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domenica 23 aprile 2017

LAS PALMAS, ferry si schianta contro il molo, feriti e inquinamento




LAS PALMAS (Canarie), 23 aprile - Un traghetto con a bordo 140 passeggeri si è schiantato contro il molo del porto di Las Palmas, nell'isola di Gran Canaria. L'incidente ha provocato il ferimento di cinque persone e una macchia di inquinamento di circa 3 chilometri dovuta alla rottura di una tubatura di idrocarburi. Le autorità hanno dichiarato l'emergenza per il rischio di contaminazione ambientale. Fermato l'impianto di desalinizzazione dell'acqua che alimenta Las Palmas e Telde. Le autorità hanno inoltre interrotto la somministrazione di acqua in un quartiere di Las Palmas. Il ferry, che collegava Gran Canaria e Tenerife nell'arcipelago delle Canarie, avrebbe accusato un guasto elettrico.
L'interruzione dell'impianto di desalinizzazione dell'acqua interessa un'area in cui vive circa mezzo milione di persone.

lunedì 6 marzo 2017

L'ambiente malato UCCIDE nel mondo ogni anno un milione e 700mila bambini


Un milione e 700mila bambini muoiono ogni anno nel mondo per cause legate all'ambiente, dall'inquinamento all'igiene inadeguata. Lo afferma l'Organizzazione mondiale della sanità in due rapporti appena pubblicati. Gran parte dei decessi per polmonite, dissenteria e malaria, le cause principali di morte sotto i 5 anni, secondo l'Oms sarebbero evitabili con interventi sull'ambiente, dall'accesso ad acqua pulita a quello a combustibili non tossici.
L'esposizione pericolosa agli agenti inquinanti, sottolineano gli esperti dell'Oms, può iniziare già durante la gravidanza, aumentando il rischio di nascita prematura. Durante l'infanzia inquinamento indoor e outdoor e fumo passivo aumentano inoltre il rischio di polmonite infantile, oltre che quello di tumori e malattie respiratorie per tutta la vita.

"Un ambiente inquinato è letale - afferma Margaret Chan, direttore generale dell'Oms - specialmente per i bambini. Gli organi e il sistema immunitario ancora in sviluppo e le vie aeree e i corpi più piccoli li rendono particolarmente vulnerabili all'acqua e all'aria inquinate".

Infezioni vie respiratorie prima causa di morte - Tra le cause di morte dei più piccoli, al primo posto, con 570mila vittime, ci sono le infezioni respiratorie causate dall'inquinamento indoor e outdoor e dal fumo passivo. La diarrea, prevenibile con migliori condizioni igieniche, fa 361mila vittime all'anno. Altre 200mila morti sono dovute alla malaria, che può essere prevenuta con interventi sull'ambiente tesi a ridurre le aree con condizioni favorevoli alla crescita delle zanzare.

Anche traumi e ferite attribuibili all'ambiente malsano o pericoloso, come avvelenamenti, cadute o affogamenti, costano secondo gli esperti 200mila vite l'anno.

Oms: "Rischi ambientali sono destinati ad aumentare" - Alcuni dei rischi ambientali sono destinati ad aumentare, sottolinea il rapporto. "Ad esempio pericoli emergenti come quelli derivanti dai rifiuti elettronici - si legge -, che espongono i bimbi a tossine che causano riduzione del quoziente intellettivo e danni ai polmoni. Anche il riscaldamento globale, con l'aumento della CO2 atmosferica, favorisce un aumento dei tassi di asma. Già oggi tra l'11% e il 14% dei bambini sotto i 5 anni nel mondo ha sintomi di questa malattia, che nel 44% dei casi sono causati da fattori ambientali".

