati al ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca. "Devo ringraziare l'Italia per come mi ha aiutato in una vicenda così dura", ha ancora detto per telefono Rossini.

Risparmiato che conosceva versi del Corano - Gli ostaggi che erano in grado di citare versi del Corano sono stati risparmiati, gli altri sono stati torturati: è quanto ha raccontato un ostaggio salvato nel corso del blitz. "Gli attentatori non si sono comportati male con i cittadini del Bangladesh - ha riferito l'uomo - anzi hanno dato da mangiare a tutti i locali. Ma hanno fatto una sorta di 'esame' sulla religione chiedendo a tutti di citare il Corano: quelli che sono stati in grado di recitare un verso o due sono stati risparmiati, gli altri torturati".

DACCA, teste di cuoio nel ristorante, sparatoria, cinque terroristi morti, 13 ostaggi salvati










DACCA, 2 luglio - L'offensiva lanciata dalle forze di sicurezza del Bangladesh ha permesso di verificare l'esistenza di cinque morti, non si sa se militanti o clienti, nel ristorante attaccato ieri sera a Dacca da un commando armato, mentre 13 ostaggi sarebbero stati salvati. Lo riferisce l'emittente indiana Ndtv. I morti sarebbero tutti teroristi.
E' cessata la sparatoria cominciata dopo il blitz delle teste di cuoio bengalesi al ristorante di Dacca dove terroristi islamici tenevano in ostaggio da oltre dieci ore almeno una ventina di persone. Lo riferisce la CNN, che parla di un ostaggio giapponese fuggito durante la sparatoria e di almeno una persona che è stata portata via con un'ambulanza. Media locali parlano di un argentino e due bengalesi soccorsi. Il blitz è cominciato alle 7:40 di sabato mattina ora locale, le 3:40 in Italia.
"I nostri commando hanno assaltato il ristorante. E' in corso una intensa sparatoria", ha dichiarato il vicecapo del Battaglione di azione rapida (RAB), Mizanur Rahman Bhuiyan, secondo quanto riferisce il sito del quotidiano indiano Hindustan Times. Per la CNN sono entrati in azione oltre 100 teste di cuoio. Testimoni riferiscono ai media di sentire spari ed esplosioni.
"Vogliamo risolvere questa situazione pacificamente - aveva detto in nottata ai media il capo delle teste di cuoio bengalesi, Benazir Ahmed -. Cerchiamo di parlare con gli assalitori, vogliamo sentire da loro cosa vogliono. La nostra priorità è salvare le vite delle persone intrappolate all'interno". Ahmed non aveva detto quante persone sono tenute in ostaggio. . Un altro ufficiale bengalese ha riferito che i tentativi di avviare un negoziato non avevano dato risultati.
Sette italiani sono tra le decine di ostaggi - tra i 20 e i 60 - rano stati presi dal commando jihadista.

DACCA, SETTE ITALIANI tra gli ostaggi dell'ISIS nel caffè dove 24 clienti sono stati uccisi













DACCA, 2 luglio - Nell'attacco al locale di Dacca sarebbero morte 24 persone e ne sono state ferite 40, tra le quali un numero imprecisato di stranieri. Lo scrive Rita Katz citando il quarto messaggio dell'Isis diffuso attraverso Amaq, l'agenzia del Califfato. Precedentemente l'Isis aveva parlato di venti morti.
"Ci risultano sette italiani tra gli ostaggi" nel caffè di Dacca assaltato dagli jihadisti. Lo afferma al Tg1 l'ambasciatore italiano in Bangladesh, Mario Palma Da parte degli assalitori del locale a Dacca "non c'è alcuna volontà di negoziare alcunchè": lo ha detto l'ambasciatore italiano. "E' una missione suicida, vogliono attuare un'azione molto forte e cruenta in cui non c'è spazio per il negoziato", ha aggiunto
Nell'assalto al locale di Dacca risultano morti due poliziotti locali, mentre altre 11 persone sono rimaste ferite in modo graveUn ostaggio italiano, che si era riparato dietro il giardino del ristorante assaltato da un commando dell'Isis, è stato tratto in salvo dalla polizia locale. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Il connazionale ora viene ascoltato dagli inquirenti.
Da quanto si apprende, la Farnesina sta contattando le famiglie delle persone che potrebbero essere coinvolte nell'assalto al locale di Dacca, in Bangladesh, e al momento non conferma vittime italiane.
Almeno due poliziotti sono morti durante l'assalto del commando armato. Lo riferisce un giornalista di Dhaka Tribune, Asiful Islam, alla CBSN. Lo stesso ha confermato che il gruppo di uomini armati tiene in ostaggio 20 civili.
"Almeno 20 stranieri erano dentro il ristorante quando i criminali, al massimo otto, vi sono entrati": lo scrive il sito di un'emittente del Bangladesh, Ntv, citando un dipendente del locale, Sumon Reza.

