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venerdì 7 aprile 2017

L'aspirina quotidiana a basse dosi tiene lontana la morte per cancro: lo conferma uno studio


NEW YORK, 7 aprile - Forte conferma dei benefici dell'uso regolare di basse dosi di aspirina per chi ha o ha avuto un tumore: l'assunzione di acido acetilsalicilico quotidiana diminuirebbe in generale i pericoli di morte per tumore dell'11% per gli uomini e del 7% per le donne.
Yin Cao, del Massachusetts General Hospital e dell' Harvard Medical School, ha presentato i risultati della sua analisi alla conferenza dell'American Association for Cancer: lo studio si è' basato sull'analisi dei dati relativi alle 86.000 partecipanti al famoso 'Nurses Health Study' condotto tra 1980 e il 2012 e a quelli riguardanti 43.000 uomini di una ricerca collegata.
Durante i 32 anni esaminati, il rischio generale di morte per cancro e' risultato come detto del 7% in meno per le donne e dell'11% in meno per gli uomini che usavano la mini-aspirina.
Piu' significativa la diminuzione dei pericoli per il tumore del colon: meno 31% dei rischi di morte tra le donne che prendevano aspirina regolarmente e meno 30% per gli uomini.
Ma le donne hanno beneficiato anche per il rischio di morte per cancro del seno, risultato inferiore dell'11% tra le consumatrici di aspirina.

domenica 29 gennaio 2017

PANAMA, ai domiciliari l'ex dittatore NORIEGA, ha un cancro al cervello


PANAMA, 29 gennaio - L'ex dittatore panamense Manuel Antonio Noriega, condannato nel 1992 a 40 anni di carcere, è stato posto agli arresti domiciliari a casa di una delle figlie a Panama perché, secondo i medici, deve essere operato per un tumore al cervello. Pesantemente sorvegliato, l'ex generale ottantenne ha ottenuto i domiciliari dopo che la Corte suprema ha convalidato il provvedimento di tre diversi tribunali.

venerdì 18 novembre 2016

LONDRA, ragazzina malata terminale di cancro ottiene di essere ibernata


LONDRA, 18 novembre - Una 14enne britannica malata terminale di cancro ha ottenuto dai giudici che il suo corpo fosse ibernato dopo la morte nella speranza di essere un giorno "risvegliata" e guarita con nuove cure. Il verdetto, emesso poco prima del decesso della ragazza a ottobre, è stato reso pubblico solo ora che il corpo, portato negli Usa, è stato congelato tramite "criogenesi".
L'ibernazione è stata autorizzata in via definitiva da un giudice dell'Alta Corte di Londra con il consenso della madre e contro il volere del padre. La 14enne, colpita da una forma rara di cancro, viveva con la famiglia nell'area metropolitana della capitale britannica.

Era stata la ragazzina stessa a scrivere al giudice una lettera nella quale auspicava di poter "vivere più a lungo" in futuro e chiedeva di "non essere sotterrata". Spiegava di aver approfondito alcune teorie sulla "criopreservazione" su Internet e di sperare che attraverso questa tecnica le potesse essere data "la chance di essere curata e risvegliata, magari fra qualche centinaio di anni".
Il giudice che ha pronunciato la sentenza, Peter Jackson, ha ora raccontato di aver visitato la ragazza in ospedale e di essere rimasto "toccato dall'animo coraggioso con cui ha affrontato la sua sorte". Ma ha aggiunto che, tecnicamente, è stato chiamato solo a giudicare se dar ragione alla madre o al padre nella disputa fra genitori su cosa fare del corpo della figlia dopo la morte.

