ROMA, 12 maggio - La Cassazione ha confermato stasera la condanna a 16 anni erogata in primo grado e in appello nei confronti del comandante della Concordia Francesco Schettino che dovrà ora andare in carcere. Schettino non era presente, ma i suoi avvocati hanno spiegato che si presenterà nel carcere a lui più vicino, nel luogo segreto dove ora si trova.
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venerdì 12 maggio 2017
CONCORDIA, confermata in Cassazione la condanna a 16 anni di SCHETTINO. Andrà in carcere
ROMA, 12 maggio - La Cassazione ha confermato stasera la condanna a 16 anni erogata in primo grado e in appello nei confronti del comandante della Concordia Francesco Schettino che dovrà ora andare in carcere. Schettino non era presente, ma i suoi avvocati hanno spiegato che si presenterà nel carcere a lui più vicino, nel luogo segreto dove ora si trova.
giovedì 28 aprile 2016
Chiesti in APPELLO 27 anni per SCHETTINO
FIRENZE, 28 aprile - Il sostituto pg di Firenze, Giancarlo Ferrucci, ha chiesto una condanna in appello per Francesco Schettino a 27 anni di reclusione e tre mesi di arresto al termine della sua requisitoria. Il pg ha ridefinito le pene per i reati di naufragio, omicidio e lesioni plurimi colposi, abbandono, false informazioni alla capitaneria.
Nel dettaglio il sostituto pg Ferrucci ha chiesto 9 anni di reclusione (8 anni di pena base più aggravante della colpa cosciente) per naufragio colposo contro i 5 anni di reclusione decisi in primo grado dal tribunale; 15 anni per omicidio colposo plurimo e lesioni plurime colpose (32 morti e decine di feriti), compresa l'aggravante di colpa cosciente che in primo grado non era stata accordata a questa imputazione e contro i 10 anni della condanna inflitta a Schettino; 3 anni per abbandono di persone incapaci a bordo della nave (anziché 1 anno del primo grado). Totale, 27 anni di reclusione, contro i 16 totali della condanna in primo grado. Inoltre per le false informazioni alla capitaneria, il pg ha chiesto 3 mesi di arresto.
Il pg ha respinto le richieste della difesa contenute nei motivi di appello, tra cui la riapertura del dibattimento per sentire il cartografo Simone Canessa e la plancia di comando, in particolare gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, più il timoniere Jacob Rusli Bin. Inoltre ha respinto l'ipotesi di un confronto Ambrosio-Schettino, la nuova discussione della maxi-perizia sull'incidente del Giglio.
Nel processo di primo grado "la procura di Grosseto ha scelto la colpa cosciente, scelta del tutto corretta - ha detto Ferrucci -. Che però non è stata condivisa dal tribunale, che dice che non vi è la piena prova che Schettino abbia previsto il rischio della morte di persone dopo l'urto. Il grado della colpa riguarda il singolo. Il ruolo dominante va adeguatamente sanzionato in termini di pena" per questo "chiedo 27 anni di reclusione e tre mesi di arresto".
Il pg ha respinto le richieste della difesa contenute nei motivi di appello, tra cui la riapertura del dibattimento per sentire il cartografo Simone Canessa e la plancia di comando, in particolare gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, più il timoniere Jacob Rusli Bin. Inoltre ha respinto l'ipotesi di un confronto Ambrosio-Schettino, la nuova discussione della maxi-perizia sull'incidente del Giglio.
Nel processo di primo grado "la procura di Grosseto ha scelto la colpa cosciente, scelta del tutto corretta - ha detto Ferrucci -. Che però non è stata condivisa dal tribunale, che dice che non vi è la piena prova che Schettino abbia previsto il rischio della morte di persone dopo l'urto. Il grado della colpa riguarda il singolo. Il ruolo dominante va adeguatamente sanzionato in termini di pena" per questo "chiedo 27 anni di reclusione e tre mesi di arresto".
