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giovedì 16 febbraio 2017

MALESIA, arrestata una seconda donna per l'omicidio di KIm Jong-nam


KUALA LUMPUR, 16 gennaio - Una seconda donna sospettata di essere coinvolta nell'omicidio di Kim Jong-nam è stata arrestata in Malesia. L'agenzia di stampa Bernama, citando il capo della polizia Khalid Abu Bakar, ha riportato che sono attesi a breve altri arresti collegati alle indagini sull'assassinio del fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un, avvenuto lunedì mattina all'aeroporto internazionale di Kuala Lumpur.

La seconda donna arrestata avrebbe un passaporto indonesiano, ha riferito la polizia, mentre quella fermata mercoledì ne aveva uno vietnamita. La tv sudcoreana Chosun ha riferito che il riconoscimento di Kim è avvenuto con le impronte digitali messe a disposizione da Seul su richiesta delle autorità malesi. 
Ieri i media asiatici hanno parlato della morte di due sospette assassine e sono state diffuse le immagini delle telecamere di sicurezza dell’aeroporto.

Sintomi di avvelenamento - All’identificazione hanno contribuito funzionari sudcoreani inviati in Malesia secondo cui la morte sarebbe avvenuta a seguito di avvelenamento. "I nostri funzionari si sono recati all'obitorio per vedere il corpo di Kim", ha detto un funzionario governativo per il quale "c'era schiuma intorno alla bocca, che è il tipico segnale di decesso per avvelenamento". Il veleno usato sarebbe "più forte del cianuro", secondo i media malesi. All'autopsia avrebbero assistito l'ambasciatore nordcoreano e altri funzionari. L’autopsia ufficialmente non ha stabilito con certezza le cause del decesso. 

sabato 24 dicembre 2016

MALESIA, autobus nel fossato, 14 morti




KUALA LUMPUR, 24 dicembre - Un autobus con 30 persone a bordo è precipitato in un burrone nella città di Johore Baru, nel sud della Malesia: nello schianto almeno 14 passeggeri hanno perso la vita e altri 16 sono rimasti feriti. Il mezzo si stava dirigendo da Johor Baru a Kuala Lampur, quando ha sbandato ed è andato fuori strada, precipitando in un burrone di circa 6 metri. Le autorità malesi hanno aperto un'indagine.

sabato 13 agosto 2016

MALAYSIA, arrestati 9 jihadisti, preparavano attacchi


KUALA LUMPUR, 1 agosto - Le forze di sicurezza malesi hanno arrestato nove persone legate all'Isis (tre sono stranieri) che progettavano attacchi nel Paese. Gli arresti sono avvenuti in varie operazioni anti-terrorismo effettuate tra il 20 luglio e 9 agosto. Il più giovane dei fermati, 17 anni, aveva la missione di effettuare l'attacco contro gli infedeli a Sandakan, la seconda città più importante dello stato di Sabah, nel nord dell'isola del Borneo. Tra le persone finite in manette figurano anche i due malesi ricercati per aver lanciato una granata contro un locale a Kuala Lumpur il 28 giugno, ferendo 8 persone. L'attacco era stato ordinato da un altro malese, pure lui arrestato, coinvolto nel reclutamento di militanti e già combattente in Siria assieme alla moglie nel 2014. I tre stranieri, di cui il capo della polizia non ha rivelato la nazionalità, sono stati arrestati il 2 agosto a Kuala Lumpur, dove stavano cercando documenti falsi prima di spostarsi in Medioriente per condurre attacchi.

martedì 14 giugno 2016

MALESIA, a terra (mancanza di sicurezza) la prima compagnia aerea islamica


KUALA LUMPUR (Malesia), 14 giugno - Alla prima compagnia aerea islamica conforme della Malesia, Rayani Air, è stato impedito di volare per la violazione delle norme.
Il Dipartimento dell'aviazione civile (DCA) ha detto che stava revocando la certificazione della compagnia aerea a causa delle preoccupazioni per l'audit e per la gestione della sicurezza.
Rayani Airoffre solo cibo halal, niente alcool e l'equipaggio deve indossare abiti modesti.Ha due aerei Boeing 737-400 della sua flotta, ciascuna in grado di trasportare circa 180 passeggeri, otto piloti e 50 membri dell'equipaggio.
La DCA ha detto che Rayani Air non poteva più funzionare come una compagnia aerea commerciale. Ne consegue una sospensione di tre mese dopo la compagnia aerea non era riuscito a ottemperare alle regole di volo. Un controllo della sicurezza è stato poi condotto per valutare le sue operazioni. La commissione aviazione della Malesia ha detto in un comunicato che la compagnia aerea "aveva violato le condizioni della sua Air Service Licenza (ASL) e mancava della capacità finanziaria e di gestione per  continuare a funzionare come una compagnia aerea commerciale". La DCA ha detto di aver condotto una "riflessione approfondita" sulla risposta della compagnia per il controllo della sicurezza.
La compagnia aerea aveva affrontato le critiche tra cui denunce di voli cancellati quando i piloti sono scesi in sciopero.
Basata sull'isola di Langkawi, Rayani Air coprive ttratte verso la capitale, Kuala Lumpur, e la città settentrionale di Kota Bahru. Aveva in programma di volare in più città malesi ed eventualmente programmare voli a La Mecca per i pellegrinaggi Hajj e Umrah

giovedì 2 giugno 2016

Abusò di 200 bambini in MALESIA, ergastolo a pedofilo britannico

LONDRA, 2 giugno - Ergastolo in patria per il "peggiore pedofilo seriale britannico", come è stato definito in Tribunale, Richard Huckle, 30 anni, riconosciuto colpevole di aver perpetrato in Malesia abusi e violenze su bambini adescati nei quartieri poveri di Kuala Lumpur. Secondo quanto accertato le sue vittime sarebbero circa 200, di età compresa fra 6 mesi e 12 anni: le avrebbe adescate tra 2006 e 2014 quando era nel Paese asiatico come fotografo freelance e volontario di una ong. Era stato arrestato a Gatwick al suo rientro da un viaggio in Malesia dalla polizia britannica che aveva decrittato un suo sito pieno di foto esplicite di bambini. Lui ha confessato 70 casi di violenza (ma erano molti dpiù).

