Visualizzazione post con etichetta hacker. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta hacker. Mostra tutti i post

mercoledì 28 giugno 2017

ATTACCO HACKER, l'Ucraina acusa la Russia


KIEV, 28 giugno - Il nuovo attacco hacker, simile al 'ramsonware' WannaCry, ha colpito il mondo e in particolar modo l'Ucraina. Qui il contagio è stato "massiccio" e il premier Volodomyr Groysman non ha esitato a definirlo "senza precedenti". Nel mirino, infatti, sono finite grandi banche, compagnie elettriche, società di trasporti - a Kiev in metrò non si poteva pagare con la carta di credito - e aeroporti; persino la centrale nucleare di Cernobyl ha subito guasti, benché non ai "sistemi critici interni".
E l'Ucraina ha subito puntato il dito contro la Russia. "Non c'è alcun dubbio che dietro a questi 'giochetti' ci sia Mosca", ha tuonato il consigliere del ministro dell'Interno ucraino Zoryan Shkiriak, sottolineando come il cyber-attacco non sia altro che l'ennesima manifestazione della "guerra ibrida" del Cremlino.

L'accusa, grave, è stata puntellata dalle parole del segretario del Consiglio di Sicurezza e della Difesa Oleksandr Turchynov: "Già dopo un'analisi preliminare del virus - ha dichiarato - si può parlare di una traccia russa". 
Pure la Russia, però, è stata colpita. Rosneft, la prima azienda petrolifera del Paese, ha visto il suo sito andare in tilt ed è dovuta passare ai sistemi informatici di riserva (non senza imbarazzo da parte della compagnia stessa). Altre società come Bashneft - ora parte di Rosneft dopo l'acquisizione dello scorso anno - Mars e Nivea sono state coinvolte. I danni però sembrano essere stati contenuti, specie al sistema bancario.
In Ucraina gli hacker invece hanno picchiato duro, infettando ad esempio i computer del Consiglio dei ministri. Il virus - che stando ai servizi di Kiev, l'Sbu, era "già noto" (il 'Petya') ma "modificato" - ha causato molti disservizi per quanto, come ha sottolineato Groysman, non è riuscito a penetrare le "infrastrutture vitali" del Paese. Anche se a Chernobyl i sistemi di monitoraggio delle radiazioni sono "saltati parzialmente" e si è dovuto passare in modalità manuale.

martedì 27 giugno 2017

Attacco HACKER in tutto il mondo, anche la centrale di Chernobyl

Dopo Russia e Ucraina un attacco hacker sta colpendo società in tutto il mondo. Lo scrive la Bbc online: si tratta di un attacco "ransomware", sferrato con un virus che rende inaccessibili i dati dei pc, tenendoli in ostaggio, con lo scopo di estorcere denaro alle vittime.Il virus "si sta diffondendo in tutto il mondo, molti Paesi sono stati colpiti", ha scritto su Twitter Costin Raiu, ricercatore del laboratorio di ricerca russo Kaspersky. Al momento non è stato accertato un collegamento ufficiale tra i diversi attacchi, apparentemente avvenuti in contemporanea, ma da quanto si apprende dalle informazioni fornite da diverse società si tratterebbe di un virus che fa apparire sullo schermo dei computer una richiesta di riscatto di 300 dollari. Diversi esperti di sicurezza informatica hanno identificato il virus come "Petrwrap", una versione modificata del "ransonware" Petya che aveva colpito l'anno scorso.

Disordini in Russia e Ucraina - A causa dell'attacco i passeggeri della metropolitana di Kiev non hanno potuto pagare il biglietto con carta bancaria, i tabelloni informativi dell'aeroporto di Kiev non hanno funzionato e diverse banche ucraine hanno dovuto sospendere alcuni servizi. In Russia, la compagnia petrolifera Rosneft ha denunciato di essere stato vittima di "un potente attacco hacker", ma ha assicurato che la produzione non è stata interrotta grazie a un server di backup. Anche il colosso della siderurgia, Evraz, è stato attaccato, stando a quanto riferito da un portavoce. Secondo la società specializzata in sicurezza informatica Group-IB, "circa 80 aziende sono state prese di mira" in Russia e Ucraina. Tra queste, oltre a Rosneft e le grandi banche ucraine, anche Mars, Nivea, Auchan e strutture di governo di Kiev.

