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martedì 11 luglio 2017

ITALIANI al ristorante a Pamplona cercano di non pagare il conto. E la polizia li costringe a pagare anche la mancia


PAMPLONA, 11 luglio - Italiani 'portoghesi' in Spagna. Potrebbe sintetizzarsi così quanto accaduto in un ristorante di Pamplona, in Spagna dove, sabato scorso, quattordici italiani dopo aver lautamente mangiato hanno tentato il cosiddetto "vento" ("simpa" per i spagnoli) ovvero andar via con discrezione, magari uno alla volta, senza pagare il conto, che in questo caso ammontava a ben 620 euro. Ma la bravata non è andata a buon fine e quando la polizia li ha fermati, oltre al conto, li ha costretti anche a pagare il 10% di mancia.
La notizia diffusa dalla stessa polizia provinciale sul suo account Twitter è riportata da 'El Pais', rimbalzando sui social network e su molti media internazionali, tra cui la 'Bbc', che ricorda come la "simpa" non sia così rara nei ristoranti spagnoli. Solo nel mese di marzo, sono state oltre 100 i commensali 'fuggiti' a pancia piena senza pagare il conto, per un totale di circa 12mila euro.

giovedì 6 luglio 2017

Spesa degli italiani in ripresa (+1,0%)

ROMA, 6 luglio - Nel 2016 la spesa media mensile delle famiglie è stata pari a 2.524,38 euro, in rialzo dell'1,0% rispetto al 2015. Lo rileva l'Istat, spiegando che quindi "si consolida, ad un ritmo moderato, la fase di ripresa dei consumi", anche se il livello rimane ancora "al di sotto" di quello registrato nel 2011.

Cambia la 'dieta' degli italiani. A certificarlo è l'Istituto di statistica che, partendo dalla spesa media delle famiglie per l'alimentare (447,96 euro mensili nel 2016), rileva "una crescente attenzione a una più corretta alimentazione". La quota destinata alle carni, "pur restando la componente alimentare più importante, torna a diminuire" (-4,8% sul 2015). Invece aumenta la spesa per frutta (+3,1%). Ma i rialzi maggiori riguardano pesce e prodotti ittici (+9,5%). Tornano poi ai livelli pre-crisi le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%).

martedì 13 giugno 2017

POPOLAZIONE, calano gli italiani, aumentano gli stranieri


La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2016 era pari a 60.589.445 di persone, di cui più di 5milioni di cittadinanza straniera, pari all'8,3%dei residenti a livello nazionale (10,6% al Centro-nord, 4,0% nel Mezzogiorno).
Lo comunica l'Istat nel bilancio demografico. Prosegue, quindi, nel 2016 il calo dei residenti già riscontrato nel 2015. Il saldo complessivo è negativo per 76.106 unità, determinato dalla flessione della popolazione di cittadinanza italiana (-96.976 residenti) mentre la popolazione straniera aumenta di 20.870 unità.

venerdì 2 giugno 2017

Tre milioni di italiani soffrono di DISTURBI ALIMENTARI


Colpiscono già all'età di 8-10 anni, e spesso rimangono nascosti per decenni. I disturbi dell'alimentazione, anoressia e bulimia in testa, riguardano circa 3 milioni di italiani. Ma molto si può fare per prevenirli, anticipare la diagnosi e migliorare gli interventi di cura. Questi gli obiettivi della Giornata Mondiale sui Disturbi Alimentari, promossa dall'Academy of Eating Disorders che si celebra oggi.
Secondo una recente indagine della Società Italiana di Pediatria (Sip), il 28% di un campione di 10 mila adolescenti esaminato si vede in sovrappeso, ma solo l'11,7% lo è effettivamente secondo le valutazioni del pediatra. Un'immagine distorta del proprio aspetto fisico, ma anche difficoltà relazionali ed aspettative estetiche sempre più alte contribuiscono a porre le basi di questo problema. All'insegna dell'hashtag #WeDoActTogether e #WorldEatingDisordersDay, l'associazione nazionale Consult@Noi sta diffondendo sui social le "9 verità sui disturbi alimentari". La prima recita: "le persone che ne soffrono hanno un aspetto sano ma possono essere molto malate", la seconda invece suggerisce che "le famiglie non sono da biasimare, spesso sono anzi di grande aiuto". Nove sono anche gli obiettivi da raggiungere attraverso una maggiore sensibilizzazione delle istituzioni al problema. Tra questi, l'invito a una maggiore collaborazione con medici e pediatri per anticipare la diagnosi, ma anche cure accessibili e interventi nelle scuole. 
   

