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mercoledì 22 marzo 2017

Il presidente dell'EUROGRUPPO Dijssdelbloem: i Paesi del SUD spendono i soldi in alcol e donne


"Durante la crisi dell'euro i Paesi del Nord hanno dimostrato solidarietà con i Paesi più colpiti. Come socialdemocratico do molta importanza alla solidarietà, ma hai anche degli obblighi, non puoi spendere tutti i soldi per alcol e donne e poi chiedere aiuto". E' bufera sul presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem dopo le dichiarazioni rilasciate in un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, con i socialisti europei che si chiedono se sia ancora adatto al ruolo che ricopre e il M5S che ne chiede le dimissioni immediate.

Niente scuse ai deputati spagnoli - L'intervista di Dijsselbloem ha da subito avuto una vasta eco in Spagna tanto che ieri, nella sua audizione alla commissione economica del Parlamento Ue, proprio alcuni deputati spagnoli gli hanno chiesto pubblicamente di scusarsi. Ma il presidente ha resistito, spiegando che nessuno doveva sentirsi offeso, che non è questione di Nord e Sud, ma che vale per tutti la regola che se vuoi solidarietà devi rispettare i vincoli e gli impegni, cosa che "anche l'Olanda a volte non ha fatto".

Pittella: "Mi chiedo se sia adatto al suo ruolo"- Ma la sua spiegazione non è piaciuta al presidente del gruppo dei socialisti e democratici Gianni Pittella: "Non è la prima volta che Dijsselbloem esprime opinioni economiche e politiche che contraddicono la linea della famiglia progressista europea", "non ci sono scuse o ragioni per usare un tale linguaggio specialmente da uno che è dovrebbe essere progressista". Mi chiedo davvero - ha aggiunto - se una persona con queste convinzioni possa ancora essere considerato adatto a fare il presidente dell'Eurogruppo". E il M5S ne chiede le immediate dimissioni, e chiede a Padoan di prendere le distanze.

Renzi: "Prima si dimette meglio è" - Contro Dijsselbloem anche l'ex premier Matteo Renzi: "Penso che gente come Dijsselbloem- scrive su Facebook il segretario del Pd - che pure appartiene al partito socialista europeo anche se forse non se ne è accorto, non meriti di occupare il ruolo che occupa. E prima si dimette meglio è. Per lui ma anche per la credibilita' delle istituzioni europee".

sabato 4 marzo 2017

OCSE, donne italiane impegnate 5 ore in famiglia, gli uomini latitano

Le donne italiane dedicano in media al lavoro "non pagato", ovvero quello per la cura dei figli, dei parenti e della casa, oltre cinque ore al giorno piazzandosi così al quarto posto tra i Paesi Ocse. Il dato risente, però, della scarsa collaborazione dei partner nel nostro Paese che, con appena 100 minuti al giorno in media, si collocano tra i meno impegnati nelle cure della famiglia.
I dati sono contenuti in uno studio Ocse sull'esperienza tedesca sulla condivisione del lavoro in famiglia che analizza la situazione nei principali paesi sviluppati. Le donne con un partner tra i 25 e i 44 anni, l'età nella quale l'impegno in casa è maggiore per la frequente presenza di figli piccoli - spiega la ricerca - spendono in tutti i paesi Ocse più tempo per fare lavoro non pagato rispetto agli uomini anche a fronte delle stesse ore lavorate fuori casa. In Italia, secondo la ricerca, le donne lavorano in casa almeno il doppio degli uomini a prescindere dal loro impegno in un impiego pagato.

sabato 21 gennaio 2017

"Proteggiamoci a vicenda", tantissime le donne in marcia contro TRUMP. A Washingon e nel mondo




