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sabato 17 dicembre 2016

Gli 80 anni di papa Francesco, auguri da Mattarella e Obama


ROMA, 17 dicembre - "L'Italia le è grata per la sua costante vicinanza, specie nei momenti di così grande dolore". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Papa Francesco, che oggi compie 80 anni. "La felice ricorrenza del suo compleanno - scrive il presidente della Repubblica - mi offre la gradita opportunità di rivolgerle, a nome del popolo italiano e mio personale, i più sentiti e calorosi auguri".
Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha inviato i suoi migliori auguri, e degli americani, a Papa Francesco in occasione dell'80.mo compleanno del Pontefice, auspicando che l'esempio di umiltà del Santo Padre sia guida per il mondo ed esprimendo particolare gratitudine per il sostegno del Papa alla normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba.

lunedì 21 settembre 2015

ESTERI/ STATI UNITI, scatta allarme terrorismo (e domani arriva il Papa)

NEW YORK, 21 settembre - Negli Stati Uniti scatta un nuovo allarme terrorismo, proprio alla vigilia dell'arrivo del Papa. Secondo un documento del Pennsylvania State Police's Criminal Intelligence Center ottenuto dal network Nbc, le forze dell'ordine temono che terroristi possano travestirsi da agenti di polizia e vigili del fuoco per lanciare attentati nel Paese. Utilizzando documenti falsi, inoltre, potrebbero entrare in aree riservate. Gli Stati Uniti sono vulnerabili perché i terroristi possono acquistare facilmente tutto il necessario per il travestimento. "Un'ampia gamma di prodotti, come abbigliamento, armi e attrezzature tecniche, sono disponibili su internet per tutti, senza particolari controlli", si legge nel documento. Le forze dell'ordine invitano le autorità a tenere alta la guardia e a verificare uniformi e accrediti, veicoli di emergenza sovraccarichi o in aree non autorizzate senza una spiegazione.
"I concittadini non sono quelli di cui si approfitta, si usa e si abusa". E' il monito di papa Francesco durante la messa a Holguin, nella seconda giornata della visita a Cuba. "Lo sguardo di Gesù genera un'attività missionaria, di servizio, di dedizione - ha detto -. Il suo amore guarisce le nostre miopie e ci stimola a guardare oltre, a non fermarci alle apparenze o al politicamente corretto".

domenica 20 settembre 2015

ESTERI/ L'AVANA, seicentomila danno il benvenuto a FRANCESCO in piazza Rivoluzione



L'AVANA, 20 settembre - "Non dimentichiamoci della Buona Notizia di oggi: la grandezza di un popolo, di una nazione; la grandezza di una persona si basa sempre su come serve la fragilità dei suoi fratelli. In questo troviamo uno dei frutti di una vera umanità". Così il Papa ha concluso l'omelia nella messa all'Avana in Plaza de la Revolucion, all'Avana, la piazza teatro dei grandi raduni cubani, caratterizzata dal celebre ritratto murale di Che Guevara, aggiungendo: "Chi non vive per servire, non serve per vivere". Il "servizio" agli altri, invocato da papa Francesco nella messa all'Avana, "non è mai ideologico - ha detto -, dal momento che non serve idee, ma persone".
Francesco è arrivato con la "papamobile" aperta ed è stato accolto con una grande ovazione della folla - la piazza può contenere fino a 600 mila persone - che sventolava bandierine di Cuba e del Vaticano e cantava inni locali. 
Il Pontefice ha impartitopersonalmente la prima comunione a dieci bambini. E' la prima volta che questo accade in un viaggio di un Papa. Prima di iniziare la messa, davanti alla sacrestia Francesco ha incontrato brevemente alcuni rappresentanti di altre confessioni cristiane presenti a Cuba.
Per la visita del Papa è stata realizzata una grande scritta "Missionero de la misericordia". Ad attenderlo, tra migliaia di persone, ci sono anche il presidente cubano Raul Castro e la presidente dell'Argentina Cristina Kirchner, giunta nell'isola caraibica già da ieri.
Nel pomeriggio, alle 16.00 (le 23.00 in Italia), la visita di cortesia al presidente Raul Castro nel Palazzo presidenziale, con il colloquio privato tra i due e quello bilaterale tra la delegazione vaticana con il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e i rappresentanti del governo. Il programma della giornata prevede poi la celebrazione dei Vespri con il clero locale nella cattedrale dell'Avana, alle 17.15 (il Italia sarà già lunedì) e il saluto ai giovani nel Centro culturale padre Felix Varela alle 18.30. Sempre oggi, anche se non è confermato ufficialmente, dovrebbe aver luogo un incontro di papa Francesco con l'anziano leader della rivoluzione cubana, Fidel Castro
A Plaza de la Revolucion celebrarono anche papa Wojtyla nel 1998 e papa Ratzinger nel 2012. Al termine, l'Angelus domenicale.  