mercoledì 15 febbraio 2017

INQUINAMENTO NO2, avvertimento Ue all'Italia e ad altri 4 Paesi


BRUXELLES, 15 febbraio - La Commissione Ue ha dato il via alla seconda fase della procedura d'infrazione contro l'Italia e altri Paesi - Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna - per l'inquinamento eccessivo da biossido d'azoto (NO2) riscontrato nell'aria di città come Roma, Milano, Torino, Berlino, Londra e Parigi. Ai Paesi finiti nel mirino di Bruxelles è stato quindi inviato un parere motivato nel quale si contesta la violazione della direttiva Ue del 2008 e si chiede di spiegare entro due mesi come intendono mettersi in regola.
La Commissione europea, si legge in una nota, ha inviato un ultimo avvertimento a Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito perché "non hanno affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell'aria per il biossido di azoto (NO2) che costituisce un grave rischio per la salute. La maggior parte delle emissioni provengono dal traffico stradale" e in particolare dai motori diesel. Se gli Stati membri non agiranno entro due mesi per mettere in campo "misure idonee" a risolvere il problema, si sottolinea nella nota, "la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'Ue".
Bruxelles sollecita quindi l'Italia e gli altri Paesi "ad agire per garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica" ricordando che più di 400 mila cittadini muoiono prematuramente nell'Ue ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria. Milioni di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie causate dall'inquinamento atmosferico. Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70 000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno. La legislazione dell'Ue sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui l'NO2; in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscono misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile. Il parere motivato odierno, per quanto riguarda l'Italia, si riferisce a persistenti violazioni dei valori limite per l'NO2 in 12 zone di qualità dell'aria, tra cui Roma, Milano e Torino e l'area padana.

lunedì 28 novembre 2016

Anche a OSLO è scattato l'allarme rosso inquinamento dell'aria


OSLO, 28 novembre - Sabato è stata la prima volta quest'anno che è scattato livello rosso d'aria urbana a Oslo. Stamattina hanno registrato il livello di allarme due posti nella capitale, e anche in Bærum, Fredrikstad, Lillehammer, Gjøvik e Hamar, Kristiansand e Stavanger. Inoltre, sono stati registrati alti livelli di SO2 a Sor-Varanger, dovuti alle emissioni di fonderie russi trasportate dal vento. A Oslo cinque stazioni di monitoraggio hanno complessivamente mostrtao alti livelli di inquinamento atmosferico: Hjortneskaia, Smestad, Sofienbergparken, Aker Ospedale e Alnabru. Nel frattempo, hanno registrato inquinamento dell'aria moderata altri sei siti a Bergen, Drammen, Lillesand, Sarpsborg, Grenland e Tromso. Red Level è definito come "alto inquinamento" con "significativo rischio per la salute". Ciò significa che le persone con probemi respiratori devono evitare le zone più inquinate .

sabato 23 aprile 2016

GENOVA, macchie di greggio per 28 CHILOMETRI in mare


GENOVA, 23 aprile - Alcune macchie di idrocarburi sono state evidenziate in mare dal satellite tra Genova, Savona e Imperia. Lo ha detto l'ammiraglio comandante della Capitaneria di porto Giovanni Pettorino al termine della riunione del tavolo tecnico in prefettura. A Loano (Savona), ha detto l'ammiraglio, la motovedetta ha individuato una striscia di 2 km larga 500 metri di materiale aggrumato". Le chiazze si stanno dirigendo verso Ponente ed è stato specificato che non sono da attribuire al cedimento della barriera avvenuto stamani sul Polcevera.
Secondo le rilevazioni del satellite, ci sono alcune macchie sparse in una lunghezza di 28 km tra Genova e Savona e "sono a macchia di leopardo, monitorate costantemente e verranno aggredite dai nuovi mezzi che la Capitaneria di porto farà intervenire", ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti
Intanto il turismo trema e s'interroga, perché il litorale ha subito un danno d'immagine, e per questo ponte ci sono già state disdette.

giovedì 21 aprile 2016

CINA, calato l'inquinamento (ma di poco)



