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domenica 30 aprile 2017

PRIMARIE PD, alle 17 1 milione mezzo al voto


Primarie del Pd. Alle 17 l'affluenza è risultata essere di 1.493.751 cittadini. Nel 2013 i partecipanti furono quasi 3 milioni. "Le primarie restituiscono potere ai cittadini", è l'appello di Matteo Renzi, mentre Andrea Orlando sottolinea che "si decide anche tra centrosinistra o un'alleanza con Berlusconi". Per Michele Emiliano "non è detto che Renzi vinca".

PRIMARIE PD, alle 12 avevano votato in 700mia


ROMA, 30 aprile - Il popolo dem al voto oggi per le primarie del partito nella sfida a tre fra l'ex premier Renzi, il guardasigilli Orlando e il governatore della Puglia Emiliano. Si vota in 10 mila gazebo e seggi in tutta Italia, dalle 8 alle 20, resta l'incognita affluenza: il partito spera in almeno un milione di partecipanti.
Alle 12 l'affluenza ai seggi è risultata essere di 701.373 cittadini. "Grazie per questa straordinaria partecipazione che siamo certi si rafforzerà nelle prossime ore. Grazie agli oltre 80mila volontari che rendono possibile questo importantissimo evento democratic"o. E' quanto si legge in una nota della Commissione nazionale per il Congresso PD.  Nel 2013 furono quasi tre milioni. "Le primarie restituiscono potere ai cittadini" è l'appello di Renzi, che rivendica la capacità del Pd di "discutere, partecipare, votare". "Non si decide solo chi guiderà il Pd, si decide anche tra centrosinistra o un'alleanza con Berlusconi', dice Orlando.

Il POPOLO DEM al voto delle primarie con l'incognita affluenza




ROMA, 30 aprile - Il popolo dem al voto oggi per le primarie del partito nella sfida a tre fra l'ex premier Renzi, il guardasigilli Orlando e il governatore della Puglia Emiliano. Si vota in 10 mila gazebo e seggi in tutta Italia, dalle 8 alle 20, resta l'incognita affluenza: il partito spera in almeno un milione di partecipanti. Nel 2013 furono quasi tre milioni. "Le primarie restituiscono potere ai cittadini" è l'appello di Renzi, che rivendica la capacità del Pd di "discutere, partecipare, votare". "Non si decide solo chi guiderà il Pd, si decide anche tra centrosinistra o un'alleanza con Berlusconi', dice Orlando. Per Emiliano "non è detto che Renzi vinca". E promette che, se anche l'ex premier dovesse vincere, gli renderà dura la strada. 
Si vota presentando documento d'identità e tessera elettorale. Chi non è iscritto al Pd deve anche versare un contributo minimo di 2 euro. Hanno l'obbligo di registrarsi on-line i ragazzi tra i 16 e i 18 anni, gli studenti e i lavoratori fuori sede e coloro che domenica non si troveranno nel loro Comune di residenza. Gli stranieri possono votare se con permesso di soggiorno o richiesta di rinnovo, esibendolo con la carta di identità. Possibile anche il voto on line, a patto di essersi registrati prima. Per votare si potrà barrare il nome della lista del candidato a segretario nazionale che si intende sostenere. Si vota fino alle 20.

