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lunedì 16 giugno 2014

Mondiali, anche le azzurre fanno il loro dovere (a Praga)


PRAGA - Quattro gol, una doppietta di Patrizia Panico e una rete a testa per Raffaella Manieri  e Melania Gabbiadini, in una gara che non è mai stata in discussione: la nazionale femminile vince 4-0 a Praga, in casa della Repubblica Ceca e aumenta il suo bottino in classifica nelle qualificazioni per i mondiali. Le azzurre, al secondo posto a quota 19 alle spalle della Spagna capolista con 22, hanno allungato il passo nei confronti delle altre squadre: la Repubblica Ceca è ferma a 8, seguono Romania a 5, Estonia a 3 e Macedonia a zero punti.
La squadra di Cabrini è passata in vantaggio su rigore al 13’ con il capitano Panico, che ha raddoppiato cinque minuti dopo; al 20’ il 3-0 di Gabbiadini e la quarta rete firmata da Manieri al 37’.

lunedì 30 settembre 2013

Praga, il fascino dell'antichità e del nuovo design



PRAGA - Certo, Praga e la Repubblica Ceca sono note per il loro passato dalla storia millenaria, gli antichi monumenti testimoni di un bel tempo che fu, i castelli che narrano ancora di regni perduti, le atmosfere sognanti e misteriose intrise di magia, ma questi luoghi sanno invece essere molto concreti e guardare lontano, al futuro. 
Lo testimoniano non solo un patrimonio architettonico moderno che fa di Praga una capitale al passo coi tempi, dall’anima vibrante e lo skyline futurista, ma lo urlano con orgoglio anche una vivace attività artistica e culturale protesa verso stili e talenti emergenti. 
Per non parlare del ruolo che, in questo Paese famoso per arte e artigianato dalle tradizioni e dalle fogge antiche, va sempre più conquistando il design. Provare per credere al Designblok (www.designblok.cz), ovvero la Settimana del Design e della Moda, apprezzata rassegna dal respiro internazionale che ormai da ben 15 anni popola la capitale di artisti e designer di tutto rispetto che firmano innovativi progetti sia in campo industriale che in quello dell’arredamento, degli accessori, della moda, dell’oggettistica e dei gioielli. 
L’appuntamento è dal 7 al 13 ottobre a Praga. Designblok significa per la capitale una ventata di modernità che soffia sui quartieri di Holešovice, Karlín, Città Vecchia e Città Nuova, trasformati in un autorevole palcoscenico per artisti individuali, studi di design, scuole di marchi internazionali. Un palcoscenico ormai riconosciuto anche oltre confine, con espositori entusiasti passati da 14 a oltre 200 in 15 anni, e un pubblico appassionato che lo scorso anno ha raggiunto quota 42.000 visitatori. Solo la filosofia di Designblok non è cambiata negli anni: un’attenta e severa selezione di opere originali e rigorosamente di qualità, firmate da artisti emergenti e promettenti, la cui creatività la rassegna si impegna a mettere in contatto con il mondo della domanda, del marketing  e della vendita. E’ così che geni ancora sconosciuti, approdati a Designblok, sono diventati tra i designer più accreditati nel panorama internazionale… 
Tema di questa quindicesima edizione sono le icone, ovvero quegli oggetti lanciati negli anni da Designblok che sono diventati dei must. Alcuni sono ancora in produzione, altri pezzi da collezione, altri ancora fanno sfoggio di sé nei musei, ma tutti sono ancora attualissimi in quanto a bellezza e originalità. 
Nell’ambito della rassegna, mostre, esposizioni, show-room e sfilate di moda. Ben 60 le passerelle in una settimana, con la partecipazione di marchi cechi ed esteri ansiosi di mostrare al mondo collezioni nuove e innovative, ecologiche e trasgressive.

