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lunedì 18 aprile 2016

SECONDIGLIANO, spari tra la folla, banditi inseguono e rapinano auto portavalori




NAPOLI, 18 aprile - Conflitto a fuoco tra la folla nel pomeriggio in via Sant'Andrea ad Avellino, nel quartiere Secondigliano di Napoli, tra vigilanti e quattro rapinatori che hanno preso d'assalto un'auto che trasportava denaro.
 Un vigilante è stato ricoverato nell'ospedale Cardarelli della città con una ferita in testa provocata da un colpo con il calcio di un fucile. Non risultano feriti da colpi d'arma da fuoco. I rapinatori, entrati in azione con due vetture, sono riusciti a mettere a segno il colpo e ora sono in fuga.  Rischia la perdita di un occhio ed è ricoverato in ospedale in codice rosso il vigilante rimasto ferito nell'assalto . Lo riferisce un rappresentante dell'istituto di vigilanza Cosmopol. L'altro vigilante coinvolto nella violenta rapina è in stato di choc per l'accaduto. Il ferito ha anche un colpo d'arma da fuoco di piccolo calibro al braccio destro che lo raggiunto di rimbalzo. Contro l'auto portavalori i rapinatori avrebbero sparato diversi colpi d'arma da fuoco. 
Si è protratto per chilometri l'inseguimento tra la Fiat Panda portavalori dell'istituto di vigilanza Cosmpol e i rapinatori, a bordo di due vetture ora attivamente ricercate, terminato in via Sant'Andrea Avellino, nel quartiere di Secondigliano a Napoli, con l'assalto, la rapina e il ferimento di un vigilante.
L'auto dell'istituto di vigilanza e la sua scorta, infatti, sono state intercettate dalle due auto dei banditi sulla rotonda di Secondigliano, all'angolo di via Flavio Gioia, parecchi chilometri prima del luogo dove poi è scattato il raid. Complessivamente i malviventi hanno rapinato 26.580 euro. Numerosi i colpi di pistola e fucile esplosi, verosimilmente anche durante l'inseguimento.
Le due vetture dell'istituto di vigilanza sono state colpite su entrambi i lati. Secondo quanto si è appreso il vigilante ferito viaggiava, da solo nella vettura dove erano stati sistemati i soldi. Altro vigilante, anche lui da solo, era a bordo dell'altra Panda e svolgeva mansione di scorta.

venerdì 25 dicembre 2015

NAPOLI, i parenti vanno da lui per il cenone, latitante arrestato


NAPOLI, 25 dicembre -  Sono costati cari gli auguri al boss Corrado Orefice, 46enne napoletano detto "'o cunfettar", ritenuto il reggente del clan "Vinella Grassi" di Secondigliano: latitante da settembre, è stato individuato dai carabinieri che hanno seguito i parenti diretti al suo nascondiglio a Monteruscello per trascorrere insieme il Natale. Orefice, condannato a 20 anni per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, si è fatto arrestare senza opporre resistenza.
Per raggiungere il boss e trascorrere con lui il Natale in una villetta isolata, la moglie, parenti e amici la scorsa notte avevano preso una serie una serie di precauzioni, con cambi di auto e di percorso. I carabinieri della Squadra catturandi di Napoli sono comunque riusciti a non perdere le tracce e a filmare ogni passaggio, fino alla villetta. 
All'alba hanno circondato la villetta e fatto irruzione arrestando Orefice.

domenica 17 maggio 2015

LA STRAGE DI NAPOLI, chiesta la perizia psichiatrica per lo sparatore. Lui chiede perdono


NAPOLI, 17 maggio - Sarà chiesta una perizia psichiatrica per l'autore della strage di Napoli Giulio Murolo. Lo ha annunciato l'avvocato Carlo Bianco, legale d'ufficio dell'infermiere che ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre sei alla periferia del capoluogo partenopeo. "E' indispensabile verificare la sua partecipazione cosciente o semi-cosciente - dice il legale -. Io ho incontrato un uomo sconvolto, terrorizzato, che ha rimosso l'accaduto". 
Per Murolo l'interrogatorio di garanzia e l'udienza di convalida dell'arresto si terranno lunedì alle 10,30 al carcere di Poggioreale. 
Il suo avvocato ha smentito le voci su una lettera che l'uomo si accingerebbe a scrivere ai familiari delle vittime. "Non è in grado di farlo - ha spiegato -. Ha solo chiesto, per mio tramite, perdono anzitutto ai propri familiari e poi alle famiglie della vittime".
"Non ho ancora avuto accesso agli atti processuali - ha detto ancora il legale -. Ho solo letto i giornali e visto i tg, ma è evidente che sulla mania per le armi, sul vero e proprio arsenale che aveva in casa, sulla sua personalità, si deve pronunciare un tecnico".
"Sono stato partecipe insieme al pm - conclude il legale - di uno sfogo di Murolo in carcere. Ha chiesto perdono prima di richiudersi nel mutismo. Ma non ricorda nulla della dinamica, degli spari, delle persone colpite".

