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lunedì 9 gennaio 2017

THAILANDIA, due giovani turisti italiani strappano bandiera, arrestati. Rischiano 2 anni


KRABI, 9 gennaio - Due giovani turisti italiani di 20 e 18 anni sono stati arrestati a Krabi, nel sud della Thailandia, per aver strappato e gettato a terra alcune bandiere thailandesi. Si tratta di un reato che potrebbe costare loro fino a due anni di carcere. I due, che compariranno davanti al tribunale militare di Surat Thani, sono stati costretti a scusarsi in un video. Il caso è seguito con attenzione anche dalla nostra ambasciata a Bangkok. Identificati dai media thailandesi come Tobias (20 anni) e Ian (18), i due sono stati arrestati nella loro guesthouse dopo essere stati identificati nelle immagini di un video di una telecamera di sorveglianza, mentre strappavano cinque tricolori thailandesi dalle tende di alcuni negozi a Krabi lo scorso sabato sera.

Si sono giustificati dicendo di essere stati ubriachi dopo aver passato la serata in un pub. In un video diffuso su YouTube e ripreso nella stazione di polizia di Krabi, i giovani si sono scusati con le mani giunte al petto (il "wai" thailandese) e ribadendo il loro amore per la Thailandia. "Siamo davvero dispiaciuti, non sapevamo della legge che protegge la bandiera", dice uno di loro.

Il video è diventato virale in Thailandia, un Paese dove il patriottismo è inculcato dal sistema educativo e dai media, raccogliendo già 620mila visualizzazioni da questa mattina. Initile dire che la stragrande maggioranza dei commenti sono profondamente negativi verso i due italiani.

domenica 10 aprile 2016

CASO REGENI, l'Italia "sconsiglierà" l'Egitto ai turisti. Rientrato l'ambasciatore


ROMA, 10 aprile - E' sempre più tensione tra Italia ed Egitto dopo il fallimento del vertice tra gli inquirenti dei due Paesi sul caso della morte del ricercatore Giulio Regeni. Dopo aver richiamato l'ambasciatore italiano da Il Cairo, rientrato oggi in Italia, la Farnesina avrebbe intenzione, tra le prossime misure da prendere, di "sconsigliare" ai nostri turisti l'Egitto.
L'ambasciatore italiano in Egitto, Maurizio Massari, come previsto, ha lasciato Il Cairo ed è rientrato  in Italia. Massari, salutato da un funzionario dell'ambasciata allo scalo egiziano, non ha rilasciato dichiarazioni.

Dopo il rifiuto degli investigatori egiziani di consegnare i tabulati, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni avrebbe intenzione, secondo Il Corriere della Sera, di esaminare con l'ambasciatore italiano Maurizio Massari quali provvedimenti prendere.

A livello politico il ventaglio delle possibilità prevede il raffreddamento delle relazioni, ovvero un "downgrade" del livello dei contatti (missioni e consultazioni delegate a sottosegretari o funzionari, non più a ministri) e, ovviamente, il congelamento dei vertici intergovernativi annuali. Quello di quest'anno, che era in agenda pur senza una data, a meno di svolte clamorose non si terrà.

Le sanzioni economiche e il blocco di tutti gli accordi commerciali (si parla di 5 miliardi di investimenti, a partire dal maxi giacimento di gas di Zohr) viene, almeno per il momento, ritenuta l'ultimissima ratio, nel caso in cui la situazione dovesse irrimediabilmente precipitare. Ma sarebbe il proverbiale punto di non ritorno e comunque per un passaggio del genere sarebbe necessario un sostegno concreto dei partner europei, dal momento che misure unicamente bilaterali finirebbero per essere inefficaci e inutilmente autolesionistiche.