Interessanti, nell’ottica proprio della doppia anima di Praga, antica e futurista al tempo stesso, le reinterpretazioni in chiave moderna dell’antico proposte da alcuni artisti, come per esempio Eva Eisler, la cui elegante bigiotteria –in mostra alla Art House- ha chiare ispirazioni barocche. Quest’anno il Designblok Superstudio, cornice principale di installazioni e sfilate, sarà volutamente in uno degli edifici attualmente più discussi della capitale: un vecchio magazzino industriale di chiara (e decadente) architettura funzionalista, che molti vorrebbero trasformare in un grande centro culturale e di aggregazione. Anche qui il passato fa i conti con il futuro…

giovedì 6 giugno 2013

L’ente del turismo ceco: potete tranquillamente venire a Praga



PRAGA - "I turisti non devono temere di partire per la Repubblica Ceca". È il messaggio dall'Ente nazionale ceco per il turismo diffuso a seguito del forte maltempo che nei giorni scorsi ha colpito il Paese interessando Praga.
Tutti gli alberghi della capitale, come precisa una nota dell'ente, sono rimasti aperti, prestando i servizi regolarmente.
Le fermate della metropolitana in centro città, che erano state chiuse per motivi di sicurezza, oggi hanno ripreso a funzionare.
"Sin dall’inizio del pericolo di esondazioni teniamo il pubblico informato sulla situazione a Praga e in tutta la Repubblica Ceca mettendo notizie aggiornate sul nostro sito - spiega la direttrice dell'Ufficio informazioni turistiche di Praga, Nora Dolanská -, diffondendo le informazioni rilevanti in inglese. Non abbiamo mai sottovalutato la situazione, e ora vogliamo tranquillizzare la clientela straniera facendo capire che non esistono motivi per cancellare viaggi a Praga".

lunedì 3 giugno 2013

Sale il numero dei morti nel diluvio che sta investendo l'Europa centro orientale

PRAGA - Il fiume Moldava sempre più gonfio e minaccioso
PASSAU (Germania) - Il Danubio ha allagato la città
SALISBURGO - Il Danubio in piena attraversa la città
PRAGA  Si aggrava il bilancio dell'ondata di maltempo che sta colpendo l'Europa centro orientale: nella Repubblica ceca si registrano 3 vittime e 3 dispersi; un morto e due dispersi in Austria e due dispersi anche in Germania. La situazione peggiore è a Praga, dove il fiume Moldava è straripato in alcun punti, in particolare nel centro storico. Decine di persone sono state evacuate anche da un ospedale. Danubio e Reno già esondati in vari punti.
Oltre ai 3 morti e ai 3 dispersi, decine di persone sono state evacuate a Praga e otto fermate della metropolitana sono state chiuse. Il comune della capitale ceca sta costruendo barriere ed evacuando i malati da un ospedale del centro. Lo stato di allarme è stato decretato in sei regioni su 14 della Repubblica Ceca. L'acqua alta è prevista anche sull'Elba a Usti nell'ovest.
I grandi fiumi Danubio e Reno sono già esondati in vari punti. In Germania. Il Danubio, ingrossato dalle piogge torrenziali e dall'affluente Inn, ha inondato il centro storico di Passau, nel sudest del Paese al confine con l'Austria, mentre situazioni allarmanti di inondazioni vengono segnalate a Chemnitz, Rosenheim e Tubinga. A Reutlingen due persone risultano disperse, e l'esercito sta intervenendo in alcune delle zone più direttamente minacciate dall'acqua alta. Tanti gli smottamenti e le frane, che hanno costretto alla chiusura di vari tratti stradali e autostradali. Anche i festeggiamenti a Monaco di Baviera per la storica "triplete" del Bayern (campionato, coppa di Germania, Champions League) si sono svolti nel pomeriggio sotto una pioggia torrenziale. La circolazione ferroviaria è stata interrotta su alcune linee. 