lunedì 11 aprile 2016

MALESIA, catturato a PENANG il pitone più lungo del mondo (8 metri)


PENANG (Malesia), 11 aprile - Un pitone enorme preso in Malesia è il serpente più lungo mai catturato (otto metri)Il pitone reticolato è stato avvistato arrotolato sotto un albero dai lavoratori in un cantiere per un nuovo cavalcavia a Paya Terubong sulla popolare isola turistica di PenangE' stato chiamato il personale del Dipartimento della Protezione civile che ha impiegato circa 30 minuti per catturare il serpente. In seguito ha posato per le fotografie che illustrano le dimensioni della creatura. 
Il Guinness dei Primati attualmente accorda il titolo più lungo serpente in cattività a Medusa, anche lui un pitone reticolato, che vive nel Missouri negli Stati Uniti e misura 25 piedi in posizione estesa.
Il pitone catturato a Penang pesa 250 kg, mentre il suo omologo americano arriva a circa 158 kg.
Il serpente malese è attualmente detenuto in presso la sede della protezione civile, ma sarà consegnato al reparto fauna selvatica dello stato.

venerdì 26 febbraio 2016

MALESIA, aereo militare finisce in mare e si incendia. Salvo l'equipaggio

KUALA SELANGOR (Malesia) 26  - Atterraggio di emergenza di un aereo nei pressi di una spiaggia di Kuala Selangor questa mattina, secondo fonti dell'aviazioneL'aereo militare CN235 si è incendiato dpo aver toccato l'acqua.Tuttavia, tutti gli otto militari dell'esercito a bordo dell'aereo sono riusciti a fuggire illesi e sono stati salvati dai pescatori locali. Un contadino accorso sul posto sarebberostato bloccato in acqua dal fango annegando.




giovedì 3 settembre 2015

MIGRANTI/ Barcone si rovescia in MALESIA, 60 scomparsi


KUALA LUMPUR, 3 settembre - Le autorità malesi dicono un barcone che trasportava almeno 70 persone si è rovesciato al largo della costa occidentale del Paese.Il ribaltamento è avvenuto stamattina presto, vicino alla città di Sabak Bernam nello stato di Selangor. Un funzionario marittimo malese ha comunicato che 13 cadaveri sono stati recuperati e che 13 sono stati salvati dai pescatori locali. I passeggeri a bordo eranoimmigrati indonesiani. Altri rapporti hanno suggerito  che fino a 100 persone avrebbe potuto essere sulla barca. Schierate navi e un aereo per la ricerca di sopravvissuti.
Il capo locale della Malaysian Maritime Enforcement Agency, Mohamad Aliyas Hamdan, ha detto : "Non siamo sicuri se i migranti stavano tentando di sbarcare in Malesia o cercando di lasciare illegalmente in Malesia." Migliaia di indonesiani lavorano illegalmente nelle piantagioni e altre industrie in Malesia. Spesso rischiano viaggi in mare pericolosi per tornare a casa.

venerdì 5 giugno 2015

TERREMOTO nel Sabah (Malesia): alpinisti bloccati a 4000 metri sul monte Kinabalu

Gli alpinisti bloccati attendono i soccorsi
KUALA LUMPUR, 5 GIUGNO - Un terremoto di magnitudo 6.12 ha colpito oggi la Malaysia vicino al monte Kinabalu: l'epicentro della scossa è stato localizzato a 54 chilometri a est di Kota Kinabalu, capitale dello Stato di Sabah, e il suo ipocentro a 10 km di profondità. Lo ha reso noto l'istituto geologico americano (Usgs). La scossa, secondo la stampa internazionale, ha provocato notevoli danni alle infrastrutture nella regione. Non si hanno per il momento notizie di vittime. Però dieci persone sono svenute e105 alpinisti rimangono bloccati in un altopiano freddo gelido del Monte Kinabalu, tra massi e rocce crollati. Le squadre di soccorso devono raggiungere le vittime intrappolate in due punti, il plateau a 3,922 metri vicino al picco sud e la Via Feratta (2.700 m), che  collega alla pista per Layang Layang. 
Rapporti Iniziali hanno dichiarato che una donna di Singapore è stata uccisa dalla scossa e altri sono feriti, anche se i funzionari nel corso della giornata hanno chiarito che le squadre di soccorso non hanno finora ritrovato alcun cadavere. La maggior parte degli alpinisti bloccati era malese e le altre nazionalità note sonoSingapore (38) Stati Uniti (5), Filippine (5) Regno Unito (3), Thailandia (4), ed almeno uno ciascuno da Turchia, Cina e Giappone. Vengono confermati numerosi feriti.
Abitanti: "Ira montagna contro nudisti" - Ci sarebbe "l'ira degli aki", gli spiriti della montagna, dietro il terremoto che in queste ore ha colpito l'isola del Borneo, divisa fra Indonesia e Malaysia, lasciando decine di scalatori intrappolati sulla cima del Monte Kinbalu, a circa 4000 metri. Almeno a dar retta ad alcuni abitanti della zona citati dall'edizione online del giornale malaysiano The Star, secondo i quali a scatenare questa fantomatica collera potrebbe essere stato il comportamento di turisti accusati di aver 'dissacrato' la montagna esibendosi come nudisti o urinando sulle rocce. Diverse persone, fin dai minuti immediatamente successivi alla scossa di magnitudine 6 che ha fatto franare diverse rocce, hanno ricordato su twitter che appena pochi giorni fa sui social network era circolata dapprima una foto di sei nudisti uomini sul Kinbalu e poi quella di un'altra comitiva di 10 escursionisti, incluse alcune donne, che si erano pure spogliati sulla montagna.