mercoledì 31 maggio 2017

2 giugno, 8 milioni di italiani in gita


ROMA, 31 maggio - Saranno 7,77 milioni gli italiani che partiranno per il ponte del 2 giugno, dormendo almeno una notte fuori casa. Lo riferisce Federalberghi, precisando che il 93% rimarrà nel nostro Paese. L'incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 è di circa il 9%. "E' una buona premessa per l'apertura della prossima stagione: il 2 giugno dà il via con un trend positivo alle previsioni di tutta l'estate", afferma il presidente Bernabò Bocca.

sabato 20 maggio 2017

SVOLTA IN CUCINA, gli italiani vi trascorrono in media un'ora e mezza al giorno (anche gli uomini)

ROMA, 20 maggio – Svolta in cucina, dove gli italiani trascorrono in media un’ora e mezza per preparare i pasti durante il giorno, con un aumento del 20% del tempo rispetto allo scorso anno. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base di elaborazioni sulla ricerca Ipsos a marzo 2017, nel sottolineare che si tratta di una storica inversione di tendenza determinata da una maggiore attenzione alla qualità dell’alimentazione e al suo impatto sulla salute. Un ritorno al passato che è il frutto – sottolinea la Coldiretti – del numero crescente di italiani, anche giovani, che si gratificano ai fornelli con la cucina e il buon cibo che diventano primarie attività di svago, relax e affermazione personale.
La passione per i fornelli, peraltro, oggi ha contagiato anche gli uomini con la manipolazione del cibo che diventa un modo per esprimere se stessi. Lo “show cooking” casalingo per gli amici si afferma – sostiene la Coldiretti – come appuntamento dei fine settimana e dei momenti di festa. E, per far colpo, i piatti più gettonati delle occasioni speciali sono tra i primi la pasta a base di pesce (39%), quella al forno (18%) o a base di carne (17%) e anche tra i secondi il pesce (48%) è preferito alla carne (43%), mentre per il dolce stravince il tiramisu.
Il desiderio di conoscenza e di fare bella figura con gli ospiti trascina il boom dell’informazione legata all’enogastronomia che non si ferma però tra le mura domestiche. Infatti i cambiamenti dello stile di vita, ma anche l’ansia di apprendere e sperimentare nuove ricette fa anche crescere la voglia di mangiare fuori casa con il 40% degli italiani che pranza o cena fuori almeno una volta a settimana contro il 30% del 2015.

mercoledì 17 maggio 2017

RISTORANTI, gli italiani ci vanno 5 volte al mese (in media)

Il passaparola digitale svolge un ruolo sempre più importante nelle vite degli italiani, anche quando si tratta di scegliere il luogo in cui andare a cena. E’ quanto emerge dalla ricerca Doxa, commissionata da Groupon in occasione di “Chef Awards”, evento food in scena il 29 maggio che premia i migliori talenti culinari nazionali sulla base delle recensioni lasciate dai clienti online. Secondo il sondaggio, inoltre, concedersi un pasto fuori casa, soprattutto a base di pizza e cucina mediterranea, rappresenta per molte persone anche un’occasione per staccare la spina e vivere momenti piacevoli in famiglia e con gli amici.

Quante volte si mangia fuori

Secondo la ricerca, si esce a mangiare in media 5 volte al meseNel dettaglio, 8 italiani su 10 mangiano fuori casa almeno 1 volta al mese e di questi otto il 57% esce almeno una volta alla settimana. Nel caso dei più giovani, dai 18-34 anni, le uscite mensili salgono a sei, e per il 44% degli under 24 sono in aumento rispetto allo scorso anno. A sorpresa, lombardi e veneti, sono i meno avvezzi a mangiare fuori casa (in media poco più di 4 volte al mese), mentre Sicilia e Toscana sono le regioni che amano di più andare al ristorante (in media sfiorano le 6 volte al mese). Anche se la maggior parte degli intervistati esce il venerdì e il sabato sera (82%), l’analisi mostra che la domenica batte il mercoledì (30% vs 24%) ma il mercoledì riscuote più successo nella fascia giovane del campione (18-34), che esce a metà settimana per spezzare la routine.