PECHINO, 21 aprile - L'inquinamento atmosferico è diminuito in modo significativo a Pechino e Shanghai su anno nel primo trimestre, ha rivelato uno studio di Greenpeace, che sottolinea, tuttavia, il degrado nella Cina occidentale.
A Pechino, la concentrazione media delle particelle di 2,5 micron di diametro (PM 2,5) - molto pericoloso per i polmoni come molto bene - ha raggiunto 67,7 microgrammi / m3 nel periodo da gennaio a marzo,  giù del 27% rispetto allo stesso periodo nel 2015Il livello rimane quasi sette volte superiore rispetto agli standard dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che raccomanda un livello massimo di 10 microgrammi / m3 in media. Shanghai ha registrato un calo significativo (-12%) nel primo trimestre, con una media di 60 microgrammi / m3.
Lo smog nocivo che soffoca regolarmente città cinesi, causate da carbone (utilizzato per la produzione di energia elettrica e riscaldamento) e del traffico è diventata una questione di grande malcontento dell'opinione cineseLe politiche governative hanno migliorato la situazione  urbanze e sulle coste, dice Greenpeace, ma "ha avuto l'effetto indesiderato di incoraggiare industrie inquinanti a reindirizzare i propri investimenti" verso l'interno. Nel 2015, il 75% delle autorizzazioni di nuovi impianti a carbone sono stati emessi per i progetti in Cina centrale e orientale, secondo l'analisi della Ong, che ha utilizzato il Ministero cinese di protezione dei dati l'ambiente.
Le cinque città con i più alti livelli di polveri sottili nel primo trimestre sono tutti situati nella regione dello Xinjiang (nord-ovest). Kashgar, antica oasi sulla via della seta, visualizza l'inquinamento più forte, con una concentrazione media di PM2,5 276,1 microgrammi / m3. Kashgar (+ 99%) e Hotan (+ 49%), un'altra città nello Xinjiang, registano la forte crescita in un anno dei livelli di PM2,5 di particelle. Su un totale di 362 città cinesi esaminati da Greenpeace, 310 (86%) non hanno soddisfatto gli standard nazionali fissati a 35 microgrammi / m3.

mercoledì 9 dicembre 2015

Tanta nebbia, niente pioggia, INQUINAMENTO, misure d'emergenza a MILANO


MILANO, 9 dicembre - Molta nebbia, poca pioggia e niente neve: e la qualità dell'aria nelle pianure del Nord peggiora a livello d'allarme a causa del progressivo accumularsi di sostanze inquinanti. Così a Milano, Torino e Pordenone sono scattate le misure d'emergenza dopo il superamento, per dieci giorni consecutivi, della soglia massima di polveri sottili. Ma se al settentrione la situazione non è incoraggiante, a dover fare i conti con l'inquinamento è anche Roma.

A Milano partono i divieti - Nel capoluogo lombardo sono scattate oggi  le prime misure antismog della stagione: al bando i veicoli diesel euro 3 senza filtro (dalle 8.30 alle 18 se privati, dalle 7.30 alle 10 se commerciali), più basse le temperature dei caloriferi (da da 20 a 19 gradi, con durata di accensione degli impianti ridotta da 14 a 12 ore al giorno) e gratis bus e tram (per tre giorni, fino a venerdì) per gli adulti che li utilizzeranno per accompagnare i bambini a scuola. Altra misura straordinaria voluta dal Comune per incentivare la mobilità sostenibile in queste giornate è la gratuità (sempre da mercoledì a venerdì), degli abbonamenti giornalieri BikeMi.

De Corato: Milano come Pechino - "Milano come Pechino, una delle città più inquinate del mondo, con il rischio di provvedimenti drastici contro lo smog come ad esempio le targhe alterne". Così Riccardo De Corato, consigliere regionale e comunale di FdI, commenta i provvedimenti antismog. E sottolinea che "i coefficienti di polveri sottili non si abbassano da tempo, mercoledì sarà la giornata cruciale oltre la quale scatterà l'emergenza".

A Torino metro e bus gratis - Metropolitana, bus e tram gratis per tutti per due giorni, giovedì e venerdì prossimo, a Torino e in 20 comuni del circondario, per contrastare l'inquinamento: due terzi del Piemonte sono infatti in fascia rossa per il livello di polveri sottili. L'iniziativa "Lascia l'auto, viaggia gratis", riguarda la metro (150mila passeggeri) e 88 linee urbane e suburbane (600mila). "Si tratta - spiega il sindaco Piero Fassino - di un impegno concreto che fa leva anche sulla partecipazione e sulla responsabilità dei cittadini di Torino. La difesa della qualità dell'aria che respiriamo è un bene che tutti siamo chiamati a preservare e per i quali tutti possiamo contribuire. Con i provvedimenti dei prossimi giorni la Città farà la sua parte".

Limitazioni al traffico a Pordenone - Il protrarsi della situazione di superamento del valore limite di concentrazione delle polveri sottili nell'atmosfera, i sindaci dei Comuni di Pordenone, Cordenons e Porcia hanno applicato anche per mercoledì i provvedimenti di emergenza: limitazione alla circolazione dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 e targhe alterne nell'area centrale.