"I nostri investigatori spiati in Egitto" - Intanto è emerso che i nostri investigatori, durante la missione in Egitto, sarebbero stati spiati. E' quanto rivela La Repubblica. Non solo. Per per otto settimane, tra il 5 febbraio e il 30 marzo, Il Cairo avrebbe monitorato ogni mossa anche del personale diplomatico.

domenica 16 agosto 2015

ESTERI/ 5 turisti ITALIANI scomparsi durante un'immersione a SANGALAKI (Indonesia)




GIACARTA 16 agosto - Cinque turisti italiani ed un belga sarebbero dispersi dopo un'immersione nelle acque dell'isola di Sangalaki in Borneo, nell'est dell'Indonesia. Lo scrive il Jakarta Post. "Sono considerati dispersi da sabato sera, e l'operazione per trovarli è in corso", ha detto il capo dell'agenzia di soccorsi per la regione di East Kalimantan. Durante le ricerche nelle acque della zona, è stata trovata la guida, ma non i turisti. La Farnesina a sapere di essere già in contatto con le autorità locali.
La guida locale, che un residente sull'isola di Derawan isola, è è attualmente in cura presso un ospedale. Egli non è ancora in grado di dare alcuna informazione circa l'incidente. Gli stranieri dispersi comprendono due donne italiane, vale a dire Michela, 33, e Valeria, 34; e tre uomini italiani, vale a dire Alberto, 36, Daniele, 36 anni, e Vana Chris, 29. L'identità del belga non è ancora noto.
Erano partiti per le acque di Sangalaki dall'isola di Derawan. Il pilota motoscafo che li aveva trasportato da Derawan ha detto che i subacquei non erano ritornatialla barca il sabato pomeriggio e ha denunciato l'accaduto agli altri barcaiol. Dopo aver cercato le acque della zona, hanno trovato la guida mentre i sei stranieri rimangono mancanti.

venerdì 19 giugno 2015

MALTA, due turisti italiani in ritardo bloccano aereo sulla pista. Arrestati

La pista dell'aeroporto di Malta
LA VALLETTA, 18 giugno  - Invece di telefonare per lanciare un finto allarme bomba, come e' successo in passato, per bloccare l'aereo che stavano per perdere, una coppia di italiana ha scelto ieri una forma più plateale per provare a fermare il loro jet: invadere la pista di decollo e fermarsi davanti al gigantesco Boeing 737 della Ryanair in procinto di dare massima potenza ai motori e partire. 
  Matteo Clementi 26 anni e la compagna Enrica Apollonia, 23, intrappolati nel traffico per un'ora e quarantacinque minuti, una volta arrivati al gate hanno scoperto che il volo era già chiuso, riferisce il Times of Malta. A quel punto (erano le 12,30) sollevando qualche dubbio sulla sicurezza dello scalo usato ogni anno da milioni di turisti, si sono spostati e hanno forzato una porta anti-incendio, ritrovandosi sul piazzale. Qui hanno segnalato, urlando e agitando le braccia, ai piloti di non partire e di farli salir a bordo. Il tutto mentre i motori erano già accesi, rischiando anche di essere risucchiati nei due reattori. I due sono stati arrestati, dopo qualche minuto, dalla polizia e sono apparsi in tribunale. Il loro legale ha provato - senza successo - ad usare a loro discolpa il fatto che ieri era il genetliaco della donna e che dovevano a tutti i costi "festeggiarlo in famiglia". Ma invece sono finiti in cella, apparentemente inconsapevoli della gravita' di quanto hanno commesso. Alla fine se la sono cavata bene: hanno trascorso solo una notte in gattabuia e hanno dovuto pagare una multa di 2.329 euro, la penalita' piu' bassa prevista dal codice, e potranno anche versarla a rate. E gli è andata bene perché rischiavano fino a due anni di prigione.