Il menù più gettonato e il budget

A tavola, gli Italiani restano fedeli alla tradizione: i piatti più gettonati per una cena fuori casa sono infatti la pizza, scelta dal 77% degli intervistati, seguita dalle pietanze della cucina mediterranea (65%) e dalle prelibatezze delle  tattorie con cucina casalinga (55%). La cucina etnica, indicata dal 33% delle persone coinvolte, è preferita soprattutto nelle regioni del Nord Italia (Piemonte, Liguria e Lombardia).  Al Sud si preferiscono hamburgherie, locali di street food e da aperitivo. In merito al budget, invece, la spesa media si aggira intorno ai 21 euro: nel dettaglio, per una pizza si spendono 16€, per la cucina mediterranea almeno 30€, per la trattoria scendiamo a 20€ e infine per l’etnico a circa 23€.

Le motivazioni

Non sempre la golosità è il motivo che spinge gli Italiani a concedersi una cena al ristorante. La maggior parte delle persone che ha partecipato al sondaggio (66%) ha infatti dichiarato di mangiare fuori casa  “per stare in compagnia e rilassarsi senza dover cucinare”. Nel 42%  dei casi, invece, conta “sentirsi bene, staccare la spina, cambiare aria e spezzare la routine”. Solo il 41% ha dichiarato di  “voler mangiare cose buone che non si possono o non vogliono cucinare a casa”. La qualità del cibo (77%) resta tuttavia il criterio principale secondo il quale scegliere un posto piuttosto che un altro. Altri fattori sono il prezzo (73%) la pulizia del locale (62%), la posizione (56%), lo staff (53%) l’atmosfera che si respira (53%) e infine il consiglio di amici e parenti (51%). Quest’ultimo aspetto risulta più importante per gli under 35, che lo posizionano al quinto posto in classifica tra i criteri di scelta di un ristorante. Man mano che passano gli anni invece, si privilegia l’atmosfera del locale e la cortesia dello staff.

Cosa ci spinge a provare un nuovo ristorante

Il passaparola di amici e parenti resta il motivo principale che spinge i consumatori a provare un nuovo ristorante: nel 66% dei casi il consiglio e l’esperienza diretta dei propri conoscenti risulta fondamentale per convincere gli Italiani a concedere la possibilità ad un nuovo locale. Il 58% si affida alle recensioni online sui portali dedicati (scelta privilegiata soprattutto dagli uomini 60% vs 57%), mentre solo il 39% sceglie il ristorante girando per la città e scovando autonomamente nuovi posti. La Toscana è l’unica regione in cui la ricerca di recensioni sui siti per scoprire un locale nuovo supera il passaparola tra amici (65% vs 55%), mentre in Piemonte le due opzioni si equivalgono (62%). Per i giovani dai 18 ai 35 anni anche i consigli dei food blogger ricoprono un ruolo particolarmente importante. I web influencer del settore culinario sono in generale abbastanza seguiti nel nostro Paese, come testimoniato dal 52% degli intervistati. La percentuale sale per il target tra i 35 e 44 anni, raggiungendo il 56%.

Il ruolo del web

Il 69% degli intervistati dichiara di condividere con gli altri l’esperienza fatta al ristorante tramite il passaparola o i social media; in particolare il 63% racconta l’esperienza se positiva, e il 43% se è stata negativa. Tra i 18 e i 24 anni addirittura l’80% è propenso a condividere la propria opinione, abitudine che sembra più radicata in Sicilia (84%) e Campania (77%). Fra coloro che raccontano la propria esperienza, il 62% preferisce parlarne a voce, mentre il 49% utilizza le piattaforme dedicate al mondo food per lasciare una recensione e raggiugere un pubblico ampio. Il 29%  utilizza Facebook, Twitter, Whatsapp.Chi sceglie di lasciare una testimonianza negativa sul web, lo fa soprattutto per avvisare i futuri clienti, creando un circolo virtuoso tra utenti (83%). Solo un 15% lo fa solo per sfogarsi dell’esperienza poco piacevole. Le recensioni online sono valutate in maniera positiva da gran parte degli intervistati: il 68% si fida delle recensioni e il 91% di chi esce a mangiare ritiene che sia importante controllarle per la scelta.La maggior parte degli intervistati però (58%) ritiene che vadano verificate personalmente: ciò che può essere buono per gli altri non lo è per noi e viceversa. In 6 casi su 10 prevale l’idea di leggerle con spirito critico, in attesa di farsi una propria idea sul locale.