giovedì 27 aprile 2017

PRIMARIE PD, atmosfera tesa al confronto su Sky dei tre candidati


ROMA, 27 aprile - "Vorrei una legge con il maggioritario, non il proporzionale". Lo dice Matteo Renzi, nel confronto in vista delle primarie Pd su Sky. "Parlare di legge elettorale e riforma costituzionale con me è evocare una ferita: ho perso il mio incarico perché volevo un sistema molto più semplice dell'attuale, con il ballottaggio, con meno politici e poltrone. Abbiamo perduto ma avevamo detto che ci sarebbe stato la palude", aggiunge.
"Dagli e dagli a disintermediare poi è difficile gestire questo passaggio. Non bisogna lasciare soli i lavoratori, no alla liquidazione. La politica faccia tutto il possibile, dietro ogni posto di lavoro c'è una famiglia e la dignità". Così Andrea Orlando al confronto su Sky tra i candidati alla leadesrgip del Pd.
 "Nessuno nei governi di recente in carica ha osservato quello che accadeva in Alitalia, sono stati presi in contropiede su questo ennesimo disastro. Adesso qualcuno pretenderebbe di far fallire la compagnia, bisogna evitarlo a ogni costo. Si sono trovati i soldi per non far fallire le banche, si troverà anche il modo di salvare Alitalia". Lo dice Michele Emiliano.
"Mi aspetto e spero nel 50 per cento più uno, perchè questo vuol dire vincere al primo turno. Quanto all'affluenza è una grande incognita, siamo gli unici a farle e tutto ciò che ha davanti un milione va bene". Così Matteo Renzi al confronto su Sky Tg24.
"Avrei voluto un altro congresso, preceduto da una discussione sul merito che rispondesse alle domande poste dal referendum. Non è stato possibile. Ora seguiamo le regole: più gente verrà e più sarà forte il Pd. Sull'affluenza sto all'asticella che fissò Renzi alle ultime primarie, due milioni di persone. Per me voglio il 50%". Lo dice Andrea Orlando, nel confronto in vista delle primarie Pd su Sky.
E' possibile un governo con Berlusconi dopo le prossime elezioni? "Il governo con Berlusconi l'hanno già fatto" dice Renzi."Io sono contrario alle larghe intese e ad un governo con il Cavaliere". Così Michele Emiliano.
 "A me dispiace molto: speravo il Jobs act desse risultati più forti e più seri. Sui licenziamenti disciplinari e collettivi bisogna tornare e poi bisogna riflettere se le stabilizzazioni fatte fin qui reggono". Lo dice Andrea Orlando.
Un no e due sì. Si conclude con una vittoria di misura la possibilità di introdurre una tassa patrimoniale nel futuro nella sfida tra i tre candidati alle primarie Pd. Solo Matteo Renzi ha decisamente bocciato l'idea: "una patrimoniale in questo momento non è una soluzione". "Favorevole", invece, Michele Emiliano spiegando che bisognerebbe metterci mano "se non riusciamo a fare scendere la spesa pubblica. Se riusciamo a selezionare i tagli, non in modo lineare, e decidere cosa tagliare, bene. Sennò bisogna chiedere a chi ha di più". Dello stesso avviso Andrea Orlando che vede il bacino in cui 'pescare' tra quell'1% di popolazione che detiene il 25% della ricchezza del Paese.
La pressione fiscale "va ridotta, ma dobbiamo vedere come perchè non ci sono risorse per tutti e bisogna partire da chi sta peggio"secondo Andrea Orlando che invita a controllare "i grandi capitali che sfuggono" ai controlli. "Per questo - ha aggiunto - serve un'unione fiscale a livello europeo e poi lavorare sulla spesa pubblica. Va rivista - ha spiegato -, non ridotta ma renderla più produttiva. E poi dovremmo rivolgerci a quell'1% della popolazione che detiene il 25% della ricchezza del paese. Se faranno questo sacrificio stapperanno qualche bottiglia di champagne in meno...".
"Bene ha fatto Zingaretti" a garantire l'aborto negli ospedali del Lazio: "chi fa quel lavoro deve garantire un servizio pubblico, frutto di battaglie del passato, per porre fine all'aborto clandestino". Lo dice Andrea Orlando, rispondendo a una domanda sul tema dell'aborto e dell'obiezione di coscienza. "Il diritto all'obiezione di coscienza va garantito e allo stesso tempo l'aborto previsto da una legge dello Stato. In più serve educazione sessuale nelle scuole e un investimento nella cultura e nella consapevolezza delle nuove generazioni. L'aborto, secondo la legge, deve essere evitato il più possibile", replica Matteo Renzi. "E' un dramma soprattutto per le donne e si fa fatica a comprendere questo tema soprattutto nelle aule parlamentari: si discute spesso di queste questioni solo per marketing politico e soffro moltissimo quando non si riesce a garantire una scelta drammatica", ribatte Michele Emiliano

Michele Emiliano e Andrea Orlando auspicano di "poter disporre da lucido su che cosa fare" della propria vita, Matteo Renzi, pur dicendosi cattolico, dice di far politica da laico: tutti e tre sono d'accordo sul testamento biologico approvato alla Camera. "Il Papa - racconta Orlando nel confronto su Sky - mi ha chiamato e mi ha chiesto di occuparmi dei detenuti, mi ha commosso".
Legittima difesa: Renzi, fare di più. Orlando, limitare armi - Botta e risposta tra Andrea Orlando e Matteo Renzi sulla legittima difesa, nel corso del confronto su Sky. "Si può discutere se la legge attuale funzioni o meno, la stragrande maggioranza dei casi sulla legittima difesa ha condotto all'archiviazione o all'assoluzione, forse andrebbe letta meglio la legge", afferma il ministro della Giustizia. E l'ex premier ribatte: "Sulla legittima difesa dobbiamo fare di più. Spiace dirlo ma è così, punto. La parola sicurezza è di sinistra. Un primo passo è stato fatto ma fare di più non è cedere a una cultura securitaria bensì rispondere a un'esigenza dei cittadini. Va fatta una legge molto più seria di adesso". Ribatte Orlando: "I Paesi dove ci sono più armi in giro non sono più sicuri, come dimostrano gli Stati Uniti. Un conto è consentire la difesa, un conto lanciare un messaggio sbagliato che il cittadino possa difendersi da solo. Vanno tolte le armi, non date in più agli altri"

