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giovedì 30 marzo 2017

CLERMONT FERRAND, padre fuggito dal carcere rapisce il figlio di 5 anni


CLERMONT-FERRAND  (Francia), 30 marzo) - Un "allarme rapimento" è stata acceso ieri per  Vicente, 5 anni e mezzo, circa 1 metro di altezza, capelli corti castani, occhi marroni, con  gli occhiali  e una giacca del pigiama con "Cars" e logo e una biancheria intima blu. E 'stato portato via ieri a Clermont-Ferrand (capoluogo del dipartimento del Puy-de-Dôme e della regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi) dal padre Jason Lopez, occhi marroni, capelli corti neri e  barba corta. Circolano su una BMW o Mercedes nera la cui registrazione sarebbe iniziata con le lettere VP  o VB (nuova registrazione) e con la piastra terminale 63.
Imprigionato nel Centro Penitenziario di Riom (Puy-de-Dôme) il padre del bambino rapito era fuggito durante un giro in bicicletta organizzata dall'istituzione lo scorso dicembre, secondo una fonte vicina al dossier. Risultante dalla comunità di viaggiatori, egli riemerse Mercoledì 29 marzo nella tarda mattinata al campo Brézet, a Clermont-Ferrand. Jason Lopez si è presentato al volante di un veicolo nel campo che ospita la madre e il bambino. "E 'il bambino, Vicente, era fuori di fronte alla carovana" , ha detto il procuratore di Clermont-Ferrand France Bleu Pays d'Auvergne. "Il padre lo ha afferrato immediatamente, con la forza, ha gettato nel suo veicolo." Jason Lopez ha poi puntato una pistola "verso il suo ex partner" prima di fuggire. Il piano di "allarme rapimento", introdotto in Francia nel 2006, è già stato attivato 20 volte in Francia, sempre con successo . Si tratta di un dispositivo di allarme di massa, ma viene attivato solo se sono soddisfatte diversi criteri: sottrazione confermate e non semplicemente scomparse; una vittima minorenne la cui integrità fisica o la vita siano in pericolo; elementi di informazione per individuare il bambino.

domenica 26 marzo 2017

PADOVA, imprenditore ucciso con un fucile in casa dal figlio 16enne. "Volevo fare uno scherzo"


Enrico Boggian
PADOVA, 26 marzo - “Non volevo uccidere, è stato un incidente, volevo solo fare uno scherzo”. Con queste parole un 16enne ha confessato dopo un lungo interrogatorio l’omicidio del padre. L’imprenditore Enrico Boggian, 52 anni, era stato trovato morto venerdì nella sua casa di Selvazzano, in provincia di Padova. Una ferita d’arma da fuoco alla testa, nessun indizio di rapina. L’uomo era sul divano, seduto e senza scarpe. L’allarme era stato dato proprio dal figlio nel pomeriggio di venerdì. I carabinieri lo hanno interrogato per molte ore e alle 12 di sabato è stato dichiarato in stato di arresto per omicidio. Troppe le contraddizioni nel suo racconto e alla fine il giovane è crollato.

La ricostruzione del delitto - Il ragazzo aveva detto di essere tornato a casa trovando il genitore in una pozza di sangue. Secondo la ricostruzione, invece, il ragazzo venerdì mattina non è andato a scuola dicendo di non sentirsi bene. Durante la mattinata è andato a trovare il nonno, che abita poco lontano e lì avrebbe preso un fucile calibro 22 dalla camera da letto dell’anziano. Poi sarebbe tornato a casa e quando il padre è rientrato per pranzo si sono seduti insieme nel divano a guardare la tv. A quel punto il giovane ha preso il fucile e ha sparato un colpo alla nuca del genitore. Poi è uscito in bici e si è disfatto dell’arma, ritrovata dagli inquirenti in un campo. Infine ha inscenato il ritrovamento.

Una famiglia normale - Secondo l’accusa si tratta di omicidio volontario. Gli investigatori parlano di una famiglia apparentemente senza problemi. Tra padre e figlio c’era un ottimo rapporto e nessuna tensione.

sabato 11 marzo 2017

WASHINGTON, il figlio di Mohammed Ali nuovamente fermato in aeroporto


WASHINGTON, 11 marzo -  Il figlio di Mohammed Ali e' stato fermato nuovamente in aeroporto. Il ragazzo e la madre, la seconda moglie della leggenda, sono stati fermati all'aeroporto di Washington, dove si erano recati per fare lobby contro il razzismo. Il giovne e la madre erano gia' stati fermati nelle scorse settimane, dopo il primo decreto di Donald Trump sull'immigrazione.
   

sabato 25 febbraio 2017

FLORIDA "Sei musulmano?", fermato dai funzionari in aeroporto il figlio di Mohammed Ali


FORT LAUDERDALE, 25 febbraio - Mohammed Ali Jr, figlio 44enne della leggenda della boxe, è stato fermato all'aeroporto di Fort Lauderdale con la madre e interrogato per due ore presso l'ufficio immigrazione. Lo ha riferito il suo avvocato precisando che l'episodio è avvenuto lo scorso 7 febbraio.
Mohammed Ali Jr e Khalilah Camacho-Ali stavano rientrando dalla Giamaica. 'Sei musulmano? Da dove hai preso il tuo nome?', le domande più volte ripetute al figlio del pugile dai funzionari dell'immigrazione.

"Questo è un oltraggio," secondo Chris Mancini, un ex procuratore federale e amico di famiglia, ha detto al giornale. "Non so che cosa sta succedendo con l'affermazione di Trump che il suo divieto non è basata sulla religione. Non facciamo discriminazioni in questo paese basate sulla religione. " Khalilah Ali ha mostrato ali incaricati dell'immigrazione foto di se stessa con il suo ex marito - il leggendario pugile Muhammad Ali - e zaòòa fine gli agenti hanno scelto di non trattenerla.

venerdì 8 gennaio 2016

RAQQA, figlio giustizia la madre che voleva convincerlo a lasciare l'ISIS

Ali Saqr al-Qasem, il figlio assassino

RAQQA, 8 gennaio - Un jihadista Isis ha giustiziato la propria madre in pubblico dopo che lei aveva cercato di convincerlo a smettere. L'Osservatorio siriano per i diritti umani, che monitora la guerra in Siria da Londra, ha riferito che  l'uccisione, è avvenuta mercoledì. Ali Saqr al-Qasem, 20 anni, ha sparato a sua madre, Leena, alla testa con un fucile d'assalto di fronte a una grande folla.
Si ritiene che Leena, 35 anni, che viveva nella città di Tabqa, nei pressi della Stato islamico dell'Iraq e la capitale del Levante Raqqa, ma era in origine della costa, abbia detto a suo figlio che voleva andarsene e voleva farlo venire con lei.
Lui lo ha riferito all'ISIS. "Lei è stata giustiziata perché 'incitare il figlio a lasciare lo Stato islamico e a fuggire insieme verso l'esterno di Raqqa, sostenendo che la coalizione ucciderà tutti i membri dell'organizzazione", ha riferito l'Osservatorio.
Suo figlio l'ha uccisa nei pressi della principale ufficio postale, dove lei ha lavorato.
Centinaia di persone si sono radunate per assistere all'esecuzione, come è comune con tali eventi.

mercoledì 19 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ MILANO, Martina, la donna dell'acido, ha potuto vedere il figlio


MILANO, 19 agosto - Martina Levato ha già potuto vedere suo figlio nato a Ferragosto, a seguito del provvedimento emesso dal Tribunale per i minorenni. Dopo il parto la giovane non aveva potuto stare con il piccolo per una decisione presa dalla Procura per i minorenni
Il tribunale ha concesso a Martina Levato di veder una volta al giorno il figlio e ha anche aperto, come richiesto dal pm dei minori Annamaria Fiorillo, il procedimento di adottabilità del minore sul quale, però, dovrà esserci poi una decisione successiva nel merito.

''Siamo abbastanza soddisfatti, è un provvedimento equilibrato e motivato''. Cosi' l'avvocato Laura Cossar, legale dei genitori di Martina Levato, ha commentato la decisone del tribunale per i minorenni di Milano. Come spiegato dal difensore e anche dall'avvocato Stefano De Cesare, legale di Martina, sulla base di questo provvedimento che non ha stabilito l'affidamento del piccolo ad una comunità' fa fede la decisione dei giorni scorsi del tribunale di Milano di trasferimento di Martina e del bimbo dopo il parto all'Icam, l'istituto di custodia per madri detenute con figli.
Il bambino è affidato temporaneamente al Comune di Milano con la nomina di un tutore legale in attesa di una decisione sull'affidamento. E' quanto hanno stabilito i giudici del tribunale per i minorenni di Milano con il loro provvedimento di oggi con il quale hanno anche concesso alla giovane di vedere il figlio una volta al giorno alla presenza di operatori sanitari. Stando al provvedimento dei magistrati, anche i nonni materni potranno vedere il piccolo in alcune fasce orarie. Il tutto in attesa di una decisione nel merito sul collocamento del minore. Il bimbo è stato affidato temporaneamente al Comune anche perché la potestà genitoriale di Martina e di Alexander Boettcher è sospesa come pena accessoria in seguito alla condanna a 14 anni. E' stato aperto da parte dei giudici un procedimento di adottabilità del bimbo nel corso del quale le parti potranno interloquire e che si concluderà con una decisione nel merito.