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venerdì 1 luglio 2016

ERGASTOLO PER MASSIMO BOSSETTI


BERGAMO, 1 luglio - Per i giudici del Tribunale di Bergamo Massimo Bossetti è colpevole del delitto di Yara Gambirasio. Il muratore di Mapello è stato condannato all'ergastolo. Bossetti è rimasto impassibile alla lettura della sentenza.
Il 13 maggio scorso il pm Letizia Ruggeri aveva chiesto per l'imputato l'ergastolo e sei mesi di isolamento diurno, che la Corte non ha accettato. "Sarò uno stupido, sarò un cretino, sarò un ignorantone ma non sono un assassino" aveva invece detto questa mattina Bossetti nelle sue dichiarazioni spontanee, prima che i giudici si riunissero in camera di consiglio.
"Non e' giusto'. E' la prima  reazione di Massimo Bossetti dopo la condanna all'ergastolo. "Siamo arrivati a metà strada nel senso che questa è una sentenza di primo grado, è stata un'inchiesta difficile e la collega Ruggeri è stata fantastica". Lo ha detto il procuratore di Bergamo Massimo Meroni commentando la condanna all'ergastolo per Bossetti. "Ora sappiamo chi è stato, anche se siamo consapevoli che Yara non ce la riporterà indietro nessuno". Lo ha detto ai suoi legali la madre di Yara, Maura, subito dopo la lettura della sentenza.. Con la condanna all'ergastolo, i giudici della corte d'assise di Bergamo hanno tolto la potestà genitoriale a Massimo Bossettiin relazione ai suoi tre figli, tuttora minori.

MASSIMO BOSSETTI, si allunga l'attesa della sentenza


BERGAMO, 1 luglio - Si allungano i tempi per la sentenza del processo a carico di Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio. Un addetto alla sicurezza ha infatti informato i cronisti che la lettura "non sarà per le 20" e che i giornalisti saranno fatti entrare in aula "30-40 minuti prima". Massimo Bossetti rischia l'ergastolo: "Ancora oggi vi supplico: ripetete l'esame del Dna, perché quello trovato non è il mio - ha detto nelle dichiarazioni spontanee prima della Camera di consiglio -. Sarò uno stupido, un cretino, un ignorante, ma non un assassino".
"E' impossibile, molto difficile assolvere Massimo Bossetti, ma se mi condannerete sarà il più grave errore del secolo", ha dichiarato ancora il muratore di Mapello. Bossetti, che indossava una polo azzurra e jeans e parlava dal banco, ha quindi ribadito: "Non sono un assassino". 

venerdì 13 maggio 2016

La PM Ruggeri: YARA morì dopo una lunga agonia


BERGAMO, 13 maggio - Yara Gambirasio non morì subito dopo l'aggressione, ma nelle ore successive, anche se stabilire la durata della sua agonia non è possibile. Lo ha detto il pubblico ministero, Letizia Ruggeri, nella requisitoria del processo alla Corte d'assise di Bergamo per l'omicidio della ragazza nei confronti di Massimo Bossetti. La tredicenne, ha ricordato il pm, morì per una concausa delle lesioni subite e per il freddo. "Avrà provato paura e dolore", ha aggiunto. Sulla tredicenne, incapace di difendersi perché tramortita con un corpo contundente, furono inferte delle ferite, non mortali, e che sembra avessero lo scopo di infierire sulla ragazza, ha insistito il pm Ruggeri nella sua requisitoria. Il magistrato lo ha ricordato per spiegare perché al muratore di Mapello è contestata anche l'aggravante delle sevizie e crudeltà.

L'importanza del Dna - Poi, citando sentenze della Cassazione, il pm ha ribadito che il Dna, il principale elemento a carico di Massimo Bossetti, non è un indizio bensì una prova. Sempre a proposito del Dna, Ruggeri ha detto che il fatto che non si sia potuto stabilire con certezza se la traccia da cui fu estratto fosse sangue non "inficia il risultato identificativo". Il pm ha finito di spiegare come si è arrivati al Dna di 'Ignoto 1', che successive indagini stabiliranno essere di Massimo Bossetti.

lunedì 24 novembre 2014

YARA, scena muta di Bossetti davanti al pm


BERGAMO - Si è avvalso della facoltà di non rispondere Massimo Bossetti, il muratore arrestato per l'omicidio di Yara Gambirasio, e interrogato nuovamente nel carcere di Brescia dalla Pm Letizia Ruggeri. Bossetti, già interrogato 3 volte, continua a proclamarsi innocente e da alcune settimane non è più in regime di isolamento.
Su Massimo Bossetti sono state fatte "inaccettabili pressioni" per spingerlo a confessare "anche da coloro a cui è affidata la sua custodia". Lo hanno detto i difensori del muratore, spiegando così le ragioni per le quali si è avvalso della facoltà di non rispondere. Inoltre, secondo i difensori, a Bossetti "è stato rifiutato di vedere il proprio consulente criminologo Ezio Denti".
Secondo i legali di Massimo Bossetti le pressioni al loro assistito sarebbero arrivate dal parroco del carcere dove è rinchiuso. Ma il prete smentisce questa ipotesi e anzi, parlando di Bossetti, dice di avere con lui un "ottimo rapporto" e che "tutte le domeniche viene a messa".