Visualizzazione post con etichetta catania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta catania. Mostra tutti i post

domenica 25 giugno 2017

CATANIA, auto fuori strada durante cronoscalata, 8 feriti, 2 gravi


CATANIA, 25 giugno - Otto persone sono rimaste ferite durante una gara automobilistica in provincia di Catania, la cronoscalata di Piedimonte Etneo. Una vettura che stava partecipando alla corsa, guidata da un maltese, è finita sugli spettatori per cause ancora in corso di accertamento. Due dei feriti sono gravi. L'Aci sport ha precisato che "la manifestazione non aveva il riconoscimento delle gare della federazione".
I due feriti più gravi sono entrambi in prognosi riservata all'ospedale Cannizzaro di Catania. Si tratta di una donna e di un 15enne, entrambi trasferiti con elisoccorso e trattati, in codice rosso, al Trauma Center. Il ragazzo si trova in condizioni molto gravi, in quanto ha subito un politrauma con lesioni interne: operato d'urgenza, sarà poi trasferito in rianimazione. Grave anche la donna, politraumatizzata con una frattura al bacino. Altri sei feriti meno gravi sono stati trasferiti all'ospedale di Taormina e a quello di Acireale.

mercoledì 22 marzo 2017

Il pm di CATANIA: scafisti non imputabili, agiscono in stato di necessità


CATANIA 22 marzo - I giovani scafisti costretti dalle organizzazioni criminali a fare da "traghettatori" a natanti carichi di migranti agiscono "sotto stato di necessità, per questo non è configurabile per loro il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". E' la linea della Procura di Catania, illustrata dal pm Carmelo Zuccaro di fronte alla commissione Schengen. La decisione fa seguito anche a pronunce del Tribunale del Riesame.

Ong violano accordi di Ginevra, ma non sono perseguibili" - "Le ong non inseguono profitti privati, ma si rendono responsabili della violazione dell'art. 12 della Bossi-Fini?". E' la domanda che si è posto Zuccaro, annunciando che "appena si verificherà uno di questi casi verrà aperta un'inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".

"Inchieste sul traffico di migranti sotto scacco" - "Dobbiamo registrare una sorta di scacco che la presenza di ong provoca all'attività di contrasto degli organizzatori del traffico di migranti", ha dichiarato ancora Zuccaro a Palazzo San Macuto. Il pm ha poi sottolineato come "l'intervento immediato delle navi delle ong fa sì che si rivelino inutili anche le indagini sui 'facilitatori' delle organizzazioni criminali, rendendo più difficili le indagini".

"Con ong i morti in mare non sono diminuiti" - Nonostante la presenza in mare di diverse navi di organizzazioni no profit, "il numero di migranti morti in mare durante naufragi non è diminuito. Anzi, adesso è più difficile avere numeri affidabili". "I naufragi - ha affermato il magistrato - una volta avvenivano in alto mare, in zone controllate da navi militari. Oggi non abbiamo più documentazione, perché abbiamo notizie soltanto dai sopravvissuti. E noi stimiamo che ci siano 500-600 persone che muoiono per ogni imbarcazione che affonda".

Il pm Andrea Bonono ha rilevato che "gli organizzatori, in gommoni cinesi di bassa qualità, stipano migranti fino all'inverosimile: alcuni muoiono schiacciati o annegati dentro il gommone stesso. Sono aumentati i viaggi in condizioni di rischio perché anche se il mare è molto mosso, i soccorsi non sono lontani e questo li induce a partire lo stesso".

Il procuratore ha spiegato che la "convenzione di Ginevra impone di portare le persone soccorse in mare nel porto più vicino, e questo non avviene". Zuccaro però poi ha precisato che tale condotta "non rappresenta una violazione penalmente perseguibile".

