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venerdì 8 luglio 2016

DALLAS, l'uomo ucciso nel garage "voleva uccidere poliziotti bianchi". Fatto fuori da un robot


Michael Xavier Johnson

DALLAS, 8 luglio - Uno dei killer della strage di Dallas, che si era asserragliato in un garage,  era infuriato per le recenti uccisioni di neri da parte della polizia e con i bianchi in generale e voleva uccidere poliziotti bianchi. Così il capo della Polizia di Dallas, David Brown, in conferenza stampa
Per ore c'è stato uno scontro a fuoco nel garage: l'uomo avrebbe riferito che "ci sono bombe piazzate in città" ed è stato poi  "neutralizzato". Il centro della città è stato poi chiuso ma finora le ricerche per possibili esplosivi hanno dato esito negativo. Il bandito morto si chiamava Michael Xavier Johnson, 25 anni, di Mesquite, sobborgo orientale di Dallas Johnson non aveva precedenti penali o noti legami terroristici, ha detto un funzionario di polizia. E' stato neutralizzato con delle bombe immesse nel garage da un robot (è la prima volta che accade). Aveva detto che aveva agito da solo, ma la polizia non gli crede.
   "Alle 20:58 (le 2:58 in Italia, ndr) si è verificato l'incubo peggiore", ha detto durante la conferenza stampa il sindaco di Dallas Mike Rawlings sottolineando che un totale di 12 agenti sono stati colpiti da cecchini, 5 morti e altri 6 feriti (tra questi due donne). Sono stati colpiti anche due civili. Sul posto, ha precisato, al momento della sparatoria c'erano 100 poliziotti. In un primo momento si pensava che a sparare fossero state solo due persone, ma successivamente Brow, ha affermato che i "cecchini" erano quattro. Dopo la strage sono state fermate alcune persone persone, tra cui una donna. Un sospetto che era stato fermato dopo essersi costituito, Mark Hughes, è stato poi rilasciato. Dopo l'attacco la polizia aveva diffuso una sua fotografia in cui l'uomo aveva un fucile in mano. Nessuno dei fermati sta al momento parlando con gli inquirenti.
"Alcuni poliziotti sono stati colpiti alla schiena", ha sottolineato Brown: "Il loro piano era di ferire e uccidere il maggior numero di agenti possibile", ha detto senza fornire alcuna ipotesi sui motivi dell'attacco. "Sembrava un'esecuzione - riferisce alla Cnn un testimone, Ismael Dejesus, che ha visto e filmato parte della scena dalla sua camera di albergo a Dallas -: ho visto un uomo scendere da un Suv, in abbigliamento 'tattico', con un fucile Ar-15". Si è diretto "verso un agente che era a terra e gli ha sparato forse tre-quattro volte alla schiena. E' stato orribile.  Sembrava un attacco pianificato, l'uomo era preparato, sapeva dove stare, aveva molte munizioni".
Il movimento Black Lives Matter (Le vite dei neri contano) ha condannato l'attacco di Dallas sottolineando che l'organizzazione impegnata a contrastare la brutalità dei metodi della polizia contro gli afroamericani "si batte per la dignità, la giustizia e la libertà. Non l'omicidio".



DALLAS, questo sospetto della sparatoria non c'entra per niente


DALLAS, 8 luglio - Gravissimo errore della polizia di Dallas, che è stata sommersa dalle critiche. Dall'account ufficiale di Twitter era stata pubblicata la foto del sospetto (sbagliato) della sparatoria. Ma l'uomo, Mark Hughes, come si vede poi in un video, quando rilascia l'arma agli agenti per gli accertamenti, era in servizio di ordine cittadino. Il vero cecchino che ha sparato sulla manifestazione si sarebbe ucciso in un garage dove si era asserragliato. Hughes è stato rilasciato dopo che si era consegnato agli agenti per gli accertamenti. Il fratello Cory, uno degli organizzatori della protesta contro l'uccisione di neri da parte della polizia, ha detto che Mark non è coinvolto nell'attacco e non ha sparato a nessuno.

In Texas infatti è legale girare in pubblico con un'arma da fuoco. Intanto sono stati effettuati tre fermi, mentre una quarta persona, legata alla sparatoria, si è suicidata.

