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sabato 29 aprile 2017

IL PAPA AL CAIRO, oggi incontro con la comunità copto cattolica, poi rientro a ROMA


IL CAIRO - Ultimo giorno di Papa Francesco in Egitto. Dopo l'intensa giornata di venerdì, con il discorso all'Università Al Azhar, gli incontri col presidente Al Sisi e il patriarca copto ortodosso Tawadros II, oggi il Pontefice conclude la sua visita con l'abbraccio della piccola ma vivace comunità copto cattolica: in mattinata la messa, poi un incontro con il clero e nel pomeriggio il rientro in Vaticano.

venerdì 28 aprile 2017

Il PAPA al Cairo: la violenza è la negazione di ogni autentica religiosità


IL CAIRO, 28 aprile - "La violenza è la negazione di ogni autentica religiosità", ha detto papa Francesco alla Conferenza internazionale per la Pace organizzata a Il Cairo dall'Università di Al-Azhar dove è stato accolto dall'iman Ahmad Al-Tayyib. e primo impegno del suo viaggio al Cairo "Volgendo idealmente lo sguardo al Monte Sinai - ha affermato -, vorrei riferirmi a quei comandamenti, là promulgati, prima di essere scritti sulla pietra. Al centro delle 'dieci parole' risuona, rivolto agli uomini e ai popoli di ogni tempo, il comando 'non uccidere'".

"Il terrorismo è falsificazione idolatrica di Dio" - "In quanto responsabili religiosi, siamo chiamati a smascherare la violenza che si traveste di presunta sacralità", ha aggiunto Bergoglio. "Siamo tenuti a denunciare le violazioni contro la dignità umana e contro i diritti umani, a portare alla luce i tentativi di giustificare ogni forma di odio in nome della religione e a condannarli come falsificazione idolatrica di Dio". "Solo la pace è santa - ha proseguito - e nessuna violenza può essere perpetrata in nome di Dio, perché profanerebbe il suo Nome".

"No a ogni violenza in nome della religione" - Dal Pontefice poi un forte appello contro la violenza: "Ripetiamo un no forte e chiaro ad ogni forma di violenza, vendetta e odio commessi in nome della religione o in nome di Dio. Insieme affermiamo l'incompatibilità tra violenza e fede, tra credere e odiare. Insieme dichiariamo la sacralità di ogni vita umana contro qualsiasi forma di violenza fisica, sociale, educativa o psicologica".

"Bloccare denaro e armi per chi fomenta violenza" - "Per prevenire i conflitti ed edificare la pace - ha ribadito - è fondamentale adoperarsi per rimuovere le situazioni di povertà e di sfruttamento, dove gli estremismi più facilmente attecchiscono, e bloccare i flussi di denaro e di armi verso chi fomenta la violenza". "Solo rendendo trasparenti le torbide manovre che alimentano il cancro della guerra se ne possono prevenire le cause reali", ha aggiunto il Pontefice.

Imponenti misure di sicurezza - Imponenti misure di sicurezza in Egitto per la visita del Papa, al suo 18esimo viaggio apostolico internazionale. Si temono nuovi attentati, dopo quello recente alle due chiese cristiano-copte, ma il Pontefice, come ha fatto in passato, anche negli spostamenti più a rischio come in Repubblica centrafricana, ha scelto di viaggiare nella capitale egiziana a bordo di una berlina non blindata. Vuole essere vicino al popolo egiziano.