"Responsabilità della politica" - Per il pm "la magistratura applica le leggi" e un'eventuale inchiesta "non sarebbe la soluzione al problema". "Il resto - ha aggiunto rivolgendosi alla Commissione - è nelle vostre mani, è responsabilità della politica".

sabato 18 marzo 2017

ETNA, riaperto l'aeroporto di CATANIA, con un numero limitato di atterraggi


CATANIA, 17 marzo - Voli cancellati o in forte ritardo e aerei dirottati su altri scali. L'aeroporto internazionale di Catania è rimasto chiuso da ieri notte fino a mezzogiorno di oggi, per l'eruzione di cenere lavica dall'Etna, un'altissima colonna di cenere lavica emessa dal nuovo cratere di Sud-Est. Lo scalo è tornato operativo, ma con un numero limitato negli atterraggi: cinque aeromobili l'ora. Nessuna restrizione, invece, per le partenze.

L’eruzione continua - L’attività eruttiva dell’Etna prosegue con la stessa energia di ieri. Un'altissima colonna di cenere lavica è emessa dal nuovo cratere di Sud-Est, con boati, esplosioni, fontane di lava, emissione di cenere e di una colata lavica. Il fronte più avanzato è fermo nella parete alta della Valle del Bove, ai piedi della scarpata, a quota 1800 metri. Il tremore registrato nei condotti magmatici interni del vulcano è sui valori di ieri, assente l'attività sismica.
"Ma non c'è alcun rischio per i turisti” assicura Eugenio Privitera, direttore dell'osservatorio Etneo dell'istituto di geofisica e vulcanologia. “Tutta l'eruzione avviene in una zona assolutamente desertica - aggiunge - e comunque ci sono ordinanze sindacali che regolano il flusso turistico. La zona dove sono avvenute le esplosioni di giovedì è interdetta alle escursioni e ci si può avvicinare solo al seguito di guide vulcanologiche”.

Giovedì 16 marzo dieci persone, tra le quali alcuni stranieri, erano rimaste ferite per la ripresa dell'attività eruttiva dell'Etna. Al momento dell'esplosione, nella zona erano presenti 35 escursionisti.

L'aeroporto riapre – Dopo la chiusura, dalla notte di ieri, con conseguenti cancellazioni e deviazioni di diversi voli verso Comiso e Palermo, l'aeroporto Fontanarossa è stato riaperto dalle ore 12. Lo scalo è tornato operativo, ma con un numero limitato negli atterraggi: cinque aeromobili l'ora. Nessuna restrizione, invece, per le partenze. 
In mattinata la società che gestisce lo scalo, in una nota, aveva comunicato il permanere della "fase eruttiva dell'Etna, accompagnata da una consistente quantità di cenere nell'atmosfera. All'alba di stamani le spazzatrici hanno ripulito la pista dalla cenere lavica caduta in nottata ma la situazione resta critica”.
“I passeggeri in arrivo e in partenza nella fascia oraria interessata potranno ricevere informazioni dalle compagnie aeree e tramite i canali di comunicazione dell'Aeroporto di Catania. L'orario dei voli è fruibile in tempo reale sul sito www.aeroporto.catania.it. Aggiornamenti sull'operatività dello scalo  anche sui profili Facebook e Twitter”.

ETNA, altissima colonna di fumo, chiuso l'aeroporto di CATANIA

CATANIA, 18 marzo - Un'altissima colonna di cenere lavica è emessa dal nuovo cratere di Sud-Est dell'Etna, che continua la sua attività eruttiva. La nuova fase ha fatto chiudere la notte scorsa l'aeroporto internazionale di Catania che resterà non operativo fino a mezzogiorno. Un'ora prima tornerà a riunirsi l'Unità di crisi. Le spazzatrici hanno ripulito la pista dalla cenere lavica, ma la situazione resta critica. E' invece aperto lo scalo di Comiso (Ragusa). 
Il codice Vona Rosso, allerta rosso sugli spazi aerei, è stato emesso dall' Ingv di Catania che monitora l'attività del vulcano che prosegue con la stessa energia di ieri: dal nuovo cratere di Sud-Est continua l'attività 'stromboliana' con boati, esplosioni, fontane di lava, emissione di cenere e di una colata lavica. Il fronte più avanzato del 'braccio' è fermo nella parete alta della desertica Valle del Bove. Il tremore registrato nei condotti magmatici interni del vulcano è sui valori di ieri, assente l'attività sismica.