Uscire dall'Euro? Non esiste, per i candidati alla segreteria Pd. "Sono assolutamente contrario", risponde Michele Emiliano nel confronto su Sky. "Vorrei che l'Ue fosse il cuore dell'uguaglianza e della sicurezza garantita da sistemi informativi e non solo da chiacchiere demagogiche alimentate da chi vuole la paura". "Sarebbe una follia e un tabù contemporaneamente perché l'Italia fuori dall'Euro è niente: la nostra prospettiva è l'Europa", concorda Andrea Orlando. Matteo Renzi risponde: "E' una follia parlare dell'Italia fuori dall'Euro"

domenica 9 aprile 2017

PD, la convenzione nazionale lancia la corsa alle primarie


ROMA, 9 aprile - La convenzione nazionale chiude la prima fase del congresso Pd e lancia la corsa alle primarie. Si tratta del terzo atto del congresso dopo la votazione nei circoli e le convenzioni provinciali: sarà una corsa a tre tra Renzi, Orlando ed Emiliano, che hanno superato il 5% dei voti.
"Da partito della stabilità rischiamo di diventare una fonte di instabilità del sistema", ha detto Andrea Orlando. "Da partito del riscatto non diventiamo partito della rivincita", ha aggiunto. "Il voto del 4 dicembre ci ha buttato in faccia i giovani, le periferie. Non è solo il 60 a 40 che deve allarmarci, ma la distribuzione geografica di quel No. A una famiglia in cui c'è un figlio che non riesce a trovare lavoro, se dici 'ce l'abbiamo già fatta' finisci per farla incazzare".
"Sono dispiaciuto di non essere lì perché questo partito ha bisogno di contatto umano. Tante persone avevano grande speranza in noi. Pensavano che avremmo costruito un grande laboratorio collettivo. Tutti noi abbiamo l'idea del Pd come il grande luogo della giustizia, dei movimento operai e contadini, siamo quelli della lotta alla mafia, dei diritti civili, siamo quel luogo nel quale la salute pubblica dovrebbe essere centrale e non un cestino da cui prendere soldi". Michele Emiliano è intervenuto alla convenzionezione con un video
"Grazie a chi è qui perché crede che ci sia, non petrolieri e banchieri, ma persone, donne e uomini che vogliono provarci fino in fondo. Che bella una comunità che ha un nome: democrazia. Sono orgoglioso di fare parte di una comunità che crede ancora nella democrazia". "Nei prossimi quattro anni non si passi il tempo a bombardare il quartier generale". Lo ha detto Matteo Renzi alla convenzione nazionale del Pd. 

venerdì 24 febbraio 2017

Telenovela Pd, le primarie il 30 aprile


ROMA, 24 febbraio - Le primarie del Pd per la nomina del nuovo segretario saranno il 30 aprile. E' quanto ha deciso la commissione-congresso, a quanto comunica l'agenzia Ansa. Dopo le primarie, il nuovo segretario sarà proclamato dall'assemblea nazionale che dovrebbe svolgersi il 7 maggio.
I renziani, che insieme alle altre correnti di maggioranza hanno numeri schiaccianti, avevano sostenuto che la data migliore era il 9 aprile per avere un leader pienamente legittimato in tempo per le amministrative di giugno, visto che il simbolo del partito deve essere concesso dal segretario entro la prima settimana di maggio. Poi si è giunti al compromesso.