sabato 16 maggio 2015

Freddo, introverso, ma non pazzo: ecco il killer della strage di SECONDIGLIANO


Giulio Murolo
NAPOLI, 16 giugno - Un infermiere appassionato di armi e di caccia. Freddo, silenzioso, introverso. E' il profilo che emerge di Giulio Murolo, 45 anni, incensurato, autore della strage di Secondigliano, alla periferia di Napoli, con quattro morti e sei feriti. Secondo il questore di Napoli, non soffrirebbe di disturbi psichici. In casa deteneva fucili da caccia ed altre armi, tutte regolarmente denunciate. La personalità dell'infermiere, che lavora nel reparto di chirurgia toracica dell'ospedale Cardarelli è ancora da decifrare. "Mai ricevute segnalazioni negative sul suo conto - ha detto il direttore sanitario dell'ospedale Franco Paradiso - non lo conoscevo bene". 
"Si è chiuso nel silenzio - ha raccontato ieri in conferenza stampa il questore di Napoli Guido Marino - durante le telefonate con l'operatore del 113 è apparso naturalmente in stato di eccitazione, ma non di alterazione psichica". Almeno 16 i colpi di fucile esplosi da Murolo, tanti i bossoli ritrovati dalla polizia, ma la ricostruzione della Scientifica, definita "molto complessa" è ancora in corso. I colleghi di lavoro lo definiscono come persona silenziosa e introversa, ma nessuno ha mai ravvisato in lui segni di squilibrio. Freddo, semmai, così come si è manifestato agli uomini in divisa ai quali si è arreso, senza opporre resistenza e senza dire una parola dopo i 40 minuti trascorsi al telefono con un operatore del 113 che lo ha indotto ad arrendersi. Infine Murolo si è arreso. «Sono disarmato, non sparate, mi arrendo» le sue parole prima di uscire dalla porta di casa. E poi ha mormorato: «Ho fatto una cazzata, ho fatto una cazzata».

venerdì 15 maggio 2015

NAPOLI, folle spara a moglie, polizia e passanti. Almeno 3 morti e 6 feriti. Bloccato


NAPOLI, 15 maggio - Un uomo probabilmente impazzito armato di un fucile a pompa ha ucciso questo pomeriggio almeno 3 persone e ne ha ferito 6 , tra le quali un poliziotto ed un carabiniere dopo essersi barricato in un appartamento in via Napoli, nel quartiere Secondigliano e sparando dal balcone. L'uomo è stato alla fine bloccato e portato via dopo un blitz compiuto dalle forze dell'ordine. Nell'appartamento hanno fatto irruzione polizia e carabinieri e non sarebbero stati esplosi colpi di arma da fuoco.
La moglie è stata uccisa, ferito il cognato: tutti e due si trovavano con lui nell'appartamento, che è di proprietà della donna. La polizia ha trovato sul pianerottolo di casa, davanti la porta, due cadaveri, probabilmente due condomini. Da quanto si è appreso, l'uomo ha ucciso prima la moglie in casa con una pistola a pompa, poi ha freddato due vicini intervenuti sul pianerottolo. Infine si è barricato in casa e ha sparato dal balcone. Tra le persone uccise, un tenente della polizia municipale di Napoli, vicino di casa.
Tra i 6 feriti, ricoverati in ospedale, un agente di polizia, un carabiniere e  un vigile urbano, quest'ultimo colpito in testa e al torace e in fin di vita. . Tiratori scelti della polizia sono arrivati sul posto: la strada è stata chiusa al traffico. Ma dopo l'irruzione l'uomo si è arreso