giovedì 16 marzo 2017

ETNA, esplode cratere, dieci turisti feriti


CATANIA, 16 marzo - Dieci persone sono rimaste ferite dall'esplosione di uno dei crateri dell'Etna che è in attività. Sono stati colpiti da materiale lavico. Nessuno sarebbe in gravi condizioni. Soltanto sei saranno ricoverati negli ospedali di Catania e Acireale.
E' stato il contatto tra la lava incandescente della colata dell'Etna e la neve presente ad alta quota a provocare l'"esplosione freatica" a quota 2.700 metri del vulcano. Il materiale piroclastico lanciato lontano come schegge ha colpito degli escursionisti. Il fenomeno, conosciuto dagli esperti dell'Ingv di Catania, è avvenuto sul fronte della colata lavica, sul Belvedere dell'Etna, in territorio di Nicolosi.
L'esplosione freatica si verifica quando il magma riscalda terra provocando l'evaporazione quasi istantanea dell'acqua, con conseguente esplosione di vapore, acqua, cenere, roccia. A spiegarlo è il vulcanologo Stefano Branca dell'Ingv di Catania: l'esplosione "è avvenuta sul fronte della colata lavica attiva a 2700 metri di quota ed è stata causata dal rapido scioglimento della neve".

domenica 26 febbraio 2017

CATANIA, esplode palazzo di tre piani in centro, morta anziana donna, 4 feriti


CATANIA, 26 febbraio - Un palazzo di tre piani è crollato intorno alle 2.30 della notte nel centro di Catania, probabilmente in seguito ad una esplosione provocata da una bombola di gas. Morta un'anziana donna, trovata tra le macerie insieme a quattro feriti, due dei quali trasportati in ospedale in codice rosso. Tra questi una bimba di un anno. Si cerca ancora tra quel che resta dell' edificio, ma si pensa non vi siano altri dispersi. Della palazzina, sventrata dall'esplosione, sono rimasti solo il tetto e le fondamenta.   Evacuati i palazzi adiacenti.
 "Viva per miracolo": così  Francesca Giuffrida, 67 anni, si definisce mentre, seduta su dei gradini esterni di un negozio, vede le macerie della sua casa.
"Ci potevo essere anch'io là sotto, magari morta - aggiunge - e invece ieri sono andata a casa di mio figlio. E questo mi ha salvato la vita". Ovviamente conosceva "da anni tutte le persone del palazzo". "Tutte persone - sottolinea - tranquille". Anche lei sa della morta della persona anziana travolta dalle macerie: "certo - conferma - era la 'signorina': non era sposata e viveva da sola". 

domenica 15 gennaio 2017

CATANIA, preso il capo del braccio armato del clan Santapaola


CATANIA, 15 gennaio - Andrea Nizza, considerato a capo del braccio armato della cosca Santapaola e a capo di uno più vasti traffici di droga, è stato catturato nel Catanese. I carabinieri lo hanno arrestato a Viagrande assieme a due amici che avevano preso in affitto la casa in cui si nascondeva. Nizza era inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi d'Italia: alla sua cattura potrebbe aver contribuito il fratello Fabrizio, collaboratore di giustizia

