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sabato 18 febbraio 2017

PALERMO, confiscati beni per 12 milioni a imprenditore vicino ai Brancaccio


PALERMO, 18 febbraio - La polizia ha confiscato beni per oltre 12 milioni di euro a Francesco Francofonti, imprenditore 61enne arrestato nel 2009 a Palermo con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione. I sigilli sono scattati per la Medil snc di via Messina Marine, per la ditta individuale Frasav e per la Centro recuperi srl a socio unico di via Albricci
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Le indagini hanno permesso di accertare come Francofonti, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa "Brancaccio", si sia avvantaggiato nella sua attività grazie a tutti quei meccanismi di pressione e coartazione tipici dell'organizzazione criminale. L'uomo è stato condannato giorni fa a 4 anni proprio per estorsione nei confronti di un imprenditore edile.

lunedì 14 dicembre 2015

Ricompare a SHANGHAI l'imprenditore miliardario "scomparso" da giorni


SHANGHAI, 14 dicembre - L'imprenditore cinese Guo Guangchang, presidente della Fosun International, è ricomparso oggi a Shanghai dopo un'assenza non spiegata di alcuni giorni, durante la quale si ritiene che abbia "collaborato ad un'indagine" della polizia.
Guo e' intervenuto ad una riunione negli uffici della Fosun di Shanghai, secondo il South China Morning Post di Hong Kong.
La Fosun è una delle imprese cinesi più attive sul mercato internazionale ed e' presente tra l' altro nel capitale del Club Mediterranee e di alcune compagnie di assicurazioni.
 Nei giorni scorsi era stata sollevata l'ipotesi che Guo fosse coinvolto in una delle numerose indagini in corso sulla corruzione. In seguito, i suoi collaboratori hanno affermato che stava "aiutando" gli investigatori in un caso sul quale non sono emersi dettagli. Il giornale di Hong Kong scrive che la sua situazione "non e' chiara" e che un comunicato della Fosun e' atteso nelle prossime ore.
Nel suo discorso, aggiunge il South China Morning Post, Guo ha parlato di problemi della compagnia senza far cenno alla sparizione dei giorni scorsi.

martedì 14 luglio 2015

GUINEA EQUATRIALE, libero l'imprenditore Roberto Berardi, dopo 2 anni e 6 mesi di reclusione

 
Roberto Berardi prima e durante la detenzione
ROMA, 14 lugLIO . - Roberto Berardi, l'imprenditore italiano detenuto da due anni e sei mesi in Guinea Equatoriale, per lungo tempo in isolamento, è uscito dal carcere di Bata il 9 luglio. A renderlo noto, con qualche giorno di ritardo in ragione di un indispensabile silenzio stampa, sono la moglie Rossella e il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani di Palazzo Madama, che sin dall'inizio ha seguito da vicino la vicenda. "Temevo davvero che Roberto non uscisse vivo da quella prigione - ha affermato Rossella - Si chiude un periodo per me e i miei figli di sofferenza e angoscia ma il primo pensiero è per Roberto e le sue condizioni di salute: al telefono è felice ma molto provato". "Berardi - ha aggiunto Manconi - è stato liberato giovedi' scorso, ma solo dopo aver avuto la certezza che Roberto fosse in viaggio per l'Italia, si è deciso di dare la notizia; questa storia si e' protratta troppo, incredibilmente e immotivatamente, e se ora c'è un lieto fine il merito è dello stesso Berardi che ha resistito ad abusi e sevizie, della moglie Rossella e dei familiari che non si sono mai rassegnati, e di coloro che si sono mobilitati a favore del nostro connazionale. Molto si deve inoltre alla serietà e alla professionalità del nostro Ambasciatore, Samuela Isopi, del corrispondente consolare Massimo Spano e di tutta la macchina della Farnesina"

