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venerdì 15 gennaio 2016

Nuovo caso di EBOLA in SIERRA LEONE (dichiarata "virus free" il 7 novembre)



FREETOWN, 15 gennaio - Nuovo caso di Ebola in Sierra Leone, dove il test effettuato su una donna morta pochi giorni fa nel nord del Paese ha dato esito positivo. Lo riferisce Frances Langoba Kelly, portavoce dell'organismo di controllo del governo. Proprio ieri l'Oms aveva certificato la fine dell'epidemia nell' Africa Occidentale.
Secondo la Bbc la paziente è morta pochi giorni fa mentre si trovava nel distretto di Tonkolili dopo un viaggio da Kambia, vicino al confine con la Guinea, dove è iniziata l'epidemia. La Sierra Leone era stata dichiarata 'virus free' dall'Oms lo scorso 7 novembre, ma anche ieri l'organizzazione ha ribadito che sono possibili nuovi focolai nei prossimi mesi, dovuti al fatto che il virus rimane per diverso tempo 'nascosto' nell'organismo dei sopravvissuti, e per questo motivo un contingente di esperti è rimasto nei tre paesi colpiti. L'epidemia, dal dicembre 2013, ha fatto oltre 11300 morti, di cui quasi 4mila in Sierra Leone.

   

mercoledì 13 maggio 2015

ROMA, ricoverato allo SPALLANZANI l'infermiere sardo contagiato da EBOLA



ROMA, 13 maggio - Le condizioni dell'infermiere sardo contagiato dal virus Ebola in Sierra Leone non sono critiche. Lo hanno affermato i medici dell'ospedale Spallanzani di Roma in conferenza stampa. "Al momento della presa in carico - hanno spiegato - il paziente era febbrile, lucido e collaborante". La possibilità che l'infermiere abbia contagiato qualcuno in Italia è 'trascurabile'", ha precisato il direttore scientifico dell'istituto Giuseppe Ippolito. Per la cura dell'infermiere 37enne di Sassari si sta valutando anche l'utilizzo di plasma di un donatore guarito. "Abbiamo già contattato il Centro Nazionale Sangue e stiamo valutando tutte le opzioni terapeutiche, in accordo con il centro di coordinamento dell'Oms", ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'ospedale Spallanzani di Roma..
Intanto la struttura clinica interaziendale che ha gestito l'emergenza legata all'infezione da virus Ebola contratta in Sierra Leone dall'infermiere sassarese di 37 anni ha disposto un periodo di quarantena per altre tre persone. Lo ha riferito l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru.
Stando agli studi sin qui compiuti, l'Ebola non è contagiosa sino a quando chi ha contratto il virus non presenta i sintomi tipici, ad iniziare dalla febbre alta. E' questo il motivo per cui sono state sottoposte a quarantena solo le persone con cui l'infermiere di 37 anni, che in Sierra Leone aveva prestato servizio come volontario per Emergency, è entrato in rapporto da domenica mattina, quando ha avvertito i primi sintomi, a lunedì pomeriggio, quando è stato ricoverato.

lunedì 24 novembre 2014

EBOLA, medico italiano di Emergency contagiato in Sierra Leone

Il centro di Emergency di Lacca e Gino Strada
ROMA - Primo caso di Ebola per un cittadino italiano. Si tratta di un medico di Emergency che è risultato positivo al virus in Sierra Leone. Giungerà stanotte in Italia e verrà ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma. "E' in buone condizioni", assicura l'organizzazione di Gino Strada. Il medico, lavoava presso il centro per malati di Ebola di Lakka.
In accordo con i ministeri della Salute e degli Esteri è stata organizzata un'evacuazione sanitaria verso l'Italia. Emergency assicura che tutto lo staff del centro segue una formazione specifica sui protocolli di protezione per evitare il contagio e la diffusione del virus.
"Abbiamo avuto nel pomeriggio di ieri notizia dall'Ong Emergency di un medico italiano positivo al virus Ebola in Sierra Leone". L'annuncio è del ministero della Salute, che aggiunge: "Sono state immediatamente attivate l'Unità di crisi della Farnesina e l'Aeronautica Militare per le conseguenti attività operative ed il trasferimento del paziente presso l'Istituto Nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani".
Il ministro ''ha dato disposizioni immediate per organizzare il trasferimento e il trattamento del medico italiano con trasporto ad alto biocontenimento".
Sono state predisposte tutte le misure per garantire il trasporto e il ricovero del paziente in massima sicurezza e iniziare tempestivamente il trattamento clinico.