Oltre ad una vittima e a due persone disperse, le autorità austriache hanno riferito anche che più di 300 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni minacciate dai fiumi in piena. Lo stato di allerta èstato decretato in gran parte delle province occidentali del Vorarlberg, del Tirolo e di Salisburgo, così come nella provincia dell'Alta Austria. Le Ferrovie Federali Austriache hanno annunciato che il traffico ferroviario è stato interrotto a causa di frane in molte parti delle province di Salisburgo e del Tirolo. Parte della strada che dall'Austria porta verso la Svizzera à stata chiusa, così come molte strade in varie regioni dell'Austria. A Linz, nel nord del Paese, il Danubio è in piena e i vigili del fuoco hanno chiuso al traffico diverse zone della città.

mercoledì 19 settembre 2012

Le meraviglie del barocco di Praga

Mala Strana a Praga

PRAGA - C’è tanta scuola e un pizzico d’orgoglio italiani nel favoloso barocco boemo. Un pretesto in più per visitare la Repubblica Ceca, a caccia dei capolavori di artisti che si ispirarono alla produzione italiana non senza reinterpretarne i dettami secondo la propria tradizione e il proprio talento. Ne nacque una corrente unica, che riadattando materiali e motivi seppe tirare a lustro un’intera nazione, ridisegnandone il volto ma anche l’anima.
Non è da trascurare infatti il retroscena storico e morale della diffusione dell’arte barocca in Cechia. Siamo nel XVII secolo; nel 1620 scoppia la battaglia sulla Montagna Bianca, che poi dilagherà nel resto d’Europa con il più celebre nome di Guerra dei Trent’Anni. Gli Asburgo impongono, anche con la violenza, al popolo ceco la ricattolicizzazione e, per garantirne la conversione, ricorrono alle minacce ma anche ai Gesuiti. Questi, invitati nel Paese, portano con sé non solo il Verbo, ma anche l’arte già fiorente nel Bel Paese: il barocco appunto. Le espressioni sfarzose e ridondanti del barocco divengono quindi per gli Asburgo un ulteriore, subliminale strumento di convinzione nei confronti del popolo: i palazzi eleganti ricordano il loro potere, le chiese con il loro tripudio di stucchi, ori, spazi immensi, chiaroscuri, immagini di santi e martiri dai volti straziati –in netto e voluto contrasto con le chiese sobrie e austere dei protestanti- invitano a rivolgersi al Signore e affidarsi a lui.
Pilotata o meno, l’arte barocca trovò in Boemia terreno fertilissimo. Non solo i Gesuiti importarono materiale cui ispirarsi e favorirono i contatti (e contratti) con architetti italiani, ma molti artisti cechi si formarono proprio in Italia per poi esprimersi al meglio in patria, dove seppero dar vita a un barocco sui generis, cosmopolita e contemporaneamente autoctono. Passarono le idee –lo sfarzo, la ridondanza- ma i materiali e i soggetti del barocco italiano furono integrati con quelli locali: accanto al marmo, molto legno delle foreste; vicino all’iconografia italiana dei santi soprattutto i patroni della propria terra.
Prima strumentalizzato dagli Asburgo, poi oscurato dal regime comunista, il barocco boemo è finalmente libero di essere ammirato in tutto il suo tripudio estetico, nelle sue esplosive espressioni di bellezza e potere. Vediamo dove.


MALA STRANA, CUORE BAROCCO DI PRAGA.

Il Ponte Carlo a Praga


Mala Strana, ovvero la Città Piccola. Piccola ma preziosa, come i gioielli più pregiati. Disteso sul fianco della collina che sale al Castello, questo storico quartiere della capitale è considerato il cuore barocco di Praga. Qui si trovano la splendida chiesa di San Nicola e il colossale palazzo Valdstejn. Tra le altre tappe di Praga barocca, il Clementinum (il collegio dei Gesuiti), la chiesa di San Nicola della Città Vecchia, la chiesa della Vergine della Vittoria e il suo Bambin Gesù di Praga, la chiesa di San Francesco Serafino, palazzo Czernin, il santuario di Loreta e naturalmente le statue barocche che vegliano sul fiume e la città dal Ponte Carlo. Un tempo isolata tra i vigneti della campagna praghese, la villa barocca di Troja –che dà il nome a un intero quartiere residenziale- è oggi parte della periferia della capitale. Chiamata anche castello, fu costruita secondo il modello della villa rinascimentale romana.


mercoledì 18 aprile 2012

E' primavera, svegliatevi bambine. Nella Repubblica ceca



PRAGA - Forse non è tra le mete più note del turismo del verde, ma anche in fatto di parchi, giardini, orti botanici e oasi naturali la Repubblica Ceca sa sorprendere. Con indirizzi sotto il cielo dove coabitano monumenti d’arte e capolavori di architettura verde, azzardi della natura e magistrali interventi florovivaistici, rarità botaniche e specie endemiche, eleganti giardini curati nei minimi dettagli e aree splendidamente selvagge. Giardini segreti e non, all’ombra di ville aristocratiche, antichi castelli o maestose montagne.