DALLAS, morto un quinto poliziotto


DALLAS, 8 luglio - Si aggrava il bilancio del terribile attacco ai poliziotti a Dallas: sono 5 gli agenti uccisi in una sparatoria scoppiata sul finire di una manifestazione di protesta contro le uccisioni di afroamericani. Il quinto poliziotto è deceduto in ospedale per le ferite riportate. Quattro cecchini hanno aperto il fuoco alle 20:58 ora locale (le 2:58 in Italia). Undici in tutto i poliziotti colpiti. Altri sei agenti sono feriti, quattro in modo grave. Tre persone sono state fermate ma è in corso uno scontro a fuoco tra la polizia ed una quarta persona è asserragliata in un garage della città.  

DALLAS, manifestazione contro la polizia, 4 agenti uccisi da due cecchini. Due fermi, un ricercato







Il ricercato dalla polizia
DALLAS, 8 luglio -Sale a quattro il bilancio degli agenti uccisi a Dallas, dove due cecchini avrebbero sparato da una posizione elevata durante una manifestazione contro le uccisioni di afroamericani. Lo fa sapere il capo della polizia della città, precisando in una nota che gli agenti colpiti sarebbero in tutto una decina. Due di questi sarebbero stati sottoposti ad intervento chirurgico in ospedale, altri tre sarebbero in condizioni critiche. Le proteste sono state scatenato dalla morte di Philando Castiglia in Minnesota e Alton Sterling in Louisiana.
La sparatoria è scoppiata intorno alle 8.45 ora locale (l'1.45 in Italia). In alcune riprese tv si vedono marciare i manifestanti, poi gli spari e un fuggi fuggi generale. Le ricerche per individuare i responsabili, anche con elicotteri, hanno portato al fermo di due persone: lo scrive la Bbc online, che cita un tweet della polizia della città. Secondo il tweet, una persona è stata cattura mentre un'altra si è costituita alla polizia. Un sospetto è rintanato in un garage. C'è uno scambio di colpi, lui ha annunciato che vuole uccidere altri poliziotti, anche con bombe. E ci sarebbero ordigni esplosivi disseminati in tutta la città. 
I voli degli aerei su Dallas sono stati sospesi o fortemente limitati

domenica 29 maggio 2016

DALLAS, giocatore della NBA entra nell'appartamento sbagliato e lo uccidono


DALLAS, 29 maggio - Ucciso con un colpo di pistola all'addome Bryce Dejean-Jones, 23enne guardia dei New Orleans Pelicans. Il dramma si è consumato quando il giocatore si trovava nella zona di Dallas, in Texas. La polizia sta investigando ma ancora non sono chiare le circostanze attorno a questo omicidio. Dejean-Jones era arrivato a New Orleans in gennaio e la squadra lo aveva confermato firmandogli un triennale.
Un testimone, che ha chiamato la polizia, dice di aver sentito qualcuno che sfondava la porta dell'appartamento accanto al suo e che poi si è sentito il colpo di pistola. In realtà chi ha sparato è stato l'inquilino dell'appartamento di cui Jones, non si sa perché; ha preso a calci la porta, poi entrando. L'uomo lo ha invitato a fermarsi e poi ha sparato. Il giocator eera a Dallas per visitare la sua ragazza per il primo compleanno della figlia. Dejean-Jones aveva visitato nuovo appartamento della sua ragazza per la prima volta venerdì. Più tardi, è tornato al complesso residenziale, ma è andato al gruppo sbagliato al terzo piano, proprio sotto appartamento al quarto piano della sua ragazza. Dejean-Jones era stato coinvolto in una discussione con la madre di suo figlio prima della sparatoria. La polizia ha trovato Bryce Dejean-Jones ancora in vita ma la corsa in ospedale è stata inutile. Nella sua unica stagione in Nba, conclusasi a febbraio a causa della frattura di un polso, Bryce Dejean-Jones ha collezionato 11 presenze con una media di 3,4 rimbalzi e 5,6 punti.
I New Orleans Pelicans hanno diffuso un comunicato in cui si rattristano per la morte di quello che consideravano una promessa del basket. "Il nostro pensiero e le nostre preghiere - si legge - vanno alla famiglia di Bryce".

