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lunedì 28 novembre 2016

FINANCIAL TIMES: se in Italia vince il no, a rischio 8 banche


LONDRA, 28 novembre - Se vincesse il No al referendum del 4 dicembre, "fino a otto banche italiane in difficoltà saranno a rischio fallimento", in quanto l'incertezza sui mercati allontanerà eventuali investitori per ricapitalizzarle. Lo scrive il Financial Times online. Secondo il quotidiano della City, le banche a rischio sono otto: Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carige, Banca Etruria, CariChieti, Banca delle Marche e Cariferrara. Secondo il Financial Times c'è la possibilità che fallisca il salvataggio di Montepaschi. In questo caso, per il giornale economico, potrebbe crollare la fiducia in generale "mettendo in pericolo una soluzione di mercato per le banche in difficoltà", soprattutto in caso di dimissioni del premier Matteo Renzi.
Un altro dei timori è che le eventuali difficoltà delle otto banche possano "minacciare l'aumento di capitale di 13 miliardi di euro di Unicredit, la prima banca italiana per asset e la sua unica istituzione finanziaria di rilievo, in calendario all'inizio del 2017".
"Il nocciolo della questione è se Siena viene risolta o meno - spiega una fonte di alto livello -. Con Siena risolta non sono preoccupato. Con Siena irrisolta, sono preoccupato".

giovedì 14 luglio 2016

CARIFE, perquisizioni nelle sedi di 4 banche




FERRARA, 14 luglio - Dopo gli avvisi di garanzia a carico di 17 ex dirigenti e amministratori di Carife, scattano le perquisizioni nelle sedi di 4 banche italiane che hanno partecipato all'aumento di capitale: Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Cividale, Banca Popolare Valsabbina (Brescia) e Cassa di Risparmio di Cesena. Contestualmente alle perquisizioni sono state notificate dalla Guardia di finanza altre 4 informazioni di garanzia ai 4 dirigenti di queste banche, che portano a 21 gli avvisi, come informa la Gdf di Ferrara. Le indagini della Procura di Ferrara legate all'aumento di capitale della Carife, realizzato nel 2011 per 150 milioni di euro, ha portato alle perquisizioni nella stessa sede della banca a Ferrara, in una società controllata e nelle altre 4 banche. Le perquisizioni sono state eseguite da militari del Nucleo polizia tributaria di Ferrara con l'ausilio di unità specializzate in 'computer forensics and data analisys' dei Nuclei polizia tributaria di Bari, Bologna, Brescia, Forlì e Udine.
Le indagini sono state avviate nel febbraio 2015 dal Procuratore capo di Ferrara, Bruno Cherchi. Acquisita una imponente mole documentale dall'istituto di credito estense, con le ipotesi di reato di falso in prospetto, aggiotaggio, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza e la raccolta di numerosi testimonianze fra cui dirigenti e funzionari delle Autorità di vigilanza. La dichiarazione dello stato d'insolvenza di Carife da parte del Tribunale di Ferrara, in connessione alle indagini sull'aumento di capitale, ha portato gli inquirenti a rivalutare gli stessi fatti nell'ambito della legge fallimentare, per gli articoli 216 e 223, bancarotta fraudolenta patrimoniale. Qui gli episodi contestati riguardano la scoperta durante le indagini dell'esistenza, seppur mediata, di una reciproca sottoscrizione di azioni tra Carife da un lato e gli altri 4 istituti coinvolti, intervenuti nell'aumento di capitale Carife nella misura di oltre 22.800.000 euro, col risultato che la reciproca sottoscrizione ha annullato, per il medesimo importo, l'incremento di capitale. La sottoscrizione reciproca di azioni (vietata secondo le norme dell'ex art. 2632 c.c.) si verifica quando una società sottoscrive o acquista azioni appartenenti ad altra azienda che è contemporaneamente socia della prima impresa.