Il PAPA è arrivato al CAIRO


IL CAIRO, 28 aprile - "Pope of peace in Egypt of peace". E' il motto scelto per il viaggio di Papa Francesco in Egitto. Il Pontefice è arrivato intorno alle 14 all'aeroporto del Cairo. Ai piedi della scaletta dell'aereo, Papa Francesco è stato accolto al Cairo dal premier egiziano Sherif Ismail. Come mostrato alla tv egiziana, il pontefice è stato poi salutato fra gli altri anche dal patriarca della Chiesa cattolica copta, Abramo Isacco Sidrak. 
Papa Francesco è stato accolto al palazzo presidenziale di Ittihadiya al Cairo dal presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Sisi, con occhiali da sole, ha accolto il pontefice sceso da un'auto Fiat sulla porta del bianco palazzo presidenziale. Dopo qualche secondo di saluti, a papa Francesco sono stati resi onori militari al suono degli inni vaticano, egiziano e di uno 'patriottico'. All'interno del palazzo situato nel quartiere orientale cairota di Heliopolis, a meno di dieci chilometri dall' aeroporto, papa Francesco è stato omaggiato da diversi ministri, fra cui quello degli Esteri, Sameh Shoukry. Fra i marmi di una sala riccamente decorata, cardinali al seguito del pontefice hanno salutato il presidente, il quale si è intrattenuto per qualche secondo anche con il patriarca cattolico copto, Abramo Isacco Sidrak.

Si tratta del suo diciottesimo viaggio internazionale: una visita di due giorni, interamente al Cairo, in cui si sommeranno le dimensioni interreligiose, per gli importanti incontri col mondo islamico, ecumeniche, per l'abbraccio alla Chiesa copto ortodossa recentemente bersaglio degli attentati dell'Isis, e pastorali, per l'incoraggiamento che il Pontefice porterà alla piccola comunità copto-cattolica.
Dopo aver incontrato Abdal Fattah Al-Sisi, Bergoglio andrà in visita ad Al-Azhar, la maggiore università dell'Islam sunnita, e al grande imam Ahmad Al-Tayyeb, partecipando anche alla Conferenza internazionale sulla Pace organizzata dal grande ateneo islamico: il discorso del Papa, che seguirà quello del grande imam, è previsto intorno alle 16.00. Alle 16.40 è previsto invece l'incontro con le autorità egiziane, alle quali Bergoglio aprlerà subito dopo il presidente Al-Sisi. Quindi, intorno alle 17.20 la visita al Patriarcato copto-ortodosso e l'incontro col patriarca Tawadros II, insieme al quale il Papa si recherà nella vicina chiesa di San Pietro, bersagli l'11 dicembre scorso di un attentato rivendicato dall'Isis, con decine di morti e feriti.

giovedì 20 aprile 2017

Il PAPA. i pastorelli di FATIMA saranno dichiarati santi


CITTA' del VATICANO, 20 aprile - I pastorelli di Fatima, Francisco e Giacinta, saranno proclamati santi il 13 maggio. Lo ha annunciato Papa Francesco nel concistoro di questa mattina, per le date di canonizzazione di una trentina di beati. Il 13 maggio il Pontefice sarà a Fatima, e dunque presiederà lì il rito di canonizzazione.

domenica 16 aprile 2017

Il PAPA in piazza San Pietro: "Questa è la festa della nostra speranza"


CITTA' DEL VATICANO, 16 aprile - Papa Francesco è entrato in processione in Piazza San Pietro, dove stamane, sul sagrato della basilica vaticana, presiede la solenne celebrazione della messa del giorno di Pasqua.
Alla celebrazione, che inizia con il rito del «Resurrexit», prendono parte fedeli romani e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo in occasione delle feste pasquali. Il Papa non tiene l’omelia poichè alla messa fa seguito la Benedizione «Urbi et Orbi» con il Messaggio pasquale.
La piazza, completamente gremita, è addobbata con ricche decorazioni floreali provenienti anche quest’anno dall’Olanda. «Questa è la festa della nostra speranza, la celebrazione della certezza che niente e nessuno potranno mai separarci dall’amore di Dio», ha twittato nella notte il Pontefice dal suo profilo @Pontifex in nove lingue.

sabato 15 aprile 2017

MARINE LE PEN all'attacco del PAPA e della CHIESA


PARIGI, 15 aprile - Duro attacco di Marine Le Pen contro il Papa e la Chiesa. Intervistata dal quotidiano La Croix, la candidata del Front National alle presidenziali francesi ha detto di essere "estremamente cattolica" ma al tempo stesso "arrabbiata" con la Chiesa, in particolare, per le parole del Papa sull'accoglienza dei migranti. 