venerdì 21 novembre 2014

EBOLA, traportato in Svizzera medico cubano contagiato in Sierra Leone

L'arrivo del medico malato all'aeroporto di Ginevra
GINEVRA - Il medico cubano Felix Baez Sarria, 43 anni, che ha contratto il virus Ebola mentre lavorava in Sierra Leone, è arrivato ieri sera alle 23.30 in Svizzera per ricevere le cure. Lo rende noto l'agenzia di stampa elvetica Sda, affermando che Baez è arrivato in aereo nella notte ed è stato trasportato all'ospedale universitario di Ginevra (HUG) a bordo di un'ambulanza speciale scortata dalla polizia. Il dottor Jacques-André Romand, del cantone di Ginevra, ha dichiarato alla Sda che le condizioni di Baez gli hanno permesso di scendere da solo dall'aereo con indosso una tuta protettiva e una maschera. Le cure in Svizzera per il medico sono state preparate dall'Organizzazione mondiale della sanità. Cuba ha inviato in Sierra Leone un gruppo di 165 medici per contribuire alla lotta contro l'Ebola.
Il trattamento medico che verrà somministrato al paziente non è stato ancora  determinata dall'ospedale di Ginevra. Si stanno testando all'HUG potenziali vaccini contro il virus in volontari umani. Il medico infetto è stato installato in un locale a pressione negativa situato in un edificio indipendente dai reparti ospedalieri e dalle visite ambulatoriali. Secondo il vice direttore della cooperazione medica internazionale di Cuba, il medico "ha iniziato a sentire la febbre di Domenica, ma nessun altro sintomo."
Questo è il primo paziente con Ebola arrivato in Svizzera. HUG ha una lunga tradizione di cura e sostegno per i pazienti con febbri emorragiche come Ebola, incluso il virus di Marburg. La popolazione svizzera non corre rischi, hanno ripetuto i dirigenti dell'ospedale. 
Il numero di decessi causati dallo scoppio della febbre emorragica di Ebola è a oggi di 5420 in otto paesi africani su un totale di 15'145 persone infette, secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità il Mercoledì. L'OMS rileva inoltre che la trasmissione del virus rimane "intensa e diffusa" in Sierra Leone e il Paese rappresenta oltre il 70% dei 732 nuovi casi segnalati nella settimana del 10 novembre.

domenica 16 novembre 2014

GRAVISSIMO un chirurgo Usa con l'Ebola ricoverato in Nebraska. Lavorava in Sierra Leone

OMAHA - L'arrivo del medico dalla Sierra Leone
OMAHA (Nebraska) - I medici in Nebraska che hanno in cura un chirurgo che ha contratto Ebola mentre lavorava in Sierra Leone dicono che è in condizioni estremamente critiche. Il dottor Martin Salia, al quale era stato diagnosticato l'Ebola lunedi scorso, è arrivato a Omaha sabato.
Il dottor Phil Smith il quale conduce l'unità di biocontenimento del Nebraska Medical Center, che ha curato con successo altri due pazienti conEbola questo autunno, ha detto oggi che Salia è "messo molto male".
L'ospedale dice che il medico 44enne potrebbe essere in condizioni molto più critiche dei  primi pazienti con Ebola trattati con successo negli Stati Uniti.
Il virus mortale ha ucciso più di 5.000 persone in Africa occidentale, per lo più in Liberia, Guinea e Sierra Leone. Delle 10 persone trattate per la malattia negli Stati Uniti, tutti tranne uno hanno recuperato.