venerdì 8 luglio 2016

BANCHE, VISCO non esclude un intervento pubblico

ROMA, 8 luglio - "Il problema dei crediti deteriorati delle banche italiane è serio, ma può essere gestito, va inquadrato e affrontato; lo si sta facendo, tenendo conto della necessità di contemperare rapidità ed economicità delle operazioni". Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, all'assemblea annuale dell'Abi. "Anche le autoritò europee hanno riconosciuto che la soluzione del problema dei crediti deteriorati richiede tempo", ha aggiunto.
"Non si esclude un intervento pubblico" - "A fronte del rischio che, in un contesto di elevata incertezza, problemi circoscritti intacchino la fiducia nei confronti del sistema bancario, un intervento pubblico non può essere escluso", ha sottolineato Visco. "Non sottovalutiamo - ha detto - i segnali di preoccupazione, il nervosismo che provengono dalla situazione dei mercati finanziari e interessano le banche italiane". "Confidiamo nella capacità di successo di un impegno comune volto a superare le attuali difficoltà".
Abi: "Atlante e Fondo interbancario per prevenire bail in" - "Innovative iniziative private" come Atlante e il Fondo volontario interbancario oggi "prevengono i rischi di altre eventuali risoluzioni e respingono ogni ipotesi di bail in". Lo ha detto il presidente dell'Abi Antonio Patuelli ricordando che le banche italiane "non hanno avuto negli scorsi anni cospicui aiuti di Stato". E sull'Europa dei regolamenti, aggiunge: "Chiediamo con forza una nuova Europa meno burocrazia e più democrazia".
"Serve rivedere la Costituzione" - La nuova normativa sulle risoluzioni bancarie e il bail in "contrasta con la Costituzione italiana" che tutela il risparmio e "occorre che venga rivista al più presto".
"Calmiere per l'onerosità a carico delle banche" - "Occorre - ha aggiunto il numero uno di Palazzo Altieri - un calmiere anche per l'onerosità a carico delle banche per la contribuzione ai numerosi fondi anche obbligatori europei, soprattutto a quelli ai quali l'Italia non ricorre".
"Il calo delle sofferenze è strategico per la crescita" - "La riduzione dei crediti deteriorati è un obiettivo strategico fondamentale per la ripresa che non deve essere sottovalutato, né sopravvalutato, come ha ben affermato il Governatore della banca d'Italia", continua Patuelli sottolineando che "gli scandali delle quattro banche hanno colpito quelle comunità e hanno gravato anche su tutte le altre banche concorrenti e i loro milioni di azionisti con l'esborso straordinario di quasi due miliardi e mezzo di euro", e che l'Abi condivide "l'indignazione dei risparmiatori truffati e confida nella magistratura". Ma le svalutazioni effettuate sui crediti deteriorati delle quattro banche "sono state un esercizio teorico estremo".
"Devono remunerare capitale degli azionisti" - "La redditività bancaria è una delle principali sfide della ripresa: se le banche tornano adeguatamente redditizie, si svilupperà meglio il circuito virtuoso di attrazione di stabili capitali nei patrimoni delle banche, per sempre elevati accantonamenti a riserve, per la progressiva e non traumatica crescita della solidità patrimoniale bancaria. All'Italia non è stato permesso dalle autorità europee di adottare strumenti di smaltimento dei crediti deteriorati prima introdotti in altre parte d'Europa".

giovedì 30 giugno 2016

BANCHE, la Ue dà ragione all'Italia (e a Renzi)


BRUXELLES, 30 giugno - La commissione europea ha dato domenica il via libera a un piano di sostegno pubblico alle banche italiane, da attivare da parte del Governo se necessario per fronteggiare eventuali turbolenze dei mercati. Emerge da una nota della commissione. Si tratta, secondo il Wall Street Journal, di una garanzia statale su 150 miliardi di liquidità per creare un programma preventivo di supporto alle banche, da attivare nel solo 2016 e per gli istituti solvibili, che rispetta le "regole sugli aiuti di Stato" in situazioni "eccezionali".