WASHINGTON, 21 gennaio -  "Siamo tutti sotto attacco e solo noi possiamo proteggerci a vicenda. Restiamo uniti, marciamo insieme, per i prossimi quattro anni". Questo l'appello lanciato dall'attrice America Ferrera aprendo a Washington la manifestazione di protesta contro il neo presidente Donald Trump che vede gia' in piazza migliaia di persone pronte a marciare lungo il National Mall nella capitale. Una mobilitazione cui aderiscono molte personalita', volti noti dello spettacolo, artisti, tra cui Scarlett Johansson, Ashley Judd e Michael Moore. ''Grazie per parlare e marciare per i nostri valori. E' importante come sempre. Ritengo che siamo sempre piu' forti quando siamo insieme'' twitta Hillary Clinton, rifacendosi allo slogan della sua campagna elettorale, 'Stronger Togheter'.

La protesta contro Donald Trump si fa 'globale' e si attende fino ad un milione di persone nelle piazza di tutto il mondo con manifestazioni e marce ispirate alla massiccia mobilitazione a Washington per la 'marcia delle donne'. Da Londra a Berlino, da Atene a Parigi, da Milano a Roma, da Sidney a New Delhi a Stoccolma si sono già svolte o sono in corso numerose dimostrazioni.

E dal sito della Casa Bianca 'spariscono' sezioni clima, diritti' - Le pagine sui diritti civili, il cambiamento climatico e i diritti Lgbt spariscono dal sito della Casa Bianca di Donald Trump. La sezione sul cambiamento climatico è stata sostituita da An American First Energy Plan, in cui non si parla di clima e si afferma che il presidente "è impegnato a eliminare le politiche non necessarie e dannose come il Climate Action Plan''. La pagina sui diritti civili è stata rimpiazzata dalla sezione Standing Up for Our Law Enforcement Community, in cui i timori su come la polizia agisce vengono sostituiti dalla richiesta di aumentare il numero delle forze dell'ordine. Nel sito le parole 'nero' o 'afro-americano' non compaiono in nessuno dei documenti sulle prossime politiche di Trump, cosi' come non c'e' una sezione dedicata a uno dei temi che ha piu' cavalcato nella campagna elettorale, l'immigrazione.
   

venerdì 25 novembre 2016

SCARPETTE ROSSE contro la violenza alle donne


Ogni tre giorni una donna muore per vittima di violenza. Il dato, drammatico, è confermato dall’Istat. Solo nel 2016 sono state 116 in tutto le donne vittime di omicidio volontario. Ma, malgrado se ne parli sempre, i numeri non accennano a diminuire. Ed è anche per questo che oggi 25 novembre, si celebra in tutto il mondo e dunque anche in Italia la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.Sono organizzati incontri, dibattiti e tutto quanto può servire per accendere il faro contro quella che è ormai diventata una vera e propria piega sociale.
Le ultime rilevazioni vedono la Lombardia al primo posto con 17 vittime dall’inizio dell’anno, seguita dall’Emilia Romagna con 14 e dal Venetocon 12. Si può parlare, quindi, di un triste primato del nord.
A questi numeri bisogna però aggiungerne altri. Quelli delle "altre" vittime dei femminicidi. Di chi rimane. Nel 2016 sono già 73 i figli rimasti senza madre. «Ad oggi, sono 1.701 i minori che negli ultimi dieci anni sono rimasti privi di uno o di entrambi i genitori a seguito di omicidio o di omicidio-suicidio» afferma Lorenzo Puglisi, di Sos Stalking che ha più volte lanciato un appello a non sottovalutare il problema degli orfani.
Secondo l’Istat, che ha effettuato un’indagine sullo stalking - spesso azione anticamera del femminicidio, messa in atto da individui ossessivi che assillano le proprie vittime - sono circa 3 milioni 466 mila le donne che hanno subito stalking da parte di un qualsiasi autore, pari al 16,1% dell’intera popolazione femminile.
Per celebrare la Giornata contro la violenza, a Roma è in programma la manifestazione nazionale "Manchi solo tu". Anche le suore scenderanno in piazza. «È giusto esserci» spiega suor Gabriella Bottanimissionaria comboniana a capo di Talitha Kum, la rete mondiale contro la tratta di persone. «Il problema è serio e cresce sempre di più».
In tutta Italia le scarpette rosse sono il simbolo dell'antiviolnza. Nella foto qui sopra, le scarpette in una via di Rovereto, in Trentino.

