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martedì 1 agosto 2017

Sequestrava da anni madre e fratelloin un garage del PAVESE, per incassare le loro pensioni


PAVIA, 1 agosto  - Vivevano grazie alle pensioni delle loro due vittime, madre e figlio, che erano recluse in un garage di soli 42 metri quadrati usato come rimessa di attrezzi e vivevano "in un clima di terrore", sottoposte continuamente ad angherie, secondo i carabinieri che hanno arrestato a Cozzo, nel Pavese, una coppia di 52 e 37 anni per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, riduzione in schiavitù, circonvenzione di incapace e abbandono di persona incapace.
L'indagine è stata coordinata dal pm Roberto Valli. Madre e figlio di 78 e 37 anni (l'uomo è fratellastro di uno degli arrestati) sono affetti da disturbi mentali.
l garage in cui erano reclusi madre e figlio è poco illuminato e areato; a causa della mancanza dei servizi igienici, le due vittime erano costrette ad espletare i propri bisogni fisiologi in dei secchi oppure in giardino e a pulire loro stessi il te mangiavano soltanto una volta al giorno, alla sera e non sempre cibi cotti; vivevano in un clima di terrore, per la paura di subire percosse dai loro aguzzini, come già capitato ad entrambi
Nel pomeriggio di ieri i carabinieri hanno fatto irruzione nel garage, trovandovi madre e figlio. I due avevano a disposizione, per dormire, due lettini in plastica da piscina con a fianco coperte e lenzuola, mobiletti e contenitori utilizzati come wc. Vi era, inoltre, un impianto di videosorveglianza, collegato tra il garage e l’abitazione degli arrestati, da questi utilizzato per monitorare i movimenti delle loro vittime. I carabinieri hanno sequestrato l’intero stabile, comprensivo dell’abitazione e del garage. L’anziana ed figlio, sono stati trasportati presso l’ospedale di Vigevano, mentre gli arrestati sono stati condotti nelle carceri di Pavia e Vigevano. La schiavitù dei due sventurati, sarebbe iniziata sin da quando, anni fa, il nucleo familiare si trasferì a Cozzo, un paese di circa 370 abitanti. Si indaga su presunte connivenze dei vicini.

lunedì 29 maggio 2017

Vicenda CORALLO, sequestrate dalla GDF a FINI due polizze per un milione di euro



ROMA, 29 maggio - La guardia di finanza, su richiesta della Dda di Roma, ha eseguito un sequestro preventivo per un valore di un milione di euro nei confronti dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini. Il sequestro riguarda due polizze vita ed è relativo all'indagine che ha portato in carcere l'imprenditore Francesco Corallo e nella quale Fini è indagato per concorso in riciclaggio.
Il sequestro delle due polizze vita, con un valore di riscatto di 495 mila euro l'una, è giustificato da inquirenti ed investigatori della Guardia di Finanza per il ruolo centrale di Gianfranco Fini in tutta la vicenda che ha portato in carcere Corallo e al sequestro di beni per un valore di sette milioni nei confronti della famiglia Tulliani.

Secondo gli investigatori, Corallo assieme a Alessandro La Monica, Arturo Vespignani, Amedeo Laboccetta, Rudolf Theodoor e Anna Baetsen, avrebbero fatto parte di un'associazione a delinquere che avrebbe evaso le tasse e dedita al riciclaggio. I soldi, una volta ripuliti, sarebbero stati utilizzati da Corallo per attività economiche e finanziarie ma anche nell'acquisto di immobili che hanno coinvolto i membri della famiglia Tulliani.

giovedì 12 maggio 2016

TRUFFA, la GdF squestra 8 chilometri di A3



VIBO VALENTIA, 12 maggio - La Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha eseguito, su disposizione della Procura della Repubblica, il sequestro di un tratto dell'autostrada A3 compreso tra gli svincoli di Mileto e Rosarno per una circa otto chilometri. Ci sono anche alcuni indagati per reati di disastro doloso, falso ideologico e materiale in relazione alla concessione di lavori in sub appalto senza la prescritta autorizzazione da parte della stazione appaltante e truffa aggravata ai danni di ente pubblico,percezione di pagamenti per smaltimento di rifiuti

giovedì 21 maggio 2015

BARI, vendeva slot machine, denunciava un reddito da fame. Sequestrati beni per 50 milioni


BARI, 21 maggio - E' in corso dall'alba un'operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Bari che stanno eseguendo un decreto di sequestro beni per un valore di 50 milioni di euro, emesso dal locale Tribunale, a carico di Giuseppe Cassone, un imprenditore 68enne di Gravina in Puglia (Bari) con precedenti penali per truffa, bancarotta fraudolenta e falso. I militari stanno sequestrando sei società che si occupano di produzione, commercializzazione e installazione di slot machine e videogiochi, tre società di servizi, un albergo, un ristorante, 12 appartamenti, quattro ville, otto locali commerciali, 14 automezzi e 38 conti correnti. Le indagini dei militari del Reparto operativo hanno fatto emergere un'evidente sproporzione tra il patrimonio accumulato dall'imprenditore e il reddito dichiarato che, secondo i parametri Istat, non sarebbe bastato nemmeno a mantenere la propria famiglia. E' stato inoltre documentato che la costituzione e la gestione delle molteplici società riconducibili all'imprenditori erano intestate a familiari o a soggetti che fungevano da prestanome, di fatto realizzandosi una sorta di monopolio nell'area delle Murge. 