mercoledì 29 giugno 2016

BANCHE, vivace scambio di stoccate RENZI-MERKEL


BRUXELLES, 29 giugno - Stoccata in conferenza stampa della Cancelliera tedesca Angela Merkel all'Italia sul fronte della flessibilità. "Credo - ha detto la Merkel - che sia stata concessa una certa flessibilità a certi Paesi per favorire la crescita. Guardando soprattutto all'Italia, posso dire che abbiamo adottato diverse soluzioni, ma non possiamo ridiscutere ogni due anni le regole del settore bancario". A livello Ue "abbiamo appena lavorato per avere regole sulla ricapitalizzazione". L'attuale quadro dell'Unione bancaria, ha sottolineato Merkel, "offre la possibilità di affrontare le richieste di ogni stato membro", ha sottolineato.
Nessuno vuole cambiare le regole" europee sulle banche, è stata la replica di Matteo Renzi. "Abbiamo perduto l'occasione - ha detto - di intervenire in modo strutturale, come ha fatto la Germania intorno al 2010-2011", quindi è "inutile piangere sul latte versato perché non possiamo farlo adesso che le regole sono diverse". Renzi ha assicurato che "in questa situazione, se ci fossero problemi, saremmo in condizioni di proteggere i denari di correntisti e cittadini". "L'Italia - ha sottolineato il premier - non chiede di non rispettare le regole. L'ultima che non le ha rispettate in Europa è stata la Germania nel 2003, e l'Italia di Berlusconi glielo consentì".
"Noi abbiamo messo il sistema (bancario, ndr) in sicurezza, abbiamo fatto pulizia, abbiamo fatto l'operazione banche popolari che serve ad evitare gli scandali, mi auguro che le azioni di responsabilità si facciano": lo ha detto il premier Matteo Renzi.
 "L'Italia - ha detto Renzi - ha l'ambizione di guidare il percorso di cambiamento dell'Ue venendo qui a portare idee e proposte, non per chiedere deroghe, anche perché nelle regole ci sono spazi per fare tutto ciò che serve al nostro Paese".

venerdì 11 dicembre 2015

CRACK BANCHE, da Bruxelles ok alla corte d'arbitrato

BRUXELLES, 11 dicembre - La costituzione di una corte d'arbitrato per andare in aiuto agli investitori privati vittime dei crac delle quattro banche è un'ottima idea. E' quanto sottolineano fonti europee in attesa che da Roma venga resa nota ufficialmente quale soluzione il governo intende adottare.
L'idea di una procedura arbitrale presso la Consob, secondo quanto si apprende, riceve parere favorevole da Bruxelles: spetterà a questa stabilire se sono stati venduti prodotti fraudolenti ai privati. A quel punto possono scattare i rimborsi a carico delle bad bank. Per realizzarli in tempi brevi, lo stato può fare un pre-finanziamento alle bad bank, ma queste dovranno restituire i soldi nel corso del processo di risoluzione.

mercoledì 5 agosto 2015

Economia/ ATENE, avvio pesante per le banche in BORSA


ATENE, 5 agosto - Avvio di giornata ancora molto pesante per le banche greche in Borsa: il listino principale del mercato azionario di Atene cede circa il 2%, ma Alpha bank perde il 29,5%, Pireus il 27,5%, Eurobank il 15,4%. Prova a tenere il titolo della National bank (-0,2%) mentre si attenua la tensione sui titoli di Stato sia a dieci sia a due anni.
   

sabato 25 luglio 2015

Le banche vedono la situazione economica in ROSA


ROMA, 25 luglio - Crescita del Pil quest'anno dello 0,7% e nel biennio 2016-17 dell'1,6% annuo: queste le previsioni del rapporto Afo 2015-17, elaborato dall'Abi insieme agli economisti degli Uffici studi delle principali banche in Italia. Il rapporto conferma l'uscita dalla recessione e delinea "un quadro che non ignora le difficoltà" ma è "a predominanti tinte rosa""La ripresa della domanda riuscirà ad allontanare definitivamente i rischi di deflazione, con una crescita dei prezzi al consumo in Italia che sarà inferiore a quella europea (1,3% contro 1,7% nella media del biennio 2016-17) ma ben distante dai valori negativi conosciuti a inizio d'anno". Lo scenario di base sui prezzi al consumo indica +0,4% nel 2015, +1,1% nel 2016 e +1,6% nel 2017.

