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domenica 17 maggio 2015

LA STRAGE DI NAPOLI, chiesta la perizia psichiatrica per lo sparatore. Lui chiede perdono


NAPOLI, 17 maggio - Sarà chiesta una perizia psichiatrica per l'autore della strage di Napoli Giulio Murolo. Lo ha annunciato l'avvocato Carlo Bianco, legale d'ufficio dell'infermiere che ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre sei alla periferia del capoluogo partenopeo. "E' indispensabile verificare la sua partecipazione cosciente o semi-cosciente - dice il legale -. Io ho incontrato un uomo sconvolto, terrorizzato, che ha rimosso l'accaduto". 
Per Murolo l'interrogatorio di garanzia e l'udienza di convalida dell'arresto si terranno lunedì alle 10,30 al carcere di Poggioreale. 
Il suo avvocato ha smentito le voci su una lettera che l'uomo si accingerebbe a scrivere ai familiari delle vittime. "Non è in grado di farlo - ha spiegato -. Ha solo chiesto, per mio tramite, perdono anzitutto ai propri familiari e poi alle famiglie della vittime".
"Non ho ancora avuto accesso agli atti processuali - ha detto ancora il legale -. Ho solo letto i giornali e visto i tg, ma è evidente che sulla mania per le armi, sul vero e proprio arsenale che aveva in casa, sulla sua personalità, si deve pronunciare un tecnico".
"Sono stato partecipe insieme al pm - conclude il legale - di uno sfogo di Murolo in carcere. Ha chiesto perdono prima di richiudersi nel mutismo. Ma non ricorda nulla della dinamica, degli spari, delle persone colpite".

sabato 16 maggio 2015

Freddo, introverso, ma non pazzo: ecco il killer della strage di SECONDIGLIANO


Giulio Murolo
NAPOLI, 16 giugno - Un infermiere appassionato di armi e di caccia. Freddo, silenzioso, introverso. E' il profilo che emerge di Giulio Murolo, 45 anni, incensurato, autore della strage di Secondigliano, alla periferia di Napoli, con quattro morti e sei feriti. Secondo il questore di Napoli, non soffrirebbe di disturbi psichici. In casa deteneva fucili da caccia ed altre armi, tutte regolarmente denunciate. La personalità dell'infermiere, che lavora nel reparto di chirurgia toracica dell'ospedale Cardarelli è ancora da decifrare. "Mai ricevute segnalazioni negative sul suo conto - ha detto il direttore sanitario dell'ospedale Franco Paradiso - non lo conoscevo bene". 
"Si è chiuso nel silenzio - ha raccontato ieri in conferenza stampa il questore di Napoli Guido Marino - durante le telefonate con l'operatore del 113 è apparso naturalmente in stato di eccitazione, ma non di alterazione psichica". Almeno 16 i colpi di fucile esplosi da Murolo, tanti i bossoli ritrovati dalla polizia, ma la ricostruzione della Scientifica, definita "molto complessa" è ancora in corso. I colleghi di lavoro lo definiscono come persona silenziosa e introversa, ma nessuno ha mai ravvisato in lui segni di squilibrio. Freddo, semmai, così come si è manifestato agli uomini in divisa ai quali si è arreso, senza opporre resistenza e senza dire una parola dopo i 40 minuti trascorsi al telefono con un operatore del 113 che lo ha indotto ad arrendersi. Infine Murolo si è arreso. «Sono disarmato, non sparate, mi arrendo» le sue parole prima di uscire dalla porta di casa. E poi ha mormorato: «Ho fatto una cazzata, ho fatto una cazzata».