sabato 13 giugno 2015

DALLAS, spara contro la polizia, fugge in un parcheggio, lo uccidono

DALLAS, 13 giugno - Un uomo armato, James Boulware,  35 anni, con una storia di violenza in famiglia. ha aperto il fuoco contro il quartier generale della polizia a Dallas, prima di fuggire la scena in quello che sembrava essere un veicolo blindato ed essere alla fine ucciso dalla polizia.
James Boulware
L'inseguimento della polizia ha portato ad una situazione di stallo tesa in un parcheggio per diverse ore, fino a quando un cecchino della polizia ha sparato al sospetto attraverso il parabrezza anteriore del furgone, uccidendolo. Gi agenti stanno ora avvicinandosi al veicolo con l'aiuto di un robot, e hanno avvisato il pubblico che alcune detonazioni si sarebbero potute essere sentite mentre cercavano di entrare. Boulware aveva avvertito di avere esplosivi nel campioncino
In precedenza, almeno due bombe erano state fatte esplodere sempre fuori dal quartier generale della polizia. Il motivo per l'attacco non è chiaro. Gli agenti non sono stati feriti.
Inizialmente, la polizia aveva citato testimonianze su ben quattro sospetti coinvolti nella sparatoria iniziata circa alle 00:30 (07: 30 in Italia). Tuttavia, il capo della polizia di Dallas David Brown successivamente ha confermato che  un solo uomo armato è stato coinvolto.
Egli ha detto che dopo la sparatoria, il sospetto era fuggito nel furgone, sbattendo contro una macchina della polizia. Un inseguimento della polizia si è concluso tragcamente in un parcheggio a Hutchins, circa 14 km dal centro di Dallas.

giovedì 16 ottobre 2014

EBOLA A DALLAS, in maniche di camicia vicino all'infermiera infetta

A destra l'uomo in camicia vicino alla barella con l'infermiera infettata

Aber Vinson, la seconda infermiera infettata a Dallas, è stata trasportata ad Atlanta
DALLAS - Chi è "l'uomo con la cartelletta"? Così è stato ribattezzato dai social media la persona vestita in camicia che compare accanto agli operatori sanitari con le tute anti-contagio, mentre portano su un aereo privato diretto ad Atlanta, Amber Winson, la seconda infermiera del Presbyterian Hospital che avrebbe contratto il virus dell'ebola. L'uomo, non ancora identificato, è l'unica persona sulla pista senza indumenti protettivi. 
Amber Winson ha raccontato ai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie di aver avuto una temperatura leggermente elevata prima di tornare a Dallas da Cleveland, Ohio, ma non tael da impedirle di volare
Amber Vinson, 29 anni, infermiera presso l'ospedale di Dallas, è la seconda che ha contratto il virus mortale assistendo Thomas Ducan, il "paziente zero" poi morto. Ha detto al CDC che sua temperatura era di 37,2 gradi, che è al di sotto di 38 gradi considerata la soglia di allarme. "Era andata a Cleveland per prepararsi al suo matrimonio. Ha la madre e il fidanzato di sua madre", ha detto Toinette Parrilla, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica di Cleveland. Vinson è rimasta a casa i suoi parenti durante la visita in Ohio e quei parenti sono dipendenti della Kent State University, ha detto la scuola ha detto in un comunicato."Lei non ha messo piede nel nostro campus", ha detto il presidente Beverly Warren. I parenti sono stati mandati a casa e dovranno monitorare se stessi per i prossimi 21 giorni
La Vinson ha compiuto il suo viaggio dopo essere stata una delle infermiere  molto coinvolte nella cura di Thomas Eric Duncan. Ha fatto prelievi di sangue, inserito cateteri e affrontato i suoi fluidi corporei, secondo le cartelle cliniche di Duncan.
L'infermiera  è arrivata a Cleveland il venerdì 10 Ottobre ed è poi tornata a Dallas la sera di lunedi 13 ottobre. Martedì 14 è stato diagnosticata la febbre, che è considerata il primo sintomo della malattia. E 'stata testata e la sua diagnosi posirtivaè stata confermata martedì notte.
La Vinson è stata trasferito dall'Texas Health Presbyterian Hospital all'Emory University Hospital di Atlanta, Georgia. Emory ha curato con successo entrambi i missionari che erano i primi due americani di essere diagnosticati con Ebola, il Dr. Kent Brantley e infermiera Nancy Writebol. L'ospedale sta curando anche un terzo individuo, un dipendente dellOMS che non è mai stato identificato, che è stato ammesso alla Emory il 9 settembre.