Colpita la centrale di Chernobyl - Anche la centrale nucleare di Chernobyl è stata colpita. Lo riporta il sito ucraino Kromadske. Secondo l'Agenzia nazionale per la gestione della zona contaminata, i sistemi interni tecnici della centrale "funzionano regolarmente" e invece sono "parzialmente fuori uso" quelli che monitorano "i livelli di radiazione". Il sito della centrale elettrica e' inoltre inaccessibile. 

Colpita Merck, prima azienda Usa a dichiararlo - Il gruppo farmaceutico Merck e' la prima azienda americana ad avere confermato di essere stata colpita dal cyber-attacco. "Confermiamo che la nostra rete di computer è stata compromessa oggi a causa dell'attacco hacker globale", ha detto l'azienda su Twitter. "Stiamo indagando e forniremo informazioni addizionali non appena le avremo", ha concluso.

Colpita l'azienda francese Saint Gobain - L'impresa francese Saint Gobain, colosso nel settore della costruzione di materiali edili, ha fatto sapere di essere stato attaccato dal virus. Il portavoce dell'azienda ha dichiarato che "sono stati isolati i sistemi informatici infetti".

Colpita anche la Norvegia - L'attacco hacker ha colpito anche in Norvegia e sta interrompendo i servizi di una non identificata "compagnia internazionale". Lo ha dichiarato l'autorità per la sicurezza nazionale del Paese, che non ha voluto precisare di quale gruppo si tratti. "Abbiamo risorse extra per seguire da vicino la situazione". "Riteniamo che sia simile all'attacco a Maersk", ha aggiunto la portavoce.

 

martedì 16 maggio 2017

C'è la COREA DEL NORD dietro WANNACRY


"Il ransomware WannaCry è come un missile Tomahawk". Il paragone bellico tra il virusi informatico che venerdì ha messo fuori gioco decine di migliaia di aziende e istituzioni in tutto il mondo e il missile americano fatto dalla Microsoft non è poi così lontano dalla realtà. Almeno stando ai superseperti di suicurezza informatico la società di antivirus russa Kaspersky e di quella americana Symantec. Come scrive il New York Times,infatti, sono stati  scoperto un legame potenziale tra la Corea del Nord e il formidabile attacco hacker, risalendo ai pirati che, nel 2011, attaccarono gli studios di Sony Pictures, 'rei' di aver prodotto un film che era una beffarda presa in giro del leader nordcoreano, Kim Jong-un. Alla fine la multinazionale fu costretta a ritirare il fllm.
E' il primo indizio, anche se nient'affatto definitivo, sull'origine del misterioso virus ransomware: come riporta Finacial Express, un ricercatore di Google, Neel Nehta, ha reso pubblici i codici informatici mostrando alcune similarità tra il virus Wannacry, che ha bloccato 300mila computer in 150 Paesi, e un'altra serie di attacchi informatici attribuiti alla Corea del Nord.
"Sono necessarie ulteriori ricerche sulle vecchie versioni di Wannacry", ha osservato la società di sicurezza Kaspersky, "ma una cosa è certa: al momento la scoperta di Mehta è la più significativa traccia sulle origini di Wannacry". Come si legge su Rainews.it, secondo Kaspersky, le similarità nel codice fanno pensare al gruppo di hacker, di nome Lazzaro, all'origine dell'attacco informatico contro i Sony Pictures Studios, che aveva prodotto 'The interview', il film-parodia sul giovane leader. Gli stessi pirati - il cui gruppo è attivo dal 2011 - hanno preso di mira anche la banca centrale del Bangladesh e altre istituzioni finanziarie. I ricercatori di Kaspersky mettono in guardia da 'ricadute' anche se al momento l'attacco informatico sembra contenuto.

sabato 13 maggio 2017

ENORME attacco di hacker in organizzazioni e aziende di 99 PAESI. Chiesto un riscatto


