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sabato 8 agosto 2015

Fatti della Vita/ BELLUNO, non si trova l'escursionista disperso in val di Gares


CANALE D'AGORDA (Belluno), 8 agosto - Ancora senza esito le ricerche di L.B., 55 anni, di Rosa' (Vicenza), scomparso giovedì durante un'escursione in Val di Gares. Una sessantina di persone, a partire da questa mattina alle 6.30, ha proseguito, come ieri e già lo stesso giovedì, nel rastrellamento a pettine dell'itinerario che l'uomo aveva intenzione di seguire e lasciato indicato scritto nel dettaglio alla moglie. Le squadre sono state trasportate in quota e sbarcate in diversi punti dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per percorrere il tracciato da Capanna Cima Comelle, Orrido delle Comelle, Banca delle Fede, Malga Stia. Sono state inoltre verificate tutte le alternative all'itinerario, i bivi, le tracce confondibili con sentieri, per non tralasciare alcuna possibilità.
  L'elicottero dei vigili del fuoco ha trasportato all'interno dell'Orrido delle Comelle una squadra di vigili e tecnici del gruppo forre del Soccorso alpino e speleo, per sondare i vasconi d'acqua sopra la cascata, nonchè le marmitte sottostanti e la porzione di vasca sotto il flusso. Vigili e forristi si sono inoltre calati sulla verticale di un punto marcato dal 'bloodhound' dell'unita' cinofila della Forestale, percorrendo una lunga cengia coperta di mughi. Nel pomeriggio un forte temporale ha impedito un ulteriore sorvolo della zona da parte dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Anche oggi il cellulare dell'uomo è risultato sempre irraggiungibile. Alla ricerca hanno preso parte, del Soccorso alpino, le Stazioni di Val Biois, Agordo Alleghe con un'unità cinofila e il Gruppo forre del Veneto, il Sagf di Cortina e Passo Rolle, il Corpo forestale dello Stato con due unita' cinofile, delle quali una molecolare, i vigili del fuoco.

lunedì 27 ottobre 2014

LEGAMBIENTE, Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone in testa alla classifica della vivibilità ambientale

Il centro di Bolzano
ROMA - Inquinamento atmosferico a livelli d'emergenza, tasso di motorizzazione in crescita, gestione dei rifiuti altalenante, trasporto pubblico in crisi: nei centri urbani italiani tira una brutta aria a causa di politiche ambientali disorganiche che mandano le città a tre velocità: lenta, lentissima e statica. A delineare il quadro è la XXI edizione di 'Ecosistema Urbano', il rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei 104 capoluoghi, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.
Le città prime in classifica sono Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone, mentre al lato opposto, anche geograficamente, si trovano Agrigento, Isernia, Crotone, Messina e Catanzaro. Nei capoluoghi migliori, però, non mancano le criticità: Trento ha valori eccessivi di biossido di azoto, Verbania e Belluno perdono un terzo dell'acqua immessa in rete, Pordenone depura poco più della metà dei suoi scarichi fognari.
 In base al rapporto, l'inquinamento atmosferico resta a livelli di emergenza e aumentano le situazioni critiche nei comuni più grandi. Sul fronte della mobilità la città migliore è Bolzano, mentre in 26 capoluoghi gli spostamenti in auto e moto superano i due terzi del totale. In 52 città più del 30% dell'acqua immessa nella rete viene dispersa e in 19 le perdite superano il 50%. Passando ai rifiuti, a fronte di un terzo dei comuni che non raggiunge il 35% di raccolta differenziata, ve ne sono altrettanti che superano abbondantemente il 50%.
Ci sono ''pochi segnali positivi in una situazione bloccata'', dice il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, secondo cui ''serve un piano nazionale che assegni alle città un posto di primo piano nell'agenda politica e che superi la frammentazione dei singoli provvedimenti''

giovedì 17 aprile 2014

Alpino precipita e muore dallo Spz Vedana, nel Bellunese

Williams Tracanna

BELLUNO - Un alpino è morto cadendo nel vuoto durante una marcia di esercitazione lungo la via normale dello "Spiz Vedana", sulle Dolomiti. La vittima, Williams Tracanna, 28 anni, di Pescara, faceva parte del Settimo reggimento delle Penne nere, di stanza a Belluno. L'incidente è avvenuto a circa 900 metri di quota: il militare, precipitato per circa 150 metri, è stato subito soccorso da tre compagni, ma per lui non c'era più niente da fare. E' stato subito dato l'allarme al 118 e sul posto è accorso un elicottero del Servizio urgenza ed emergenza medica di Pieve di Cadore, mentre una squadra del Soccorso alpino di Belluno si preparava a intervenire in supporto alle operazioni. Una volta arrivato sul posto dell'incidente, il medico ha potuto soltanto constatare il decesso del giovane.