L'"ingerenza" di Papa Francesco

La leader del Front National ha anche detto che non avrebbe problemi a invitare Papa Francesco in Francia. “Lo farei con piacere”, ha garantito, “che faccia appello alla carità, all'accoglienza dell'altro, dello straniero non mi pare affatto strano, ma che pretenda che gli Stati non mettano delle condizioni all'accoglienza di una immigrazione massiccia costituisce secondo me una questione politica e anche un'ingerenza, dal momento che è anche un capo di Stato". 

Le Pen: Chiesa non dia indicazioni politiche

“Penso che la Chiesa si immischi di tutto salvo delle cose che le competono: la Conferenza Episcopale francese si interessa a volte di cose che non la riguardano, in particolare dando delle indicazioni politiche, non credo che le religioni debbano dire ai francesi chi votare", ha proseguito Le Pen sul rapporto tra la Chiesa e le imminenti elezioni francesi per cui si voterà, al primo turno, il 23 aprile. Per Le Pen è stato anche importante ricordare la sua "visione rigorosa della laicità". E, per quanto riguarda il matrimonio gay, non ha escluso il ricorso al "referendum" per decidere su "questo genere di dibattito", dopo che in Francia, le nozze tra persone dello stesso sesso sono state riconosciute dal presidente Francois Hollande, con la legge sul cosiddetto "Mariage pour tous" (matrimonio per tutti).

Testa a testa per la corsa all'Eliseo

Intanto, secondo l'ultimo sondaggio Ipsos, pubblicato su Le Monde, Marine Le Pen ed Emmanuel Macron, nettamente in testa da febbraio nelle intenzioni di voto, vedono diminuire il loro vantaggio: di cinque punti rispetto a un mese fa la presidente del Front National, ormai al 22%, e di quattro il leader di "En Marche", anche lui al 22%. 

sabato 25 marzo 2017

UN MILIONE di persone ha accolto il PAPA al Parco di MONZA

Papa Francesco è arrivato alle 15 al parco di Monza, dove ha celebrato la Messa davanti a un milione di persone. "Oggi si specula sul lavoro e sulla famiglia, su poveri e migranti, sui giovani e sul loro futuro. Tutto sembra ridursi a cifre, lasciando che la vita di tante famiglie si tinga di insicurezza". Lo ha detto il Papa durante la messa "Anche se questo ritmo vertiginoso sembra rubarci la speranza, dobbiamo coltivare la gioia e la speranza cristiane, non vogliamo rimanere indifferenti di fronte al dolore", ha aggiunto. Prima di Monza, il Papa aveva visitato i detenuti di San Vittore e al termine della Mess ha raggiunto lo stadio di San Siro per l'incontro con i cresimandi.

MONZA, una marea di persone arriva al Parco per il PAPA

Da ore foto e filmati sono sempre gli stessi. Una marea ordinata ed ininterrotta di persone dirette al parco per la messa di Papa Francesco. Sono gia 300mila alle 12 pericolosamente armati di passeggini, bandierine e tanta pazienza (Nuova Brianza)

IL papa è a MILANO



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MILANO, 25 marzo - Alle 8.15 il Pontefice è atterrato a Linate. Prima tappa alle Case bianche e poi in Duoo(foto). Alle 11 l'Angelus, poi la storica visita al carcere di San Vittore. Nel pomeriggio messa al Parco di Monza dove sono attese 700mila persone

venerdì 10 marzo 2017

IL PAPA visiterà la COLOMBIA dal 6 all'11 settembre


CITTA' DEL VATICANO, 10 marzo - Accogliendo l'invito del presidente Juan Manuel Santos e dei vescovi colombiani, papa Francesco compirà un viaggio apostolico in Colombia dal 6 all'11 settembre 2017 e visiterà le città di Bogotá, Villavicencio, Medellín e Cartagena. La decisione è stata presa dopo l'accordo di pace tra Bogotà e i guerriglieri delle Farc. Il Papa stesso aveva più volte accennato alla possibilità di tornare in America latina qualora fosse stata raggiunta l'intesa.