 

mercoledì 12 aprile 2017

La NUTELLA è la marca più amata dagli italiani


ROMA, 11 aprile – Superbrands, la più importante iniziativa di aggregazione delle eccellenze di brand, ha annunciato oggi il vincitore del SUPERBRANDS POP AWARD 2017, il premio dedicato alla “marca più amata dagli italiani” realizzato in collaborazione con Radio Italia attraverso il coinvolgimento diretto dei suoi ascoltatori e dei fans sui social media. Più di 22000 persone, nel corso delle due settimane di votazione, si legge in una nota, hanno voluto esprimere le loro preferenze per i brand che amano di più consentendo di eleggere NUTELLA come la “marca più amata dagli italiani” per il 2017. Nutella non è semplicemente la crema di nocciola che accompagna la colazione e le merende di tantissimi italiani: è il brand che ha saputo creare una complicità del tutto particolare coi suoi consumatori diventando l’icona del Made in Italy scolpita indelebilmente nell’immaginario collettivo grazie al racconto avvincente di amore e passione per la qualità, il piacere e la bontà che piace a tutti, di generazione in generazione. Al secondo posto, AMAZON, vincitore del premio l’anno scorso, l’azienda che ha rivoluzionato il nostro modo di acquistare prodotti e servizi con la sua piattaforma di e.commerce e che basa la sua forza sulla qualità della customer experience e l’apprezzamento dei millennials. Al terzo posto DISNEY, che continua a far vivere le emozioni e la magia a grandi e piccini con storie piene di speranza e fantastici personaggi che rappresentano i nostri valori più profondi e condivisi. Quarta posizione per APPLE, il brand tecnologico che ha fatto del design e dell’esperienza d’uso i propri elementi distintivi. Quinta COCA COLA, la bevanda simbolo del sogno americano che da sempre porta un pizzico di felicità nelle nostre vite quotidiane. Al sesto posto SAMSUNG, la grande multinazionale coreana di elettronica che si sta imponendo in diversi settori del mercato grazie alla qualità e al design dei suoi prodotti. Al settimo GOOGLE, il motore di ricerca che ci aiuta a risolvere molti dei nostri problemi quotidiani con un’interfaccia intuitiva e i suoi preziosi algoritmi, un amico di cui ci fidiamo, diventato parte indispensabile delle nostre vite. Seguono, MULINO BIANCO, il brand di biscotti più conosciuto ed apprezzato con le sue tantissime varianti di forma e gusto e caratterizzato dall’impegno costante per un’alimentazione sana e piacevole, BOTTEGA VERDE, per la prima volta nella top 10, con la sua proposta di una bellezza naturale e sincera vicina al vissuto di tante donne italiane e VESPA, altra icona del Made in Italy che ha appena computo 70 anni e rappresenta per tutti un simbolo di gioventù, libertà e passione. 
La classifica del Superbrands Pop Award, pur non avendo pretese di scientificità, ha il pregio di basarsi sul giudizio emotivo degli individui, quello stesso giudizio che li spinge poi a scegliere ed acquistare i brand nel mondo reale. Dalla classifica emergono alcuni spunti di interesse sull’evoluzione del tema della marca: – La rilevanza dominante dei brand che grazie alla tecnologia ci aiutano a vivere meglio (Amazon, Apple, Samsung e Google sono tra i top 10) – I brand che abbiamo nel cuore per la loro lunga presenza nelle nostre vite (Nutella, Coca Cola, Mulino Bianco) restano saldi nell’elite delle grandi marche e continuano ad essere riferimenti forti per le scelte di consumo – Il coinvolgimento emotivo resta il driver fondamentale per essere amati (vale per la stessa Nutella, ma anche per Disney e Vespa) La classifica finale è pubblicata sul sito di Superbrands e su quello di Radio Italia. “Tantissime persone hanno voluto dimostrare la loro passione per i brand esprimendo le loro preferenze e premiando quelli che hanno saputo costruire con loro relazioni autentiche e coinvolgenti” dichiara Sergio Tonfi, Editor Superbrands. “Un brand che vuole essere super deve parlare ai cuori delle persone e la classifica POP celebra quelli capaci di donare emozioni ed esperienze vivide e memorabili, lasciando un segno indelebile nelle nostre vite”. Il “Superbrands POP Award” sarà consegnato a NUTELLA nell’ambito della cerimonia dei SUPERBRANDS AWARDS il 28 settembre all’Auditorium di Radio Italia, l’occasione in cui saranno celebrati tutti i brand che hanno ottenuto il prestigioso status di Superbrands 2017.