domenica 31 agosto 2014

Tre TURISTI italiani morti in un pullman che si rovescia in Bolivia

I rottami del pullman
LA PAZ (Bolivia) - Sono tre gli italiani deceduti nell'incidente stradale in Bolivia che ha visto un pullman ribaltarsi per l'alta velocità: altri tre connazionali sono sopravvissuti (due feriti) e hanno ricevuto assistenza dall'ambasciata italiana a La Paz. 
Nel grave incidente sono stati almeno dieci i morti, per lo più turisti stranieri. Le notizie sono però ancora tutte da verificare. Secondo quanto si è appreso nelle Marche, tra le vittime dell'incidente c'è Lorenzo Licciardi, turista di 30 anni di Marina di Montemarciano. Lavorava come idraulico a Senigallia. Viveva coi genitori a Marina, ma al rientro dalla vacanza, che sognava da tempo, sarebbe andato a stare da solo. Ieri notte, i carabinieri hanno avvertito la famiglia.
I feriti, secondo l'agenzia di stampa boliviana, sarebbero almeno 24, alcuni dei quali gravi. Il comandante locale di polizia, Gonzalo Carrasco, ha precisato che l'incidente è avvenuto fra Potosì e Oruro, sulla strada Panamericana, in direzione della capitale boliviana La Paz, a circa 35 km dalla località di Challapata. Il pullman era affittato all'impresa Trans Turismo Omar

Il conducente boliviano è fra i 9 morti. Fra le nazionalità delle persone coinvolte citate dalla polizia boliviana, oltre ai tre italiani, si parla di tedeschi, svizzeri, brasiliani, canadesi, australiani, peruviani e boliviani. Le salme, scrive l'Abi, sono state portate all'ospedale San Juan de Dios di Challapata.
L'elenco dei morti secondo il rapporto della polizia è: Erlan Ivan Rodriguez Machicado 30 anni, autista, Carla Beatriz Mamani Quispe; Kurt Stel Alexander Craig 25 anni di cittadinanza australiana; Linggi Silvia Rivero (23) Svizzera; Cirmolo Franco (53) Italiano; Beatriz Pozo-Kit Wong (25) Perù; Steve Rogge (30) Svizzera; Sonja Odermatt 30, Lorenzo Liciardi 30 anni di nazionalità italiana che sono morti nella clinica Cristo  Re nel pomeriggio; una donna non identificata italiana.
Tra i feriti, sette cittadini stranieri sono stati identificati, tra cui: Miriam Kuball (28) della Germania; Simon Benajar (38) della Germania; Jemma Banez (27) Italia; Tuli Ita Franco (50) Italia; Thiago Goitinhg (25) del Brasile e Patric Mendez (25) del Canada; il resto dei feriti sono boliviani.
Sulla destra in basso Challapata, il luogo dell'incidente


lunedì 18 agosto 2014

DUE TURISTI ITALIANI naufraghi per 2 giorni in mare in Indonesia, salvati assieme ad altri 23