mercoledì 8 marzo 2017

FRANCESCO "Papa Pop" sulla copertina di ROLLING STONE


Con il pollice alzato e sorridente: è così che Papa Francesco appare sulla copertina di "Rolling Stone" Italia nel numero in edicola il 9 marzo. In vista della visita del Santo Padre a Milano prevista per il 25 marzo, il celebre mensile di musica, ma non solo, ha scelto il Pontefice puntando su un titolo che vuole esprimere la sua vicinanza con la gente: "Francesco Papa Pop".

Il servizio della rivista - "È come il pane fatto in casa", dice Ermanno Olmi nel descrivere un pontefice che si mostra per quello che è. Il regista è intervistato dalla rivista sul suo ultimo film dedicato al cardinal Martini, "Vedete, sono uno di voi". Nel giornale anche le voci dei ragazzi delle "Case bianche" del quartiere Trecca, prima tappa della visita di Papa Bergoglio a Milano il 25 marzo. "Rolling Stone celebra Papa Francesco che ha conquistato tutti i giovani con le sue parole di attenzione agli ultimi e ai più poveri, con i suoi toni vicini alla gente comune, con una disposizione decisamente popolare, anzi pop: il Papa che appare davvero adatto ai nostri tempi", sottolinea la rivista. Il numero presenta un approfondimento sul Santo Padre con due reportage, uno a Roma con gli universitari che incontrano Francesco e l'altro a Milano con i ragazzi delle periferie che lo aspettano, e tre interviste tra cui quella al gesuita Antonio Spadaro, direttore di Civiltà cattolica.
 
Il programma del 25 marzo - La giornata del 25 marzo sarà particolarmente intensa per Papa Francesco. Per la visita a Milano è previsto il decollo dall'aeroporto di Roma-Fiumicino alle 7,10 e già alle 8,30 è fissata la visita al Quartiere Forlanini - "Case Bianche" del capoluogo lombardo, con l'incontro con due famiglie nei rispettivi appartamenti e più in generale con i residenti e con i rappresentanti di famiglie rom, di islamici, immigrati e abitanti della zona. Alle 10 appuntamento con i sacerdoti e i consacrati nel Duomo di Milano. Alle 11 recita dell'Angelus e benedizione sul sagrato. Alle 11,30 visita alla Casa Circondariale di San Vittore. Alle 12,30 pranzo con cento detenuti nel Terzo Raggio della Casa Circondariale di San Vittore. Alle 13,45 il Papa si trasferirà in auto al Parco di Monza dove alle 15 è fissata la Santa Messa. Alle 16,30 nuovo spostamento allo Stadio Meazza-San Siro di Milano dove è previsto l'ultimo appuntamento alle 17,30: l'incontro del Papa con i ragazzi cresimati.

