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lunedì 27 ottobre 2014

LEGAMBIENTE, Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone in testa alla classifica della vivibilità ambientale

Il centro di Bolzano
ROMA - Inquinamento atmosferico a livelli d'emergenza, tasso di motorizzazione in crescita, gestione dei rifiuti altalenante, trasporto pubblico in crisi: nei centri urbani italiani tira una brutta aria a causa di politiche ambientali disorganiche che mandano le città a tre velocità: lenta, lentissima e statica. A delineare il quadro è la XXI edizione di 'Ecosistema Urbano', il rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei 104 capoluoghi, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.
Le città prime in classifica sono Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone, mentre al lato opposto, anche geograficamente, si trovano Agrigento, Isernia, Crotone, Messina e Catanzaro. Nei capoluoghi migliori, però, non mancano le criticità: Trento ha valori eccessivi di biossido di azoto, Verbania e Belluno perdono un terzo dell'acqua immessa in rete, Pordenone depura poco più della metà dei suoi scarichi fognari.
 In base al rapporto, l'inquinamento atmosferico resta a livelli di emergenza e aumentano le situazioni critiche nei comuni più grandi. Sul fronte della mobilità la città migliore è Bolzano, mentre in 26 capoluoghi gli spostamenti in auto e moto superano i due terzi del totale. In 52 città più del 30% dell'acqua immessa nella rete viene dispersa e in 19 le perdite superano il 50%. Passando ai rifiuti, a fronte di un terzo dei comuni che non raggiunge il 35% di raccolta differenziata, ve ne sono altrettanti che superano abbondantemente il 50%.
Ci sono ''pochi segnali positivi in una situazione bloccata'', dice il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, secondo cui ''serve un piano nazionale che assegni alle città un posto di primo piano nell'agenda politica e che superi la frammentazione dei singoli provvedimenti''

lunedì 26 novembre 2012

Bolzano è la città dove si vive meglio, secondo la classifica annuale del Sole 24 ore. Ultima Taranto



ROMA - E' Bolzano la provincia dove si vive meglio in Italia. Lo ha sancito la ricerca annuale del Sole 24 Ore giunta quest'anno alla 23/ma edizione. Bolzano strappa la prima posizione a Bologna, classificatasi solo 10/ma. Maglia nera per vivibilità a Taranto,che scalza Foggia. La ricerca - svolta ovviamente ancora sulle 107 province- si basa su 6 settori costruiti a loro volta su sei indicatori (per un totale di 36), che danno luogo a sei graduatorie di tappa e quindi alla classifica finale. 
La vincitrice dello scorso anno, Bologna, scende di ben nove posizioni e arriva decima, mentre argento e bronzo vanno a Siena e Trento. Completano la top ten Rimini, Trieste, Parma, Belluno, Ravenna, Aosta, tutte presenze costanti anche in passato. 
Ad emergere sono quindi le realtà di media grandezza del Centro Nord, le meglio dotate sul fronte dell'imprenditoria, del lavoro, delle infrastrutture e della rete sociale, fattori cruciali in una fase difficile come l'attuale dove l'aspirazione alla vivibilità diventa una vera e propria scalata. 
Bolzano, gia' prima nel 1995, nel 2001 e nel 2010 conquista la vetta della classifica grazie alle buone performance nei capitoli Affari e lavoro e Tempo libero (3*posto) e Ordine pubblico (4*). 
Nel dettaglio, a ''darle punti'' sono la bassa disoccupazione (3,3% nel 2011 contro una media del 9%), le presenze turistiche nonché la scarsa incidenza di reati come furti in casa o di auto. 
In fondo alla classifica Taranto che raggiunge il proprio risultato migliore solo nell'Ordine pubblico (54* posto grazie all'incidenza modesta di scippi, borseggi e rapine e di truffe) mentre si ferma al 94* posto in Tenore di vita e in Servizi-Ambiente-Salute e al 95* posto nella voce Affari e Lavoro per registrare i risultati peggiori nel Tempo libero e nella Popolazione (104* e 103* posto). Ad esempio è messa male sul fronte giovani, visto che la quota sul totale degli abitanti è scesa del 6% in dieci anni ed e' al 105* posto per l'imprenditorialita' dei 18-29enni. 
Le due piu' grandi realta' metropolitane, Milano e Roma, salgono entrambe un paio di scalini (in 17a e 21a posizione). Ma anche altri territori con più di un milione di abitanti registrano qualche progresso: e' il caso di Brescia e Torino (nella prima meta' della classifica generale) o di Catania e Palermo (nella parte bassa). 
Milano conquista il titolo del primo capitolo della Qualita' della vita 2012, quello centrato sul benessere economico. Nel gruppetto in testa tutte realta' del Nord oltre alla capitale, al 10* posto.  In fondo alla graduatoria di tappa prevalgono siciliane, pugliesi e calabresi, con Bari, Salerno e Napoli a chiudere. 
Il capitolo Affari e Lavoro, per l'edizione 2012, ha subito un paio di modifiche significative nella scelta dei parametri. Questo spiega alcune forti variazioni nella graduatoria di tappa: Savona e Roma, ad esempio, balzano al 9* e al 19* posto, mentre Varese scende al 69* gradino (il più arretrato tra le realtà settentrionali). Cuneo si piazza al vertice seguita da una nutrita serie di province del Nord e del Centro. La migliore del Sud, 34a, e' Siracusa. Ultima e' Reggio Calabria. 
Da servizi, ambiente e salute dipende un bel po’ della vivibilità di un'area e su questo fronte distinguono tre regioni: Emilia Romagna, Lombardia e Toscana. Il gradino più alto della graduatoria di tappa e' occupato da Bologna e Lucca, alla pari. Nella top ten ci sono anche la romagnola Ravenna, al terzo posto, le emiliane Reggio Emilia e Parma, le lombarde Milano, Sondrio  e Como, la toscana Pisa. A fine classifica Isernia, Vibo Valentia e Crotone. 
Una quota consistente di immigrati regolari non solo e' considerata un fattore positivo in se', ma consente di avere una popolazione più giovane. Su questi pilastri (e anche su una bassa incidenza di separazioni e divorzi, che potrebbe essere a sua volta influenzata da una forte presenza di stranieri) si fonda la conferma di Piacenza al primo posto nella tappa della Qualita' della vita relativa alla popolazione. Netta condanna per la Sardegna, che schiera sei sue rappresentanti negli ultimi posti di questa classifica. 
Anche quest'anno il voto piu' alto nella graduatoria riferita alla sicurezza lo ottiene Oristano. Nella top ten seguono Belluno, Crotone e Bolzano e la new entry Ascoli Piceno. In fondo alla classifica le citta' piu' grandi, Roma e Milano insieme a Prato e Latina che occupano le ultime 2 posizioni. 
Continua, e anzi si accentua, la ''dittatura'' di Rimini nel campo del tempo libero. La provincia romagnola vince questa tappa per il quarto anno consecutivo, e stavolta il distacco con la seconda e' ampio: se nel 2011 l'indice globale vedeva Rimini staccare Firenze di 64 punti (664-600), nel 2012 e' di 166 punti (844-178). Nella parte bassa della classifica si posizionano, un po' a sorpresa, Lodi e Lecco a fare compagnia a Caltanissetta, ultima.