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mercoledì 26 luglio 2017

Arrestati due boss della 'ndrangheta: ordinarono a Reggio Calabria gli attentati del 1994 ai carabinieri


REGGIO CALABRIA, 26 luglio - La polizia ha arrestato due boss della 'ndrangheta e di Cosa nostra ritenuti i mandanti dei tre attentati compiuti a gennaio, febbraio e dicembre 1994 contro i carabinieri di Reggio Calabria, in cui due militari morirono e altri due rimasero feriti. Gli attentati, secondo l'accusa, facevano parte della strategia mafiosa di attacco allo Stato negli anni 1993 e 1994. In corso anche perquisizioni in diverse regioni d'Italia.
In manette sono finiti il capo mandamento del rione Brancaccio di Palermo, Giuseppe Graviano, fedelissimo di Totò Riina, e Rocco Santo Filippone, legato alla potente cosca di 'ndrangheta dei Piromalli di Gioia Tauro. Graviano è attualmente detenuto in regime di carcere duro. A Filippone, di Melicucco, la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria contesta anche il reato di associazione mafiosa per essere ritenuto, anche attualmente, l'elemento di vertice della cosca Filippone, direttamente collegata alla più articolata e potente cosca Piromalli di Gioia Tauro.

Il progetto stragista - Secondo inquirenti ed investigatori reggini, gli attentati contro i carabinieri non vanno letti ciascuno in maniera singola ed isolata, ma vanno inseriti in un contesto di più ampio respiro e di carattere nazionale nell'ambito di un progetto criminale, la cui ideazione e realizzazione è maturata non all'interno delle cosche di 'ndrangheta, ma si è sviluppata attraverso la sinergia, la collaborazione e l'intesa di organizzazioni criminali, che avevano come obiettivo l'attuazione di un piano di destabilizzazione del Paese anche con modalità terroristiche.

Nel primo attentato, il 18 gennaio 1994, morirono gli appuntati Antonino Fava e Giuseppe Garofalo. Nel secondo, l'1 febbraio 1994, furono feriti l'appuntato Bartolomeo Musicò ed il brigadiere Salvatore Serra. Il 1 dicembre 1994 rimasero miracolosamente illesi il carabiniere Vincenzo Pasqua e l'appuntato Silvio Ricciardo.

venerdì 2 giugno 2017

'NDRANGHETA: preso il pericoloso boss GIUSEPPE GIORGI, latitante da 25 anni




REGGIO CALABRIA, 2 giugno - I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato il latitante di 'ndrangheta Giuseppe Giorgi, di 56 anni, detto "u capra", ritenuto elemento di vertice della cosca Romeo alias "Staccu". Giorgi è stato bloccato a San Luca, nella sua abitazione: era ricercato dal 1994 ed il suo nome era inserito nell'elenco dei 5 latitanti più pericolosi d'Italia. Deve scontare una condanna a 28 anni e 9 mesi.
Nei suoi confronti era stato emesso un ordine di carcerazione a seguito della condanna per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Giorgi è ritenuto al vertice della cosca Romeo operante prevalentemente a San Luca e con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale ed internazionale. Era ritenuto latitante di massima pericolosità ed il suo nome inserito nel programma speciale di ricerca.

venerdì 19 febbraio 2016

LIBIA, raid Usa, ucciso boss ISIS. E' la mente della strage al museo BARDO di Tunisi




Noureddine Chouchane
TRIPOLI, 19 febbraio - Gli aerei da guerra americani hanno colpito più bersagli in Libia durante la notte, tra i quali  un campo di addestramento Stato islamico e un leader estremista di alto livello Nei pressi di Sabratha, inon lontano dal confine con la Tunisia, "probabilmente è stato ucciso ucciso l'operativo dell'ISIS Noureddine Chouchane," che si pensa sia un tunisino ed è la presunta mente delle stragi dello scorso anno in Tunisia, al museo Bardo e sulla spiaggia di Sousse. I bombardamenti hanno centrato un campo di addestramento dell'Isis a Sabratha, nell'ovest del Paese. Secondo un funzionario della Difesa Usa, Chouchane è rimasto "probabilmente ucciso". Il bilancio totale, secondo fonti mediche, è di 41 morti. il tunisino  è considerato uno dei più influenti responsabili dell'Isis. L'uomo è stato collegato sia alla strage del Bardo di marzo 2015, in cui morirono 24 persone tra le quali 4 italiani, sia a quella sulla spiaggia di Sousse, a giugno, che fece 38 vittime.
Jamal Naji Zubia, responsabile per i media stranieri di Tripoli, ha precisato che il raid americano ha centrato una casa colonica a diversi chilometri da Sabratha. I jihadisti uccisi nel raid sono soprattutto di nazionalità tunisina.
Il presidente Barack Obama all'inizio di quest'anno aveva diretto il suo team di sicurezza nazionale a sostenere gli sforzi anti-terrorismo in Libia ma anche a perseguire le possibilità diplomatiche per risolvere la crisi politica e formare un governo di unità nazionale. Mentre lo Stato Islamico è emerso in altri luoghi, tra cui Afghanistan, la Libia è visto come il suo obiettivo chiave al di fuori di Siria e Iraq.

martedì 6 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ NAPOLI, preso dai CC boss del clan Cuccaro


NAPOLI, 6 ottobre - I carabinieri del gruppo di Torre Annunziata (Napoli) hanno catturato il boss latitante Michele Cuccaro, 49enne napoletano, ritenuto elemento di vertice dell'omonimo clan attivo nei quartieri a est della provincia di Napoli. Era ricercato dal luglio del 2013 e latitante dal novembre dello stesso anno. Era inserito dal ministero dell'Interno nell'elenco dei latitanti più pericolosi.

giovedì 20 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ ROMA, Funerale in stile "IL PADRINO" per il boss del racket


ROMA, 20 agosto- Una carrozza antica trainata da sei cavalli neri, petali di rose lanciati da un elicottero, manifesti e note del film "Il padrino" per l'ultimo saluto a Vittorio Casamonica, 65 anni, uno dei maggiorenti dell'omonimo clan che viene ritenuto responsabile di attività illecite come usura, racket e traffico di stupefacenti nell'area sud est della città. I funerali si sono svolti stamattina a Roma nella chiesa Don Bosco, alla periferia della Capitale. Il feretro è arrivato su una carrozza nera con bassorilievi dorati. Ad accoglierlo, all' esterno, un'orchestra che ha suonato la canzone del celebre film di Francis Ford Coppola. Sulla bara un'immagine di padre Pio.
"Hai conquistato Roma, ora conquista il paradiso" e "Vittorio Casamonica re di Roma" recitavano alcuni manifesti apparsi davanti la parrocchia che lo ritraevano a mezzo busto con una corona in testa, il Colosseo e il cupolone sullo sfondo. Una folla di persone ha voluto portargli l'ultimo saluto. "Era una brava persona, corretto" hanno commentato alcuni conoscenti al termine della messa. Commozione all'uscita del feretro che è stato salutato da una "pioggia" di petali lanciati da un elicottero. Dopo la funzione, la bara è stata trasportata in una Rolls-Royce mentre la banda musicale ha suonato la colonna sonora di un altro celebre film "2001 odissea nello spazio".
Orfini, Roma non può essere set Padrino 
- "Mai più. Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino". Così il commissario romano del Pd, Matteo Orfini, commenta sui social network gli sfarzosi funerali di uno dei boss dei Casamonica a Roma.
Sel presenta interrogazione ad Alfano - Sel presenterà un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno sui funerali del boss Casamonica. Lo annuncia Sinistra Ecologia Libertà con il capogruppo a Montecitorio Arturo Scotto e la deputata Celeste Costantino che giudicano la vicenda "incredibile" e chiedono anche una presa di distanza della Chiesa.

Bonelli (Verdi), sfida allo Stato - "Un messaggio di forza nei confronti dello Stato e una ricchezza ostentata il funerale di Vittorio Casamonica a Roma che si è svolto con la musica del padrino. Chiedo come sia stato possibile che nel centro di Roma un elicottero abbia potuto volare così basso e che un funerale così sfarzoso sia stato celebrato in una Chiesa": lo dichiara il coportavoce dei Verdi Angelo Bonelli.

domenica 21 giugno 2015

NAPOLI, arrestato il boss CUCCARO, la gente tenta di liberarlo



NAPOLI, 21 giugno - Si nascondeva nel territorio su cui aveva controllo più stretto, come tutti i capo clan ricercati, ma è stato arrestato nonostante la gente abbia tentato si impedirlo. I carabinieri di Napoli, nel quartiere Barra, hanno preso Luigi Cuccaro, boss dell'omonimo gruppo, latitante da due anni. Era destinatario di tre misure cautelari per omicidio, associazione a delinquere di stampo mafioso e associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e contrabbando. Il capo della cosca intendeva passare la festa di San Luigi in famiglia, e perciò ha compiuto un passo falso che ne ha permesso la cattura a casa di un parente, dove era stato ricavato un covo nell'intercapedine tra due pareti. Appena è stato preso, la gente si è radunata in strada, circondando le auto dei militari dell'Arma e tentando persino di strappare il boss dalle mani di chi lo stava arrestando.