Un massiccio attacco informatico sembra aver colpito numerose organizzazioni e aziende in 99 Paesi dell'Europa. Sugli schermi dei computer presi di mira appare un messaggio che chiede un riscatto in bitcoin: informazioni in tal senso in arrivo da Spagna, Italia, Portogallo, Russia e Ucraina. Anche in Gran Bretagna, riferisce la stessa fonte, si è diffuso un allarma in tal senso, dopo che sono stati infiltrati i sistemi informatici di diversi ospedali. 
Il portavoce di Europol ha reso noto che la Gran Bretagna e la Spagna hanno chiesto aiuto sui cyberattacchi che oggi hanno preso di mira alcuni ospedali britannici e la rete telefonica in Spagna. Jan Op Gen Oorth non ha aggiunto altri dettagli in merito. In un tweet il direttore di Europol, Rob Wainwright, ha scritto che il cyberattacco contro il sistema sanitario britannico "segue la tendenza di attacchi 'ramsonware' ai centri sanitari avvenuti negli Usa".
Il Servizio sanitario nazionale del Regno Unito (NHS) è stato colpito e ospedali e ambulatori medici sono stati costretti ad allontanarsi pazienti e annullare gli appuntamenti. 

    Alcuni rapporti hanno detto che la Russia aveva registrato più infezioni rispetto a qualsiasi altro singolo paese. Il Ministero degli Interni della Russia ha detto di aver "localizzato il virus" a seguito di un "attacco su personal computer che utilizzano il sistema operativo Windows". La portavoce del ministero dell'Interno russo, Irina Volk, citata dalle agenzie di stampa russe, ha precisato che i cyberattachi hanno colpito circa mille computer, ma che i server del ministero sono rimasti indenni. Volk ha aggiunto che gli esperti del ministero stanno lavorando per riprendere in mano la situazione e aggiornare le procedura di sicurezza. 
    Secondo il Nyt, il cyberattacco potrebbe essere stato condotto con uno degli strumenti di hackeraggio rubati lo scorso anno alla National security agency (Nsa) dal sedicente gruppo Shadow Brokers.
    Per la premier britannica Theresa May l'attacco informatico che ha colpito numerosi ospedali  fa parte di un ampio attacco internazionale.
    Un ricercatore di cyber-security ha affermato su Twitter di aver rilevato 36 mila casi di un ransomwere chiamato "WannaCry" e simili. L'attacco, ha affermato, "è enorme".

    Come funziona Wanna Cryptor


    Il ransomware Wanna Cryptor, conosciuto anche con il nome di Wanna Cry (voglio piangere), è stato segnalato per la prima volta a febbraio: entra in azione quando l'utente (principalmente di sistemi Windows, ma non solo) apre un file (generalmente un allegato mail) che contiene il virus. A quel punto tutti i file presenti sul computer vengono criptati (con i metodi di cifratura AES e RSA), e a tutti viene aggiunta l'estensione .wcry. Inoltre il virus elimina le copie di sicurezza del sistema operativo presenti nelle partizioni nascoste, così da impedire il ripristino. A questo punto il computer mostra solo e unicamente il messaggio con la richiesta di riscatto.

    Essendo un ransomware recentissimo, ancora non esiste un tool specifico per la rimozione e la decrittazione dei file: online si trovano diverse guide per la rimozione del virus e il recupero delle funzionalità del computer, ma se non si ha una copia di backup dei file criptati non è possibile recuperarli.

    sabato 6 maggio 2017

    FRANCIA, hacker all'attacco di MACRON. "Tentativo di destabilizzare le elezioni"


    PARIGI, 6 maggio - Lo staff della campagna elettorale di Emmanuel Macron ha denunciato un "massiccio attacco di hacker" dopo una fuga di documenti. Nella tarda serata di venerdì sarebbero state postate online una gran quantità di mail collegate alla campagna del candidato all'Eliseo.
    Stando a quanto emerso si tratterebbe di nove gigabyte di dati, pubblicati, da un utente che si fa chiamare EMLEAKS, su una piattaforma usata per condividere documenti in maniera anonima, "Pastebin".

    Pubblicate mail e documenti falsificati - A finire sotto attacco sarebbero state varie caselle di posta elettronica di alcuni responsabili della campagna elettorale di Macron. Le mail originali sarebbero poi state pubblicate assieme a materiale falsificato. Gli autori di questa operazione "chiaramente volevano minare la campagna a poche ore dal secondo turno", fa sapere lo staff di Macron.