GIACARTA - Otto stranieri e cinque indonesiani, naufragati sabato scorso sulla loro barca a est dell'Indonesia, sono stati soccorsi questa mattina. Lo hanno reso noto i servizi di salvataggio. Di 25 persone che erano a bordo, 23 sono state salvate e 2 restano disperse. Tra le persone recuperate ci sono due italiani. Lo hanno reso noto i servizi di soccorso indonesiani, secondo i quali c'erano 18 turisti stranieri, dalla Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Spagna, Paesi Bassi, Germania, Francia e Italia. Due stranieri rimangono mancanti. Alcuni erano stati recuperato già domenica, gli altri (italiani compresi) sono stati trovati nelle prime ore di oggi a circa 100 chilometri al largo della costa dell'isola di Sumbawa, che è vicino a Sangeang. I due italiani, secondo fonti della Farnesina stanno bene e sono stati ricoverati per accertamenti. I due - spiegano le fonti - "sono in buone condizioni e sono stati trasferiti in una vicina struttura ospedaliera per accertamenti e per ricevere le cure opportune". Alla Farnesina si ricorda e si precisa che "il nostro personale in Indonesia, in contatto con loro e in stretta collaborazione con le nostre strutture, stanno fornendo tutta l'assistenza necessaria".
Il battello turistico è affondato durante una tempesta che ha colpito tutto l'arcipelago: i turisti sono siprsavvissuti  in una scialuppa  o galleggiando nei loro giubbotti di salvataggio"Sono stati tutti trovati insieme, alcuni nella scialuppa e qualcuno galleggiante nei giubbotti di salvataggio  al largo di Sape", a est di Sumbawa, ha detto il funzionario Budiawan, capo della agenzia di ricerca e soccorso  sull'isola di Lombok, che si trova ad ovest di Sumbawa: l'uomo  ha detto che i naufraghi italiani e gli altri erano ormai nella città di Sape.
Un giornalista di AFP a Sape ha visto alcuni delle persone soccorse in trattamento in un centro di salute della comunità. Sono apparsi in stato di shock.
Il sopravvissuto francese Bertrand Homassel ha detto che lui e un gruppo di altri ha dovuto nuotare per sei ore per raggiungere Sangeang dopo che la nave è affondata lentamente e che solo un piccolo numero era potuta salire nell'unica scialuppa di salvataggio. Ha asggiunto che la barca ha iniziato affonda dopo essere stato colpito da una tempesta nella notte di venerdì, che aveva danneggiato lo scafo.
"Sei persone erano nella scialuppa. Gli altri sono saliti sul tetto della barca, che non era completamente affondato", ha detto, parlando da un hotel a Bima, una città a Sumbawa, dove sono state portate le prime persone soccorse domenica.
 "Abbiamo aspettato fino a mezzogiorno di sabato Eravamo a cinque chilometri dalla costa - c'erano molti grandi onde. La gente ha iniziato a farsi prendere dal panico ... Ognuno ha preso la decisione di nuotare verso l'isola più vicina, a cinque chilometri di distanza, dove c'era un vulcano in eruzione."
Ha detto che sono arrivati ​​a Sangeang mentre il sole stava tramontando, trovandola deserta. Hanno trascorso la notte, sopravvivere bevendo la propria urina e mangiare le foglie.
Domenica hanno attirato l'attenzione di una barca che passava agitando i loro giubbotti di salvataggio, e sono stati salvati e portati a Bima, ha detto. "Sono stato davvero molto fortunato", ha aggiunto Homassel.

martedì 7 gennaio 2014

Partiti i turisti italiani bloccati a Roatan e Cancun (con 46 ore di ritardo)


I turisti italiani in attesa di imbarco all'aeroporto di Cancun, in Messico
CANCUN - Rientrano in Italia i 300 turisti rimasti bloccati per due giorni all'isola di Roatan e a Cancun, in Messico, per un guasto a un Boeing della compagnia Air Italy-Meridiana. Il ritardo accumulato è di 46 ore. Registrati momenti di tensione a bordo del velivolo tra i passeggeri, esasperati, e il personale della compagnia. Per sedare gli animi e consentire il decollo dell'aereo sostitutivo, operato da una compagnia portoghese, è dovuta intervenire la polizia.

sabato 24 agosto 2013

Rapiti da poliziotti corrotti e poi liberati due turisti italiani in Thailandia

BANGKOK - Brutta avventura per due turisti italiani sono stati sequestrati per 24 ore in Thailandia da poliziotti corrotti, e poi liberati dalla polizia. Lo rivela il quotidiano Bangkok Post. I rapiti secondo il quotidiano sono Danilo De Vito, 51 anni, e Antonio De Muro, 62. Lunedì, spiega la ricostruzione della forze dell'ordine, De Vito e Di Muno sarebbero stati arrestati da quattro poliziotti alcune ore dopo il loro arrivo nel Paese, dove si erano recati in vacanza, mentre stavano prelevando dei contanti ad un bancomat.
I poliziotti hanno chiesto ai due turisti, accusati di utilizzare un bancomat falso, di pagare due milioni di baht (quasi 47mila euro) per fare cadere le accuse. Dopo essere riusciti a dimezzare l'importo richiesto, De Vito e Di Muno hanno avvisato le loro famiglie in Italia, cui hanno chiesto i soldi. I parenti avrebbero quindi allertato la polizia italiana che ha poi avvertito l'Interpol.