martedì 4 novembre 2014

EBOLA galoppa in Sierra Leone, frena un po' in Liberia


FREETOWN - Se in Liberia c'è qualche segno di rallentamento dell'epidemia, in Sierra Leone i nuovi casi di Ebola stanno aumentando a una velocità che oggi è fino a nove volte maggiore rispetto a due mesi fa. La denuncia è in un rapporto dell'Ong Africa Governance Initiative, secondo cui il peggioramento riguarda soprattutto le aree rurali del paese. In media, afferma il rapporto, nelle aree rurali intorno alla capitale Freetown si sono avuti alla fine di ottobre 12 nuovi casi al giorno, mentre ai primi di settembre erano 1,3. Anche nella capitale si è avuto un aumento, con il numero medio di casi registrati ogni giorno sei volte maggiore rispetto a due mesi fa. Nel paese dall'inizio dell'epidemia ci sono stati 5338 casi con 1510 morti. ''Il governo in Sierra Leone sta facendo passi avanti aumentando l'accesso ai trattamenti di supporto e assicurando sepolture sicure e dignitose - spiega Nick Thompson, direttore dell'Ong - ma non possiamo fermarci finchè il virus non sarà eliminato, come dimostra l'aumento dei casi nelle regioni rurali''
Coppa Africa avanti come previsto 
La confederazione calcistica africana (Caf) ha respinto oggi la domanda di annullamento della Coppa d'Africa (17 gennaio-8 febbraio 2015) presentata dal Marocco, paese organizzatore, a causa del timore dell'Ebola. Lascia comunque cinque giorni di tempo al Marocco stesso affinchè dia una sua risposta definitiva. Secondo quanto comunicato dal direttore dei rapporti con la stampa della Caf, Junior Binyam, il prossimo 11 novembre ci sarà un'altra, e probabilmente definitiva, riunione sull'argomento. "Tutti i cambiamenti di date andrebbero a scapito del calendario della Caf - ha detto Binyam -, che ha l'obbligo di seguire quello internazionale della Fifa. Oltretutto, ci sembra che il dispositivo sanitario approntato dal Marocco per prevenire il diffondersi dell'Ebola sia sicuramente in grado di far fronte ai flussi di gente e a ogni altra evenienza prevista".

sabato 25 ottobre 2014

EBOLA, New York ordina la quarantena per tutti i passeggeri di ritorno dai Paesi colpiti

NEW YORK - I governatori di New York e del New Jersey hanno annunciato che i passeggeri in arrivo dopo contatti con malati di Ebola in Liberia, Guinea e Sierra Leone saranno messi in quarantena per 21 giorni. Di fatto il provvedimento riguarda tutto il personale medico di ritorno dai tre Paesi africani più colpiti. La misura è stata decisa dopo il ricovero del primo paziente di Ebola a New York, il medico Craig Spencer, tornato dalla Guinea.

lunedì 20 ottobre 2014

EBOLA, guarita la dottoressa norvegese infettata in Sierra Leone

La dottoressa Sjlie in Sierra Leone
OSLO - La dottoressa norvegese che aveva contratto il virus Ebola durante una missione in Sierra Leone è guarita. Lo ha annunciato Medici senza Frontiere. "Siamo felici nell'avere appreso che la nostra collega è guarita", ha detto il portavoce di Msf Norvegia, Jonas Haagensen. Ancora sconosciuto il trattamento a cui è stata sottoposta la donna, Sjlie lehne Michalson, 30enne.
Poco prima dell'annuncio di Msf, l'ospedale universitario di Oslo aveva indicato che la paziente sarebbe uscita dall'unità speciale di isolamento riservata alle persone contaminate, dove la donna era stata confinata dopo il suo rientro dalla Sierra Leone, il 7 ottobre. 

Per l'Ue un coordinatore unico - I ministri degli Esteri europei hanno deciso che dovrà essere creata la figura di un "coordinatore unico" per l'azione contro l'epidemia di Ebola. Lo si apprende da fonti diplomatiche mentre è in corso il Consiglio esteri a Lussemburgo. 

Cameron pronto a chiedere maggiore impegno finanziario per combattere Ebola - L'emergenza Ebola sarà discussa anche nel vertice dei leader europei in programma giovedì e venerdì, durante il quale il premier britannico David Cameron solleciterà l'aumento dell'impegno finanziario europeo fino a un miliardo di euro. 

Pronta la prima missione delle Nazioni Unite - L'Unione europea ha accolto con favore la decisione del Segretario generale delle Nazioni Unite di stabilire la prima missione sanitaria di emergenza delle Nazioni Unite con sede a Accra. Secondo il Consiglio si tratta di un passo importante negli sforzi globali per contenere l'epidemia, per assistere il coordinamento della reazione internazionale al virus e assumere un ruolo di forte leadership a livello nazionale

lunedì 6 ottobre 2014

EBOLA, strage in Sierra Leone, 121 morti in un solo giorno

FREETOWN - Appelli alla popolazione per la profilassi anti-Ebola
FREETOWN - In Sierra Leone sono stati registrati 121 morti e 81 nuovi casi nella sola giornata di sabato, una delle peggiori da quando è comparsa la malattia. I dati, raccolti dall'Emergency Operations Center della Sierra Leone, mostrano che il numero totale di morti nel Paese e' arrivato a quota 678, dai 557 del giorno prima. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) il bilancio complessivo delle vittime di Ebola aggiornato a mercolediì primo ottobre e' di 3.439 morti su un totale di 7.492 casi in Africa occidentale (compreso il caso registrato negli negli Stati Uniti). Il virus è comparso in Guinea a marzo, quindi si e' diffuso in Liberia e in Sierra Leone. Focolai minori in Nigeria e Senegal sembrano essere invece sotto controllo.

