Visualizzazione post con etichetta ecuador. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ecuador. Mostra tutti i post

venerdì 22 aprile 2016

ALTRA FORTE SCOSSA (6.0) stavolta davanti alle coste dell'ECUADOR



PORTOVIEJO (Ecuador), 22 aprile - L' Ecuador è stato nuovamnte colpito da un terremoto di magnitudo 6, meno di una settimana dopo che uno di magnitudo 7,8 ha ucciso 587 persone.
Stamane all'alba ha colpito circa a 100 km a nord-ovest di Portoviejo in mare aperto  di fronte alla città di Bahia de Caraquez alle 5.03 ora italiana (22.03 in Ecuador) e ad una profondità di 10 km, ha detto che la US Geological Survey. La scossa è avvenuta a 213 km W di Quito e a 38 km N di Bahía de Caráquez.
Il presidente Rafael Correa ha detto su Twitter che tre scosse di assestamento sono state registrate nella notte di Giovedi.

Non c'è stata alcuna notizia immediato su lesioni o danni.

giovedì 21 aprile 2016

C'è anche un italiano tra i morti del terremoto in Ecuador




QUITO, 21 aprile - C'è anche un italiano fra le vittime del violento terremoto che ha scosso l'Ecuador sabato scorso, secondo un nuovo bilancio ufficiale diffuso dalla Procura del paese sudamericano, che porta a 570 il totale dei morti a causa del sisma. Lo conferma la Farnesina.
Ieri un uomo è stato trovato vivo, dopo 40 ore sotto le macerie, ed è riuscito a salvarsi grazie al suo cellulare: questa l'incredibile storia di Pablo Cordova, che lavorava in un albergo di Portoviejo, una delle località costiere dell'Ecuador più colpite dal violento terremoto dello scorso sabato.
Cordova, 51 anni, era di turno all'Hotel El Gato, dove lavora da anni, quando il terremoto ha distrutto totalmente il palazzo dell'albergo. Sepolto sotto le macerie, è riuscito a resistere per quasi due giorni, afferrandosi alla batteria del suo cellulare e bevendo la sua urina. "Sono l'unico sopravvissuto nell'albergo, per me è stato un vero miracolo", ha raccontato alla stampa dopo essere stato tratto in salvo grazie al suo cellulare. "E' un telefono vecchissimo, e lo accendevo solo ogni tanto, per non consumare la batteria: finalmente, lunedì sono riuscito a collegarmi e a chieder aiuto".

lunedì 18 aprile 2016

ECUADOR, salite a 350 le vittime del TERREMOTO


QUITO, 18 aprile - E' salito ad almeno 350 morti il bilancio provvisorio del terremoto che ha colpito l'Ecuador. Lo ha reso noto il ministero della sicurezza. I feriti sarebbero oltre 2.500. L'epicentro del sisma è stato registrato sulla costa, a 170 chilometri a nord-est della capitale Quito. Le vittime si registrano soprattutto nelle città di Manta, Guayaquil e Portoviejo.

domenica 17 aprile 2016

Sono almeno 233 le vittime del TERREMOTO in ECUADOR




QUITO, 17 aprile - Sono almeno 233 le persone morte a causa del terremoto di magnitudo 7,8 che ha colpito una zona costiera dell'Ecuador. Lo ha scritto su Twitter il presidente Rafael Correa. Le vittime si registrano soprattutto nelle città di Manta, Guayaquil e Portoviejo. Il vicepresidente Jorge Glas, che ha escluso l'allerta tsunami, ha anche precisato che il sisma è stato il più forte che abbia colpito il Paese negli ultimi decenni. I feriti sarebbero oltre 500.
Nel suo intervento televisivo il vicepresidente ha indicato che presumibilmente il bilancio delle vittime si aggraverà perché i soccorritori non hanno ancora potuto raggiungere Pedernales e gli altri cantoni vicini all'epicentro del sisma.
Oltre all'emergenza decretata in sei province, ha infine detto Glas, è stato decretato in Ecuador lo 'stato di eccezione', una misura che rientra nelle prerogative presidenziali e che in passato fu utilizzata per ragioni di ordine pubblico o in caso di disastri naturali, come l'eruzione lo scorso anno del vulcano Cotopaxi.