lunedì 20 luglio 2015

ATENE, già tutti in coda davanti alle banche


ATENE, 20 luglio - Code  in tutta la Grecia davanti alle banche che oggi riaprono, per la prima volta in tre settimane, anche se restano i limiti di prelievo di contanti.
La gente è in fila per ritirare i soldi dalle loro cassette di sicurezza, che erano state chiusei ai clienti. Tuttavia, i greci sono stati anche invitati a rimettere i loro soldi nei conti per dare all'economia una spinta tanto necessaria.
"Se prendiamo i nostri soldi dalle nostre case - dove non sono sicuri in ogni caso - e li depositiamo nelle banche, rafforzeremo la liquidità dell'economia," ha detto Louka Katseli, il capo della Grecia dell'associazione bancaria..
Le banche non offrono un servizio completo. I clienti continueranno ad affrontare restrizioni sui prelievi di contanti, con un limite settimanale di € 420 che sostituisce il limite giornaliero di 60 €, il divieto di trasferimenti di denaro alle banche straniere e il blocco dell'apertura di nuovi conti.
Le banche greche sono state chiuse alla fine di giugno. L'arresto di tre settimane del sistema bancario si stima sia costata all'economia 3 miliardi di euro in carenze del mercato e interruzioni delle esportazioni.

Purtroppo è questa la realtà. Complice ha paura di una situazione economico-politica fluida. Pessimo esempio: la madre di una ex ministro di Syriza poco prima del capital controllo aveva ritirato dalla banca i suoi risparmi. Nei soliti ambienti bene informati la chiusura delle banche era nell'aria da un pezzo e miliardi di euro sono volati all'estero anche con evidenti intenti speculativi. Se la Grecia torna alla Dracma quei tanti soldini hanno un valore moltiplicato di molto.

sabato 18 luglio 2015

GRECIA, lunedì riaprono le banche


ATENE, 18 luglio - Il governo greco ha varato un decreto che prevede la riapertura delle banche per lunedì 20 luglio. Lo comunica Bloomberg, secondo cui resta comunque in vigore il limite sul ritiro giornaliero di contanti per 60 euro.
Intanto i nuovi ministri e viceministri con cui sono stati eliminati tutti gli esponenti dell'ala radicale di Syriza hanno prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica, Prokopis Pavlopoulos. In tre, tra i quali il nuovo viceministro delle Finanze Alexiadis Trifonas, hanno scelto la formula religiosa assistiti da un vescovo.
E un sondaggio, pubblicato dal quotidiano Efimerida Ton Syntakton, rivela che Syriza avrebbe il 42,5% dei voti e la maggioranza assoluta con 164 seggi. Inoltre il sondaggio specifica che il 70% è a favore dell'accordo raggiunto dal governo. Infine il 73% dei greci continua ad essere a favore della permanenza della Grecia nell'Eurozona.

lunedì 6 luglio 2015

GRECIA, banche chiuse per una settimana

Telos significa fine. Vuole dire che anche questi due bancomat della Banca Nazionale di Grecia hanno finito il contante

ATENE, 6 luglio - In Grecia il limite di prelievo giornaliero di 60 euro agli sportelli automatici saà mantenuto almeno sino a venerdi' 10 giugno, se la Banca centrale europea (Bce) manterra' stabile il livello di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela. Lo ha detto il vice ministro delle Finanze, Giorgos Stathakis, secondo quanto riporta la Bbc. Le banche rimarranno chiuse forse per l'intera settimana.
Il Fmi sta monitorando la situazione da vicino ed è pronto ad aiutare la Grecia se Atene lo chiederà. Lo afferma il direttore generale del Fondo, Christine Lagarde.

Il premier greco Alexis Tsipras ha chiamato il presidente russo Vladimir Putin. Lo rende noto il Cremlino spiegando che al centro della telefonata ci sono stati i risultati del referendum. Putin, hanno riferito le stesse fonti, "ha espresso sostegno per il popolo greco a superare le difficoltà".

CROLLA la BORSA, raffica di sospensioni per le banche


MILANO, 6 luglio -Raffica di sospensioni alla Borsa di Milano, con Ftse Mib in calo ora del 3,51%. Sono cinque le banche fermate per l'eccessiva volatilità: oltre a Intesa, lo stop è scattato anche su Mps, dopo cali superiori al 10%, e poi Mediolanum, Banco Popolare e Bper.

