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venerdì 10 febbraio 2017

ITALICUM, le motivazioni della Consulta: omogeneizzare le due leggi, ballottaggio lesivo


ROMA, 10 febbraio - Nel giorno in cui la Camera avvia ufficialmente l'iter della legge elettorale, la Corte costituzionale pubblica le motivazioni della sentenza con cui ha bocciato il ballottaggio dell'Italicum. Motivazioni nelle quali i giudici esortano il Parlamento a rendere omogenee le leggi di Camera e Senato, come già aveva fatto il presidente Sergio Mattarella, ma anche il presidente della Commissione Affari costituzionali e relatore, Andrea Mazziotti.
Insomma guai ad andare a votare con i due sistemi usciti dalle due sentenze; un monito rafforzato dalla Corte Costituzionale nelle sue motivazioni. Per altro la tentazione del voto a giugno senza una nuova legge elettorale sembra stato scartato anche da Matteo Renzi e da M5s che ne erano stati gli alfieri. Ma la Consulta ha chiarito anche un aspetto importante del ballottaggio, da lei bocciato nell'Italicum: così come era stato congegnato "è lesivo" del principio di rappresentanza, perché non pone una soglia minima per accedere al secondo turno. Questo significa che sistemi con un doppio turno sono teoricamente ancora in campo, anche se andrebbero articolati diversamente. Ma con l'attuale bicameralismo sono tecnicamente difficili da realizzare.
In tutto 99 pagine, redatte dal giudice Nicolò Zanon e poi esaminate collegialmente dalla Corte. Definito e condiviso l'impianto, il testo è stato poi riletto e limato prima delle procedure di cancelleria. E ora l'ultimo passaggio sarà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che darà efficacia a questo testo atteso dalla politica per individuare paletti certi in cui incanalare il dibattito sulla nuova legge elettorale. Perché se è vero che il sistema è di per sé applicabile, strutturato per funzionare in caso di necessità, l'invito a fare un passo avanti è chiaro.

Monito al legislatore - La Costituzione, scrive infatti la Consulta, "non impone al legislatore di introdurre, per i due rami del Parlamento, sistemi elettorali identici, tuttavia esige che, al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare, i sistemi adottati, pur se differenti, non devono ostacolare, all'esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee". E' proprio da qui che il Parlamento deve ripartire per individuare uno strumento che assicuri rappresentanza e governabilità.

Premio di maggioranza - L'Italicum prevede l'assegnazione di un premio di maggioranza che attribuisce 340 seggi alla Camera alla lista che ottenga il 40% dei voti. E secondo la Corte Costituzionale questa soglia "non è irragionevole". Un passaggio importante, che promuove appieno il premio, che punta a "bilanciare i principi costituzionali della necessaria rappresentatività" "con gli obbiettivi, pure di rilievo costituzionale, della stabilità del governo del Paese e della rapidità del processo decisionale".

Ballottaggio lesivo - Il secondo turno previsto nell'Italicum dà al partito che vince 340 seggi indipendentemente da una soglia minima di voti. Ma così strutturato determina "una lesione". La Corte spiega infatti che "il premio attribuito al secondo turno resta un premio di maggioranza e non diventa un premio di governabilità". Così costruito deve essere vincolato all'esigenza costituzionale "di non comprimere eccessivamente il carattere rappresentativo dell'assemblea elettiva e l'eguaglianza del voto". Una compressione che invece si realizza perché "una lista può accedere al turno di ballottaggio anche avendo conseguito, al primo turno, un consenso esiguo, e ciononostante ottenere il premio, vedendo più che raddoppiati i seggi che avrebbe conseguito sulla base dei voti ottenuti al primo turno".

"Ballottaggio per i Comuni è altra cosa" - Niente a che vedere, specificano le motivazioni, con il ballottaggio previsto per l'elezione dei sindaci, che avviene in maniera diretta e riguarda una carica monocratica.