giovedì 9 ottobre 2014

INCUBO EBOLA, sei casi sospetti a Madrid, un altro a Dallas. Il ministro Lorenzin rassicura

MADRID - Un'infermiera nel reparto d'isolamento dell'ospedale Carlos III
MADRID - Oltre al caso accertato dell'infermiera spagnola, a Madrid ci sono sei casi sospetti di Ebola. L'ultimo bilancio dell'ospedale Carlos III di Madrid parla, al momento, di sette persone ricoverate, tra cui il caso dell'infermiera già accertato. "Questa sera (ieri, ndr) abbiamo accolto due medici e un'infermiera", ha dichiarato un portavoce. I due medici erano stati a contatto con la paziente contagiata, che aveva assistito i due religiosi spagnoli che avevano contratto il virus in Africa, morti rispettivamente il 12 agosto e il 25 settembre.

Nuovo caso a Dallas, negli Usa, dopo la morte del paziente 'zero' americano. Un paziente con sintomi simili a quelli dell'epidemia e' stato ricoverato d'urgenza al Texas Presbyterian da un ambulatorio della cittadina di Frisco, un sobborgo della metropoli texana. Il malato sostiene di aver avuto contati con Thomas Duncan, il "paziente zero" morto di Ebola, ha detto un portavoce di Frisco. Una diagnosi ufficiale non e' stata ancora fatta, ma i medici preferiscono sbagliare per eccesso di cautela avendo la persona detto di aver di recente viaggiato in Africa Occidentale.
In Italia torna a rassicurare il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intervistata dal Messaggero. "Dobbiamo tracciare gli operatori e più in generale tutti i viaggiatori che tornano o arrivano in Europa dai paesi a rischio'', e inoltre ''inviare dei medici europei anche negli aeroporti africani di partenza, che facciano prevenzione e informazione''. Così il ministro al quotidiano di via del Tritone. ''Il caso del medico di Emergency ricoverato allo Spallanzani è un non caso. Non è malato di Ebola, i test sono risultati negativi'', sottolinea Lorenzin. 

mercoledì 8 ottobre 2014

EBOLA: morto a Dallas Thomas Duncan, il primo paziente ammalato negli Stati Uniti

Thomas Duncan e l'ospedale dove era ricoverato
DALLAS - Thomas Eric Duncan, 42, il  primo caso di Ebola diagnosticato negli Stati Uniti dopo il rientro dalla Liberia, è morto in isolamento in un ospedale di Dallas.
Duncan è morto alle 19:51 di ieri (ore 2 di oggi in Italia) presso Texas Health Presbyterian Hospital, dopo che in virus era stato individuato il 30 settembre. Le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni:  inutili gli sforzi del personale medico che aveva lavorato per sostenere il suo fluido e i suoi livelli di elettroliti, fondamentali per il recupero di una malattia che provoca sanguinamento, vomito e diarrea. Duncan era stato anche trattato con un farmaco antivirale sperimentale, il brincidofovir, dopo che la Food and Drug Administration ha approvato il suo utilizzo in caso di emergenza.