domenica 5 luglio 2015

Il Papa partito per l'ECUADOR


ROMA, 5 luglio -  Papa Francesco è partito per l'Ecuador. L'airbus A330 dell'Alitalia è decollato alle 9,15 dall'aeroporto di Fiumicino. L'arrivo all'aeroporto internazionale "Mariscal Sucre" di Quito è previsto alle 15 ora locale, le 22 ora italiana. Quito è la prima tappa del nono viaggio internazionale del Papa, che lo porterà prima in Ecuador, poi in Bolivia e Paraguay, con rientro a Roma lunedì 13 luglio. Fino a questo momento è il più lungo viaggio del pontificato, ed è la prima volta che il papa latinoamericano va di sua iniziativa nel suo continente: è stato a Rio nel 2013, ma per la Gmg che aveva convocato Benedetto XVI. Nei giorni in sud America il Pontefice passerà dalle Ande alla zona amazzonica, cambiando diverse volte altitudine, per esempio con i 2.800 metri di Quito, i 40 di Guayaquil, i 4.000 di El Alto, l'aeroporto internazionale più alto del mondo.
Il Pontefice incontrerà popoli di diverse etnie, indigeni, meticci, figli dell'immigrazione europea. Ascolterà diverse lingue, da quelle andine al guaranì che con lo spagnolo è delle lingua ufficiale Paraguay. Cambierà tre fusi orari. Il Papa parteciperà alla cerimonia di benvenuto nell'aeroporto Mariscal Sucre e poi percorrerà circa 40 chilometri in papamobile per raggiungere la nunziatura, in quello che presumibilmente sarà il primo bagno di folla di questo viaggio.

venerdì 29 maggio 2015

ECUADOR, sequestrate 200mila pinne di squalo, destinate all'Asia



MANTA (Ecuador) - La polizia della città portuale ecuadoriana di Manta ha reso noto di aver sequestrato circa 200mila pinne di squalo (caturati negli ultimi 20 giorni) destinate a essere illegalmente esportate in Asia, dove avrebbero fruttato fino a 1,5 milioni di dollari. Il colonnello Rommel Tapia, capo della polizia giudiziaria di Manta, ha spiegato che sono state perquisite nove proprietà e arrestate sei persone, tra cui una di nazionalità cinese.

Tra gli squali catturati,alcune specie la cui cattura è vietata, come il martello, che appaiono anche nelle liste rosse delle organizzazioni di tutela ambientale.

sabato 22 novembre 2014

L'ECUADOR concede asilo "illimitato" ad Assange, rifugiato dal 2012 nella sua ambasciata di Londra

Julian Assange
LONDRA - Il governo ecuadoriano ha concesso asilo "illimitato" al fondatore di Wikileaks, Julian Assange, rifugiatosi nell'ambasciata di Quito a Londra per sfuggire a un mandato di cattura internazionale emesso dalla giustizia svedese per presunti reati sessuali. Il ministro degli Esteri di Quito ha detto che ad Assange sarà garantito "diritto di asilo per tutto il tempo che sarà necessario, fino a quando egli non sarà in un luogo sicuro". Il ministero ha fatto sapere che "fedele ai propri principi di difesa dei diritti umani, e in particolare delle vittime di persecuzione politica, l'Ecuador ratifica il suo impegno a proteggere la libertà e la vita di Julian Assange".
Nel contempo è stato ribadita al governo svedese la disponibilità "a trovare una soluzione al caso". "L'Ecuador - si legge nella nota diramata - mantiene l'invito a funzionari svedesi a visitare Assange nella propria ambasciata a Londra per raccogliere la sua deposizione, o a effettuare sistemi telematici (videoconferenza) per lo stesso scopo".
Assange si è rifugiato nel 2012 nell'ambasciata ecuadoriana di Londra per sfuggire alla giustizia svedese, nel timore che Stoccolma lo estradi negli Stati Uniti, dove lo accusano di spionaggio e di rivelazione di documenti segreti.

