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lunedì 10 aprile 2017

Ahi, diminuisce l'aspettativa di vita degli italiani



In Italia, al 2015, la speranza di vita alla nascita è più bassa di 0,2 anni negli uomini e di 0,4 anni nelle donne rispetto al 2014, attestandosi, rispettivamente, a 80,1 anni e a 84,6 anni. La diminuzione dell'aspettativa di vita degli italiani è registrata dal Rapporto Osservasalute 2016, presentato oggi. "La distanza della durata media della vita di donne e uomini si sta sempre più riducendo anche se, comunque, è ancora fortemente a favore delle donne (+4,5 anni nel 2015 contro +4,9 anni nel 2011). 
Gli stili di vita degli italiani non migliorano: sono sempre tanti i chili di troppo ed aumentano i bevitori di alcolici. Questa l'istantanea scattata dal Rapporto
- STABILE LA QUOTA DI ITALIANI IN SOVRAPPESO E OBESI: nel 2015, più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, mentre poco più di una persona su dieci è obesa (9,8% vs 10,2% del 2014); complessivamente, il 45.1% (46,4% nel 2014) dei soggetti oltre i 18 anni è in eccesso di peso, specie nelle regioni del Sud. I bambini e adolescenti di 6-17 anni in sovrappeso o obesi sono il 24,9%, con prevalenza nei contesti svantaggiati.
- STABILE QUOTA ITALIANI CHE FANNO SPORT: sono il 33,3%, pari a 19,6 mln, mentre i sedentari sono 23,5 mln, pari al 39,9%.
- ALCOLICI, DIMINUISCONO I NON CONSUMATORI: si riduce la percentuale dei non consumatori, pari al 34,8% (nel 2014 era il 35,6%) e aumentano le donne consumatrici a rischio. La prevalenza dei consumatori a rischio, nel 2015, è pari al 23% per gli uomini e al 9,0% per le donne (nel 2014 erano l'8,2%). 
- COSTANTE IL NUMERO DEGLI ITALIANI FUMATORI: rispetto agli anni precedenti in cui si registrava un calo, nel 2015 si evidenzia un assestamento della quota dei fumatori. Sono 10 milioni e 300 mila: 6,2 mln uomini e 4,1 mln donne. Si tratta del 19,6% della popolazione di 14 anni ed oltre. Il vizio è duro a morire tra i giovani: le fasce di età più critiche sia per gli uomini che per le donne sono quella tra i 20-24 e 25-34 anni.
- ANTIDEPRESSIVI, CONTINUA LA CRESCITA DEI CONSUMI: i consumi sono pari a 39,60 Dosi Definite Giornaliere per 1.000 abitanti.
Il trend in aumento, afferma il Rapporto, "può essere attribuibile a diversi fattori tra i quali, ad esempio, l'arricchimento della classe farmacologica di nuovi principi attivi utilizzati anche per il controllo di disturbi psichiatrici non strettamente depressivi (come i disturbi di ansia) e la riduzione della stigmatizzazione delle problematiche depressive". 
   

martedì 26 aprile 2016

Aspettativa di vita in calo in ITALIA ( per la prima volta)


ROMA, 26 aprile - L'aspettativa di vita degli italiani è in calo per la prima volta nella storia. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Osservasalute, secondo cui il fenomeno è legato a una riduzione della prevenzione delle malattie. Nel 2015 la speranza di vita per gli uomini era di 80,1 anni, 84,7 anni per le donne: un dato più basso rispetto al 2014 (80,3 anni per gli uomini e 85,0 anni per le donne). L'andamento ha riguardato tutte le Regioni. L'indice più alto di longevità si registra nella provincia di Trento, sia per gli uomini sia per le donne (rispettivamente, 81,3 anni e 86,1 anni). La Campania, invece, è la Regione dove la speranza di vita alla nascita è più bassa: 78,5 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne. Il rapporto dipinge inoltre un Paese sempre più vecchio: un italiano su cinque ha infatti più di 65 anni. E' addirittura "boom" di ultracentenari: circa 19mila i casi nel 2015, più che triplicati rispetto ai 5.650 del 2002.

Le cause di morte - Per quanto riguarda le cause di morte, stando ai dati del 2012, quelle più frequenti sono le malattie ischemiche del cuore, responsabili da sole di 75.098 morti (poco più del 12% del totale dei decessi). Seguono le malattie cerebrovascolari (61.255 morti, pari a quasi il 10% del totale) e le altre malattie del cuore non di origine ischemica (48.384 morti, pari a circa l'8% del totale).

"Il calo è generalizzato per tutte le Regioni", ha spiegato Walter Ricciardi, direttore dell'osservatorio sulla Salute delle Regioni. "Normalmente - ha aggiunto - un anno ogni quattro anni è un segnale d'allarme, anche se dovremo aspettare l'anno prossimo per vedere se si tratta di un trend. Siamo il fanalino di coda nella prevenzione nel mondo, e questo ha un peso".