   

mercoledì 20 maggio 2015

INDONESIA E MALESIA accettano di accogliere i migranti bloccati in mare anche da 4 mesi

I pescherecci indonesiani salvano una barca di migranti
PUTRAJAY (Malaysia) - In un importante svolta diplomatica che potrebbe facilitare la crisi dei migranti del sud-est asiatico, l'Indonesia e la Malesia si sono offerte oggi di accogliere temporaneamente in migliaia di persone che sono state bloccate in mare ma fatto hanno appello all'aiuto internazionale, dicendo che la crisi è globale , non regionale.
Il cambiamento nelle loro posizioni, dopo settimane passate a dire che i migranti non erano i benvenuti, è venuto quando più di 430 persone deboli e affamate sono state salvate non dalle marine militari che pattugliano le acque, ma da una flottiglia di pescatori indonesiani che li ha portati a riva, nella provincia orientale di Aceh.
Uno dei pescatori che ha guidato lo sforzo di salvataggio ha detto che quando ha notato il peschereccio di legno dei migranti e le persone a bordo che gridavano per chiedere aiuto, si è messo a piangere.
"Come ci siamo andati vicini, sono rimasto scioccato. Li ho visti stipati sulla barca", ha detto il 40enne Razali Puteh. Le persone dalla barca hanno cominciato a saltare in acqua nel tentativo di raggiungerlo, ma il pescatore detto loro di non muoversi e poi è tornato con altri pescherecci. "Non potevo lasciarli morire, perché sono esseri umani. Proprio come me", ha detto Puteh. "Sono felice di avere salvato centinaia di vite."
Nelle ultime tre settimane, più di 3.000 migranti che fuggiti dalle persecuzioni in Myanmar e dalla povertà in Bangladesh sono sbarcati in barche sovraffollate, sulle rive del paesi del Sudest asiatico, meglio conosciuti per le loro spiagge di sabbia bianca. Gruppi umanitari stimano che altre migliaia di altri sono bloccati in mare a seguito di un giro di vite sui trafficanti di esseri umani, che ha spinto i capitani e contrabbandieri ad abbandonare le loro imbarcazioni a un incertissimo destino.
La crisi ha spinto la Malesia a convocare una riunione di emergenza con i ministri degli esteri di Indonesia e Thailandia. La Malesia è l'attuale presidente del gruppo di 10 nazioni dei paesi sud-est asiatico noto come l'ASEAN.
"Questo non è un problema ASEAN", ha detto il ministro degli Esteri malese Anifah Aman dopo la riunione. "Questo è un problema per la comunità internazionale. Stiamo parlando di una crisi umanitaria".
Parte della crisi derivava dalla posizione delle nazioni dell'ASEAN, che fino ad ora è stata quella di respingere le barche e non permettere ai migranti di raggiungere le loro coste, temendo un successivo flusso inarrestabile.
La Thailandia aveva detto che non può permettersi di accogliere più immigrati dal momento che è già oberata da decine di migliaia di profughi dal Myanmar. Il ministero degli Esteri ha annunciato oggi che ha accettato di fornire assistenza umanitaria e di non "spingere indietro i migranti bloccati nelle acque territoriali tailandesi.” Malesia e Indonesia "hanno deciso di offrire un rifugio temporaneo a condizione che il processo di rimpatrio sia fatto entro un anno da parte della comunità internazionale", secondo una dichiarazione congiunta.
L'UNHCR ritiene che ci siano circa 4.000 ancora in mare, anche se alcuni attivisti inizialmente sostenevano che il numero è di 6.000.
Le agenzie umanitarie hanno elogiato il passo avanti di oggi, ma il tempo stringe per le barche ancora in mare, ha detto Joe Lowry, portavoce regionale per l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. "E 'estremamente buona notizia che esce di Malesia," ha detto. 
I migranti portati a terra  in Indonesia sono stati salvati da più di una dozzina di barche da pesca, ha detto Herman Sulaiman della agenzia di soccorso del distretto orientale di Aceh. Un lotto iniziale di 102 persone è stato il primo  portato a riva nel villaggio di Aceh Simpang Tiga. "Erano affetti da disidratazione, sono deboli e affamati", ha detto Khairul Nove, capo dell’ Agenzia Langsa Search and Rescue Agenzia nella provincia di Aceh. Tra i 102, 26 erano donne e 31 bambini.
Uno dei migranti, Ubaydul Haque, 30 anni, ha detto che il motore della nave si era rotto, che l’equipaggio era fuggito e che erano in mare da quattro mesi prima i pescatori indonesiani li trovassero. “Abbiamo finito di cibo, volevamo entrare in Malesia, ma non ci era permesso", ha detto.
La maggior parte dei migranti si ritiene siano vittime di trafficanti di esseri umani, che li reclutano in provincia di Sittwe del Myanmar e in Bangladesh con la promessa di un passaggio sicuro verso la Malaysia e posti di lavoro, ma i gruppi di aiuto dicono molti sono tenuti, invece, sulle barche o nei campi di giungla nel sud della Thailandia per chiedere il riscatto alle famiglie.
Un’altra potenziale svolta è venuta da Myanmar, che è visto come fondamentale per risolvere la crisi e ha più volte messo in dubbio la sua partecipazione ad una conferenza che sarà ospitata dalla Thailandia il 29 maggio. Il Vice Ministro degli Esteri Kyaw Thant ha indicato oggi che il suo paese si unirà ai colloqui.