domenica 5 ottobre 2014

EBOLA: si sente male in OLANDA dopo essere rientrato dalla Sierra Leone. E' infettato, secondo i primi test

L'ospedale Ertasmus MC di Rotterdam dove l'uomo sospetto di Ebola è ricoverato
AMSTERDAM - Un uomo di cui non è stata diffusa l'identità né la nazionalità, è ricoverato all'ospedale Albert Schweitzer di Dordrecht, in Olanda, con sintomi riconducibili a quelli del virus EbolaNella sala del pronto soccorso, era caduto a terra ed era stato aiutato immediatamente dal personale. L'uomo ha subito riferito che era appena arrivato dall'aeroporto e che era stato in Sierra Leone. A causa di questa storia e dei suoi sintomi, il personale lo ha portato in una zona isolata. 
Poi è stato trasportato all'ospedale universitario Erasmus MC di Rptterdam e i primi risultati dei test sarebbero positivi.

venerdì 19 settembre 2014

SIERRA LEONE, scattati i 3 giorni di coprifuoco anti Ebola

Una strada vuota di Freetown
FREETOWN - Il coprifuoco di tre giorni è iniziato oggi in Sierra Leone per consentire di trovare e isolare i casi di Ebola, al fine di arrestare la diffusione della malattia. I funzionari OMS dicono che sono sotto il coprifuocosei milioni di cittadini che non possono lasciare le loro case dalle 7:00-19:00 ogni giorno. Dopo il tramonto, si può uscire all'aperto, ma non si può lasciare la propria zona di residenza e i negozi rimarranno chiusi. Durante il coprifuoco, 30.000 volontari cercheranno le persone infettate con Ebola e distribuiranno barette di sapone e informazioni sulla prevenzione delle infezioni. Le squadre non potranno entrare nelle case della gente, ma chiameranno i servizi di emergenza per affrontare gli eventuali infetti. Ieri il presidente Ernest Bai Koroma ha detto: "I tempi straordinari richiedono misure straordinarie" e ha esortato i cittadini a evitare di toccarsi l'un l'altro, a non visitare i malati e evitare di frequentare funerali. Città e paesi in tutto il paese erano immersi oggi in un’assordante tranquillo, senza la solita chiamata mattutina alla preghiera musulmana e la cacofonia di veicoli e moto delle persone che vanno al lavoro. Migliaia di volontari e operatori sanitari si sono riuniti presso i centri designati in tutta la Sierra Leone e hanno cominciato a muoversi nelle case. Ma hanno dovuto aspettare per ore prima che i loro kit - saponi e volantini - venissero loro consegnati. Molte persone sono riluttanti a cercare un trattamento medico per Ebola, temendo che la diagnosi possa significare la morte in quanto non esiste una cura provata. Ma i critici dicono che il blocco danneggia la fiducia del pubblico nei medici. Sierra Leone è uno dei paesi maggiormente colpiti dalla epidemia di Ebola in Africa occidentale, con oltre 550 vittime tra i 2.600 morti finora registrati.

Nel frattempo, nella vicina Guinea, sono stati trovati i corpi di otto operatori sanitari e giornalisti coinvolti nella campagna di Ebola. Alcuni dei corpi erano stati recuperati da una fossa settica nel villaggio di Wome. La squadra era stata attaccata dagli abitanti del villaggio martedì scorso.


venerdì 4 aprile 2014

Ebola, crescono i morti in Guinea, il virus avanza in Mali, Liberia e Sierra Leone


