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venerdì 5 maggio 2017

PARIGI, striscione anti-LE PEN, sulla Torre Eiffel


PARIGI, 5 maggio - Attivisti di Greenpeace hanno srotolato uno striscione questa mattina contro il Fronte Nazionale sulla Torre Eiffel a ParigiP.
Dodici persone sono state arrestate dalla polizia , accusate di aver degradato una rete di sicurezza.
Questa azione ha portato a due giorni del secondo turno delle elezioni presidenziali e, mentre la minaccia jihadista resta alta " la prova del malfunzionamenti del dispositivo di sicurezza alla Torre Eiffel", ha detto la prefettura la polizia in un comunicato.
Lo scopo dello stri scione è quello di "mettere in guardia contro la proposta di Marine Le Pen e ciò che rappresenta di rischi per le associazioni e oltre", ha detto alla stampa Julliard, direttore esecutivo di Greenpeace France .
Oltre il motto della Repubblica francese, la bandiera di 30 metri di 10 di nome porta il  dell'organizzazione ambientale e la menzione di #resist menzione, in lettere nere su fondo giallo. È stato sospeso tra due pilastri della torre, sotto il primo piano.
"Greeenpeace è interessato a questo momento di rinascita del nazionalismo in Turchia, Ungheria e ai rischi di restrizione della libertà di associazione. La nostra missione è di opporsi", ha detto Julliard.
La città di Parigi ha denunciato un'azione intrapresa "illegalmente", che "non può hcondannare." "Non è accettabile che un monumento come la Torre Eiffel, simbolo di Parigi, dei parigini comuni e di tutti i francesi, sia utilizzato a fini politici", ha detto.

Contestazioni all'arrivo di Marine le Pen a Reims. La candidata del Front National è giunta a sorpresa nella cittàdell'est della Francia insieme al suo alleato di Debout la France, Nicolas Dupont-Aignan. Come ieri in Bretagna, Marine Le Pen è stata accolta con fischi, slogan anti-Fn e il lancio di qualche uova. Protetta dal servizio d'ordine, la leader dell'estrema destra è entrata all'interno della cattedrale di Reims.

mercoledì 22 giugno 2016

Il PIANISTA tra i ghiacci

Greenpeace ha pubblicato questa immagine del pianista Ludovico Einaudi che si esibisce in una'Elegia per l'Artico'  appositamente composta su una piattaforma galleggiante nel Mar Glaciale Artico. Con questa azione, Greenpeace sta sollecitando la Commissione OSPAR che si riunisce questa settimana a Tenerife a non perdere la possibilità di proteggere acque internazionali nell'ambito del suo mandato.

venerdì 27 dicembre 2013

Bentornato, Cristiian. "La mia battaglia per l'Artico continua"


Cristian D'Alessandro al suo arrivo a Napoli
NAPOLI -  Fine dell'odissea per l'attivista italiano di Greenpeace, Cristian D'Alessandro, che è finalmente rientrato a casa dalla Russia. Il rimpatrio è avvenuto dopo l'ultima notifica di amnistia e il rilascio del visto. "Ci siamo, ce l'abbiamo fatta. Sarò per sempre grato ai milioni di persone nel mondo che ci hanno sostenuto in questi mesi", ha detto una volta atterrato all'aeroporto di Napoli.
Dalle sue prime parole, pronunciate all'uscita dallo scalo campano, emerge la voglia di D'Alessandro di continuare le sue battaglie per il bene del pianeta: "Alla Gazprom, alla Shell e a tutte le compagnie che intendono perforare l'Artico in cerca di petrolio possiamo dire che la campagna di Greenpeace non si ferma qui. E non si fermerà fino a quando questo ecosistema così fragile, e così importante per il clima terrestre, non sarà protetto". 
D'Alessandro, come i suoi compagni, è rimasto in Russia più di tre mesi. Era stato arrestato il 18 settembre per aver assaltato una piattaforma petrolifera di Gazprom nel mar Artico. A metà novembre la libertà, su cauzione, limitata dall'obbligo di non lasciare il Paese. "E' strano pensare che in qualche modo è stata una grande esperienza: di sicuro ha cambiato le nostre vite", ha detto al suo ritorno a casa.

mercoledì 18 dicembre 2013

Mosca, la Duma "allarga" l'amnistia anche agli attivisti di Greenpeace e alle Pussy Riot

Cristian D'Alessandro
Le Pussy Riot
MOSCA - La Duma russa ha approvato una modifica al progetto sull'amnistia promosso da Vladimir Putin che la estende anche sia agli attivisti di Greenpeace, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro, accusati di teppismo e liberi su cauzione sia alle Pussy Riot. Il voto in terza lettura, considerato una pura formalità tecnica, si svolgerà alle 16 ora di Mosca, le 13 in Italia.. Lo scrive Interfax precisando che in base a questa formulazione essa varrà pure per imputati in attesa di giudizioIl testo iniziale del provvedimento legislativo in discussione prevedeva che le persone sotto inchiesta con l'accusa di teppismo o reati di portata analoga potessero essere amnistiati solo dopo una sentenza. Ma l'emendamento votato oggi dalla Duma - e apparentemente pensato soprattutto per chiudere il contenzioso internazionale innescato dal fermo degli attivisti della nave Arctic30 impegnati in un tentativo di abbordaggio di protesta contro una piattaforma artica del colosso russo degli idrocarburi Gazprom - modifica il quadro. 

mercoledì 25 settembre 2013

In arresto i 30 attivisti di Greenpeace (uno italiano) a Murmansk, nell'Artico


MURMANSK - Le proteste di Greenpeace contro la piattaforma russa di perforazione nell'Artico
MURMANSK - I trenta attivisti di Greenpeace membri dell'equipaggio del rompighiaccio Arctic Sunrise, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro, si trovano in custodia cautelare in "centri di detenzione provvisoria" per essere interrogati. Il gruppo era stato accusato martedì di "pirateria" dalle autorità russe. Lo ha reso noto l'organizzazione ambientalista.
''Cristian d'Alessandro sta bene, e' in ottime condizioni fisiche e psicologiche'': lo ha riferito all'ANSA il console generale di San Pietroburgo Luigi Estero, dopo che il suo vice ha incontrato il giovane a bordo della Sunrise, ancorata a Murmansk in seguito al blitz contro la prima piattaforma petrolifera artica russa Gazprom. ''Cristian ha riferito di non aver subito alcun maltrattamento e di voler rassicurare la famiglia'', ha aggiunto il console generale. Il suo vice, Francesco Cimellaro, ha potuto incontrarlo a bordo della nave, come hanno fatto i diplomatici e i funzionari consolari della quindicina di Paesi cui appartiene la maggioranza dei 30 attivisti della Sunrise, tutti stranieri, tranne quattro russi. Il giovane ha ribadito il carattere pacifico del blitz contro la piattaforma petrolifera e ha precisato di essersi imbarcato con un regolare contratto da marittimo, che scade a novembre.
Entro due giorni le autorità decideranno sul rilascio o meno dei fermati. Nei primi interrogatori non è stata contestata la pirateria ma la violazione di alcuni articoli del diritto amministrativo russo, si apprende in ambienti diplomatici. In tal caso si ridimensionerebbe il quadro accusatorio iniziale evocato dal portavoce del comitato investigativo russo, almeno per i militanti che non hanno partecipato al tentativo di scalare la piattaforma.
L'attivista italiano è entrato a far parte dell' equipaggio internazionale delle navi dell'associazione ambientalista a inizio 2013, dopo vari anni di volontariato nel Gruppo Locale di Napoli. E' stato fermato dalle autorità russe insieme ad altri 29 militanti di Greenpeace e membri dell'equipaggio dell'Arctic Sunrise, dopo le proteste contro la piattaforma Prirazlomnaya di Gazprom. Il reato di pirateria, per ora non contestato agli attivisti, prevede fino a 15 anni di carcere. 

