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domenica 14 febbraio 2016

Sei single? Il carrello della spesa costa 274 euro in più al mese


ROMA, 14 febbraio - Nel giorno di San Valentino la Coldiretti fa i conti in tasca ai 7,7 milioni di single in Italia per scoprire che chi vive da solo deve far fronte a un costo della vita superiore del 64% a chi vive in coppia o in famiglia. E' quanto emerge da un'analisi basata sui dati Istat. Il carrello per un single costa in media 274 euro al mese contro i 190 di una famiglia di 2-3 persone. Pesano addirittura il doppio le spese legate all'abitazione.

venerdì 26 dicembre 2014

NATALE, è salita (+2%) la spesa per i cenoni, calati gli altri consumi


ROMA, 26 dicembre -  Si inverte la tendenza al ribasso e torna a salire la spesa fatta dagli italiani per imbastire la tavola per il cenone della vigilia e per il pranzo di Natale. Quest'anno sono infatti stati "mangiati" 2,35 miliardi di euro (+2% rispetto al 2013) per cibi e bevande. E' questo il bilancio fatto dalla Coldiretti. Secondo il Codacons però, a parte gli alimentari, l'hi-tech e i giocattoli, i consumi degli altri settori continuano a essere in calo.
La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - conclude Coldiretti - in 900 milioni per pesce e le carni compresi i salumi, 400 milioni per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni per dolci, 350 milioni per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni per formaggi e uova.

Codacons: "A Natale consumi sono crollati del 5%" - Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del 5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest'anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spoese di Natale per 8,2 miliardi. 

Resistono alimentari, hi-tech e giocattoli - Non tutti i settori hanno però risentito del clima di austerity, evidenzia il Codacons: se le vendite sono andate particolarmente male per abbigliamento, calzature, arredamento, addobbi e viaggi - comparti dove il calo degli acquisti ha raggiunto il -10% - i settori alimentari, giocattoli e hi-tech hanno tenuto il passo rispetto ai consumi degli anni passati. 

"Tagliati oltre 8 miliardi di spese in 7 anni" - "Negli ultimi anni si è assistito ad un crollo vertiginoso dei consumi natalizi in Italia, calati dal periodo pre-crisi ad oggi addirittura del 45,5% - lancia l'allarme il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - In base ai dati ufficiali, infatti, nel 2007 'l'effetto Natale', ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece la spesa degli italiani nell'intero periodo natalizio si è fermata a 9,8 miliardi di euro. Ciò significa che in 7 anni le famiglie del nostro Paese hanno tagliato le spese natalizie per la maxi cifra di 8,2 miliardi di euro".

venerdì 4 luglio 2014

Aumenta (di poco) la spesa delle famiglie, ma cala il potere d'acquisto

ROMA - Nei primi tre mesi dell'anno la spesa delle famiglie per consumi finali, in valori correnti, è aumentata dello 0,2% nei confronti sia del trimestre precedente, sia del corrispondente periodo del 2013. Lo rileva l'Istat. E' la prima crescita tendenziale dopo due anni. La spesa non saliva più, infatti, dall'ultimo trimestre del 2011.
Sempre secondo l'Istat, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici, ovvero il loro reddito reale, nel primo trimestre del 2014 torna in calo, scendendo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,2% su base annua.  Il rapporto deficit-Pil nel primo trimestre del 2014 è risultato pari al 6,6%, in miglioramento di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013 (era al 7,3%). Lo rileva l'Istat, che ricorda che il dato non tiene conto delle operazioni di swap.

sabato 31 maggio 2014

"Gli 80 euro? Me li spendo tutti" dice la metà dei beneficiari


ROMA - Pare esserci già un effetto positivo sui consumi per il bonus di 80 euro del governo Renzi ai lavoratori dipendenti. Tale bonus potrebbe infatti generare nel solo 2014 un aumento di 3,1 miliardi della spesa delle famiglie. La stima è dell'Ufficio Economico Confesercenti sulla base di un sondaggio sulla platea dei beneficiari del provvedimento. Il 78% delle persone interessate ha già incassato in questi giorni il bonus in busta paga.
Oltre la metà (il 54%) di coloro che hanno avuto il bonus ha intenzione di spenderlo, sia per il pagamento di debiti pregressi (il 14%) che per l'acquisto di beni e servizi (40%). ''Una propensione al consumo importante, che pero' denota la condizione difficile in cui versano le famiglie italiane. Solo il 18%, infatti, ha deciso di mettere da parte la somma: in parte, probabilmente, per l'incertezza sul futuro, ma anche per iniziare a ripristinare il risparmio eroso in questi anni di crisi'' sottolinea la Confesercenti. 
Tra i circa 4 milioni di italiani che lo useranno per l'acquisto di beni e servizi, il 45% ha deciso di spenderlo interamente, mentre 3 su 10 ne impiegheranno comunque più della meta' e il 22% la metà circa. In totale, calcola l'Ufficio Economico della Confesercenti, entro la fine del 2014 sul mercato dovrebbero arrivare più di 3,1 miliardi di euro di consumi, generando un incremento dello 0,3% della spesa delle famiglie residenti italiane. Si tratta di poco meno della metà dell'ammontare complessivo del bonus, pari a circa 7 miliardi di euro. Di questi, 1,2 miliardi saranno invece destinati al risparmio, e quasi 1 miliardo di euro verra' utilizzato per ripianare vecchi debiti.
Complessivamente, oltre due terzi (68%) dei beneficiari hanno un giudizio positivo del provvedimento: il 13% accoglie con un 'finalmente' l'arrivo del bonus, mentre il 55% lo ritiene comunque un'iniziativa utile. Per il 32%, però, non è sufficiente a risolvere i problemi.

lunedì 7 aprile 2014

Istat: nel 2013 calati il reddito reale e la spesa delle famiglie

ROMA - Nel 2013 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dello 0,3%. Lo rileva l'Istat, segnando così una piccola ripresa, parlando infatti di ''modesto aumento''. Ma il potere di acquisto delle famiglie, cioè il reddito disponibile in termini reali, è sceso anche nel 2013, con un ribasso dell'1,1%. Così come cala ancora la spesa per consumi finali delle famiglie consumatrici, che registra una caduta dell'1,3% nel 2013. In ripresa invece la propensione al risparmio che lo scorso anno è stata pari al 9,8%, in recupero di 1,4 punti percentuali rispetto al 2012
Deficit/Pil al 2,8% al netto dei derivati - Il rapporto decficit-Pil nel 2013 si è attestato al 3%, dato valido ai fini dei parametri Ue per le procedure su deficit eccessivo. Nel quarto trimestre 2013 l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari all'1,1%, risultando inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2012, spiega sempre l'Istat. Guardando al saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi), negli ultimi tre mesi dell'anno è risultato positivo e pari a 16.765 milioni di euro. 
Tasse al 51,5% nell'ultimo trimestre 2013 - La pressione fiscale nel quarto trimestre del 2013 è stata pari al 51,5%, in calo di 0,3 punti rispetto allo stesso periodo del 2012. La media annua per il 2013 si conferma invece al 43,8%. Lo rileva l'Istat, ricordando come la pressione sia 'fisiologicamente' più alta negli ultimi tre mesi dell'anno, periodo in cui si concentrano i pagamenti.