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sabato 25 giugno 2016

GENOCIDIO ARMENO, il Papa prega al memoriale delle vittime


EREVAN, 25 giugno - "La memoria non va annacquata né dimenticata: la memoria è fonte di pace e di futuro". Lo ha scritto papa Francesco sul Libro d'Onore al Memoriale di Tzitzernakaberd, la "Fortezza delle Rondini", il monumento dedicato alle vittime del genocidio del popolo armeno. Il Pontefice ha poi deposto una corona di fiori e si è fermato in preghiera davanti alla fiamma perenne.
Il Pontefice ha poi incontrato una decina di discendenti dei bambini armeni che, a suo tempo, furono ospitati e salvati a Castel Gandolfo da Papa Benedetto XV.

Ankara convoca ambasciatore Vaticano in Turchia- L'ambasciatore del Vaticano in Turchia è stato convocato dal ministero degli Esteri di Ankara. La chiamata giunge poche ore dopo le dichiarazioni di Papa Francesco sul massacro del popolo armeno, definito dal Pontefice "il primo genocidio del XX secolo". Lo riferisce lo stesso nunzio apostolico, Antonio Lucibello, aggiungendo che, nel colloquio, le autorità turche hanno espresso "il loro disappunto" per le parole di Bergoglio.

La Turchia richiama il proprio diplomatico in Vaticano - La Turchia ha richiamato il proprio ambasciatore presso la Santa Sede per protestare contro il richiamo fatto da papa Francesco sul genocidio degli armeni, che Ankara non riconosce.

Ministro turco: "Parole del Papa inaccettabili" - Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavuysoglu ha definito "inaccettabili" le parole di papa Francesco sul genocidio armeno del 1915-16. Il capo della diplomazia turca ha scritto su Twitter che "le dichiarazioni del Pontefice, che non sono fondate su dati storici e legali, sono inaccettabili".

lunedì 13 aprile 2015

Alta tensione TURCHIA-VATICANO sul genocidio armeno, il Gran Mufti critica il PAPA

Il Gran Mufti Mehmet Gormez
ANKARA, 13 aprile - Il Gran Mufti Mehmet Gormez, la principale autorità religiosa islamica sunnita turca, si è allineato sul governo di Ankara criticando a sua volta il Papa per le dichiarazioni sul genocidio armeno a suo parere "senza fondamento" e ispirate da "lobby politiche e ditte di relazioni pubbliche". In un discorso ad Antiochia, ripreso dall'agenzia ufficiale Anadolu, Gormez si è detto "preoccupato che lobby politiche e ditte di relazioni pubbliche abbiamo allargato le loro attività alle istituzioni religiose". "Se le società iniziano a interrogarsi sugli errori passati lo stesso Vaticano soffrirà più di chiunque altro", ha avvertito. Critico con il Papa, accusato di "calunnie" e "discriminazione", anche il presidente del parlamento turco Cemil Cicek, del partito islamico Akp al governo. Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha affermato che le parole del pontefice rivelano "una discriminazione dei musulmani e dei turchi di fronte ai cristiani". Parlando dalla Mongolia, Cavusoglu ha attaccato quella che ha bollato come una posizione "contraddittoria e discriminatoria" perché il genocidio rientra in un preciso concetto giuridico mentre per Ankara i massacri degli armeni sotto l'Impero ottomano furono la conseguenza di una situazione di conflitto in cui morirono anche musulmani.
"La durezza dei toni turchi non mi pare giustificata, anche tenendo conto del fatto che 15 anni fa Giovanni Paolo II si era espresso in modo analogo" a Papa Bergoglio che ha definito quello armeno un genocidio. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni rispondendo ai giornalisti a margine di una conferenza Ue-Mediterraneo. "L'Italia - ha aggiunto - ha più volte espresso solidarietà e vicinanza al popolo e governo armeno per le vittime e le sofferenze inflitte 100 anni fa. Gentiloni ha poi aggiunto che "sul riconoscimento giuridico" del genocidio "abbiamo sempre invitato i due paesi amici Armenia e Turchia a dialogare per evitare che questa situazione ostacoli" un rasserenamento delle relazioni.
Dopo il richiamo dell'ambasciatore presso la Santa Sede, la Turchia non esclude nuove misure contro il Vaticano. Con l'ultima reazione alle parole di Papa Francesco sul genocidio armeno del 1915-16, la Turchia è ora senza ambasciatori in sette paesi, per crisi provvisorie o prolungate. Oltre all'ambasciatore in Vaticano Mehmet Pacaci, da tempo sono stati richiamati gli ambasciatori in Israele, Egitto, Libia e Siria, mentre non sono mai stati nominati in Armenia e a Cipro, due paesi con i quali Ankara non ha relazioni diplomatiche.

venerdì 23 novembre 2012

Armenia: Alitalia vola a Yerevan. E non serve più il visto


YEREVAN- L’Armenia si rilancia sul mercato italiano con due importanti novità: l’apertura dei collegamenti diretti di Alitalia e l’abolizione del visto per i cittadini dell’area Shenghen.

Con i punti di forza dell’arte, della cultura, dell’archeologia e della natura, questo Paese punta deciso al consolidamento dei bacini di traffico esteri, come evidenzia lo stesso vice ministro Arev Samuelyan: «La conservazione e la valorizzazione dei beni culturali è il nostro primo dovere, e l’incremento degli arrivi turistici deve andare di pari passo con la salvaguardia del nostro patrimonio storico e architettonico».

E per l’Italia le due importanti novità sui voli e sui visti sono decisive, come ha sottolineato Nadia Pasqual, consulente marketing per l’Armenia nel nostro Paese: «Il nuovo collegamento di Alitalia, che a partire dall’11 dicembre 2012 collegherà Roma a Yerevan con due voli diretti la settimana, e l’abolizione del visto per i cittadini dei Paesi Schengen dal 1° gennaio 2013 – spiega Pasqual – fanno prevedere un notevole incremento degli arrivi dall’Italia, attualmente stimati intorno ai 12mila annui».