I funzionari Myanmar avevano precedentemente detto che non avrebbero partecipato se la parola "Rohingya" fosse menzionato su invito o se Myanmar venisse accusata di essere “la fonte del problema." I Rohingya musulmani hanno affrontato decenni di discriminazione nello Stato in Myanmar, che è prevalentemente buddista. L'ONU dice che sono uno dei gruppi più perseguitati nel mondo. Negli ultimi tre anni, Rohingya stati presi di mira da folle violenti di estremisti buddisti, lasciando centinaia di morti e scatenando un esodo di oltre 120.000 persone, secondo l'agenzia ONU per i rifugiati. Anche il nome Rohingya è tabù  in Myanmar, che li chiama "bengalesi" e insiste che sono immigrati clandestini dal Bangladesh, anche se hanno vissuto nel paese per generazioni.

martedì 31 marzo 2015

CONDANNATO A MORTE in Borneo l'assassino dei due studenti inglesi di medicina

Aidan Brunger e Neil Dalton, entrambi di 22 anni
L'assassino condannato a morte
SARAWAK (Borneo), 31 marzo - Un tribunale del Borneo in Malesia ha dichiarato un pescivendolo colpevole di aver ucciso due studenti di medicina britannici in una vicenda che comporta una pena di morte obbligatoria.
Gli studenti della Newcastle University Aidan Brunger, di Kent, e Neil Dalton, di Ambergate, nel Derbyshire, erano stati uccisi a Sarawak, sull'isola di Borneo nel mese di agosto dello scorso anno.
Zulkipli Abdullah, un pescivendolo di 24 anni, è stato giudicato colpevole da un tribunale in Malesia.
I due giovani, entrambi di 22 anni, lavoravano come volontari in un ospedale locale in Kuching, una zona popolare preferita dai backpapers. Erano stati accoltellati e uccisi dopo una lite in un bar nelle prime ore del mattino..
In una dichiarazione congiunta di oggi i lro genitori hanno reso omaggio ai figli e hanno parlato della devastazione che la loro morte aveva causato.
Hanno detto: "Da quando Aidan e Neil sono stati uccisi il 6 agosto 2014, le nostre vite sono state distrutte. Erano due eccezionali giovani gentili, divertenti e pieni di vita Le loro morti hanno lasciato le loro famiglie e tanti buoni amici assolutamente devastati. Neil e Aidan stavano passando un tempo meraviglioso in Borneo lavorando al Sarawak Hospital e anche in giro visto che stavano visitando gran parte del bel paese come potevano.  I nostri figli sarebbero presto stati laureati come medici. I loro assassini non provocati e insensati mentre i due ragazzi stavano camminando versi casa dopo una serata fuori con gli altri studenti di medicina hanno fatto sì che Aidan e Neil non avranno mai la possibilità di trascorrere la loro vita aiutando gli altri. Avrebbero dato tanto al mondo. Siamo così orgogliosi di entrambi e di quello  hanno realizzato nella loro vita troppo breve. Anche se siamo lieti che l'uomo responsabile dei loro omicidi sia stato condannato, il verdetto di colpevolezza non può riportare i nostri figli indietro.
L'avvocato britannico delle famiglie Kieran Mitchell ha detto: "Questo è stato un selvaggio e attacco non provocato, che ha portato alla morte di due giovani uomini che avevano viaggiato in Borneo con il solo scopo di utilizzare le loro competenze mediche per aiutare le persone. Da quel giorno le famiglie hanno messo la loro fiducia nel sistema giudiziario del Borneo, che è molto diversa dalla nostra, aggiungendo ulteriore tensione e difficoltà nel corso di questo devastante calvario. Dopo un processo lungo e complicato giustizia finalmente è stata fatta."

domenica 29 marzo 2015

GP Malesia, superVettel, superFerrari

Vettel festeggia



SEPANG (Malesia) - Ferrari super nel Gran Premio della Malesia. Sebastian Vettel vince la gara precedendo le Mercedes di Lewis Hamilton e Nico Rosberg, mentre la Rossa di Kimi Raikkonen chiude al quarto posto al termine di una grande rimonta dall'ultima posizione. Quinta e sesta posizione per le Williams di Valtteri Bottas e Felipe Massa. Settima la Toro Rosso del 17/enne Max Verstappen davanti al compagno di squadra Sainz Junior. Nona e decima la Red Bull con Kvyat e Ricciardo. Fernando Alonso non pervenuto (ritirato assieme al compagno Button per problemi tecnici a metà gara).