lunedì 18 agosto 2014

LONDRA, Assange (Wikileaks): lascerò l’ambasciata dell’Ecuador “presto”. E' malato, ha bisogno di cure. Ambasciata presidiata

LONDRA - Assange durante la conferenza stampa con accanto l'ambasciatore ecuadoriano
LONDRA - Lascerò l'ambasciata ''presto'. Lo ha detto Julian Assange durante la conferenza stampa in corso presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra dove il fondatore di Wikileaks vive da oltre due anni, ricercato dalla giustizia svedese per un caso di stupro. Non ha fornito ulteriori dettagli. Secondo SkyNews Assange necessita cure particolari in seguito a problemi cardiaci. 
Assange secondo una fonte WikiLeaks, soffre di un’aritmia potenzialmente pericolosa,  ha una sofferenza polmonare cronica e la pressione sanguigna alta
Una grave carenza di vitamina D, la vitamina del sole, ha un impatto sulla sua salute generale e nel lungo periodo può innescare l'asma e diabete, indebolire le ossa e aumentare il rischio di demenza.
Gli ecuadoriani hanno chiesto il permesso di portarlo in ospedale con una macchina diplomatica o con un'ambulanza in caso di necessità - ma è una richiesta del Foreign Office ha rifiutato. 
Nel frattempo, Assange lavora con un ex veterano SAS che gli fa da personal trainer e gioca a calcio da solo nel corridoio dell’ambasciata in uno sforzo per mantenersi in forma.
"Lascerò presto la sede di rappresentanza del governo latino americano, ma non mi consegnerò alla polizia", ha detto in conferenza stampa ilfondatore di Wikileaks, ricercato, oltre che dalle autorità Usa, anche dalla giustizia svedese per un presunto stupro. Il 43enne di origine australiana infatti necessita di cure particolariUna folla di attivisti e cronisti attende Julian Assange davanti all'ambasciata protetta da una fila di agenti britannici. Intanto un elicottero di Scotland Yard continua a pattugliare dal cielo la zona di Knightsbridge, vicino a Harrods.
Julian Assange "è pronto a lasciare l'ambasciata appena questo ridicolo assedio fuori cesserà e gli sarà garantito un passaggio sicuro". Lo precisa la portavoce di Wikileaks, Kristin Hrafnsson, aggiungendo "la sua valigia è pronta". Quando le è stato chiesto se Assange intende consegnarsi alla polizia britannica, che sorveglia l'ambasciata 24 ore su 24, la risposta è stata "no".

venerdì 16 maggio 2014

Cargo inquinante si incaglia alle Galapagos: dichiarata l’emergenza

Il cargo incagliato davanti all'isola di San Cristobal
QUITO - L’Ecuador ha dichiarato una situazione di emergenza nelle isole Galapagos, dicendo che una nave cargo che si è arenata la scorsa settimana rappresenta ancora una minaccia per il fragile ecosistema dell'arcipelago.
Il carico della nave è stato svuotato, ma le autorità hanno dichiarato che altri inquinanti, come l'olio motore, tuttora all'interno della nave potrebbero fuoriuscire e causare danni ambientali. Si sta lavorando per rimuovere la nave.
Le Galapagos ospitano specie animali uniche come la tartaruga gigante,le  iguana marine e i cormorani. Nel 1978, la catena di isole vulcaniche sono state dichiarate Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco.
Il cargo ecuadoregno, il Galapaface I, si è incagliata al largo della costa rocciosa dell'isola di San Cristobal lo scorso Venerdì. Trasportava più di 70.000 litri (15.400 galloni) di carburante diesel.
Il governatore delle Galapagos ha detto che, pur avendo svuotato tutto il carburante, alcune sostanze inquinanti sono rimasti dentro.
"La nave è incagliata e continua a rappresentare un rischio ambientale per la Riserva Marina delle Galapagos e deve lasciare la zona", ha detto.
In una dichiarazione, il governo ecuadoriano ha detto che la dichiarazione di emergenza libererà ulteriori risorse per rimuovere la nave: "Come risultato della dichiarazione di emergenza il segretariato del Risk Management sarà in grado di effettuare direttamente l'acquisto di beni e assegnare appalti di servizi e  lavori che sono necessari per superare questa emergenza".