domenica 22 gennaio 2017

Il PAPA su TRUMP: vedremo cosa farà e lo valuteremo


CITTA' DEL VATICANO, 22 gennaio - Papa Francesco si mostra prudente all'inizio della presidenza di Donald Trump. "Vedremo che cosa succede. Spaventarsi o rallegrarsi ora sarebbe una grande imprudenza, sarebbe essere profeti di calamità o di benessere che potranno non verificarsi. Vedremo che cosa farà, e lo valuteremo", ha osservato il pontefice, in un intervista al quotiiano spagnolo El Pais.
Ma nella lunga conversazione avuta venerdì nella Casa Santa Marta, in Vaticano - un'ora e un quarto e sul tavolo i temi più caldi dell'attualità a cominciare dal fenomeno migratorio - aggiunge una valutazione di ordine generale: "Nei momenti di crisi, non funziona il discernimento" e i popoli cercano "salvatori" che restituiscano loro l'identità "con muri e fili spinati".
"Hitler - ha aggiunto - fu votato dal suo popolo e poi lo distrusse. Questo è il pericolo: cercare un salvatore che ci restituisca l'identità e difenderci con muri dagli altri popoli".
Il pontefice aggiunge che "il peggior male della Chiesa è il clericalismo: quando il pastore si trasforma in funzionario"; e con i migranti, invita "prima a salvarli, poi ad accoglierli nel miglior modo possibile, quindi integrarli". Ma "il fatto che il Mediterraneo si sia trasformato in un cimitero ci deve far pensare". Infine, un particolare della sua vita privata: "Non vedo la televisione: Dio me lo ha chiesto il 16 luglio del '90 e ho fatto questa promessa". 

lunedì 21 novembre 2016

Il PAPA ai preti: assolvete chi procura peccato di aborto

CITTA' DEL VATICANO, 21 novembre - CdV - L'aborto è un "peccato grave" ma va assolto. E' la rivoluzione annunciata da Papa Francesco che nella lettera apostolica "Misericordia et misera" concede "a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto". La decisione del pontefice è "perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio".
Nella lettera apostolica, documento programmatico del Pontificato che indica le linee pastorali del post Giubileo, Francesco annuncia che: "Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario". "Vorrei ribadire con tutte le mie forze - scrive Papa Francesco - che l'aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre". "Ogni sacerdote pertanto - esorta il Papa - si faccia guida, sostegno e conforto nell'accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione".

domenica 20 novembre 2016

Il PAPA ha chiuso i battenti della porta santa di San Pietro


ROMA, 20 novembre - Il Papa, dopo aver pregato in silenzio, ha tirato le ante e ha chiuso i battenti della porta santa di San Pietro, l'ultima ad essere chiusa per il giubileo della misericordia. Il rito si è svolto nell'atrio della basilica di San Pietro, dove il Papa è entrato in processione, con gli abiti liturgici, mentre veniva intonato l'inno del giubileo, "Misericordes sicut Pater".

"Tanti pellegrini - ha osservato il Papa nella messa conclusiva del giubileo, in piazza San Pietro, davanti a decine di migliaia di persone - hanno varcato le Porte sante e fuori del fragore delle cronache hanno gustato la grande bontà del Signore. Ringraziamo per questo - ha esortato - e ricordiamoci che siamo stati investiti di misericordia per rivestirci di sentimenti di misericordia, per diventare noi pure strumenti di misericordia. E proseguiamo questo nostro cammino, insieme".

"Quante volte invece, anche tra noi, si sono ricercate le appaganti sicurezze offerte dal mondo. Quante volte siamo stati tentati di scendere dalla croce: la forza di attrazione del potere e del successo è sembrata una via facile e rapida per diffondere il Vangelo, dimenticando in fretta come opera il regno di Dio. Quest'Anno della misericordia ci ha invitato a riscoprire il centro, a ritornare all'essenziale", ha detto il Papa.