lunedì 10 aprile 2017

Ahi, diminuisce l'aspettativa di vita degli italiani



In Italia, al 2015, la speranza di vita alla nascita è più bassa di 0,2 anni negli uomini e di 0,4 anni nelle donne rispetto al 2014, attestandosi, rispettivamente, a 80,1 anni e a 84,6 anni. La diminuzione dell'aspettativa di vita degli italiani è registrata dal Rapporto Osservasalute 2016, presentato oggi. "La distanza della durata media della vita di donne e uomini si sta sempre più riducendo anche se, comunque, è ancora fortemente a favore delle donne (+4,5 anni nel 2015 contro +4,9 anni nel 2011). 
Gli stili di vita degli italiani non migliorano: sono sempre tanti i chili di troppo ed aumentano i bevitori di alcolici. Questa l'istantanea scattata dal Rapporto
- STABILE LA QUOTA DI ITALIANI IN SOVRAPPESO E OBESI: nel 2015, più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, mentre poco più di una persona su dieci è obesa (9,8% vs 10,2% del 2014); complessivamente, il 45.1% (46,4% nel 2014) dei soggetti oltre i 18 anni è in eccesso di peso, specie nelle regioni del Sud. I bambini e adolescenti di 6-17 anni in sovrappeso o obesi sono il 24,9%, con prevalenza nei contesti svantaggiati.
- STABILE QUOTA ITALIANI CHE FANNO SPORT: sono il 33,3%, pari a 19,6 mln, mentre i sedentari sono 23,5 mln, pari al 39,9%.
- ALCOLICI, DIMINUISCONO I NON CONSUMATORI: si riduce la percentuale dei non consumatori, pari al 34,8% (nel 2014 era il 35,6%) e aumentano le donne consumatrici a rischio. La prevalenza dei consumatori a rischio, nel 2015, è pari al 23% per gli uomini e al 9,0% per le donne (nel 2014 erano l'8,2%). 
- COSTANTE IL NUMERO DEGLI ITALIANI FUMATORI: rispetto agli anni precedenti in cui si registrava un calo, nel 2015 si evidenzia un assestamento della quota dei fumatori. Sono 10 milioni e 300 mila: 6,2 mln uomini e 4,1 mln donne. Si tratta del 19,6% della popolazione di 14 anni ed oltre. Il vizio è duro a morire tra i giovani: le fasce di età più critiche sia per gli uomini che per le donne sono quella tra i 20-24 e 25-34 anni.
- ANTIDEPRESSIVI, CONTINUA LA CRESCITA DEI CONSUMI: i consumi sono pari a 39,60 Dosi Definite Giornaliere per 1.000 abitanti.
Il trend in aumento, afferma il Rapporto, "può essere attribuibile a diversi fattori tra i quali, ad esempio, l'arricchimento della classe farmacologica di nuovi principi attivi utilizzati anche per il controllo di disturbi psichiatrici non strettamente depressivi (come i disturbi di ansia) e la riduzione della stigmatizzazione delle problematiche depressive". 
   

lunedì 3 aprile 2017

FRANA DI MOCOA, mancano notizie di due italiani


MOCOA (Colombia), 3 aprile - "Secondo le prime informazioni in nostro possesso ci sono quattro o cinque stranieri, tra i quali due italiani e due israeliani, che si trovavano nella zona di Mocoa colpita dalla valanga di fango, che non hanno ancora dato loro notizie alle rispettive famiglie". A parlare, contattato dall'ANSA, è Cesar Uruena, responsabile delle operazioni di soccorso della Croce Rossa colombiana. "Il personale della Croce Rossa sta perlustrando tutta l'area devastata dalla frana alla ricerca dei dispersi e proseguirà anche nelle prossime ore". L'Unità di crisi della Farnesina è in contatto con le autorità colombiane per verificare l'eventuale presenza di italiani a Mocoa  e per prestare ogni possibile assistenza ai loro familiari. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Fonti locali riferiscono la presenza di stranieri, tra i quali anche italiani, tra gli ospiti di un ostello sulla strada colpita dalla micidiale massa di fango e detriti.

Si aggrava il bilancio: 254 morti - Intanto, il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, ha confermato che 254 persone sono morte e 203 sono rimaste ferite nelle inondazioni che hanno colpito almeno 17 quartieri della città di 45.000 abitanti.