A Roma stop ai veicoli inquinanti - L'inquinamento ha costretto anche il Commissario straordinario di Roma Capitale a disporre, per mercoledì 9, il blocco della circolazione per i veicoli più inquinanti all'interno della "Fascia Verde". Il divieto di circolazione degli Euro 0 sarà quindi permanente a partire dal 15 dicembre, mentre Euro1 benzina e diesel ed Euro2 diesel si fermeranno dal 15 dicembre 2015 al 31 marzo 2016.


martedì 22 settembre 2015

ECONOMIA/ Scandalo Volkswagen, la Francia chiede un'inchiesta europea


PARIGI, 22 settembre - Serve un'inchiesta europea su tutti i costruttori, compresi quelli francesi" dopo lo scandalo Volkswagen "per rassicurare i cittadini". Lo ha detto il Ministro delle Finanze francese, Michel Sapin.
"E' prematuro dire se sia necessaria qualsiasi misura di sorveglianza specifica anche in Europa e se i veicoli Volkswagen venduti in Europa abbiano lo stesso difetto. Stiamo comunque prendendo in esame la questione molto sul serio. Siamo in contatto con l'azienda e l'Agenzia Usa per l'Ambiente (Epa)". Lo afferma Lucia Caudet, portavoce della Commissione europea per il Mercato Interno.
Lo scandalo giovedì approda al Bundestag. Il ministro degli esteri Steinmeier: fare velocemente chiarezza. "Spero che si faccia velocemente chiarezza sulla quantità dei dati che sono stati influenzati tecnicamente", ha detto. Per Steinmeier è importante che si sappia velocemente "chi è responsabile", questo è "nell'interesse della stessa Volkswagen". 
Il caso sta scuotendo l'economia del Paese, provocando molto allarme sulle possibili conseguenze per l'industria tedesca 

venerdì 14 agosto 2015

Esteri/ CINA, muoiono per inquinamento 4400 persone al giorno


PECHINO, 14 agosto - Ogni anno l'inquinamento in Cina fa 1,6 milioni di vittime, circa 4.400 al giorno. Lo afferma uno studio della Berkeley Earth pubblicato dalla rivista Plos One, che per la prima volta ha mappato le zone del Paese che producono più inquinanti scoprendo che buona parte dello smog che soffoca Pechino proviene in realtà da fabbriche molto lontane. I ricercatori hanno analizzato i dati di 1.500 centraline in Cina, Taiwan e altri paesi vicini, compresa la Corea del Sud, applicando i parametri individuati dall'Oms che legano le malattie ai livelli di inquinamento.
Dall'elaborazione emerge che circa il 40% degli abitanti del paese vive con livelli medi di inquinanti superiori ai limiti occidentali, e che circa il 17% di tutte le morti in Cina è attribuibile allo smog. A produrre la maggior parte degli inquinanti, soprattutto polveri sottili, sono le grandi fabbriche che bruciano carbone, afferma lo studio. "Gran parte dello smog di Pechino deriva dagli insediamenti industriali della provincia di Ebei, - circa 400 chilometri di distanza. Questo vuol dire che per pulire l'aria della capitale, come promesso per le Olimpiadi invernali del 2022, serviranno interventi anche nelle regioni industriali". 

Fatti della Vita/ GOLETTA VERDE ha scoperto un punto inquinato ogni 62 km di costa italiana


