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venerdì 16 giugno 2017

TRUMP ammette di essere indagato


WASHINGTON, 16 giugno - Donald Trump ammette di essere indagato. "Sono indagato per aver licenziato il direttore dell'Fbi dall'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell'Fbi. Caccia alle streghe!", scrive su Twitter, attaccando il procuratore speciale Robert Mueller. Il procuratore speciale che coordina le indagini sul Russiagate, Robert Mueller, sta indagando sulle operazioni finanziarie e imprenditoriali condotte da Jared Kushner, genero e consigliere di Donald Trump. Lo riporta il Washington Post, citando fonti investigative che parlano anche di indagini sulle operazioni finanziarie di altre persone molto vicine a Trump, come l'ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael Flynn e gli ex responsabili della campagna del tycoon, come Paul Manafort e Carter Page.
Intanto il presidente va all'attacco: ""Dopo sette mesi di indagini e audizioni parlamentari sulle 'mie collusioni con i russi', nessuno e' stato in grado di mostrare alcuna prova. Triste!", scrive in un tweet.

RUSSIAGATE, indagini anche sugli interessi economici del genero di TRUMP


WASHIGNTON, 16 giugno - Lo 'special counsel' Robert Mueller indaga anche sul genero di Donald Trump, Jared Kushner, in particolare sui suoi interessi e sulle sue attività economiche, nel quadro dell'inchiesta sul Russiagate, le interferenze di Mosca nelle elezioni del 2016. Lo anticipano fonti al corrente dell'inchiesta citate dal Washington Post .
Il quotidiano americano spiega che nell'incontro che Kushner aveva avuto con l'ambasciatore russo negli Usa Sergei Kislyak lo scorso dicembre il genero di Trump aveva proposto l'apertura di un canale di comunicazione riservato e sicuro con Mosca presso una delle sedi diplomatiche russe. Successivamente, sempre a dicembre, Kushner aveva incontrato Sergei Gorkov il presidente della Vnesheconombank, la banca per lo sviluppo russa "mentre la sua compagnia cercava finanziamenti per coprire l'acquisto da 1,8 miliardi di dollari della sua nuova sede a Manhattan, tale incontro può quindi sollevare interrogativi sulla possibile collusione fra gli interessi economici personali di Kushner e il ruolo che stava per assumere nell'Amministrazione", sottolinea il Washington Post.
"Non sappiamo a cosa si riferisca questa notizia. La verifica, da parte degli inquirenti, degli interessi economici e di qualsiasi cosa abbia a che vedere con la Russia sarebbe normale. Kushner ha già volontariamente offerto la sua disponibilità a condividere con il Congresso (ovvero con la commissione intelligence del Senato, ndr) quello che sa sulle questioni legate alla Russia. Farà lo stesso se viene contattato in relazione a qualsiasi altra inchiesta", ha dichiarato Jamie Gorelick, uno degli avvocati di Kushner.
Lo Special Counsel e l'Fbi stanno continuando a seguire anche gli interessi economici di altre personalità vicine a Trump, incluso l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, dell'ex capo della campagna di Trump Paul Manafort, e dell'ex consigliere per la politica estera della campagna Carter Page.

venerdì 23 dicembre 2016

CHIARA POGGI, indagato l'amico del fratello della vittima


PAVIA, 23 dicembre - La procura di Pavia ha accolto l'esposto della mamma di Alberto Stasi e, nell'aprire una nuova inchiesta sulla morte di Chiara Poggi, ha indagato un amico del fratello della vittima le cui tracce di dna, secondo un perizia della difesa, sarebbero state trovate sotto le unghie di Chiara.
Per il delitto di Chiara, uccisa il 13 agosto del 2007 a Garlasco, Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva a 16 anni. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, "non ci sarebbe soltanto la 'prova' del dna, un elemento che la polizia giudiziaria, incaricata di approfondire gli accertamenti della società di investigazioni, dovrà ripetere", a carico del nuovo indagato. "Il giovane era già stato interrogato dai carabinieri due volte. Una prima pochi giorni dopo il delitto e l'altra l'anno successivo. Secondo fonti investigative, a un 'riesame' l'alibi allora fornito (pur considerato 'solido') presenterebbe anomalie e incongruenze".