mercoledì 25 marzo 2015

CAPO VERDE, trovato morto con una ferita alla testa imprenditore di Recanati


SAN NICOLAO (Capo Verde) - L’imprenditore recanatese Mirco Pietanesi, 54 anni, è stato trovato privo di vita nella sua casa nell’isola di San Nicolao a Capo Verde, nella zona di Joao Baptista. Il corpo è stato trovato con una ferita alla testa attorno all'1 del mattino  ai piedi del suo letto con il viso rivolto a terra.  Sono stati alcuni amici, che lo attendevano per cena, a trovarlo e a chiamare la polizia, L’uomo viveva da qualche tempo nell’isola San Nicolao e frequentava le spiagge di Tarrafal, nell’arcipelago composto da dieci isole tra cui appunto quella di San Nicolao. recentemente aveva avuto qualche problema di salute e si era sottoposto a visite mediche.
La notizia ha destato sconcerto a Recanati, dove Pietanesi era molto conosciuto per aver gestito in passato un'azienda per la lavorazione dell'argento a Villa Musone, poi chiusa a seguito della crisi. L'imprenditore aveva così scelto di trasferirsi a Capo Verde e di aprire un centro di pesca sportiva, sua grande passione. Ecco cosa scriveva di sè in rete: «Mi chiamo Mirco Pietanesi, sono italiano e sono stato rapito fin da subito da San Nicolao, frequentando le spiagge di Tarrafal e pescando da queste ho scoperto quante opportunità potevano offrire per la pesca sportiva. Quindi dopo aver girato le spiagge di mezzo mondo decisi che questo era il posto ideale per aprire il mio centro: Blue Wild Fishing Club».

La polizia locale avrebbe deciso di procedere ad un’autopsia per accertare le cause della morte avvenuta probabilmente nella serata di sabato.

lunedì 1 dicembre 2014

Otto arrestati, hanno sequestrato e seviziato un imprenditore. Tra loro, l'ex moglie di Daniele De Rossi


Tamara Pinoli e De Rossi, ai tempi del loro matrimonio
ROMA - Sequestrato e seviziato con un coltello per convincerlo a pagare 200mila euro. E' quanto accaduto a un imprenditore romano. I carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno arrestato 8 persone, tra le quali Tamara Pisnoli, ex moglie del calciatore della Roma Daniele De Rossi, nota alle cronache, dopo la separazione avvenuta nel 2009, per un flirt con Fabrizio Corona e figlia di Massimo Pisnoli, pregiudicato appartenente alla malavita romana, che fu ucciso nell’agosto 2008 con due colpi di fucile.
La vittima aveva denunciato che era in un bar dell'Eur quando è stato prelevato da alcune persone che lo hanno caricato in auto e portato in una casa (che sarebbe l'abitazione della Pisnollli) dove per ore lo hanno picchiato e seviziato. A quanto ricostruito, il sequestro sarebbe legato al recupero di soldi di un prestito usuraio e di un affare finito male.
Gli 8 arrestati sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di usura, estorsione, rapina e lesioni gravissime. Tra questi ci sono anche i tre mandanti della spedizione punitiva, tra cui la donna 31enne romana, che vive nell'appartamento di un lussuoso condominio dell'Eur dove è avvenuto pestaggio. Gli altri sono cinque pregiudicati, assoldati e usati come "picchiatori". La vittima, un imprenditore romano titolare di una società che opera nel settore dei fotovoltaici, è stato trattenuto per ore nell'abitazione. Gli aggressori lo avrebbero malmenato e seviziato con un coltello, procurandogli ferite da taglio sul cuoio capelluto per indurlo a consegnare 200 mila euro. L'uomo, rapinato dell'orologio e dei soldi che aveva con sé, fu rilasciato poi in stato confusionale in strada e ricoverato in ospedale per le ferite riportate. I carabinieri hanno ricostruito che il sequestro era stato organizzato al fine di attuare un 'recupero crediti per conto terzi', inducendo in tal modo, con violenza e minacce, l'uomo a restituire i soldi pretesi a seguito di un prestito usurario e di un affare finito male. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma - Direzione Distrettuale Antimafia.