Decine di vittime sono bambini - Sessantadue minori hanno perso la vita nella gigantesca valanga di fango. "Dei 62 minori deceduti 34 sono stati identificati", sottolineano i media locali riprendendo dati resi noti dall'Istituto colombiano per il benessere familiare.

venerdì 24 marzo 2017

DIJSSELBLOEM stai zitto, gli italiani bevono meno degli olandesi. Lo dice l'OCSE

 
Gli olandesi e la birra
BRUXELLES , 24 marzo - Ma quali spendaccioni, dediti all'alcol e alle donne: in Italia e Grecia si beve meno che in Olanda, Paese di provenienza del presidente dell'Eurogruppo, 
Jeoren Dijsselbloem, convinto che la solidarietà verso i Paesi del Sud dell'Europa vada bene, ma "non si possono spendere tutti i soldi in bevute e donne e poi chiedere aiuto". 
Stando ai dati 2014 dell'Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico (Ocse), gli italiani si attestano su un consumo di alcol di 7,6 litri a testa all'anno, i greci su 7,5 litri, mentre in Olanda il consumo è di 8,4 litri. L'unica a superarli è la Spagna, tra il 9% e il 10%

mercoledì 7 dicembre 2016

TURISMO, sette milioni di italiani in viaggio per il PONTE dell'8 dicembre


ROMA, 7 dicembre - Saranno oltre 6,9 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio nel Ponte dell'8 dicembre dormendo almeno una notte fuori casa: il 12,9% in più rispetto ai 6,1 milioni del 2015. E' quanto emerge da un'indagine di Federalberghi. A prendersi una vacanza sarà l'11,4% della popolazione: tra questi, il 93% (6,4 milioni di persone) rimarrà in Italia, mentre il 7% (479mila) sceglierà l'estero, nella quasi totalità dei casi le capitali europee.

lunedì 29 agosto 2016

Tanti italiani nudisti, ma che nessuno lo sappia


ROMA, 29 agosto - Il 44% degli italiani sta prendendo in considerazione di fare un vacanza naturista. Il 31% degli italiani ha già avuto un'esperienza nudista e il 29% vuole provarla in un prossimo futuro. Il 40% dice di farlo per riconciliarsi con la natura. Le ricerche online per le “spiagge per nudisti in Europa” sono aumentate del 52% da gennaio 2016. Un popolo disposto a mettersi a nudo ma in segreto: il 48% di chi pratica il nudismo lo tiene per sé, nascondendolo soprattutto alla famiglia (54%), ai colleghi (52%) e gli amici (32%). Dati emersi da una ricerca di lastminute.com. La notizia è riferita da http://www.ecoreport.org/it

domenica 14 agosto 2016

ESTATE 2016, gli italiani tornano a spendere (+2,5%)


ROMA, 14 agosto - Nell'estate 2016 gli italiani tornano a spendere. Lo afferma il Codacons, che registra una maggiore propensione agli acquisti da parte delle famiglie durante le vacanze di agosto. La spesa complessiva degli italiani per alloggi, servizi, cibo e svaghi risulta in crescita del +2,5% rispetto al 2015 e vola complessivamente a quota 16,4 miliardi di euro.

venerdì 15 luglio 2016

NIZZA, molti italiani sono per ora dispersi


NIZZA, 15 luglio - Il killer di Nizza si chiamava Mohamed Lahouaiej Bouhlel. Lo scrive su twitter Nice-Matin, il principale quotidiano locale.
"Non si riescono ancora a rintracciare molti italiani, che quindi risultano al momento dispersi". Lo ha detto all'ANSA il console generale d'Italia a Nizza, Serena Lippi, che però invita "alla calma". "Nella calca di ieri sera sulla Promenade des Anglais - aggiunge - molti hanno perso il cellulare e c'è chi non è riuscito a rientrare a casa e ha trascorso la notte fuori. Lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina e da Parigi è in arrivo l'ambasciatore italiano".


Tra le persone disperse dopo la strage a Nizza, ci sono due italiani, marito e moglie. Si tratta di Angelo D'Agostino e Gianna Muset. Rintracciato, invece, il giovane Vittorio Di Pietro, inizialmente tra i dispersi. In Rete intanto si moltiplicano gli appelli. La nuora della coppia, che non è più riuscita a contattare i parenti dopo le 21.55 di giovedì sera, ha scritto su Twitter: "Siamo disperati"La donna ha poi aggiunto che D'Agostino "è un uomo di circa 1,70, pesa 70kg e ha i capelli bianchi. Indossava jeans e una maglietta blu".

giovedì 7 luglio 2016

Una morte lenta e atroce quella degli italiani uccisi a DACCA


ROMA, 7 luglio - Sarebbe stata una morta lenta e atroce quella dei nove italiani uccisi venerdì nell'attentato a un ristorante di Dacca, in Bangladesh. Le autopsie eseguite al policlinico Gemelli di Roma hanno infatti evidenziato segni di torture, tagli provocati da armi affilate (forse machete), mutilazioni, tracce di proiettili e di esplosivo. Non ci sarebbe sulle salme invece alcun segno di un "colpo di grazia".