Risale a 164 punti base lo spread tra Btp e Bund tedesco a 10 anni. Il rendimento del titolo decennale italiano è ora al 2,36%. 
Wall Street apre in calo, Dj -0,50% - Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,50% a 17.634,07 punti, il Nasdaq cede lo 0,82% a 4.968,57 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,54% a 2.065,60 punti.
   

lunedì 29 giugno 2015

GRECIA, banche chiuse fino al 6 luglio


ATENE, 29 giugno - Il governo greco ha decido di chiudere le banche e la Borsa di Atene da oggi fino a lunedi' 6 luglio, all'indomani alla celebrazione del referendum sul piano di aiuti indetto dal governo per domenica prossima 5 luglio, sulla ultima proposta dei creditori: 15,5 miliardi di ulteriori aiuti fino a novembre.
I bancomat riapriranno invece domani pomeriggio con il limite di ritiro massimo fissato a 60 euro per i greci (eccettuati quanti intendono prelevare la pensione) e gli stranieri o i possessori di carte di credito di Paesi stranieri.

domenica 28 giugno 2015

GRECIA, domani banche e Borsa chiuse


ATENE, 28 giugno - Le banche greche saranno chiuse domani e saranno imposti controlli sui capitali, ha detto il primo ministro Alexis Tsipras. Chiusa anche la Borsa. Parlando alla tv, Tsipras ha invitato alla calma e ha detto che i depositi bancari erano al sicuro. La decisione, secondo quanto riferiscono alcune fonti, è stata studiata dal Consiglio per la stabilità finanziaria di Atene e raccomandata dal ministro delle Finanze, Yanis Varofakis Nel consiglio, oltre a Varoufakis, siedono il suo vice Dimitris Mardas, il governatore della banca centrale Yiannis Stournaras, il presidente dell'associazione bancaria, quello del fondo di salvataggio delle banche e quello della commissione di controllo sul mercato dei capitali.
I greci sono stati in fila per prelevare denaro dal bancomat durante tutto il fine settimana.

ATENE decide se tener chiuse le banche domani

Yanis Varoufakis
ATENE -  Il governo greco di Alexis Tsipras deciderà nelle prossime ore se imporre il controllo di capitale e chiudere per la giornata di lunedì le banche del Paese. Lo ha detto il ministro delle Finanze di Atene, Yanis Varoufakis, in un'intervista a Bbc Radio. La Bce ha intanto smentito le voci secondo cui sarebbe stata sul punto di mettere fine ai prestiti di emergenza concessi alle banche elleniche. La Banca Centrale, quindi, vorrebbe lasciare invariati i fondi d'emergenza per cercare di mantenere intatta la linea di liquidità. "Continuiamo a lavorare a stretto contatto con la Banca di Grecia - ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi - e approviamo con forza l'impegno dei Paesi membri a intraprendere le iniziative necessarie per affrontare le fragilità delle economie dell'area euro". Tutto ciò mentre Atene conferma il referendum sulle misure proposte dalla Ue, dopo il no dell’Eurogruppo. 


Varoufakis: "Soluzione è nelle mani di Angela Merkel" - In un'intervista alla Bild, il ministro Varoufakis ha spiegato che, tra i leader dei Paesi membri dell'Ue, Angela Merkel, in quanto rappresentante dello Stato più importante "detiene la chiave per la soluzione: spero che la utilizzerà". Poi, sul referendum, ha detto: "Non potevamo accettare la proposta dell'Ue, ma, per l'importanza della scelta sul futuro della Grecia, non potevamo nemmeno respingerla. Per questo abbiamo scelto di rivolgerci ai nostri cittadini".

lunedì 16 febbraio 2015

SUPERGANG di hacker ruba 1 miliardo di dollari a un centinaio di banche di 30 Paesi. E continua



MOSCA - Una gang di ladri informatici è riuscita a mettere a segno un furto "senza precedenti" ai danni di un centinaio di banche di 30 Paesi. La società per la sicurezza informatica Kaspersky Lab ha stimato il furto, iniziato nel 2013 e ancora attivo, in circa 1 miliardo di dollari. La banda criminale agisce dalla Russia, dall'Ucraina e dalla Cina. Kaspersky - riporta la Bbc sul suo sito online - sta lavorando con l'Interpol e l'Europol per risolvere il "problema", che riguarda istituti finanziari di una trentina di Paesi, fra cui Russia, Stati Uniti, Germania, Cina, Ucraina e Canada. "Gli attacchi sottolineano il fatto che i criminali cercano di sfruttare qualsiasi vulnerabilità di ogni sistema", ha spiegato Sanjay Virmani, direttore della sezione crimini informatici dell'Interpol. Kaspersky ha spiegato che i metodi utilizzati dalla banda rappresentano un nuovo capitolo nella storia dei furti informatici che punta a "rubare denaro direttamente alle banche evitando di colpire i clienti". La gang, soprannominata Carbanak da Kaspersky, utilizza dei virus per infettare le reti delle banche con virus maligni in grado di registrare tutto ciò che compare sullo schermo dei computer dei dipendenti. In alcuni casi i ladri informatici sono stati in grado di trasferire denaro dalle banche ai propri conti oppure di programmare l'erogazione di denaro ai bancomat a orari predeterminati.