    "Tentativo di destabilizzare le elezioni" - L'attacco viende descritto dall'entourage del candidato di En Marche! come "un'operazione che in modo manifesto tenta una destabilizzazione della democrazia come si è già visto negli Stati Uniti durante la campagna elettorale". "Non si tratta in effetti di una semplice operazione di pirateria informatica - prosegue il comunicato - ma di un tentativo di destabilizzare le elezioni presidenziali francesi".

    venerdì 10 febbraio 2017

    HACKER russi dietro l'attacco (a vuoto) alla FARNESINA


    LONDRA, 10 febbraio - Le autorità italiane sospettano che vi sia la Russia dietro un attacco informatico la primavera scorsa contro la Farnesina che ha compromesso le comunicazioni via mail ed è durato oltre quattro mesi prima di essere individuato. Lo scrive il Guardian citando persone a conoscenza dei fatti. L'attacco non ha infiltrato il sistema criptato per le comunicazioni riservate, riferisce un funzionario del governo italiano. La vicenda era già a conoscenza delle autorità italiane ed è quanto il governo italiano aveva fatto sapere allo stesso quotidiano britannico, come riferiscono fonti vicine al ministero degli Esteri. Dopo il primo attacco, affermano le fonti, c'è stato subito un primo intervento "di rafforzamento".
    Secondo il Guardian, il primo ministro Paolo Gentiloni, all'epoca dei fatti ministro degli Esteri, non fu colpito dall'attacco informatico alla Farnesina perché evitava di usare le mail. L'attacco informatico ha colpito gli "uffici sul campo", comprese le ambasciate e i rapporti su incontri con funzionari stranieri. Tuttavia la fonte citata dal Guardian sottolinea che non sono state compromesse informazioni sensibili perchè in questo caso sarebbero state criptate.
    "Non ci sono stati attacchi al livello dei messaggi criptati - ha affermato il funzionario del governo -. Così le informazioni, le informazioni delicate e sensibili, che normalmente sono condivise su questa rete, il cui accesso è ristretto da un codice, non sono mai state attaccate o parte di questo attacco". La fonte non conferma la responsabilità di Mosca, ma altre due persone a conoscenza dell'attacco riferiscono che si sospetta della Russia. Sulla vicenda sta indagando la procura di Roma, afferma il giornale. Una volta scoperto l'attacco, il ministero degli Esteri ha modificato la sua 'architettura' online e introdotto nuovi strumenti per rafforzare la sicurezza interna, scrive ancora il giornale citando il funzionario governativo. La fonte non ha detto come è stato scoperto l'attacco.
    Le persone che ne hanno parlato con il Guardian, con la garanzia dell'anonimato, ritengono che l'attacco servisse ad aver accesso al processo decisionale in seno al governo italiano. Le notizie dell'attacco informatico, contro un paese considerato meno ostile alla Russia di altri membri dell'Ue, potrebbero "alimentare le preoccupazioni che la Russia possa cercare di influenzare le prossime elezioni italiane", nota il quotidiano britannico.
    Il Guardian ha intervistato alla fine dell'anno scorso un diplomatico straniero a Roma che si chiedeva se l'attuale governo "si è preparato per possibili interferenze della Russia". Il giornale ricorda che il Movimento 5 Stelle ha adottato posizioni filorusse su diversi temi: dalla Siria all'Ucraina, sino ad appelli perchè l'Italia riveda le sanzioni verso Mosca e il suo impegno nella Nato.

    giovedì 27 agosto 2015

    ESTERI/ RAQQA, drone uccide l'inglese capo hacker dell'ISIS


    RAQQA (Siria), 27 agosto - Un attacco aereo degli Stati Uniti avrebbe ucciso Junaid Hussain, il capo hacker dell'Isis e principale cittadino britannico a essersi unito allo Stato islamico dopo il boia Jihadi John. L'attacco sarebbe avvenuto in Siria, a opera di un drone nell'ambito di un'operazione militare. Hussain, 21 anni, originario di Birmingham era entrato nell'Isis adottando il nome di battaglia Abu Hussain al-Britani.L'hacker britannico è ritenuto l'ispiratore di un attacco contro un'esposizione di vignette su Maometto nel maggio scorso a Garland, in Texas. Hussain è stato ucciso da un drone a Raqqa, 'capitale' del Califfato nel Nord della Siria.

    mercoledì 20 maggio 2015

    HACKER contro Expo e Ministero Difesa, due arresti


    TORINO, 20 maggio - La Polizia di Stato sta eseguendo a Torino, Sondrio, Livorno e Pisa perquisizioni e arresti nei confronti di un'organizzazione di hacker responsabile di attacchi contro sistemi informatici di infrastrutture nazionali e siti istituzionali: l'ultimo bersaglio i sistemi informatici di Expo 2015. E c' era anche il Ministero della Difesa tra gli obiettivi degli hacker. All'opera gli agenti della Polizia postale e delle comunicazioni del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), nell'ambito dell'operazione denominata 'Unmask' coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Due persone sono state poste agli arresti domiciliari e una denunciata per associazione per delinquere.

