ROMA, 5 dicembre - Matteo Renzi è rientrato a Palazzo Chigi, dopo mezz'ora di colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel consiglio dei ministri tenutosi alle 18.30 avrebbe confermato, secondo quanto riferiscono più fonti, l'intenzione politica di dimettersi. Ma la formalizzazione delle dimissioni avverrà, spiegano le stesse fonti, solo dopo l'approvazione della manovra che nelle intenzioni del governo dovrebbe avvenire nei tempi più brevi possibili, forse già in settimana.
In apertura della seduta del Consiglio dei ministri, il premier ha informato i ministri della sua intenzione di salire al Quirinale ad annunciare le dimissioni, dopo il voto negativo che il referendum costituzionale ha fatto registrare ieri. Lo rende noto Palazzo Chigi. Quindi, ha ringraziato i titolari dei dicasteri per la collaborazione e lo spirito di squadra dimostrati in questi anni di Governo. Infine, ha lasciato Palazzo Chigi per recarsi dal Capo dello Stato.
L'ipotesi maggiormente accreditata fino a questo momento - a questo punto - è che Renzi possa restare fino all'approvazione della Legge di Bilancio da varare in Senato in tempi brevissimi, già entro venerdì. L'ipotesi, dunque, è quella di una fiducia 'tecnica'. Una possibilità che ha come conditio sine qua non il congelamento delle dimissioni di Matteo Renzi fino all'approvazione della legge. L'iter potrebbe anche essere ulteriormente accelerato nel caso in cui al Senato si trovi un accordo per anticipare il termine della scadenza degli emendamenti in commissione e non presentare alcuna proposta di modifica. Un simile scenario già è stato praticato nel 2011 con il governo Berlusconi.
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