Il caffé nella zona di Gulshan è ritrovo di stranieri, diplomatici e middle-class. Il locale Holey Artisan Bakery, bersaglio dell'attacco di oggi, che si trova sulla Road 79, è 200 metri di distanza dall'Ambasciata d'Italia a Dacca, che si trova a sua volta sulla Road 74/79.
Un impiegato del locale, riuscito a fuggire ha detto alla stampa locale: "Hanno lanciato diverse bombe, urlando Allah hu Akbar ed avevano anche pistole e spade".




lunedì 25 aprile 2016

DACCA, ucciso leader dei diritti dei gay

DACCA, 25 aprile - La polizia in Bangladesh dicono due persone tra cui un leader attivista per i diritti dei gay e redattore dell'unica rivista LGBT del Bangladesh, Roopbaan, sono stati uccisi. L'ambasciatore degli Stati Uniti in Bangladesh ha condannato l'uccisione di Xulhaz Mannan, che ha anche lavorato presso l'ambasciata degli Stati Uniti. Un'altra persona è stato anche ferito quando gli aggressori sono entrati in una TV di Dhaka.
Dal febbraio dello scorso anno sospetti militanti hanno ucciso diversi scrittori laici o atei e membri di gruppi minoritari religiosi. I due uomini sono stati uccisi due giorni dopo che un professore universitario è stato accoltellato a morte da presunti militanti islamici.Il cosiddetto Stato Islamico (ISIS) ha rivendicato - ma il governo del Bangladesh insiste che non c'è è la sua presenza nel Paese.
"Sono devastato dal brutale assassinio di Xulhaz Mannan e di un altro giovane del Bangladesh", ha detto l'ambasciatore Usa Marcia Bernicat.
"Noi aborriamo questo atto insensato di violenza e sollecitiamo il governo del Bangladesh nei termini più forti acatturare i criminali che stanno dietro questi omicidi", ha aggiunto.
 Roopbaan, che non era stato condannato dal governo e ha ricevuto un certo sostegno da ambasciate straniere, era stato attento a proteggere la loro identità, ma non aveva creduto loro vite erano a rischio.
Un fotografo inglese che ha conosciuto Mannan e l'altra vittima, conosciuto come "Tonoy" e nominato nei media del Bangladesh come Tanay Mojumdar, ha detto che assieme ad altri amici avevano istituito Roopbaan circa cinque anni fa. Entrambi gli uomini erano apertamente gay e creddvano che se più bengalesi gay fossero venuto fuori allora il paese avrebbe dovuto accettarl.
I loro omicidi sono stati in grado di diffondere la paura tra la c.
"Fino a un anno fa, l'unica minaccia era la vergogna della famiglia e dover iniziare una nuova vita altrove in Bangladesh. Ora è un pericolo", ha detto.
Nel frattempo più noto blogger del Bangladesh ha detto di aver ricevuto oggi una minaccia di morte
Imran Sarker, che ha guidato grandi proteste da parte di attivisti laici nel 2013 contro i leader islamici, ha detto di aver ricevuto una telefonata di avvertimento che sarebbe stato ucciso "molto presto".

venerdì 27 novembre 2015

BANGLADESH, " soldati" dell'ISIS entrano in una moschea e sparano, ucciso il muezzin