    lunedì 18 maggio 2015

    HACKER confessa all'FBI: sono arrivato ai comandi di un aereo in volo



    WASHINGTON, 18 maggio - Un hacker americano sostiene di essere riuscito ad arrivare ai comandi di un aereo in pieno volo: lo ha confessato all'Fbi lui stesso, Chris Roberts, un esperto in cybersecurity, che dice di voler lottare per "una buona causa", la sicurezza dei computer nelle cabine di pilotaggio. L'uomo e' stato arrestato.
      Roberts e' stato interrogato dall'inizio dell'anno tre volte, le prime due su sua espressa richiesta, la terza perché costretto. Nelle prime due occasioni, a febbraio e marzo, Roberts voleva allertare l'amministrazione americana di esser riuscito a entrare nei sistemi di intrattenimento della Boeing; e racconto' di averlo fatto tra le 15 e le 20 volte, tra il 2011 e il 2014. Secondo la Cnn, Roberts voleva mettere in luce la vulnerabilità di tre tipi di Boeing e di un modello Airbus.
    La terza volta e' stato interrogato dopo esser stato arrestato all'aeroporto di Siracusa, in Usa, il 15 aprile scorso. In quell'occasione fu la United Airlines ad allertare l'Fbi perché Roberts aveva postato dei 'tweet' in cui diceva che poteva entrare nel sistema dell'aereo su cui volava e far cadere le maschere di ossigeno nella cabina passeggeri. Roberts era in viaggio su un volo United da Denver e Chicago, che faceva tappa a Siracusa. Rintracciando il velivolo, gli agenti dell'Fbi hanno trovato i segni di manomissione delle scatole di controllo elettronico che si connettono ai sistemi di intrattenimento in volo; e le scatole manomesse erano proprio sotto il sedile di Roberts. Contestando le possibilità di hackeraggio, la Boeing ha replicato facendo notare che i suoi sistemi di intrattenimento sono "isolati dai sistemi di volo e navigazione" e ha aggiunto che sui propri aerei "non puo' avvenire alcuna modifica ai piani di volo senza la revisione e l'approvazione del pilota".
     Airbus, che non ha rilasciato alcun commento, nel passato ha pero' dichiarato di esser dotata di 'firewall' che limitano l'accesso ai sistemi di volo e che comunque "valuta e rivede costantemente l'architettura del sistema" per assicurarsi che i piani siano sicuri.

    mercoledì 15 aprile 2015

    Allegria, gli HACKER potrebbero dirottare e far cadere gli aerei di linea

    La cabina di pilotaggio di un Boeing 787 Dreamliner
    WASHINGTON, 15 aprile - Centinaia di aerei di linea sono a rischio hacker, soprattutto quelli di ultima generazione. E' l'allarme che emerge nell'ultimo rapporto degli investigatori del Government Accountability Office, agenzia del governo federale americano. I computer, sottolineano gli esperti, possono essere violati o messi fuori uso da chiunque, a bordo o in alcuni casi anche a terra, "si infiltri nei loro sistemi attraverso la rete wi-fi dedicata ai passeggeri". Tra i giganti del cielo a rischio - secondo uno degli autori del rapporto intervistato dalla Cnn, Gerald Dillingham - anche il Boeing 787 Dreamliner e gli Airbus A350 e A380, le cui cabine di pilotaggio utilizzano lo stesso sistema di rete senza fili dedicata ai passeggeri. 
    La conclusione a cui sono arrivati gli esperti del governo americano è destinata ad accrescere le preoccupazioni sul fronte della sicurezza aerea, soprattutto se si pensa ai rischi legati al terrorismo. Nel rapporto si spiega come in linea teorica chiunque attraverso un laptop collegato alla rete wi-fi dell'aereo può sequestrare il velivolo, immettere dei virus che mandino in tilt i comandi, mettere a rischio la vita di centinaia di persone prendendo il controllo dei computer di bordo, spegnere tutti i sistemi di allarme e di navigazione.

    lunedì 16 febbraio 2015

    SUPERGANG di hacker ruba 1 miliardo di dollari a un centinaio di banche di 30 Paesi. E continua



    MOSCA - Una gang di ladri informatici è riuscita a mettere a segno un furto "senza precedenti" ai danni di un centinaio di banche di 30 Paesi. La società per la sicurezza informatica Kaspersky Lab ha stimato il furto, iniziato nel 2013 e ancora attivo, in circa 1 miliardo di dollari. La banda criminale agisce dalla Russia, dall'Ucraina e dalla Cina. Kaspersky - riporta la Bbc sul suo sito online - sta lavorando con l'Interpol e l'Europol per risolvere il "problema", che riguarda istituti finanziari di una trentina di Paesi, fra cui Russia, Stati Uniti, Germania, Cina, Ucraina e Canada. "Gli attacchi sottolineano il fatto che i criminali cercano di sfruttare qualsiasi vulnerabilità di ogni sistema", ha spiegato Sanjay Virmani, direttore della sezione crimini informatici dell'Interpol. Kaspersky ha spiegato che i metodi utilizzati dalla banda rappresentano un nuovo capitolo nella storia dei furti informatici che punta a "rubare denaro direttamente alle banche evitando di colpire i clienti". La gang, soprannominata Carbanak da Kaspersky, utilizza dei virus per infettare le reti delle banche con virus maligni in grado di registrare tutto ciò che compare sullo schermo dei computer dei dipendenti. In alcuni casi i ladri informatici sono stati in grado di trasferire denaro dalle banche ai propri conti oppure di programmare l'erogazione di denaro ai bancomat a orari predeterminati.

    martedì 13 gennaio 2015

    ATTACCO HACKER ISIS, il comando Usa @Centom ha ripristinato twitter



    L'annuncio del ritorno su Twitter di Centcom e, sopra, il messaggio degli haker
    WASHINGTON, 13 gennaio - "Siamo tornati". Con questo tweet, il comando centrale Usa ha comunicato di aver riattivato il proprio account @Centcom dopo l'attacco hacker Isis. "Il Centcom ha temporaneamente sospeso il suo account dopo un atto di cyber vandalismo", è scritto su Twitter. Simpatizzanti non meglio specificati dello Stato islamico si erano inseriti sotto il nome di "Cybercaliphate", con una foto di un militante jihadista con la kefia bianca e nera.
    L'incidente ha creato non poco imbarazzo al Pentagono anche perché gli hacker hanno alterato anche il profilo YouTube del Centcom con l'inserimento di due video di propaganda pro-Isis.
    Il comando centrale Usa, che coordina le operazioni militari della coalizione in Medio Oriente, ha poi precisato in un comunicato che nonostante l'attacco, "i network operativi militari non sono stati compromessi e non c'è alcun impatto operativo per il Centcom".
    "Soldati americani, stiamo arrivando: guardatevi le spalle!", diceva uno dei messaggi postati sul profilo Twitter. E ancora: "Non ci fermeremo! Sappiamo tutto di voi, delle vostre mogli e dei vostri figli". E infine, "nel nome di Allah, il più pietoso, il più misericordioso, il CyberCaliffato continua la sua jihad".