Martedì, la polizia ha trovato i due italiani incolumi in un motel di Bangkok, dopo che avevano già trasferito i soldi in Thailandia. La polizia ha anche arrestato un cittadino dell'Uzbekistan che avrebbe fatto da interprete agli agenti di polizia.

domenica 18 agosto 2013

Rientro di massa di turisti italiani dal Mar Rosso. Partiti, invece, solo in 4

ROMA - Un volo Mistralair e' partito stamani da Fiumicino per Marsa Alam, in Egitto, sul Mar Rosso, con 5 passeggeri a bordo che hanno firmato una liberatoria. Sono 4 i voli decollati in mattinata verso l'Egitto, compresi quelli di linea, secondo Aeroporti di Roma (Adr). Si stima siano tra i 1000 e i 1500 i passeggeri che nelle ultime 24 ore sarebbero dovuti partire per il Mar Rosso e che non l'hanno fatto. Circa 600 invece sono rientrati tra ieri sera e stamani. Nel pomeriggio attesi altri 7 voli.

giovedì 15 agosto 2013

La Farnesina: no a viaggi in Egitto, escluso il Mar Rosso


ROMA - La Farnesina invita gli italiani a non fare viaggi in Egitto con "destinazioni diverse dai resort in Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice, Hurghada) e nella costa nord (Marsa Matrouh, El Alamein)", dove per ora non ci sono elementi di criticità. Lo si legge nell'aggiornamento ViaggiareSicuri che sconsiglia 'fortemente' anche le escursioni.
"A seguito dei violenti scontri, le autorità locali hanno proclamato lo stato di emergenza nel Paese e il coprifuoco in dodici Governatorati". 

Circa 14mila italiani si trovano in Egitto per le vacanze di Ferragosto

mercoledì 20 febbraio 2013

Attaccati per rapina turisti italiani a Malindi, con pistole e machete: due feriti


MALINDI - Nuovo attacco a turisti italiani a Malindi, in Kenya. Un commando di sei persone incappucciate ha assaltato con pistole e machete un gruppo di ville private per rapinarle. Un italiano è stato ferito a colpi d'arma da fuoco: trasportato in ospedale sarebbe fuori pericolo. Un altro è stato accoltellato a una mano.  
La Farnesina ha confermato la notizia. Il rappresentante consolare di Malindi Roberto Macrì sta seguendo la vicenda sul posto. Appena due settimane fa in un resort di Mayungu, una turista italiana, Paola Boglio di Brescia, era sopravvissuta per miracolo a un colpo di pistola che l'aveva ferita alla nuca. Dopo 48 ore di ricovero nell'ospedale di Malindi, ha fatto rientro in Italia in buone condizioni di salute.


"E' stata un'esperienza assurda". E' ancora scossa la voce di Alessandro Aiani che al telefono con l'Ansa racconta la notte da incubo appena trascorsa nella villa a Mayungu, tra Malindi e Watamu, in cui era ospite con un gruppo di amici, presa d'assalto dalla banda di criminali. "Erano sei persone, avevano due pistole e dei machete. All'1.30 di notte stavamo tornando a casa, hanno aspettato che scendessimo dalla macchina e ci hanno aggrediti", racconta Aiani, originario di Genzano, in provincia di Roma. "Ci hanno buttati a terra e minacciati. Un mio amico è stato accoltellato a una mano. Ci hanno portato via soldi e macchine fotografiche. Poi sono passati alle altre ville", aggiunge il testimone spiegando che si tratta di un gruppo di 5 ville private, tutte abitate da turisti italiani, una decina in totale.
Alla casa accanto, quindi, i banditi "hanno sparato a un altro signore, un abruzzese, ferendolo alla pancia. E' stato un incubo, sanguinava, volevamo portarlo in ospedale ma ci avevano chiusi dentro. Solo grazie all'intervento di una persona della security locale siamo riusciti a farlo portare in ospedale", prosegue Aiani, aggiungendo che il console Roberto Macrì lo aveva appena chiamato dall'ospedale di Malindi per dirgli che l'uomo "è fuori pericolo". Ora, Alessandro non sa bene cosa fare nei prossimi giorni: "Vengo qui da tanti anni e sarei dovuto rimanere fino a fine febbraio. Ora non lo so...".