Lo spettacolo più sorprendente è certamente quello delle fioriture di primavera, quando sui rami fin qui spogli spuntano gemme di un timido verde e boccioli sfacciati, mentre i prati si vestono di petali colorati. Il più sorprendente solo perché, appunto, dopo ogni grigio inverno riesce a sorprendere. Ma in Repubblica Ceca come altrove il risveglio della natura non è che l’annuncio di una intera, lunga, bellissima stagione in parchi e giardini del Paese, dove è possibile tornare ogni settimana, ogni mese a censire nuove sfumature di verde, nuove fioriture, nuovi giochi cromatici nelle aiuole, nuovi profumi… Ecco allora qualche spunto valido da qui all’autunno, quando l’ultima tavolozza di tinte caldissime attirerà i patiti del foliage e chiuderà, provvisoriamente, la stagione.



LA “RINASCITA” DI PRAGA

Pietre antichissime da secoli tenacemente saldate le une alle altre a regalare monumenti storici, un’aura di leggenda e magia le cui radici affondano lontano nel tempo, strade calpestate miliardi di volte in migliaia di anni, tradizioni impossibili da estirpare, atmosfere di ieri… L’essenza stessa di Praga sembra essere quella di restare fieramente immobile nel passato, eppure c’è un momento, e ci sono luoghi, dove la città è un inno alla rinascita, alla natura che si risveglia e ne trasforma quel suo volto solo apparentemente immutato e immutabile.
Ne sono esempio i giardini del castello, roccaforte di ieri, dove sugli alberi e nelle aiuole lo spettacolo è un monumento all’oggi e al domani. 
I Kralovska Zahrada, i giardini reali, circondano il cinquecentesco palazzo di re Ferdinando. Il capolavoro verde, ora disegnato all’inglese ma per secoli coltivato secondo le mode delle varie epoche, si distende di fronte al padiglione. Folti cespugli, rampicanti, geometrie verdi, vialetti e grandi chiome tra cui si intravvedono le guglie della cattedrale… Al centro del parco, una bella fontana rinascimentale “sonora” (l’acqua cadendo sul metallo produce un suono musicale). Interessante anche la corte dei Leoni, dove venivano allevate le fiere, voluta da Rodolfo II, il cui destino si dice fosse legato a quello di un leone appunto. Una strega infatti avrebbe predetto la sua morte in seguito a quella di un leone del suo allevamento. Quando la bestia morì, dopo tre giorni si spense anche l'Imperatore. 

Non lontano dal castello, nel quartiere Mala Strana, ecco i Ledeburska Zahrada. Gli storici giardini di Ledebur, annessi all’omonimo palazzo e realizzati nel XVIII secolo, si presentano a terrazze, disposte in modo simmetrico e ordinato, orlate di balaustre, impreziosite di statue e fontane, collegate da scalinate e belle passeggiate. Su tutto, terrazze e giardini pensili, domina il caratteristico padiglione pentagonale. Polmone verde della capitale, la collina di Letna, che degrada verso le acque della Moldava con vista sulla città e con lo storico non-monumento alla fine del regime (il basamento che ricorda dove sorgeva il monumento a Stalin, poi demolito), è ammantata dal parco Letenske. Il parco conserva il padiglione di Hanavsky, singolare struttura in stile neobarocco oggi sede di un ristorante, e la più antica giostra d’Europa.