domenica 5 ottobre 2014

EBOLA: "critiche" le condizioni del malato di Dallas

Duncan Thomas sta molto male
DALLAS -  Duncan Thomas, il paziente liberiano che ha portato Ebola negli Usa, si è aggravato. Lo ha riferito l'ospedale di Dallas che lo ha in cura in terapia intensiva innalzando il suo stato clinico da "grave" a "critico". Intanto negli Stati Uniti si segnala un altro caso sospetto: un passeggero in volo da Bruxelles a New York è stato prelevato all'aeroporto di Newark da medici in tute "anti-contagio" dopo che aveva mostrato possibili sintomi del virus. Il caso newyorkese sarebbe tuttavia un falso allarme, in un Paese che sembra sempre più sull'orlo della crisi di nervi. Con oltre cento segnalazioni di potenziali casi arrivati al Cdc, il caso sospetto di Newark ha fatto avvicinare i timori all'area metropolitana di New York: "Ebola fa paura", ha ammesso Anthony Fauci, massimo esperto Usa di malattie infettive che ha aggiunto: "E' misterioso. Cataclismatico, acuto, uccide in fretta e in gran percentuale. Noi però abbiamo un sistema che rende straordinariamente improbabile un'epidemia come in Africa". 
A Dallas la magistratura sta pensando di incriminare Duncan per aver mentito sui contatti avuti con malati in patria. Intanto prosegue un lancio incrociato di accuse all'interno dell'ospedale texano che aveva inizialmente respinto Duncan. 
Il Texas Presbyterian ha fatto marcia indietro sulle accuse al software delle cartelle cliniche che non avrebbe informato i medici che il malato veniva dalla Liberia: è stato invece un errore umano, i medici sapevano, ma hanno sottovalutato il rischio esponendo altre persone al contagio. Per una settimana poi la casa dove erano rimasti praticamente agli arresti domiciliari la compagna di Duncan, Louise Troh, la figlia e due nipoti non è stata decontaminata: solo venerdì la famiglia è stata trasferita in una casa isolata, se tutto va bene fino alla scadenza della quarantena.

venerdì 3 ottobre 2014

EBOLA: si cercano 400 passeggeri che hanno volato con Duncan

Thomas Duncan, nel riquadro, e un familiari si avvicina ai pacchi di cibo portati dall'assistenza 
NEW YORK - United Airlines, la compagnia aerea su cui ha viaggiato Thomas Duncan su due dei tre voli che lo hanno portato negli Stati Uniti, sta cercando di contattare gli oltre 400 passeggeri dei due aerei su cui l'uomo al centro del primo caso Ebola negli Stati Uniti ha viaggiato la scorsa settimana. United dice che nessun viaggiatore e' a rischio, ma che stanno prendendo la misura per un eccesso di prudenza. Duncan non aveva sintomi nei giorni del volo.
Mentre le condizioni di Thomas sono definite dai sanitari "gravissime", i familiari sono costretti a dimanere in casa isolati fino al 18 ottobre e vengono riforniti di cibo dal personale di assistenza.

giovedì 2 ottobre 2014

Liberiano il primo malato di EBOLA in Usa. Aveva avuto un contatto diretto con una giovane infetta a Monrovia, prima di volare a Dallas

Thomas Ducan, l'uomo colpito da Ebola a Dallas
DALLAS - Si chiama Thomas Duncan ed è di nazionalità liberiana il primo malato di Ebola negli Stati Uniti. Lo hanno reso noto le autorità americane. Avrebbe contratto il virus a Monrovia aiutando la figlia di una coppia di amici a recarsi in ospedale. Da 12 a 18 persone sarebbero venute a contatto con l'uomo prima che questi venisse ricoverato all'ospedale di Dallas. Le fonti non hanno precisato l'età delle persone entrate in contatto con il paziente, mentre altri media parlano di "numerosi bambini". Oltre ai bambini in età scolastica di cui ha parlato il governatore del Texas Rick Perry in una conferenza stampa, il malato avrebbe avuto contatti con parenti e gli infermieri che lo hanno portato in ambulanza in ospedale. 
Cinque studenti della Dallas ISD, che vivono insieme, ma frequentano quattro scuole diverse, hanno avuto stretto contatto con il paziente e vengono tenuti fuori dalla scuola, mentre la loro salute è monitorata. Studenti e genitori hanno appreso la minaccia ieri e hanno reagito con un misto di paura, incredulità e cautela. Alcuni genitori hannì ritirato loro figli dalla scuola.
I cinque bambini non hanno mostrato sintomi del virus, che ha un periodo di incubazione di 21 giorni. Erano a scuola lunedi e martedì, ma saranno ora tenuti fuori dalla classe per tre settimane come precauzione. Gli studenti, che non sono stati nominati, frequentano  Conrad High School, Tasby Middle School, e le scuole elementari Hotchkiss e Rogers. I cinque bambini vivono negli Ivy Apartments a Fair Oaks Avenue. dove Thomas Eric Duncan, si trovava dopo il suo arrivo 20 settembre a Dallas. L'anno passato, Duncan aveva lavorato come autista a Safeway Cargo, lo spedizioniere doganale liberiano per Federal Express. Ma il suo datore di lavoro ha detto iche Duncan averva lasciato il lavoro "bruscamente" il 4 settembre, non dando spiegazioni.
Duncan prima ha cercato di farsi ricoverare all'ospedale Presbyterian lo scorso venerdì. Il virus non era stato identificato (funzionari dell'ospedale hanno detto che c'era stati un guasto) e il fatto che Duncan aveva appena lasciato la Liberia non è stato pienamente comunicato al team curante. Fu così rimandato indietro agli Ivy Apartments. I sintomi si erano intensificati domenica, quando tornò all'ospedalei e riosultò positivo all' Ebola martedì.
The New York Times ha riferito che Duncan aveva avuto contatto diretto con una donna colpita da Ebola, il 15 settembre a Monrovia, quattro giorni prima di iniziare un viaggio che alla fine lo avrebbe portato a Dallas . The Times ha attribuito l'informazione ai genitori della donna e ai vicini di Duncan a Monrovia.
La famiglia della vittima di Ebola, Marthalene Williams, 19, ha detto che l'avevano portata in taxi in un ospedale con l'aiuto di Duncan il 15 settembre  dopo che non erano riusciti ad ottenere un'ambulanza Aveva le convulsioni e i suoi genitori hanno detto che era anche incinta di sette mesi.
Allontanata da un ospedale per mancanza di spazio nel reparto Ebola, la famiglia ha detto che non aveva avuto altra scelta che riportarla a casa, dove era morta circa quattro ore dopo, alle 3 del mattino
I genitori della donna hanno descritto Duncan come un amico di famiglia che era anche un inquilino in una casa di proprietà della famiglia Williams. Hanno detto che occupava il sedile anteriore del taxi, mentre la donna incinta, suo padre e suo fratello maggiore, di 21 anni di nome Sonny Boy, condividevano il sedile posteriore.
I vicini hanno detto che Duncan aveva aiutato a portare Marthalene Williams, che aveva perso la capacità di camminare, di nuovo in famiglia quella sera, ore prima della sua morte.

mercoledì 1 ottobre 2014

Colpito da EBOLA un uomo arrivato in aereo dalla Liberia a Dallas. Primo caso in Usa, paura

Il Texas Healt Presbiterian Hospital di Dallas che ospita il malato di Ebola
DALLAS -  Un uomo arrivato in aereo dalla Liberia e atterrato a Dallas il 20 settembre è stato colpito dal virus Ebola: lo hanno riferito i Centri per il Controllo e la prevenzione delle malattie. E' il primo viaggiatore ad aver portato il virus negli Stati Uniti su un aereo passeggeri.
Non era, però, ammalato durante il volo, hanno detto i funzionari della sanità. I sintomi si sono sviluppati diversi giorni dopo il suo arrivo ed è ora in cura presso il Texas Health Presbyterian Hospital di Dallas.
Il presidente americano Barack Obama ha telefonato al direttore del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), Tom Frieden, che "lo ha aggiornato sul caso di ebola diagnosticato a Dallas". Lo ha reso noto la Casa Bianca, aggiungendo che Obama e Frieden hanno "parlato dei rigidi protocolli di isolamento in base ai quali viene curato il paziente e degli sforzi per rintracciare i contatti del paziente per mitigare i rischi di ulteriori casi".
Sale dunque in America la paura per Ebola. Nelle ultime settimane molti erano stati i casi sospetti (almeno dodici) che avevano messo in allerta diversi ospedali Usa, anche a New York e Miami. Ma finora tutte le persone esaminate erano risultate negative al virus. Ma, secondo alcuni esperti, era solo questione di tempo. Il paziente è tenuto in stretto isolamento. L'emergenza in Africa è massima sono la Liberia, la Sierra Leone e la Guinea, dove l'Ebola ha già ucciso oltre 3.000 persone e infettato migliaia di altre. Altri focolai, però, sono stati individuati anche in Nigeria e in Congo.
All'interno dell'ospedale dove il paziente si trova in isolamento sono state attivate tutte le procedure di massima allerta per impedire il rischio di contagio ad altri pazienti, al personale medico e sanitario, ai volontari e ai visitatori. E' proprio l'America che sta guidando la lotta a Ebola nel mondo, con la Casa Bianca che ha deciso di inviare nelle regioni africane flagellate dal virus migliaia di soldati, oltre che attrezzature sanitarie e ospedali da campo. Il tentativo è quello di contenere ebola, frenarne il contagio e debellarla dove sono i focolai.
   

venerdì 15 novembre 2013

Texas, a fuoco un oleodotto, tutti via gli abitanti di una cittadina


Il pozzo brucia nelle vicinanze della cittadina di Milford
L'oleodotto in fiamme
DALLAS - Un tratto di un oleodotto in Texas gestito dalla Chevron ha preso fuoco, provocando un'esplosione e le autorita' locali hanno disposto l'evacuazione dell'intera cittadina di Milford, 728 abitanti, circa 80km a sud di Dallas. Secondo fonti di stampa, l'incendio, da cui s'è levata un alta colonna di fumo, è scaturito dai lavori di alcuni operai in un vicino sito di perforazione, a un chilometro e mezzo da Milford.
l gasdotto ha preso fuoco verso le 09:30 di ieri (14.30 in Italia) presso l'incrocio di Highway 77 e FM 308 a Milford. Riprese delle tv locali hanno mostrato alte fiamme alzarsi dall’ impianto posizionato  in un campo rurale, circondato da numerosi camion di lavoro carbonizzati. La grande colonna di fumo nero era visibile dalla Interstate 35E.  Nessun ferito e nessun danno ad abitazioni o strutture agricole, Ma il fuoco continuerà per altre 24 ore.

mercoledì 29 agosto 2012

Le dieci più incredibili piscine d'hotel del mondo



 
Quest’estate verrà ricordata per molto tempo come la più torrida e afosa degli ultimi anni. In condizioni del genere non c’é nulla di meglio per rinfrescare il corpo e lo spirito di un tuffo in una bella piscina in ottima compagnia. Per questo motivo il motore di ricerca hotel trivago.it ha stilato la classifica degli hotel con le piscine più spettacolari del pianeta. Dall’Oceano Indiano alle Alpi, passando per Singapore e le isole greche, dieci capolavori che dimostrano come a volte l’uomo possa competere con la natura.




Situato nel punto più occidentale dell’isola di Santorini, il Katikies è un albergo di lusso con un’impressionante vista sull’Egeo. Costruito a ridosso del mare, questo hotel è ideale per godersi il sole grazie alla piscina e all’idromassaggio che sembrano fondersi con il mare. La struttura si compone di 7 ville private caratterizzate da un mix di stile moderno e classico. Tutte le camere sono dotate di una terrazza privata dalla quale si possono godere meravigliosi tramonti.




Il lussuoso W Retreat & Spa Maldives si trova nell’isola privata di Fesdu, nello stupendo arcipelago delle Maldive. Le camere dispongono di una vista privilegiata sull’Oceano Indiano che lascia senza respiro i suoi visitatori. Il resort combina sapientemente l’eleganza e il lusso con elementi della tradizione locale donando un fascino unico. Il fiore all’occhiello sono tuttavia le piscine private che sembrano abbracciare il mare. Numerose le attività che l’hotel offre, dal kite surfing allo sci nautico fino alle immersioni alla scoperta della splendida barriera corallina delle Maldive.    




Il Sarojin si trova nella spiaggia di Khao Lak, uno dei luoghi più ameni della Thailandia. Ognuna delle 56 stanze è nascosta tra piante esotiche e vegetazione lussureggiante del luogo. L’unico modo per accedere alle camere è passare per il giardino nella terrazza privata di ogni abitazione. Materiali naturali e design asiatico fanno del Sarojin un albergo di lusso completamente immerso nella natura.
Immancabile una cena sospesi nella piscina dell’hotel, vi sembrerà di vivere in un sogno.




Il cinque stelle Cavo Tagoo a Mykonos incanta i viaggiatori con i suoi interni bianchi e la sua lussosa atmosfera. Dalle terrazze, gli ospiti hanno l’illusione ottica che la piscina sconfini con l’orizzonte stesso. I vacanzieri possono rilassarsi al suono della musica lounge nei divani a bordo piscina o galleggiare nei letti in legno sulla superficie dell’acqua. L’architettura e la tavolozza di colori dell’hotel riflette lo stile e l’architettura delle case bianche con balconi azzurri tipica dell’Isola di Mykonos.