sabato 19 settembre 2015

ESTERI/ COLLOQUIO Obama-Castro, in attesa di papa Francesco


WASHINGTON, 19 settembre - Il presidente americano, Barack Obama, ha avuto un colloquio telefonico col presidente cubano, Raul Castro. Lo rende noto la Casa Bianca. Obama e Castro, a pochi giorni dalla visita del Pontefice nei due Paesi, hanno elogiato il ruolo svolto proprio da Papa Francesco nel migliorare i rapporti tra Stati Uniti e Cuba. Il colloquio è avvenuto a poche ore della partenza del Pontefice per il suo viaggio a Cuba e Stati Uniti di 10 giorni. "Vengo a visitarvi per condividere la fede e la speranza", ha sottolineato Francesco, che arriverà alle 22 a L'Avana.
Questo sarà il più lungo viaggio del pontificato, ma anche il più denso e complesso. Ventisei i discorsi in programma: 8 a Cuba e 18 negli Usa, di cui solo quattro in inglese, il resto in spagnolo. Complessivamente saranno 19.171 i km percorsi da Francesco in sette voli.

domenica 5 luglio 2015

Il Papa partito per l'ECUADOR


ROMA, 5 luglio -  Papa Francesco è partito per l'Ecuador. L'airbus A330 dell'Alitalia è decollato alle 9,15 dall'aeroporto di Fiumicino. L'arrivo all'aeroporto internazionale "Mariscal Sucre" di Quito è previsto alle 15 ora locale, le 22 ora italiana. Quito è la prima tappa del nono viaggio internazionale del Papa, che lo porterà prima in Ecuador, poi in Bolivia e Paraguay, con rientro a Roma lunedì 13 luglio. Fino a questo momento è il più lungo viaggio del pontificato, ed è la prima volta che il papa latinoamericano va di sua iniziativa nel suo continente: è stato a Rio nel 2013, ma per la Gmg che aveva convocato Benedetto XVI. Nei giorni in sud America il Pontefice passerà dalle Ande alla zona amazzonica, cambiando diverse volte altitudine, per esempio con i 2.800 metri di Quito, i 40 di Guayaquil, i 4.000 di El Alto, l'aeroporto internazionale più alto del mondo.
Il Pontefice incontrerà popoli di diverse etnie, indigeni, meticci, figli dell'immigrazione europea. Ascolterà diverse lingue, da quelle andine al guaranì che con lo spagnolo è delle lingua ufficiale Paraguay. Cambierà tre fusi orari. Il Papa parteciperà alla cerimonia di benvenuto nell'aeroporto Mariscal Sucre e poi percorrerà circa 40 chilometri in papamobile per raggiungere la nunziatura, in quello che presumibilmente sarà il primo bagno di folla di questo viaggio.

domenica 12 aprile 2015

Il PAPA parla di genocidio degli armeni, la Turchia convoca l'ambasciatore del Vaticano

ANKARA,12 aprile - La Turchia ha convocato l'ambasciatore del Vaticano ad Ankara dopo che papa Francesco ha definito il massacro degli armeni come il 'primo genocidio' del ventesimo secolo. La Turchia, che deve anche ancora fare un commento ufficiale alle parole del Pontefice, ha convocato il diplomatico per protestare- ha spiegato una fonte del governo- per la descrizione degli eventi come 'un genocidio'. La Turchia non ha mai riconosciuto che morirono centinaia di migliaia di cristiani armeni nelle violenze dei soldati ottomani a partire dal 1915. 