lunedì 23 marzo 2015

ALONSO torna alla guida della McLaren nel GP della Malesia


WOKING (Inghilterra), 23 marzo - Dopo le indiscrezioni di ieri della stampa spagnola, oggi arriva da parte della McLaren-Honda l'ufficializzazione del ritorno alla guida di Fernando Alonso in occasione del Gran Premio della Malesia. "La McLaren-Honda è lieta di annunciare che, dopo una definitiva valutazione medica da parte della FIA giovedì 26 marzo presso il Circuito Internazionale di Sepang, Fernando Alonso tornerà alla guida della sua auto MP4-30 per il Grand Prix di Malesia di questo fine settimana". E' quanto si legge in una nota pubblicata sul sito del team di Woking. "Dal suo incidente nel corso dei test a Barcellona, Fernando ha seguito un rigoroso programma di formazione, specializzazione, progettato e attentamente monitorato dai principali specialisti dello sport, al fine di garantire il suo ritorno sicuro e tempestivo alle corse", spiega la scuderia inglese. "La scorsa settimana, al McLaren Technology Centre Fernando si e' incontrato con i suoi ingegneri e ha guidato il simulatore, per portarlo al passo con gli ultimi sviluppi sull'unita' MP4-30 telaio e power unit. Come parte di questo processo ha trascorso del tempo con i capi ingegneri, parlando dell'incidente e rivedendo i dati e le analisi complete, tutti condivisi con la FIA. Mentre non c'era nulla evidente nei numerosi dati della telemetria, ne' nulla di anormale nelle ricostruzioni successive ed esami di laboratorio, Fernando ricorda il senso di sterzo 'pesante' prima dell'incidente. Di conseguenza, la squadra ha montato un sensore aggiuntivo per la macchina, per aumentare la nostra acquisizione di dati", dice ancora la McLaren tornando sulla ricerca della motivazione dell'incidente dell'asturiano lo scorso 22 febbraio a Montmelo'. "Fernando e' molto impaziente di tornare in macchina e dare un notevole contributo ai nostri sforzi collettivi con la Honda, per accelerare il miglioramento richiesto per le nostre prestazioni in pista", conclude la McLaren.

venerdì 18 luglio 2014

L'aereo abbattuto: una rotta a rischio, ma la più breve per Kuala Lumpur. Ora le compagnie la modificano

La rotta seguita dall'aereo della Malaysian fino all'impatto con il missile

KIEV - Una rotta pericolosa, a rischio. Ma più breve delle altre per raggiungere Kuala Lumpur da Amsterdam. E quindi più economica. Al momento dell'impatto con il missile, il Boeing MH17 della Malaysian Airlines stava sorvolando quella Ucraina orientale da tempo in fiamme. Nessun divieto di volo, tuttavia, era stato emanato. Solo giovedì sera, infatti, Eurocontrol ha decretato la chiusura dello spazio aereo. Fino a nuovo ordine. La compagnia aerea malesiana non era certo l'unica a scegliere quella rotta. Del resto nessuna autorità, internazionale o locale, aveva ordinato la no-fly zone. 
Tutto è cambiato, e non poteva essere altrimenti, giovedì sera. Come detto, Eurocontrol, l'agenzia per il controllo del traffico aereo a cui aderiscono 39 Paesi europei, ha decretato la chiusura dello spazio aereo. E gli stessi vettori hanno preso provvedimenti.
A partire da Alitalia. "Le rotte lungo le quali si è verificata la tragedia dell'aereo precipitato tra Russia e Ucraina sono state inibite, quindi non ci passiamo", fa sapere la compagnia, che assicura comunque come non ci fosse nessun suo velivolo in zona quando è successo il fatto.
Anche Lufthansa ha modificato le tratte aeree per evitare di passare sui cieli dell'est dell'Ucraina. "Abbiamo deciso di volare immediatamente a grande distanza dallo spazio aereo dell'Ucraina dell'est", spiega un portavoce della compagnia tedesca. Restano comunque raggiungibili le città di Kiev e Odessa: "Abbiamo già deviato la rotta di quattro voli", ha spiegato inoltre il portavoce Andreas Bartels al quotidiano Rheinische Post. 
Anche Qantas, Air Berlin, Asiana Airlines Inc, Korean Air Lines Co Ltd, Cathay Pacific Airways Ltd e di Taiwan China Airlines hanno modificato le loro rotte per non sorvolare l'Ucraina.

martedì 25 marzo 2014

Tensione a Pechino, protestano i parenti dei passeggeri dell'aereo malese scomparso in mare

PECHINO - Tensione molto alta stamattina dinanzi all'ambasciata della Malaysia a Pechino, dove si sono radunati centinaia di parenti dei passeggeri del volo MH370 della Malaysia Airlines, precipitato e disperso nell'Oceano Indiano. Due autobus di poliziotti sono arrivati per mantenere l'ordine e i manifestanti hanno attaccato alcuni agenti.
I poliziotti hanno chiuso le strade intorno alla rappresentanza diplomatica per permettere una marcia dei parenti che issano cartelli e striscioni, oltre ad indossare magliette con slogan contro le autorità malesi, colpevoli a loro dire di non aver fornito informazioni utili, di aver ritardato e distorto le informazioni

lunedì 24 marzo 2014

Annuncio ufficiale. l'aereo malese è sprofondato nel sud dell'Oceano Indiano. Ma perché?