La rompighiaccio battente bandiera olandese è stata rimorchiata nella rada di Murmansk, nell'estremo nord russo. A prenderne possesso era stato un commando della guardia costiera, che aveva agito sparando anche alcuni colpi in aria come avvertimento. Alcuni attivisti che avevano tentato di salire sulla piattaforma erano stati fermati e trattenuti per qualche ora.

mercoledì 28 agosto 2013

Minacciata dai russi nave di Greenpeace che protesta nell'Artico contro le trivellazioni

La Arctic Sunrise nell'Artico
MARE DI KARA (Artico) - L’ Arctic Sunrise, la nave rompighiaggio di Greenpeace in missione nei mari artici contro le trivellazioni petrolifere, ha deciso di allontanarsi dalla Rotta del Mare del Nord (Northern Sea Route, NSR) sotto la minaccia della guardia costiera russa di ricorrere all’uso della forza e delle armi.
Ieri mattina la guardia costiera russa è salita a bordo dell’Arctic per una“ispezione” obbligatoria,a seguito di una protesta pacifica. Quattro membri della guardia costiera russa sono saliti a bordo della nave senza alcun permesso dopo che un gruppo di attivisti aveva aperto dei banner “Save the Arctic” sui gommoni vicini alla nave Geolog Dmitry Nalivkin. Questa nave è stata noleggiata dalla compagnia Rosneft, di proprietà dello stato russo, e dal gigante americano Exxon Mobil.

Il mare di Kara

“La nostra spedizione - spiega Greenpeace in un comunicato - rappresenta i quasi 4 milioni di persone che vogliono difendere l’artico (www.SaveTheArctic.org) e che vogliono conoscere i rischi che si nascondono dietro le trivellazioni di petrolio, ma le autorità russe continuano a voler bloccare ogni nostra azione. La nostra protesta è interamente sicura e pacifica, mentre l’esplorazione artica costituisce una minaccia enorme al fragile ecosistema Artico e alle specie animali che vi dimorano. Lo scorso mercoledì il governo russo aveva negato all’Arctic Sunrise il permesso di entrare nella rotta del Mare del Nord, nonostante la nave soddisfacesse tutti i requisiti di sicurezza richiesti. Questo divieto di ingresso è stato un chiaro tentativo del governo russo di soffocare le voci di coloro che criticano l’industria petrolifera. Non ci siamo fatti intimidire, forti del fatto che la nostra è una protesta pacifica: nonostante il divieto, sabato mattinal’Arctic Sunrise ha fatto ingresso nel mare di Kara” che è una porzione meridionale del Mar Glaciale Artico ed è ricoperto da ghiaccio per la maggior parte dell'anno ad eccezione di poche settimane in estate quando è possibile la navigazione. Il mare è ricco di giacimenti di petrolio non ancora sfruttati.
La nave si appresta adesso a lasciare la sua rotta per evitare di far correre rischi all’equipaggio, ma continuerà a testimoniare e a fare luce sulle attività delle compagnie petrolifere nella Russia artica. Greenpeace chiederà al governo olandese di protestare formalmente con il governo russo “per questa evidente violazione non solo del diritto internazionale della navigazione ma anche di quello di espressione”.

mercoledì 24 aprile 2013

Gli attivisti di Greenpeace all'abbordaggio di nave carboniera sulla Barriera corallina

SYDNEY - Gli attivisti di Greenpeace a bordo della nave
SYDNEY - Attivisti dell'organizzazione Greenpeace hanno compiuto un arrembaggio su una barca che trasportava un carico di barbone di fronte alle coste nord-orientali dell'Australia, non lontano dalla Grande Barriera Corallina, chiedendo di porre fine all'esportazione di questo minerale inquinante. I sei attivisti a bordo del 'Rainbow Warrior' si sono avvicinati al cargo MV Meister, che era stato caricato nella notte con carbone termico nel porto di Abbott Point e poi lo hanno abbordato per consegnare una missiva al capitano, in cui gli ecologisti esprimono le loro preoccupazioni per il cambiamento climatico e la mancanza di azioni politiche per fermarlo.