lunedì 9 gennaio 2017

CATANIA, 14enne si impicca, non sopportava la separazione dei genitori



CATANIA, 9 gennaio - Una quattordicenne si è tolta la vita la notte scorsa nel Catanese. La ragazzina si è impiccata nella sua stanza nella casa con cui abitava con la madre.  Secondo quanto si è appreso, soffriva per la separazione tra i genitori avvenuta cinque anni fa. Ha lasciato un biglietto che spiegava alla famiglia il suo drammatico gesto e per sottolineare che si trattava di una sua decisione.
"C'erano delle fragilità pregresse nella ragazzina, i cui genitori si erano separati cinque anni fa, ma cerchiamo la causa scatenante del suicidio, che al momento non emerge con chiarezza". Lo afferma il Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. "Che sia un suicidio - sottolinea il magistrato - non ci sono dubbi, anche alla luce della lettera di spiegazioni che la ragazza ha lasciato. Non emergono problemi scuola o di relazione. Attendiamo il rapporto dei carabinieri della compagnia di Gravina di Catania per avere un quadro più chiaro anche sul movente".
   "Era solare, sorridente, amata da tutti, disponibile, ma aveva sempre un velo di tristezza sul volto, forse la separazione dei genitori l'aveva segnata e resa più fragile. Ma non c'era alcunché che lasciasse presagire il gesto. Siamo tutti sconvolti e addolorati". Così la ricorda la sua docente d'italano della scuola media che la ragazza frequentava .
"Fino a ieri sera alle 19.30 - rivela la prof. - era impegnata su una chat con i compagni di classe, che l'avevano accolta bene, e dove lei si era inserita benissimo. Le solite cose: i compiti, le vacanze. Stava studiando una lezione di italiano sul Manzoni, in cucina, dove è stato trovato il libro aperto. Poi all'improvviso - aggiunge commossa - la decisione: si è recata nella sua stanza e si è tolta la vita. Un gesto incomprensibile, nessun segnale premonitore. La famiglia è distrutta e i suoi compagni anche e noi docenti anche".

sabato 27 agosto 2016

DESTINO, medico sequestrato in Libia, liberato dopo 6 mesi, annega in Sicilia


CATANIA, 26 agosto - E' morto trascinato in mare da un'onda anomala mentre era sugli scogli del porticciolo di San Giovanni Li Cuti, a Catania, Ignazio Scaravilli, il medico ortopedico di 71 anni che lo scorso anno era stato sequestrato per sei mesi in Libia. La notizia è stata confermata dal fratello dell'uomo alla polizia di Stato, intervenuta sul posto.Anche sul profilo Facebook di Ignazio Scaravilli il figlio ha postato la conferma della morte del padre: «Un saluto e un grazie a tutti, purtroppo la notizia che avete letto è vera», ha scritto. La tragedia è avvenuta nel tardo pomeriggio di oggi nel porticciolo che si trova nel capoluogo etneo. L’uomo, secondo una prima ricostruzione, era su una scaletta che porta in mare una violenta onda l’ha travolto trascinandolo in acqua. L’impatto con gli scogli di pietra lavica che caratterizzano il lungomare Ognina gli ha procurato un esteso trauma facciale e cranico che ne ha causato il decesso. Inutili i soccorsi che sono arrivati immediati da parte di amici e parenti. Ignazio Scarivilli era un appassionato del suo lavoro di chirurgo ortopedico specializzato in interventi sulla mano e riabilitazione e con la voglia di essere utile al mondo. Era partito, assieme ad altri tre colleghi siciliani, prima del Natale del 2014 per dare il proprio contributo all’ospedale di Dar Al Wafa, nella zona di Suq Talat. Dopo una ventina di giorni il sequestro. A segnalare la sua scomparsa erano stati altri medici e i suoi familiari di Catania, preoccupati per la mancanza di notizie. A rapirlo sarebbero state forze vicine al sedicente stato islamico in Libia Era stato liberato il 9 giugno del 2015 con il concorso delle autorità di Tripoli e un lungo e sotterraneo lavoro della Farnesina e dei nostri servizi d’informazione. 