Altra collina, altra oasi. La Petrinske Sadny -riconoscibile per l’antenna televisiva che svetta sulla sua sommità con una spiccata e non casuale somiglianza con la Torre Eiffel- aprì il suo parco al pubblico nel XIX secolo, là dove ai tempi di Carlo IV crescevano le vigne del re e a partire dal 1600 i giardini delle residenze nobiliari del quartiere Mala Strana. Oltre alla miniatura del monumento simbolo di Parigi, da scalare per una vista a 360° su Praga, il parco regala attrattive come il Labirinto degli Specchi, l’osservatorio Stefanik raggiungibile con la funivia, il medievale muro della fame costruito dai poveri in cambio di cibo, il belvedere e un profumatissimo giardino di rose. Per gli appassionati, da non perdere nemmeno una visita al Botanicka Zahrada, uno dei due giardini botanici di Praga, che offre un percorso di profumi, colori e suggestioni nella flora di mezzo mondo. Particolarmente graditi al pubblico il giardino giapponese e Fata Morgana, la serra tropicale. La città va però soprattutto fiera della vigna di Santa Chiara, parte del giardino e patrimonio storico nazionale, che è un monumento verde al passato di viticoltura della capitale. Il Pruhonicky Park, ospita l’Istituto di Botanica dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. Con una collezione di piante autoctone ed esotiche, per un totale di 1800 taxa, il parco ha grande rilevanza scientifica. Vi si ammirano dal comune rododendro a specie rarissime. C’è anche un giardino alpino.


ALTRI FIORI (ALL’OCCHIELLO) DEL PAESE

Un itinerario verde che si rispetti va però oltre le cancellate dei giardini metropolitani di Praga e conduce in lungo e in largo per il Paese. A Kromeriz, per esempio, segnatevi i Kvetna Zaharada, eleganti giardini floreali realizzati nel XVII secolo su ordine di Carlo II da Liechtenstein e oggi inseriti nella Lista Unesco. C’è anche il nostro zampino: il giardino barocco fu influenzato dagli stili olandese e italiano e porta la firma, tra gli altri, degli architetti Filiberto Lucchesi e Giovanni Pietro Tencalla. L’immagine simbolo del giardino è la “rotonda” in realtà ottagonale al suo centro, cornice di insuperabili composizioni floreali e sede di alto pendolo di Foucault che vi troneggia dal XIX secolo. Imperdibile, poi, la Galleria dei Fiori, colonnato di quasi 250 metri, interamente affacciato sul parco e decorato internamente con statue, sculture, busti e pilastri. E’ tra l’altro possibile accedere al tetto e ammirare il parco dall’alto. Sempre a Kromeriz, anche il Podzamecka Zahrada, ovvero il giardino del palazzo arcivescovile. Palazzo e giardino, tra le mete più visitate della città, sono considerati monumento nazionale e fanno parte del patrimonio mondiale dell’umanità stilato dall’Unesco. Ben 47 ettari di capolavoro verde, il giardino si estende dal palazzo arcivescovile al fiume Moldava. Lo impreziosiscono, tra gli altri, corsi d’acqua, stagni e monumenti romantici. 

Sobrio ed essenziale, il giardino inglese annesso al centro regionale per le attività ricreative Luzanky a Brno è monumento nazionale. Conserva un interessante padiglione neorinascimentale. Tra le 150 diverse specie di piante, anche tre tipiche e peculiari della Moravia. A Kuks, infine, una vera attrazione: il parco Betlem, conosciuto anche come il “presepe di Braun”. Una vera e propria galleria a cielo aperto di statue in pietra, a grandezza naturale e impressionanti nella loro espressività. Corpi umani e animali scolpiti dallo scalpello di Matyas Bernard Braun con tanta maestria da sembrare che scaturiscano da soli dalla roccia. Realizzate direttamente sul posto e senza una progettazione, regalano scene relative alla vita di Cristo e alla Natività e sfoggiano una spontaneità straordinaria.


LA’ DOVE L’UOMO NON C’ENTRA. PER FORTUNA.