DACCA, 27 novembre - L'ISIS ha rivendicato un attacco mortale contro una moschea sciita in Bangladesh . Circa 20 persone stavano pregando all'interno di una moschea a Bogra, un quartiere nel nord del Bangladesh circa 125 miglia (200 chilometri) a nord ovest di Dhaka, quando uomini armati sono entrati ieri sera aprendo il fuoco, uccidendo il muezzin (70 anni, contadino) e ferendo altre tre persone prima di fuggire.
L'attacco alla moschea è l'ultimo esempio in cui ISIS si è vantato di portare la violenza in Bangladesh. Uno di questi casi è avvenuto a settembre, quando l'italiano Cesare Tavella, 51 anni, è stato ucciso mentre faceva jogging a Dhaka dopo il bagno in piscina per la Scuola Internazionale americano.
Una dichiarazione dell'ISIS aveva affermato che "i soldati del Califfato in Namgladesh avevano monitorato Tavella e poi gli avevano sparato, secondo Flashpoint Global Partners, un gruppo che tiene traccia delle attività jihadista.
"Noi diciamo a tutti i cittadini della coalizione crociata che  non saranno al sicuro nelle terre musulmane," aveva avvertito l' ISIS avvertito, "e questo è solo l'inizio."
Settimane dopo, però, la polizia nella capitale del Bangladesh ha detto quattro cittadini del Bangladesh erano stati arrestati per l' uccisione di Tavella:killer assunti da una persona conosciuta come "Grande Fratello" per uccidere uno straniero, preferibilmente con "pelle bianca".

domenica 22 novembre 2015

DACCA, due dirigenti musulmani condannati a morte impiccati insieme in carcere


DACCA, 21 novembre - Due dirigenti musulmani dell' opposizione del Bangladesh, condannati a morte nel 2013 perché colpevoli di eccidi commessi durante la guerra di indipendenza nazionale, sono stati impiccati oggi in un carcere di Dacca. Lo riferiscono i media nella capitale sottolineando che il Paese è stato posto in stato di massima allerta. Si tratta di Ali Ahsan Mohammad Mojaheed, del partito islamico Jamaat-e- Islami, e di Salauddin Quader Chowdhury, del Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp).
   I due criminali di guerra, entrambi ex ministri, sono stati impiccati insieme all'interno della prigione centrale  di Dacca alle 00:55 di oggi dopo che il presidente Abdul Hamid aveva respinto le loro richieste di grazia.

venerdì 7 agosto 2015

Esteri/ BANGLADESH, ucciso blogger difensore dei diritti umani


DACCA, 7 agosto - Un blogger è stato è stato massacrato nella sua residenza di Goran a Dacca, in Bangladesh, da un gruppo di uomini armati di coltelli. La vittima, Niloy Chatterjee, 40 anni, si occupava di diritti umani e dei crimini commessi dalle milizie islamiche durante la guerra del 1971. E' il terzo intellettuale a essere ucciso dall'inizio dell'anno.
Niloy Chakrabarti, 40, anni era conosciuto come Niloy Neel su Facebook. Sul suo account, Niloy ha scritto diverse note su diritti delle donne e contro le superstizioni.  Un gruppo di assalitori è entrato in casa di Niloy intorno alle 14:00 di oggi (ore 10 in Italia) e lo ha pugnalato lasciandolo morto sul posto.
L'omicidio è avvenuto appena due mesi dopo la brutale uccisione del blogger Ananta Bijoy Das, che a sua volta aveva seguito l'uccisione di Oyasiqur Rahman Babu.

giovedì 16 aprile 2015

DACCA (Bangladesh), baracca sprofonda nella palude, 12 morti nel fango

DACCA - Affiora solo il primo piano della baracca, il piano terra è sprofondato nel fango

DACCA, 16 aprile - Almeno 12 persone, fra cui cinque donne, sono morte nell'affondamento in una palude della zona di Rampura a Dacca di una baracca di due piani costruita appena un anno fa con lamiere di metallo e legno e che ospitava circa 20 famiglie. Nella struttura di una ventina di stanze vivevano probabilmente 120 persone. I soccorritori giunti sul posto nell'area di Rampura hanno constatato che il piano terra della baracca era stato inghiottito dal terreno paludoso. Ci sono molti dispersi.