ROMA, 14 agosto - È allarme depurazione nei mari italiani: c'è un punto inquinato ogni 62 chilometri di costa. E non va meglio sul fronte della legalità, con 40 infrazioni accertate nel 2014 nei mari e nelle coste del Belpaese. A tracciare il quadro è Legambiente, che ha presentato il bilancio finale di Goletta Verde 2015. 
Meteo e caratteristiche morfologiche delle varie regioni non consentono una classifica nazionale, ma i dati confermano ancora una volta la buona performance della Sardegna, con qualche criticità riscontrata solo in corrispondenza di foci di fiumi o canali. Poco inquinamento anche nelle regioni dell’alto Adriatico (Veneto e Friuli Venezia Giulia). Problemi invece lungo le coste di Marche e Abruzzo, penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua, canali e fossi che sfociano in mare. Situazione difficile in Sicilia: su 26 punti monitorati ben 14 sono risultati inquinati o fortemente inquinati.
"Il problema più grande è costituito dagli scarichi non depurati – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente. Questi attraverso fiumi, fossi e piccoli canali si riversano direttamente in mare: sono il 42% degli scarichi fognari del nostro Paese". L’Italia è già stata condannata due volte dalla Commissione europea, nel 2012 e nel 2014 per questo deficit depurativo. Le Regioni maggiormente interessate sono la Campania, la Sicilia, e la Calabria. Le regioni costiere più virtuose sono il Veneto, la Toscana e il Friuli Venezia Giulia.
Il 50% dei punti inquinati sono presso spiagge (quasi sempre libere) con un'alta affluenza di bagnanti, dove di fatto la balneazione è abituale. Dei 120 punti inquinati e fortemente inquinati secondo il giudizio di Goletta Verde, ben il 49% risulta non campionato dalle autorità competenti, cioè non sottoposto a nessun tipo di controllo sanitario. Addirittura il 38% dei punti scovati dai tecnici di Legambiente, nel Portale delle Acque del Ministero della Salute risulterebbero balneabili, talvolta in classe eccellente.

martedì 6 maggio 2014

Cina, l'inquinamento dell'aria blocca la crescita demografica

PECHINO - Più che la politica del figlio unico è l'inquinamento dell'aria a bloccare la crescita demografica in Cina. Secondo il Global Times, nel Paese si registra un forte aumento di giovani coppie con problemi di infertilità. Secondo gli esperti, una delle cause potrebbe essere rintracciata nell'inquinamento atmosferico che accompagna il boom economico. Il 12,5% della popolazione in età fertile non riesce ad avere figli.
Un popolo senza figli - L'infertilità è diventata, in Cina, il terzo problema di salute più diffuso dopo il cancro e le malattie cardiovascolari. Mentre alcune coppie (grazie all'allentamento della politica del figlio unico) pensano ad un secondo figlio, sono ancora in tanti quelli che non riescono ad avere neanche il primo. Le statistiche, riportate dalla stampa locale, parlano di circa 50 milioni di persone infertili e, conseguentemente di un vero e proprio boom delle richieste di inseminazione artificiale. Una ricerca dell'associazione per la popolazione cinese nel 2012 aveva evidenziato come il 12,5% della popolazione in età fertile non riesca ad avere figli.
Numeri da brivido - Venti anni prima la percentuale era solo del 3%. Le cause dell'infertilità, secondo i medici, vanno dall'inquinamento allo stress, allo stile di vita. Inoltre, mentre in passato i problemi di sterilità riguardavano in maggioranza le persone sopra i 35 anni, negli ultimi anni si registrano molti casi di coppie sterili anche di venti-venticinque anni, che rappresentano circa il 50% circa del totale.

mercoledì 9 aprile 2014

Dieci meraviglie che i nostri nipoti potrebbero non vedere

Il mondo è pieno di attrazioni sbalorditive, ma rapido cambiamento climatico sta minacciando alcune delle meraviglie naturali più spettacolari. La rivista Time elenca solo alcuni dei luoghi più maestosi al mondo che potrebbe scomparire in appena un paio di decenni: ci sono anche Venezia e le Alpi...
  • Great Barrier Reef, Australia

    Great Barrier Reef
    La più grande barriera corallina del mondo, che copre più di 133.000 miglia quadrate (344.400 kmq), è  una grande attrazione. Eppure crescenti sfide ambientali stanno erodendo la struttura ormai da anni. Dall'aumento delle temperature oceaniche ad un afflusso di inquinamento, questa meraviglia naturale potrebbe essere distrutto entro i prossimi 100 anni.
  • Venezia, Italia

    Venezia, Italia
    La città si trova secondo Time, ad affrontare la rovina.La città dei canali sta affondando e un piccolo aumento nel numero delle sempre più gravi inondazioni ogni anno, fa pensare a una Venezia inabitabile entro la fine di questo secolo.
  • Il Mar Morto

    Il Mar Morto
    L'antico e salato  Mar Morto è un sito di storia e di cure. Eppure, negli ultimi 40 anni, il lago si è ridotto di un terzo e si è abbassato di 24 metri. Gli esperti ritengono che potrebbe scomparire in appena 50 anni, a causa della captazione da partedi paesi limitrofi dell'acqua dal fiume Giordano (unica fonte del Mar Marto).
  • Glacier National Park, Montana

    Avalanche Lake, Glacier National Park, Montana

    Una volta"casa" di più di 150 ghiacciai, questo parco nazionale maestoso del Montana ne ha ora meno di 25. Il rapido cambiamento climatico potrà far sì che il numero si riducaa zero entro il 2030, ciò che non solo lascerà il parco senza un ghiacciaio, ma anche comprometterà gravemente il suo ecosistema. Come è ovvio.