La criogenesi è una tecnica che in origine si basa sull'idea di poter conservare a lungo un corpo a temperatura bassissima rallentandone le funzioni vitali gradualmente. L'obiettivo è quello di mantenerlo in condizioni sostanzialmente intatte nella speranza di poterlo poi risuscitare in un ipotetico contesto di ricerche più avanzate.

domenica 20 dicembre 2015

NOVARA, DOMININIQUE, malata senza speranza di cancro, oggi va a BERNA per morire

NOVARA, 20 dicembre - "Prima che il male mi divori vado in Svizzera a morire".Dominique Velati, 59enne di Borgomanero, in provincia di Novara, ha preso la sua decisione. Oggi andrà a Berna. Sarà il suo ultimo viaggio. A settembre ha scoperto di avere un cancro al colon. Da successive analisi sono inoltre emerse metastasi al fegato. L'intervento chirurgico non è stato sufficiente, il corpo ha iniziato ad abbandonarla. E ha così deciso di smettere di soffrire.
"Pensare di prolungare la vita, con la certezza di non guarire, sapendo che comunque la malattia va avanti lo stesso... - racconta la donna, come riporta Il Fatto Quotidiano -. Stare sempre peggio per arrivare al punto che la chemio non fa più effetto, o che io non la sopporto più… no. Ho paura della sofferenza, del dolore. Sono contraria al dolore inutile. Per me questo era un dolore inutile. Così ho deciso per l' eutanasia". 

Nei giorni scorsi gli amici di una vita hanno deciso di salutarla con una piccola festa, con tanto di karaoke, al bar sotto casa. Nessun ripensamento, la decisione è presa: "Ma io non sono emozionata, per niente. Sono di una tranquillità e di una serenità...".

"Mezz'ora prima ti danno un antiemetico, che è una sostanza che evita che tu vomiti, e dopo mezz'ora ti somministrano un bicchierino con dentro 15 millilitri di pentobarbital e in 2, massimo 5 minuti, entri in un sonno profondissimo. Dopo dipende dal corpo, quanto ci mette ad arrestarsi. Si ferma il cuore alla fine, è un arresto cardiaco", racconta ancora.

Dominique ha scelto di rendere nota la sua decisione per sensibilizzare la popolazione riguardo una questione che, inevitabilmente, divide il Paese: "Vorrei che vedendo la mia intervista la gente dicesse 'Parliamone'. Fate qualcosa anche voi, non pensate che siete in mano al nulla. La vostra vita vi appartiene, e quindi anche la morte. Perché averne paura?".

lunedì 26 ottobre 2015

ALIMENTAZIONE/ Ecco le carni cancerogene, secondo l'OMS

LIONE, 26 ottobre - Carni in scatola, hot dogs, prosciutto: sono solo alcuni esempi di carni trattate, considerate cancerogene per l'uomo dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Sono invece considerate 'probabilmente cancerogene' le carni rosse: questa categoria, spiega l'Oms, ''si riferisce a tutti i tipi di carne di muscolo di mammifero, come ad esempio manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra''. Le carni trattate o lavorate sono quelle indicate come più pericolose per l'uomo, essendo state inserite dall'Oms nel gruppo 1 per rischio cancerogeno. Le carni lavorate, spiega l'Oms, includono le carni che sono state trasformate ''attraverso processi di salatura, polimerizzazione fermentazione, affumicatura, o sottoposte ad altri processi per aumentare il sapore o migliorare la conservazione''. La maggior parte delle carni lavorate contiene maiale o manzo, ma le carni lavorate è possono anche contenere altri tipi di carni rosse, pollame, frattaglie o prodotti derivati dalla carne come il sangue. Esempi di carni lavorate includono dunque, avverte l'Oms, gli hot dogs, prosciutto, salsicce, carne in scatola, preparazioni e salse a base di carne.

La notizia della ''condanna'' da parte dell'agenzia per la ricerca sul cancro dell'Oms, IARC, era uscita sulla stampa inglese ma L'Organizzazione Mondiale della Sanita' aveva nei giorni scorsi comunicato che ''nessun materiale embargato'' era stato condiviso o violato. Secondo le indiscrezioni pubblicate alla vigilia dal Daily Mail arriverebbe una bocciatura anche alla carne rossa fresca, che potrebbe essere inserita nella "enciclopedia dei cancerogeni" ed etichettata come "lievemente meno pericolosa" rispetto ai lavorati industriali.