domenica 15 maggio 2016

TRUMP, "io tratto mal le donne? E' uno scherzo". Il piano B dei repubblicani


NEW YORK, 15 maggio - Donald Trump replica al New York Times il giorno dopo l'inchiesta che accusa il candidato repubblicano alla Casa Bianca di avance e molestie su decine di donne. "Il Nyt ha scritto un altro pezzo su di me. Tutti sono impressionati da come ho trattato bene le donne, non hanno trovato nulla contro di me. È uno scherzo", scrive il magnate. Intanto i repubblicani preparano un piano per lanciare un'alternativa che possa spodestare la nomination a Trump.
Scrive ancora il tycoon: "Ognuno sta ridendo per il pezzo parziale che il New York Times ha fatto su di me e le donne. Io ho fornito (al quotidiano, ndr) molti nomi di donne che ho aiutato, ma si sono rifiutati di usarli". E conclude: "Perché il New York Times non scrive un pezzo sulla vera storia dei Clinton e le donne? I media sono completamente disonesti".

Il piano B dei repubblicani - Le continue "intemperanze" di Donald Trump hanno finito con l'esasperare alcuni esponenti del partito repubblicano, guidati dall'ex candidato presidenziale Mitt Romney e dai commentatori conservatori William Kristol ed Erick Erickson. I nomi "caldi" per la nuova nomination, secondo il Washington Post, sono quelli del senatore del Nebraska Ben Sasse e del governatore dell'Ohio John Kasich, che si è ritirato dalla corsa alla Casa Bianca a inizio maggio.


Il tempo stringe - Il gruppo anti-Trump avrebbe già commissionato sondaggi, contattato finanziatori e cominciato a corteggiare i potenziali contendenti. Un'iniziativa portata avanti senza grande convinzione per vari mesi, che è invece diventata molto attiva negli ultimi dieci giorni, dopo che il tycoon ha di fatto conquistato la nomination repubblicana. I promotori ammettono che una campagna indipendente in questa fase è inutile e che sono rimaste soltanto un paio di settimane di tempo per lanciare una candidatura credibile. "Ma trovano così repellente l'idea di Trump come comandante in capo che vogliono agire a tutti costi", scrive il quotidiano della capitale americana. L'ex governatore del Massachusetts Romney avrebbe già contattato personalmente sia Sasse che Kasich.

sabato 14 maggio 2016

Accuse a TRUMP, molestie a decine di donne


NEW YORK, 14 maggio - Dopo le accuse di maschilismo contro Donald Trump, tema molto dibattuto durante la campagna elettorale per le presidenziali Usa, il New York Timespubblica una vera e propria inchiesta sul rapporto del miliardario con le donne.Decine di donne intervistate raccontano episodi in cui il magnate avrebbe fatto avance nei loro confronti, fino a vere e proprie molestie.
Incontri fugaci - Le testimonianze dalle donne intervistate, molte delle quali riportate fra virgolette nell'articolo, svelano avance sgradite, commenti infiniti sulla forme femminili, attrazione verso le donne ambiziose, comportamenti inquietanti sul posto di lavoro. Le relazioni si sono svolte negli uffici dellaTrump Tower, nelle sue case, nei cantieri e nei backstage di concorsi di bellezza. Fugaci e poco importanti per lui, questi incontri hanno lasciato impressioni durevoli sulle donne che li hanno sperimentati.

Il racconto di una modella - Emblematica è la storia in apertura del reportage. Quella di Rowanne Brewer Lane, una modella di 26 anni che nel 1990 era presente a un party in piscina offerto da Trump a Mar a Lago in Florida. Al party erano presenti 50 modelle e una trentina di uomini. E Trump, che aveva appena conosciuto la donna, ed era nel mezzo di una causa di divorzio, iniziò a parlarle."Mi prese improvvisamente la mano", racconta la donna, "e iniziò a mostrarmi la villa. Mi chiese se avevo un costume da bagno. Io risposi di no perché non intendevo tuffarmi. Mi portò in una stanza, aprì i cassetti e mi chiese di mettermi il costume. Andai in bagno e me ne provai uno. Era un bikini. Uscii fuori e lui disse: Wow". Poi lui accompagnò la ragazza in piscina e disse "questa è una straordinaria Trump girl, non è vero?". 

Ritratto contraddittorio di un uomo ricco - Ciò che emerge dalle interviste è un complesso, a volte contraddittorio, ritratto di un uomo ricco, famoso e provocatore, e delle donne attorno a lui: alcune lo trovavano gentile e incoraggiante, altre molto meno. "Gli piaceva millantare le sue prodezze sessuali e la capacità di conquistare le donne, senza curarsi di chi aveva a fianco", ricorda una delle tante donne che gli sono state vicino. Ma anche sul lavoro, per gli affari, Trump si affidava alle donne per una semplice ragione:"Spesso lavorano sodo, molto più duramente degli uomini".

lunedì 25 gennaio 2016

SOLO DONNE, inglesi, nove mesi ai remi per attraversare il PACIFICO


CAIRNS, 24 gennaio - Un team di atleti  femminile è arrivato ​​in Australia, nove mesi dopo la partenza da San Francisco per attraversare l'Oceano Pacifico.
L'equipaggio senza timoniere ers partito dal Golden Gate Bridge nel mese di aprile dello scorso anno.
Dopo 257 giorni in mare, con fermate rifornimento in Hawaii e Samoa, la loro barca di 9 metri, Doris, ha tagliato il traguardo a Cairns  entro le ore 02:00 italiane.
L'equipaggio - composto da tre membri effettivi e tre altri odi supporto - hanno bsttuto due record.
Laura Penhaul, Natalia Cohen ed Emma Mitchell, insieme a vogare nellatappa finale si sono abbracciate mentre entravano nella Marlin Marina della città del Queensland.
Condividendo birre con la famiglia e gli amici che si erano riuniti per accoglierle, le avventuriere hanno descritto il loro viaggio come "un'esperienza travolgente".

  • Laura Penhaul, 32, originario di Cornwall  ora vive e lavora a Londra, è la fondatrice e leader dell'equipaggio. Fisioterapista  per British Paralimpiadi,  è un'appassionata maratoneta, ciclista e triatleta
  • Natalia Cohen40 anni, è di Londra. Un leader di tour di avventure, ha vissuto e lavorato in più di 50 paesi negli ultimi 15 anni e ha completato il Cammino Inca in Perù 10 volte
  • Emma Mitchell30 anni, viene da Marlow nel Buckinghamshire. Ha remato per l'Inghilterra ed è un ex Cambridge-blu che ha gareggiato nella Boat Race
  • Isabel Burnham, 31, è un avvocato di Saffron Walden vicino a Cambridge che  aderito all'equipsggio per la prima tappa, da San Francisco alle Hawaii. Ha anche remato per l'Università di Cambridge
  • Lizanne van Vuuren27, un'osteopata sudafricana che è cresciuto a Newbury, ha fatto parte dell'equipaggio per la seconda tappa, dalle Hawaii a Samoa.
  • Meg Dyos25 anni,  che lavora come agente immobiliare a Londra, si è unita all'equipaggio per la terza tappa, da Samoa a Cairns

Nonostante abbia impiegato tre mesi in più di quanto inizialmente previsto, la spedizione di  9.200 ha stabilito due record mondialile donne diventando la prima squadra tutta al femminile e la prima squadra di quattro che abbia traversato Pacifico.
Hanno remato in coppia continuamente a turni di due ore, dormendo 90 minuti alla volta.
Ognuna ha consumato 5.000 calorie al giorno, divorando pasti liofilizzati con  barrette proteiche, cioccolato, noci o altri frutti, innaffiato con acqua di mare desalinizzata.
Ma hanno preso una torta di Natale a bordo  il 25 dicembre, un giorno che hanno ovviamente trascorso in mare.
Lungo il loro epico viaggio hanno dovuto fare i conti con i danni causati da una tempesta tropicale, con onde l'altezza delle case e con l'incontro di una megattera emersa a pochi metri  di distanza dalla loro barca.
Inzuppato dalla pioggia e acqua di mare hanno sopportato piaghe dolorose, ma le temperature anche affrontati così caldo hanno cucinato una frittella sul ponte appena dai raggi del sole.
La spedizione, che ha  raccolo di fondi per Walking With The Breast Cancer Care è stato filmato per un documentario.

sabato 12 dicembre 2015

ARABIA SAUDITA, donne al voto per la prima volta


RIAD, 12 dicembre - Non è facile fare campagna elettorale se non puoi appendere manifesti con la tua foto, tenere comizi, men che meno partecipare ai dibattiti in tv. Eppure è quello che hanno fatto le 978 candidate alle municipali del 12 dicembre in Arabia Saudita, le prime a cui sono ammesse - con diritto di elettorato attivo e passivo - anche le donne. 

La data è di quelle che resteranno nella storia del Paese, il secondo Stato arabo al mondo per grandezza, con una popolazione 21 milioni di persone, ma anche uno di quelli in cui le leggi ispirate alla sharia d'interpretazione salafita sono applicate con maggior rigore. In Arabia Saudita vige una monarchia assoluta che non permette nemmeno l'esistenza di partiti politici.

È stato proprio re Abdullah, fratellastro dell'attuale monarca Salman, a stabilire per decreto nel 2011 che anche le donne potessero partecipare alle elezioni, nonché che dovessero rappresentare il 20% dei consiglieri del Majlis al-Shura, un'assemblea composta da 150 membri di nomina regia, con poteri consultivi ma senza diritto di approvare le leggi né di impedirle. 

Oggi si vota invece per eleggere due terzi dei seggi in 284 consigli comunali (è il governo che assegna il terzo restante). Il rapporto fra candidati di sesso maschile e femminile è di circa 6 a 1, ma la sproporzione di genere è la minore delle difficoltà. Nell'unico Paese al mondo in cui le donne non possono nemmeno guidare l'auto, le candidate hanno dovuto sottostare a regole severissime e molto penalizzanti, fra cui il divieto di partecipare a qualsiasi manifestazione, dibattito o comizio in presenza di uomini, l'obbligo di parlare in pubblico esclusivamente tramite un portavoce maschio e di creare sezioni separate per uomini e donne nelle sedi elettorali. 

Le stesse elezioni municipali esistono da appena una decina d'anni e i consigli che ne risultano hanno comunque poteri molto limitati, come l'approvazione del bilancio cittadino e la gestione di rifiuti, parchi e strade, limitandosi di fatto a fare da ponte fra le comunità cittadine e Riad. Le consultazioni del 2005 e del 2011 hanno segnato il trionfo del potentissimo clero conservatore, i cui candidati hanno avuto quasi ovunque la meglio su quelli più legati alla famiglia reale. 

"È difficile. Le donne hanno vissuto segregate per anni - ha spiegato al Guardian Rasha Hefzi, una delle donne che corrono a Gedda, una delle città più progressiste del Paese -. Gli uomini invece hanno la loro rete di contatti, si conoscono fra di loro. Convincerli a votare per noi è una sfida". Eppure le candidate non hanno mollato e hanno puntato soprattutto sui social network per aggirare le limitazioni imposte al loro sesso e raggiungere il maggior numero possibile di potenziali elettori ed elettrici. 

Anche per queste ultime, in ogni caso, il primo approccio con le urne si è rivelato tutt'altro che agevole. Oltre alla mancanza di una cultura democratica del voto, hanno pesato, ancora una volta, le restrizioni giuridiche. Per iscriversi alle liste elettorali serve un documento d'identità, che non tutte le saudite hanno, e in ogni spostamento - per andare a richiedere i documenti, farsi registrare o andare ai seggi - c'è bisogno di un accompagnatore maschio. 

La conseguenza è che poco più di 130 mila donne si sono iscritte alle liste elettorali contro il milione e 355 mila loro concittadini maschi che l'hanno fatto. Il risultato del voto dirà se il suffragio femminile riuscirà a smuovere gli equilibri politici e sociali del Paese, ma l'esistenza stessa di questo piccolo esercito di elettrici è già in sé una piccola rivoluzione.

giovedì 3 dicembre 2015

PENTAGONO, anche le donne in prima linea


WASHINGTON, 3 dicembre  Cade l'ultimo dei tabù nelle forze armate americane. Il capo del Pentagono Ash Carter ha annunciato il via libera alle donne in prima linea, in missioni di combattimento al fronte. Lo storico cambiamento entrerà in vigore già all'inizio del prossimo anno e avviene dopo tre anni di dibattiti, da quando cioè nel gennaio del 2013 l'allora segretario della Difesa Leon Panetta aveva detto che "è giunta l'ora che le donne vadano in missione". "Donne in prima linea e nelle operazioni speciali, anche i Delta Force e i Navy Seals", ha affermato Carter , che cita il successo delle precedenti svolte storiche, inclusa quella sui gay.

lunedì 21 settembre 2015

ECONOMIA/ Il governo lavora all'uscita anticipata delle donne dal lavoro a 62-63 anni

ROMA, 21 settembre - Il Governo lavora all'uscita anticipata delle donne dal lavoro dal 2016 a 62-63 anni con 35 di contributi: si tratta di una nuova opzione donna - spiegano tecnici dell'Esecutivo - che prevedrebbe, invece del ricalcolo contributivo, una riduzione dell'assegno legata alla speranza di vita e pari a circa il 10% per tre anni di anticipo rispetto all'età di vecchiaia.

"Stiamo lavorando sulle riforma delle pensioni. Sappiamo che c'è un aspetto da risolvere legato a uno scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla Legge Fornero". Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a Modena. "In questo momento stiamo valutando opzioni e punti di equilibrio assieme al ministro dell'Economia Padoan".

 L'intervento per rendere flessibile l'uscita in pensione ci sarà. Ma dovrà essere compatibile con il quadro dei conti pubblici e degli obiettivi definiti dal Def, il Documento di Economia e Finanza con il quale il governo ha definito le stime per il Paese nel prossimo futuro. E quindi non potrà che essere minimo, focalizzato sulle categorie con maggiori problemi. "Sono possibili correttivi per chi è vicino ai requisiti ma in difficoltà con il lavoro", ha spiegato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan prima in un'intervista e poi su twitter. Il gioco di ruolo all'interno del governo non può che vedere il ministro dell'economia nelle vesti del "guardiano dei conti". "Il sistema previdenziale - spiega con un altro tweet - dev'essere legato a durata lavoro e aspettative di vita". In pratica, come aveva spiegato in Parlamento, non sono possibili interventi strutturali e alcune proposte di flessibilità per l'uscita dal lavoro potrebbero essere molto onerose. Ma sull'idea che non si debbano scassare i conti sono d'accordo tutti.
"Non c'è alcuna contrapposizione" - spiegano nei due palazzi romani - tra le posizioni del premier Matteo Renzi, che ha dato un'accelerazione sui lavori del mini-cantiere pensioni, e quanto sostenuto dal titolare del Tesoro. Il governo "è coeso e impegnato a trovare soluzioni possibili e compatibili con i vincoli di finanza pubblica". Passare dalle parole ai fatti potrebbe essere meno difficile di quanto si creda. I tecnici erano già al lavoro, ma ora l'indicazione è quella di predisporre un testo per il varo della Legge di Stabilità, il 15 ottobre. I tempi sono stretti e, vista la delicatezza del tema, le norme potrebbero arrivare anche nel corso dell'iter. Certamente non si tratterà di un intervento generalizzato. Si guarderà invece alle donne e lavoratori anziani che hanno perso l'occupazione, con flessibilità mirate. Per le lavoratrici, che nel settore privato dal prossimo anno dovranno uscire dal lavoro con un anno e 10 mesi di ritardo, l'ipotesi allo studio è quella della "riapertura" della cosiddetta Opzione Donna. Consente di andare in pensione con 57 anni d'età e 35 di contributi, ma con tutto l'assegno calcolato col metodo contributivo. Non è un gran vantaggio perché la perdita media potrebbe essere del 25-30%. Ma così, come ha promesso Renzi, una lavoratrice potrebbe decidere di rinunciare a parte della pensione e aiutare i figli a guardare i nipotini. Ci sono poi i lavoratori che perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione. In questo caso le misure allo studio sono diverse. Tra queste il cosiddetto prestito pensionistico: è l'anticipo di qualche centinaio di euro per accompagnare l'ex lavoratore e che va restituito quando scattano i criteri per la pensione. Difficili ora interventi più incisivi.
L'ipotesi Damiano-Baretta, di un taglio del 2% per ogni anno di anticipo con un limite dell'8%, e quella sulla "quota 100" tra età e contributi costerebbero rispettivamente 8,5 e 10,6 miliardi. Troppi. Ma certo in futuro il tema potrebbe tornare a proporsi. Aiutano a capirlo alcuni dati del Def. Dopo l'avvio della riforma del 2004 l'età media di pensionamento tra il 2006 e il 2010 è salita a 60-61 anni. Arriverà a 64 anni nel 2020, per poi passare, sempre in media, a 67 anni nel 2040 e infine a 68 anni nel 2050. E, se nulla sarà toccato, il "risparmio" di spesa ottenuto sarà, tra il 2004 e il 2050, pari a 60 punti percentuali di Pil: ai valori attuali la cifra astronomica di 980 miliardi di euro.

sabato 7 marzo 2015

Italo fa un regalo alle donne, biglietto al 50% in meno fino al 31 maggio


ROMA, 7 marzo - Una mimosa speciale, che consente di viaggiare a metà prezzo per l’intera primavera: è il regalo di Italo alle donne. Chi acquista un biglietto da oggi fino a lunedì 9 marzo paga il 50% in meno sui viaggi che farà dall’8 aprile al 31 maggio. L’offerta è valida su tutte le tratte e per gli ambienti Smart, eXtra Large e Prima.
Per usufruire della promozione “rosa” occorre inserire, al momento della prenotazione, il codice “MIMOSA50”. Con la riduzione al 50% è possibile acquistare un biglietto, per esempio, sulla tratta Roma–Milano a partire da 14 euro, anziché 28, oppure spostarsi da Milano a Firenze a partire da 9 euro, invece di 18. L’offerta è applicabile solo alla tariffa Low Cost.

sabato 8 marzo 2014

martedì 18 febbraio 2014

Bronzo all'Italia nella staffetta short track donne

SOCHI - Medaglia di bronzo dell’Italia nella staffetta short track donne (3000 metri).  La medaglia d’oro alla Corea del Sud che vendica la sconfitta controversa subita dalla Cina a Vancouver 2010 a seguito di una manovra di sorpasso illegale.
Il Canada, l'unico altro paese a vincere l'oro olimpico in questa disciplina, ha preso l'argento. Squalificata la Cina.