Scaravilli aveva lavorato a lungo a Padova, dove aveva ancora casa in cui risiedeva con la moglie fin quando viveva nella città veneta. Nel 2014 era rientrato in Sicilia dopo avere prestato servizio per 35 anni al “Cto”, oggi noto come ospedale Sant’Antonio. Alcuni li aveva salutati al telefono prima di Natale, per gli auguri. Ad uno di loro, un anestesista, aveva confidato anche l’intenzione di partire per la Libia, chiedendogli se avesse voluto fare la stessa scelta. 

sabato 30 aprile 2016

CATANIA, atterraggio d'emergenza di ATR 42, non si è aperto il carrello


CATANIA, 30 aprile - Atterraggio di emergenza attorno a mezzogiorno all'aeroporto Fontanarossa di Catania di un ATR 42 della compagnia aerea Air Vallè al quale non si è aperto il carrello. Il velivolo è riuscito a toccare la pista col muso e non cisono stati problemi per le 21 persone a bordo, 18 passeggeri e 3 componenti l'equipaggio. Nello scalo internazionale di Fontanarossa, che è attualmente chiuso, sono scattati i sistemi di sicurezza che hanno funzionato. Il volo proveniva da Rimini.

lunedì 7 dicembre 2015

ETNA, riaperto stamane l'aeroporto di CATANIA


CATANIA, 7 dicembre - E' stato riaperto al traffico stamane alle 6:30 l'aeroporto di Catania. Lo scalo aereo era stato chiuso la notte scorsa all'una a causa della cenere emessa dall'Etna. Intanto prosegue l'eruzione sull'Etna con fontane di lava incandescenti emesse dalla "voragine" da dove parte anche una colata, con la tipica attività stromboliana, con cenere lavica e boati.

mercoledì 7 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ NICOLOSI (CT), ventenne uccisa a coltellate Fermato l'ex che aveva denunciato per stalking



NICOLOSI (Catania) - Una ventenne, Giordana Di Stefano, è stata uccisa questa mattina con diversi colpi di arma da taglio nella sua auto, un'Audi 2, a Nicolosi, nel Catanese, nella periferica via Monpeluso.  La giovane era parte lesa oggi nella prima udienza preliminare per stalking scaturita da una sua denuncia del 3 ottobre 2013 eni confronti dell'ex fidanzato Luca Priolo, nel pomeriggio bloccato dalla polizia a Milano. Da allora non aveva più segnalato minacce e non aveva neppure nominato un proprio avvocato.  All'episodio denunciato non erano più seguite altre segnalazioni. Nell'esposto la 20enne segnalava di avere ricevuto messaggi assillanti e di essere stata vittima di appostamenti da parte di un ez fidanzato. Oggi il procedimento è stato regolarmente incardinato ugualmente dalla Procura di Catania che ha chiesto il rinvio a giudizio dell'imputato. La prima udienza si sarebbe dovuta tenere stamattina ma è stata rinviata perché il legale dell'imputato ha chiesto il ricorso a riti alternativi ipotizzando anche una bonaria risoluzione.
Giordana Di Stefano  e il suo ex convivente, Luca Priolo, avevano un contenzioso aperto in sede civile per l'affido esclusivo della figlia di quattro anni. La giovane aveva presentato la richiesta e il ventiquattrenne si era detto pronto ad accettare l'accordo se lei avesse ritirato la denuncia per stalking presentata nel 2013. Secondo fonti legali, lui avrebbe voluto lavorare come guardia giurata e aveva bisogno di chiudere il fascicolo penale per potere ottenere il porto d'armi. Il procedimento per stalking era stato avviato dopo che il giovane era entrato da una finestra a casa di Giordana, nel 2013. Lui si era difeso sostenendo di essere entrato perché aveva visto un auto sospetta fuori e voleva garantire la loro sicurezza. Il giovane è stato fermato a Milano+ dai carabinieri nella stazione ferroviaria dove aveva intenzione di prendere un treno internazionale. Nei suoi confronti il procuratore di Catania Michelangelo Patanè e il sostituto Alessandro Sorrentino hanno emesso un fermo per omicidio volontario aggravato.
Giordana Di Stefano lascia una figlia di 4 anni Sul suo profilo Facebook c'è una foto con la figlia e un giovane davanti la torta di compleanno il 27 agosto scorso. La vittima era una ballerina e partecipava a eventi e spettacoli nella Sicilia orientale. 

lunedì 31 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ PALAGONIA, i coniugi uccisi da un migrante. La figlia: colpa anche dello Stato

Mamadou Kamara
PALAGONIA (Catania), 31 agosto - "E' anche colpa dello Stato se i miei genitori sono stati uccisi perché permette a questi migranti di venire qui da noi e di fargli fare quello che vogliono, anche rapinare e uccidere". Lo ha detto Rosita Solano, figlia dei coniugi uccisi nella loro villa di Palagonia. "Renzi venga qui, a spiegare e non a chiedere scusa o a giustificarsi perché i miei genitori ormai sono morti e il Governo - ha aggiunto la donna - deve dirci perché".
Sono proseguiti fino a notte fonda i rilievi della polizia scientifica nella villa di Palagonia. Sono stati fatti controlli con il luminol e cercate impronte. Del duplice omicidio è accusato un ivoriano di 18 anni, Mamadou Kamara, dall'8 giugno ospite del Cara di Mineo, fermato ieri dalla polizia su disposizione della Procura di Caltagirone. L'ipotesi è che possa aver avuto dei complici.

domenica 30 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ PALAGONIA (Ct)/- 70enne sgozzato, moglie gettata dal balcone. Rapina finita male


PALAGONIA (Catamia), 30 agosto - Una coppia di 70enni è stata uccisa nella sua villetta a Palagonia, in provincia di Catania: lui è stato sgozzato, lei è stata lanciata dal balcone. Il movente sarebbe una rapina. Controlli sono in corso su un extracomunitario che era stato fermato dalla polizia di Stato al Cara di Mineo.  La scoperta è stata fatta da una gazzella dei carabinieri sulla scorta del sequestro di un telefonino che era stato condotto dalla polizia risultato essere stato rubato. Le indagini sul duplice omicidio sono state avviate dopo che la polizia di Stato all'ingresso dal Cara di Mineo, nell'ambito di controlli continui, ha trovato un uomo della Costa d'Avorio in possesso di cellulare, computer e videocamera in un suo borsone.
Una pattuglia di carabinieri si è recata a casa del proprietario del telefonino a Palagonia per accertamenti ed ha fatto la tragica scoperta. L'uomo è al momento accusato della ricettazione del materiale rubato, ma accertamenti sono in corso. La scena che si è presentata agli investigatori è stata di quelle violente ed efferate. A decretare la morte dei due coniugi settantenni potrebbe essere stata una rapina finita nel peggiore dei modi con una vera e propria esecuzione per i due anziani.

venerdì 28 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ BIANCAVILLA, è stata la moglie a uccidere il marito violento con un bastone


BIANCAVILLA (Catania), 28 agosto - Non è stato un bandito a uccidere ieri Alfio Longo, 67 anni, nella sua villa di Biancavilla ieri, ma la moglie, Vincenzina Ingrassia. La donna, che ha inscenato una rapina, è stata fermata da carabinieri di Catania. Il provvedimento è stato emesso dal procuratore Michelangelo Patanè. Alfio Longo aveva "scatti violenti" e Vincenzina Ingrassia avrebbe ucciso il marito, inscenando poi una rapina, perché "stanca di subire". Lo avrebbe affermato la donna, che ha confessato l'omicidio, nelle dichiarazioni rese la notte scorsa ai carabinieri di Catania che l'hanno fermata su disposizione della Procura.

giovedì 20 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ Partite comprate, il CATANIA retrocesso dalla B in Lega Pro

Il presidente del Catanias Pulvirenti
ROMA, 20 agosto - Retrocessione in Lega Pro e 12 punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione. E' questa per il Catania la sentenza del Tribunale nazionale della Federcalcio sulla vicenda delle partite comprate dal presidente Pulvirenti in chiusura dello scorso campionato di serie B. Il Procuratore Stefano Palazzi aveva chiesto la retrocessione in Lega Pro con 5 punti di penalizzazione, in virtù della "collaborazione fattiva" offerta dal patron del club etneo.
Il Tribunale nazionale della Federcalcio ha anche disposto la retrocessione in serie D (senza punti di penalizzazione) per Teramo e Savona. Le due squadre erano accusate dalla procura federale di aver "combinato" l'ultima partita dello scorso campionato di Lega Pro: vincendo a Savona gli abruzzesi ottennero la promozione in serie B.   

lunedì 29 giugno 2015

Il presidente del CATANIA: ho pagato 100mila euro a partita

Antonino Pulvirenti
CATANIA, 29 giugno - Antonino Pulvirenti, presidente del Catania, "nel corso di un lungo interrogatorio ha ammesso di avere comprato le cinque partite al centro dell'inchiesta a partire da Varese-Catania". Lo ha affermato il procuratore Giovanni Salvi in una dichiarazione alla stampa. Pulvirenti ha precisato di aver pagato 100mila euro a partita, negando di avere scommesso, ma di avere agito per salvare il Catania dalla retrocessione in Lega Pro.
Oltre a Pulvirenti, erano finiti in manette anche il suo vice Pablo Cosentino e l'ex direttore sportivo del Catania Daniele Delli Carri. Arresti domiciliari per truffa e frode sportiva per gli altri quattro coinvolti, due procuratori sportivi e altrettanti gestori di scommesse online. 
Le partite incriminate - Le partite finite nel mirino degli inquirenti sono proprio cinque: Varese-Catania, del 2 aprile 2015, terminata con il risultato di 0-3; Catania-Trapani dell'11 aprile 2015 terminata 4-1; Latina-Catania del 19 aprile 2015 1-2; Catania-Ternana del 24 aprile 2015 terminata 2-0; e  Catania-Livorno del 2 maggio terminata 1-1. Accertamenti in corso su Catania-Avellino del 19 marzo 2015 terminata 1-0.

martedì 23 giugno 2015

CALCIOSCOMMESSE, 5 le partite "combinate" del CATANIA

Antonino Pulvirenti
CATANIA, 23 giugno - "Estraneo" alle accuse contestate e "certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti". E' la posizione del presidente del Catania, Antonino Puvirenti, che attraverso il suo avvocato, il professore Giovanni Grasso, esprime "massima fiducia nella magistratura".
Sono "cinque le partite di Serie B" per cui la Procura di Catania "ritiene accertata la combine" e sulle quale ha indagato la polizia di Stato. Sono: Varese-Catania, del 2 aprile 2015, terminata con il risultato di 0-3; Catania-Trapani dell'11 aprile 2015 terminata 4-1; Latina-Catania del 19 aprile 2015 1-2; Catania-Ternana del 24 aprile 2015 terminata 2-0; e Catania-Livorno del 2 maggio terminata 1-1. Accertamenti sono in corso anche su Catania-Avellino del 19 marzo 2015 terminata 1-0.
"Riteniamo che almeno 5 partite, forse 6, siano state truccate attraverso il pagamento di somme di denaro". Lo ha affermato il Procuratore della Repubblica a Catania Giovanni Salvi durante la conferenza stampa sugli arresti che hanno coinvolto, tra gli altri, i vertici del Calcio Catania. L'operazione e' stata denominata "I treni del gol".
L'indagine è stata condotta dalla Digos, in collaborazione con la Polizia postale. "Il rischio di invalidare il campionato non esiste. Per definizione la responsabilità è individuale, quindi risponde chi paga". Così il presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi a Sky TG24 HD, in merito alla possibilità che l'inchiesta che ha colpito alcuni dirigenti del Catania possa invalidare il campionato di Serie B appena concluso. "La situazione è circoscritta, ha aggiunto il presidente della Lega di Serie B Abodi- anche se indubbiamente c'è un'incidente sulla competizione stessa. A questo punto mi auguro soltanto che, al di là della competizione che si è appena chiusa, si possa riaprire la nuova sotto gli auspici migliori e che ci sia un processo che velocemente ci consenta di iniziare la competizione"
Al momento non sono indagati né giocatori né dirigenti di altri club, ma la Procura di Catania starebbe vagliando la posizione di alcuni di loro alla luce di intercettazioni telefoniche eseguite dalla polizia di Stato e confluite nel fascicolo. Gli unici indagati del Catania sono i tre agli arresti domiciliari: Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri.

martedì 21 aprile 2015

LA STRAGE IN MARE, fermati i due scafisti. "C'è stata una collisione con la King Jacob"




CATANIA, 21 aprile - La nave Gregoretti, della Guardia costiera, con a bordo 27 dei 28 superstiti del naufragio a largo della Libia è nel porto di Catania dalla scorsa mezzanotte. Ad accogliere l'imbarcazione sulla banchina del molo etneo il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, in rappresentanza del governo.
"Fermati i due scafisti dell'imbarcazione affondata. Si tratta del comandante, tunisino, e di un suo assistente, siriano". Lo afferma in una dichiarazione il ministro dell'interno Angelino Alfano. Sono accusati di omicidio colposo plurimo, naufragio e favoreggiamento d'immigrazione clandestina. I due, ha spiegato il procuratore di Catania Giovanni Salvi, sono stati indicati dai sopravvissuti che erano a bordo della nave Gregoretti e riconosciuti anche dal giovane del Bangladesh ricoverato in ospedale a Catania a cui sono state mostrate delle fotografie.
Lo scafista che era al comando del barcone naufragato al largo della Libia, nel cercare di nascondersi e non farsi riconoscere, avrebbe pilotato con poca attenzione l'imbarcazione, che sarebbe entrata in collisione con mercantile King Jacob giunto in zona per prestare i soccorsi. Lo hanno raccontato i migranti sopravvissuti.
All'Unhcr i migranti hanno detto di essere partiti dalla Libia sabato mattina, attorno alle otto, e hanno sostenuto che a bordo c'erano circa 800 persone.

venerdì 13 febbraio 2015

MALASANITA', la neonata di CATANIA morta soffocata perchè non si è trovata una cannula per i polmoni

CATANIA, 13 febbraio - Hanno assistito impotenti alla morte della loro figlia appena nata, a poche ore dal parto. La tragedia è avvenuta subito dopo quello che dovrebbe essere uno dei momenti più belli della vita di un genitore. Il dramma è iniziato dopo il taglio del cordone ombelicale: la piccola non respirava, probabilmente per del liquido amniotico nei polmoni. Serviva una cannula per la disostruzione, ma medici e infermieri non l'hanno trovata. "La bambina, dopo il primo vagito, non rispondeva, affannata, come non respirasse", racconta il padre, il 30enne Andrea di Pietro al Corriere della Sera. "Che ci fosse una crisi respiratoria si è capito subito. I medici dicevano che forse la bimba aveva ingoiato liquido amniotico. E io a scongiurarli di toglierglielo dai polmoni. Ci vuole una cannula, diceva uno. E l’altro la cercava senza trovarla", aggiunge
Ora i genitori chiedono giustizia, dopo la tragedia immane che li ha colpiti: "Hanno permesso che per una cannuccia morisse mia figlia. Che cos’è? Negligenza, malasanità, strafottenza? Date una risposta. Che diano una risposta assessori e magistrati. E che la diano anche su questi tre ospedali di Catania dove non si trova posto per un’emergenza, per salvare una vita".

La piccola morta in ambulanza, in ospedale non c'erano posti - La piccola era nata alla clinica privata la "Casa di cura Gibiino" di Catania e lì ha avuto i problemi respiratori. Dopo essersi accorti della gravità della situazione i medici hanno deciso di trasferirla all'ospedale della città siciliana, ma non c'erano posti disponibili. La piccola è morta in ambulanza, mentre veniva trasferita a Ragusa. La Procura ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania.