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domenica 23 aprile 2017

Alluvioni in COLOMBIA, 360 i morti, 100 i dispersi


BOGOTA' 23 aprile - Sono 360 i morti e oltre 100 i dispersi in Colombia per colpa della violente piogge che la stanno colpendo in questo periodo dell'anno. E' il bilancio riportato dal presidente Juan Manuel Santos, per il quale la maggior parte dei danni si sono verificati nei dipartimenti di Putumayo, Caldas, Antioquia, Cauca e Santander.
La maggior parte delle vittime si è avuta a Mocoa, capitale del Putumayo, dove una valanga di fango e rocce già lo scorso 1 aprile aveva causato la morte di 323 persone. La tragedia è stata causata dallo straripamento di tre fiumi e un torrente.
Inoltre, 17 persone sono morte mercoledì a causa di frane causate sempre dalle piogge nelle zone di montagna di Manizales, capoluogo di Caldas.
Santos ha assicurato che il governo centrale e le amministrazioni regionali adotteranno tutte le misure necessarie a prevenire tragedie come quelle che sono provocate dalle piogge, "nonostante la furia della natura sia inevitabile". Il presidente ha annunciato una cerimonia pubblica nella città di Villeta, nel dipartimento centrale di Cundinamarca. La Colombia ha due stagioni di pioggia ogni anno, da marzo a giugno e da ottobre a dicembre.

venerdì 17 febbraio 2017

El NINO potrebbe tornare anche quest'anno a portare alluvioni e siccità


El Nino, il fenomeno naturale che periodicamente riscalda le acque del Pacifico tropicale e che nel 2015 e 2016 ha dato un piccolo contributo all'aumento della temperatura globale, potrebbe ripresentarsi già quest'anno. Per l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) delle Nazioni Unite c'è un 35-40% di probabilità che El Nino, il cui ultimo e fortissimo evento è terminato nella prima metà del 2016, si ripresenti con un nuovo evento nella seconda metà del 2017.

Maggiore è tuttavia la probabilità, data al 50%, che persistano condizioni neutrali, mentre è difficile che possa subentrare La Nina, il fenomeno opposto al Nino che raffredda le acque superficiali del Pacifico.

Gli esperti osservano che negli ultimi sei mesi del 2016 si è registrata la presenza della Nina, in un evento tuttavia debole cui a gennaio è subentrata una condizione di neutralità, cioè uno stato senza prevalenza né del Nino né della Nina. Tale condizione proseguirà nella prima parte del 2017.

Il ciclo di El Nino che si è verificato nel 2015 e 2016 è stato tra i più intensi e devastanti degli ultimi decenni. Ha portato alluvioni in Cile, Perù, Bolivia; siccità in Indonesia, Australia, Africa meridionale e Corno d'Africa, dove ha bruciato i campi e assetato il bestiame. Secondo l'Onu, ha creato problemi di sicurezza alimentare per 60 milioni di persone.

mercoledì 16 settembre 2015

ESTERI/ Alluvione nello UTAH, 20 persone morte (12 bambini)




SALT LAKE CITY, 16 settembre -  I ricercatori che scavano tra fango e detriti hanno recuperato i corpi di nove bambini e tre donne scomparsi dal pomeriggio di lunedi quando sono stati spazzati via da un potente alluvione-lampo a Hildale travolti da un muro d'acqua che ha travolto due auto. Si continua a cercare un altro bambino scomparso oggi.
I soccoritori sono stati poi chiamati al vicino Parco nazionale di Zion Martedì pomeriggio, dove quattro adulti sono morti e altri tre mancano dopo essere stati travolti da un’imporvvisa piena in un canyon. In tutto, forti piogge e inondazioni improvvise hanno causato la morte di 16 persone e potenzialmente 20 complessivamente nel corso del nubifragio durato 24 ore nello Utah meridionale. I quattro escursionisti  si trovavano nel Keyhole Canyon dello Zion National Park. Altre tre persone che facevano parte del gruppo di uomini e donne risultano disperse. Il gruppo di quattro uomini e tre donne provenienti da California e Nevada aveva preso il permesso di passare attraverso il canyon circa alle 07:30 di lunedi, nonostante gli avvertimenti dei rangers 'che il pericolo inondazione era "probabile", ha detto la portavoce del parco Aly Baltrus. Per scendere nel Keyhole Canyon, è necessario usare diverse corde doppie  e nuotare attraverso diverse piscine, anche quando il tempo è asciutto. Una volta nel canyon, l'unica via d'uscita è quello di continuare fino alla fine del percorso.
 Inondazioni improvvise sono probabilmente avvenute poco dopo una serie diacquazzoni di lunedi pomeriggio.

venerdì 14 agosto 2015

Fatti della Vita/ 200 morti in PAKISTAN per le alluvioni


ISLAMABAD - Oltre 200 persone sono morte nell'ultimo mese in Pakistan a causa delle alluvioni. Lo riferisce oggi l'Autorità nazionale di gestione dei disastri (Ndma). Le inondazioni, provocate da abbondanti piogge monsoniche, hanno interessato circa 1,5 milioni di persone, in particolare nel nord e nord ovest del Paese. Circa un milione di persone sono state evacuate e circa 180 mila sono ospitate in 819 campi di accoglienza allestiti dall'esercito.

giovedì 7 agosto 2014

Altre disastrose alluvioni in SERBIA e in BOSNIA


BELGRADO - Almeno una persona è rimasta uccisa nelle nuove inondazioni che hanno colpito la Serbia e la Bosnia, tre mesi dopo quella che aveva ucciso quasi 80 persone nella regione.
Le ultime inondazioni, causate da forti piogge, hanno danneggiato strade, ponti e centinaia di case in Serbia occidentale e nel centro e nel nord della Bosnia nella stessa area che in maggio avevano colpito quasi due milioni di persone e causato miliardi di euro di danni.
Un uomo, di 65 anni, è annegato quando l'acqua aveva invaso la sua casa di Banja Koviljaca, nella parte occidentale del paese.
Molte case sono state allagate anche nella vicina città di Loznica, quando il fiume Stira ha rotto gli argini.
lcune case hanno dovuto essere evacuate nelle città centrali serbe di Kragujevac e Cacak.
Nella città bosniaca di Banja Luka, un uomo è stato dato per disperso dopo che un'inondazione aveva spazzato via la sua auto.
Circa 200 case sono state evacuate vicino alla città di Tuzla, nella regione di Gracanica. Inondazioni anche nelle città della Bosnia orientale Foca e Visegrad.
Le abbondanti precipitazioni è destinato a continuare oggi e le autorità bosniache hanno dichiarato lo stato di emergenza. 

mercoledì 12 febbraio 2014

Inghilterra flagellata dalle alluvioni e dal vento a 170 km/h, che ferma anche i treni

La tempesta sul'Inghilterra

LONDRA - Raffiche di vento a oltre 160 km/h si stanno abbattendo sull’Inghilterra flagellata dalle alluvioni  Regno Unito e il Met Office emesso il suo primo "allarme rosso" dell'inverno, valido fino alle ore 22:00 di oggi e che  significa che c'è un "rischio per la vita" e la gente dovrebbe "evitare le zone pericolose". Sedici avvisi “gravi” di alluvione rimangono per Berkshire, Surrey e Somerset.
Più di 1.000 case sono state evacuate lungo il Tamigi dove città e villaggi, tra cui Wraysbury, Chertsey e Datchet sono stati inondati.
Il capo della polizia del Surrey Matt Twist, ha detto che le inondazioni nella contea era "senza precedenti" e ha avvertito che ulteriori 2.500 case erano a rischio.
Ai Comuni, David Cameron ha ripetuto il suo impegno e che "il denaro non è u8n problema per questo sforzo di rilievo". Ha presentato un pacchetto di misure per aiutare le imprese e proprietari di case danneggiati. 
Il Met Office ha detto che una raffica di vento di 170 km/h è stata registrato a Aberdaron, Galles del Nord, la più forte registrata a terra nelle recenti tempeste. In mare, al largo della costa meridionale dell’Irlanda le raffiche hanno superato i 194 chilometri all’ora.
Il Met Office ha dichiarato: "Venti di questa forza possono causare ingenti danni strutturali, abbattendo alberi e interrompendo l’erogazione dell’energia elettrica".
La West Coast Main Line, la più importante linea ferroviaria inglese che collega Londra con il West Midlands, il nord ovest del Paese, il Galles del nord e il Central Belt scozzese  chiude il servizio alle 20:00 a causa dei forti venti. 
Altri aggiornamenti:

  • Il ponte QEII all'incrocio Dartford nel Kent è stato chiuso a causa di forti venti
  • L’aeroporto di Shannon nella contea di Clare, nella Repubblica d'Irlanda è stato chiuso a causa del forte vento
  • Tremila case sono senza energia elettrica nel sud e nell’ovest del Galles 
  • Ci sonogravi interruzioni per diversi servizi ferroviari, con gravi ritardi tra Reading e Londra a causa di inondazioni vicino a Maidenhead
  • L' Agenzia per l’ambiente avverte che più case saranno inondate dalle acque dei fiumi nell’ Herefordshire e nel Worcestershire che continuano ad aumentare
  • Il personale dell'agenzia non è stato inviato a Wraysbury, Berkshire, a causa della presunta ostilità da parte della popolazione

martedì 19 novembre 2013

Diciassette morti, disastro alluvioni nella Sardegna del nord



OLBIA - Terribile alluvione nel nord della Sardegna, 17 vittime in una notte di tregenda. Auto portate via dai fiumi, case allagate, persone annegate  nelle loro case, nelle macchine. Una vera e propria strage. Strade e case allagate per l' esondazione di fiumi, centinaia di sfollati, black-out elettrici, pesanti disagi alla circolazione stradale e ferroviaria, ritardi nei collegamenti aerei e marittimi. Il Consiglio dei Ministri è stato convocato per stamane alle 10 per lo stato di emergenza in Sardegna a seguito del ciclone che si è abbattuto sull'isola. E' scattato stamattina un nuovo allarme per il sud della Sardegna, mentre al nord è spuntato il sole.  La furia dell'acqua ha causato danni ingenti anche alle aziende agricole, con strade rurali spazzate via dai torrenti in piena e centinaia di animali morti. Disagi anche nei trasporti, sia aerei che marittimi.
Sono dunque almeno 17 i morti della devastante ondata di maltempo che ha messo in ginocchio la Sardegna: e c' è un dispeso E' questo l'ultimo bilancio della Protezione civile regionale che segnala anche un disperso a Olbia. Solo proprio la città gallurese e la sua provincia le zone più colpite: otto qui le vittime accertate, tre delle quali nel crollo di un terrapieno a Monte Pino sulla provinciale per Tempio e il bambino recuperato poche ore fa dai vigili del fuoco. Segnalata -ma non c'è conferma - la morte di un altro bambino.  Sterminata anche una intera famiglia di brasiliani residente ad Arzachena: il seminterrato nel quale abitavano è stato sommerso da tre metri d'acqua e tutti gli occupanti - padre, madre e due figli di 16 e 20 anni - sono rimasti intrappolati morendo annegati. Altre quattro vittime si sono registrate a Torpè, nel nuorese, altro epicentro del ciclone Cleopatra che da ieri sta seminando morte e distruzione in gran parte dell'isola. Infine la conta delle vittime porta a Uras (Oristano), dove è morta una pensionata, ed a Dorgali (Nuoro), qui a perdere la vita è stato un agente della Polstrada, impegnato assieme a altri tre colleghi nel trasporto di un ferito, quando l'auto su cui viaggiavano è precipitata da un ponte.
Paura, dopo la piena del Rio Mannu e San Pietro, per 13 persone a bordo di diverse auto trascinate via dalla forza dell'acqua mentre percorrevano la circonvallazione di Arzachena. Tutti si sono messi in salvo uscendo dalle vetture e arrampicandosi su piante e alberi circostanti. Tra questi due ragazzi di 13 anni e una donna incinta.In città questa notte hanno dormito negli alberghi centinaia di cittadini costretti ad abbandonare le loro case completamente allagate. Altre migliaia sono gli sfollati che hanno trovato ricovero in strutture pubbliche come le palestre. Scuole chiuse nelle zone più colpite dal ciclone e ancora molte strade interrotte compresi alcuni tratti della statale 131, principale via di collegamento fra il nord ed il sud dell'isola. In arrivo dal continente squadre specialistiche dei vigili del fuoco per affrontare l'emergenza. è stato riaperto l'aeroporto di Olbia Costa Smeralda chiuso da lunedì. Dallo scalo confermano i prossimi atterraggi dei voli da Milano e Roma. Per tutta la giornata comunque potranno verificarsi ritardi per lo smaltimento delle cancellazioni degli arrivi e delle partenze di lunedì.

venerdì 20 settembre 2013

Sempre più drammatico il bilancio dei morti in Messico: 101 e 68 dispersi

MEXICO CITY - E' sempre più drammatico il bilancio delle violente tempeste che si stanno abbattendo da una settimana sul Messico. Le ultime stime diffuse dai media locali parlano di 101 morti e 68 dispersi. I comuni dei 22 Stati colpiti dall'ondata di maltempo senza precedenti sono 330 e gli evacuati sono oltre 50mila.

domenica 15 settembre 2013

Sono 500 i dispersi nell'alluvione che ha colpito il Colorado: 5 i morti



DENVER - Piu' di 500 persone risultano disperse oggi in Colorado a causa delle inondazioni dovute alle forti piogge che hanno colpito lo Stato americano e che hanno provocato finora cinque morti. Lo riferiscono le autorita' locali. Anche oggi rimane l'allerta in quanto sono previste piogge che potrebbero provocare ulteriori inondazioni. E gia' si contano i danni. Nella sola contea di Boulder saranno necessari 150 milioni di dollari per riparare le strade e i ponti danneggiati dalle violente piogge.

lunedì 3 giugno 2013

Sale il numero dei morti nel diluvio che sta investendo l'Europa centro orientale

PRAGA - Il fiume Moldava sempre più gonfio e minaccioso
PASSAU (Germania) - Il Danubio ha allagato la città
SALISBURGO - Il Danubio in piena attraversa la città
PRAGA  Si aggrava il bilancio dell'ondata di maltempo che sta colpendo l'Europa centro orientale: nella Repubblica ceca si registrano 3 vittime e 3 dispersi; un morto e due dispersi in Austria e due dispersi anche in Germania. La situazione peggiore è a Praga, dove il fiume Moldava è straripato in alcun punti, in particolare nel centro storico. Decine di persone sono state evacuate anche da un ospedale. Danubio e Reno già esondati in vari punti.
Oltre ai 3 morti e ai 3 dispersi, decine di persone sono state evacuate a Praga e otto fermate della metropolitana sono state chiuse. Il comune della capitale ceca sta costruendo barriere ed evacuando i malati da un ospedale del centro. Lo stato di allarme è stato decretato in sei regioni su 14 della Repubblica Ceca. L'acqua alta è prevista anche sull'Elba a Usti nell'ovest.
I grandi fiumi Danubio e Reno sono già esondati in vari punti. In Germania. Il Danubio, ingrossato dalle piogge torrenziali e dall'affluente Inn, ha inondato il centro storico di Passau, nel sudest del Paese al confine con l'Austria, mentre situazioni allarmanti di inondazioni vengono segnalate a Chemnitz, Rosenheim e Tubinga. A Reutlingen due persone risultano disperse, e l'esercito sta intervenendo in alcune delle zone più direttamente minacciate dall'acqua alta. Tanti gli smottamenti e le frane, che hanno costretto alla chiusura di vari tratti stradali e autostradali. Anche i festeggiamenti a Monaco di Baviera per la storica "triplete" del Bayern (campionato, coppa di Germania, Champions League) si sono svolti nel pomeriggio sotto una pioggia torrenziale. La circolazione ferroviaria è stata interrotta su alcune linee. 

Oltre ad una vittima e a due persone disperse, le autorità austriache hanno riferito anche che più di 300 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni minacciate dai fiumi in piena. Lo stato di allerta èstato decretato in gran parte delle province occidentali del Vorarlberg, del Tirolo e di Salisburgo, così come nella provincia dell'Alta Austria. Le Ferrovie Federali Austriache hanno annunciato che il traffico ferroviario è stato interrotto a causa di frane in molte parti delle province di Salisburgo e del Tirolo. Parte della strada che dall'Austria porta verso la Svizzera à stata chiusa, così come molte strade in varie regioni dell'Austria. A Linz, nel nord del Paese, il Danubio è in piena e i vigili del fuoco hanno chiuso al traffico diverse zone della città.

lunedì 8 ottobre 2012

Le alluvioni creano difficoltà alla Boa Vista Ultramarathon, 150 chilometri in 50 ore a Capo Verde



BOA VISTA (Capo Verde)) - Il conto alla rovescia per gli appassionati è già iniziato, ma l’entusiasmo per la Boa Vista Ultramarathon è stato smorzato dalla stagione delle piogge che ha colpito parte dello stato di Capo Verde provocando forti inondazioni. 
Il danno più grave è stato riportato dal ponte di Ribeira d’Agua, collassato su se stesso, con gravi disagi per la circolazione interna all’isola, essendo il collegamento principale tra l’aeroporto e il porto di Sal Rei. Momentaneamente i voli interni sono stati cancellati e quelli internazionali riprogrammati. L’amministrazione di Boa Vista è già all’opera per la realizzazione di una strada alternativa.
Le forti piogge che hanno colpito Boa Vista avrebbero potuto pregiudicare il via della tradizionale ultramaratona, ma i lavori di ripristino e il miglioramento delle condizioni generali dell’isola consentono agli organizzatori di proseguire nella promozione della manifestazione. «È possibile che piccole varianti vengano applicate al tracciato originario – ha commentato Piergiorgio Scaramelli, presidente del Boa Vista Marathon Club – per garantire il regolare svolgimento della gara in totale sicurezza». La Boa Vista Ultramarathon non può prescindere dalla sicurezza dei concorrenti e dello staff.


La gara si sviluppa su un percorso di 150 chilometri da correre no-stop e da completare in autonomia entro il tempo limite di 50 ore. Il percorso è disegnato tra sabbia bianca, distese di pietra lavica che lambiscono l’oceano, quest’ultimo molto spesso l’unico compagno di questa avventura. Inoltre dopo il successo dello scorso anno, viene riproposto il traguardo intermedio di 70 chilometri: una soluzione per chi cerca un approccio più leggero all'ultratrail o per coloro che durante la gara decidono che metà tracciato sia sufficiente!
Nonostante la momentanea situazione di allerta la competizione rimane confermata per sabato 8 con l’arrivo dei primi concorrenti all’alba di domenica 9 dicembre. Le date di partenza dall’Italia non dovrebbero subire modifiche: la partenza è prevista per mercoledì 5 dicembre mentre il ritorno è fissato per mercoledì 12 dicembre scegliendo tra diversi aeroporti tra Malpensa, Verona, Bologna e Roma. La gara prenderà il via sabato 8 per concludersi due giorni dopo. 
Sono stati inoltre ideati alcuni pacchetti per i partecipanti: volo comprensivo di visto al costo di 650€; volo più soggiorni B&B presso le strutture Cà Nicola o Cà Greta al costo di 900€ mentre il solo soggiorno 300€.
Per ulteriori informazioni www.boavistaultramarathon.com