KUALA LUMPUR - Il primo ministro malese dà l'annuncio
La disperazione di un parente di una vittima cinese dopo l'annuncio
KUALA LUMPUR - L'aereo scomparso MH370 è precipitato nel sud dell'Oceano Indiano. Lo ha appena annunciato a Kuala Lumpur il primo ministro malaysiano Najib Razak.
"Con profonda tristezza e dispiacere, vi devo informare che, secondo nuovi dati, il volo MH370 è finito nel sud dell'Oceano Indiano", ha detto Najib, citando nuovi calcoli basati sui dati forniti dal sistema satellitare Inmarsat per appurare la rotta tenuta dal Boeing 777-200 dopo aver perso i contatti con la torre di controllo. L'ultima posizione rilevata del volo della Malaysia Airlines sparito l'8 marzo si trova appunto nell'oceano. Najib ha spiegato di aver già informato le famiglie delle 239 persone a bordo riguardo gli ultimi sviluppi, e ha rinviato a un'altra conferenza stampa domani per ulteriori dettagli. L'annuncio di Najib Razak, in una conferenza stampa a tarda notte ora locale, è venuto dopo il quinto giorno di uno sforzo di ricerca internazionale nell'Oceano Indiano meridionale. "Questo è un luogo remoto, lontano da possibili siti di atterraggio" ha detto Razak facendo appello ai media di rispettare la privacy delle famiglie dei passeggeri e dell'equipaggio, dicendo che l'attesa per le informazioni era stata straziante e questa novità ancora più difficile. Il messaggio di testo inviato alle famiglie da parte della Malaysia Airlines dice: "Malaysia Airlines annuncia con profondo dolore il fatto che dobbiamo presumere di là di ogni ragionevole dubbio che MH370 è andato perduto e che nessuno delle persone a bordo è sopravvissuto. Tutte le prove suggeriscono che l'aereo è sprofondato nell'Oceano Indiano meridionale. A nome di tutti noi di Malaysia Airlines e tutti i malesi, le nostre preghiere vanno a tutte le persone care dei 226 passeggeri e dei nostri 13 amici e colleghi in questo momento estremamente doloroso. Sappiamo che non ci sono parole che noi o per chiunque altro che possano facilitare il vostro dolore. Continueremo a fornire assistenza e supporto a voi, come abbiamo fatto fin da quando lo MH370 è scomparso nelle prime ore dell'8 marzo, in volo da Kuala Lumpur a Pechino. La operazione multinazionale di ricerca in corso continuerà e cerchiamo le risposte alle domande che rimangono. Accanto alla ricerca di MH370, vi è un'intensa attività investigativa, che ci auguriamo possa anche fornire risposte.Vorremmo assicurarvi che Malaysia Airlines continuerà a dare il nostro pieno sostegno in tutte le difficili settimane e nei prossimi mesi".

domenica 23 marzo 2014

L'aereo scomparso: la misteriosa telefonata di una donna al pilota, 2 minuti prima del decollo