lunedì 4 luglio 2016

DACCA, domani in Italia le salme degli italiani


DACCA, 4 luglio - Saranno trasferite in Italia tra martedì sera e mercoledì prossimo le salme dei nove italiani uccisi in Bangladesh da un commando di terroristi. Lo si apprende da fonti che seguono la vicenda. All'arrivo a Roma, i cadaveri saranno portati nel policlinico Gemelli per le autopsie.
"In considerazione della presenza nel Paese di formazioni di ispirazione jihadista, non si può escludere il risch di possibili ulteriori atti ostili". Lo sottolinea la Farnesina nel sito 'Viaggiare sicuri', raccomandando agli italiani a Dacca la "massima prudenza, in particolare nei luoghi abitualmente frequentati da stranieri e di limitare gli spostamenti, soprattutto a piedi, allo stretto necessario".
La procura di Roma potrebbe chiedere a breve alle autorità del Bangladesh, tramite rogatoria internazionale, di avere copia degli atti dell'inchiesta sull'attacco terroristico in cui sono morti nove nostri connazionali. Contestualmente, il pm Francesco Scavo, titolare degli accertamenti, potrebbe chiedere di interrogare il terrorista arrestato. In assenza di un trattato di reciproca assistenza giudiziaria tra Italia e Bangladesh, la magistratura della capitale confiderebbe in quello che in gergo è chiamato "atto di cortesia".

domenica 3 luglio 2016

DACCA, ecco i 5 massacratori degli italiani

I cinque jihadisti di Dacca, uccisi dopo il massacro dalla polizia.
DACCA, 3 luglio - Come ha rilevato il Site su Twitter "il commando che ha assaltato il ristorante di Dacca era composto da cinque persone". Il Centro di monitoraggio dei siti jihadisti ha pubblicato le foto degli autori dell'attentato, con kefiah in testa e kalashnikov in mano. Gli scatti sono stati estrapolati da un video in cui l'Isis rivendica l'attacco. "Volevamo uccidere gli stranieri dei 'Paesi crociati' a Dacca", avrebbero affermato i militanti dello Stato islamico in Rete. Nell'assalto, sottolinea il Site, i "combattenti" hanno identificato e rilasciato i musulmani, mentre tutti gli altri ostaggi sono stati uccisi. Compresi i nove italiani.
I terroristi erano membri di un gruppo militante del Bangladesh  e non seguaci dell'Isis. "Sono membri del Jamaeytul Mujahdeen Bangladesh", ha detto il ministro dell'Interno Asaduzzaman Khan, riferendosi ad un gruppo che è stato vietato in Bangladesh da più di un decennio. "Non hanno alcun legame con lo Stato islamico". Secondo la polizia, tutti gli attaccanti  al caffè a Dhaka erano cittadini del Bangladesh e cinque di loro erano ricercati per il loro coinvolgimento in diversi casi. Bangladesh. La polizia aveva cercato di arrestare questi cinque militanti in precedenza,. Secondo i rapporti, i terroristi erano tutti di età compresa tra 20 o 21 anni e sono stati gli studenti di Università del Nord del Sud di Dacca. 
Da quando sono cominciati gli omicidi di stranieri, intellettuali e membri di minoranze religiose in Bangladesh, il governo ha sempre respinto l'ipotesi dell'esistenza sul territorio nazionale di cellule dell'Isis o di Al Qaida, movimento che spesso hanno rivendicato i cruenti attentati. Il ministero dell'Interno a Dacca ha sempre sostenuto che gli autori degli omicidi erano militanti fondamentalisti locali.
E nella tarda notte di sabato il governo di Tokyo ha confermato la morte di 7 cittadini giapponesi, 2 donne e 5 uomini, nell'attacco terroristico di Dacca. In una conferenza stampa il capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha detto che le vittime sono state identificate tramite fotografie e oggetti personali, e al momento dell'attentato si trovavano in Bangladesh per ragioni di lavoro, in rappresentanza dell'Agenzia giapponese di cooperazione internazionale. Un altro cittadino nipponico che lavorava per la stessa agenzia, era stato liberato nel blitz della polizia e non si trova in pericolo di vita. Le autorità giapponesi hanno già inviato un aereo governativo nel paese del sud est asiatico per il trasporto in patria delle salme e per fornire assistenza ai familiari. Dallo scorso settembre in Bangladesh gruppi di stranieri e minoranze religiose sono stati oggetto di aggressioni da parte di fazioni di estremisti islamici, sebbene gli attacchi ai ristoranti o luoghi pubblici siano una rarità. In ottobre un cittadino giapponese di 66 anni, Kunio Hoshi, a capo di un progetto agricolo nel nord del paese, era stato ucciso da uomini armati. Una cellula dell'Isis aveva rivendicato la responsabilità dell'attentato.
   