lunedì 1 dicembre 2014

Otto arrestati, hanno sequestrato e seviziato un imprenditore. Tra loro, l'ex moglie di Daniele De Rossi


Tamara Pinoli e De Rossi, ai tempi del loro matrimonio
ROMA - Sequestrato e seviziato con un coltello per convincerlo a pagare 200mila euro. E' quanto accaduto a un imprenditore romano. I carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno arrestato 8 persone, tra le quali Tamara Pisnoli, ex moglie del calciatore della Roma Daniele De Rossi, nota alle cronache, dopo la separazione avvenuta nel 2009, per un flirt con Fabrizio Corona e figlia di Massimo Pisnoli, pregiudicato appartenente alla malavita romana, che fu ucciso nell’agosto 2008 con due colpi di fucile.
La vittima aveva denunciato che era in un bar dell'Eur quando è stato prelevato da alcune persone che lo hanno caricato in auto e portato in una casa (che sarebbe l'abitazione della Pisnollli) dove per ore lo hanno picchiato e seviziato. A quanto ricostruito, il sequestro sarebbe legato al recupero di soldi di un prestito usuraio e di un affare finito male.
Gli 8 arrestati sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di usura, estorsione, rapina e lesioni gravissime. Tra questi ci sono anche i tre mandanti della spedizione punitiva, tra cui la donna 31enne romana, che vive nell'appartamento di un lussuoso condominio dell'Eur dove è avvenuto pestaggio. Gli altri sono cinque pregiudicati, assoldati e usati come "picchiatori". La vittima, un imprenditore romano titolare di una società che opera nel settore dei fotovoltaici, è stato trattenuto per ore nell'abitazione. Gli aggressori lo avrebbero malmenato e seviziato con un coltello, procurandogli ferite da taglio sul cuoio capelluto per indurlo a consegnare 200 mila euro. L'uomo, rapinato dell'orologio e dei soldi che aveva con sé, fu rilasciato poi in stato confusionale in strada e ricoverato in ospedale per le ferite riportate. I carabinieri hanno ricostruito che il sequestro era stato organizzato al fine di attuare un 'recupero crediti per conto terzi', inducendo in tal modo, con violenza e minacce, l'uomo a restituire i soldi pretesi a seguito di un prestito usurario e di un affare finito male. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma - Direzione Distrettuale Antimafia.

martedì 21 gennaio 2014

Nantes, passeggeri infuriati "sequestrano" aereo Ryanair in ritardo

PARIGI - Decine di passeggeri su un volo Ryanair da Marocco a Parigi "hanno preso in ostaggio l’aereo " dopo un ritardo di cinque ore e un atterraggio fuori programma a Nantes, nella Francia occidentale, dove hanno dovuto trascorrere una notte.
Secondo il quotidiano francese Metronews, l'aereo, che trasportava 170 persone il 11 gennaio, era stato costretto a scendere a Madrid per sbarcare un passeggero malato durante la rotta verso Parigi e accumulando così ritardo..
A causa delle restrizioni di rumore notturno all'aeroporto di Parigi Beauvais meta finale, il velivolo è stato costretto a fermarsi a Nantes.
Ai passeggeri è stato detto che sarebbero stati portati a Parigi in autobus il giorno seguente: si sono ribellati e hanno deciso di restare sull’aereo usando delle forniture di bordo del velivolo.
Un dipendente dell'aeroporto ha detto che alcuni dei passeggeri si sono comportati "estremamente irrispettoso".
"L'aereo e il suo equipaggio sono stati effettivamente presi in ostaggio da un gruppo di passeggeri scontenti", ha detto la fonte anonima. "Hanno saccheggiato l'aereo per cibo, bevande - bevande alcoliche - in particolare sigarette e profumi, qualsiasi cosa di qualsiasi valore. Si comportavano come animali verso l’aeroporto, i membri dell'equipaggio e i membri del personale di terra dell'aeroporto. "
Un passeggero ha difeso le loro azioni: "Io non sono né un ladro né un sequestratore. Eravamo stanchi, perché la situazione è stata mal gestita, avevamo fame e sete e nessuno ci dava  informazioni. “Dopo sette ore chiusi in un aereo (invece di 2 e mezzo)  la gente ha bisogno di mangiare", ha detto un altro, che ha insistito che solo una minoranza dei passeggeri ha preso elementi non essenziali. "Abbiamo semplicemente aiutato noi stessi".

Infine, dopo una trattativa con Ryanair, i passeggeri sono saliti sugli autobus sono stati noleggiati alle  5:00 del mattino sonofinalmente arrivati a Beauvais.

domenica 6 ottobre 2013

Yemen: l'ambasciatrice tedesca sfugge a un sequestro. Uccisa guardia del corpo

SANAA - L'ambasciatore tedesco nello Yemen, Carola Mueller-Holtkemper, è sfuggita a un tentativo di sequestro nella capitale Sanaa. Lo hanno reso noto fonti diplomatiche occidentali, aggiungendo che la sua guardia del corpo ha perso la vita nel conflitto a fuoco ingaggiato con gli assalitori, all'uscita di un grande magazzino nel quartiere di Hadda. Fonti yemenite avevano in precedenza riferito che un dipendente dell'ambasciata tedesca era stato ucciso dopo essere uscito da un negozio.