All’Intercontinental Hotel i visitarori hanno di fronte tutto lo skyline di Hong Kong. La suggestiva piscina situata sulla terrazza dell’hotel consente di trascorrere un’esperienza unica: la profondità della piscina dà la sensazione di stagliarsi verso l’infinito e di essere un tutt’uno con la baia. L’hotel cinque stelle vizia i suoi clienti con cinque ristoranti, una spa e un centro fitness. Il famoso show  “Symphony of Lights” si può vedere da quasi tutte le camere dell’hotel. Raccomandata l’escursione sul “Peak”, una “passeggiata” sulla montagna più alta di Hong Kong. Da qui si può avere una delle migliori vedute sulla città. Per salire sopra il Peak i viaggiatori devono utilizzare il Peak Tram; una corsa in funivia sospesi nel vuoto a 373 metri d’altezza.



Il Mardan Palace è uno straordinario complesso della riviera turca che si impone per la maestosità. Edificato in una superficie di 45 ettari, l’hotel dispone di 560 camere ognuna delle quali decorata da pregiati tessuti, finiture di oro e tappeti di elevata fattura. Impressionane la piscina esterna, una delle più grandi al mondo, in un angolo della quale è stato ricostruito un ambiente marino con flora e fauna locale. I visitatori possono rilassarsi nella spa e sfruttare i diversi trattamenti di bellezza offerti dal Mardan Palace.




La particolarità dell’Ubud Hanging Gardens di Bali è una piattaforma di piscine pensili a più livelli. Gli ospiti dell’hotel possono farsi il bagno in uno scenario incredibile; ogni camera ha l’accesso privato alla piscina. Questo resort dispone di appartamenti privati situati negli esotici giardini Ubud, nel centro artistico di  Bali. Una funivia privata consente inoltre di accedere direttamente al villaggio di lusso. Qui i vacanzieri possono sperimentare in prima persona l’esperienza buddista e la cultura Hindu dell’isola indonesiana.




Il Joule Dallas si trova nel cuore di Dallas, non lontano dal quartiere dove si svolge la vita notturna della metropoli texana. L’hotel dispone di 121 camere con uno stile moderno e minimalista, caratterizzato da tonalità forti. Gli ospiti di passaggio per Dallas che vogliono godersi un po’ di glamour non posso perdersi la piscina sulla terrazza che si estende su un lato dell’edificio, dalla quale si ha una vista privilegiata della città. Molto rinomato anche il Charlie Palmer, il ristorante nel quale si possono gustare piatti prelibati della cucina internazionale.




Il Cambrian si trova ad Adelboden, nota località sciistica svizzera nota agli appassionati di sci alpino per una delle gare più suggestive di Coppa del Mondo. Ognuna delle 71 stanze dell’hotel offre una vista privilegiata sulle cime delle montagni circostanti. Le stanze sono decorate con colori pastello e tonalità calde. La piscina sulla terrazza è senza dubbio il punto forte dell’albergo, grazie alla splendida vista sul comprensorio. I visitatori hanno la sensazione di sentirsi soli nel mezzo della natura selvaggia.



Il Marina Bay Sands dispone di una delle piscine più spettacolari che l’uomo abbia mai costruito. L’albergo si compone di tre edifici ognuno dei quali alti 55 piani, collegati tra loro da una sorta  di terrazza giardino. Lo Skypark è un parco che si eleva verso il cielo; un’oasi con una piscina infinity con vista mozzafiato su Singapore. Le 2.500 stanze dell’hotel hanno un design moderno e funzionale, decorate con legno e tessuti. Da provare i deliziosi piatti del ristorante così come il vivace Casinò del Marina Bay. Per concludere la giornata al meglio si può sorseggiare nela terrazza uno Sling, il tipico cocktail del luogo, perdendo lo sguardo nella metropoli asiatica. 

*La classifica è stata stilata sulla basi delle recensioni dei singoli hotel sul motore di ricerca hotel www.trivago.it