Che alcune carni come quelle rosse o quelle piu' grasse siano rischiose per la salute non e' certo una novità. Non si contano le prese di posizione da parte della comunita' scientifica e medica. Questa sarebbe invece la prima classificazione ufficiale da parte della più alta istituzione sanitaria mondiale fra le sostanze che causano i tumori.

"La decisione della International Agency for Research on Cancer (IARC) dell'Oms di inserire carni lavorate e carni rosse nella lista delle sostanze cancerogene - commento 'a caldo' Carmine Pinto, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) - è un invito a tornare alla dieta mediterranea. La Iarc conferma dati che conoscevamo da tempo - spiega Pinto - ovvero che la presenza di conservanti o di prodotti di combustione in questi alimenti è legata ad alcuni tipi di tumore. Per quanto riguarda le carni rosse è una questione di modalità e di quantità, non esiste una 'soglia di esposizione' oltre la quale ci si ammala sicuramente. Il messaggio che dobbiamo dare è che la carne rossa va consumata nella dovuta modalità, una o due volte a settimana al massimo. Il messaggio principale è invece un invito a tornare alla dieta mediterranea, che ha dimostrato invece di poter diminuire il rischio di tumore". Secondo uno studio Aiom il 9% degli italiani nel 2010 mangiava carne rossa o insaccati tutti i giorni, il 56% 3-4 volte a settimana. Per il ministero della Salute il cancro del colon-retto, quello di cui si è trovata la maggiore associazione con il consumo di carne lavorata, è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana, con quasi 55.000 diagnosi stimate per il 2013.

SALUTE/ OMS: le carni lavorate (wurstel, prosciutto) sono cancerogene, come il fumo


LIONE, 26 ottobre - Le carni lavorate come i wurstel ''sono cancerogene'', e vanno inserite nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo e il benzene. Lo afferma l'International Agency for Research on Cancer (IARC) dell'Oms. Meno a rischio quelle rosse non lavorate, inserire fra le 'probabilmente cancerogene'. Il consumo di salumi, prosciutto e ogni genere di carne lavorata (wurstel) è dunque, secondo l'OMS cancerogeno
La decisione è stata presa, si legge nel documento, dopo aver revisionato tutti gli studi in letteratura sul tema. "Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colonrettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa"
 l'Iarc  - che ha stilato un rapporto sulla base di oltre 800 studi sul legame tra una dieta che comprenda le proteine animali e il cancro - fa rilevare che il dato conferma le attuali raccomandazioni "a limitare il consumo di carne". L'agenzia include la carne di maiale tra la carne rossa, insieme a quella di manzo, vitello, agnello, pecora, cavalli e capre.
Le carni lavorate, come gli insaccati, sono nel gruppo di rischio cancro nel quale entrano sostanze come alcol, funo, benzene, naftalina, ma anche farmaci come la ciclosporina. L'Oms, che stila la lista, le ha infatti inserite nel Gruppo 1, che contiene i carcinogeni umani certi e comprende oltre 115 sostanze. "Il gruppo di lavoro (che ha esaminato 800 studi, ndr) - si legge nell'articolo dell'agenzia tumori dell'Oms publicato su Lancet - ha classificato il consumo di carne lavorata come 'cancerogena per esseri umani' (Gruppo 1) sulla base di sufficienti evidenze per il cancro al colon-retto". Mentre il consumo di carne rossa è stato inserito nel Gruppo 2A, perche' associata al cancro al colon-retto, al pancreas e alla prostata". Il Gruppo 2A comprende cancerogeni "probabili per l'uomo" e conta al momento circa 70 agenti.