Capilista bloccati - La Corte non solo non ha bocciato i capilista bloccati, ma anzi nella sentenza ne sottolinea la legittimità. Innanzitutto, le motivazioni fanno notare che nel Porcellum erano bloccate le liste nella loro interezza, e questo fu giudicato incostituzionale perché non lasciava alcun margine di scelta all'elettore. Nell'Italicum le liste sono presentate in cento collegi plurinominali di dimensioni ridotte, è bloccato solo il capolista, il suo nome compare sulla scheda e l'elettore può esprimere sino a due preferenze. Non solo, c'è da considerare un altro aspetto: il ruolo che la Costituzione stessa affida ai partiti "quali associazioni che consentono ai cittadini di concorrere con metodo democratico a determinare, anche attraverso la partecipazione alle elezioni, la politica nazionale". E i capilista ne sono espressione.

Sorteggio per multicandidature ma va adeguato - Restano valide anche le multicandidature, ma cade la norma che consentiva al candidato di scegliere, a urne chiuse, in quale collegio essere materialmente eletto. La Corte l'ha giudicata "irragionevole" perché viola il principio d'uguaglianza e della personalità del voto. Sopravvive il criterio del sorteggio per la scelta. Ma è la stessa Corte a dire che questa non è la regola più adeguata. Spetta al "legislatore sostituire tale criterio con altra più adeguata regola, rispettosa della volontà degli elettori".

mercoledì 11 gennaio 2017

La CONSULTA ha detto no al referendum sull'articolo 18, sì a quelli sui voucher e gli appalti


ROMA, 11 gennaio - Il referendum sull'art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum proposto dalla Cgil puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore.

orenzin: "Da referendum nessun effetto sul governo" - Secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il referendum sui due quesiti del Jobs act "non ha niente a che vedere con la durata del governo che è impegnato fuori dal Palazzo a far fronte alle priorità del Paese e in Parlamento a fare la legge elettorale".

Salvini: "Sentenza politica" - "Dalla Consulta sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero". Questo il commento di Matteo Salvini, che ha aggiunto: "Temendo una simile scelta anche sulla legge elettorale il prossimo 24 gennaio, preannunciamo un presidio a oltranza per il voto e la democrazia sotto la sede della Consulta a partire da domenica 22 gennaio".

Di Maio: "Con referendum voucher spallata finale al Pd" - Sulla decisione della Corte Costituzionale è intervenuto anche Luigi Di Maio. "Questa primavera saremo chiamati a votare per il referendum che elimina la schiavitù dei voucher. Sarà la spallata definitiva al Pd, a quel partito che ha massacrato i lavoratori più di qualunque altro e mentre lo faceva osava anche definirsi di sinistra", ha dichiarato il deputato del M5s. "Potrebbe essere che provino ad indire elezioni politiche per bloccare il voto referendario. Vorrà dire che ci penserà il governo del Movimento ad eliminare questa indecenza. In ogni caso, le loro folli scelte sulle politiche del lavoro sono spacciate", ha proseguito Di Maio.

giovedì 10 novembre 2016

REFERENDUM, respinto dal giudice il ricorso del professor Onida


ROMA, 10 novembre - Il giudice civile di Milano, Loretta Dorigo, ha respinto i due ricorsi presentati dall'ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida e da un pool di legali sull'eccezione di legittimità costituzionale della legge del '70 istitutiva del referendum laddove non prevede l'obbligo di 'spacchettamento' del quesito quando ci sono più temi, come nel caso di quello sulla riforma costituzionale oggetto della consultazione popolare del 4 dicembre prossimo.

mercoledì 16 dicembre 2015

CONSULTA, ok di Renzi all'intesa con il M5S senza FI

ROMA, 16 dicembre - Via libera del premier Matteo Renzi ad un'intesa sui giudici della Consulta che coinvolga M5S e centristi, ma escluda FI L'ok è arrivato, a quanto si apprende da fonti dem, anche per il comportamento tenuto oggi in Aula dal capogruppo Fi Renato Brunetta. Il capogruppo Fi ha pesantemente accusato il premier di aver scritto una legge di Stabilità piena di "mance e marchette".
Il Pd propone al M5S la terna Barbera, Modugno, Prosperetti - Sembra sempre più vicina l'intesa tra Pd, M5S e centristi sui nomi dei tre giudici da eleggere alla Consulta. Il Pd ha proposto al Movimento 5 Stelle i giuristi Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti. I cinquestelle decideranno nell'assemblea del gruppo.
Pd ai parlamentari: in Aula per la votazione decisiva - In un Sms inviato ai parlamentari, i vertici dei gruppi Pd invitano ad "annullare ogni impegno" e a essere in Aula alle 19 per "votazione decisiva".
Forza Italia non parteciperà al voto - Forza Italia, invece, non parteciperà al voto. La decisione è arrivata al termine di una riunione dei vertici azzurri.

giovedì 25 giugno 2015

INPS, rimborso di 800 euro una tantum ai pensionati con 1500 euro (dal 1° agosto)


ROMA, 25 giugno - Al via il primo agosto i rimborsi Inps conseguenti alla sentenza della Consulta che dichiarava illegittimo il blocco della perequazione. I pensionati con redditi da pensione pari a 1.500 euro otterranno il prossimo primo agosto un rimborso una tantum di 796 euro. Lo calcola lo stesso ente previdenziale. Nella circolare esplicativa del decreto del governo, inoltre, è previsto anche il pagamento dei rimborsi, su richiesta, agli eredi.

Per 2012-13 rimborsi inflazione tra 10% e 40% - I rimborsi sul mancato adeguamento rispetto all'inflazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo saranno tra il 10% e il 40% di quanto perso per il 2012-2013 e del 20% per il 2014.

Nessun rimborso per pensioni oltre 6 volte il minimo - Per le pensioni tra le tre e le quattro volte il minimo (circa tra 1.500 e 2.000 euro) la rivalutazione per il 2012-13 sarà del 40% dell'inflazione (2,7% per il 2012, 3% per il 2013). Per le pensioni tra quattro e cinque volte il minimo (tra 2.000 e 2.500 euro lordi al mese) sarà del 20 dell'inflazione. Per le pensioni tra i 2.500 e i 3.000 euro la rivalutazione sarà solo pari al 10%, mentre le pensioni di importo superiore a sei volte il minimo non avranno nessun rimborso.

Tassazione separata per rimborsi 2012-14 - Le somme erogate dall'Inps a titolo di rimborsi per il mancato adeguamento all'inflazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo negli anni 2012-14 saranno assoggettate a tassazione separata. Le somme maturate dal 2015 saranno assoggettate a tassazione ordinaria.

lunedì 18 maggio 2015

Via libera del CdM al decreto legge sulle pensioni dopo la sentenza della Consulta


ROMA, 18 maggio - E' arrivato il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sulle pensioni dopo la sentenza della Consulta. Lo annuncia il premier, Matteo Renzi. Dal primo agosto arriverà a 3,7 milioni di pensionati il "bonus Poletti" per 2 miliardi e 180 milioni di euro. Escluso chi percepisce più di 3.200 euro lordi. Il dl contiene una misura che "consentirà dal primo giugno di liquidare le pensioni al primo giorno del mese", aggiunge Renzi. 
"Vi ricordate quella meravigliosa parentesi rosa del Def, la differenza tra 2,5 e 2,6% di deficit che voi giudicavate inesistente? C'era ma la utilizziamo per le pensioni per un totale di 2 miliardi e 180 milioni che andranno a 3,7 milioni di pensionati".
Il premier spiega il meccanismo di rimborso del decreto approvato in cdm. "Se tu prendi 1700 euro lordi di pensione, l'1 agosto il bonus Poletti darà 750 euro, se 2200euro sarà di 450 euro, se 2700 sarà di 278 euro. E' un una tantum".
"C'è anche il tema dell'indicizzazione dal 2016: all'anno quello che guadagna 700 euro avrà 180 euro di rivalutazione, 15 euro al mese" per gli assegni da "2.200 sono 99 euro e per quelli da 2.700 avrà 60 euro all'anno, 5 euro al mese".
"Le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido" sulle pensioni. Renzi annuncia un prossimo intervento "entro la legge di stabilità", per lasciare maggiore flessibilità in uscita e "dare un po' più di spazio" a chi vuole andare in pensione prima rinunciando a parte dell'assegno.
L'aumento di reddito tramite pensione diventa permanente. Lo ha assicurato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan al termine del cdm, spiegando che dal 2016 ci sarà "l'introduzione di un meccanismo di indicizzazione più generoso di quello utilizzato negli anni precedenti".
La risposta del governo alla sentenza della Consulta evita che scatti una procedura di infrazione per deficit eccessivo.  Padoan ricorda che "dover fronteggiare le conseguenze complete implicite alla sentenza avrebbe portato l'indebitamento al 3,6%" in rapporto con il Pil.  Poi Padoan risponde sull'annuncio di ricorsi contro la decisione del cdm sulle pensioni. "Non so se ci saranno ricorsi, se ci saranno vedremo ma i ricorsi dovranno tenere conto che con questo decreto le cose sono cambiate".

domenica 17 maggio 2015

RENZI, 500 euro una tantum il 1° agosto ai pensionati fino a 3000 euro

ROMA, 17 maggio - "Nessun pensionato perderà un centesimo". La promessa arriva da Matteo Renzi che anticipa così la decisione del governo dopo la sentenza della Consulta. "Noi - spiega il premier - scriveremo una nuova norma rispetto al blocco dell'indicizzazione che il primo agosto rimetterà in tasca a quattro milioni di italiani 500 euro a testa". Nessun rimborso totale, aggiunge, "ma ci sono 2 miliardi che mi ero tenuto per le misure contro la povertà"Renzi ha spiegato che avrebbe preferito usare i 2 miliardi per chi ha la pensione minima, ma il governo ha deciso di intervenire così. L'1 agosto 4 milioni di pensionati si troveranno in tasca 500 euro che sono un'una tantum, una misura dalla quale "saranno tagliate fuori le pensioni oltre 3mila euro".
Il premier ha quindi parlato di argomenti a 360 gradi, dalla lotta alla mafia alla scuola, dalla crisi ai lavori pubblici. Sulla criminalità organizzata, tornando sulla questione delle liste di impresentabili, ha spiegato che "io non mi preoccupo di Matteo Salvini, mi preoccupo di Matteo Messina Denaro. Saviano mi ha colpito, ha fatto polemica su alcune liste collegate in Campania e Puglia. Rispondo che molte delle cose che aveva detto su autoriciclaggio, falso in bilancio, corruzione le abbiamo fatte. Poi ha ragione sul fatto che non si parli abbastanza di criminalità, ma per sconfiggerla bisogna anche creare occasioni di benessere e sviluppo".
Sull'immigrazione, invece, ha sottolineato come in passato si sia pensato "che potevamo fare da soli. Anche Mare Nostrum è una bella iniziativa ma ha un punto di debolezza: pensare che l'Italia poteva fare tutto da sola. E invece finalmente la questione immigrazione riguarda tutta l'Europa e grazie a lavoro della Mogherini ogni paese avrà la sua parte di migranti".
Sulla crisi, poi, Renzi spiega di vedere finalmente la luce in fondo al tunnel: "Se pensiamo a come eravamo messi un anno fa vedo qualche segnale positivo. Certo, bisogna continuare a lavorare, ma una parte dei lavoratori che erano precari ora sono stabili, tornano gli investitori stranieri e il Pil ha svoltato, cambiato direzione. Io posso anche non stare simpatico ma diamoci una mano a rimettere in moto l'Italia".

In merito alla scuola, poi, sottolinea come "anche che in qualche professore ci sia ancora l'idea di mantenere la filosofia del 6 politico. Ma è finta la stagione del 6 politico. Dalle lettere che mi sono arrivate credo che la maggior parte dei professori sia pronta ad un sistema di valutazione". E assicura che "non si gioca sulla pelle dei ragazzi. Noi siamo disponibili al confronto, deciderà il Parlamento, ma chi boicotta i test Invalsi o chi blocca gli scrutini non fa un bell'esempio di educazione civica".

Infine, per quanto riguarda i lavori pubblici, il premier assicura che "la Salerno-Reggio Calabria la finiamo. Da domani ci sarà un nuovo Cda all'Anas, entro il 2015 tutti i cantieri avranno un'accelerazione definitiva e al massimo il prossimo anno concludiamo i lavori".