sabato 19 aprile 2014

La copertura dei "mitici" 80 euro, l'altolà delle banche

Antonio Patuelli
ROMA - Arriva l'altolà delle banche il giorno dopo il via libera al decreto che porta "i mitici 80 euro" in busta paga. Proprio dagli istituti di credito, infatti, arriva una delle voci principali per la copertura della misura, 1,8 miliardi dall'aumento al 26% della tassazione sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia: "L'Italia - afferma infatti il presidente dell'Abi Antonio Patuelli - penalizza fiscalmente le banche operanti" nel paese "rispetto a quanto avviene alle concorrenti degli altri paesi Ue, addirittura nell'anno degli esami a tutte le banche europee che così verranno svolti con ancor più disparità fiscali". Le banche, aggiunge Patuelli, chiedono al governo "un forte ripensamento" anche perché, per l'appunto, si rischia altrimenti una penalizzazione nell'anno in cui vengono sottoposte all'esame della Bce.

lunedì 10 febbraio 2014

Aumentano le sofferenze delle banche. E calano i tassi dei mutui, ma anche i prestiti ai privati

ROMA - Sofferenze in crescita per il sistema bancario. A dicembre il tasso di crescita sui dodici mesi è risultato pari al 24,6% (22,7% a novembre). Lo comunica Bankitalia.
In calo i tassi di interesse per i mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, passati dal 3,86% di novembre al 3,80% di dicembre. In calo anche i tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo passati all'8,69% dal 9,20% di novembre. I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie fino a 1 mln sono risultati pari al 4,36% (4,38% a novembre); quelli sui prestiti sopra 1 mln al 2,82% (2,76% a novembre). I tassi passivi sul complesso dei depositi sono stati pari allo 0,97%.
Calano ancora i prestiti al settore privato nel mese di dicembre rispetto allo stesso mese del 2012. Lo comunica Bankitalia, precisando che i finanziamenti ai privati hanno registrato una contrazione su base annua del 3,8% (-4,3% a novembre). I prestiti alle famiglie sono invece scesi dell'1,2% sui 12 mesi (-1,5% nel mese precedente); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 5,3% (-6% a novembre).
Infine, a dicembre rallenta il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato, risultato del 2,3% (6,1% a novembre). In diminuzione anche la raccolta obbligazionaria, diminuita dell'8,3% sui dodici mesi (-7,3% a novembre).

giovedì 19 dicembre 2013

Italia-Germania 1 a 0: accordo all'Ecofin sulle garanzie alle banche che falliscono, osteggiato dai tedeschi


Saccomanni esulta
BRUXELLES - Dopo oltre dodici ore di negoziati l'Ecofin raggiunge l'accordo "storico", come lo definisce il ministro Fabrizio Saccomanni, sul meccanismo che farà fallire le banche in modo controllato (SRM), senza che la loro crisi metta a rischio né il sistema finanziario né gli Stati. Si tratta della seconda tappa dell'Unione bancaria, dopo la supervisione unica targata Bce. Per Saccomanni è ora "sventato il rischio di una nuova Lehman Brothers", e l'Italia riesce ad ottenere dalla Germania quello che voleva: uno strumento di garanzia che intervenga a fornire liquidità in ultima analisi (backstop o paracadute finanziario), per evitare che le crisi diventino ingestibili se un istituto in risoluzione ha finito i fondi cui attingere.
"Finisce l'era dei salvataggi bancari massicci e dei conti pagati dai contribuenti", ha detto il commissario al mercato interno Michel Barnier commentando l'accordo, che "porterà stabilità finanziaria e migliori condizioni di finanziamento all'economia reale". L'accordo 'generale' raggiunto dall'Ecofin è solo la metà del cammino della legislazione che dovrà ora passare al vaglio del Parlamento Ue e poi di nuovo all'Ecofin.