Il rottame individuato dal satellite cinese
Il copilota Fariq Abdul Hamid e il capitano Zaharie Shah Ahmed
KUALA LUMPUR - Le autorità inquirenti che indagano sulla scomparsa del volo MH370 hanno concentrato le indagini sui due piloti dopo un'ampia analisi dei dati trasmessi dall’aereo. Sono ormai certe che la scomparsa del Boeing 777 è stato il risultato di un "atto intenzionale" di una "persona o di più persone a bordo". Gli investigatori hanno in gran parte escluso la possibilità che il volo Malaysia Airlines possa aver subito un incendio che abbia eliminato tutti i sistemi di comunicazione e ucciso i piloti. L'aereo avrebbe quindi dovuto volare con il pilota automatico fino a finire di carburante e senza che qualsiasi messaggio di Mayday venisse inviato.
Sono certi invece che qualcuno aveva  il controllo del velivolo e uno studio delle trascrizioni tra il controllo del traffico aereo e il co-pilota ha chiarito che un potenziale dirottatore avrebbe avuto solo una finestra a due minuti di opportunità per agire. Troppo poco tempo: ed ecco che l’inchiesta si concentra  sui due piloti, il capitano Zaharie Shah Ahmed, 53 anni, e il suo co-pilota Fariq Abdul Hamid, 27.
Il capitano ha ricevuto una telefonata di due minuti poco prima del decollo da una donna misteriosa con un numero di cellulare ottenuto sotto falsa identità. 
E 'stata una delle ultime chiamate effettuate da e verso il cellulare del capitano Zaharie Ahmad Shah nelle ore prima che il suo Boeing 777 lasciasse Kuala Lumpur 16 giorni fa. 
Gli investigatori stanno trattando il fatto come potenzialmente significativo perché chiunque acquisti una scheda pay-as-you-go SIM in Malesia deve compilare un modulo che con i numeri della carta d'identità o del passaporto. Introdotto come misura anti-terrorismo in seguito all'11/9, questo assicura che ogni numero sia attribuito ad una persona rintracciabile. 
Ma in questo caso la polizia ha scoperto che la scheda era stata acquistata 'da molto poco' da qualcuno che ha dato il nome di una donna, ma stava usando una falsa identità. 
La scoperta solleva timori di un possibile collegamento tra il capitano Zaharie, e gruppi terroristici i cui membri regolarmente utilizzare le carte SIM non rintracciabili. Tutti gli altri che hanno parlato al pilota sul suo telefono cellulare nelle ore prima del volosono già stati intervistati.
Il capitano Shah con i due figli e la moglie (separata)
Gli investigatori sono ora pronti a interrogare la moglie separata del capitano Shah nel dettaglio. Hanno aspettato due settimane per rispetto, ma ora lo faranno in seguito alle pressioni dagli agenti dell'FBI che assistono la richiesta. 
Anche se la coppia - che ha tre bambini -è separata, aveva vissuto sotto lo stesso tetto. 
In una giornata ulterioremente drammatica, è emerso inoltre:
• un possibile relitto da MH370 è stato avvistato nell'Oceano Indiano da un satellite cinese
• i detriti presunti erano a soli 75 km a ovest di un punto in cui l'Australia aveva segnalato un avvistamento precedente
• l'operazione di recupero ha rischiato di essere gravemente ostacolata da un ciclone sull'area di ricerca
• la polizia in Cina ha dovuto proteggere i funzionari malesi, che sono stati contestati dai parenti dei passeggeri di Pechino, che li accusavano di aver taciuto informazioni
Una fonte vicina alle indagini ha detto che "la più plausibile" spiegazione dopo indagini due settimane "è che i piloti, sia in concerto o uno dei due, si siano chiusi nella cabina di guida e abbiano dirottare il volo. Hanno poi guidato il Boeing 777 e dei suoi 239 passeggeri e l'equipaggio nelle acque meridionali nell'Oceano Indiano fino a terminare la benzina.
Agenzie di intelligence straniere la scorsa settimana hanno completato un secondo round di controllo di ciascuno dei passeggeri. Solo un passeggero russo - che non si crede sia sospettabile - a quanto pare è rimasto da controllati, perché le autorità si sono preoccupate della contemporanea crisi in Crimea. 
La trascrizione degli scambi tra i piloti e il controllo del traffico aereo, che sono stati ottenuti da The Telegraph, è stata al centro delle indagini, in particolare i 14 minuti dalle 01:07 alle 01:21, durante i quali sono emersi i primi segnali che qualcosa non andava a bordo MH370.
Alle 01:07, 26 minuti dopo il decollo,  Il dispositivo di segnalazione ACARS dell'aereo ha inviato il suo ultimo messaggio prima di essere disattivato nella successiva mezz'ora. Il dispositivo era stato programmato per inviare un segnale ogni 30 minuti.
Poi alle 01:19, Hamid, il co-pilota, pronunciò il suo ultimo messaggio conosciuto, il "Va bene, buona notte" al controllo del traffico aereo in Malesia quando l'aereo è entrato  nello spazio aereo vietnamita. Gli investigatori stanno ancora completando l'analisi del modello di voce di Hamid per determinare se il copilota stesse  parlando sotto costrizione.
Due minuti dopo il messaggio finale, alle 1:21,  il transponder dell'aereo è stato spento, a quanto pare volutamente. Il volo MH370 passò sugli schermi radar malesi nove minuti dopo e non è mai apparso su quelli del Vietnam. Invece, l'aereo ha preso una svolta brusca e inattesa verso ovest e ha volato in silenzio per quasi sette ore, probabilmente in direzione sud.

Se alcuni passeggeri avessero preso il controllo dell'aereo, lo avrebbero probabilmente hanno fatto nella finestra di due minuti tra il punto in cui Hamid ha parlato di controllo del traffico aereo e il momento in cui il transponder è stato spento.

giovedì 13 marzo 2014

L'aereo scomparso, visti "tre oggetti". Il mistero del segnale fuori rotta

Gli oggetti rilevati dal satellite
SEPANG (Malesia) - La Malaysia ha inviato un aereo nella zona di mare dove un satellite cinese ha rivelato la presenza di tre 'oggetti galleggianti', che si sospetta possano appartenere al volo Kuala Lumpur-Pechino della Malaysia airlines misteriosamente sparito sei giorni fa con 239 persone a bordo, in prevalenza cinesi. Si riaccende la speranza dopo alcuni passati avvistamenti, poi rivelatisi estranei al velivolo. Non è chiaro se gli oggetti  risultino essere legati a volo MH370 o se siano destinati a trasformarsi in un'altra delle false piste che ha afflitto ricercatori da quando l'aereo è scomparso con i suoi 239 passeggeri cinque giorni fa.
L'oggetto più grande misura 23 metri per 21 metri, mentre gli oggetti più piccoli sono di 13 metri per 18 e di 12 metri per 17i, secondo l'agenzia cinese. Gli oggetti sono stati rilevati nel Mar Cinese meridionale circa a metà strada tra la Malaysia e Vietnam e ad est del percorso originale del volo. L'aereo aveva lasciato Kuala Lumpur, Malaysiq verso Pechino e prima di sorvolare il Vietnam era semplicemente scomparsa dallo schermo radar.
Dopo quattro giorni di reticenza e risposte evasive, i militari malesi hanno riconosciuto di aver registrato, ma inizialmente ignorato, segnali radar che potevano spingere a far decollare una missione di jet per intercettare e tenere traccia dell' aereo di linea chiaramente fuori rotta,  dati che ampliano notevolmente l'area dove l'aereo stesso poteva trovarsi prima di sparire. I segnali radar hanno suggerito che si era allontanato dalla sua rotta verso nord-est di Pechino. Il radar militare poi harilevato un velivolo non identificato, apparentemente guidato ovest attraverso la penisola malese e nell'Oceano Indiano, il capo della forza aerea del paese ha detto ai giornalisti. L'ultima posizione rilevata era a centinaia di chilometri a ovest di dove ricerca e soccorso sforzi sono stati inizialmente concentrati.