L'incidente è avvenuto a circa 900 metri di quota, nella fase di discesa. Il militare era originario di Turrivalignani, in provincia di Pescara. Il primo Caporal Maggiore Tracanna era entrato a far parte dell'esercito nel 2006 e aveva svolto due missioni in Afghanistan. L'ultima missione nel 2013 con una durata di sei mesi.

lunedì 3 febbraio 2014

Maltempo, continua l'emergenza in gran parte d'Italia. Notte bianca a Fiumicino

Al lavoro per spalare la enorme massa di neve dal tetto di una casa a Livinallongo (Belluno=
ROMA - Neve e temporali spingono l'Italia sott'acqua e, nonostante il lavoro delle idrovore, gran parte dello Stivale è allo stremo, obbligando più di un'autorità a decretare lo stato di emergenza. Il maltempo ha fatto anche 3 vittime in Sicilia: due donne e una bambina che erano a bordo di un'auto finita in un torrente in piena. 
Dopo frane, crolli, esondazioni, guasti alle linee elettriche e blackout di condotte idriche e fognarie che hanno interessato molte zone dell'Italia, è arrivato il via libera per l'intervento dell'esercito nella zona di Fiumicino. Intanto la Protezione civile, con un'altra allerta meteo, fa sapere che la situazione non è in via di miglioramento, decretando per oggi 'criticità rossa' per il Friuli-Venezia Giulia, per le pianure dell'Emilia e per il Veneto Centrale. Criticità invece arancione per il restano Veneto e Val d'Aosta per nevicate abbondanti sopra i 600 metri. Neve altissima nelle Dolomiti, in Alto Adige, nel Trentino e nel Bellunese. Rischi di crolli di tetti

Pompe in azione a Fiumicino, notte in bianco
 - E' stata una notte di forte preoccupazione per alcune migliaia di abitanti di buona parte dell'Isola Sacra, a Fiumicino, messa in ginocchio da quattro giorni di allagamenti. In molti non hanno chiuso occhio: non ha mai smesso infatti di piovere per tutta la notte, rendendo ancora più difficile la situazione. Dalle 19 di ieri sono comunque entrate in azione, e lo sono ancora, le autopompe dell'esercito, arrivate su decisione del Prefetto dopo la richiesta del sindaco, e che si sono aggiunte a quelle già operative sul territorio, per rafforzare il sistema di pompaggio sui canali di bonifica, l'elemento che desta la maggiore preoccupazione. I militari le hanno dapprima posizionate all'impianto delle pompe idrovore del Consorzio Tevere e Agro Romano, proprio a ridosso dei canali, e poi sul quadrilatero dell’Isola Sacra tra via Costalunga, via Castagnevizza, via Trincea delle Frasche e via Passo Buole. Oggi le scuole sono chiuse in tutto il comune.

Trovata viva donna travolta da fiume nel Messinese 
 - E' riuscita a salvarsi la donna di 45 anni travolta ieri pomeriggio dall' acqua mentre tentava di guadare il torrente in piena Patrì a Terme Vigliatore (Messina). Dopo avere lottato contro la corrente, ha riguadagnato la riva ed è stata raggiunta dai soccorsi intorno alla mezzanotte; sta bene ed è solo sotto shock. A dare l'allarme, intorno alle 17, erano stati i passeggeri di un treno in transito, che avevano visto la donna che aveva con sé una bici scivolare nelle acque del torrente. Le ricerche, andate avanti per alcune ore, sono state condotte dai carabinieri e dai vigili del fuoco con l'ausilio del corpo specializzato proveniente da Messina.

lunedì 18 novembre 2013

Nessun travolto dal crollo del diedro di roccia nel gruppo del Civetta

BELLUNO - Le ricognizioni effettuate dagli uomini del Corpo Forestale con l'elicottero e con squadre da terra hanno escluso definitivamente il coinvolgimento di escursionisti o scialpinisti nella grande frana staccatasi sabato pomeriggio da un costone del gruppo del Civetta.
In pratica si è staccato di netto, per cause naturali, un intero diedro di roccia di 300 metri in altezza dal 'Su Alto', uno dei torrioni del Civetta, da quota 2.650 metri fino alla sommità, a 2.950 metri.