lunedì 21 novembre 2016

FRANCIA, a Fillon le primarie del centrodestra, fuori Sarkozy

Francois Fillon
PARIGI, 21 novembre - "La speranza si è espressa con forza ovunque in Francia": Francois Fillon, 62 anni, sbanca a sorpresa il primo turno delle primarie aperte del centro e della destra, staccando di oltre dieci punti il secondo classificato, l'ormai ex campione dei sondaggi Alain Juppé e doppiando Nicolas Sarkozy, l'ex presidente di cui per cinque anni fu il fedele primo ministro. Per lui, che sognava di prendersi la rivincita su Francois Hollande dopo la sconfitta nelle presidenziali del 2012 sembra davvero finita.
 "Non sono riuscito a convincere una maggioranza di elettori. Rispetto questa scelta. Mi congratulo con Fillon e Juppé che sono qualificati per il secondo turno, due personalità di grande spessore che fanno onore alla Francia", ha detto commosso Sarkozy, prima di annunciare il suo endorsement a favore di colui che per lunghi anni fu il suo vice a Matignon."Fillon è colui che ha capito meglio di tutti le sfide che si presentano alla Francia. Voterò per lui al secondo turno". Il leone ferito dei neogollisti ha poi ringraziato i militanti, poi la moglie Carla Bruni e i figli. "E' tempo per me di cominciare una vita con più passioni private e meno passioni pubbliche". E ancora: "Francese sono e francese resto, tutto quello che riguarda la Francia mi toccherà sempre nel profondo del cuore. Nessuna amarezza, nessuna tristezza".

domenica 20 novembre 2016

FRANCIA, la destra alle primarie per le elezioni presidenziali del 2017


PARIGI, 20 novembre - Urne aperte questa mattina presto per conservatori e centristi francesi che competono nelle primarie a livello nazionale per scegliere il candidato per le elezioni presidenziali 2017. Il voto segue una campagna dominata dall'economia,  l'immigrazione e l'estremismo islamico. Sette candidati sono in competizione al primo turno. Un ballottaggio si terrà tra i primi due candidati della domenica successiva.
L'ex presidente Nicolas Sarkozy e la ex primi ministri Francois Fillon e Alain Juppé sono in lizza per la vittoria al primo turno, pur mantenendo un occhio vicino sulla candidata di estrema destra  Marine Le Pen, la cui critica delle politiche di immigrazione in Europa e l'estremismo islamico ha successo presso  molti elettori .

I candidati sono:
  • Nicolas Sarkozy , 61 anni, che nel 2012 non è riuscito a essere rieletto dopo un singolo termine di cinque anni. Da allora si è spostato a destra in materia di immigrazione e di sicurezza.
  • Alain Juppé , 71, che ha lottato come un moderato e una figura unificante a seguito di attacchi jihadisti. .
  • François Fillon , 62, un centrista che era premier di Sarkozy e ha promesso riforme profonde del mercato. 
  • Bruno Le Maire , 47, un outsider con una immagine tecnocratica che offre un "contratto con i francesi" di 1.000 pagine.
  • Nathalie Kosciusko-Morizet , 43, ex ministro dell'Ambiente, che si è battita per la cannabis da depenalizzato.
  • Jean-Francois Cope, 52, un capo ex partito visto come l'alfiere di un "diritto disinibito".
  • Jean-Frederic Poisson , 53, un conservatore che sottolinea i valori cristiani.
  •  L'ultimo sondaggio vede sorprendentemente in testa Francois Fillon, col 30% delle intenzioni di voto ma avanti soltanto di un punto rispetto a Sarkozy e Juppé, appaiati al 29%. Le primarie socialiste invece sono previste il 22 e 29 gennaio. Il presidente in carica Francois Hollande non ha ancora sciolto la riserva. L'appuntamento con le elezioni presidenziali francesi sarà il 23 aprile per il primo turno, il 7 maggio per il ballottaggio.

