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venerdì 31 marzo 2017

ORIA (Brindisi), avvocato spara a un cliente nel suo studio legale e lo uccide


BRINDISI, 31 marzo -Un avvocatoFortunato Calò, ha ucciso un suo cliente sparandogli con una pistola. E' accaduto all'interno di uno studio legale di Oria, nel Brindisino. La vittima è il 45enne Arnaldo Carluccio di Torre Santa Susanna. Subito dopo aver commesso il delitto, il legale avrebbe chiesto ai suoi colleghi di chiamare i carabinieri per consegnare l'arma e costituirsi.
Carluccio è stato trovato per terra in una pozza di sangue, raggiunto da diversi colpi di pistola.

La ricostruzione del delitto - Stando a quanto emerso fino ad ora dalle testimonianze, i colleghi di Calò avrebbero sentito gli spari, partiti dalla pistola che era legalmente detenuta. Calò e il suo assistito stavano discutendo di questioni legali, quando è iniziata la discussione, degenerata quando l'avvocato ha preso la pistola, detenuta regolarmente, ed ha fatto fuoco.

Subito dopo l'omicidio, Calò ha atteso l'arrivo dei carabinieri. Ha consegnato loro la pistola e si è fatto condurre in caserma dove è stato ascoltato e fermato: per lui l'accusa è quella di omicidio volontario.

Ancora da chiarire il movente - Per il momento non emergono indicazioni sul movente e gli inquirenti stanno analizzando anche la vita privata dell'uomo.

Lo studio legale è molto noto nella cittadina di Oria e oltre a Calò vi esercitano altri avvocati che saranno ascoltati dagli investigatori come persone informate sui fatti.

sabato 19 marzo 2016

NOVARA, noto avvocato uccide la moglie e si suicida

L'abitazione dell'avvocato

NOVARA, 19 marzo - Maurizio Calderini, uno degli avvocati civilisti più noti di Novara, ha ucciso nella notte la moglie Laura, poi con lo stesso fucile si è tolto la vita. L'uomo era anche membro del collegio sindacale del Banco Popolare. Sembra che all'origine del gesto, forse concordato proprio con la moglie ci sia la morte del figlio per leucemia.
Gli inquirenti non hanno molti dubbi sul movente dell'omicidio-suicidio: il noto legale non ha retto allo strazio di una vita che si era fatta molto difficile dopo la perdita del figlio trentenne, nel 2013. Un dramma familiare che non esclude che la tragedia sia stata programmata insieme dai due coniugi. Non rispondevano al telefono da qualche giorno, l’avvocato e la moglie così una parente si è preoccupata e ieri sera verso le 21 si è recata nell’abitazione, in una palazzina al civico 18d di baluardo Partigiani. E’ entrata e ha purtroppo trovato morta la coppia. Inutile , dunque, l’intervento del 118. Il medico legale, poi sul posto con la Polizia, non ha potuto far altro che constatare i decessi.

venerdì 21 agosto 2015

INTERNI/ Ricercato dall'ALGERIA, arrestato in Italia avvocato difensore dei diritti umani

AOSTA 21 agosto - L'avvocato algerino, attivista per i diritti umani, Rachid Mesli, è stato arrestato dalla polizia italiana al traforo del Gran San Bernardo, in esecuzione di un mandato di cattura internazionale. Mesli, che vive a Ginevra, è ricercato dalle autorità di Algeri per terrorismo. Per questo la Corte d'Appello di Torino dovrà pronunciarsi sulla richiesta di estradizione.
L'arresto risale al primo pomeriggio di mercoledì 19 agosto: Mesli, proveniente dalla Svizzera, era diretto in Italia su un'auto, con a bordo la moglie e un figlio. La polizia di frontiera, a seguito di un normale controllo dei documenti, ha dato esecuzione al mandato d'arresto Interpol. L'attivista è provvisoriamente detenuto nella casa circondariale di Brissogne (Aosta), in attesa della decisione dei magistrati italiani. Secondo quanto ricostruisce Amnesty international, l'avvocato è rifugiato in Svizzera dal 2000. Nel suo Paese infatti, sempre secondo quanto riferisce l'ong, nel 1996 è stato arrestato con l'accusa di aver "incoraggiato il terrorismo": in qualità di avvocato ha difeso carcerati islamisti vittime di tortura. Le autorità gli contestano di aver fornito informazioni ad organizzazioni internazionali come la stessa Amnesty e per tre anni è stato in carcere e vittima lui stesso di tortura. A Ginevra, dove vive con la moglie e i tre figli, ha fondato l'organizzazione Al-Karama, per denunciare le violazione dei diritti umani nel mondo arabo.

venerdì 10 luglio 2015

QUARTU, avvocato annuncia: "Ammazzo mia moglie e mi uccido". Trovati i cadaveri

Via Irlanda a Quartu

QUARTU SANT'ELENA, 10 luglio Il cadavere dell'avvocato Gilberto Nurra e della moglie sono stati ritrovati questa mattina, intorno alle 5,30, dalla polizia nella loro casa di via Irlana a Quartu. L'uomo aveva chiamato il 113 annunciando: "Ammazzo mia moglie e la faccio finita". Secondo la prima ricostruzione, Nurra avrebbe ucciso la moglie con un colpo di pistola per poi rivolgere l'arma contro se stesso.

sabato 18 aprile 2015

L'avvocato d'ufficio di GIARDIELLO non vuole più difenderlo, l'ORDINE glielo impone

Claudio Giardiello e il tribunale di Milano
MILANO, 18 aprile - Il legale d'ufficio di Claudio Giardiello, l'autore della strage al Tribunale di Milano dello scorso 9 aprile, pone una questione morale al consiglio milanese degli avvocati: "Con quale stato d'animo potrei assistere l'assassino di un mio collega?". Chiede per questo di rimettere il suo mandato, ma l'Ordine professionale glielo vieta. l caso posto dal legale d'ufficio ha sollevato il dibattito all'interno del consiglio dell'Ordine di Milano che, dopo una lunga seduta, ha comunque imposto la difesa di Guardiello con qusta motivazione: "Per rimettere il mandato è necessario non fare più parte delle liste dei difensori d'ufficio".
Solo in questo modo non si verrebbe meno ai principi che disciplinano la fedeltà del patrocinio. Questione deontologica. Insomma, il fatto che Giardiello abbia ucciso un collega del suo difensore, per di più iscritto allo stesso ordine, da solo non basta per dichiarare l'incompatibilità. Se il legale decidesse di rinunciare rischierebbe quindi un procedimento disciplinare.