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venerdì 30 ottobre 2015

INTERNI/ ROMA, il sindaco non più dimissionario indagato per PECULATO dalla Procura


ROMA 30 ottobre - Il sindaco Ignazio Marino e' indagato dalla Procura di Roma per il reato di peculato in relazione all'utilizzo della carta di credito, assegnatagli dall'amministrazione comunale, per le cene di rappresentanza o istituzionali. La notizia, riportata oggi dal quotidiano 'la Repubblica', e' stata confermata dal difensore di Marino, l'avvocato Enzo Musco. "La notizia è esatta - ha detto il penalista -, Marino ha ricevuto un avviso di garanzia ma so che lo avrebbe voluto dire in giunta, pubblicamente, come si fa in tutte le democrazie". Marino, stando a quanto riferito ieri dallo stesso difensore, è poi sotto inchiesta per truffa in relazione alla onlus 'Imagine', fondata dal chirurgo Dem nel 2005, per presunte irregolarità legate a dei contratti di collaborazione.
Immarcescibile, il sindaco , al momento, non conferma né smentisce la notizia, che è ovviamente vera. "Parlo assolutamente con molta tranquillità, ma lo farò all'Auditorium così siamo tutti insieme e parlo una volta sola", ha risposto ai cronisti. "Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato", ha aggiunto.
Ieri Marino aveva ritirato le sue dimissioni. Il "colpo di scena" era' arrivato poco prima delle 16:30 con una nota del Campidoglio: Ignazio Marino ci ha ripensato, a tre giorni dalla decadenza d'ufficio. Si era dimesso il 12 ottobre, ieri il dietrofront. Ricordiamo che aveva sostenuto di non averne motivi, perché "non indagato". E adesso, pover'uomo?
All'annuncio ha fatto seguito una serie di dimissioni targate Pd, con 7 assessori che hanno lasciato: oltre al vicesindaco Marco Causi, Stefano Esposito e Luigina Di Liegro, che hanno rassegnato le dimissioni nel pomeriggio, al termine della seduta di giunta altri quattro assessori hanno rimesso il mandato: Alfonso Sabella, Giovanna Marinelli, Maurizio Pucci, Marco Rossi Doria. Nell'esecutivo capitolino restano dunque 5 assessori: Marta Leonori, Francesca Danese, Estella Marino, Alessandra Cattoi e Giovanni Caudo.

mercoledì 21 ottobre 2015

INTERNI/ La sottosegretaria Barracciu, a giudizio per peculato, si dimette


CAGLIARI, 21 ottobre - Francesca Barracciu, sottosegretario ai Beni culturali indagata nell'ambito dell'inchiesta sul presunto uso illecito dei fondi dei gruppi del Consiglio regionale della Sardegna, si dimette. "Ritengo doveroso dimettermi - dice - ed avere tutta la libertà e l'autonomia necessarie in questa battaglia dalla quale sono certa uscirò a testa alta". Le dimissioni arrivano dopo che il Gup di Cagliari Lucia Perra ha rinviato a giudizio la Barracciu, accusata di peculato aggravato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto uso illecito dei fondi dei Gruppi del Consiglio regionale della Sardegna. Il processo comincerà il 2 febbraio 2016. Il pm Marco Cocco le contesta spese per 81 mila euro, spese che la Barracciu aveva giustificato come rimborsi spesa chilometrici per i viaggi nell'isola effettuati con la sua auto.
   

venerdì 15 maggio 2015

NAPOLI, chiesto il rinvio a giudizio (peculato) per il presidente del consiglio regionale (Ncd), ricandidato


NAPOLI, 15 maggio - Il rinvio a giudizio del presidente del Consiglio regionale della Campania, Pietro Foglia, avellinese, candidato Ncd alle prossime elezioni, è stato chiesto nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Napoli su presunte irregolarità nell'erogazione di rimborsi ai rappresentanti dell'assemblea regionale campana. Foglia è accusato di peculato. Secondo quanto emerso dall'inchiesta condotta dal pm Giancarlo Novelli e coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, Foglia avrebbe ricevuto circa 12.500 euro erogati dal capogruppo dell'Udc a titolo di rimborsi per il funzionamento dei gruppi consiliari attestando con false ricevute l'acquisto di carburante presso un distributore della provincia di Avellino. Altre ricevute presentate da Foglia per giustificare i rimborsi si riferiscono all'acquisto quotidiani. Il rinvio a giudizio con l'accusa di peculato e falso, è stato chiesto anche per un collaboratore di Foglia, Carmelo Azoug, il quale avrebbe fornito le false attestazioni per l'acquisto di carburante. Nel corso dell'inchiesta la Procura, a conclusione delle indagini, ha già avanzato numerose richieste di rinvio a giudizio e di archiviazione. "Metterò a disposizione della magistratura tutti gli elementi utili a stabilire la verità e la mia personale estraneità alle accuse che vengono ipotizzate". Così Pietro Foglia commenta la notizia della richiesta di rinvio a giudizio.