NOVARA, 8 novembre - Ha ucciso il figlio disabile nel sonno, soffocandolo, poi ha tentato il suicidio con il gas. Tragedia la scorsa notte a Vespolate, in provincia di Novara. Secondo le prime informazioni, il padre, un cinquantenne temeva per il futuro del figlio, che sarebbe rimasto solo quando sarebbe mancato, e ha deciso di uccidere il suo ragazzo e di farla finita. L'uomo è ora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Maggiore di Novara. Da quando era morta la moglie, un anno e mezzo fa, era rimasto da solo ad occuparsi del figlio.
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martedì 8 novembre 2016
NOVARA, uccide il figlio disabile nel sonno e tenta il suicidio
NOVARA, 8 novembre - Ha ucciso il figlio disabile nel sonno, soffocandolo, poi ha tentato il suicidio con il gas. Tragedia la scorsa notte a Vespolate, in provincia di Novara. Secondo le prime informazioni, il padre, un cinquantenne temeva per il futuro del figlio, che sarebbe rimasto solo quando sarebbe mancato, e ha deciso di uccidere il suo ragazzo e di farla finita. L'uomo è ora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Maggiore di Novara. Da quando era morta la moglie, un anno e mezzo fa, era rimasto da solo ad occuparsi del figlio.
sabato 19 marzo 2016
NOVARA, noto avvocato uccide la moglie e si suicida
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| L'abitazione dell'avvocato |
NOVARA, 19 marzo - Maurizio Calderini, uno degli avvocati civilisti più noti di Novara, ha ucciso nella notte la moglie Laura, poi con lo stesso fucile si è tolto la vita. L'uomo era anche membro del collegio sindacale del Banco Popolare. Sembra che all'origine del gesto, forse concordato proprio con la moglie ci sia la morte del figlio per leucemia.
Gli inquirenti non hanno molti dubbi sul movente dell'omicidio-suicidio: il noto legale non ha retto allo strazio di una vita che si era fatta molto difficile dopo la perdita del figlio trentenne, nel 2013. Un dramma familiare che non esclude che la tragedia sia stata programmata insieme dai due coniugi. Non rispondevano al telefono da qualche giorno, l’avvocato e la moglie così una parente si è preoccupata e ieri sera verso le 21 si è recata nell’abitazione, in una palazzina al civico 18d di baluardo Partigiani. E’ entrata e ha purtroppo trovato morta la coppia. Inutile , dunque, l’intervento del 118. Il medico legale, poi sul posto con la Polizia, non ha potuto far altro che constatare i decessi.
domenica 20 dicembre 2015
NOVARA, DOMININIQUE, malata senza speranza di cancro, oggi va a BERNA per morire
NOVARA, 20 dicembre - "Prima che il male mi divori vado in Svizzera a morire".Dominique Velati, 59enne di Borgomanero, in provincia di Novara, ha preso la sua decisione. Oggi andrà a Berna. Sarà il suo ultimo viaggio. A settembre ha scoperto di avere un cancro al colon. Da successive analisi sono inoltre emerse metastasi al fegato. L'intervento chirurgico non è stato sufficiente, il corpo ha iniziato ad abbandonarla. E ha così deciso di smettere di soffrire.
"Pensare di prolungare la vita, con la certezza di non guarire, sapendo che comunque la malattia va avanti lo stesso... - racconta la donna, come riporta Il Fatto Quotidiano -. Stare sempre peggio per arrivare al punto che la chemio non fa più effetto, o che io non la sopporto più… no. Ho paura della sofferenza, del dolore. Sono contraria al dolore inutile. Per me questo era un dolore inutile. Così ho deciso per l' eutanasia".
Nei giorni scorsi gli amici di una vita hanno deciso di salutarla con una piccola festa, con tanto di karaoke, al bar sotto casa. Nessun ripensamento, la decisione è presa: "Ma io non sono emozionata, per niente. Sono di una tranquillità e di una serenità...".
"Mezz'ora prima ti danno un antiemetico, che è una sostanza che evita che tu vomiti, e dopo mezz'ora ti somministrano un bicchierino con dentro 15 millilitri di pentobarbital e in 2, massimo 5 minuti, entri in un sonno profondissimo. Dopo dipende dal corpo, quanto ci mette ad arrestarsi. Si ferma il cuore alla fine, è un arresto cardiaco", racconta ancora.
Dominique ha scelto di rendere nota la sua decisione per sensibilizzare la popolazione riguardo una questione che, inevitabilmente, divide il Paese: "Vorrei che vedendo la mia intervista la gente dicesse 'Parliamone'. Fate qualcosa anche voi, non pensate che siete in mano al nulla. La vostra vita vi appartiene, e quindi anche la morte. Perché averne paura?".
Nei giorni scorsi gli amici di una vita hanno deciso di salutarla con una piccola festa, con tanto di karaoke, al bar sotto casa. Nessun ripensamento, la decisione è presa: "Ma io non sono emozionata, per niente. Sono di una tranquillità e di una serenità...".
"Mezz'ora prima ti danno un antiemetico, che è una sostanza che evita che tu vomiti, e dopo mezz'ora ti somministrano un bicchierino con dentro 15 millilitri di pentobarbital e in 2, massimo 5 minuti, entri in un sonno profondissimo. Dopo dipende dal corpo, quanto ci mette ad arrestarsi. Si ferma il cuore alla fine, è un arresto cardiaco", racconta ancora.
Dominique ha scelto di rendere nota la sua decisione per sensibilizzare la popolazione riguardo una questione che, inevitabilmente, divide il Paese: "Vorrei che vedendo la mia intervista la gente dicesse 'Parliamone'. Fate qualcosa anche voi, non pensate che siete in mano al nulla. La vostra vita vi appartiene, e quindi anche la morte. Perché averne paura?".
lunedì 9 settembre 2013
Bimbo vercellese di 6 anni muore di malaria dopo una vacanza in Africa
NOVARA - Un bambino di 6 anni del Vercellese è morto all'ospedale Maggiore di Novara per sospetta malaria venerdì. Alcuni giorni prima era tornato da una vacanza di 2 mesi in Africa, nella casa del nonno in Guinea Equatoriale. Il bimbo è stato colpito da febbre alta, problemi respiratori e difficoltà a deglutire. Il medico legale aveva disposto l'autopsia che è stata rinviata perché la famiglia ha chiesto la nomina di un perito tecnico di parte.
Solo dopo l'autopsia verrà decisa la data del funerale. Il piccolo Lorenzo Tirelli giocava come attaccante nella scuola calcio della Pro Vercelli. Una morte che ha profondamente scosso la piccola comunità di Olcenengo, dove il piccolo viveva con il papà Bernardo, la mamma Milena, la gemellina Rebecca e la sorella Lucrezia di 11 anni.
Per il bambino era il terzo viaggio in Africa. Due mesi da sogno senza alcun problema di salute. Altre due volte aveva raggiunto con i familiari la Guinea Equatoriale a trovare la nonna e il nonno, che si erano trasferiti più di 20 anni fa in quel continente lontano, per motivi di lavoro. Ma non era mai successo nulla. Invece l'ultimo viaggio potrebbe essergli stato fatale. Il rientro a casa risale al 25 agosto, dopo una settimana il piccino ha manifestato i primi segni di malessere. Prima la febbre che si abbassava, poi i problemi respiratori e la difficoltà a deglutire. Il bimbo è morto subito dopo il ricovero al Maggiore di Novara.
La Pro Vercelli ha giocato contro la Pro Patria con il lutto al braccio, mentre amici e parenti si sono stretti attorno a papà, mamma e alle due sorelle, una gemella e l'altra di 11 anni. Nel paesino della provincia di Vercelli tutti li conoscono e tutti partecipano al dolore che improvvisamente ha straziato un'intera famiglia. Tra sei giorni il bambino avrebbe compiuto sette anni. Già aspettava la festa di compleanno e, ancora di più, l'inizio della terza stagione con la "Pro Vercelli Camp", la scuola riservata ai piccoli "leoncini" di cui lui andava orgoglioso.
Per il bambino era il terzo viaggio in Africa. Due mesi da sogno senza alcun problema di salute. Altre due volte aveva raggiunto con i familiari la Guinea Equatoriale a trovare la nonna e il nonno, che si erano trasferiti più di 20 anni fa in quel continente lontano, per motivi di lavoro. Ma non era mai successo nulla. Invece l'ultimo viaggio potrebbe essergli stato fatale. Il rientro a casa risale al 25 agosto, dopo una settimana il piccino ha manifestato i primi segni di malessere. Prima la febbre che si abbassava, poi i problemi respiratori e la difficoltà a deglutire. Il bimbo è morto subito dopo il ricovero al Maggiore di Novara.
La Pro Vercelli ha giocato contro la Pro Patria con il lutto al braccio, mentre amici e parenti si sono stretti attorno a papà, mamma e alle due sorelle, una gemella e l'altra di 11 anni. Nel paesino della provincia di Vercelli tutti li conoscono e tutti partecipano al dolore che improvvisamente ha straziato un'intera famiglia. Tra sei giorni il bambino avrebbe compiuto sette anni. Già aspettava la festa di compleanno e, ancora di più, l'inizio della terza stagione con la "Pro Vercelli Camp", la scuola riservata ai piccoli "leoncini" di cui lui andava orgoglioso.
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