venerdì 29 luglio 2016

AUSCHWITZ, il PAPA varca da solo il cancello del lager


AUSCHWITZ, 29 luglio - Papa Francesco ha varcato da solo il cancello del Campo di concentramento di Auschwitz. Poi ha camminato lungo il viale fermandosi infine, da solo, a riflettere e pregare.
Il Pontefice è rimasto oltre 15 minuti su una panchina di fronte a una forca dove impiccavano gli internati ribelli per incutere timore negli altri. Era assorto con le mani unite e gli occhi semichiusi. Poi si e' alzato ed e' andato a baciare uno dei pali della forca. Quindi gli si è avvicinata una vetturetta da golf per accompagnarlo al blocco 11.
Nel blocco 11 del Campo di concentramento di Auschwitz fu rinchiuso il francescano Massimiliano Kolbe condannato a morire di fame. Proprio il santo, nella cella sotterranea dove era stato 'murato', aveva inciso, graffiando, una croce su una parete. Davanti a questa croce Francesco, che era entrato da solo nella cella, si e' fermato a pregare ancora in silenzio, seduto su una semplice sedia. 
Davanti ad uno dei "blocchi" dove erano uccisi gli internati con le "docce a gas", il Papa ha salutato 11 sopravvissuti. L'ultimo gli ha consegnato una candela con la quale Francesco ha acceso una lampada.
Papa Francesco ha scritto un suo pensiero sul libro d'onore del Campo di concentramento di Auschwitz: "Signore abbi pieta' del tuo popolo, Signore perdona per tanta crudeltà".
Quindi si è avviato a piedi verso l'ingresso per proseguire la sua visita nell'adiacente campo di Birkenau dove lo attendevano un centinaio di "giusti delle nazioni" che salvarono ebrei, con i loro familiari. Anche a Birkenau, il Papa ha utilizzato una vetturetta per raggiungere il piazzale dove con i "giusti delle Nazioni" ci sono alcune centinaia di altre persone. Papa Francesco ha poi acceso una lampada e lasciato una lettera sul basamento delle 23 lapidi che ricordano 1,5 milioni di vittime della follia nazista in tutte le lingue degli internati, compresa quella dei rom, il romanes. La scritta recita: "Per sempre lasciate che questo posto sia un grido di disperazione e un avvertimento per l'umanita'". Il Pontefice ha poi ascoltato il canto del De Profundis da parte del rabbino capo della Polonia. Lo stesso salmo è stato letto poi in polacco dal parroco di una cittadina dove un'intera famiglia, per la quale è in corso il riconoscimento del martirio, fu sterminata per aver messo in salvo alcuni ebrei.

sabato 25 giugno 2016

GENOCIDIO ARMENO, il Papa prega al memoriale delle vittime


EREVAN, 25 giugno - "La memoria non va annacquata né dimenticata: la memoria è fonte di pace e di futuro". Lo ha scritto papa Francesco sul Libro d'Onore al Memoriale di Tzitzernakaberd, la "Fortezza delle Rondini", il monumento dedicato alle vittime del genocidio del popolo armeno. Il Pontefice ha poi deposto una corona di fiori e si è fermato in preghiera davanti alla fiamma perenne.
Il Pontefice ha poi incontrato una decina di discendenti dei bambini armeni che, a suo tempo, furono ospitati e salvati a Castel Gandolfo da Papa Benedetto XV.

Ankara convoca ambasciatore Vaticano in Turchia- L'ambasciatore del Vaticano in Turchia è stato convocato dal ministero degli Esteri di Ankara. La chiamata giunge poche ore dopo le dichiarazioni di Papa Francesco sul massacro del popolo armeno, definito dal Pontefice "il primo genocidio del XX secolo". Lo riferisce lo stesso nunzio apostolico, Antonio Lucibello, aggiungendo che, nel colloquio, le autorità turche hanno espresso "il loro disappunto" per le parole di Bergoglio.

La Turchia richiama il proprio diplomatico in Vaticano - La Turchia ha richiamato il proprio ambasciatore presso la Santa Sede per protestare contro il richiamo fatto da papa Francesco sul genocidio degli armeni, che Ankara non riconosce.