Non può infine mancare un cenno ai grandi parchi nazionali della Repubblica Ceca. Luoghi magnifici dove l’uomo non ha messo il suo zampino, né per creare né per distruggere. Luoghi da percorrere scarponcini ai piedi, in rispettoso pellegrinaggio tra capolavori di verde e roccia disegnati direttamente da Madre Natura.
Il Parco Nazionale di Sumava, che ammanta l’omonima catena montuosa lungo il confine sud-orientale della Repubblica Ceca con Germania e Austria, è stato istituito nel 1991 ma già dall’anno precedente era stato dichiarato riserva naturale Unesco. Noto anche com e Parco Nazionale della Selva Boema, è il più vasto del Paese, ma se si considera anche la limitrofa Foresta Bavarese su suolo tedesco, ecco il più grande complesso forestale d’Europa. E’ qui, tra le vette della Sumava, che nasce la Moldava, fiume-orgoglio del Paese. Nel parco si alternano colline moreniche, torbiere e laghetti glaciali. Solo 3 anni fa, tra l’altro, sono state riaperte al pubblico alcune zone del parco il cui accesso era vietato durante il regime comunista, proprio per la vicinanza al confine tedesco. Queste aree, un tempo frequentate solo da guardie forestali e polizia, si presentano particolarmente selvagge e affascinanti. Tra le specie rare e protette, la genziana della Pannonia, il giaggiolo siberiano e la soldanella montana. Al confine con la Polonia corrono invece i Monti dei Giganti (Krkonose), la catena montuosa più alta del Paese, sui cui svetta la più alta cima ceca: il monte Snezka (1.602 m). 

Riserva nazionale Unesco, meta ambita dagli sciatori, il Parco Nazionale dei Monti dei Giganti in estate offre 800 km di percorsi escursionistici. Ai piedi dei Krknose, nella zona conosciuta come Paradiso Boemo (geoparco Unesco), riserva la sorpresa delle cosiddette “città di pietra”, incredibili formazioni di roccia arenaria, uniche in Europa e presenti anche nel Parco Nazionale della Svizzera Boema, al confine con il parco nazionale tedesco della Svizzera Sassone. Di recente istituzione, dista un paio d’ore da Praga e sorge appunto sulla più grande regione arenaria d’Europa. Suo monumento-simbolo è l’arco naturale di roccia Pravcicka brana. Assai suggestivo l’Edmund Gorge, una scenografica gola percorribile solo in battello lungo il fiume che la solca. In Moravia meridionale infine, al confine con l’Austria, il Parco Nazionale Podyji è il più piccolo del Paese, ma rappresenta un esempio di paesaggio fluviale ben conservato in Europa Centrale. Caratteristici lo stretto canyon del fiume Dyje, la ricchezza di flora e fauna, le torbiere e le lande steppose. Il parco è anche noto per l’incredibile ricchezza di insetti.

COME ARRIVARE


In Aereo
La compagnia aerea di bandiera è Czech Airlines - CSA (www.czechairlines.it ). Praga dall'Italia si raggiunge inoltre con Wizzair (www.wizzair.com ), Wind Jet (www.volawindjet.it), Easy Jet (www.easyjet.com ), Air One (http://flyairone.com ) e Smartwings (www.smartwings.com).

In Pullman
Studentagency (www.studentagency.cz ), Eurolines (www.eurolines.it), Tourbus (www.tourbus.cz ).

In Auto

Per chi viaggia in automobile la strada più breve passa attraverso il Brennero per poi proseguire verso Innsbruck, Monaco di Baviera e Ratisbona fino alla frontiera. Un secondo itinerario, da preferire nei periodi di affollamento del Brennero, passa per la Svizzera attraverso il valico di Como-Chiasso, prosegue verso il lago di Costanza e passa da Norimberga. Per chi invece deve deve raggiungere Brno – il capoluogo della Moravia, la strada più breve passa da Tarvisio attraversando l'Austria in direzione di Vienna.

Ferrovie Ceche
Una volta arrivati in Repubblica Ceca, il treno è tra i mezzi di trasporto migliori per poter raggiungere le diverse mete all'interno del Paese. Le Ferrovie Ceche (Ceske drahy) dispongono di una fitta rete di collegamenti interni:www.idos.cz
INDIRIZZI UTILI
: Ente Nazionale Ceco per il Turismo Via G. B. Morgagni, 20 – 20129 Milano - Tel. 02 20422467, fax 02 20421185 - info-it@czechtourism.com - www.turismoceco.it
Ambasciata: www.mzv.cz/rome - Istituto culturale ceco http://milano.czechcentres.cz/