sabato 2 luglio 2016

DACCA, sicuramente ci sono italiani tra le 20 vittime dell'Isis


DACCA, 2 luglio - Sono almeno venti i civili uccisi nell'assalto jihadista al caffè di Dacca, in Bangladesh, liberato stamattina all'alba da un blitz delle forze speciali. Le vittime sono tutte straniere. Tra queste, afferma la Farnesina, ci sarebbero anche degli italiani: all'Unita di crisi risulta che i nostri connazionali a cena fossero 11, e uno solo di loro è riuscito a fuggire. Un portavoce dell'esercito bengalese ha affermato che la maggior parte delle vittime sono italiani e giapponesi. "Molti sono stati uccisi dagli assalitori con lame affilate", ha riferito l'esercito dopo una notte di terrore. Chi sapeva recitare versi del Corano sarebbe stato risparmiato dai jihadisti, gli altri sono stati torturati, ha raccontato uno degli ostaggi tratti in salvo dall'Sono almeno venti i civili uccisi nell'assalto jihadista al caffè di Dacca, in Bangladesh, liberato stamattina all'alba da un blitz delle forze speciali. Le vittime sono tutte straniere. Tra queste, afferma la Farnesina, ci sarebbero anche degli italiani: all'Unita di crisi risulta che i nostri connazionali a cena fossero 11, e uno di loro è riuscito a fuggire. Un portavoce dell'esercito bengalese ha affermato che la maggior parte delle vittime sono italiani e giapponesi. "Molti sono stati uccisi dagli assalitori con lame affilate", ha riferito l'esercito dopo una notte di terrore. Chi sapeva recitare versi del Corano sarebbe stato risparmiato dai jihadisti, gli altri sono stati torturati, ha raccontato uno degli ostaggi tratti in salvo dall'Holey Artisan Bakery.

DACCA, SETTE ITALIANI tra gli ostaggi dell'ISIS nel caffè dove 24 clienti sono stati uccisi













DACCA, 2 luglio - Nell'attacco al locale di Dacca sarebbero morte 24 persone e ne sono state ferite 40, tra le quali un numero imprecisato di stranieri. Lo scrive Rita Katz citando il quarto messaggio dell'Isis diffuso attraverso Amaq, l'agenzia del Califfato. Precedentemente l'Isis aveva parlato di venti morti.
"Ci risultano sette italiani tra gli ostaggi" nel caffè di Dacca assaltato dagli jihadisti. Lo afferma al Tg1 l'ambasciatore italiano in Bangladesh, Mario Palma Da parte degli assalitori del locale a Dacca "non c'è alcuna volontà di negoziare alcunchè": lo ha detto l'ambasciatore italiano. "E' una missione suicida, vogliono attuare un'azione molto forte e cruenta in cui non c'è spazio per il negoziato", ha aggiunto
Nell'assalto al locale di Dacca risultano morti due poliziotti locali, mentre altre 11 persone sono rimaste ferite in modo graveUn ostaggio italiano, che si era riparato dietro il giardino del ristorante assaltato da un commando dell'Isis, è stato tratto in salvo dalla polizia locale. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Il connazionale ora viene ascoltato dagli inquirenti.
Da quanto si apprende, la Farnesina sta contattando le famiglie delle persone che potrebbero essere coinvolte nell'assalto al locale di Dacca, in Bangladesh, e al momento non conferma vittime italiane.
Almeno due poliziotti sono morti durante l'assalto del commando armato. Lo riferisce un giornalista di Dhaka Tribune, Asiful Islam, alla CBSN. Lo stesso ha confermato che il gruppo di uomini armati tiene in ostaggio 20 civili.
"Almeno 20 stranieri erano dentro il ristorante quando i criminali, al massimo otto, vi sono entrati": lo scrive il sito di un'emittente del Bangladesh, Ntv, citando un dipendente del locale, Sumon Reza.

Il caffé nella zona di Gulshan è ritrovo di stranieri, diplomatici e middle-class. Il locale Holey Artisan Bakery, bersaglio dell'attacco di oggi, che si trova sulla Road 79, è 200 metri di distanza dall'Ambasciata d'Italia a Dacca, che si trova a sua volta sulla Road 74/79.
Un impiegato del locale, riuscito a fuggire ha detto alla stampa locale: "Hanno lanciato diverse bombe, urlando Allah hu Akbar ed avevano anche pistole e spade".