Ministro turco: "Parole del Papa inaccettabili" - Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavuysoglu ha definito "inaccettabili" le parole di papa Francesco sul genocidio armeno del 1915-16. Il capo della diplomazia turca ha scritto su Twitter che "le dichiarazioni del Pontefice, che non sono fondate su dati storici e legali, sono inaccettabili".

domenica 17 aprile 2016

ROMA, ecco i 12 profughi portati dal PAPA da LESBO


ROMA, 17 aprile - Papa Francesco è rientrato a Roma dopo il suo viaggio sull'isola greca di Lesbo. Il Pontefice, sul volo di ritorno, ha portato con sé dodici profughi: saranno ospitati a Roma dalla Comunità di Sant'Egidio. Si tratta di tre famiglie di rifugiati dalla Siria, di cui 6 minori. Erano già presenti nei campi di accoglienza di Lesbo prima dell'accordo fra Unione Europea e Turchia. Tutti i membri delle tre famiglie sono musulmani. "Non ho fatto una scelta tra cristiani e musulmani: queste tre famiglie avevano carte e documenti in regola e potevano venire. In liste c'erano anche due famiglie cristiane ma non avevano le carte in regola. Nessun privilegio". Così il Papa ha risposto a una giornalista che chiedeva perché i profughi ospitati oggi sul volo papale fossero tutti musulmani. "I dodici - ha commentato Francesco - sono tutti figli di Dio". Polemico il leader della Lega Matteo Salvini: "I poveri ci sono anche vicino al Vaticano, ma fa più chic andarli a prendere".

sabato 16 aprile 2016

LESBO, il Papa: imploriamo la soluzione di questa crisi umanitaria


LESBO, 16 aprile - "Siamo venuti per richiamare l'attenzione del mondo su questa grave crisi umanitaria e per implorarne la risoluzione". Lo ha detto papa Francesco ai profughi del Moria Refugee Camp dove si trova con il patriarca Bartolomeo e l'arcivescovo Hieronimos. "Come uomini di fede desideriamo unire le nostre voci per parlare apertamente a nome vostro. Speriamo che il mondo - ha sottolineato il Papa - si faccia attento a queste situazioni di bisogno tragico e veramente disperato, e risponda in modo degno della nostra comune umanità".
Durante la visita salutando ad uno ad uno i richiedenti asilo nel tendone, papa Francesco riceve anche dei disegni dai bambini. "Mi raccomando, bisogna conservarlo, che non si perda, lo voglio sulla mia scrivania", dice ai suoi collaboratori consegnandogli i disegni. "E' quello che hanno visto?", chiede Francesco al sacerdote e agli operatori che gli fanno da interpreti. Poi, sempre al suo staff, a proposito dei disegni: "Questi vorrei farli vedere sull'aereo, durante la conferenza stampa".
Papa Francesco è arrivato sull'isola greca, diventata emblema dell'emergenza, con un Airbus A-320 di Alitalia decollato alle 7:17 dall'aeroporto di Fiumicino. Ad accogliere Francesco all'aeroporto di Mitilene il premier greco Alexis Tsipras e i patriarchi ortodossi, Bartolomeo e Hieronimos. "Andiamo ad incontrare la catastrofe più grande dopo la seconda guerra mondiale", ha detto il Papa salutando i giornalisti sul volo per Lesbo. Accogliendo papa Francesco all'aeroporto di Mitilene, il premier greco Alexis Tsipras lo ha ringraziato per i suoi messaggi contro la guerra e a favore dell'accoglienza, "mentre altri cristiani in Europa alzano muri e barriere".