CONAKRY - Alla popolazione viene spiegato come difendersi dall'Ebola
CONAKRY - Il bilancio delle vittime dell’epidemia di Ebola in Guinea nell’Africa occidentale costiera è salito a 84, con decine di altri malati. Le morti sono tra i 131 casi segnalati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha detto che il focolaio si è  "rapidamente evoluto" in quanto originario delle foreste del sud-est della Guinea. La città di Guéckédou, vicino al confine con la Sierra Leone e la Liberia, ha visto 79 casi, 57 dei quali fatali; altri quattro morti erano nella capitale, Conakry.
E 'la prima comparsa di Ebola in Africa occidentale e il portavoce Oms Tarik Jasarevic ha detto che l'agenzia delle Nazioni Unite sta cercando di rintracciare le persone che avevano incontrato le vittime e fare in modo "che tutti coloro che sono stati in contatto con persone infette vengano controllati al momento".
"Quello che è veramente importante è di informare la popolazione della Guinea su questa malattia, in quanto questa è la prima volta che si trova ad affrontare Ebola. Hanno bisogno di sapere che cosa è e come possono proteggersi."
In Liberia, un morto di Ebola è stato confermato e altri sei sono sospettati; la Sierra Leone sta indagando su almeno due morti. Il governo del Mali ha riferito sulla sua pagina Facebook che i campioni biologici legati a tre sospetti casi di Ebola all'interno dei suoi confini sono stati inviati per le analisi ai Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione.
Nel frattempo, le tre persone sospettate di avere la malattia vengono curate in un reparto isolato, dove la loro salute sta migliorando.
Ebola è uno dei virus più letali del mondo, provocando una febbre emorragica che uccide fino al 90% delle persone infette.Si diffonde nel sangue e arresta il sistema immunitario, causando febbre alta, mal di testa e dolori muscolari, spesso accompagnata da emorragie.
Il virus prende il nome dal fiume Ebola nella Repubblica democratica del Congo (ex Zaire), dove uno dei primi focolai si è verificato nel 1976.
L'epidemia è partita da Guéchédou, paese al confine con la Liberia

mercoledì 19 marzo 2014

Grazie al vino biosolidale si scavano pozzi in Sierra Leone



MONTORSO VICENTINO - “Fare il bene e farlo bene” è questo il claim che identifica la filosofia del marchio EKUÒ, di Murialdo World onlus, con cui è stato prodotto il primo vino “biosolidale”, biologico che genera istituzionalmente risorse economiche per la solidarietà. Partner del progetto è la cantina veneta Cielo e Terra, produttrice di questi vini e sostenitrice dell’iniziativa, 
destinata tra l’altro a creare fondi per un progetto di solidarietà volto alla creazione di pozzi d'acqua in Sierra Leone..

Al Vinitaly 2014 la cantina presenterà al pubblico e agli operatori i vini bio di questa gamma. Si tratta di uno chardonnay e di un merlot, vini ottenuti da uve biologiche certificate, vini speciali che permettono di sostenere l’associazione Murialdo World onlus dei Giuseppini del Murialdo che si battono ogni giorno per offrire in Italia e all’estero un futuro di dignità e legalità a migliaia di giovani abbandonati o emarginati.

“Con il progetto EKUÒ ci siamo fatti carico di realizzare un nuovo modello di imprenditoria sociale” - afferma il Direttore Marketing Pierpaolo Cielo - “Siamo convinti dell’importanza di promuovere progetti umanitari che associano alla solidarietà un ‘modus operandi’ imprenditoriale in grado di generare auto sostentamento economico e sviluppo sociale. In poche parole preferiamo dove è possibile insegnare a pescare piuttosto che donare pesci”.

Il progetto EKUÒ non si limita a rendere visibile l’azienda Cielo e Terra mostrando il suo logo in etichetta o nel materiale promozionale, ma ha come obiettivo un disegno più ampio, intimamente legato alla produzione vitivinicola, di risonanza etica e che permette di sviluppare una sensibilità mettendo al servizio di chi ha bisogno i successi finora raggiunti. L’azienda Cielo e Terra, sostenendo operazioni di “marketing sociale”, si distingue in termini di aumento della propria reputazione promuovendo un modello di economia alternativa e sostenibile.

I vini bio EKUÒ fanno parte di un progetto più ampio che prevede sviluppi da semplice marchio a una vera e propria impresa giuridicamente autonoma, un’azienda il cui unico fine è creare sviluppo sociale attraverso la gestione diretta e indiretta di attività commerciali quali botteghe, cinema, bar, ristoranti e agenzie viaggi.

A Vinitaly 2014, al fine di presentare agli operatori e al pubblico il progetto nella sua interezza, saranno presenti i ragazzi della Ekuò Ristorazione e Catering che proporranno menu realizzati anche con prodotti biosolidali ed equosolidali in abbinamento ai vini stessi del progetto prodotti dall’azienda veneta.

Impegno sociale ed eco-sostenibilità sono i valori fondanti su cui poggia la filosofia produttiva dell’azienda vitivinicola Cielo e Terra - Gruppo Cantine Colli Berici, che da diversi anni è impegnata nella produzione di vini che rispettino l’uomo e l’ambiente.
Da sottolineare anche la collaborazione di Cielo e Terra iniziata 5 anni fa con ENGIM internazionale, o.n.g. italiana coordinata da Murialdo World onlus, che con il Progetto Blu ha permesso la costruzione di 31 pozzi d’acqua in Sierra Leone che stanno erogando più di 30 milioni di litri d’acqua potabile all’anno, garantendo così una maggiore qualità della vita in quelle zone.