Non si sa ancora quanto ci vorrà per completare la rimozione della nave.

martedì 30 luglio 2013

Il solito bidone vacanziero: turisti arrivano a Fiumicino per partire, ma i biglietti non ci sono

ROMA - Comprano il biglietto aereo per la vacanza a lungo sognata ma quando si presentano in aeroporto scoprono che non c'e' alcuna prenotazione a loro nome. Sono otto (ma il loro numero potrebbe crescere) le vittime della truffa da oltre 26mila euro architettata dalla titolare e da un dipendente di un'agenzia di viaggi, denunciati dai carabinieri della Stazione Roma San Pietro. La "mente" del raggiro sarebbe il dipendente, un 52enne, tuttora irreperibile, cui i clienti avevano consegnato gli anticipi, mentre la titolare giura di non saperne niente e di essere a sua volta vittima del "bidone". Secondo quanto ricostruito dai militari, gli "aspiranti" vacanzieri tra giugno e luglio si sono rivolti all'agenzia, situata in zona San Pietro, per prenotare i viaggi estivi con destinazione Ecuador ed altre mete turistiche: la prenotazione sembrava essere stata effettuata correttamente perché, in cambio del versamento di una caparra, l'agenzia aveva inviato una email di conferma. Ma al momento l'unica certezza è che i biglietti aerei non sono stati mai effettivamente acquistati.

domenica 30 settembre 2012

Ecuador: rapite e poi liberate dai banditi colombiani due turiste straniere

Turisti in cano sul lago Cubayeno, in Ecuador, dove è avvenuto il rapimento
QUITO - Sono state liberate le due turiste, un'australiana e una britannica, rapite due giorni fa in Ecuador, nella regione amazzonica alla frontiera con la Colombia dove opera una banda criminale colombiana. Le due donne, che facevano parte di un gruppo di cinque turisti stranieri e due ecuadoriani accompagnati da un autista ed una guida, "sono state localizzate e liberate" da uomini della polizia e delle forze armate, precisa il ministro dell'Interno, José Serrano.
Le due erano nei pressi della Riserva Naturale Cuyabeno, zona in cui opera la banda colombiana 'Aquila Nera' composta da ex paramilitariIl gruppo è stato attaccato durante il viaggio in canoa.

Ieri mattina un uomo  a bordo di una moto blu aveva avvertito i poliziotti e l’esercito che battevano la zona. "Sono venuto a dire loro che le ragazze sono nella tenuta di Don Montoya", ha detto il contadino molto nervoso. Rapidamente, i soldati si sono diretti verso la proprietà, situata a 3 miglia dal ponte Cuyabeno. Prima dell'arrivo dei soldati, le donne in lacrime hanno lasciato la casa Montoya e trasferiti alla città di Lago Agrio. Le straniere erano state abbandonate in un recinto della fattoria. Le loro grida avevano allertato Montoya. "Quando la polizia è arrivata, il fattore aveva appeso un panno fuori dalla casa”.
Nella mattinata di ieri, gruppi di soldati avevano battuto la zona senza trovare tracce delle donne. Un testimone al rapimento e aggressione ha raccontato quello che è successo. John C. è andato a Cuyabeno Bridge, verso i laghi con lo stesso nome, insieme a cinque turisti stranieri e due altri passeggeri. Erano circa le 12:45. Dopo 15 minuti di viaggio attraverso le acque del Cuyabeno, il viaggio è stato improvvisamente interrotto. Tre uomini, due dei quali armati, hanno costretto la barca a fermarsi. Poi i passeggeri sono stati portati a terra e depredati dei loro averi. "Ho parlato in inglese per i turisti per  calmarli, "dice John C. I banditi hanno chiacchierato con le vittime della loro precaria situazione economica. Una volta in possesso dei beni del gruppo, hanno fatto risalire  turisti e guide in una canoa. Ma, mentre andavano verso la barca, i tre uomini hanno rapito due donne del gruppo: l’australiaa (di 32 anni) e l’inglese (23)
Le donne piangevano in preda alla disperazione, mentre i suoi compagni salivano nella canoa. Poi la liberazione, di cui mancano ancora i dettagli.