lunedì 21 settembre 2015
FATTI DELLA VITA/ Troppo pochi 16 anni, la procura ricorre contro SCHETTINO
GROSSETO, 21 settembre - La procura di Grosseto ha presentato ricorso in appello contro la sentenza con cui, l'11 febbraio scorso, il tribunale ha condannato Francesco Schettino a 16 anni di reclusione per il naufragio della Concordia. Secondo quanto emerso i pm Maria Navarro, Stefano Pizza e Alessandro Leopizzi non hanno ritenuto congrua la pena per l'ex comandante. Al processo di primo grado l'accusa aveva chiesto per Schettino una condanna a 26 anni di reclusione.
lunedì 26 gennaio 2015
Chiesti 26 anni e 3 mesi per SCHETTINO. E l'arresto
GROSSETO, 26 gennaio - Durissima requisitoria della pm Navarro al processo di Grosseto contro il comandante Schettino per l'affondamento della Costa Concordia. Il cumulo delle pene previste per i vari reati contestategli e richieste dal procuratore alla Corte d'Assise assomma a 26 anni e 3 mesi, più le varie interdizioni dai pubblici uffici. Il pubblico ministero ha chiesto inoltre l'arresto per Schettino per evitare "il pericolo di fuga". L'ex comandante era assente in aula.
l pm ha formulato la richiesta di 26 anni di reclusione cumulando i reati di omicidio e lesioni colposi (reato più grave la morte di Dayana Arlotti, 14 anni), di naufragio colposo (9 anni), abbandono di incapaci e della nave (delitti dolosi), 3 anni.
La richiesta di tre mesi di arresto, su cui la procura invita il tribunale a decidere, è invece relativa alle contravvenzioni di omesse e false dichiarazioni all'autorità marittima. Richieste, tra le pene accessorie, anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e quella dalla professione per 5 anni e 6 mesi.
La Navarro, nella sua richiesta al tribunale, ha fatto capire che Schettino, le sue relazioni maturate in numerosi viaggi di lavoro all'estero, potrebbe venire a disporre di un'abitazione fuori dall'Italia e decidere di scappare. E ha citato un caso in cui la Cassazione concesse l'arresto di un imputato che aveva una casa in Svizzera, ritenendo ciò sufficiente a far scattare la misura.
"Un incauto idiota" - Le definizioni che si trovano in dottrina giuridica di "abile idiota" e "incauto ottimista" di colui che "si sente bravo e invece provoca una situazione di pericolo e un danno" e "che somma all'ottimismo la sopravvalutazione delle proprie capacità", "convivono benissimo in Schettino, quasi fosse bicefalo, tanto che per lui possiamo coniare il profilo dell'incauto idiota": lo ha detto l'altro pm, Stefano Pizza, citando la dottrina al terzo giorno di requisitoria al processo di Grosseto sul naufragio della Costa Concordia.
Nel suo intervento il pm Pizza ha attribuito a Schettino l'aggravante della "colpa cosciente" elencando decine di profili di colpa rispetto ai reati di omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, naufragio colposo, abbandono di nave, abbandono di incapaci a bordo, mancate comunicazioni alle autorità. "Improvvisare la rotta e con quelle condizioni determina l'aggravante di una mostruosa colpa cosciente", ha detto Pizza.
"Dio abbia pietà di Schettino" - "Dio abbia pietà di Schettino, perché noi non possiamo averne alcuna", ha aggiunto Stefano Pizza. "Il dovere di abbandonare per ultimo la nave da parte del comandante non è solo un obbligo dettato dall'antica arte marinaresca, ma è un dovere giuridico che ha la sua fondatezza nel ridurre al minimo i danni alle persone": anche rilevando questo aspetto il pm Pizza ha proseguito la requisitoria al processo sul naufragio della Concordia ravvisando decine di profili di colpa a carico dell'imputato.
Tra questi, non aver verificato che la rotta fosse sicura, non aver cercato informazioni sulla rotta né dai suoi ufficiali né dal radar, aver condotto la nave a 16 nodi tenendo la prua perpendicolare all'isola, aver dato ordini ad elevatissima frequenza al timoniere, "non aver seguito le buone regole dell'arte marinara per evitare il basso fondale", "mancato rilevamento del punto nave a intervalli regolari".