Il PAPA arrivato sull'isola di LESBO





LESBO, 16 aprile - Papa Francesco è arrivato sull'isola greca di Lesbo, meta della visita del pontefice per incontrare i profughi nell'isola diventata emblema dell'emergenza. L'Airbus A-320 di Alitalia era decollato alle 7:17 dall'aeroporto di Fiumicino. Ad accogliere Francesco il premier greco Alexis Tsipras che lo accompagnerà insieme ai patriarchi ortodossi, Bartolomeo e Hieronimos, in questa visita umanitaria. 
"Andiamo ad incontrare la catastrofe più grande dopo la seconda guerra mondiale", ha detto il Papa salutando i giornalisti sul volo per Lesbo. "Questo è un viaggio diverso dagli altri, è un viaggio segnato dalla tristezza", ha aggiunto. "Negli altri viaggi andiamo ad incontrare la gente, c'è la gioia - ha aggiunto -. Questo viaggio è triste. Andiamo a vedere tanta gente che soffre e non sa dove andare. Non lo dico per amareggiare ma perché possiate con il vostro lavoro trasmettere lo stato d'animo" con il quale affronto la visita. Cuore della giornata sarà la visita al Moria Refugee Camp, il campo profughi che ospita circa 2.500 richiedenti asilo, provenienti soprattutto dalla Siria, ma anche da altri paesi del Medio Oriente, come Afghanistan e Iraq.
lI Papa e i due Patriarchi incontreranno personalmente una rappresentanza dei profughi e pranzeranno in un container con alcuni di loro. E' previsto un discorso dei tre leader religiosi e la firma di una dichiarazione congiunta. Alle 13.45 il Papa, sempre con i due Patriarchi, si trasferirà al porto per incontrare la cittadinanza. Qui pronuncerà un altro discorso. Al termine ci sarà una breve preghiera e il lancio in mare di corone di alloro in ricordo dei migranti morti nella loro fuga verso l'Europa.  Il rientro del pontefice a Roma e' previsto alle 16,30 all'aeroporto militare di Ciampino.

venerdì 8 aprile 2016

Il PAPA apre ai sacramenti ai divorziati


ROMA, 8 aprile - Nell'esortazione Amoris Laetitia il Papa apre ai sacramenti ai divorziati risposati, che "devono essere più integrati nelle comunità cristiane" e per i quali si deve valutare quali "forme di esclusione" "possono essere superate". Francesco indica la via del discernimento dei singoli casi e l'accompagnamento pastorale in un'ottica di pentimento, tenendo conto che "il grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi" e "gli effetti di una norma non devono essere sempre gli stessi", "nemmeno per quanto riguarda la disciplina sacramentale".

"Ai divorziati che vivono una nuova unione è importante far sentire che sono parte della Chiesa, che non sono scomunicati". "Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo!", ribadisce il Papa.

"Nessuno può pensare che indebolire la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio sia qualcosa che giova alla società. Accade il contrario: pregiudica la maturazione delle persone, la cura dei valori comunitari e lo sviluppo etico delle città e dei villaggi", sottolinea il pontefice. "Le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio. Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita ci assicura il futuro della società". 

La persona omosessuale "va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare 'ogni marchio di ingiusta discriminazione' e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza". Papa Francesco aggiunge però - e riprendendo tale concetto dalla Relazione finale del Sinodo - che "non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia".

Sul rispetto delle donne "c'è ancora molto da crescere in alcuni Paesi", "non sono ancora del tutto sradicati costumi inaccettabili". Lo evidenzia il pontefice, citando "la violenza verbale, fisica e sessuale" contro le donne in alcune coppie, la "grave mutilazione genitale in alcune culture", "l'utero in affitto", "la mercificazione del corpo femminile" ma anche il permanere della "disuguaglianza dell'accesso a posti di lavoro dignitosi e ai luoghi in cui si prendono le decisioni".

Il Papa apre alla "educazione sessuale" dei ragazzi come "educazione all'amore, alla reciproca donazione". "I giovani - spiega Papa Francesco nell'Esortazione Apostolica Amoris Laetitia - devono potersi rendere conto che sono bombardati da messaggi che non cercano il loro bene e la loro maturità". Ma il Papa giudica negativamente quell'educazione sessuale impostata "sull'invito a 'proteggersi', cercando un 'sesso sicuro'" come se "un eventuale figlio fosse un nemico dal quale doversi proteggere. Così si promuove l'aggressività narcisistica invece dell'accoglienza". "E' invece importante insegnare - invita il Papa - un percorso sulle diverse espressioni dell'amore, sulla cura reciproca, sulla tenerezza rispettosa, sulla comunicazione ricca di senso".