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mercoledì 11 gennaio 2017

CHARLESTON, condannato a morte l'autore del massacro in chiesa


CHARLESTON, 11 gennaio - Dylann Roof, il 22enne bianco autore del massacro nella chiesa della comunità afroamericana a Charleston, in South Carolina, dove aprì il fuoco il 17 giugno 2015 uccidendo 9 persone, è stato condannato a morte. E' la prima condanna federale alla massima pena per un crimine legato a odio razziale.
Per circa tre ore la giuria è rimasta riunita prima di deliberare e la sentenza giunge dopo una serie di deposizioni dell'imputato che non ha mostrato alcun rimorso o segnale di pentimento. Al contrario, Dylann Roof ha insistito ancora oggi davanti ai giudici sui suoi intenti dichiarati all'arresto: ripristinare la segregazione o innescare una guerra razziale. Roof ha anche respinto con forza ipotesi di eventuali turbe psicologiche e non ha mai chiesto perdono o clemenza.

lunedì 1 febbraio 2016

MESSICO, 11 ragazzi massacrati nello stato di Guerrero


CITTA' DEL MESSICO, 1 febbraio - Undici ragazzi sono stati massacrati in Messico durante una "quinceanera", la gran festa che tradizionalmente accompagna il compimento dei 15 anni. La sparatoria è avvenuta  a Cundancito, nella regione della Tierra Caliente dello Stato di Guerrero, uno dei più poveri del Paese dove rapimenti, omicidi e altri reati collegati al traffico di droga sono in velocissima ascesa. Sempre nel sud di questo stato, nel settembre 2014, si è verificato il rapimento di 43 studenti, scomparsi nel nulla e con tutta probabilità uccisi dai narcotrafficanti. 

domenica 11 ottobre 2015

ESTERI/ Almeno 95 i morti nel massacro di ANKARA



ANKARA, 11 ottobre - L'unità di crisi dalla presidenza del consiglio turca ha indicato in almeno 95 il numero di morti e in quasi 250 quello dei feriti nelle due espolsioni davanti alla stazione di Ankara. Si tratta del  più grande attentato terroristico nella storia del paese. Quarantotto persone rimangono in terapia intensiva su 246 rimaste ferite.
Il presidente americano Barack Obama ha chiamato quello turco Recep Tayyip Erdogan porgendo le proprie condoglianze per le vittime degli attentati dinamitardi. Lo riferisce il sito del quotidiano Zaman. Obama, affermando di "condividere il dolore della Turchia, ha assicurato a Erdogan che gli Stati uniti continueranno ad appoggiare Ankara nella lotta al terrorismo. "I due leader avrebbero concordato di tenere colloqui più completi nei prossimi giorni", riferisce il sito. 
"Ci sono indizi seri" che l'attacco sia stato compiuto da 2 kamikaze infilati nel corteo di pacifisti pronto a sgilare. Lo ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu, annunciando anche 3 giorni di lutto nazionale.
"E' un attacco alla democrazia del Paese", che si prepara alle elezioni anticipate del primo novembre. Davutoglu ha annunciato l'intenzione di incontrare i leader dei partiti di opposizione socialdemocratico Chp e nazionalista Mhp, ma non del filo-curdo Hdp.

domenica 23 novembre 2014

I MASSACRI USA. uomo uccide 4 persone a Cleveland. Tra loro una donna incinta, morto anche il bambino

La villetta del massacro

CLEVELAND - Orrore in Ohio, dove quattro persone, tra cui una donna incinta, sono state uccise in una sparatoria avvenuta in un'abitazione a Cleveland sulla East 92 ndStreet.. Un uomo armato di pistola ha ammazzato un 60enne e due ragazzi di 19 e 17 anni per poi uccidere una donna incinta di 28 settimane, giunte per caso sul posto dopo il massacro e ferire la sua bambina di 9 anni. Ancora da chiarire il movente della carneficina.

La donna incinta si chiamava Sherita Johnson, 41 anni, mentre le identità delle altre vittime non sono state rese note. Le indagini sono ancora in corso e la polizia ha fatto sapere di non avere per ora indizi su sospetti o movente.
Il feto non è sopravvissuto mentre è sopravvissuto l'altro figlio di due anni della donna, seduto sul sedile posteriore nell'auto e non è stato forse visto dal killer. L'omicida, subito dopo aver compiuto la strage nell’abitazione, sarebbe stato sorpreso dalla bambina arrivata in casa per prendere alcuni vestiti. A questo punto il folle ha sparato alla piccola, ferendola non gravemente al petto e poi alla madre, ammazzandola cpon il bambino che portava in grembo. Quindi si è dato alla fuga.

mercoledì 18 dicembre 2013

La Farnesina: via dal Sud Sudan, cove c'è stato un massacro (500 morti) e un tentato golpe



JUBA - Quindicimila persone si sono rifugiate nel compound dell'Onu per sfuggire al massacro
JUBA (Sud Sudan) - E' il bilancio di un massacro, quello dei violenti scontri tra diverse fazioni militari in Sud Sudan: le vittime, secondo quanto riferito dall'Onu, sono quasi 500, mentre i feriti sono oltre 800. Un vero e proprio bagno di sangue che ha costretto 15mila persone a rifugiarsi nelle basi Onu della capitale, Juba. Dietro i disordini ci sarebbe un tentativo di golpe sventato dal presidente, Salva Kiir. La Farnesina sconsiglia i viaggi.
Il segretario generale Ban Ki-moon aveva lanciato l'allarme, dicendosi "profondamente preoccupato" per ciò che stava accadendo nel paese, con il rischio che gli scontri si trasformassero in un vero e proprio bagno di sangue. E i dati resi noti da un responsabile Onu al Consiglio di Sicurezza non hanno lasciato dubbi: il bagno di sangue c'è stato. 
A spararsi addosso, con armi pesanti e leggere, fazioni militari rivali della guardia repubblicana. Le strade polverose di Juba sono deserte, la gente non esce da casa e dalle capanne e si vede solo qualche veicolo di pattuglia mentre la rappresentante delle Nazioni Unite nel Paese, Hilde Johnson, ha lanciato un appello a tutti i cittadini e alle forze in campo a evitare le violenze basate sull'appartenenza etnica. 
Dietro i disordini ci sarebbe un tentativo di golpe sventato dal presidente Salva Kiir, secondo il quale il tentativo di putsch sarebbe da attribuire all'ex vicepresidente Riek Machar, licenziato a luglio. Ma è l'allarme degli Stati Uniti a dare il segno della gravità di una situazione vicina a sfuggire a qualsiasi controllo. Washington ha deciso di sospendere tutte le normali attività dell'ambasciata in Sud Sudan e di evacuare il personale americano non essenziale. Il Dipartimento di Stato ha chiesto anche agli altri cittadini statunitensi di lasciare il Paese al più presto

A causa del deterioramento della sicurezza, la Farnesina, con un avviso sul sito viaggiaresicuri.it, sconsiglia "vivamente" ai connazionali di recarsi nel Paese. Agli italiani che intendano viaggiare o restare sotto la propria responsabilità in Sud Sudan si "raccomanda la massima prudenza e di rimanere in stretto contatto con l'ambasciata d'Italia in Addis Abeba, evitando in ogni caso gli spostamenti via terra al di fuori delle aree urbane".