  • Maldive

    Una veduta aerea dell'isola di Feydhoo Finolhu a Male Atoll, Maldive.
    Il paese più basso che si trova sulla Terra - con un'altitudine media di circa cinque metri sul livello del mare -  potrebbe essere completamente inghiottito dall'acqua entro i prossimi 100 anni, se il livello del mare continua ad aumentare. Il rischio è diventato così grande che il governo maldiviano ha acquistato terreni in altri paesi per i cittadini che dovranno affrontare l'inevitabile evacuazione
  • Seychelles

    North Island, Seychelles

    Le Seychelles sono uno strepitoso insieme di circa 115 isole nell'Oceano Indiano e sede di numerosi resort di lusso (per non parlare di una popolazione di quasi 90.000 cittadini). Eppure le isole sono in pericolo a causa dell'erosione della spiaggia, dopo aver già visto una devastante moria di coralli. Alcuni esperti ritengono che  entro 50-100 anni, l'intero arcipelago potrebbe essere sommerso.
  • Le Alpi

    Le Alpi

    Una delle più famose regioni sciistiche al mondo, le Alpi siedono ad una quota inferiore a quella delle Montagne Rocciose e sono più sensibili ai cambiamenti climatici.Circa il 3% dei ghiacciai alpini si perde ogni anno e gli esperti ritengono che i ghiacciai potrebbero scomparire del tutto entro il 2050.
  • Isole della Maddalena, Quebec, Canada

    Iles de la Madeleine, Quebec, Canada
    Ron Erwin-Getty Images
    Con spiagge sabbiose e scogliere di arenaria, le isole della Maddalena sono un posto incantevole per la vacanza nel Golfo di San Lorenzo. Eppure l'arcipelago è regolarmente bersagliato da forti venti che erodono la costa dell'isola fino a un metro all'anno.Ancora più inquietante: che il ghiaccio protettivo si sta rapidamente sciogliendo. Se gli esperti hanno ragione e il ghiaccio si scioglierà completamente entro i prossimi 75 anni, le coste dell'isola saranno vulnerabili alle tempeste distruttive della zona.
  • Alaska

    Poco Coal Creek Trail, Denali State Park, Alaska, Stati Uniti d'America.

    La tundra dell'Alaska è una delle caratteristiche più distintive dello stato più settentrionale degli Stati Uniti. Eppure il cambiamento climatico ha portato allo scioglimento del permafrost della regione, che non solo danneggia le infrastrutture, ma anche altera drasticamente l'ecosistema attuale.
  • Ghiacciaio Athabasca, Alberta, Canada

    Athabasca Glacier sulle Icefields Columbia nel Parco Nazionale di Jasper, Alberta, Canada
    Tim Graham-Getty Images
    Il ghiacciaio più visitato in America del Nord, l'Athabasca di Alberta è una parte del Columbia Icefield che attraversa 2.3 miglia quadrate (6 kmq). Il ghiacciaio si sta sciogliendo dagli ultimi 125 anni, con il suo bordo meridionale ritirato di quasi un miglio in quel lasso di tempo. Gli esperti ritengono che il ghiacciaio stia restringendosi a ritmo ancora più veloce ancora e stia attualmente perdendo ovunque tra 6,6-9,8 metri all'anno.