mercoledì 8 giugno 2016

ALLUVIONE DEL 2014, indagato il sindaco di PARMA Pizzarotti


PARMA, 8 giugno - Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti (M5s), è stato iscritto nel registro degli indagati per l'alluvione del Baganza del 13 ottobre 2014. Il reato ipotizzato è quello di disastro colposo. Indagati anche il comandante della polizia municipale, Gaetano Noè, il dirigente della Protezione civile regionale, Gabriele Mainetti, e di quella provinciale, Gabriele Alifraco, e l'ex responsabile del servizio tecnico di bacino, Gianfranco Larini.
Il primo cittadino nelle settimane scorse ha ricevuto un avviso di garanzia per la vicenda delle nomine al teatro Regio di Parma, vicenda che gli è costata la sospensione dal M5s per aver tenuto nascosto l'atto della Procura. Nei giorni scorsi era già emersa la possibilità che Pizzarotti fosse coinvolto in un'altra indagine. Pizzarotti in queste ore è di ritorno dalla Cina dove si è recato in viaggio istituzionale. A questo punto la sua posizione all'interno del Movimento potrebbe complicarsi ulteriormente a un anno dal voto amministrativo a Parma.

venerdì 30 ottobre 2015

INTERNI/ ROMA, il sindaco non più dimissionario indagato per PECULATO dalla Procura


ROMA 30 ottobre - Il sindaco Ignazio Marino e' indagato dalla Procura di Roma per il reato di peculato in relazione all'utilizzo della carta di credito, assegnatagli dall'amministrazione comunale, per le cene di rappresentanza o istituzionali. La notizia, riportata oggi dal quotidiano 'la Repubblica', e' stata confermata dal difensore di Marino, l'avvocato Enzo Musco. "La notizia è esatta - ha detto il penalista -, Marino ha ricevuto un avviso di garanzia ma so che lo avrebbe voluto dire in giunta, pubblicamente, come si fa in tutte le democrazie". Marino, stando a quanto riferito ieri dallo stesso difensore, è poi sotto inchiesta per truffa in relazione alla onlus 'Imagine', fondata dal chirurgo Dem nel 2005, per presunte irregolarità legate a dei contratti di collaborazione.
Immarcescibile, il sindaco , al momento, non conferma né smentisce la notizia, che è ovviamente vera. "Parlo assolutamente con molta tranquillità, ma lo farò all'Auditorium così siamo tutti insieme e parlo una volta sola", ha risposto ai cronisti. "Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato", ha aggiunto.
Ieri Marino aveva ritirato le sue dimissioni. Il "colpo di scena" era' arrivato poco prima delle 16:30 con una nota del Campidoglio: Ignazio Marino ci ha ripensato, a tre giorni dalla decadenza d'ufficio. Si era dimesso il 12 ottobre, ieri il dietrofront. Ricordiamo che aveva sostenuto di non averne motivi, perché "non indagato". E adesso, pover'uomo?
All'annuncio ha fatto seguito una serie di dimissioni targate Pd, con 7 assessori che hanno lasciato: oltre al vicesindaco Marco Causi, Stefano Esposito e Luigina Di Liegro, che hanno rassegnato le dimissioni nel pomeriggio, al termine della seduta di giunta altri quattro assessori hanno rimesso il mandato: Alfonso Sabella, Giovanna Marinelli, Maurizio Pucci, Marco Rossi Doria. Nell'esecutivo capitolino restano dunque 5 assessori: Marta Leonori, Francesca Danese, Estella Marino, Alessandra Cattoi e Giovanni Caudo.

venerdì 25 settembre 2015

FATTI DELLA VITA/ INDAGATO un amico per l'omicidio della coppia di PORDENONE


PORDENONE, 25 febbraio - Svolta nell'inchiesta sull'omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, la coppia di Pordenone uccisa in auto il 17 marzo,nel parcheggio di una palestra. Dopo sei mesi di indagini, un 26enne amico di Ragone è stato infatti iscritto nel registro degli indagati. Lo ha confermato il procuratore della città friulana, spiegando "di non poter aggiungere altro perché siamo in una fase molto delicata. Posso solo dire che l'interessato ha nominato un legale".
Secondo le ipotesi investigative, l'assassino avrebbe agito da solo, sparando sei colpi a bruciapelo alle vittime. Non è invece ancora chiaro il movente del delitto. Trentenne bocconiana e assicuratrice, lei era originaria di Milano; 29enne sottufficiale dell'esercito, pesista olimpico e modello, lui era di Bari.
L'indizio che avrebbe portato gli inquirenti a scrivere l'amico di Trifone nel registro degli indagati sarebbe, secondo il Corriere della Sera, il ritrovamento di un caricatore compatibile con l'arma del delitto, una pistola Beretta calibro 7.65 molto datata, risalente al periodo antecedente alla seconda guerra mondiale. Il caricatore è stato ritrovato la scorsa settimana sul fondale di un laghetto vicino al piazzale dove è stato compiuto l'omicidio: con tutta probabilità l'assassino se n'è disfatto gettandolo nello specchio d'acqua dopo aver ucciso la coppia, e quindi è fuggito velocemente, riuscendo a dileguarsi prima della chiusura del cancello automatico del parco del laghetto, che si chiude alle 20. Mentre il delitto, secondo il perito, sarebbe stato commesso fra le 19.40 e le 19.50.