venerdì 23 ottobre 2015

SALUTE/ L'ITALIA al primo posto in Europa per guarigioni da tumori


ROMA, 23 ottobre - L'Italia si colloca al primo posto per guarigioni da tumore in Europa. Con questo dato incoraggiante si è aperto a Roma il XVII Congresso nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), con la partecipazione di circa 3.000 esperti. In 17 anni (1990-2007), infatti, i pazienti che hanno sconfitto il cancro nel nostro Paese sono aumentati del 18% (uomini) e del 10% (donne). Percentuali, afferma l'Aiom, ''che collocano l'Italia al vertice in Europa per numero di guarigioni''.
Il primato italiano per le guarigioni, afferma l'Aiom, è soprattutto nei tumori più frequenti come quelli del colon (60,8% vs 57%), del seno (85,5% vs 81,8%) e della prostata (88,6% vs 83,4%). E oggi si stanno affermando nuove armi come l'immuno-oncologia, che ha già dimostrato di migliorare in maniera significativa la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma e sta evidenziando risultati importanti anche in un big killer come il tumore del polmone e del rene.
Gli italiani però, rileva il presidente Aiom Carmine Pinto, ''non conoscono questi importanti risultati: per il 41%, infatti, non esistono terapie efficaci, la maggioranza (54%) ritiene che si debba ancora parlare di male incurabile e il 72% non ha mai letto nulla sull'immuno-oncologia''.

giovedì 13 agosto 2015

Esteri/ USA, Carter ha il cancro

ATLANTA, 13 agosto - L'ex presidente americano Jimmy Carter  ha rivelato che lui ha il cancro che si è diffuso ad altre parti del suo corpo. Il 90enne statista aveva subito un intervento chirurgico per rimuovere una piccola massa sul suo fegato all'inizio di questo mese ed è stata scoperta la metastasi. Carter subirà un trattamento da parte di medici della Emory Healthcare di Atlanta.
Il presidente Barack Obama ha augurato a Carter "un pieno e veloce recupero" in una dichiarazione rilasciata ieri. "Jimmy, sei resistente e insieme al resto dell'America, noi faremo il tifo per te", ha detto Obama. La Casa Bianca ha dettoche  Obama ha parlato ieri a Carter al telefono.
Lasciando la Casa Bianca nel 1981, Carter è rimasto attivo effettuando sforzi umanitari attraverso il suo Carter Center. Aveva fondato il centro, che si concentra sugli sforzi dei diritti umani e di mediazione politica, subito dopo aver lasciato l'incarico. E 'stato in seguito responsabile della negoziazione di un patto nel 1994 di disarmo nucleare con la Corea del Nord e ha visitato il presidente siriano Bashar al-Assad nel corso degli ultimi anni. Democratico della Georgia, il signor Carter era stato eletto presidente nel 1976.
Ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2002 per il suo impegno nella ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti internazionali, per il suo lavoro con i diritti umani e per le iniziative per la democrazia e la sua promozione di programmi economici e sociali.

