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mercoledì 17 maggio 2017

PADOVA, moldavo uccide la madre con 50 coltellate. poi si suicida



PADOVA, 17 maggio - Omicidio suicidio a Padova. Un 23enne di origine moldava ha ucciso la madre colpendola con 50 coltellate. Poi ha rivolto l'arma contro di sé e, dopo essersi colpito alla gola, al fianco e alle braccia, si è gettato dal terzo piano dell'abitazione nella tromba delle scale. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei medici del Suem, giunti sul posto con i carabinieri, il giovane è deceduto.
La tragedia si è consumata nel quartiere di Arcella poco dopo le 14 di oggi. Secondo quanto si è appreso i due avevano iniziato una furibonda discussione alle cinque di mattina, sfociata poi nel tremendo omicidio-suicidio.
Il moldavo è stato rinvenuto agonizzante al piano terra del palazzo. Sul posto i medici del Suem hanno tentato invano di rinimarlo. Arrivati anche i carabinieri che si sono trovati davanti una scena raccapricciante: sangue ovunque, in casa e per le scale del condominio. L'assassino è stato identificato come Veaceslav Malachi, con precedenti e agli arresti domiciliari per furto.

domenica 26 marzo 2017

PADOVA, imprenditore ucciso con un fucile in casa dal figlio 16enne. "Volevo fare uno scherzo"


Enrico Boggian
PADOVA, 26 marzo - “Non volevo uccidere, è stato un incidente, volevo solo fare uno scherzo”. Con queste parole un 16enne ha confessato dopo un lungo interrogatorio l’omicidio del padre. L’imprenditore Enrico Boggian, 52 anni, era stato trovato morto venerdì nella sua casa di Selvazzano, in provincia di Padova. Una ferita d’arma da fuoco alla testa, nessun indizio di rapina. L’uomo era sul divano, seduto e senza scarpe. L’allarme era stato dato proprio dal figlio nel pomeriggio di venerdì. I carabinieri lo hanno interrogato per molte ore e alle 12 di sabato è stato dichiarato in stato di arresto per omicidio. Troppe le contraddizioni nel suo racconto e alla fine il giovane è crollato.

La ricostruzione del delitto - Il ragazzo aveva detto di essere tornato a casa trovando il genitore in una pozza di sangue. Secondo la ricostruzione, invece, il ragazzo venerdì mattina non è andato a scuola dicendo di non sentirsi bene. Durante la mattinata è andato a trovare il nonno, che abita poco lontano e lì avrebbe preso un fucile calibro 22 dalla camera da letto dell’anziano. Poi sarebbe tornato a casa e quando il padre è rientrato per pranzo si sono seduti insieme nel divano a guardare la tv. A quel punto il giovane ha preso il fucile e ha sparato un colpo alla nuca del genitore. Poi è uscito in bici e si è disfatto dell’arma, ritrovata dagli inquirenti in un campo. Infine ha inscenato il ritrovamento.

Una famiglia normale - Secondo l’accusa si tratta di omicidio volontario. Gli investigatori parlano di una famiglia apparentemente senza problemi. Tra padre e figlio c’era un ottimo rapporto e nessuna tensione.

mercoledì 1 marzo 2017

L'odissea di una donna padovana che vuole abortire: respinta da 23 ospedali


PADOVA, 1 marzo - "Mi domando che senso abbia promuovere una legge per dare diritto di scelta e poi non si mette nessuno nelle condizioni di farlo. Lo trovo offensivo, inutilmente doloroso. Una struttura pubblica doveva darmi garanzia dell'applicazione della normativa". Lo dice "Giulia", 41 anni, libero-professionista padovana, protagonista di un'odissea che l'ha vista respinta da 23 ospedali, per ottenere una interruzione di gravidanza.
Giulia (nome di fantasia), racconta al Gazzettino: all'ospedale di Padova, la sua città, le dicono che non c'è posto, gli obiettori sono numerosissimi e le consigliano di rivolgersi altrove. Giulia tenta con i nosocomi di provincia. 2Ho chiamato Camposampiero ma qui mi hanno rimandato a Cittadella dove hanno detto che per competenza loro non possono, poi Schiavonia, Piove di Sacco. Ormai il tempo incalzava, per di più eravamo a ridosso delle festività di Natale e la cosa non aiutava".
Stremata, Giulia contatta 23 strutture ospedaliere. "Dopo aver provato con tutte quelle del Padovano, ho passato a tappeto il Vicentino e il Veneziano, compreso Chioggia e Portogruaro, quindi Rovigo, Verona. Ho tentato anche Trieste, Bolzano. Le risposte erano le più disparate: non ce la facciamo, siamo già al limite, non riusciamo a stare nei tempi, ci sono le vacanze, sono tutti obiettori".

Sempre più isolata e disperata, Giulia contatta la Cgil. "Solo loro mi hanno dato una mano a sbloccare la situazione, peraltro all'ospedale Padova, la prima struttura dove mi avevano detto che non c'era posto". A gennaio la svolta, Giulia abortisce poco prima dello scadere dei fatidici novanta giorni. In bocca le rimane una grande amarezza, nella mente una sofferenza e un' incertezza impresse a fuoco. "Non dimenticherò mai la mancanza di professionalità e di umanità che ho vissuto sulla mia pelle".

domenica 21 febbraio 2016

PADOVANA scappata in SIRIA. "Aiuto, fatemi tornare"


PADOVA, 21 febbraio - "Mi sono pentita, voglio tornare a casa". La richiesta d'aiuto è stata lanciata dalla Siria da parte di Meriem Rehaily, 19enne di origine marocchine fuggita da Arzegrande (Padova) a luglio per arruolarsi nell'Isis. La donna avrebbe chiamato un mese fa un suo familiare chiedendogli aiuto. Meriem era stata reclutata tra i foreign fighters attraverso Internet. La giovane, dopo essere sparita, aveva pubblicato in Rete contenuti inneggianti allo stato islamico con il nome di "Sorella Rim".  La chiamata al familiare è stata intercettata dagli investigatori del Ros, che hanno fatto scattare il protocollo internazionale con l'obiettivo di proteggere Meriem e soprattutto la sua famiglia. Il timore è che l'annuncio di "diserzione" possa convincere i militanti di Daesh a tentare una ritorsione nei confronti degli stessi parenti della giovane. 
Per fuggire dall'Italia Meriem, che aveva dichiarato di essere diventata un "soldato dell'esercito informatico", si sarebbe imbarcata da Bologna su un aereo diretto in Turchia e da qui avrebbe raggiunto la Siria.

mercoledì 17 febbraio 2016

PADOVA, la scomparsa di ISABELLA NOVENTA, fermati l'ex fidanzato e due donne

Freddy Sorgato
Isabella Noventa
PADOVA, 17 febbraio - Tre persone sono state fermate con l'accusa di omicidio premeditato in concorso per la scomparsa di Isabella Noventa, di cui si sono perse le tracce a metà gennaio. La donna, 55enne di Albignasego (Padova), secondo gli inquirenti sarebbe stata uccisa. I fermati sono l'amico ed ex fidanzato Freddy Sorgato, la sorella di quest'ultimo, Debora, e l'amica tabaccaia di Isabella, Manuela Cacco. Il movente sarebbe di natura passionale. Manuela Cacco, era legata sentimentalmente a Freddy Sorgato, come detto ex fidanzato di Isabella. Ora le indagini si concentrano sulla ricerca del corpo, che non è ancora stato trovato. 
Sorgato, 45enne maestro di ballo, sarebbe stato l'ultimo a vedere la donna prima della scomparsa.  I tre, sottoposti a lunghi interrogatori in Questura a Padova, non hanno rilasciato una vera e propria confessione ma, secondo fonti qualificate, hanno fatto delle ammissioni che hanno confermato le ipotesi investigative.  In particolare, c'è stata la conferma che la donna col piumino bianco ripresa dalle telecamere di sicurezza in Piazza dei Signori la sera stessa della scomparsa, il 15 gennaio scorso, non fosse Isabella ma una sua controfigura, ossia una delle due donne fermate. Alla base dell'omicidio ci sarebbe un movente passionale. Lo si apprende da fonti vicine all'inchiesta. 

giovedì 30 luglio 2015

Cronaca/ PADOVA, carabiere spara e uccide un violento che lo aggredisce

PADOVA, 30 luglio - Un 33enne, Mauro Guerra, è stato ucciso a Carmignano Sant'Urbano, nel Padovano, da un proiettile esploso da un carabiniere. Il militare, assieme ad altri colleghi e al personale sanitario, era intervenuto per calmare la vittima, che stava dando in escandescenze dopo una lite in famiglia. Un secondo carabiniere è rimasto gravemente ferito da Guerra, che lo ha colpito fratturandogli il cranio, la mandibola e sei costole.

mercoledì 24 giugno 2015

SUICIDA l'limprenditore padovano Egidio Maschio. Troppi debiti


VENEZIA, 24 giu. - Si è suicidato stamattina, sparandosi nella sua fabbrica, Egidio Maschio, imprenditore padovano alla guida della Maschio Gaspardo, azienda che produce macchinari agricoli e che negli ultimi anni, con una crescita impetuosa, è arrivata a realizzare 324 milioni di fatturato.  Pare però che all'origine del gesto ci siano i grossi debiti che gravavano sull'azienda. A ritrovare il corpo dell'imprenditore un dipendente. Ancora tutte da esplorare le cause del gesto. A inizio mese l'azienda, di cui la famiglia Maschio era azionista di maggioranza, aveva deciso di affidarsi per la guida manager esterni, con la nomina di Massimo Bordi ex dg di Ducati e vicepresidente di MV Augusta, come nuovo Amministratore Delegato e Paolo Bettin in qualita' di Chief Financial Officer (CFO). Il nuovo management e la famiglia Maschio hanno confermato in una nota "il grande impegno di tutto il Gruppo nel portare avanti un piano strategico che garantirà sia il consolidamento della leadership di mercato che un'ulteriore fase di sviluppo?".
 "Sono sconvolto. Con Egidio Maschio ci lascia un grande imprenditore, ma anche un grande uomo che ha legato la sua storia imprenditoriale e personale al Veneto" commenta il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, "L'ho sempre stimato - aggiunge Zaia - sia come uomo che come imprenditore: e' stato un emblema della determinazione, del coraggio, della voglia di fare, di progredire di creare, tipica della miglior imprenditoria veneta"."In questi anni di difficolta' - conclude Zaia - Egidio ha dato un grande esempio, gettando sempre il cuore oltre l'ostacolo, investendo e assumendo, inviando cosi' uno straordinario messaggio di positivita'".

mercoledì 13 maggio 2015

"IMPOSSIBILE" la caduta accidentale del ragazzo morto cadendo dalla finestra di un hotel a MILANO


Domenico Maurantonio
MILANO, 13 maggio - Le indagini sulla morte di Domenico Maurantonio, lo studente di Padova trovato morto a Milano la scorsa domenica mattina dopo un volo dalla finestra al quinto piano dell'hotel Leonardo, dove era ospite con la classe per una gita ad Expo, al momento hanno portato a ritenere "impossibile" che la caduta sia stata accidentale. E' questa la conclusione trapelata negli ambienti giudiziari milanesi, anche in seguito ai primi esiti dell'autopsia che è stata effettuata ieri.
A far ritenere che la caduta non sia stata accidentale, ci sono anche le caratteristiche della finestra da cui il giovane è precipitato, in quanto l'altezza dal pavimento al davanzale è di circa 1 metro e 10 centimetri. A parte la caduta accidentale, tutte le altre ipotesi al vaglio del pm Claudio Gittardi e degli uomini della squadra mobile, sono aperte. Da quanto si è appreso, un'altra certezza emersa dalle indagini è che Domenico, prima di morire, aveva accusato problemi di stomaco: sarà solo il risultato degli esami farmacologici disposti in sede di autopsia a dire se abbia o meno ingerito lassativi. Inoltre, da quanto è stato riferito, altri indizi potrebbero arrivare da alcune immagini, non relative alla caduta, in mano a inquirenti e investigatori e sulle quali c'è stretto riserbo.

mercoledì 3 settembre 2014

Scatta il protocollo anti-EBOLA per due stranieri ricoverati a PADOVA

L'ospedale di Padova
PADOVA - Scatta il protocollo anti-Ebola a Padova. Due persone, un nigeriano e un istriano, sono stati messi in isolamento in stanze singole poiché presentavano febbre alta e sintomi simili a quelli portati dal virus che sta flagellando alcuni Paesi dell'Africa, tra cui proprio la Nigeria. Saranno gli esami diagnostici a chiarire l'eventuale presenza della malattia. La notizia è riportata dal quotidiano Il Gazzettino. 
Giusto lunedì il Settore Igiene Pubblica e Prevenzione del Veneto aveva inviato a tutte le aziende sanitarie il protocollo contenente le prime indicazioni operative di risposta regionale per la prevenzione. 
Il protocollo illustra inoltre le tipologie di intervento che devono essere attivate a fronte dei casi sospetti, possibili e probabili, anche in riferimento alla diagnosi differenziale con le altre malattie infettive febbrili di importazione quali la malaria. Interventi messi in atto in queste ore dall'Azienda ospedaliera di Padova.

giovedì 28 agosto 2014

PADOVA, fulmine sulla Cappella degli Scrovegni, salvi gli affreschi di Giotto


PADOVA - Un fulmine, probabilmente caduto una quindicina di giorni fa, ha danneggiato la parete esterna della Cappella degli Scrovegni di Padova contenente gli affreschi di Giotto. Lo ha reso noto il professor Giuliano Pisani dopo averne avuto notizia dall'associazione 'Amissi del Piovego': "Un fatto gravissimo", ha affermato l'ex assessore comunale alla Cultura. I preziosi affreschi, patrimonio mondiale dell'arte, non avrebbero comunque subito alcuna conseguenza.

mercoledì 15 gennaio 2014

Padova, al via il restyling dello storico caffè Pedrocchi

PADOVA - A partire da oggi il Comune di Padova affida ufficialmente a F&deGroup la gestione dello storico caffè Pedrocchi. L'accordo siglato tra l'Amministrazione cittadina e la società specializzata nella gestione di servizi food beverage prevede un contratto in concessione di 15 anni e la realizzazione di un intervento di ristrutturazione e restyling per riportare lo storico luogo di incontro dei padovani alla sua antica bellezza.
Il Caffè, nato nel 1831, è stato crocevia di intellettuali e letterari, testimone delle vicende risorgimentali, ha accompagnato nel corso degli anni la vita culturale della città veneta. Ribattezzato ''caffè senza porte'' proprio per sottolineare la vivacità che da sempre lo contraddistingue, è ancora oggi il punto d'incontro per i suoi cittadini, giovani e meno giovani, per universitari e per turisti.
F&deGroup, in accordo con il Comune di Padova, terrà chiusa l'area del caffè a piano terra dello lo storico locale per circa due mesi, il tempo utile per realizzare interventi strutturali indispensabili, ormai, per offrire la migliore accoglienza e qualità di servizio ai suoi ospiti. La maggioranza delle attività di ristrutturazione sono state già assegnate a seguito di gara d'appalto indetta da F&de Group sotto la guida e le indicazioni dell'Amministrazione comunale, per alcune attività la gara si completerà entro pochi giorni.
Rimarrà invece aperta tutta l'area ''nobile'' del primo piano, incluso il museo del risorgimento che rispetterà gli usuali orari e le altre sale del piano nobile.

''Un progetto di altissimo valore culturale ma anche sociale - dichiara Marcello Forti amministratore delegato di F&deGroup - un gioiello architettonico e un punto di riferimento per la vita cittadina che ritroverà la sua bellezza e vivacità grazie ad una visione lungimirante e una apprezzata collaborazione da parte del Comune di Padova, dei suoi Assessorati e della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia. A loro un sentito grazie da parte di F&de Group''.