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giovedì 8 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ Confessa lo stalker di NICOLOSI: "Sì, Giordana l'ho uccisa io..."

Luca Priolo
MILANO, 8 ottobre - "Io l'amavo ma lei non mi voleva più. Temevo che non mi facesse più vedere la bambina". Così, tra le lacrime, Luca Priolo ha confessato l'omicidio della sua ex compagna Giordana Di Stefano, 20 anni.  L'omicidio è avvenuto a Nicolosi (Catania) ma il ragazzo è stato fermato a Milano mentre tentava di fuggire all'estero. "Volevo trasferirmi con Giordana e la bimba a New York", ha aggiunto prima di essere trasferito in cella. Il giovane è stato fermato dai carabinieri a Milano, dopo una lunga corsa in auto, mentre alla stazione cercava di prendere un treno per fuggire all'estero. Ai militari, in caserma, ha poi reso ampia confessione: "sì, sono stato io...", ha ammesso.
Lui parla in lacrime di un raptus di follia, di aver agito senza premeditazione. Un omicidio inaspettato nonostante la denuncia per stalking che la stessa Giordana aveva presentato nel 2013 perché Luca, nonostante la loro storia fosse già finita, la seguiva. Ed era arrivato ad entrare anche in casa di Giordana passando per una finestra.

La ricostruzione del delitto - Ai carabinieri di Milano Priolo ha raccontato tutto. Martedì sera Giordana aveva cenato fuori con un cugino e davanti alla pizzeria ha incontrato Luca. I due si sono appartati in auto per l'ennesima discussione. Il giovane ha tirato fuori un coltello, che aveva con sè, e ha ucciso la ragazza Poi è tornato a casa sua, col motorino, si è cambiato, ha salutato la madre ed è salito a bordo dell'auto di quest'ultima. In casa ha lasciato il cellulare, per non essere rintracciato, e durante il tragitto si è sbarazzato dei vestiti sporchi di sangue. Ma il sistema tutor ha immortalato la sua macchina, l'ha seguita fino a Milano. E in stazione Centrale, mentre tentava di salire su un treno per Lugano, i carabinieri lo hanno fermato. "Sì, sono io", ha detto ai militari che lo hanno chiamato per nome. E tra le lacrime si è fatto ammanettare.

Gli abiti sporchi di sangue sono stati trovati vicino a un centro commerciale. A indicare il luogo del ritrovamento è stato lo stesso 24enne durante la confessione. All'appello manca l'arma con cui ha ucciso l'ex compagna, un coltello da caccia, che ha nascosto nella stessa zona.

mercoledì 7 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ NICOLOSI (CT), ventenne uccisa a coltellate Fermato l'ex che aveva denunciato per stalking



NICOLOSI (Catania) - Una ventenne, Giordana Di Stefano, è stata uccisa questa mattina con diversi colpi di arma da taglio nella sua auto, un'Audi 2, a Nicolosi, nel Catanese, nella periferica via Monpeluso.  La giovane era parte lesa oggi nella prima udienza preliminare per stalking scaturita da una sua denuncia del 3 ottobre 2013 eni confronti dell'ex fidanzato Luca Priolo, nel pomeriggio bloccato dalla polizia a Milano. Da allora non aveva più segnalato minacce e non aveva neppure nominato un proprio avvocato.  All'episodio denunciato non erano più seguite altre segnalazioni. Nell'esposto la 20enne segnalava di avere ricevuto messaggi assillanti e di essere stata vittima di appostamenti da parte di un ez fidanzato. Oggi il procedimento è stato regolarmente incardinato ugualmente dalla Procura di Catania che ha chiesto il rinvio a giudizio dell'imputato. La prima udienza si sarebbe dovuta tenere stamattina ma è stata rinviata perché il legale dell'imputato ha chiesto il ricorso a riti alternativi ipotizzando anche una bonaria risoluzione.
Giordana Di Stefano  e il suo ex convivente, Luca Priolo, avevano un contenzioso aperto in sede civile per l'affido esclusivo della figlia di quattro anni. La giovane aveva presentato la richiesta e il ventiquattrenne si era detto pronto ad accettare l'accordo se lei avesse ritirato la denuncia per stalking presentata nel 2013. Secondo fonti legali, lui avrebbe voluto lavorare come guardia giurata e aveva bisogno di chiudere il fascicolo penale per potere ottenere il porto d'armi. Il procedimento per stalking era stato avviato dopo che il giovane era entrato da una finestra a casa di Giordana, nel 2013. Lui si era difeso sostenendo di essere entrato perché aveva visto un auto sospetta fuori e voleva garantire la loro sicurezza. Il giovane è stato fermato a Milano+ dai carabinieri nella stazione ferroviaria dove aveva intenzione di prendere un treno internazionale. Nei suoi confronti il procuratore di Catania Michelangelo Patanè e il sostituto Alessandro Sorrentino hanno emesso un fermo per omicidio volontario aggravato.
Giordana Di Stefano lascia una figlia di 4 anni Sul suo profilo Facebook c'è una foto con la figlia e un giovane davanti la torta di compleanno il 27 agosto scorso. La vittima era una ballerina e partecipava a eventi e spettacoli nella Sicilia orientale.