    lunedì 12 gennaio 2015

    "Ovviamente" nuove vignette su Maometto nel prossimo numero di CHARLIE HEBDO




    PARIGI, 12 gennaio - Il prossimo numero di Charlie Hebdo che uscirà mercoledì includerà "ovviamente" nuove vignette su Maometto, sulla politica e le religioni. Lo ha detto a France Info il legale del magazine francese Richard Malka ricordando che "lo spirito di 'io sono Charlie'" significa anche "diritto alla blasfemia". Uscirà tradotto in 16 lingue ed è prevista una tiratura di un milione di copie (contro le 60 mila normali), in un'edizione a otto pagine, la metà di quelle solite. Al settimanale sono arrivati già 500mila euro di aiuti.
    Hacker islamisti contro comuni, scuole e comunità cattoliche francesi
    Dunque la Francia reagisce al terrore ma la paura resta dopo il massacro nella redazione di Charlie Hebdo. Diversi siti di enti locali francesi, in particolare dipartimenti e comuni del sud, scuole e comunità religiose cattoliche locali, oltre a quelli del palazzo dei Papi di Avignone e di alcune ong per i diritti umani, sono stati attaccati nel weekend da hacker che si presentano come islamisti maghrebini. Lo riporta il sito di Le Parisien. 
    A Nizza e a Strasburgo a processi due uomini per apologia di terrorismo
    A Nizza e Strasburgo si svolgono due processi a carico di due uomini accusati di apologia di terrorismo, dopo l'attacco a Charlie Hebdo. A Nizza, un uomo sarà giudicato per direttissima per aver urlato venerdì a un gruppo di poliziotti "100% Kouachi". A Strasburgo, si è tenuta la prima udienza a carico di un trentenne che aveva pubblicato su Facebook una foto di un kalashnikov posato per terra e circondato da messaggi di gioia, con riferimento all'assalto al settimanale satirico. La giustizia francese ha annunciato massima severità nelle pene per questo tipo di reati, che potranno andare fino all'arresto. 
    Abu Mazen criticato a Gaza per il viaggio a Parigi
    Aspre critiche ad Abu Mazen per aver partecipato a Parigi alla marcia sono state espresse da Mahmud a-Zahar, un esponente dell'ala radicale di Hamas a Gaza: "Spera di guadagnarsi la simpatia delle nazioni, ma dovrebbe piuttosto dedicare la attenzione al suo popolo".

    venerdì 26 dicembre 2014

    HACKER mettono ko i videogiochi di Sony e Microsoft


    NEW YORK, 26 dicembre - Natale amaro per molti videogiocatori che sognavano di passare la giornata con la propria console. Un attacco rivendicato dal gruppo di hacker Lizard Squad ha messo ko i servizi per il gioco online di Sony e Microsoft. Per tutta la giornata del 25 dicembre Playstation Network e Xbox Live sono, infatti, risultati irraggiungibili. L'attacco pare non sia collegato alle minacce ricevute da Sony per il film "The Interview", sbarcato nelle sale.

    mercoledì 28 maggio 2014

    Un hacker blocca iPhone e iPad e chiede un riscatto per liberarli. In Australia e in Inghilterra




    LONDRA - Alcuni possessori di iPhone e iPad sono stati presi di mira da un hacker che sta bloccando i dispositivi chiedendo un riscatto, fino a 55 sterline, per riattivarli. Lo rivela il britannico Telegraph. La maggior parte degli 'attacchi' ha avuto luogo in Australia, ma ci sono anche segnalazioni di cittadini britannici. Sembra che l'hacker, che va sotto il nome di Oleg Pliss, sia riuscito a sfruttare la funzionalità Find My iPhone che permette di monitorare e bloccare in remoto i dispositivi rubati. Gli utenti hanno riferito che sul loro schermo è apparso un messaggio, firmato Oleg Pliss, in cui si chiedevano 100 dollari/euro da inviare via paypal per lo sblocco dell'apparecchio. Le 'vittime' si sono rivolte ad un forum di assistenza della Apple per chiedere aiuto.

    domenica 23 febbraio 2014

    Black out di WhatsApp (hackers?). Si scusa su twitter


    LOS ANGELES - "Spiacenti abbiamo problemi di server, speriamo di recuperare presto": così WhatsApp sul suo profilo Twitter si giustifica del disservizio che ha colpito la chat bloccando milioni di utenti. Il sospetto è che ci sia in atto un attacco hacker, mirato nei confronti di Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook che proprio due giorni fa ha annunciato l'acquisto di WhatsApp. Il down è durato oltre tre ore. 'app è stata acquistata da Facebook alla cifra stratosferica di 19 miliardi di dollari. In rete migliaia le proteste e i messaggi degli utenti: l'app parte ma il servizio non si connette e non riesce a mandare messaggi. E l'hashtag #watsappdown è arrivato subito ai primi posti delle tendenze Twitter per la grande mole di proteste. E proprio attraverso "l'avversario" Twitter è arrivata la resa da parte di WhatsApp. 
    Non è la prima volta che accade che Whatsapp vada giù, ma l'attacco al server e non un disservizio momentaneo fa presupporre qualcosa di più importante. WhatsApp ha 450 milioni di utenti attivi al mese ed è la chat più popolare al mondo, con un ritmo di crescita di un milione di nuovi iscritti ogni 24 ore. E c'è anche chi ne approfitta come una nota marca di preservativi che invita gli utenti ad approfittare di questo blackout nella messaggistica per prendere il proprio partner e fare l'amore. Naturalmente protetti.