martedì 24 marzo 2015

ANGELINA JOLIE, paura del cancro: si è fatta togliere anche le ovaie

Agelina Jolie
LOS ANGELES, 24 marzo - Angelina Jolie ha subito un intervento chirurgico preventivo per togliere le ovaie e le tube di Falloppio a causa di timori di cancro.
La procedura alla quale si è sottoposta a Jolie - laparoscopia salpingo-ooforectomia bilaterale - è stato motivato da una storia familiare di cancro ovarico (di questo era morta la madre).Un piccolo tumore benigno è stato trovato su un'ovaia, ma nessun altro segno di cancro è stato scoperto, ha scritto. Oltre alla madre, la nonna e la zia sono tutte morte di cancro.
"Indipendentemente dalle sostituzioni ormone che sto prendendo, ora sono in menopausa - ha scritto l'attrice - Io non sarò in grado di avere più figli, e mi aspetto che alcuni cambiamenti fisici. Ma mi sento a mio agio con tutto ciò che verrà, non perché io sono forte, ma perché questa è una parte della vita. Non c'è nulla da temere ".
Due anni fa  la Jolie aveva subito una preventiva doppia mastectomia, dopo che un esame del sangue  aveva mostrato una mutazione nel gene BRCA1.
Nel suo scritto, dal titolo "Diario di un intervento chirurgico", la Jolie ha dichiarato che i test hanno mostrato rischi elevati per il cancro, costringendola a rivolgersi alla chirurgia.
"Ho attraversato quello che immagino migliaia di altre donne si sono sentite. Ho detto a me stessa di stare calma, di essere forte, e che non avevo motivo di pensare che non sarei mai arrivata a vedere i miei figli crescere e a incontrare i miei nipoti ", ha scritto.
Come risultato del suo intervento chirurgico, la Jolie ha ricevuto un progesterone, che contribuirà a mantenere l'equilibrio ormonale e prevenire il cancro uterino, ha scritto.
Jolie, 39 anni, e il marito Brad Pitt hanno tre figli biologici e tre bambini adottati insieme.

lunedì 5 maggio 2014

Muore a 30 anni di cancro l'ex stella del tennis Elena Baltacha

Elena Baltacha
LONDRA - L'ex stella del tennis professionista Elena Baltacha, che aveva combattuto il cancro al fegato da quando si era ritirata, è morta domenica. Aveva 30 anni.
La Lawn Tennis Association ha annunciato la morte sul suo sito web, con l'ex allenatore Fed Cup Iain Bates che descrive Baltacha come "un modello vero, una grande concorrente e un’amica meravigliosa".
Nata in Ucraina, ma nazionalizzata britannica, Elena era figlia di Sergei, ex calciatore di Dynamo Kiev, Ipswich Town e della nazionale sovietica.
Alla Baltacha era stata diagnosticata la malattia (un cancro al fegato) nel mese di gennaio, due mesi dopo il ritiro dal tennis e solo poche settimane dopo il matrimonio con il suo allenatore di lunga data Nino Severino.
Severino ha detto: "Siamo straziati di là delle parole per la perdita della nostra bella, talentuosa e determinata Bally".
Quando aveva 19 anni, a Baltacha era stato diagnosticata  una condizione cronica di sofferenza del fegato, ma nonostante questo problema era riuscita a sviluppare una bella carriera con relativa normalità.. Il suo best ranking è 49 ° nel 2010 e ha raggiunto il terzo turno del Grand Slam tre volte - a Wimbledon nel 2002 e agli Australian Open nel 2005 e nel 2010.
Tristezza e incredulità, soprattutto tra le ex colleghe tenniste, cresce senza sosta su Twitter. Da Sertena Williams aVictoria Azarenka e a Angelique Kerber, da Andrea Petkovic a Kirsten Flipkens è un coro drammatico quello dei social network. A far rumore è anche il silenzio di Judy Murray, capitana britannica di Fed Cup, che conosceva molto bene Elena Baltacha. Il figlio Andy, ultimo vincitore a Wimbledon, l'aveva ricordata durante la sfida di Coppa Davis contro l'Italia a Napoli.

Flavia Pennetta ha twittato: “Sono triste. Svegliarmi e sapere che non sei riuscita a vincere la tua partita più importante mi fa star male. Ciao Elena, ci mancherai”.

lunedì 27 gennaio 2014

Destino: il "Malboro Man" è morto di cancro ai polmoni



NEW YORK - E' morto a 72 anni per un cancro ai polmoni Eric Lawson, noto come 'Marlboro Man' negli anni '70Lawson, attore di modesta fama, era divenuto popolare come testimonial pubblicitario della multinazionale del tabacco. Per tre anni consecutivi aveva interpretato il vigoroso cowboy che si accende la sigaretta mentre tiene le briglie di un cavallo. Erano gli anni in cui la Marlboro aveva fatto di quella figura uno degli elementi dominanti delle sue campagne promozionali.