 Se gli esperti stabiliscono che i segnali radar probabilmente  riflettono i movimenti del volo 370, la ricerca per l'aereo rischia di essere estesa a nuove e vaste zone dell'Oceano Indiano. Il sehgnale finale è venuto da circa 200 km a nord ovest di Penang alle 02:15 ora locale di sabato, ad una altitudine di 9000 metri. 

lunedì 10 marzo 2014

Aereo Malesia, comprati a Pattaya i biglietti con i passaprti rubati

La zona dove sono concentrate le ricerche dell'aereo scomparso
KUALA LUMPUR - Due uomini che hanno usato passaporti rubati a bordo del jet passeggeri malese scomparso mentre sorvolava l’oceano in territorio vietnamita sono stati isolati su un nastro della videosorveglianza. "Posso confermare che abbiamo le immagini di queste due persone su CCTV", ha detto il ministro dei Trasporti malese Hishammuddin Hussein in una conferenza stampa. "Abbiamo agenzie di intelligence, sia locali sia internazionali che aiutano nelle indagini”.
I furti delle due passaporti - uno appartenente all’austriaco Christian Kozel e l'altra all’italiano Luigi Maraldi erano stati inseriti nella banca dati dell'Interpol dopo che erano stati rubati in Thailandia nel 2012 e l'anno scorso.
La registrazione della prenotazione elettronica mostra che i biglietti di sola andata con quei nomi erano stata rilasciati giovedi scorso da un'agenzia di viaggio nella località balneare di Pattaya, nella Thailandia orientale. La destinazione finale era Amsterdam e Pechino soltanto un transito
 L'aereo che aveva lasciato Kuala Lumpur, Malaysia, era diretto per Pechino. Il capo dell'aviazione civile malese Azaharuddin Abdul Rahman ha detto che i funzionari avevano esaminato il nastro di sorveglianza dell’aeroporto "dal check-in diritto di partenza." "Posso confermare che tutti i protocolli di sicurezza sono stati rispettati", ha detto.
Alla domanda sull’identità dei due uomini che hanno usato i passaporti rubati, Rahman ha risposto: "Abbiamo conferme ora che non sono maschi asiatici". Ed ha aggiunto che uno degli uomini era nero. “Sapete di un calciatore con il nome di Bartoli? Gli assomiglia" ha detto Rahman.
I giornalisti lo hanno corretto: "Mario Balotelli?" e lui ha risposto «Sì». Rahman ha rifiutato di descrivere ulteriormente i due uomini.
Rahman ha aggiunto: "Non sappiamo cosa sia successo al velivolo, quindi non possiamo speculare . Non possiamo tirare a indovinare."

Ha detto che la zona di ricerca è stata ampliata per includere una distesa aggiuntiva di mare, nonché di terra sulla punta settentrionale della Malesia. La griglia di ricerca è stato suddiviso in aree con singole navi assegnate a ciascuna casella. 

domenica 9 marzo 2014

L'ombra del terrorismo sull'aereo malese precipitato: Chi si è imbarcato con il passaporto rubato dell'italiano?

Un Boeing 777-200 della Malaysia Airline come quello precipitato
Luigi Maraldi, l'italiano creduto morto (ma non era sull'aereo precipitato)
PECHINO - Le autorità malesi stanno esaminando, in collaborazione con l'Fbi, l'ipotesi terrorismo per spiegare la scomparsa del Boeing 777 della Malaysia Airlines decollato da Kuala Lumpur con 239 persone a bordo. Quattro, tra i passeggeri, le identità sospette: tra queste, anche la persona salita a bordo con il passaporto rubato all'italiano Luigi Maraldi e a un cittadino austriacoTutti e quattro i biglietti dei sospetti sono stati acquistati tramite la China Southern Airlines. All'italiano Luigi Maraldi e all'austriaco Christan Kozel, entrambi nella lista dei passeggeri, il passaporto era stato rubato in Thailandia negli ultimi due anni.
Intanto, mentre le indagini proseguono, sono riprese le ricerche nella zona a sud del Vietnam, in un'operazione aerea e navale congiunta tra i paesi della regione. Tuttavia i soccorritori non hanno ancora rilevato alcun segnale dell'aereo, né recuperato alcunché relativo a un possibile incidente. I radar dell'esercito malese mostrano però che il volo potrebbe aver invertito la rotta poco prima che si interrompessero i contatti con la torre di controllo
In un comunicato, la compagnia Malaysia Airlines, investita da una pioggia di critiche per la gestione dell'emergenza, ha ammesso di "temere il peggio".
Diciannove artisti provenienti dalla Cina  erano sul volo MH370 e facevano parte di una delegazione che ha partecipato una mostra d'arte sul tema Sogno cinese: rosso e verde dipinto a Kuala Lumpur. Daniel Liau, che è il direttore di Art peninsulare Enterprise, l'organizzatore fieristico, ha detto che l'ultima volta ha contattato il capo delegazione Hou Bo al momento di imbarcarsi sull'aereo venerdì a mezzanotte. "Egli (Hou Bo) mi ha detto al telefono che tutto andava bene La maggior parte di loro sono anziani e molto professionale. Nonostante la loro età, hanno soggiornato presso la sede espositiva dalle 10 alle 22:00 e ancora non si lamentavano di stanchezze ", ha detto Liau.