martedì 25 marzo 2014

Allarme Oms: l'inquinamento dell'aria ha ucciso nel 2012 7 milioni di persone

GINEVRA - L'inquinamento dell'aria ha provocato la morte di sette milioni di persone nel mondo nel 2012, un dato pari a un decesso su otto a livello mondiale e pari a più del doppio delle precedenti stime. Lo rivela uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità pubblicato oggi a Ginevra (Oms). ''Non sono dati positivi. L'inquinamento dell'aria, all'interno e all'estero, è oggi il maggior rischio ambientale per la salute'', ha detto l'esperta dell'Oms Maria Neira, direttrice del dipartimento Salute pubblica, determinanti sociali e ambientali della salute.
Rispetto all'ultima stima del 2008 l'aumento è soprattutto dovuto a una nuova metodologia e alle nuove conoscenze del legame con alcune malattie, come le cardiopatie e gli ictus, e non a ''un'esposizione piu' alta'' all'inquinamento, ha spiegato alla stampa l'esperta Annette Pruss-Ustum. I nuovi dati mostrano infatti un legame particolarmente forte tra l'inquinamento dell'aria, negli ambienti chiusi e all'esterno, e le malattie cardiovascolari, gli ictus e le cardiopatie ischemiche da un lato, e tra l'inquinamento dell'aria e il cancro dall'altro.
Questi elementi si sommano al ruolo dell'inquinamento nello sviluppo delle patologie respiratorie. Le nuove stime indicano che l'inquinamento dell'aria interna nelle abitazioni con cucine a carbone, legno o a biomasse ha causato nel 2012 4,3 milioni di morti. L'inquinamento dell'aria all'esterno, dovuto a fonti urbane e rurali, è invece all'origine di 3,7 milioni di decessi. Poiché molte persone sono esposte sia all'inquinamento dell'aria interna che esterna, il totale non corrisponde alla somma ma è pari a circa 7 milioni. A livello regionale, le regioni a basso e medio reddito delle del Sud- Est asiatico e del Pacifico occidentale sono le piu' colpite con un totale nel 2012 di 3,3 milioni di decessi prematuri legati all'inquinamento dell'aria negli ambienti interni e 2,6 milioni di decessi prematuri per l'inquinamento all'esterno. La pubblicazione di questi nuovi dati - ha sottolineato Maria Neira - è un primo passo sulla strada della prevenzione delle malattie connesse all'inquinamento dell'aria. Nel corso dell'anno, l'Oms prevede infatti di pubblicare linee direttrici sulla qualità dell'aria e un aggiornamento delle misure della qualità dell'aria per 1.600 città in tutte le regioni del mondo. Una lotta efficace contro l'inquinamento dell'aria permetterebbe di salvare ''milioni di vite'', sottolinea l'Oms. 

lunedì 17 marzo 2014

Polveri sottili, oggi Parigi va a a targhe alterne




PARIGI - La Francia ha limitato oggi con le targhe alterne l'uso del veicolo nella capitale, di fronte a un picco di inquinamento a livelli pericolosi per la salute. E’ la seconda volta che questa misura drastica è stata introdotta in quasi due decenni, la precedente era stata nel 1997.
Il sistema di "traffico alternato", in cui l'uso del veicolo è limitato a giorni alterni a seconda del numero di targa, è entrato in vigore a Parigi e nei suoi 22 sobborghi circostanti alle 05:30. Circa 700 agenti di polizia sono stati schierati in 60 posti di blocco intorno alla capitale francese per garantire che solo le auto con targhe che terminano con numeri dispari possano circolare.
Oggi si deciderà se prorogare la misura anche martedì "a seconda di come si evolve la situazione", ha scritto  in un comunicato l'ufficio il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault, con le targhe  dispari potenzialmente vietate se l'estensione sarà ritenuta necessaria.
Le auto elettriche e ibride sono esentate dal divieto, così come ogni veicolo che trasporta tre o più persone.
Parigi e gran parte del nord della Francia sono stati colpiti da livelli elevati di inquinamento per diversi giorni dopo un periodo di notti fresche e asciutte con calde temperature diurne, condizioni climatiche che non consentono alle particelle inquinanti di disperdersi.
La settimana scorsa l’Agenzia europea dell'ambiente (AEA) ha mostrato che vi erano 147 microgrammi di particolato (PM) per metro cubo d'aria a Parigi - rispetto ai 114 a Bruxelles, 104 ad Amsterdam, 81 a Berlino e 79,7 a Londra.
Venerdì i livelli di inquinamento nella regione Ile-de-France, che comprende Parigi, hanno raggiunto picchi di 180 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d'aria, ben oltre il livello massimo di allarme di 80 microgrammi.