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mercoledì 8 ottobre 2014

Il capitano De Falco al Senato: io, destituito con vessazione

Il capitano Gregorio De Falco
ROMA - "Questo trasferimento è il punto d'arrivo di un percorso che assume la connotazione di vessazione. Non è un avvicendamento, è una sostituzione con destituzione". Lo ha dichiarato Gregorio De Falco, il comandante della capitaneria di Livorno che, nella notte del naufragio, intimò al capitano Schettino di tornare a bordo della Concordia. Nel nuovo incarico "il mio apporto non ha più alcuna valenza. Valuto qualunque ipotesi", ha aggiunto De Falco.
"Dopo 20 anni di servizio, essere pagato per nulla non mi va", ha sottolineato De Falco in audizione al Senato in relazione alla decisione del Comando generale della Guardia Costiera di trasferirlo dal suo incarico. "La cosa non mi fa certo piacere, ma non è una questione personale - ha aggiunto - In un incarico come quello che mi hanno dato non c'è alcuna responsabilità diretta".
Dopo la vicenda della Concordia, ha spiegato, ci sono state "disapprovazioni da parte di un mio superiore". "Io non giudico, osservo. E alla fine si verifica questo provvedimento" di trasferimento, ha proseguito De Falco. 

Capitanerie: "Avvicendamento De Falco ordinario" - Quello del capitano Gregorio De Falco è stato un "avvicendamento ordinario e fisiologico". Lo ha detto il comandante generale delle Capitanerie di Porto, l'ammiraglio Felice Angrisano in audizione al Senato. Angrisano ha sottolineato che "gli incarichi non possono essere mantenuti sine-die e l'amministrazione non può accordare ad un singolo ciò che nega ad altri in pari condizioni". "Può essere un'Amministrazione prigioniera della notorietà di un singolo? - ha aggiunto Angrisano - Il Corpo non può essere prigioniero dei singoli".

giovedì 25 settembre 2014

CONCORDIA: il capitano De Falco trasferito in ufficio dal settore operativo. "Amareggiato"

Il capitano Gregorio De Falco
LIVORNO - Non più operativo, ma trasferito in ufficio. E' grande l'amarezza di Gregorio De Falco, il capitano di fregata divenuto famoso per la telefonata con il comandante Schettino in cui gli intimò di tornare a bordo, che dopo dieci anni termina l'incarico nel settore operativo della Capitaneria di Livorno: a fine settembre infatti sarà trasferito in altri uffici, sempre della Direzione marittima di Livorno. "L'ho saputo solo ora", dice De Falco.
De Falco dice di essere deluso per questa decisione: "Ho avuto notizia dal comandante Faraone che lascio il servizio operazioni e vengo destinato ad un ufficio di carattere amministrativo. Sono abbastanza amareggiato, perché da dieci anni la mia ragione professionale è l’operativa, ma sono un militare. Eseguirò gli ordini, ma sono convinto di essere vittima del mobbing. Dunque valuterò azioni legali"
"Sto riflettendo su molte cose, comprese le stellette che porto addosso" - dice a Repubblica. "Il comandante Faraone mi ha chiamato nel suo ufficio per comunicarmi che devo lasciare il servizio operazioni perché vengo destinato a un ufficio di carattere amministrativo", racconta. "Il 28 settembre mi presenterò al nuovo ufficio che deve ancora probabilmente essere individuato dal comando. Sono molto amareggiato, sto riflettendo su tante cose...". "Se penso che Schettino è salito in cattedra.."
De Falco ai tempi del naufragio della Costa Concordia era a capo della sezione operativa e dallo scorso anno aveva assunto l’incarico di caposervizio operazioni della Direzione Marittima di Livorno, passato agli onori della cronaca per la famosa frase con cui aveva detto al comandante della Costa Concordia Schettino di ritornare a bordo: "Vada a bordo cazzo".