mercoledì 17 dicembre 2014

Disgelo Usa-Cuba, OBAMA e CASTRO ringraziano Papa Francesco


WASHINGTON - Hanno parlato in contemporanea Obama e Raul Castro per annunciare lo storico "disgelo" tra Usa e Cuba
OBAMA - "Porremo fine a questo approccio oramai vecchio" con Cuba: lo ha detto il presidente Obama. "Cominceremo a normalizzare le nostre relazioni con Cuba". "Ho dato al segretario di stato John Kerry il mandato di avviare negoziati immediati con Cuba per riavviare il dialogo fermo dal 1961". "Voglio ringraziare papa Francesco" per il ruolo svolto nel riavvicinamento tra Usa e Cuba. "Parlerò col Congresso per la rimozione dell'embargo". ''Todos somos americanos''. La svolta annunciata dal presidente americano, Barack Obama, e' una "concessione stupida". Lo afferma lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner.
RAUL CASTRO - Il presidente cubano Raul Castro, ha sottolineato oggi che il ristabilimento dei rapporti diplomatici con gli Stati Uniti e le altre misure bilaterali annunciate oggi "non risolvono la questione principale, cioè il blocco economico, commerciale e finanziario che provoca enormi danni economici e umani, e deve cessare". Il presidente cubano Raul Castro, ha ringraziato oggi il Vaticano "e in particolare Papa Francesco" per la sua mediazione nel dialogo con gli Stati Uniti, così come "al governo del Canada, per il modo in cui ha facilitato il dialogo ad alto livello" fra i due paesi.
Papa Francesco esprime "vivo compiacimento per la storica decisione dei Governi degli Stati Uniti d'America e di Cuba di stabilire relazioni diplomatiche, al fine di superare, nell'interesse dei rispettivi cittadini, le difficoltà che hanno segnato la loro storia recente". Così una nota della Segreteria di Stato vaticana. Vaticano garante nelle trattative Il Vaticano avrebbe giocato il ruolo di garante nelle trattative fra Stati Uniti e Cuba, iniziate lo scorso anno. Papa Francesco ha inviato una lettera al presidente Usa Barack Obama e al collega cubano Raul Castro per risolvere la vicenda del contractor americano Alan Gross. La Santa Sede dice di aver offerto "i suoi buoni offici per favorire un dialogo costruttivo su temi delicati", tra Cuba e Usa, "dal quale sono scaturite soluzioni soddisfacenti per entrambe le Parti" e "continuerà ad assicurare il proprio appoggio alle iniziative che le due Nazioni intraprenderanno per incrementare le relazioni bilaterali".

mercoledì 5 marzo 2014

Intervista a Papa Francesco: non cosideratemi come una sorta di superman


ROMA - Il Papa non va dipinto come una sorta di superman o una specie di star, perché "è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti, una persona normale". Papa Francesco si racconta in un'intervista a tutto campo al direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli in occasione del suo primo anno di pontificato.

"Ratzinger fa parte della vita della Chiesa" - Il papa emerito non è una statua in un museo, è una istituzione. Benedetto XVI è "discreto", ma "abbiamo deciso insieme sarebbe stato meglio vedesse gente, uscisse e partecipasse alla vita della Chiesa". Così Papa Francesco spiega il rapporto col suo predecessore. E racconta d'aver pensato ai nonni: "Danno forza alla famiglia, non meritano di finire in una casa di riposo".

"Benedetto XVI ha fatto grande operazione di trasparenza" - Papa Francesco riprende anche il tema degli abusi sui minori e rivendica l'azione di "trasparenza e responsabilità" operata dal suo predecessore. "Benedetto XVI è stato molto coraggioso e ha aperto una strada. La Chiesa cattolica è forse l'unica istituzione ad essersi mossa con chiarezza e trasparenza, ma nonostante ciò è la sola ad essere attaccata".

"Valutare caso per caso le unioni civili" - Sulla famiglia, "che attraversa una crisi molto seria", occorre "riflettere molto in profondità". Solo così si "potranno affrontare seriamente le situazioni particolari, anche quelle dei divorziati", ha quindi detto il Pontefice, aggiungendo che "il matrimonio è fra un uomo e una donna" ma sulle unioni civili "bisogna vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà".


"No obbligo mezzi straordinari a temine vita" - Rispondendo a una domanda sul testamento biologico, il Papa ha spiegato come "la dottrina tradizionale della Chiesa dice che nessuno è obbligato a usare mezzi straordinari quando si sa che la vita è in una fase terminale. Ho sempre consigliato le cure palliative", ma "in casi più specifici" è bene ricorrere "al consiglio degli specialisti".

martedì 24 dicembre 2013

Il Papa ha celebrato la sua prima messa di Natale in San Pietro



CITTA’ DEL VATICANO - Con l'antico inno della Kalenda è iniziata nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, la messa della notte di Natale, la prima di Papa Francesco da quando è stato eletto. Con il Pontefice celebrano oltre 300 fra cardinali, vescovi e preti. La notte di Natale, ha detto il Papa, esprime non solo come "fatto emotivo", ma come "realtà profonda" il fatto che "siamo un popolo in cammino, e intorno a noi ci sono tenebre e luce".
"Anche nella nostra storia personale - ha sottolineato Bergoglio - si alternano momenti luminosi e oscuri, luci e ombre. Se amiamo Dio e i fratelli, camminiamo nella luce, ma se il nostro cuore si chiude, se prevalgono in noi l'orgoglio, la menzogna, la ricerca del proprio interesse, allora scendono le tenebre dentro di noi e intorno a noi".
I pastori, ha spiegato durante l'omelia il Pontefice, sono stati i "primi" a vedere Gesù "perché erano tra gli ultimi, gli emarginati. "E sono stati i primi perché vegliavano nella notte, facendo la guardia al loro gregge". Il Papa ha concluso con un invito a condividere la "gioia del Vangelo": in Gesù "sono apparse la grazia, la misericordia e la tenerezza del Padre".