E ancora, sempre tra le varie colpe, secondo il pm, non aver disposto un "adeguato servizio di vedette", aver permesso che sul ponte di comando vi fossero "persone fonte di disturbo alla guardia".
Schettino: "Io non scappo" - "Non scappo. Sono a disposizione dell'autorità giudiziaria, mi si dica quello che devo fare": è il commento di Francesco Schettino diffuso tramite i suoi legali sulla richiesta di arresto formulata dal pm di Grosseto. Schettino, che ha assistito a quasi tutte le udienze del processo sulla Costa Concordia, oggi non era in aula.
giovedì 25 settembre 2014
CONCORDIA: il capitano De Falco trasferito in ufficio dal settore operativo. "Amareggiato"
| Il capitano Gregorio De Falco |
De Falco dice di essere deluso per questa decisione: "Ho avuto notizia dal comandante Faraone che lascio il servizio operazioni e vengo destinato ad un ufficio di carattere amministrativo. Sono abbastanza amareggiato, perché da dieci anni la mia ragione professionale è l’operativa, ma sono un militare. Eseguirò gli ordini, ma sono convinto di essere vittima del mobbing. Dunque valuterò azioni legali"
"Sto riflettendo su molte cose, comprese le stellette che porto addosso" - dice a Repubblica. "Il comandante Faraone mi ha chiamato nel suo ufficio per comunicarmi che devo lasciare il servizio operazioni perché vengo destinato a un ufficio di carattere amministrativo", racconta. "Il 28 settembre mi presenterò al nuovo ufficio che deve ancora probabilmente essere individuato dal comando. Sono molto amareggiato, sto riflettendo su tante cose...". "Se penso che Schettino è salito in cattedra.."
De Falco ai tempi del naufragio della Costa Concordia era a capo della sezione operativa e dallo scorso anno aveva assunto l’incarico di caposervizio operazioni della Direzione Marittima di Livorno, passato agli onori della cronaca per la famosa frase con cui aveva detto al comandante della Costa Concordia Schettino di ritornare a bordo: "Vada a bordo cazzo".
giovedì 27 febbraio 2014
Schettino, “torna a bordo, c****!” Lo ha fatto dopo 2 anni
| Schettino, l'unico senza casco, sulla Concordia |
ISOLA DEL GIGLIO - Il capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino, è tornato al relitto per la prima volta dopo il naufragio, nel quadro del suo processo per omicidio colposo Schettino è stato portato al relitto a bordo di una piccola barca, due giorni dopo essere arrivato Giglio. Egli nega le accuse di omicidio colposo e abbandono della nave, che potrebbero vargli un massimo di 20 anni di carcere.
È arrivato sull'isola al largo della costa toscana martedì e si dice abbia pianto quando ha visto il relitto. Ha frequentato un briefing in un albergo questa mattina per prepararlo alla breve gita in barca al relitto, sul quale era accompagnato da un gruppo di esperti nominati dal tribunale. Schettino è stato poi visto in piedi su un ponte della nave stessa. Gli stato consentito alla nave "come imputato, non consulente", ha detto il giudice Giovanni Puliatti.
martedì 24 settembre 2013
Si farà una nuova perizia a bordo della Costa Concordia. E a Schettino restituito il passaporto
GROSSETO - Il tribunale di Grosseto ha deciso di svolgere una perizia supplementare sugli apparati della Costa Concordia, previo sopralluogo a bordo, appena il relitto della nave sarà in condizioni di sicurezza. Lo ha comunicato il presidente del collegio Giovanni Puliatti. Avevano avanzato la richiesta di una nuova perizia sia la difesa dell'ex comandante Francesco Schettino sia le parti civili, tra cui il Codacons.
Il tribunale di Grosseto ha inoltre deciso la restituzione del passaporto e di altri documenti non più sotto sequestro a Schettino. Tra gli effetti personali che saranno restituiti all'ex comandante anche due chiavette da pc che vennero sequestrate l'indomani del naufragio all'Isola del Giglio.
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