mercoledì 10 febbraio 2016

PRIMARIE NEW HAMPSHIRE, Sanders asfalta Hillary Clinton, Trump risale


CONCORD (New Hampshire), 10 febbraio -Storia di due vittorie annunciate. Le primarie del New Hampshire, come ampiamente anticipato dai sondaggi, vedono Donald Trump trionfare nettamente tra i candidati repubblicani alla Casa Bianca. Mentre in campo democratico Bernie Sanders surclassa Hillary Clinton con oltre 20 punti di vantaggio. Ma il 'Granite State', che spesso ha regalato risultati imprevedibili, non delude neanche stavolta, e regala una grande, doppia sorpresa: la resurrezione di Jeb Bush da una parte e il tonfo del suo ex pupillo Marco Rubio dall'altra.
L'ex governatore della Florida, autore finora di una campagna elettorale incolore che lo ha relegato in fondo a tutti i sondaggi, si rende protagonista di un clamoroso testa a testa per il terzo posto con l'ultarconservatore Ted Cruz. Un duello fino all'ultimo voto dietro all'altra rivelazione di queste primarie repubblicane: il governatore dell'Ohio John Kasich, che finisce secondo alle spalle del tycoon newyorchese. "La campagna non e' morta", esultano al quartier generale di Bush, dove nella notte del New Hampshire si respira un clima di rinascita. 
Sul fronte democratico la batosta presa da Hillary non e' da poco. I sondaggi non lasciavano sperare in una vittoria, ma l'obiettivo dell'ex first lady era quello di limitare i danni. L'operazione non e' riuscita, e ora si pensa alla rivincita in South Carolina a fine febbraio e nel 'Supertuesday' del primo marzo, giorno in cui si votera' in una decina di stati, molti dei quali considerati roccaforte dei Clinton. "Mi congratulo con il senatore Sanders - ha detto Hillary ammettendo gia' ai primi risultati la sconfitta - ma sono io che rappresento la vera svolta. "So che ho molto lavoro da fare, e lavorero' piu' di ogni altro, lottero' per ogni voto. E alla fine vinceremo insieme la nomination e queste elezioni", ha concluso davanti ai suoi fan

lunedì 7 dicembre 2015

MILANO, SALA incontra RENZI: mi candido sindaco, con le primarie


MILANO, 7 dicembre - Nel giorno di Sant'Ambrogio, Giuseppe Sala ha confermato la disponibilità a candidarsi sindaco di Milano, attraverso le primarie di centrosinistra. Nessun annuncio pubblico per ora, ma il commissario Expo ha finalmente incontrato il premier-segretario del Pd, Matteo Renzi, per un confronto su come affrontare un percorso meno scontato rispetto alle previsioni. E proprio nelle stesse ore anche Francesca Balzani, la vicesindaco di Giuliano Pisapia, esponente del Pd vista come un contrappeso di sinistra alla proposta di Sala, ha garantito che a breve deciderà se candidarsi a sua volta.
Renzi e Sala, insieme anche al ministro Maurizio Martina, si sono visti riservatamente in prefettura a Milano, prima che il capo del Governo partecipasse alla Prima della Scala. Secondo quanto è stato poi fatto sapere, la 'regola' di base sarà che le primarie dovranno essere un confronto sugli impegni per la città e non un'occasione da usare "strumentalmente per partite nazionali".
Dal primo gennaio Sala sarà libero dal suo incarico nella società che ha gestito l'Expo 2015 e, salvo colpi di scena, inizierà dunque la sua campagna per conquistare il ruolo di candidato sindaco, per il quale si sta spendendo un bel pezzo della Milano che conta.

mercoledì 2 dicembre 2015

Incontro RENZI-PISAPIA, a Milano "primarie vere e aperte"


ROMA, 2 dicembre - E' terminato dopo circa un'ora l'incontro tra Matteo Renzi e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia sulle candidature alle comunali di Milano. Al termine del colloquio il premier è rientrato a Palazzo Chigi mentre Pisapia è andato via in taxi senza rilasciare nessuna dichiarazione. 
"Primarie vere, aperte, coinvolgenti e partecipate che tengano conto della peculiarità e dell'autonomia di Milano e che portino all'individuazione della candidata o del candidato migliore per vincere". E' quanto si legge in una nota del Pd dopo l'incontro tra Matteo Renzi, i vicesegretari Dem, il sindaco Giuliano Pisapia e della vice Francesca Balzani.

martedì 16 giugno 2015

Il premier: "Devo tornare al RENZI 1, basta primarie"



ROMA, 16 giugno - "Queste elezioni dicono che col Renzi 2 non si vince, devo tornare il Renzi 1. E basta primarie nel Pd". In un colloquio con la Stampa, il premier fa il punto dopo i ballottaggi: "non ho scelto io i candidati: fosse per me la stagione delle primarie sarebbe finita". E promette cambio di ritmo: "riforme più vicine, dovrò aumentare i giri, non diminuirli".
"Questo è un Paese moderato, vince chi occupa il centro. Con personalità - aggiunge il segretario del Pd - perché se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona". Renzi prende come esempio il caso Liguria: "La Paita non ha perso perché il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei, ha perso perché nell'ultima settimana il 5% degli elettori di centro si è spostato verso Toti".  Nel promettere un cambiamento nel partito, Renzi aggiunge: "Anche perché tra un anno si vota nelle grandi città. Torino, Milano, Bologna, Napoli, forse Roma". Roma? gli chiede l' intervistatore, Massimo Gramellini. "Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo".