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lunedì 24 luglio 2017

SCIAFFUSA (Svizzera), armato di motosega ferisce 5 persone (2 gravi) e poi fugge

SCHAFFHAUSEN, 24 luglio - Vasta operazione della polizia a Schaffhausen (Sciaffusa) in Svizzera, dove le forze dell'ordine sono alla caccia di un uomo che ha ferito con una motosega cinque persone, due delle quali in modo grave.  La polizia svizzera di Sciaffusa ha precisato che "non e' un atto di terrorismo". L'uomo avrebbe preso di mira i dipendenti di una compagnia assicurativa, mentre il movente resta ancora da chiarire (nelle immagini le foto distribuite dalla polizia).
Le forze dell'ordine hanno diffuso l'identità del ricercato: si tratta di Franz Wrousis, un uomo di 51 anni, senza fissa dimora e che vive prevalentemente nei boschi, vestito in modo trasandato e, secondo quanto affermato dai media elvetici, soffrirebbe di schizofrenia.  Le forze dell'ordine hanno messo in campo un imponente dispositivo di sicurezza per trovarlo; hanno anche chiesto agli abitanti di non avvicinarsi alla zona e ai commercianti di restare chiusi all'interno dei propri negozi. 
Sciaffusa è un comune svizzero di 35 948 abitanti del Canton Sciaffusa; ha lo status di città ed è la capitale del cantone, nella Svizzera settentrionale. 

domenica 30 aprile 2017

CANTON SAN GALLO, italiano spara a un connazionale e lo uccide, poi si costituisce


SARGANS (Svizzera) - Un 40enne italiano è stato ucciso sabato sera a colpi d'arma da fuoco vicino a una club house a Sargans, nel canton San Gallo, in Svizzera. La polizia cantonale ha fatto sapere che poco dopo il presunto assassino, un 28enne italiano residente nella zona, si è costituito alle forze dell'ordine consegnando l'arma del delitto. Ancora ignoti, al momento, sia le generalità dei due sia il movente dell'omicidio. Entrambi i protagonisti della vicenda erano residenti nella regione.

venerdì 14 aprile 2017

L'addio di Davide, morto in Svizzera: parto per la mia sognata vacanza


"Partirò per la mia sognata vacanza". Così Davide Trentini, il malato di sclerosi che è stato accompagnato giovedì da Mina Welby in Svizzera dove gli è stata praticata l'eutanasia, nella sua lettera di addio. "Spero tanto che l'Italia diventi un Paese più civile, facendo finalmente una legge che permetta di porre fine a sofferenze enormi a casa propria, senza dover andare all'estero, con tutte le difficoltà del caso".
"Mi chiamo Davide T., ho 52 anni, sono malato di sclerosi multipla dal 1993, per i primi anni in forma più tollerabile, poi, la 'stronza' si è trasformata nella forma 'più stronza': la secondaria progressiva. Negli anni - ha scritto Davide nella lettera, diffusa dall'Associazione Luca Coscioni - le ho provate veramente tutte, dagli interferone, prima quello settimanale, poi quello che mi auto iniettavo (allora le mani funzionavano!) ogni due giorni, poi è cominciato l'orribile periodo della chemio!!! Insomma, le ho provate proprio tutte. Ora da 1.92 sono diventato uno sgorbio con le gambe lunghe, gobbo fino quasi in terra, ma sopratutto dolori lancinanti e veramente insopportabili h24. Ormai passo tutti i giorni, ma proprio tutti, o in bagno sul water, o sul letto in qualche maniera, con la pasticca all'oppio per cercare di calmare i dolori".

Non ce la faccio proprio più senza nessuna prospettiva - prosegue la lettera di Davide - ogni giorno sto sicuramente peggio del giorno prima, e dopo una lunghissima riflessione ho deciso di andare in Svizzera per il suicidio assistito, devo ringraziare enormemente l'Associazione Luca Coscioni, che ha fatto una raccolta fondi per aiutarmi nella spesa, e soprattutto Marco Cappato, sempre pronto ad aiutarmi anche dal punto di vista umano. Spero anche che in Italia si arrivi presto alla legalizzazione, o almeno all'uso terapeutico della marijuana. Io sono, abitando in Toscana, tra i pochi in Italia a ricevere puntualmente le mie cartine di marijuana tramite l'ASL, con ricetta del medico, e conosco molto bene i suoi benefici, per fortuna sono quasi 20 anni che conosco molto bene le grandi 'doti' della Maria. Tra poco partirò per la mia tanto sognata 'vacanza'!!! Evviva. Salute per tutti e soprattutto tanta ma tanta serenità per tutti".

mercoledì 12 aprile 2017

EUTANASIA, un toscano di 53 anni malato di sclerosi arrivato in SVIZZERA


Un uomo toscano di 53 anni malato di sclerosi multipla sta arrivando in Svizzera accompagnato da Mina Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, per ottenere l'eutanasia in una clinica. Questa scelta è già stata presa anche da altri italiani, tra cui Dj Fabo, morto lo scorso febbraio. A dare la notizia, sulle sue pagine social, è stato Marco Cappato, tesoriere dell’associazione.    
Davide, questo il nome dell'uomo, ha deciso di morire perché non vuole più vivere "con il dolore addosso tutto il giorno'' e perché ritiene che la sua ''non sia più una vita da vivere ma una condanna da scontare''.  Alla fine del 2016, ha preso la decisione di ricorrere all'eutanasia, che definisce "una liberazione, un sogno, una vacanza". ''La madre lo capisce, una donna di 73 anni con molti problemi di salute, soffre ma lo capisce’’, fa sapere sempre l'associazione che lo sostiene in questa sua scelta.
Nel 1993, Davide aveva 27 anni e faceva il barista. A un certo punto ha iniziato a non sentire più un lato del corpo, come spiegano dall'associazione. Erano i primi sintomi della sclerosi multipla. ''Col passare degli anni la malattia è diventata sempre più insopportabile e crudele. Da mesi non riesce più a far nulla”, raccontano, “compreso mangiare e dormire. Passa le giornate a letto o in sedia a rotelle, con uno stimolo costante di andare in bagno. Assume farmaci molto forti contro il dolore, più di quindici al giorno, compreso il metadone che ha importanti effetti collaterali, anche se ormai non sono più efficaci. Solo la cannabis terapeutica, fornita dalla regione Toscana, gli dà sollievo’’.
Dal marzo del 2015, mese d'inizio dell'azione "SOS eutanasia" dell'Associazione Luca Coscioni, è stata fornita assistenza informativa a 268 persone che si sono presentate in forma non anonima, e di queste tre sono state accompagnate fisicamente in Svizzera. Si tratta di Piera Franchini nel 2012, Dj Fabo e, nell’ultimo caso, di Davide. Una persona, invece, è stata aiutata solo economicamente. Nelle risposte, oltre a dare informazioni sulla sospensione delle terapie in Italia, l'associazione fornisce notizie sulle cliniche elvetiche solo a coloro che potrebbero avere i requisiti. Starà poi le cliniche stesse decidere sulla base della legislazione del Paese. 

martedì 7 marzo 2017

TERREMOTI, scossa (4.4) in SVIZZERA, avvertita anche in LOMBARDIA


LUGANO, 7 marzo - Si è percepita anche nelle valli bergamasche una scossa di terremoto di magnitudo 4,4 che alle 21,12 di ieri sera ha avuto come epicentro il cantone di Svitto, in Svizzera. Nelle valli bergamasche qualcuno ha percepito un leggero tremore a mobili e suppellettili. Non si registrano comunque danni di alcun genere.
"Alle 21.12 è stata registrata una scossa di magnitudo 4.4 con epicentro in Svizzera, a 60 chilometri da Zurigo e a 60 chilometri dal confine italiano. La centrale operativa regionale di Protezione civile ha ricevuto segnalazioni dalle province di Bergamo, Lecco, Como, Milano, Varese e Sondrio dove la scossa e' stata avvertita. Confermo che al momento non si registrano danni a cose e persone". Lo ha detto l'assessore alla Sicurezza e Protezione civile della Regione Lombardia, Simona Bordonali.
La scossa è stata avvertita anche nel Lecchese, soprattutto in Valsassina e in Brianza. Al comando provinciale dei vigili del fuoco di Lecco sono giunte chiamate di persone anziane, allarmate dai lampadari che si muovevano, e che chiedevano informazioni sull'accaduto. Non c'e' stato alcun intervento da parte delle forze dell'ordine.
Sono state numerose le chiamate ai vigili del fuoco dalla Val d'Ossola, in Piemonte, in provincia di Verbania, ai confini con i cantini svizzeri del Vallese e del Ticino. La scossa è stata avvertita nelle valli Antigorio-Formazza e Vigezzo, nonché sulla fascia del lago Maggiore che va verso Cannobio e Locarno. Non sono state registrate persone ferite o danni.

martedì 28 febbraio 2017

SUICIDIO ASSISTITO, ogni anno 50 italiani vanno in Svizzera per morire


Sono 232 le persone che, dal 2015, si sono rivolte all'Associazione Luca Coscioni per chiedere informazioni su come ottenere l'eutanasia all'estero: di queste, 115 si sono poi effettivamente rivolte a cliniche in Svizzera ma alcuni tra questi malati hanno poi cambiato idea. A rendere noti gli ultimi dati in merito alla richiesta della "dolce morte" è il segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo.
Numeri in crescita anche secondo il presidente dell'Associazione Exit-Italia, Emilio Coveri, che sottolinea come "in media, sono circa 50 l'anno gli italiani che chiedono e in molti casi ottengono il suicidio assistito in Svizzera". 

L'iter per la "dolce morte" in Svizzera - E' però sulla base di un preciso protocollo previsto dalla legge svizzera sulla "Morte Volontaria Assistita" che il paziente può arrivare a porre fine alla sua vita. Il primo passo, spiega Coveri, prevede l'attivazione dei contatti con la struttura sul territorio svizzero e l'invio della documentazione medica che attesti la patologia da cui la persona è affetta.

Dopo l'accettazione da parte della struttura è previsto un colloquio con il medico che accompagnerà alla fine il soggetto. Per legge, il medico è tenuto a far desistere il paziente che lo ha richiesto dall'atto finale e, quindi, reiteratamente chiederà alla persona se vuole terminare i suoi giorni oppure vuole rimandare il tutto ad un altro momento. Il soggetto, sottolinea Coveri, può sempre cambiare idea e potrà fare ritorno a casa.

Se invece si vuol proseguire nell'intento, il medico incontrerà nuovamente il paziente e ripeterà la richiesta se davvero si vuole procedere. L'atto di accompagnamento alla "dolce morte", chiarisce il presidente di Exit Italia, "consiste nella preparazione di una dose letale a base di Pento Barbital di Sodio. Precedentemente, al paziente vengono somministrate due pastiglie antiemetiche (antivomito) in modo da poter assorbire meglio il composto chimico.

Un sonno profondo da cui il paziente non si risveglierà - A questo punto, il medico, ancora una volta, chiederà di desistere, ma nel caso in cui la persona voglia procedere, verserà la dose letale in un bicchiere di acqua per poterla sciogliere". E' "assolutamente indispensabile - afferma Coveri - essere in grado di intendere e volere in quel momento e soprattutto poter essere in grado di prendere il bicchiere in mano e poterlo bere deglutendo il composto disciolto in esso.

Per i malati di Sclerosi laterale amiotrofica tracheotomizzati, a cui è stata applicata la Peg, ossia il sondino che porta qualsiasi tipo di nutrizione o liquido direttamente nello stomaco, tale dose verrà introdotta direttamente come se fosse una bevanda qualsiasi". In pochi minuti, rileva, "il paziente si addormenta profondamente, in quanto tale composto contiene una forte dose di sonnifero. Nei minuti successivi, con il paziente addormentato e che non può percepire più nulla, interverrà l'arresto cardiaco, in quanto la dose letale è composta anche dal cloruro di potassio che fa in modo che il cuore si fermi".

Dieci minuti per morire - Complessivamente, dalla somministrazione del composto di farmaci alla fine, sottolinea Coveri, "il tempo necessario è di poco più di dieci-quindici minuti". Il costo complessivo per ottenere il suicidio assistito in una struttura svizzera, conclude, "è di circa 10mila euro".

domenica 26 febbraio 2017

Il dj FABO in Svizzera per morire


ROMA, 26 febbraio - E' arrivato in Svizzera il dj Fabo, che ha chiesto di poter morire al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Fabo - ha riferito Filomena Gallo dell'Associazione 'Luca Coscioni' - si sta sottoponendo alle visite mediche previste dai protocolli. Tuttavia potrebbe ancora cambiare idea". In una clinica Oltralpe, di cui l'Associazione 'Coscioni' non ha voluto dare il nome, Fabo sta incontrando i medici e gli psicologi che stanno valutando se la richiesta di eutanasia sia accettabile. "Ci vorranno alcuni giorni per capire cosa succederà" ha concluso Filomena Gallo.
Con un post sul suo profilo Facebook, Marco Cappato, dell'Associazione Luca Coscioni, ha annunciato questa mattina di aver accettato di andare in Svizzera con DJ Fabo. "Fabo mi ha chiesto di accompagnarlo in Svizzera. Ho detto di sì. #FaboLibero - in Svizzera" è scritto nel post. Appena due giorni fa, dopo il terzo rinvio dell'approdo del ddl sul Biotestamento in Aula alla Camera, DJ Fabo aveva lanciato un appello al Presidente Mattarella chiedendo il suo intervento per "sbloccare lo stato di impasse voluto dai parlamentari".

mercoledì 31 agosto 2016

PADOVA, i genitori rifiutano la chemio. Muore ragazza leucemica di 18 anni


PADOVA, 31 agosto - Meno di un anno di tempo, poi la leucemia l'ha consumata. Eleonora Bottaro, brillante studentessa dell'istituto agrario di Bagnoli (Padova), è morta a 18 anni, divorata da un male contro il quale non ha nemmeno combattuto. Una scelta sua e della sua famiglia, tutti sostenitori delle cure alternative. Secondo "Il Mattino di Padova" papà Lino e mamma Rita non volevano la chemioterapia e si sono battuti fino all'ultimo per rifiutare la medicina tradizionale. La diagnosi di leucemia per Eleonora è arrivata quando era ancora minorenne. Di fronte alla determinazione dei medici padovani che volevano praticare la chemioterapia, marito e moglie hanno deciso di dimettere volontariamente la figlia diciassettenne: una scelta che è costata loro la perdita della patria potestà.
I genitori, nonostante le resistenza, sono riusciti a far curare in Svizzera la figlia con preparati a base di cortisone mentre nelle ultime settimane chiedevano dosi massicce di vitamina C. Appena comparsa la malattia hanno deciso di affrontarla in maniera non convenzionale: seguono la filosofia dell’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer, secondo cui le malattie non sarebbero altro che una risposta dell’organismo a traumi psicologici irrisolti. Nel caso specifico, secondo loro, sarebbe insorta dopo la morte prematura del fratello Luca a soli 22 anni: il giovane nel 2013 venne stroncato da un aneurisma mentre si trovava in vacanza a Folgaria. La diagnosi di leucemia per Eleonora è arrivata quando la ragazza era ancora minorenne. Di fronte alla determinazione dei medici padovani che volevano praticare la chemioterapia, marito e moglie hanno deciso di dimettere volontariamente la figlia diciassettenne. Immediata la segnalazione al tribunale dei Minori da parte della direzione dell’Azienda ospedaliera. Nel giro di poche settimane è decaduta la patria potestà per Lino Bottaro, fotografo e giornalista (creatore del sito Stampa Libera) e la consorte Rita, costretti a rivolgersi all’avvocato Gian Mario Balduin per gestire questa delicata situazione. Tutore di Eleonora è stato nominato il professor Paolo Benciolini di Medicina Legale. Dopo una non facile mediazione la famiglia è riuscita a ottenere che la figlia venisse ricoverata in Svizzera all’ospedale di Bellinzona. Lì è possibile infatti seguire percorsi alternativi alla medicina tradizionale. «È stata un’esperienza molto dura e triste» commenta l’avvocato Balduin, che segue ancora la famiglia Bottaro. «Continuavano a darci degli assassini. Non abbiamo fatto altro che ricordare che ci deve essere una libertà di cura». Il legale padovano ha dovuto tutelare marito e moglie di fronte al tribunale dei Minori, dove sono state presentate anche centinaia di firme di compaesani (compreso il sindaco di Bagnoli) che certificavano la serietà della famiglia. Ha dovuto anche accompagnarli anche a tutti gli incontri avuti con i medici che stavano seguendo la ragazza, divenuta maggiorenne il 14 agosto scorso. «Sembrava che dopo le cure in Svizzera si fosse ripresa» racconta ancora l’avvocato. «Ma la situazione è nuovamente precipitata». è stata quindi ricoverata all’ospedale di Schiavonia ma ormai le forze se ne stavano andando. L’ultimo ricorso presentato è quello in cui si chiedevano dosi massicce di vitamina C. Poi è arrivata la morte.

sabato 27 agosto 2016

Un altro base jumper italiano si schianta in diretta Facebook. In Svizzera


BERNA, 27 agosto - Un base jumper 28enne di Merano, Armin Schmieder, è morto durante un volo con la tuta alare nel comune di Kandersteg, nel Canton Berna, in Svizzera. E' la terza vittima italiana in pochi giorni. L'uomo si è lanciato nel vuoto dall'Alpschelehubel, 50 chilometri a sud di Berna, ma poco dopo il salto ha avuto delle difficoltà e si è schiantato al suolo. Poco prima di buttarsi, aveva avviato una diretta su Facebook che ha trasmesso la tragedia. Prima di saltare nel vuoto, secondo quanto riferisce il quotidiano svizzero Blick, il 28enne ha impugnato il suo smartphone e ha avviato il collegamento su Facebook dicendo davanti alla fotocamera: "Oggi si vola con me". Quindi ha messo il telefono in tasca e da allora non si è più visto nulla, si è soltanto sentito il suono del vento, quindi un urlo, il rumore di una caduta e il silenzio, seguito dal suono dei campanacci di alcuni bovini al pascolo nella zona.

sabato 13 agosto 2016

SAN GALLO (Svizzera), da fuoco a un vagone e ferisce 7 passeggeri con un coltello




SAN GALLO (Svizzera), 13 agosto - Un uomo ha compiuto un attacco con un coltello su un treno in Svizzera, causando il ferimento di almeno sette persone tra i quali un bambino di sei anni. Gli altri sono due uomini di 17 e 50 anni e tre donne di 17, 34 e 43 anni. Prima, ha appiccato un incendio a un treno nei pressi di Salez, nel canton San Gallo. 

L'attacco è avvenuto su un convoglio regionale del Cantone San Gallo. L'uomo ha usato anche del liquido infiammabile, cui ha dato fuoco, causando tra i feriti anche diversi ustionati. Secondo quanto comunicato dalla polizia, i fatti sono avvenuti oggi verso le 14.20 sulla tratta ferroviaria tra St. Margrethen (SG) e Sargans (SG). Il giovane ha versato liquido infiammabile nel vagone nel quale si trovava e gli ha dato fuoco. Ha poi ferito alcuni viaggiatori con un coltello.

Il sospetto aggressore  è stato preso. Si tratta di uno svizzero di 27 anni, anch'egli rimasto ferito e che è stato condotto in ospedale. La linea ferroviaria è attualmente chiusa al traffico. Circolano autobus sostitutivi. I danni al treno sono stimati in 100'000 franchi.

sabato 25 giugno 2016

EUROCALCIO, la POLONIA sbatte fuori la SVIZZERA ai c alci di rigore


ST. ETIENNE, 24 giugno - La Polonia si qualifica per i quarti di finale di Euro 2016 grazie al successo per 6-5 ai rigori (1-1 dopo i supplementari) contro la Svizzera nella partita giocata a Saint-Etienne. Polonia in vantaggio al 39': contropiede di Grosicki dopo un calcio d'angolo per gli elvetici, cross al centro e tiro Blaszczykowski che batte il portiere Sommer. Lo stesso esterno della Fiorentina va vicino al raddoppio al 53', Sommer devia sulla traversa. Veemente la reazione della Svizzera che coglie una traversa al 78' con Seferovic e raggiunge il pari all'82' con una spettacolare rovesciata dal limite dell'area di Shaqiri. Si va ai supplementari e Fabianski salva il risultato quando respinge un colpo di testa a botta sicura di Derdiyok al 113'. Nei minuti finali occasioni ancora per Derdiyok e Piszczek. Dagli 11 metri decisivo l'errore di Xhaka. La Polonia incontrerà ai quarti la vincente di Croazia-Portogallo, in programma questa sera a Lens.
   

domenica 5 giugno 2016

SVIZZERA, sul super reddito di cittadinanza ha vinto il NO


GINEVRA, 5 giugno - Si profila una vittoria del No al referendum sull'introduzione di un reddito di cittadinanza per tutti i cittadini in Svizzera, secondo le prime tendenze rese note dall'istituto gsf.bern dopo la chiusura dei seggi, alle 12. La tendenza si profila sulla base dei risultati parziali nei cantoni di Ginevra e Basilea e delle proiezioni per il cantone di Zurigo: nei tre cantoni - riferisce l'agenzia svizzera Ats - l'iniziativa risulterebbe rispettivamente respinta dal 66,3%, dal 65,4% e dal 75,7% degli elettori

Referendum, la Svizzera vota sul reddito di cittadinanza a tutti (2250 euro!)


LUGANO, 5 giugno - Si sono aperte le urne in Svizzera per un referendum in tutta la confederazione in cui si decide se concedere un reddito di cittadinanza minimo garantito e incondizionato, dalla nascita alla morte, che i promotori dell'iniziativa quantificano in 2.500 franchi elvetici, circa 2.250 euro e di 625 franchi (560 euro) per i minorenni. Una proposta che però non trova il favore dei sondaggi. 
L'iniziativa popolare su cui gli svizzeri decidono con un sì o un no e che raccolse 100.000 firme, vuole garantire a tutta la popolazione di "condurre un'esistenza dignitosa e partecipare alla vita pubblica, anche senza esercitare un'attività lucrativa" in un mondo che tende a sostituire al lavoro umano quello robotizzato, ed è stata promossa da un gruppo di cittadini indipendenti. Governo e parlamento l'hanno respinta praticamente in blocco e stando agli ultimi sondaggi anche il verdetto delle urne dovrebbe essere negativo con circa il 70 % di voti contrari. 
Sempre oggi, gli svizzeri si pronunciano anche su altri quattro temi: l'iniziativa popolare "a favore del servizio pubblico", quella "per un equo finanziamento dei trasporti" e su due modifiche legislative. La prima consentirebbe, ad alcune condizioni, un esame genetico degli embrioni ottenuti con fecondazione artificiale. La seconda riguarda la nuova legge sull'asilo e mira a istituire procedure più rapide per l'esame della domande dei richiedenti.

venerdì 29 aprile 2016

mercoledì 6 aprile 2016

TURISMO Il treno più famoso del mondo

Il Glacier Express è il treno più famoso del mondo. Si viaggia da Zermatt a Davos o St. Moritz in circa sette ore. Si tratta di un giorno di viaggio attraverso paesaggi incontaminati di montagna, alberghi glamour, profonde gole, valli incantevoli, 91 gallerie e attraverso 291 imponenti ponti.

mercoledì 9 settembre 2015

FATTI DELLA VITA/ Il posto migliore per invecchiare? La SVIZZERA (Italia 37°)


LONDRA, 9 settembre - E' la Svizzera il posto del mondo in cui è meglio invecchiare, mentre l'Italia, pur essendo uno dei paesi con la maggior longevità, è solo al posto numero 37. Lo certifica il Global AgeWatch Index, una classifica su 96 paesi preparata dall'associazione Help Age International e dall'università di Southampton. Il giudizio si basa sulla situazione e sulle politiche per gli anziani in quattro aree, reddito, salute, educazione e possibilità di muoversi autonomamente. Sul podio dopo la Svizzera si piazzano Norvegia e Svezia, mentre all'ultimo posto c'è l'Afghanistan. L'Italia è preceduta, oltre che da tutti i paesi dell'Europa occidentale, anche da realtà insospettabili come Repubblica Ceca o Polonia.
"Questo indice è fondamentale per rappresentare la vita degli anziani nel mondo - spiega il coordinatore Asghar Zaidi - non solo confrontando la loro pensione e la salute, ma anche l'ambiente 'age friendly' in cui vivono".
A primeggiare nella classifica, spiega l'esperto, sono i paesi che hanno politiche che favoriscono le pensioni sociali, la sanità universale e che rendono possibile un ambiente favorevole dal punto di vista fisico e sociale per gli anziani.
L'Italia è sesta al mondo per sanità, ma paga proprio la mancanza di politiche che creino un ambiente favorevole all'autonomia dell'anziano.

domenica 23 agosto 2015

ESTERI/ SCONTRO tra due aerei di un airshow in SVIZZERA: muore un pilota




BASILEA, 23 agosto - Due aerei si sono scontrati in volo in un airshow nel nord della Svizzera.
Lo schianto è avvenuto nel villaggio di Dittingen, vicino Basilea. Un pilota è riuscito a mettersi in salvo lanciandosi con il paracadute. Il pilota del secondo aereo è morto.  il velivolo della vittima è finito in un capanno in mezzo al villaggio, l'altro al bordo dell'abitato, fortunatamente senza conseguenze nefaste. I due aerei fanno parte di una formazione tedesca di tre aerei, la Grasshopper. Il terzo aereo è atterrato in sicurezza.
   

venerdì 21 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ Alpinista varesino muore cadendo dal GRAUHORN, in Svizzera


VARESE, 21 agosto - Un alpinista italiano, 59enne della provincia di Varese, è morto nel primo pomeriggio a causa di una caduta poco sotto la cima del Grauhorn, vetta della val di Blenio nelle Alpi Lepontine, in Svizzera. L'uomo, precipitato per circa 300 metri, è deceduto a causa delle gravi ferite riportate. Il compagno di scalata è invece rimasto illeso.

domenica 14 giugno 2015

La SVIZZERA respinge 60 profughi

DOMODOSSOLA, 14 giugno - Sessanta profughi sono stati respinti alla frontiera italo-svizzera tra la Val d'Ossola e il Canton Vallese. La Polizia di confine rossocrociata, come ormai fa da diversi mesi, ha rimandato alla stazione di Domodossola un gruppo di migranti che stava cercando di entrare in territorio elvetico su uno dei treni internazionali che corrono lungo la linea ferroviaria del Sempione.

sabato 18 aprile 2015

NUOVA FRONTIERA del contrabbando in Svizzera: quello della BISTECCA


LUGANO, 18 aprile - Un insospettabile signore di mezza età con il baule dell'auto piena di carne per oltre 50 chili. Un altro con la "merce" nascosta nel vano motore.  Oppure una donna che si finge incinta per nascondere un filetto legato in vita. Sono solo alcune delle storie che racconta la polizia frontaliera in servizio tra Italia e Svizzera e che delinea quello che sembra essere un nuovo filone del contrabbando tra i due Paesi: quello della bisteccaAll'origine di tutto, come racconta il "Corriere della Sera", troviamo l'aumento, registrato nel Paese elvetico, dal prezzo della carne: 87 euro per un chilo di filetto di manzo, quasi il doppio di quanto oggi si paghi in Italia. 
 La differenza di prezzo potrebbe invogliare molti cittadini svizzeri a passare il confine per fare acquisti in un qualche ipermercato italiano, ma come spiega Davide Bassi, del Corpo delle Guardie di Confine, qui "ci troviamo di fronte ad un numero di sequestri record, con quantitativi tali di detenzione illegale di carne che non possono essere ricondotti al semplice utilizzo domestico".
Al centro del "traffico della bistecca", ci sarebbe infatti il mondo della piccola ristorazione elvetica: oltre al risparmio secco sul prezzo al chilo, con il mercato nero si tenta di aggirare anche il dazio doganale che ammonta a 17 franchi (oltre 16 euro) per ogni chilo di carne importato in Svizzera.